Saldi al via: a Torino e provincia acquisti per 153 milioni. Ascom chiede regole uguali per negozi e online

Scattano sabato 4 luglio i saldi estivi in Piemonte. Secondo le stime di Confcommercio, ogni famiglia spenderà mediamente 201 euro, pari a circa 91 euro a persona. A livello nazionale il giro d’affari atteso è di 3,2 miliardi di euro, mentre in Piemonte la spesa complessiva dovrebbe raggiungere i 290 milioni. Di questi, circa 153 milioni riguarderanno Torino e la sua provincia.

Per Ascom Confcommercio Torino e provincia l’avvio dei saldi rappresenta un momento importante sia per gli operatori commerciali sia per i consumatori, ma torna anche il tema del rispetto delle regole e della concorrenza con il commercio online.

«Il saldo è importante per il commerciante come per il consumatore – sottolinea la presidente di Ascom Confcom Torino e provincia Maria Luisa Coppa –, soprattutto oggi, con tante famiglie che aspettano gli sconti per fare acquisti che altrimenti rimanderebbero o non farebbero del tutto».

Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta inizieranno i saldi nella stessa giornata, una scelta condivisa per evitare squilibri competitivi tra regioni confinanti. Secondo Ascom, però, il problema resta quello delle promozioni anticipate all’interno dello stesso territorio, nonostante la normativa vieti vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi.

«Eppure, la norma è chiara – ricorda la presidente Coppa –: nei trenta giorni prima dell’avvio ufficiale non si possono fare vendite promozionali. Invece, c’è chi lo fa con la certezza di farla franca. E non solo piccole realtà, anche importanti gruppi del centro di Torino anticipano gli sconti, creando un grave danno a tutta la categoria».

Altro tema evidenziato dall’associazione è quello dell’e-commerce, ritenuto ancora soggetto a regole differenti rispetto ai negozi tradizionali.

«L’e-commerce è un problema sentito in modo fortissimo dai nostri imprenditori – afferma la presidente Coppa –. La soluzione c’è ed è: “stesso mercato, stesse regole”. Oggi, invece, chi le rispetta non è tutelato e chi le aggira riempie il cassetto. Si pretende rigore dal negozio di vicinato sui trenta giorni e sulla trasparenza del prezzo, mentre online tutto questo non esiste. Un’asimmetria che, nei saldi, diventa ancora più evidente».

Ascom osserva inoltre che il nuovo dazio di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, entrato in vigore dal 1° luglio, interessa soprattutto le piattaforme orientali e ha un impatto limitato sulla concorrenza esercitata dai grandi operatori del commercio elettronico.

L’inizio dei saldi coincide anche con un periodo di forte presenza turistica in città. Manifestazioni come il Kappa FuturFestival contribuiscono infatti ad aumentare l’afflusso di visitatori, con ricadute positive anche per il commercio.

«La città sa attrarre: il Kappa FuturFestival di questi giorni è ormai atteso anche dai commercianti – conclude la presidente Coppa –, perché porta un pubblico con elevata capacità di spesa che si ferma qualche giorno a Torino e fa volentieri shopping».

Per i negozianti del settore moda, il principale punto di forza resta la qualità dell’offerta e il rapporto diretto con la clientela.

Roberto Orecchia, presidente del Gruppo Moda di Ascom Confcom Torino e provincia, conferma che «la nostra forza è la garanzia della qualità. Dietro ogni capo c’è un lavoro di ricerca e selezione: mesi a scegliere collezioni, materiali e proposte su misura per la clientela. Sta diventando piuttosto chiaro che il commerciante ti difende dal fake e dal fast fashion: negozio vuol dire serietà, online vuol dire incognita. E durante i saldi è la fiducia nel commerciante a fare la differenza».

Secondo Orecchia si sta tornando a un modo più tradizionale di vivere i saldi, con acquisti orientati soprattutto a capi destinati all’uso quotidiano e con una crescente attenzione alla qualità del servizio.

