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Furti in appartamento: 3 arresti a Parella e Borgo Vittoria

Continuano gli arresti della Polizia di Stato, a Torino, di ladri d’appartamento; sono 3 le persone arrestate per tentato furto in abitazione nelle ore immediatamente precedenti al Ferragosto.
Nel primo caso, nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio che la Questura di Torino ha predisposto in occasione della festività di metà agosto, specificamente dedicati alla prevenzione dell’odioso fenomeno dei furti in abitazione, una pattuglia della Squadra Volante ha sventato un furto in atto all’interno di un palazzotto signorile di corso Lecce.
Sfruttando il buio della notte, un cittadino italiano di 45anni, dopo aver danneggiato una telecamera di videosorveglianza della villa, era riuscito a introdursi nel giardino, accatastando una pila di indumenti fra le grate della cancellata per scavalcare: l’uomo aveva preso di mira inizialmente una depandance, in uso alla domestica, danneggiando la maniglia di una delle porte d’ingresso nel tentativo di introdursi all’interno. I rumori hanno allertato i residenti, due persone ultraottantenni, che hanno contattato il numero di emergenza 112 NUE.
La pattuglia della Polizia di Stato è stata immediatamente inviata sul posto dalla Centrale Operativa della Questura di Torino ed ha notato un soggetto che nel giardino della villa era intento a innaffiare il prato con una manichetta per l’irrigazione. Gli agenti non sono caduti nel tranello ed hanno bloccato subito il 45enne, arrestandolo per tentato furto aggravato in abitazione, e soccorso i due residenti, frattanto chiusisi in casa, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.
In una seconda occasione, altri due “topi” di appartamento sono stati intercettati dalle Volanti dell’UPG mentre tentavano di svaligiare un appartamento del quartiere Borgo Vittoria, anche in questo caso in piena notte. I poliziotti sono intervenuti con tempestività a seguito dell’attivazione dell’allarme antiintrusione in un alloggio, i cui proprietari si trovavano fuori regione per le vacanze. Gli operatori hanno individuato l’appartamento oggetto di furto poiché la serratura della porta presentava filamenti di cotone al suo interno, un escamotage utilizzato dai ladri per capire se i proprietari siano assenti da giorni o meno; hanno, inoltre, notato che gli spioncini degli altri alloggi del pianerottolo erano stati coperti con dei piccoli pezzetti di carta.
Dopo aver fatto accesso in casa, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, risultando la porta bloccata dall’interno, i poliziotti hanno trovato i ladri, un cittadino georgiano e uno russo, all’interno della camera da letto: la stanza si presentava rovistata, i due avevano già raggruppato sul letto i preziosi e altri oggetti di valore, pronti a fuggire col bottino.
A carico del cittadino russo, inoltre, sono stati rinvenuti e sequestrati, a seguito di perquisizione domiciliare, un imponente numero di oggetti atti allo scasso, come pinze, chiavi, martelletti, cacciaviti, calamite, lame, guanti e occhiali protettivi da lavoro, torce, un vero e proprio “kit” per il ladro di appartamento.
Per entrambi è scattato l’arresto per tentato furto aggravato in abitazione.

Ugi, laboratorio di doppiaggio nel mese di agosto

Per tutto il mese di agosto, a Ugidue ( https://ugi-torino.it/cosa-offriamo/il-progetto-ugi2 ), alcuni ragazzi stanno vivendo un laboratorio di doppiaggio davvero speciale. Nei primi incontri hanno scelto insieme un video da reinterpretare, lasciando che la voce diventasse un filo sottile e potente: quello che unisce emozioni, fantasia e sorrisi condivisi. Poi, nello studio di Radio UGI, quel lavoro si è trasformato in magia: microfoni accesi, risate che alleggeriscono l’aria, momenti di concentrazione intensa e la gioia autentica di sentirsi protagonisti di qualcosa di unico.
Il percorso continua, ricco di nuove meravigliose sorprese… pronte a far divertire tutti, una battuta alla volta, doppiando e reinventando il mondo con la loro creatività.

