ilTorinese

Donna accoltellata perché il cane disturbava: aggressore condannato

La donna aveva riportato ferite gravissime: uno dei fendenti le aveva  reciso la vena giugulare, mettendo seriamente in pericolo la sua vita. Soccorsa tempestivamente, è sopravvissuta all’aggressione, mentre l’uomo era  stato fermato e indagato per tentato omicidio. Agli inquirenti avrebbe giustificato il gesto affermando che «il cane abbaiava troppo».

I contrasti tra i due andavano avanti da tempo ed erano legati proprio al comportamento dell’animale della donna, un cagnolino di piccola taglia che spesso abbaiava durante le passeggiate nei dintorni di corso Maroncelli, a Torino. I due si conoscevano bene, vivendo nello stesso quartiere, e in passato avevano già avuto discussioni per lo stesso motivo. La sera dell’aggressione, all’inizio del 2025, il 73enne avrebbe sentito ancora una volta l’abbaiare sotto il suo palazzo e, infastidito, sarebbe sceso in strada per affrontare la donna, che in quel momento era seduta su una panchina. Qui avrebbe estratto un coltello, colpendola più volte e tentando anche di ferire il cane, senza riuscirci.

In queste ore è arrivata la sentenza di primo grado: il giudice ha riconosciuto il 73enne colpevole di tentato omicidio. Escluse le aggravanti della premeditazione e della minorata difesa contestate invece dalla Procura. La condanna è  di quattro anni e sei mesi di reclusione.

HEROES: Un viaggio tra maschere, corpi e identità

 

Nella nuova creazione di Caterina Mochi Sismondi al Teatro Café Muller

“Ho creato in me varie personalità. Creo personalità costantemente. Ogni mio sogno si incarna immediatamente nell’attimo stesso in cui è sognato, in un’altra persona che comincia a sognarlo, una persona diversa da me”. – Fernando Pessoa

Queste parole di Fernando Pessoa sono il cuore pulsante di Heroes, nuova produzione della compagnia blucinQue diretta da Caterina Mochi Sismondi. Uno spettacolo che attraversa teatrodanza, performance contemporanea, musica dal vivo e tecniche circensi, per esplorare l’identità come territorio frammentato, instabile, in continuo mutamento.

In Heroes non esiste un’unità compatta del corpo o dell’io: esistono parti, zone, indizi, frammenti che suggeriscono qualcosa senza mai ricomporsi in una totalità definitiva. Il corpo diventa così un assemblaggio poetico, un insieme di sintagmi fisici e visivi, un luogo attraversato da metamorfosi continue. In scena, sei performer e una musicista dal vivo evocano un caleidoscopio di identità cangianti, attraversando mondi diversi e contrastanti. Ogni personaggio è ispirato a figure emblematiche della cultura pop, del cinema e della storia dell’arte performativa: David Bowie, cui lo spettacolo deve il titolo, il presentatore di Cabaret, i grandi clown storici come Grock e la famiglia Fratellini.

Non si tratta di citazioni illustrative, ma di presenze archetipiche, di immagini che emergono come fantasmi, attraversano il corpo dei performer e subito si trasformano. Le identità si sovrappongono, si incrinano, si moltiplicano, restituendo una galleria di personaggi sospesi tra comicità e dramma, tra leggerezza e vertigine, tra esposizione e nascondimento. Al centro di Heroes si colloca la figura contraddittoria del clown, inteso non come semplice personaggio, ma come agente di un movimento fisico che lascia un segno.

Il clown è colui che richiama e svela, attraverso la più piccola delle maschere, il naso rosso, una verità nascosta, fragile, spesso dolorosa. La creazione abbraccia il desiderio di svelarne le contraddizioni, di riconoscerne fragilità, difetti, paure, particolarità, senza nasconderli, ma trasformandoli in materia viva, in forza espressiva. Il clown diventa così una figura “fuori luogo”, specchio dell’essere umano contemporaneo, costretto a indossare maschere per sopravvivere e, allo stesso tempo, desideroso di liberarsene. Il lavoro si inserisce pienamente nel percorso artistico di blucinQue, mantenendo viva la commistione tra l’immanenza orizzontale della danza e del teatro e la verticalità delle tecniche circensi. Una ricerca che mette in dialogo terra e aria, peso e sospensione, caduta e slancio, in una costante tensione verso il disequilibrio.