«Tornano i saldi “classici” – conclude Roberto Orecchia –: le persone comprano il capo che usano tutti i giorni, con sempre maggiore consapevolezza. Ed è la relazione a fare la differenza: la persona che ti accoglie e ti ascolta anche nei momenti più caotici. In negozio provi il capo, verifichi la taglia, eviti l’acquisto sbagliato, hai la certezza dell’autenticità e una garanzia con un volto e un nome. Inoltre, ogni acquisto sotto casa sostiene l’occupazione del territorio e tiene vive le vie. Questo l’online non potrà mai replicarlo».

A spiegare il significato dei saldi dal punto di vista del commerciante è anche Piero Sacchi, titolare del negozio Y di piazza San Carlo, che richiama l’origine stessa degli sconti di fine stagione.

«Il saldo nasce da una ragione semplice: quando un capo ha compiuto il suo percorso stagionale e non ho più tutte le taglie e l’assortimento non è più completo, quel prodotto perde un po’ di valore. È per questo che lo si propone a un prezzo minore; è un atto di serietà verso il cliente. Non significa che prima ci lucrassi sopra: riconosco che il cliente non ha più l’intera collezione a disposizione, ma ciò che resta dopo una stagione. Se trova il capo che gli piace, lo paga meno».

Lo stesso commerciante spiega che gli sconti saranno progressivi nel corso della stagione.

«Partiremo dal 20% – spiega Sacchi –, per poi aumentare via via che diminuisce la disponibilità. Chi invece fa sconti tutto l’anno, compie un’altra operazione, con altri significati. La serietà sta nel dire con chiarezza che quel capo vale meno quando la collezione non è più completa, ma il servizio e la qualità restano gli stessi».

Anche nei quartieri cittadini diversi dal centro storico l’avvio dei saldi è atteso con interesse.

«In Crocetta – sottolinea Gianluca Fabris, titolare di Fabris Abbigliamento – la stagione dei saldi resta un momento molto atteso, come dimostra anche il calo della domanda nelle settimane precedenti. I nostri clienti approfittano degli sconti per acquistare capi già individuati. Puntiamo sulla trasparenza, sulla qualità e sulla consulenza, spiegando tessuti, tagli e le differenze di prezzo. Saremo aperti anche domenica per rispondere a questa attesa».

Nei centri della provincia i saldi saranno accompagnati da numerose Notti Bianche, con negozi aperti fino a tarda sera, spettacoli, musica e iniziative di animazione. Tra gli appuntamenti in programma figurano quelli di Chivasso, Ciriè, Rivarolo, Settimo Torinese e Venaria Reale.

«Negli ultimi anni – spiega Massimo Testa, titolare del negozio di abbigliamento Class Collection di Rivarolo – c’è molta confusione sulla data d’avvio dei saldi e l’attesa, chiaramente, non è più quella di un tempo. Quello che, però, continua a funzionare, in una realtà cittadina come Rivarolo, è legarli a un evento capace di animare il territorio. La notte bianca si fa da vent’anni e richiama tutto il Canavese. Unire festa, musica ed enogastronomia allo shopping è una boccata d’ossigeno per il commercio, perché porta in centro persone che altrimenti non ci sarebbero. È così che il saldo torna a essere un momento atteso. Cambiano anche i comportamenti d’acquisto: nella prima parte dei saldi si compra soprattutto per necessità, mentre verso fine agosto prevale l’occasione, l’acquisto per sfizio di chi trova il capo giusto al prezzo giusto».

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, il valore complessivo dei saldi estivi 2026 raggiungerà i 3,2 miliardi di euro. Le famiglie che effettueranno acquisti in saldo saranno circa 16,1 milioni, con una spesa media di 201 euro per nucleo familiare.

Per acquistare in sicurezza, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcune regole fondamentali. Il cambio del prodotto resta generalmente a discrezione del negoziante, salvo i casi di merce difettosa o non conforme previsti dal Codice del Consumo. La prova dei capi non è obbligatoria, mentre i pagamenti elettronici devono essere accettati. I prodotti in saldo devono essere stagionali o soggetti a deprezzamento e il cartellino deve riportare il prezzo originario, la percentuale di sconto e il prezzo finale, nel rispetto della normativa vigente.

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