(Facebook)

Piano Estate, più di mille contatti tra giugno e agosto per il Servizio Aiuto Anziani

Prosegue l’impegno della Città di Torino a favore delle persone anziane e fragili attraverso il Piano Estate 2026, il programma di assistenza realizzato in collaborazione tra il Dipartimento Servizi sociali, l’ASL Città di Torino, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.

L’iniziativa, attiva dal 1° giugno al 30 settembre, mette in campo una rete coordinata di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare rivolta ai cittadini e alle cittadine over 65 residenti a Torino che, pur essendo generalmente autosufficienti, si trovano in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.

Tassello fondamentale del piano operativo per l’estate della Città di Torino è il Servizio Aiuto Anziani che, dotato di un call center operativo tutto l’anno, nel periodo estivo registra generalmente un incremento delle richieste da parte di cittadine e cittadini che si rivolgono tramite mail (aiutoanziani@comune.torino.it) o telefonicamente al numero 011.01133333 (dalle 8,30 alle 16 dal lunedì al venerdì, mentre dalle 16 alle 8,30 di ogni giorno e nei festivi le telefonate sono inoltrate alla Polizia Locale di Torino).

Il Servizio rappresenta un punto di riferimento importante per le persone anziane e le loro famiglie, offrendo supporto, ascolto e orientamento ai servizi disponibili sul territorio, ed è attivo anche nelle settimane centrali di agosto, rafforzando una rete di protezione che mette al centro il benessere e la qualità della vita delle persone. I dati ne confermano il ruolo: tra il 1° giugno e il 10 agosto 2026 sono stati registrati 1.062 contatti, tra telefonate (618) ed e-mail (444), pari a circa un terzo dei 3.190 contatti complessivi rilevati dall’inizio dell’anno; il dato più evidente riguarda le chiamate telefoniche, 618 in poco più di due mesi, con un tasso di oltre il 42% rispetto alle 1.460 chiamate registrate dall’inizio dell’anno.

“L’estate può rappresentare un periodo particolarmente delicato per molte persone anziane, soprattutto quando alle alte temperature si sommano condizioni di fragilità, solitudine o difficoltà economiche – sottolinea Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino –. Con il Piano Estate l’Amministrazione garantisce una presenza concreta accanto a chi ha più bisogno, rafforzando una rete di sostegno che coinvolge servizi sociali, sanitari e realtà del territorio. Non si tratta soltanto di offrire assistenza pratica, ma anche di assicurare ascolto, prossimità e relazioni, perché nessuno debba affrontare da solo i mesi più critici dell’anno. La capacità di una città di prendersi cura delle persone più vulnerabili misura la qualità della propria comunità, e Torino continua a lavorare in questa direzione con attenzione e responsabilità”.

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Parigi: Gastaldi argento, Curtis bronzo e record tricolore



Si è chiusa la sesta e penultima giornata degli Europei di Parigi e gli azzurri conquistano altre quattro medaglie per il secondo posto parziale nel medagliere: il Piemonte contribuisce con due medaglie!

Arrivata al traguardo per qualche secondo non ha realizzato ciò che avesse combinato. Poi l’urlo di gioia rivolto verso la tribuna dove stavano assiepati i suoi compagni di squadra. Anita Gastaldi fa saltare il banco e si prende un pazzesco argento nei 200 misti, battuta solamente dall’irlandese Elle Walshe in 2’09″81. Ottima la prova della 23enne cuneese di Bra – tesserata per Carabinieri e VO2 Torino, allieva di Fabrizio Clary – che nuota il primato personale in 2’10″07 (frazioni 27″78, 32″44, 38″87, 30″98), depennando il 2’10″97 siglato agli Assoluti Unipol di Riccione nell’aprile del 2025.