Non esistono limiti imposti al corpo né allo spazio scenico: il movimento diventa atto di spiazzamento, il gesto fisico lascia una traccia, il corpo si espone come luogo di rischio e di rivelazione. Collocandosi volutamente “fuori luogo”, Heroes assume tonalità oniriche, sviluppandosi in quadri visivi di forte impatto emotivo, dove l’immagine non illustra ma suggerisce, non spiega ma apre possibilità. La composizione originale, eseguita dal vivo da Beatrice Zanin al violoncello ed elettronica, accompagna e attraversa l’intero dispositivo scenico. Il suono non è semplice accompagnamento, ma presenza drammaturgica, paesaggio emotivo che amplifica tensioni, fragilità e slittamenti identitari.

Corpo e suono si muovono insieme, creando un’esperienza immersiva che coinvolge lo spettatore in un viaggio sensoriale e poetico.

Heroes è un invito a riconoscere la divina irrealtà delle cose, a cercare frammenti di verità nelle pieghe del paradosso, a lasciar emergere un’identità più autentica e vibrante, celata dietro la finzione del travestimento. Uno spettacolo che, attraverso il corpo e il suono, esplora il confine tra identità e finzione, rendendo visibile la complessità dell’esistenza umana.

Mara Martellotta

Askatasuna, Scanderebech: “Si apra un bando serio rivolto a soggetti diversi”

L’INTERVENTO DELLA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A PALAZZO CIVICO

«Se si procederà con un nuovo bando per l’assegnazione dell’immobile, la richiesta minima e sensata è che non venga rivolto nuovamente ai soggetti che hanno eluso il Patto di Collaborazione. Quei soggetti hanno fallito miseramente, lasciando l’immobile ancora occupato.
Chiediamo quindi che vengano individuati soggetti diversi, perché non siamo disposti a tollerare ulteriori sprechi di risorse pubbliche. In caso contrario, la responsabilità dovrebbe ricadere direttamente sul Sindaco e sulla sua maggioranza, anche a livello economico sul bilancio della Città.
Per mesi ci è stato detto che non credevamo nella possibilità che il Patto potesse andare in porto; per una volta, il Sindaco metta davanti l’interesse collettivo della città, restituendo l’immobile a un’associazione credibile, senza soggetti che direttamente o indirettamente si rifacciano ad Askatasuna.
Chiediamo l’apertura di un bando serio, con finalità sociali, anche a livello europeo. Un sistema di punteggi potrebbe valorizzare progetti che coinvolgano la popolazione anche quella palestinese e gli studenti presenti in città, prevedendo, ad esempio, la possibilità di destinare parte dello spazio all’accoglienza di profughi palestinesi o di famiglie i cui bambini sono stati ricoverati nei nostri ospedali cittadini.
Con questo ribadiamo il nostro impegno per la causa palestinese: non si tratta di una provocazione, come sostenuto da alcuni media, ma basta con il “gioco delle tre carte”. Piena solidarietà agli agenti feriti e ferma condanna agli atti di violenza.
E ci auguriamo che il Sindaco prenda le distanze da chi all’interno della sua Giunta contraddice la sua volontà di recedere il Patto e batte cassa forse per rimanere all’interno della coalizione affinché lo stesso Patto riparta con i medesimi soggetti coinvolti.
Infine, ringraziamo il Sindaco per aver respinto, in aula lo scorso lunedì, la mozione di accompagnamento al DUP che chiedeva la revoca del Patto e per aver dato seguito, a distanza di sole 60 ore, a quanto richiesto.
Sindaco, si dimetta, ha fallito. Ma ha vinto la legalità dopo 29 anni!».

Regione: approvato il Piano socio-sanitario 2025-2030

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Piano socio-sanitario 2025-2030 con 30 voti favorevoli e 16 contrari.

“Con questo atto restituiamo alla Regione il suo ruolo di ente di programmazione – ha detto il presidente della Regione Alberto Cirio -. Il Consiglio ha dimostrato una grande maturità complessiva, adesso il piano dovrà essere attuato e attualizzato e, se è giusto che il Consiglio regionale dia la bussola, il governo regionale dovrà fornire alle nostre aziende la mappa dettagliata per raggiungere gli obiettivi che la democrazia ha indicato”.

