ilTorinese

“Giovani sguardi”: sogni, desideri e fragilità dell’adolescenza

 

Dal 2 al 23 maggio prossimo torna alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino una nuova edizione di “Giovani sguardi”, la rassegna della Fondazione TRG pensata per il pubblico giovane e dedicata ai temi, alle domande e alle inquietudini delle nuove generazioni. Si tratta di cinque spettacoli selezionati da un gruppo di ragazzi e ragazze coinvolti in un gruppo di co-progettazione che narrano esperienze, fragilità e sogni dell’adolescenza. In questi spettacoli che interrogano il presente attraverso i desideri e le paure dei giovani, è presente una commistione di teatro, musica, video e performance, capaci di affrontare temi centrali del nostro tempo quali l’identità digitale, la salute mentale, il bisogno di senso, il rapporto con il futuro e la pressione di una società che risulta sempre più accelerata.

Sabato 2 maggio, alle 20.45, andrà in scena “Molly” di Cubo Teatro, una storia d’adolescenza tra identità e algoritmo, tra amore e dipendenza digitale; sabato 9 maggio, alle 20.45, sarà la volta della pièce teatrale “Still Alive” di Associazione Florian Metateatro, in cui un corpo immobile racconta con ironia e vulnerabilità la depressione come condizione intima e generazionale; sabato 16 maggio, alle 20.45, il Teatro Nazionale di Napoli porterà in scena “Assetati”, il racconto di tre solitudini che attraversano il tempo inseguendo sogni dimenticati alla ricerca di un amore capace di dare un senso al dolore; venerdì 22 maggio, alle 20.45, gli allievi del corso intensivo della scuola di teatro della Fondazione TRG presenteranno “Timeless”, un’indagine sulla frenesia contemporanea che riscopre nel vuoto e nella lentezza l’ultimo spazio possibile di libertà. Infine sabato 23 maggio, alle 20.45, andrà in scena un viaggio emotivo tra desiderio e paura, che interroga il senso di generare la vita in un mondo attraversato dall’incertezza, dal titolo “Dead or alive”.

Mara Martellotta

Scherma, bronzo nazionale per il circolo Ramon Fonst

Sono in corso di svolgimento a Riccione i Campionati Nazionali GOLD per le categorie U17-U20-ASSOLUTI. Per la Ramon Fonst di Torino è arrivato il podio di Luca JURAVLE, che si piazza al 3° posto nella categoria Under20, al termine di una gara condotta sempre con sicurezza dove ha battuto in fila il pesarese Giorgini 15-6, il vicentino Berti 15-13, il moglianese Cardin 15-8, il mestrino Vianello 15-13 e nel derby il torinese Laera 15-7, prima di cedere in semifinale al monzese Cazzani, figlio d’arte (il padre fu campione del mondo U20). Sottotono la prestazione degli altri atleti arancioneri presenti nella cittadina romagnola. Alessio ZUDDAS si piazzava 80° nell’U17 e 129° nella cat. Assoluti, Robert GHETU 67° e Tommaso GIRAUDO 109° tra gli U20, ed infine Matteo BORGOGNO 74° nella cat. Assoluti. A rappresentare il Circolo a Roma, nei Campionati Italiani, ci saranno quindi Robert GHETU tra i “Cadetti” e Luca JURAVLE tra i “Giovani”.