“Faccio ancora fatica a realizzare – dichiara Gastaldi, bronzo europeo in vasca corta a Lublino 2025 nei 200 farfalla – Sapevo che la gara sarebbe stata aperta, perché già in semifinale eravamo tutte molto vicine. Ho migliorato il mio personale di quasi un secondo. Ho lavorato tanto per arrivare a questo risultato. Ho accanto persone che credono in me, forse anche più di quanto credo io. Prima della gara ho ricevuto soltanto tanto sostegno e messaggi di incoraggiamento”.

C’è poi Sara Curtis a confezionare un’altra magia ed è bronzo nei 50 stile libero portando il suo record italiano sul 23″99: una perla che si aggiunge all’oro con record del mondo nei 50 dorso, all’argento con la 4×100 stile libero e ai bronzi con la 4×100 stile libero mixed e quello storico nei 100 stile libero. Rompe l’acqua con intensità la 19enne di Savigliano – tesserata per Esercito e CS Roero, seguita alla Virginia University da Todd De Sorbo e in Italia da Thomas Maggiora – che cancella il 24″09 registrato in finale al 62esimo Settecolli Ip lo scorso giugno; quando la sua compagna di allenamenti Gretchen Walsh portò il primato del mondo a 23″55.

“E’ stata una finale incredibile, velocissima. Il record italiano era il mio reale obiettivo come scendere sotto i 24″ – afferma la velocista piemontese che compirà 20 anni il 19 agosto – Io pensavo di essere addirittura più avanti. E’ comunque arrivato un grandissimo bronzo, che certifica ancora di più la bontà del lavoro svolto. Nuotare accanto a Sarah Sjoestroem è sempre un’emozione incredibile e ricevere i suoi complimenti fa davvero un bell’effetto”.  Poi le emozioni con l’ennesima medaglia al collo di europeo trionfale: “Questo bronzo ha un’importanza immensa, non volevo perderlo per nessun motivo. Voglio ringraziare tutta l’Italia per il supporto e la vicinanza. Sono fierissima di indossare questa divisa e di portare in alto il tricolore”.

 

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Foto DBM

 

“L’Europa tra la Cina e gli Stati Uniti”

Le crisi e il futuro dell’Unione Europea: se ne parlerà al “Forte di Bard” in un Convegno promosso in collaborazione con “Le Grand Continent”

Sabato 29 agosto / Aperte le adesioni

Bard (Aosta)

Ospite d’eccezione, l’ex Ministra e Deputata alla Camera dal 1994 al 2012, Giovanna Melandri. L’argomento è di strettissima attualità: quali le azioni nazionali ed internazionali da mettere in campo per riportare, se ancora possibile, l’Europa al centro dello “scacchiere geopolitico” globale? Se ne parlerà in un Convegno dal titolo “L’Europa tra la Cina e gli Stati Uniti” in programma nella Piazza d’Armi dell’ottocentesca Fortezza di Bardsabato 29 agosto, con inizio alle 15,15, alla  presenza di firme tra le più prestigiose del giornalismo, della cultura e della società civile invitate a confrontarsi, per l’appunto, sulle “grandi trasformazioni” del mondo contemporaneo. Promossa dall’“Associazione Forte di Bard” in collaborazione con “Le Grand Continent” – rivista online  di “geopolitica” fondata a Parigi nel 2019 dal “Groupe d’etudes géopolitiques” guidato dall’analista politico, valdostano di Villeneuve, Gilles Gressani – l’iniziativa sarà anche l’occasione per presentare, in anteprima per l’Italia, il quinto volume della rivista europea “Grand Continent: L’ennemi qui nous désigne. Apprendre à résister aux prédateurs”.