“Dopo 30 anni abbiamo rinnovato interamente il piano, che è la carta nautica del futuro della sanità piemontese – ha ribadito l’assessore alla Sanità Federico Riboldi -. Finalmente abbiamo scritto nero su bianco, con la condivisione ampia delle opposizioni, gli obiettivi per i prossimi venti anni. Primo fra tutti quello di riportare al centro della sanità pubblica le persone che oggi sono escluse e abbattere le liste d’attesa. Un grazie alla maggioranza, alle opposizioni e a tutti coloro che durante le tante audizioni sui territori, hanno contribuito a riscrivere un documento programmatico di grande valore attraverso contenuti di merito”.

Per Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali: “tra le maggiori conquiste del piano c’è l’integrazione tra sociale e sanitario, spesso rimasta solo sulla carta in un sistema che per troppi anni ha tradito l’applicazione concreta dell’universalità delle prestazioni, soprattutto nella presa in carico delle cronicità e delle persone più fragili. Il documento Introduce novità concrete e misure strutturali e di sostegno economico diretto nell’accesso a una serie di servizi, che valorizzano la scelta delle famiglie e contrastano i rincari dove c’è un mercato privato e non ancora una dimensione di convenzionamento”.

Prima della votazione finale sono intervenuti i capigruppo di maggioranza e opposizione.

Daniele Valle (Pd) ha sottolineato che “il confronto in audizione con tutte le realtà del territorio e l’attività emendativa che ne è seguita hanno dato dignità a tante questioni che il testo originario non affrontava. Nel complesso il giudizio resta però negativo per un difetto di impostazione, oggi abbiamo un piano che è una mappa di principi ma non dice nulla su tempi, risorse e modalità di attuazione”.

Silvio Magliano (Lista Cirio) ha parlato di “grande capacità di ascolto da parte degli assessori Riboldi e Marrone. Il nostro gruppo ha sottolineato direttrici importanti come l’innovazione nei nostri ospedali, l’attenzione agli stili di vita dei giovani, maggior attenzione a disabilità, ad un approccio multidisciplinare alla psichiatria, sfida alle cronicità e aiuto ai caregiver”.

Per Davide Buzzi Langhi (Fi) “il piano non è un semplice documento di programmazione ma una scelta politica che riflette una visione di sanità pubblica universale, moderna, territoriale e umana e più efficiente. Ora la vera sfida sarà l’attuazione: la direzione intrapresa è quella giusta e il gruppo di Forza Italia sarà parte attiva di questo processo, garantendo il proprio sostegno alla Giunta”.

Vittoria Nallo (Sue) ha parlato di “rinuncia a realizzare un atto di indirizzo davvero operativo, che riesca a definire obiettivi misurabili, indicatori di risultato e vincoli sulle grandi riorganizzazioni aziendali. E rinuncia al ruolo del Consiglio regionale di valutazione e di controllo delle azioni politiche regionali, dal momento che non sono stati accolti gli emendamenti che chiedevano di fissare vincoli e parametri minimi strategici”.

Alice Ravinale (Avs) “è stato violato il fondamento normativo e legale per arrivare del piano, cioè l’articolo 12 della legge 18/2007 che, come abbiamo chiesto per mesi, dice che il piano deve contenere la stima dei fabbisogni, il quadro delle risorse umane e finanziarie e obiettivi misurabili con indicatori chiari. Avete fatto un piano in contrasto con la legge che lo presiede, alla faccia della legalità”.

Luigi Icardi (Lega) “Votiamo convintamente a favore perché riteniamo sia un ottimo strumento per il futuro della sanità piemontese. È stato fatto un grande lavoro in Commissione, dando voce a molte realtà che hanno contribuito a migliorare il documento. Significativa è stata la voce del Politecnico di Torino che ha definito il testo strategico nei contenuti, fatto di obiettivi che determineranno con chiarezza la sanità del futuro”.

Carlo Riva Vercellotti (FdI): “È un documento che, grazie all’innovazione tecnologica, affronterà il problema delle liste di attesa e che intende studiare i flussi di mobilità per organizzare al meglio i dati e arrivare a identificare i potenziali divari nell’offerta territoriale. Un testo che considera la diagnosi precoce e la presa in carico non una spesa, ma un risparmio. Ci tengo a sottolineare che il Governo nazionale nell’ultima legge di bilancio ha previsto 143 miliardi di spesa sanitaria, la più importante cifra mai registrata nella storia repubblicana”.

