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Orologi militari, i 3 modelli più iconici di sempre

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Nel mondo dell’orologeria, la parola “militare” non indica uno stile, ma un’origine. Significa progettazione funzionale, resistenza, leggibilità immediata, autonomia. Prima ancora di diventare oggetti culturali e simbolici, questi orologi sono stati strumenti operativi, pensati per accompagnare soldati, piloti ed esploratori in contesti dove il tempo non era un dettaglio, ma una coordinata vitale.

L’orologio militare nasce per necessità, non per estetica. E proprio per questo, alcuni modelli hanno superato la dimensione storica in cui sono stati creati, diventando riferimenti stabili anche nell’orologeria civile.Non sono icone perché rari o costosi, ma perché hanno definito un linguaggio progettuale che continua a influenzare il presente.

Il tempo come strumento operativo

Nel contesto militare, l’orologio ha sempre avuto una funzione precisa: sincronizzare, coordinare, orientare. Durante le missioni, la precisione temporale era determinante per operazioni simultanee, navigazione, comunicazioni e movimenti strategici.

Da qui nascono caratteristiche che oggi consideriamo quasi naturali: quadranti leggibili, numeri netti, materiali resistenti, assenza di elementi superflui. Ogni dettaglio rispondeva a un’esigenza reale, spesso legata alla sopravvivenza.

Questa origine operativa è ciò che rende alcuni modelli ancora oggi archetipi. Non oggetti del passato, ma standard progettuali.

Rolex Oyster: la resistenza come principio

Negli anni Trenta e Quaranta, l’affidabilità era la priorità assoluta. L’orologio doveva funzionare in trincea, in mare, in condizioni estreme. Il Rolex Oyster, con la sua cassa impermeabile e la costruzione robusta, rappresenta uno dei primi esempi di orologio concepito per resistere al mondo reale.

Non era pensato per distinguersi, ma per durare. La sua eredità non è solo tecnica: ha introdotto l’idea che un orologio potesse essere un compagno di missione, non un oggetto fragile da proteggere.

L’impatto sull’orologeria civile è stato enorme. Da quel momento, robustezza e affidabilità sono diventate qualità ricercate anche fuori dall’ambito militare.

Hamilton e la nascita dell’orologio da campo moderno

Quando parliamo di Hamilton parliamo della storia del brand. Un marchio che ha costruito la propria identità tra ferrovie americane, aviazione e forze armate, contribuendo in modo concreto allo sviluppo di strumenti temporali per contesti operativi.

Durante la Seconda guerra mondiale, Hamilton abbandonò la produzione civile per dedicarsi completamente alle forniture militari. I suoi orologi erano progettati per essere leggibili, affidabili e facilmente riparabili sul campo. Non oggetti di prestigio, ma strumenti essenziali.

In questo contesto nasce la genealogia che porterà, nel tempo, a modelli come Hamilton Khaki Field, diventati emblematici per il modo in cui traducono l’esperienza militare in un linguaggio contemporaneo.

Il loro impatto sull’orologeria civile è evidente: hanno definito l’estetica dell’orologio “da campo”, sobrio, funzionale, proporzionato. Un design che non insegue la moda, ma deriva direttamente dalla funzione.

Ancora oggi sono considerati riferimenti perché incarnano un equilibrio raro: autenticità storica e utilizzo quotidiano.

Omega Speedmaster: dal cielo al polso

Non tutti gli orologi militari sono nati sulla terra. L’Omega Speedmaster, sviluppato negli anni Cinquanta e poi adottato nei programmi spaziali e militari aeronautici, rappresenta un altro passaggio fondamentale.

Progettato per resistere a vibrazioni, escursioni termiche e condizioni estreme, ha dimostrato come un cronografo potesse diventare uno strumento tecnico avanzato senza perdere leggibilità e immediatezza.

La sua diffusione nel mondo civile non è stata guidata dal mito, ma dalla funzionalità. Ha introdotto un nuovo modo di concepire l’orologio sportivo: tecnico, preciso, essenziale.

Perché restano riferimenti assoluti

Questi modelli continuano a essere centrali non perché appartengano al passato, ma perché nascono da esigenze reali. Non sono frutto di interpretazioni stilistiche, ma di progettazione funzionale.