Tre sono i “panel” di alto livello, su cui (al centro i temi chiave del nostro tempo) dialogheranno e si confronteranno – dopo i saluti istituzionali di Ornella Badery (presidente del “Forte”) e di Gilles Gressani (direttore de “Le Grand Continent”) – rappresentanti del mondo giornalistico, della ricerca universitaria e della sfera diplomatica internazionale. Alcuni nomi: i giornalisti Simone Pieranni (“Il Manifesto”), Federico Fubini (“Corriere della Sera”), Lou Fritel (“Paris Match”), Anais Ginori (“La Repubblica”), il traduttore scrittore e poeta – canadese di nascita oggi residente e operante tra Ginevra e Parigi – Martin RueffCarlo Ossola, presidente dell’“Istituto Treccani” di Roma, Jean-Yves Dormagen, direttore dell’Istituto di Sondaggi europeo “Cluster 17”, Marc Lazar, professore emerito di Storia e Sociologia politica “Sciences Po” di Parigi, Nicoletta Pirozzi, vicedirettore “Istituto Affari Internazionali” di Roma e Alessandro Aresu, filosofo e analista geopolitico, autore di “La Cina ha vinto” (Feltrinelli, 2025).

Ospite di punta, come detto, Giovanna Melandri. Economista ed ambientalista (con cittadinanza statunitense, nativa di New York), già Ministra della “Cultura” – nei Governi D’Alema I, II e Amato II, nonché delle “Politiche Sociali e Attività Sportive” nel Governo Prodi II – ed ex presidente della Fondazione e del Museo “Maxxi” di Roma, la Melandri parteciperà (con Martin Rueff, Carlo Ossola e Anais Ginori) al terzo “panel” che si terrà dalle 18 alle 19 sul tema “Resistere per e attraverso la bellezza, una conversazione sul nuovo umanesimo europeo”.

Temi del primo (ore 15,30 – 16,30) e del secondo “panel” (ore 16,45 – 17,45): “Che cos’è il populismo nell’era di Trump” e “Tecnologia, industria e commercio: come affrontare la potenza cinese?”.

Il pomeriggio si concluderà con un rinfresco ed un concerto di musica jazz.

Come partecipare

Le adesioni sono aperte sul portale “Midaticket.it” al costo di 10 euro (la quota include il rinfresco e il concerto). Per altre info: tel. 0125/833811 o consultare il sito www.fortedibard.it.

I partecipanti avranno anche diritto al biglietto di “ingresso omaggio” alla mostra in corso al “Forte” (fino al 18 ottobre) “Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano”, dedicata alle opere fotografiche di uno fra i massimi fotografi e fotoreporter italiani del Novecento.

g.m.

Nelle foto: “Le grand Continent” e Giovanna Melandri

Come i colori influenzano Torino

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Passeggiare per Torino significa attraversare una città che comunica continuamente con il cervello, anche quando non ce ne accorgiamo. I colori degli alberi lungo i viali, il blu del Po, le luci rosse dei locali serali, il bianco degli ambienti moderni: ogni tonalità modifica emozioni, battito cardiaco, concentrazione e perfino il modo in cui viviamo gli spazi.

Le neuroscienze spiegano da anni che il cervello umano reagisce ai colori in maniera molto più profonda di quanto si pensi. Torino, forse senza volerlo, è una città che mette continuamente in contatto le persone con stimoli visivi capaci di influenzare umore e comportamento.

Il verde che aiuta la mente

Torino viene spesso associata ai suoi grandi parchi e ai viali alberati. Dal Valentino alla Pellerina, passando per le zone lungo il Po, il verde è una presenza costante nella quotidianità dei torinesi. E proprio il verde rappresenta uno dei colori più legati alla concentrazione e al benessere mentale.

Secondo numerosi studi psicologici, osservare alberi e natura riduce il livello di stress e permette al cervello di mantenere più facilmente il focus. Per questo motivo molte persone lavorano meglio vicino a una finestra da cui si vede l’esterno. Anche una semplice pausa in cui lo sguardo si sposta sugli alberi può aiutare la mente a recuperare attenzione.

Il motivo affonda nelle origini dell’essere umano. Il cervello nasce nella natura e continua a percepirla come un ambiente sicuro. La presenza di piante e colori naturali stimola la produzione di serotonina e contribuisce a creare una sensazione di equilibrio e stabilità emotiva. Anche chi pensa di non amare particolarmente la natura mantiene una risposta inconscia positiva verso tutto ciò che richiama il verde.