Sarah Disabato (M5s): “Il paino arriva con forte ritardo a dimostrazione che negli ultimi anni la Giunta Cirio ha navigato a vista senza una programmazione. Continuiamo a riscontrare gravi carenze sulle liste d’attesa, sull’edilizia sanitaria e sull’assunzione del personale. Non c’è chiarezza sulle risorse e tantomeno un cronoprogramma delle azioni da intraprendere sui territori. Abbiamo comunque dato il nostro contributo con emendamenti di merito, ad esempio, sulla sicurezza del personale all’interno delle strutture e sulla tutela del benessere degli animali”.

Ufficio Stampa CRP

“Dove le liane s’intrecciano”, al “PAV” di Torino

La natura per raccontare … nella mostra personale di Binta Diaw 

Fino all’8 marzo 2026

Le liane. Il riferimento alle piante rampicanti, caratteristiche in particolare delle regioni tropicali, “capaci di adattarsi e resistere, simbolo di alleanze vitali e resilienze collettive”, è da subito focus illuminante di quanto l’artista italo-senegalese Binta Diaw voglia proporci, attraverso opere installative e multimateriche, nella personale presentata, fino a domenica 8 marzo 2026, al “PAV– Parco Arte Vivente” di via Giordano Bruno a Torino. Ma ancor più elemento chiarificatore è il “sottotitolo” dato alla rassegna: “Resistenze, alleanze, terre”. Curata da Marco Scotini (direttore di “FM – Centro per l’Arte Contemporanea” di Milano e responsabile del programma espositivo del “PAV”), dopo le personali dell’artista indiana Navjot Altaf, dell’indonesiana Arahmaiani e della guatemalteca Regina José Galindo, la mostra di Binta Diaw (nata a Milano nel 1995) ma cresciuta fra Italia e Senegal, rappresenta un nuovo importante capitolo nell’indagine da tempo percorsa dal “PAV” sui “legami tra natura, corpo femminile e pensiero decoloniale”. Attraverso installazioni ambientali, che diventano “forma estetica” attraverso i più vari “materiali organici e simbolici” (come terra, gesso e corde fino ai capelli sintetici e alle bandiere arrotolate) l’artista affronta tematiche di stretta e strettissima attualità, ma anche di forte impronta storica come la “memoria diasporica afrodiscendente”, in un lungo cammino che arriva ai nostri giorni, agli ingorghi della contemporaneità, come la “sopravvivenza ecologica” e la “resistenza o resilienza femminile”.

In tal senso sono due le opere chiave, al centro della rassegna. La prima, quella “Dïà s p o ra” (2021), installazione già presentata alla “Biennale di Berlino 2022”, composta da una struttura sospesa simile a una ragnatela, realizzata con trecce di capelli ed evocante la resistenza silenziosa delle donne senegalesi schiavizzate, che nascondevano semi e mappe nei capelli, trasformando la materia in archivio vivente e luogo di sopravvivenza clandestina; la seconda “Chorus of Soil” (2019), riproduzione della “pianta” della nave negriera “Brooks”, realizzata con terra e semi. Qui, le sagome degli schiavi, simbolo di oppressione, diventano anche germinazioni vegetali, trasformando la nave in un “giardino di memoria e rinascita”.

La serie “Paysage Corporel” “Nature” (2023) ha come protagonista il corpo dell’artista, trasformato in una sorta di sfumate “dune desertiche” e reinterpretato (stampa a getto di inchiostro su carta di cotone montata su dibond – pannello composito di alluminio) come “paesaggio”.

Completa il percorso l’opera video “Essere corpo”, che sintetizza, in un unico “dove”, le connessioni tra memoria, corpo e natura, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di passaggio corporale e mentale, in cui far rinascere una costruttiva relazione fra esseri viventi.

“La mostra si configura – si legge in nota – come un paesaggio corale in cui dimensione estetica e politica si intrecciano, offrendo nuove immagini di comunità e appartenenza. E dunque, con questa mostra il ‘PAV’ conferma il proprio impegno nella costruzione di una nuova ecologia politica, capace di ripensare i rapporti tra arte, natura e società globale”.