L’orologeria civile ha assorbito questa eredità, trasformandola in un linguaggio riconoscibile. Oggi molti segnatempo mantengono quadranti puliti, casse robuste, materiali resistenti proprio perché questi elementi sono stati testati sul campo, prima ancora che sul mercato. La loro iconicità deriva dalla coerenza tra forma e funzione. Non c’è decorazione gratuita, non c’è sovrastruttura. Solo ciò che serve.

L’eredità nell’orologeria contemporanea

Guardare oggi un orologio militare significa leggere una storia fatta di contesti, necessità, adattamenti. Significa comprendere come la progettazione possa nascere da vincoli estremi e trasformarsi in cultura materiale.

Nel mondo della moda e del design, spesso dominato dall’immagine, questi oggetti rappresentano un controcampo interessante. Non chiedono di essere interpretati. Si limitano a funzionare. Ed è proprio questa origine operativa, questa fedeltà alla funzione, che li rende ancora oggi punti di riferimento. Non perché siano perfetti, ma perché sono stati pensati per una realtà concreta.

Una realtà in cui il tempo non è un dettaglio estetico, ma una variabile decisiva. E un buon orologio, prima di tutto, deve continuare a misurarlo.

Stop burocrazia, addio carte inutili: il Piemonte accelera sulla semplificazione

Servizi più rapidi per cittadini e imprese

Una pubblica amministrazione più semplice, veloce e vicina ai cittadini. È questo l’obiettivo del disegno di legge “Semplifica Piemonte”, approvato dalla giunta della Regione Piemonte e presentato al Grattacielo Piemonte alla presenza dei ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo, del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.

Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso avviato nel novembre 2023 con l’accordo tra Regione e Governo sulla semplificazione amministrativa. Il progetto punta a ridurre gli ostacoli burocratici, rendere più snelle le procedure e migliorare il rapporto tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.

Lo slogan scelto per sintetizzare questo percorso è «Dire, fare, semplificare», che riassume le azioni messe in campo negli ultimi due anni per rendere più efficienti i processi amministrativi. Tra le iniziative già avviate figurano il supporto agli enti locali con il progetto PNRR “Mille esperti”, la definizione di procedure urbanistiche standard per i comuni piemontesi e il programma “Cresci Piemonte”, che ha accelerato i tempi di approvazione degli strumenti urbanistici.

Parallelamente la Regione ha avviato anche una revisione del proprio quadro normativo: con il disegno di legge di razionalizzazione legislativa, attualmente all’esame del Consiglio regionale, sono state eliminate 42 leggi ormai superate e cancellate 30 disposizioni obsolete per ridurre sovrapposizioni e conflitti normativi.

Il nuovo ddl “Semplifica Piemonte”, che ora dovrà essere esaminato dal Consiglio regionale, interviene invece sulle procedure amministrative introducendo tre principi guida: niente duplicazione di documenti già in possesso della pubblica amministrazione, riduzione degli adempimenti burocratici non necessari e maggiore collaborazione tra cittadini e amministrazione per correggere eventuali irregolarità formali nelle pratiche.

La riforma prevede anche la creazione di un portale regionale unico che diventerà il punto di accesso ai servizi e alle procedure della Regione, con l’obiettivo di rendere più chiare le informazioni e più semplici le pratiche per cittadini e imprese. Un ruolo importante sarà affidato anche all’uso dell’intelligenza artificiale a supporto dell’attività amministrativa.

Tra gli strumenti previsti figura inoltre un tavolo permanente di confronto con istituzioni, enti locali e soggetti del territorio per raccogliere proposte e migliorare continuamente i servizi pubblici. Il percorso sarà guidato da un piano strategico triennale affiancato da un piano operativo annuale.

Nelle prossime settimane sarà inoltre firmato un accordo di collaborazione tra Regione, università piemontesi, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, Formez PA, Unioncamere Piemonte e le principali associazioni degli enti locali per costruire un vero ecosistema regionale dedicato alla semplificazione amministrativa.