Per questa ragione il verde viene spesso consigliato anche negli ambienti interni. Pareti, dettagli d’arredo o spazi con molte piante trasmettono calma mentale e favoriscono la concentrazione, soprattutto negli studi e negli uffici.

Il rosso accelera il cuore

Se il verde rilassa, il rosso produce l’effetto opposto. È il colore che più facilmente aumenta il battito cardiaco e crea una sensazione di attivazione immediata. Torino lo mostra soprattutto nelle insegne luminose dei locali, nelle zone della movida e negli ambienti progettati per trasmettere energia.

Dal punto di vista neurologico, il rosso richiama attenzione e intensità. Il cervello interpreta l’aumento del battito come uno stato di eccitazione o di allerta. Per questo motivo anche i vestiti rossi influenzano le interazioni sociali. Una persona vestita di rosso appare più intensa, più presente, più difficile da ignorare.

Lo stesso meccanismo si riflette negli ambienti domestici. Una stanza da letto con pareti rosse, tende rosse o elementi molto accesi rende più difficile il rilassamento. Il cervello rimane attivo più a lungo e il corpo fatica a rallentare.

Molti locali scelgono il rosso proprio per creare movimento e stimolare energia sociale. È un colore che funziona bene nei luoghi dinamici, nei cocktail bar e negli spazi dedicati alla vita notturna.

Il blu del Po e il bisogno di calma

Tra i colori più presenti a Torino c’è anche il blu. Basta osservare il Po nelle giornate limpide o i riflessi dell’acqua lungo i Murazzi per capire quanto questo colore contribuisca all’atmosfera della città.

A livello psicologico il blu rallenta il battito cardiaco e trasmette un senso di calma e affidabilità. È il colore più utilizzato negli ambienti professionali perché comunica credibilità, sicurezza e leadership. Non a caso molte persone scelgono tonalità blu per colloqui di lavoro, incontri importanti o contesti in cui vogliono apparire autorevoli.

Anche alcuni ristoranti torinesi specializzati in pesce utilizzano arredamenti azzurri e blu per richiamare il mare e creare un’atmosfera rilassata. Eppure proprio l’azzurro ha un effetto curioso sul cervello: tende a diminuire l’appetito. Succede perché in natura il blu compare raramente negli alimenti e il cervello associa questo colore più alla calma che al desiderio di mangiare.

Il bianco e il nero raccontano invece due forme diverse di distanza. Il bianco trasmette pulizia, ordine e precisione. Per questo viene scelto spesso negli ambienti moderni, nelle gallerie e negli spazi minimalisti della città. Il nero comunica eleganza, raffinatezza e una certa freddezza emotiva. È il colore che crea più distacco, ma anche quello che viene associato più facilmente al concetto di stile.

Camminando per Torino si scopre quindi una città che parla continuamente attraverso i colori. Ogni strada, parco, locale o palazzo produce reazioni nel cervello e modifica il modo in cui le persone si sentono. A volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che una città non viene vissuta soltanto con gli occhi, ma anche con le emozioni che riesce a generare.

NOEMI GARIANO

Dessì, Gallo e Nunzio protagonisti a San Sicario alla Galleria Benappi

La stagione estiva della galleria Umberto Benappi di Sansicario prosegue con la mostra dedicata alla Scuola di San Lorenzo, a Gianni Dessì, Giuseppe Gallo e a Nunzio.
L’esposizione, che si avvale del supporto creativo di Riccardo Pietrantonio, rimarrà aperta dal 14 agosto al 27 settembre prossimo, dal martedì alla domenica, nelle fasce orarie 10-13 e 16-19.
I tre maestri in mostra rappresentano le figure centrali della cosiddetta Scuola di San Lorenzo, esperienza artistica nata a Roma tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, nell’omonimo quartiere  e formatasi intorno all’ex pastificio Cerere.
I tre artisti, pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente riconoscibili, condividono una ricerca capace di restituire centralità alla pittura, alla scultura, alla materia e al gesto, in dialogo con la memoria della tradizione e la sensibilità contemporanea.
Questi tre artisti, che si riconducono alla nuova stagione della Scuola Romana, hanno contribuito al rinnovamento dell’arte italiana, attraverso una pratica capace di coniugare rigore formale, intensità poetica e sperimentazione.
La mostra mette in luce le affinità e le differenze dei loro percorsi, offrendo al pubblico un’occasione per riscoprire una delle esperienze più significative dell’arte italiana contemporanea.