Da segnalare:

Nell’ambito della personale di Binta Diaw, mercoledì 10 dicembre, le “AEF/PAV – Attività Educazione Formazione” propongono “Wunderkammer d’Altrove”, corso di formazione ideato nell’ambito della Rassegna “aulArte”, sostenuta dalla “Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT”, per favorire l’accesso ai luoghi di cultura dei docenti delle scuole piemontesi ad attività di formazione basate sulle pratiche dell’arte contemporanea. Per le scuole e i gruppi che visiteranno la mostra “Dove le liane s’intrecciano. Resistenze, alleanze, terre” e le installazioni presenti nel Parco (23.500 mq) viene proposto “Radici volanti”, laboratorio in movimento che si situerà nello spazio interno al Museo o nel vasto Parco, dove i partecipanti “produrranno, punto dopo punto, una catena tessile per legarsi gli uni agli altri in un’azione ludica e collettiva”.

Gianni Milani

“Dove le liane s’intrecciano. Resistenze, alleanze, terre”

PAV – Parco Arte Vivente, via Giordano Bruno 31, Torino; tel. 011/3182235 o www.parcovivente.it

Fino all’8 marzo 2026

Orari: ven. 15/18; sab. e dom. 12/19

 

Nelle foto: Binta Diaw; “Chorus of Soil” (2019); “Paysage Corporel – Nature I” (2023)

Operazione a San Paolo: denunce e sequestri, scoperto anche lo “sballo viola”

Oltre 100 persone identificate, otto esercizi commerciali controllati in piazza Sabotino, minori trovati all’interno di una sala slot e hashish sequestrato. Ma soprattutto due giovani individuati e denunciati per la falsificazione di ricette mediche, utilizzate per produrre il cosiddetto “sballo viola”. È il bilancio di un’operazione straordinaria di controllo del territorio svolta negli ultimi giorni nel quartiere San Paolo. L’attività è stata condotta dalla Polizia di Stato, con il supporto della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri.

I controlli si sono svolti in orario serale e sono stati coordinati dal Commissariato di zona “San Paolo”. Gli agenti hanno identificato oltre cento persone e controllato otto attività commerciali. Le verifiche si sono concentrate soprattutto nell’area pedonale di piazza Sabotino, già interessata da episodi di microcriminalità. Durante le operazioni è stato sequestrato un taser.Due persone, trovate in possesso di una piccola quantità di hashish, hanno ricevuto una sanzione amministrativa. All’interno di una sala slot del quartiere sono stati inoltre identificati alcuni minorenni. Per questa violazione, il titolare dell’attività è stato sanzionato dalla Guardia di Finanza con una multa superiore a 13.333mila euro.

Nel corso di un ulteriore servizio di controllo, gli agenti hanno fermato all’esterno di una farmacia un diciannovenne italiano. Il giovane stava tentando di acquistare uno sciroppo contenente una percentuale di codeina. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire che il ragazzo, insieme a un ventenne residente a Grugliasco e con precedenti contro il patrimonio, stava cercando di realizzare una miscela drogante. Si tratta di una sostanza che si sta diffondendo tra i giovanissimi, ottenuta mescolando bevande gassate e farmaci: il cosiddetto “sballo viola”.

Dalla successiva perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti uno sciroppo contenente codeina, una ricetta medica contraffatta e un bilancino di precisione. Trovati anche una pistola giocattolo priva del tappo rosso e un passamontagna.

I due giovani sono stati denunciati per concorso in falso e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. I controlli straordinari nel quartiere proseguiranno. I procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari e resta la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Pompeo (PD): “Sul nuovo ospedale di Cambiano servono garanzie immediate”

“La bocciatura del mio odg è un grave errore, la Giunta si assume una responsabilità pesante verso i territori di Moncalieri, Chieri e Carmagnola”

22 dicembre 2025 – “Il nuovo ospedale unico di Cambiano rappresenta un investimento importante, ma non può diventare un salto nel buio per tre territori che, oggi, possono contare su presidi fondamentali per l’emergenza e l’urgenza. Per questo avevo presentato un ordine del giorno collegato al PSSR, che purtroppo la maggioranza ha scelto di bocciare senza fornire alcuna garanzia concreta” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, esprimendo forte preoccupazione per la decisione assunta dal Consiglio regionale.

