“Ieri sera (alla fiaccolata il 24 aprile, ndr) abbiamo assistito sgomenti a quanto avvenuto al consueto corteo della Liberazione a Torino, dove allo spezzone di esponenti radicali, ucraini, dei dissidenti iraniani e di diversi esponenti liberal democratici che si riconoscono nella lista Stati Uniti d’Europa gli è stata di fatto impedita la partecipazione al corteo al grido di “Fuori la Nato dal corteo”. Peccato perché non c’è stata nessuna bandiera dell’alleanza atlantica ma bandiere ucraine, della dissidenza iraniana al regime, dell’Unione Europea e della Brigata Ebraica”, così in una nota la Lista Stati Uniti d’Europa in Piemonte che correrà alle elezioni regionali del 8 e 9 giugno con Gianna Pentenero. Concludono: “a Gianna Pentenero ci rivolgiamo per chiederle di prendere le distanze da chi in Regione Piemonte porta solo violenza e squadrismo ad ogni manifestazione. La Resistenza appartiene a tutti e deve essere consentito a tutti di commemorare i morti di ieri e anche quelli di oggi dall’Asse delle autocrazie che minaccia la società liberale”.














Mentre chiacchiero con Nicoletta sento in sottofondo Bella Ciao e mi commuovo. Accanto a me c’è un’altra signora dai capelli bianchi che vuole raccontarmi una storia. Le chiedo se mi farà piangere, visto che sto cercando di ricacciare via le lacrime. “Credo proprio di si, è una storia brutta. Mio nonno era Riccardo Maurizio Berruti e fu fucilato dai tedeschi per aver ospitato membri della Banda Lenti. Fucilarono anche sua sorella, la zia Rosa che però contrariamente al racconto di Aldo Cazullo nel suo libro Possa il Mio Sangue Servire, che la diede per morta, lei sopravvisse. Infatti la pallottola entrò nella tempia destra è uscì da quella sinistra. Io ricordo il fossetto che aveva sulla tempia. Morì parecchi anni dopo di nefrite. Io andavo da lei a trovarla. I tedeschi la credettero morta ma lei si salvò”. Questa ragazza del 1951 mi guarda con gli occhi vispi di chi non dimentica l’orrore ma sa festeggiare la vita. Le chiedo come si chiama. “Io sono Maurizia Berruti, come il nonno!”.
Il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, a prescindere dall’appartenenza politica o da qualsiasi etichetta. E gli italiani, come sancisce la nostra costituzione, ripudiano la guerra e ogni tipo di violenza e sopruso. E allora chiunque tu sia: buona liberazione.