Le parole del Maestro del Circolo torinese Paolo Cuccu:

“Grandissima prova per Luca Juravle, che bissa il podio che ottenne lo scorso anno nella stessa gara. Qualche rimpianto per la semifinale, però adesso la concentrazione deve spostarsi sulle gare di Roma, lì il podio sarà di quelli prestigiosi e dobbiamo lavorare per giocarci le nostre chance. Gli altri fiorettisti hanno patito l’importanza della competizione, nella scherma ci si gioca tutto non solo in una gara ma anche in una sola giornata. Alessio Zuddas ha pagato l’inesperienza, è solo al primo anno tra i Cadetti e per lui qualificarsi a due gare è già un bel risultato, per Matteo Borgogno e Tommaso Giraudo il discorso è diverso, hanno sulle spalle pochi allenamenti per via degli infortuni per il primo e l’università per l’altro, non potevano fare questa difficile gara in modo maggiormente performate, come sarebbe nelle loro possibilità. Meno spiegabile la performance di Robert Ghetu, se non con quelle giornate dove tutto va storto dal principio, peccato perché non si è qualificato direttamente per Roma per solo 2 millesimi di punto, e sarebbe stata una bella occasione per lui disputare due campionati italiani”

La lunga parentesi agonistica di Riccione si chiuderà la prima settimana di maggio, con in pedana i nostri U14, tra i favoriti per il titolo italiano Francesco Lou FORNERIS e Maria Giulia LEVRONE, entrambi cat. Allievi (2012), quotata outsider per il podio anche Letizia GHIGO tra le Giovanissime (2014).

Spaccata nella boutique: un arresto

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi a Torino, un cittadino rumeno di 36 anni per tentato furto aggravato presso un negozio di abbigliamento di lusso del centro città.
L’operazione è scattata in seguito ad una segnalazione giunta al 112 NUE, riguardante un furto in atto presso un’attività commerciale di via Prati. Il richiedente, in costante contatto telefonico con la centrale operativa, ha fornito indicazioni in tempo reale sugli spostamenti del soggetto.
Le volanti dell’U.P.G.S.P., giunti immediatamente sul posto, hanno intercettato l’uomo all’intersezione con piazza Solferino, a pochi metri dalla vetrina infranta dell’esercizio commerciale.
Il trentaseienne, riconosciuto dal testimone, era stato visto, poco prima, depositare frettolosamente in una via limitrofa la refurtiva, consistente in 10 scatole di scarpe di un noto marchio, per un valore commerciale di circa 4.000 euro.
Durante la perquisizione, gli operatori hanno rinvenuto e sequestrato diversi oggetti verosimilmente utilizzati per danneggiare la vetrata. L’uomo presentava inoltre ferite da taglio ancora sanguinanti sulle mani, riconducibili alla rottura del vetro.
Alla luce della gravità dei fatti e della flagranza, l’uomo è stato arrestato per tentato furto aggravato e su disposizione dell’autorità giudiziaria condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”. La refurtiva, invece, è stata interamente recuperata e riconsegnata al proprietario dell’attività dopo la formalizzazione della denuncia.

A Bruino una nuova aula studio per i giovani

La sinergia tra la Città metropolitana di Torino e le amministrazioni locali ha segnato un nuovo importante traguardo a Bruino. Nella giornata di venerdì 24 aprile è stata inaugurata la nuova aula studio, realizzata grazie al contributo stanziato nell’ambito del progetto “Aule studio: spazio giovani e cultura”, promosso dalla Città metropolitana di Torino, con l’obiettivo di offrire a studenti e studentesse un ambiente moderno, funzionale e accessibile.

L’apertura rappresenta un risultato concreto dell’impegno dell’Ente nelle politiche giovanili, volto a rispondere alla crescente domanda di spazi pubblici dedicati allo studio e alla socialità.

Alla cerimonia è intervenuto il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, insieme al sindaco di Bruino Andrea Appiano e a numerosi amministratori del territorio e rappresentanti delle associazioni locali.

“Questi spazi sono strumenti concreti per contrastare isolamento e dispersione scolastica”, ha dichiarato Suppo.

Sono stati complessivamente dieci i Comuni vincitori del bando, ciascuno beneficiario di un contributo dedicato: oltre a Bruino, Cafasse, Foglizzo, Gassino Torinese, Caselle, Bosconero, Vestignè, Frossasco, Mercenasco e Corio.