Gianni Dessì, nato a Roma nel 1955, compie una ricerca che si concentra sul rapporto tra pittura, spazio e materia, sviluppando un linguaggio in cui il quadro supera i propri confini tradizionali e dialoga con l’ambiente circostante. Molti dei suoi dipinti, infatti, non rimangono costretti entro i limiti della tela, ma si estendono oltre, invadono le pareti che li accolgono e sono parte di un processo di trasformazione che espande l’opera in uno spazio altro.
Attraverso l’uso di materiali diversi, superfici tridimensionali e interventi installativi, l’artista esplora temi come la memoria, il tempo e la percezione.
La sua arte si distingue per la continua sperimentazione formale e forza espressiva, dando vita ad opere che invitano lo spettatore a un’esperienza visiva e sensoriale.

Un linguaggio profondamente personale contraddistingue l’artista Giuseppe Gallo, nato a Rogliano, in provincia di Cosenza  nel 1954. Nella sua arte pittura, scultura e disegno dialogano attraverso un mondo di simboli, forme organiche e riferimenti alla natura, al mito, alla storia dell’arte. La libertà compositiva si accompagna al rigore compositivo, dando vita a opere in cui segni, immagini e colori si intrecciano in una riflessione poetica sulla memoria, sul tempo e sui processi di trasformazione. La sua capacità artistica consiste nel trasformare elementi del mondo naturale in un immaginario evocativo, che si apre a molteplici livelli di lettura.

Nunzio, originario di Cagnano Amiterno, in provincia di L’Aquila nel 1954, si può considerare uno tra i maggiori protagonisti della scultura italiana contemporanea. La sua ricerca si concentra sulle qualità espressive della materia, privilegiando materiali come il legno bruciato, il piombo e il gesso, capaci di diventare protagonisti di forme essenziali e potenti. Le sue opere instaurano un equilibrio delicato tra peso e leggerezza, presenza e vuoto, rivelando una concezione dell’opinione come luogo di intensa esperienza percettiva e spirituale. L’artista utilizza un linguaggio sobrio e rigoroso e conferisce alla materia una forte tensione poetica, evocando temi di memoria, trasformazione e tempo.

Galleria Umberto Benappi, Via Clos de la Mais C 13 Sansicario Alto, Cesana

Mara Martellotta

Incendi in Piemonte, danni estesi al territorio

Gli incendi degli ultimi giorni in Piemonte hanno causato ampi danni alla vegetazione. Solo nell’Alessandrino i dati ufficiali forniti dai droni rilevano 233 ettari di bosco andati in fumo a Mornese a causa dell’incendio divampato il 2 agosto in zona Pianoni e poi ripreso  sabato 8. Nel primo rogo ne sono andati distrutti 58 e 175 nel secondo. Ampi danni anche nel Vico e in alcune zone del Torinese.

“Topo d’appartamento” in manette a Borgo Crimea

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino tunisino di ventuno anni, gravemente indiziato dei reati di tentato furto aggravato in abitazione e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio che la Questura di Torino ha approntato in occasione del Ferragosto, con particolare focus sull’odioso fenomeno dei furti in abitazione, uno degli equipaggi delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale impegnati nel pattugliamento della zona precollinare è intervenuto presso uno stabile di Corso Giovanni Lanza. Lì la proprietaria di casa aveva segnalato di aver sorpreso un uomo mentre sollevava la serranda della finestra del bagno per introdursi all’interno del suo appartamento, al piano terra.
Alle grida della donna il giovane si era dato a una precipitosa fuga dirigendosi verso il cortile interno del condominio.
Gli agenti hanno quindi effettuato una rapida bonifica dell’area, individuando l’uomo, poco distante, mentre tentava di nascondersi sotto alcune coperte, sfilate da un balcone, a ridosso di una colonna del cortile.
Sin da subito il ventunenne ha tentato di sottrarsi al controllo opponendo una strenua resistenza, sferrando anche svariati colpi contro gli agenti e contro la vettura di servizio.
Al termine delle verifiche volte alla completa identificazione dell’uomo, lo stesso è stato tratto in arresto.