«La semplificazione normativa non è un concetto astratto: è una scelta di campo con effetti concreti sulla vita delle persone. La burocrazia costa ogni anno tra 57,2 e 80 miliardi di euro, mentre i ritardi nell’erogazione dei servizi pubblici pesano per 225 miliardi su famiglie e imprese. È una vera tassa invisibile che rallenta la crescita e scoraggia gli investimenti – spiega il ministro le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati – La vostra Regione ha scelto di stare dalla parte dei cittadini e delle imprese, dimostrando che il cambiamento è possibile. ‘Semplifica Piemonte’ è una legge coraggiosa, e il suo spirito è lo stesso che anima, a livello nazionale, il governo Meloni e il mio operato. In questi tre anni e mezzo di legislatura, abbiamo reso il quadro normativo più moderno e vicino alle esigenze di cittadini e imprese: abbiamo ridotto di oltre il 28% la legislazione abrogando più di 30.700 atti pre-repubblicani, adottato la legge annuale di semplificazione e introdotto strumenti innovativi come la Valutazione di Impatto Generazionale e di Genere. A breve presenteremo la seconda legge annuale, dedicata ai rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, perché la semplificazione è e deve essere un impegno costante, una pratica ordinaria di governo. Siamo stati i primi a prevedere un Ministro ad hoc per la semplificazione, anticipando una strada poi seguita da altri governi e dalla Commissione Europea con la nomina del Commissario Dombrovskis. Oggi molti Stati ci considerano un punto di riferimento internazionale. Come Ministro, sono orgogliosa di essere qui a esprimere il sostegno del governo: siamo al vostro fianco in questo processo. Con ‘Semplifica Piemonte’ state sviluppando un modello che potrà ispirare le altre Regioni italiane».

«La semplificazione è uno degli obiettivi che questo Governo sta realizzando, nella logica di rendere più semplice il rapporto con cittadini e imprese. Ne abbiamo già presentate quasi 500 in Consiglio dei ministri, poi approvate dalla Commissione europea, anche in linea con gli obiettivi assunti nel contesto del PNRR – dichiara il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo – Queste semplificazioni sono state realizzate in maniera diversa rispetto al passato, non autoreferenziale. Il metodo seguito è stato infatti quello del coinvolgimento diretto dei nostri utenti, cittadini e imprese. E proprio per dare visibilità al lavoro svolto, le abbiamo rese disponibili attraverso il portale italiasemplice.gov.it, che consente a chiunque, in pochi click, di avere piena visibilità su quello che è stato fatto».

«Oggi aggiungiamo un altro tassello al percorso di semplificazione e sburocratizzazione che abbiamo preso come impegno della nostra azione di governo regionale e che, ad esempio, abbiamo portato avanti con il progetto 1000 esperti del Pnrr e con Cresci Piemonte che ha dimezzato i tempi di approvazione degli strumenti urbanistici, anche per le grandi città. Oggi facciamo un altro passo avanti: Semplifica Piemonte abolisce leggi superate e facilita le procedure e i rapporti tra cittadini, imprese e la pubblica amministrazione – dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – Questa non è solo una riforma tecnica: quella che portiamo avanti è una grande azione di civiltà e di rivoluzione culturale indispensabile per modernizzare la pubblica amministrazione affinché sia più veloce, più efficiente, più facile e più amica, anche per favorire gli investimenti e lo sviluppo del nostro territorio».

«Il disegno di legge sulla Semplificazione ha obbiettivi chiari, rapidi e certi – spiega l’assessore alla Semplificazione Gianluca Vignale – ridurre il numero di norme in circolazione, eliminare quelle obsolete, uniformare la modulistica burocratica a livello regionale, tagliare i tempi di elaborazione delle pratiche e di attesa per cittadini e imprese, migliorare i rapporti e l’interazione tra i vari livelli dell’amministrazione pubblica dal Comune fino alla Regione. Il risultato lo otterremmo coinvolgendo tutti gli attori possibili dalle associazioni di categoria a quelle delle amministrazioni locali, passando per le università con il supporto del Ministero».