Le aule studio – come evidenziato nel corso dell’iniziativa – non sono semplici spazi attrezzati con tavoli e connessione Wi-Fi, ma veri e propri presìdi sociali, fondamentali per contrastare la dispersione scolastica e l’isolamento giovanile.

Calci e pugni per rubare denaro e cellulare: denunciati per rapina

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La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, nei confronti di un minorenne ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata consumata lo scorso gennaio.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno permesso di ricostruire l’episodio commesso nei pressi del Parco Dora. Il giovane, agendo in concorso con altri due ragazzi, ha avvicinato la vittima con il pretesto di chiedere informazioni stradali.                       Una volta accerchiato il malcapitato, il gruppo lo ha colpito con calci e pugni fino a farlo cadere al suolo, causandogli diverse contusioni. Durante l’aggressione, i soggetti si sono impossessati del portafoglio e del telefono cellulare della vittima, per poi darsi alla fuga. Successivamente, le carte bancomat sottratte sono state utilizzate indebitamente per effettuare diverse transazioni fraudolente presso esercizi commerciali della zona.
Per questo fatto due dei tre ragazzi, minorenni, sono stati denunciati per il reato di rapina aggravata in concorso, mentre l’identità del terzo è rimasta ignota. Gli stessi sono stati anche denunciati per l’utilizzo delle carte e per lesioni.
Tuttavia, per il reato di rapina, nei confronti di uno dei due giovani, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere. A quest’ultimo sono stati anche contestati i reati di ricettazione e porto, fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo, di strumento atto ad offendere.

Festa del Santo Cottolengo: “Fede e Culture”

 

Giovedì 30 aprile con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Roberto Repole

Giovedì 30 aprile prossimo alle Piccola Casa si terrà la festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) sul tema dell’anno pastorale 2026 della Famiglia Cottolenghina “ A chi straordinariamente confida, il Signore straordinariamente provvede”. Fede e Divina Provvidenza” in cammino verso il bicentenario dell’ispirazione carismatica che è  stata donata al Fondatore della Casa della Divina Provvidenza, bicentenario che ricorrerà  il 2 settembre 2027.
A Torino le celebrazioni si apriranno alle ore 7 di giovedì 30 aprile nella Chiesa Grande della Piccola Casa Cottolengo, in via Cottolengo 12, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo ausiliare di Torino, monsignor Alessandro Giraudo. Don Alessandro Koch, sacerdote cottolenghino,  presiederà alle ore 9 la celebrazione eucaristica per la Scuola Cottolengo.
Seguiranno alle ore 10 tre celebrazioni, una nella chiesa San Pier Giorgio Frassati, presieduta da Padre Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa, una nell’RSA SS Annunziata  presieduta da padre Ugo Pozzoli, missionario della Consolata e vicario episcopale per la vita consacrata della diocesi di Torino, e una terza nella Cappella dell’Ospedale Cottolengo, in via Cottolengo 9, presieduta da don Pasquale Schiavulli, sacerdote cottolenghino.
Il Cortile  della Piccola Casa , in via Cottolengo 14, si colorerà con stand su “Fede e culture” per conoscere la ricchezza delle espressioni e dei simboli della fede delle persone di diverse nazionalità, che abitano ed operano nella Piccola Casa.
Nella Chiesa Grande della Piccola Casa alle ore 16 l’Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa Roberto Repole, presiederà la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa in diretta streaming su www.cottolengo.org, concelebrata da Padre Carmine Arice  e da diversi sacerdoti cottolenghini. Con questa celebrazione si vuole sottolineare il carattere di fraternità universale che si vive nella piccola Casa. Seguirà poi la festa di chiusura nel cortile centrale del Cottolengo, in via Cottolengo 14.

Per informazioni ulteriori www.cottolengo.org

Mara Martellotta

Officina in fiamme a Cafasse

Ieri un incendio è divampato nel tardo pomeriggio a Cafasse. In fiamme  l’officina “Doctor Moto Racing” di via Roma. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco. Una alta nube di fumo era visibile da distanza.