1855, Baudelaire e l’eresia dei fiori del male

 

Ma jeunesse ne fut qu’un ténébreux orage, traversé çà et là par de brillants soleils; le tonnerre et la pluie ont fait un tel ravage, qu’il reste en mon jardin bien peu de fruits vermeils ” (Non fu che fosca tempesta la mia giovinezza, qua e là solcata da rilucenti soli;il tuono e la pioggia ne han fatto un  tale strazio da lasciare nel mio giardino solo qualche vermiglio frutto). Versi potenti, tratti da L’ennemi, il nemico, una delle poesie che Charles Baudelaire raccolse nei suoi Les Fleurs du Mal. Era il 1°giugno 1855 quando, per la prima volta, la Revue des Deux Mondes pubblicò, con tanto di nota cautelativa per violenza, diciotto poesie di Baudelaire dal titolo I Fiori del Male, opera che subito destò scalpore e fu censurata. Ma la censura e la critica de Le Figaro non bastarono a celare l’opera e, infatti, il grande pubblico fu subito attirato dal lavoro.  Così I Fiori del Male sbocciano in quel lontano primo giugno, per poi essere pubblicati in prima edizione il 25 giugno del 1857, con 100 poesie suddivise in 5 sezioni e messi in vendita in circa 1100 esemplari, dagli editori Poulet-Malassis et De Briose. Le liriche di Baudelaire conobbero nuovamente e con più vigore l’asprezza della censura dei benpensanti, conseguenza naturale dello scalpore sollevato dall’audacia dei componimenti e dall’anticonformismo dei temi trattati che sconvolsero l’intero mondo letterario europeo. Il 20 agosto si celebrò a Parigi il processo penale contro l’autore e l’editore, accusati di pubblicazione oscena. Pubblico ministero era Ernest Pinard, lo stesso che qualche mese prima aveva pronunciato la requisitoria contro Madame Bovary di Flaubert. Baudelaire e Poulet-Malassis furono condannati a pene pecuniarie e alla soppressione di sei poesie. Negli appunti scritti per il suo avvocato per la difesa, Baudelaire diceva: “Il libro deve essere giudicato nel suo insieme: solo così si può coglierne la terribile moralità”. Il 30 agosto Victor Hugo gli scrisse: “I vostri Fiori del male risplendono e abbagliano come stelle […]”. E pensare che Baudelaire voleva intitolare la sua opera Les lesbiennes, le lesbiche, allo scopo di provocare quella gente che tanto disprezzava. Nonostante la censura e le critiche feroci che subì a quel tempo, il capolavoro di Baudelaire si diffuse in tutta Europa e ancora oggi i Fiori del Male è considerata una delle opere più innovative e influenti dell’Ottocento. Colpito da ictus, parzialmente paralizzato e divorato dalla sifilide ormai all’ultimo stadio morì ancora giovane a 46 anni il 31 agosto 1867 a Parigi dove venne sepolto nel cimitero di Montparnasse. E’ in quella tomba di famiglia senza alcun particolare epitaffio, insieme al detestato patrigno detestato e alla madre, morta quattro anni dopo, che riposa uno dei più famosi poètes maudits. Non mancano mai un fiore o un biglietto per l’autore dello Spleen di Parigi e vale sempre la pena di brindare al talento di Baudelaire, accompagnando il tutto con gli ultimi versi de Le osterie di Alda Merini che, ricordandolo, scriveva che in quei luoghi popolari “ci sta il nome di Charles scritto a caratteri d’oro”. À votre santé!

Marco Travaglini