«Accogliamo con grande favore la volontà della Regione di continuare a coinvolgere le associazioni degli enti locali nel processi che hanno come obiettivo lo sviluppo del territorio e la semplificazione amministrativa. Con “Semplifica Piemonte” oggi parte una sfida importante per evitare duplicazioni amministrative tra le diverse amministrazioni pubbliche e favorire la standardizzazione della modulistica. Che questa iniziativa ci consenta anche di arrivare a rivedere, forti anche della recente ricerca condotta insieme a IFEL, il sistema degli enti locali, con una riforma strutturale ormai non più prorogabile sulle funzioni che i comuni dovranno gestire in forma associata, evitando di esternalizzare a ditte private servizi fondamentali come quelli economici- finanziari che riguardano anche la privacy dei cittadini senza aver nessuna possibilità di controllarne il loro utilizzo» spiega il presidente di ANCI Piemonte Davide Gilardino.

«Nel ruolo delle università è centrale il lavorare in stretta collaborazione con le pubbliche amministrazioni, non solo per sviluppare insieme attività di innovazione su percorsi progettuali ma anche e soprattutto per vedere nel rinnovamento di modelli, metodi e regolamenti un aspetto fondamentale verso la traduzione di quell’innovazione in benefici concreti per le cittadine e i cittadini – commenta il rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati – Questa collaborazione su tutti gli asset della semplificazione dei processi della PA è quindi fondamentale per il Politecnico, un ateneo che vuole diventare sempre più un punto di riferimento costante nel dialogo con le istituzioni pubbliche anche per il miglioramento di tutte le loro procedure».

«La semplificazione amministrativa non significa soltanto rendere più rapidi i procedimenti, ma costruire un’azione pubblica più chiara, accessibile ed efficace. In questo processo la collaborazione tra istituzioni è decisiva, e l’Università può offrire un contributo importante in termini di competenze, ricerca e formazione. Anche l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità, ma solo se guidata da responsabilità, trasparenza e supervisione umana. La vera sfida è innovare senza perdere di vista i valori che mettono al centro le persone» sottilinea la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi.

«L’emanazione di questa legge regionale segna un passaggio concreto e fondamentale per rafforzare il ruolo dell’amministrazione di alleato primario per chi vive e opera sul territorio – dichiara Menico Rizzi, rettore Università Piemonte Orientale – L’Università del Piemonte Orientale sostiene con convinzione questo percorso di semplificazione che supporta un obiettivo centrale del nostro piano strategico: la costruzione di un patto civico tra PA, imprese e cittadini per liberare le energie migliori della nostra comunità, permettendo alla ricerca scientifica e al capitale umano di trasformarsi rapidamente in valore sociale ed economico. In questo contesto, il futuro protocollo d’intesa tra Regione e Atenei piemontesi rappresenterà lo strumento operativo per consolidare questa sinergia. UPO, con le sue trasversali competenze scientifiche e metodologiche, è pronta a una forte e concreta collaborazione che contribuisca a una governance pubblica sempre più moderna, agile, digitale e vicina alle esigenze di cittadine e cittadini fra cui, mi preme ricordarlo, ci sono anche le nostre studentesse e i nostri studenti».

«Con questo Protocollo facciamo un passo avanti concreto per rendere la Pubblica Amministrazione un vero alleato di chi fa impresa in Piemonte. Partecipiamo a questa intesa con un obiettivo chiaro: semplificare il lavoro degli imprenditori attraverso una trasparenza reale e l’uso intelligente dei dati camerali. La nostra missione è snellire i percorsi burocratici e creare un dialogo più fluido tra istituzioni e mercato. Vogliamo che la trasparenza non sia più percepita come un obbligo formale, ma come un valore aggiunto che permetta alle nostre aziende di muoversi più velocemente e di investire con piena fiducia nel nostro territorio» commenta Massimiliano Cipolletta, vice Presidente di Unioncamere Piemonte.