“Il mio atto di indirizzo chiedeva alla Giunta di impegnarsi a garantire i livelli di tempestività nell’erogazione dei servizi di emergenza e urgenza sanitaria previsti dal decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992, nei territori di Chieri, Carmagnola e Moncalieri quando saranno sostituiti dall’Ospedale Unico di Cambiano. Parliamo di due DEA e un Pronto Soccorso che oggi assicurano interventi tempestivi a oltre 310 mila abitanti. Il trasferimento di tutte le attività nel nuovo ospedale rischia di allungare i tempi di risposta, in contrasto con gli standard nazionali che prevedono interventi entro 8 minuti in area urbana e 20 minuti in area extraurbana. La Giunta ha scelto di ignorare questo rischio” prosegue Pompeo.

“La maggioranza ha respinto anche la richiesta di chiarire il destino degli edifici che oggi ospitano i tre ospedali, e di valutarne la trasformazione in Ospedali di Comunità, Case di Comunità, Unità di Continuità Assistenziale o altre strutture territoriali, come previsto dal DM 77/2022. È inaccettabile che interi territori possano essere privati di punti di riferimento essenziali senza un piano chiaro, trasparente e condiviso. La Regione non ha saputo dire se intenda mantenere attivi i DEA e il Pronto Soccorso fino alla piena operatività del nuovo ospedale, né quali servizi resteranno radicati nelle comunità locali. Sono in gioco la salute e la sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini” incalza la Consigliera dem.

“Serve una programmazione seria, non slogan. I sindaci, gli operatori sanitari e i cittadini meritano risposte precise e soluzioni strutturali, non l’ennesimo rinvio. La bocciatura del mio odg è un segnale preoccupante: continueremo a vigilare perché la riorganizzazione dell’ASL TO5 non si traduca in un depauperamento dei servizi. La Giunta oggi ha perso un’occasione per dare certezze ai territori” conclude Pompeo.

Una di quelle figure femminili che hanno cambiato la storia del teatro

Tutte le feste in compagnia della “Locandiera” con Miriam Mesturino

Quindici anni di repliche, un successo firmato Torino Spettacoli, repliche torinesi e in giro per tutta Italia. L’avventura di Mirandolina, “La locandiera”, andata in scena al teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752, è stato detto essere “la più bella commedia di Carlo Goldoni” (più esplicito l’autore: “la più morale, la più utile, la più istruttiva”), una delle più divertenti anche, per i suoi caratteri e per l’intreccio, allegria di finissimo rango o ombre di malinconia che possono sorgere qua e là, è sufficiente che il metteur en scène privilegi questo o quell’aspetto, un panorama di disfacimento, nella sua lettura sociale, che può abbracciare una borghesia e una aristocrazia come il lungo potere della repubblica veneziana. Protagonista di questo allestimento – che vede la regia di Enrico Fasella – Miriam Mesturino, per questa eccellente prova divenuta accreditata interprete goldoniana, che ha per compagni Enrico Caratto e Alessandro Marrapodi, nonché Barbara Cinquatti, Maria Elvira Rao, Sebastiano Gavasso e Stefano Bianco, con la partecipazione di alcuni Germana Erba’s Talents.