A Piossasco i 15 anni dell’Associazione Corona Verde di San Vito

Nel pomeriggio di domenica 26 aprile il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha celebrato a Piossasco il 15° anniversario della creazione dell’Associazione Corona Verde di San Vito, fondata nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura e la valorizzazione della zona collinare di Piossasco, con un’attenzione e una cura particolari rivolti al Borgo di San Vito, che con i suoi tre castelli, i palazzi nobiliari e le chiese, rappresenta un museo a cielo aperto.
La sua attività è quella di far conoscere il patrimonio storico ancora esistente per salvarlo e tramandarlo alle generazioni future. Per fare questo si occupa di custodire, ripulire e aprire alle visite le strutture esistenti; ripulire i sentieri ed i ruderi sul Monte San Giorgio; raccogliere e documentare la storia del territorio pubblicando grafiche e testi redatti dai soci e dagli esperti coinvolti; accogliere ed accompagnare i visitatori durante le giornate di porte aperte e le principali manifestazioni organizzate dalle altre associazioni e dalla Pro Loco.
Nel 2017 l’Assessorato ai Giovani del Comune di Piossasco, riconoscendo il valore dell’associazione, le ha proposto di ideare un progetto che coinvolgesse i giovani piossaschesi nella conoscenza della storia del territorio e nella sua conservazione. Da questa collaborazione è nato il Progetto “Giovani dentro la Storia di Piossasco”, arrivato quest’anno alla decima edizione e che ha coinvolto negli anni oltre 60 ragazzi. Prevede l’assegnazione di borse di studio a giovani piossaschesi che si formano per diventare ciceroni e accompagnare i turisti a visitare il Borgo di San Vito e/o portare in scena rappresentazioni teatrali sulla vita dei personaggi celebri di Piossasco.
I requisiti per partecipare sono: aver terminato la scuola secondaria di secondo grado; età non superiore a 35 anni ed essere residenti nel Comune.
Il percorso di formazione/apprendimento dei giovani prevede lezioni in aula e prove di esposizione in pubblico, premettendo loro di approfondire la conoscenza della storia del territorio, ma anche di sviluppare i loro soft skills parlando davanti alle persone, esponendo dati storici ed interpretando personaggi, anche indossando costumi d’epoca. Quando finiscono il percorso possono continuare come tutor per i ragazzi degli anni successivi. Questa esperienza può indirizzarli negli studi futuri e permettergli di interessarsi a percorsi di accompagnamento turistico o recitazione anche professionali.
Dall’aprile 2025 l’Associazione Corona Verde di San Vito è presieduta dal giovane Marco Roschetti.
Domenica 26 aprile alle ore 15 e alle 16 i ciceroni dell’associazione hanno effettuato le visite guidate nel borgo e alle sue meraviglie.