«La collaborazione tra Regione Piemonte e Formez rappresenta un passaggio decisivo per trasformare la semplificazione in realtà concreta. Per noi è un onore poter lavorare al fianco della Regione, che ringraziamo per la fiducia, perché si rafforza un percorso avviato già lo scorso dicembre con l’accordo sull’innovazione- evidenzia il presidente di Formez Pa Giovanni Anastasi – Formez considera la semplificazione un passo fondamentale per continuare a lavorare sul percorso di disintermediazione tra cittadino e bene pubblico, avviato dall’Istituto anche con il supporto delle nuove tecnologie, siamo quindi orgogliosi di poter fornire il nostro contributo al progetto ‘Semplifica Piemonte’, consapevoli che il nostro ruolo è quello di essere laboratorio delle Pubbliche Amministrazioni così come territorio di condivisione di esperienze nell’ambito pubblico. Il Piemonte ha scelto di investire su una PA più semplice, coerente, affidabile e più vicina alla collettività: una scelta coraggiosa, che può diventare un modello nazionale».

Torino-Pinerolo in tilt: scontro fra due auto, due feriti

Traffico in tilt sulla Torino-Pinerolo: si scontrano due auto allo svincolo di Piscina verso Torino, due feriti. Coinvolte una Tesla e una Renault: i feriti, un uomo e una donna, sono stati soccorsi dal 118 e trasportati all’ospedale di Pinerolo. Fortunatamente, le loro condizioni non sono gravi.

Sono in corso le indagini della polizia stradale di Torino-Settimo per ricostruire l’accaduto. L’incidente, avvenuto a ridosso dell’ora di punta, ha provocato code lunghissime con pesanti ripercussioni sulla viabilità.

VI.G

Sestriere, controlli dei carabinieri sulle piste: 37 sanzioni

Tra casco assente, velocità e sciatori senza assicurazione

Controlli intensificati sulle piste da sci di Sestriere, dove nei giorni scorsi i carabinieri hanno elevato 37 sanzioni nell’ambito delle attività di prevenzione e sicurezza rivolte agli sciatori. I controlli rientrano nelle operazioni di vigilanza nelle località sciistiche del comprensorio della Via Lattea.

I militari della stazione dei carabinieri di Sestriere hanno contestato 14 contravvenzioni per il mancato utilizzo del casco protettivo, sei per l’assenza dell’assicurazione obbligatoria e dodici per il mancato rispetto della segnaletica e dei limiti di velocità sulle piste.

Nel corso delle verifiche sono state inoltre elevate due sanzioni a escursionisti sorpresi a praticare attività fuori pista senza l’attrezzatura necessaria e senza rispettare le norme di sicurezza. Altre tre persone sono state multate per aver effettuato la risalita lungo le piste senza autorizzazione.

Torino non smette di sognare: dopo Milano-Cortina, lo sguardo è già rivolto al 2030

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L’OPINIONE

Lo dicevamo in qualche editoriale fa: Torino non ha mai davvero smesso di “pensarsi olimpica”. Anche se il coinvolgimento nei Giochi di Milano Cortina 2026  è rimasto più sfumato del previsto – e non senza polemiche – sotto la Mole la sensazione è che la partita non sia affatto chiusa. Sì, a vedere tutte quelle medaglie ottenute sulla neve di Cortina, abbiamo provato tanta nostalgia. Perchè non crederci di più?

Lo sguardo, infatti, si  sta dirigendo oltre l’ostacolo, spostandosi al 2030, quando le Olimpiadi invernali saranno ospitate dalle Alpi Francesi, che gli sciatori piemontesi conoscono e frequentano spesso.  In quella prospettiva Torino vuole esserci, concretamente, offrendo la disponibilità all’utilizzo dell’Oval Lingotto per le gare di pattinaggio di velocità. Un impianto nato per i Giochi di Torino 2006 e che potrebbe tornare utile proprio quando l’arco alpino tornerà ad accendere i riflettori olimpici invernali.

La decisione non spetta però all’Italia ma al fronte francese, come spiega il Presidente di Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò. Del resto, c’è anche da dire che se Milano-Cortina è riuscita a costruire un’organizzazione solida, una parte del merito arriva proprio dall’esperienza maturata quasi vent’anni fa a Torino.

Ecco il punto. Torino non è soltanto una città che ha ospitato un’Olimpiade: è  un sistema che quell’esperienza l’ha metabolizzata e trasformata in competenze.