Una locanda ereditata dal padre, in quel di Firenze (una sorta di parafulmine, un modo da parte dell’autore, di preservarsi dai fulmini dei suoi concittadini?), serva Mirandolina – vero carattere di esistenza teatrale, a tutto tondo, rappresentante eccellente di una meravigliosa riforma: alle sue spalle scompare ormai del tutto una certa Colombina – a riverire e ossequiare ogni cliente abbia a mettervi piede ma pure padrona efficiente e capace di tenere ognuno al proprio posto, moderna, oggi la diremmo donna-manager che guarda con attenzione alla rispettabilità e alla giusta economia della sua proprietà, estremamente realista e legata in ogni piega alle proprie aspirazioni e ai propri interessi, un giusto avvicendarsi di furbizia e di malizia; e poi un cameriere devoto e pieno d’affezione come altresì di gelosia, un nugolo d’avventori che fanno a gara per accaparrarsi le grazie della bella locandiera, tra tornaconti e ostentazioni: il Conte d’Albafiorita, parvenu che non bada a spese, il Marchese di Forlipopoli spocchioso visionario di una antica ricchezza e di una presenta quanto inutile nobiltà, il Cavaliere di Ripafratta altezzoso e misogino (il “disprezzator delle donne”, è ispirato al patrizio Giulio Rucellai, al quale la commedia è dedicata) ma più di ogni altro ingenuo – “il pover’uomo conosce il pericolo, e lo vorrebbe fuggire, ma la femmina accorta con due lagrimette l’arresta, e con uno svenimento l’atterra, lo precipita, l’avvilisce” -: a rappresentare in gesti e parole differenti tutti e tre il vuoto che circola nella società che essi rappresentano, parassiti, instabili, vacui, ormai ridicoli. Tre caratteri con diverse visioni del mondo e della vita, che mercanteggiano in protezioni e titoli, in momentanei compromessi o ingenui raggiri, che si pestano i piedi l’un l’altro, che tentano quel traguardo a cui sanno, più o meno consciamente, vista la strenua difesa della donna, che non potranno mai raggiungere, ogni cosa risolta in un matrimonio finale, non si sa quanto d’interesse e quanto di qualcosa che somigli a un amore certo ancora ben stretto a una ventata di libertà, a cui Mirandolina non vorrà mai rinunciare, ma pur con un happy end che già il pubblico dell’epoca era solito pretendere. “La locandiera” è anche il risvolto del teatro goldoniano, l’esposizione e la conferma di nuove leggi, la cancellazione della commedia dell’arte e delle sue maschere, è il trionfo della quotidianità e del vivere che realissimo si conduce tra campielli e rivi settecenteschi, non più canovaccio ma vitale rappresentazione di azioni e di comportamenti. Una commedia dell’arte che si sfalda anche nelle figure delle due commedianti, Ortensia e Dejanira, pronte a recitare su un palcoscenico ma corpose e solide fuori della scena.

Sottolineava Fasella nelle sue note di regia: “La storia di una donna che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine – neanche troppo dissimulato – di governare meglio la locanda, non può che essere una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, nel particolare momento storico in cui l’intrigante vicenda si sviluppa. In MIrandolina, si visualizza, attraverso l’artificio scenico, quel mutamento che vede la borghesia conquistare maggior spazio a danno della nobiltà veneziana e non solo… L’immagine che Mirandolina mostra di sé, ammiccando con il pubblico e con la “storia”, zittisce ogni commento critico sul suo personaggio: la locandiera, più che onesta o crudele, più che infida o virtuosa, è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita e che al suo buon andamento subordinerà sempre, e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio e ogni lusinga.” Recite al teatro Gioiello venerdì 26 ore 17, sabato 27 ore 21, domenica 28 ore 16, mercoledì 31 ore 21,30, venerdì 2 e sabato 3 ore 21, domenica 4 ore 16, martedì 6 ore 16.

Elio Rabbione

Nelle immagini, un momento della “Locandiera” e gli applausi del pubblico a Miriam Mesturino, Enrico Caratto e Alessandro Marrapodi.

Pioggia e qualche fiocco di neve in pianura, nevicate in montagna

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Una nuova e vigorosa perturbazione di origine atlantica è in arrivo sul Nord-Ovest italiano e darà avvio a un periodo prolungato di tempo instabile.

A partire da domenica 21, le precipitazioni tenderanno ad estendersi progressivamente a gran parte del territorio, aumentando d’intensità. Le piogge continueranno anche tra lunedì e martedì, quando potranno risultare localmente forti su Cuneese, Torinese e Canavese.

Nei prossimi giorni il maltempo interesserà in modo diffuso la regione, con precipitazioni frequenti e localmente intense soprattutto sui settori occidentali, accompagnate da nevicate abbondanti sulle aree alpine.

Il limite delle nevicate resterà inizialmente oltre i 1.200 metri nella giornata di domenica; nel corso di lunedì la quota neve scenderà fino a circa 500 metri nel Cuneese, tra 700 e 1.000 metri nel Torinese e tra 1.000 e 1.200 metri sull’alto Piemonte. Martedì è previsto un nuovo rialzo della quota neve, che tornerà a posizionarsi oltre i 1.200-1.400 metri su tutta la regione.