Alle ore 17 si è tenuta una solenne cerimonia nella
Confraternita di Santa Elisabetta, aperta dal discorso di Simona Raneri, Sindaco di Piossasco, la quale, dopo aver ringraziato l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per la sua decisione di valorizzare l’Associazione Corona Verde di San Vito, un’eccellenza del territorio, ha annunciato in esclusiva che l’area verde sotto il Borgo di San Vito sarà oggetto di un progetto che ha catalizzato quasi 600 mila Euro tra fondi regionali e comunali e permetterà di rendere fruibile il più possibile quell’area, raccordo tra la parte collinare e quella pianeggiante del Comune.
Dopo i saluti di Maurizio Guglielmone, Consigliere Comunale di Cervo (IM), Marco Roschetti ha descritto la storia e le attività dell’Associazione, mentre lo storico Gianfranco Martinatto ha raccontato la storia del Comune, con riferimento alla nobile famiglia Merlo, che proprio da qui gestiva la sua ampia consortile e prese quindi il cognome “Piossasco”. Il suo capostipite fu Gualfredo, custode per conto dei Savoia del Castellaccio, il maniero più antico, risalente al X secolo. Il casato nel tempo si suddivise in quattro rami, poi sei e infine in nove. Si estinse nel 1933 alla morte della Contessa Gabriella Piossasco di None.
Lo scrivente ha fatto scoprire ai presenti la figura della Regina Margherita, nel centenario della sua dipartita, mentre Manuela Massola, del Filo della Memoria, ha spiegato il legame tra Piossasco e Buttigliera Alta attraverso le nobili famiglie Merlo e Carron di San Tommaso. Nel 1748 Cristina Piossasco de Feys della Volvera, vedova di Bernhard Otto, Barone di Rehbinder, sposò Giuseppe Vittorio Carron, Marchese di San Tommaso e Conte di Buttigliera Alta. La loro nipote Giuseppina, impalmò Agostino Lascaris di Ventimiglia, portandogli in dote Palazzo Carron di Torino, che oggi si chiama Palazzo Lascaris ed è sede del Consiglio regionale del Piemonte.
Il 14 dicembre 1773 i destini dei Piossasco e i Carron si incrociarono nuovamente: Francesco Teodoro Carron, cugino del sopraccitato Giuseppe Vittorio, sposò Clotilde Piossasco di None, una delle undici figlie di Carlo Giuseppe Michele XV Signore di Piossasco.
Per l’occasione Manuela Massola ha esposto l’albero genealogico dei Carron e il nulla osta dell’Arcivescovo di Torino Francesco Luserna Rorengo di Rorà alle nozze tra Francesco Teodoro e Clotilde.
Successivamente il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza all’Associazione Corona Verde di San Vito.
I presenti si sono quindi trasferiti nel magnifico giardino della settecentesca Casa Lajolo, fatta costruire dai Conti di Chialamberto ed ereditata nel 1850 dai Conti Lajolo di Cossano, attuali proprietari.
Qui i ragazzi partecipanti al progetto
“Giovani dentro la Storia di Piossasco” hanno presentato la Torta Isabella, dedicata a Isabella Piossasco di None. La giovane era figlia di Gianfranco Piossasco di None e Agnesina Solaro. Dopo la morte di suo padre, la mamma si risposò in terze nozze con Giacomo Piossasco-Scalenghe, il quale tentò in ogni modo di far sposare la figliastra Isabella con il proprio figlio Carlo, nato dalla sua prima unione con Anna di Saluzzo. Ma Isabella, innamorata di Marcantonio Urbano Piossasco, cugino di Carlo, lottò con ogni forza per sposare il suo amato e si rivolse all’avvocato torinese Aimone Cravetta. Ella vinse la causa e l’amore trionfò: i ragazzi si sposarono nel 1550, ma Marcantonio morì dopo soli undici anni di nozze.
Ad Isabella è dedicata una torta che riunisce i prodotti dell’antica gastronomia di Piossasco. I suoi ingredienti sono cioccolato, nocciole e l’Hortus Glor, il liquore tipico del paese, realizzato con garofani, calamo, cannella, sandalo, ambretta, tonke e vaniglia.
La superficie della torta
è impreziosita da Sangiorgini, biscotti simili alla tradizionale pasta di meliga ed arricchiti con l’uvetta.
Alla cerimonia hanno partecipato i
seguenti gruppi storici:

  • I Marchesi Carron di San Tommaso” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta, che hanno impersonato il Marchese Francesco Teodoro Carron di San Tommaso, sua moglie Clotilde Piossasco di None e il nipote il Marchese Felice Carron di San Tommaso; la Marchesa Enrichetta Carron di San Tommaso nata Guasco di Bisio, mamma di quest’ultimo; la Marchesa Giovanna Felicita Carron di San Tommaso nata Sannazzaro di Giarole e la Contessa Clementina Carron di San Tommaso di Briançon, ultimo esponente della famiglia;

  • Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi ha impersonato Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, Regina di Spagna dal 1870 al 1873, accompagnata da due dame di compagnia;

  • I Signori di Torino nell’Ottocento”, i cui rievocatori hanno impersonato la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana;

  • I Nobili della Collina torinese”.