Con i Giochi del 2030 concentrati tra le montagne francesi e il distretto del Monginevro, non è difficile immaginare anche un possibile effetto di traino turistico per le valli olimpiche piemontesi. Un modello che richiama quello del 2006, quando il territorio riuscì a mettere a sistema una capacità ricettiva imponente.

Lo ricorda Luigi Chiabrera, oggi organizzatore del Premio Montagnedoc e allora presidente dell’ATL delle Valli Olimpiche: “Avevamo 30 mila posti letto a disposizione. Tornare a centralizzare questa offerta potrebbe essere un’opportunità per sostenere l’organizzazione dei Giochi tra Francia e Italia”.

Intanto Torino resta lì, con discrezione ma con memoria lunga. Perché quando le Olimpiadi torneranno sulle Alpi, la città che nel 2006 accese quella fiamma, sa di avere ancora qualcosa da dire e da fare.

Chiara Vannini 

 

Caporalato, sequestrati tre autolavaggi

Lavoravano per 12 ore al giorno in autolavaggio per soli euro. Non avevano pause pranzo e ferie. Una donna di 63 anni con i figli di 39, 34 e 31 anni, originari del Marocco, sono stati indagati dalla procura di Torino per intermediazione illecita e sfruttamento e per aver approfittato dello stato di bisogno dei dipendenti. La notizia è riposrtata da Corriere e Repubblica. Il  gip, su richiesta della procura, ha disposto il sequestro preventivo di tre autolavoaggi a Torino, Moncalieri e Nichelino. Ai quattro è stato notificato l’avviso di garanzia.

Associazione Aglietta presenta “La peste putiniana”

Domani 17 marzo, alle ore 14:30 presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino, in via San Dalmazzo 9/bis/b verrà presentato il Dossier di Europa Radicale “La Peste Putiniana”.
“Il Piemonte è una delle regioni maggiormente sottoposta all’influenza della propaganda illegale di Mosca”.
Durante l’evento gli esponenti radicali presenteranno la proposta di invitare l’Ucraina come paese d’onore alla prossima edizione del Salone del Libro 2027.

Interverranno:
Laura Botti: autrice del dossier “La Peste Putiniana”
Gianni Vernetti: già Sottosegretario agli esteri, giornalista e scrittore
Igor Boni: Presidente di Europa Radicale
Samuele Moccia: Coordinatore dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta
Saranno presenti anche Giulio Manfredi e Silvja Manzi di Europa Radicale

Follia in fiore apre la primavera

Nel chiostro della Certosa Reale di Collegno arriva la XVII edizione della mostra mercato a cura di Orticola del Piemonte

 

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 – Ore 9:30 -19
Chiostro della Certosa Reale di Collegno (To)

Follia in Fiore dà il benvenuto alla Primavera con la sua XVII edizione. L’appuntamento è per sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 9.30 alle 19 presso l’affascinante Chiostro della Certosa Reale di Collegno.

Follia in Fiore è promossa dalla Città di Collegno, in collaborazione con Orticola Piemonte, ed è rivolta a un pubblico di appassionati, famiglie, curiosi e amanti della Natura in tutte le sue forme.

Saranno circa 90 gli espositori tra artigiani, produttori agricoli e florovivaisti, che animeranno il Chiostro della seicentesca Certosa Reale di Collegno, dove un tempo i padri certosini coltivavano le erbe officinali e che fu poi trasformata, nel corso dell’Ottocento, in una delle più grandi strutture psichiatriche d’Italia.

Importante sarà la presenza dei produttori agricoli del territorio con le loro eccellenze agroalimentari. Un’offerta ricca e variegata di sapori che va dalle proposte salate come taralli, formaggi di ogni tipo, salumi prodotti da forno, erbe aromatiche officinali e disidratate, a quelle dolci come miele e nocciole, confetture e delizie alle rose damascene, zenzero disidratato, prodotti a base liquirizia e crostate a base di fiori. Non mancheranno vini, liquori e diverse tipologie di infusi, tisane e succhi di frutta.