Le prossime visite al Borgo di San Vitto verranno effettuate il 24 Maggio, il 14 Giugno (Festa di San Vito), il 13 Settembre e il 18 Ottobre.

 

ANDREA CARNINO

Bimbo di 2 anni bloccato in auto salvato dai carabinieri

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Un intervento dei carabinieri che ha evitato il peggio: un bambino di due anni è rimasto chiuso nell’auto ed è stato tratto in salvo. È successo oggi ad Alpignano, in via Mazzini, quando una pattuglia del Radiomobile di Rivoli ha notato un gruppo di persone attorno a un veicolo e, verificando, ha scoperto il bimbo chiuso lì dentro.

I genitori, di origine moldava, avevano tentato invano di aprire la portiera, probabilmente per un guasto al meccanismo. Dopo diversi sforzi, i militari dell’Arma hanno infranto il vetro del finestrino e sono riusciti a liberarlo.

Fortunatamente, non ci sono state conseguenze per il bimbo. I carabinieri hanno riportato solo lievi ferite alle mani durante il soccorso. Il piccolo è stato poi riaffidato ai genitori.

VI.G

(Foto di archivio)

Fondazione CRT, il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro

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Avanzo di 208,7 milioni e posizione finanziaria netta a 979 milioni. In crescita i proventi da partecipazioni, rafforzato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni
 Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo 2025, predisposto dal Consiglio di Amministrazione con il parere favorevole del Collegio Sindacale e della società di revisione.
L’esercizio 2025 conferma un quadro di solidità patrimoniale e finanziaria. L’avanzo si attesta a 208,7 milioni di euro, mentre il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto al 2024.
La posizione finanziaria netta raggiunge i 979 milioni di euro, sostenuta da flussi cedolari robusti e da una gestione attiva della liquidità e del portafoglio obbligazionario.
Positivo e diversificato il contributo delle partecipazioni: i proventi cedolari complessivi ammontano a 233,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 219,7 milioni del 2024. Il risultato riflette un flusso di dividendi in crescita derivante dalle partecipazioni strategiche in portafoglio, all’interno del quale si conferma il contributo della banca conferitaria UniCredit e della partecipazione in Assicurazioni Generali.
La gestione attenta e prudente del nostro patrimonio, sia attraverso partecipazioni solide sia grazie a un portafoglio ben diversificato ed efficiente, ci permette di garantire continuità e stabilità alla nostra azione. In un contesto complesso come quello attuale, in cui il ruolo delle Fondazioni è sempre più determinante, la Fondazione CRT conferma il proprio impegno nella filantropia moderna, mettendo risorse concrete al servizio dello sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio e rispondendo in modo tempestivo alle esigenze del momento” ha dichiarato Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
Prosegue, inoltre, il rafforzamento degli strumenti a supporto dell’attività istituzionale. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni raggiunge 198,4 milioni di euro, in crescita del 5,9%, consolidando la capacità della Fondazione di assicurare continuità e programmazione degli interventi sul territorio.
Al risultato contribuiscono il controllo dei costi operativi e un’attenta gestione delle leve fiscali.
Nel corso del 2025 la Fondazione CRT ha dunque destinato 80,8 milioni di euro a oltre 1.500 progetti e iniziative in Piemonte e Valle d’Aosta, affiancati da risorse per progetti straordinari per oltre 118 milioni di euro. Gli ottimi risultati della gestione hanno consentito di mettere fin d’ora a disposizione per l’attività istituzionale 2026 risorse pari a 120 milioni di euro.