Una selezione di realtà artigiane metterà in mostra le proprie soluzioni per abbellire appartamenti e giardini: dagli oggetti in argilla alle candele e lampade in cera, dai braccialetti minerali ai quadri realizzati con le pietre, dagli accessori e abbigliamento in seta dipinta a mano agli oggetti per il giardino in argilla gres. Ma anche bijoux e gioielli artigianali, senza dimenticare le diverse tipologie di cosmetici naturali, come saponi, olii e creme per coccolare il proprio corpo.

Non mancheranno i florovivaisti piemontesi che esporranno proposte floreali per rendere ancora più allegri e profumati gli appartamenti ma anche i balconi e i giardini: dalle rose alle piante verdi fiorite da interno e esterno, dalle succulente alle ornamentali e alle aromatiche, ma anche azalee, camelie e rododendri.

Accanto alla mostra – mercato, cuore pulsante della manifestazione, Follia in Fiore proporrà un palinsesto di iniziative culturali e folkloristiche per rendere ancora più completa e immersiva l’esperienza presso il Chiostro della Certosa

Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 21 marzo alle ore 15 presso il Cortile dei Vini, la presentazione del libro “Il segreto di Edward. I fiori di Bach si raccontano”, edito da Neos, composto da 38 racconti dedicati ai Fiori di Bach. L’appuntamento, organizzato da Orticola del Piemonte, vedrà la partecipazione dell’autrice Chiara Mattea, moderata dalla giornalista Chiara Priante, in una vera e propria presentazione – evento con letture di alcuni stralci dell’opera a cura dell’attrice Katia Crisci e l’accompagnamento musicale del chitarrista Francesco Bonfardeci. Non mancheranno piccoli e fantasiosi omaggi per rendere il pubblico ancora più partecipe.

 

Ampio poi il programma di iniziative coordinate dalla Città di Collegno grazie alla presenza attiva delle Associazioni del territorio.

 

Nel Chiostro Grande, la Cooperativa Sociale Chronos S.C.S proporrà laboratori di serigrafia e ludico creativi per i bambini (entrambi i giorni a partire dalle 15.30) e laboratori di canto con il contributo del Coro d’Altrocanto (sabato 21 alle ore 16).

Presso l’Aula Hospitalis, in entrambe le giornate della manifestazione, sarà possibile visitare la Mostra di opere pittoriche dedicate a San Francesco, il cantore del creato e della bellezza della natura, a ottocento anni dalla morte.

Piazzale Avis in entrambe le giornate sarà il palcoscenico delle attività di Follia all’Orto, a cura della Cooperativa Sociale il Margine: dai laboratori artistici ed esperienziali per i bambini alla esposizione e promozione di manufatti realizzati dei centri diurni della cooperativa Sociale Il Margine. Dal workshop “orti urbani” al bookcrossing “Cedro del Libano”. Dalle performance di musica rap al laboratorio esperienziale “Capisci un tubero” con attività di semina in campo della patata, fino ad una emozionante caccia al tesoro.

Ogni anno Follia in Fiore ricorda che la primavera non è solo una stagione, ma un modo di stare insieme e di riscoprire la bellezza dei luoghi di Collegno. Nel Chiostro della Certosa Reale si intrecciano storia, tradizioni e creatività, rendendo questa manifestazione così speciale e attesa – commenta il Sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone -.
La qualità di espositori, artigiani, produttori agricoli e florovivaisti racconta un territorio vivo, capace di innovare senza perdere le proprie radici. Ciò che rende unico questo evento è l’impegno di associazioni, cooperative, volontari e cittadini: ringrazio tutti loro insieme agli uffici comunali. Grazie al loro continuo impegno la Certosa Reale è un bellissimo giardino aperto, il nostro luogo di incontro nel cuore del parco Dalla Chiesa“.

Conclude l’Assessora alla Cultura della Città di Collegno Clara Bertolo: “Follia in Fiore è una delle manifestazioni che più raccontano l’anima di Collegno: una città che sa unire storia, creatività, natura e partecipazione. Ogni primavera, il Chiostro della Certosa Reale torna a essere un luogo vivo, accogliente, attraversato da profumi, colori e voci diverse, proprio come accadeva secoli fa quando qui si coltivavano le erbe officinali. Non è solo una mostra–mercato: è un’esperienza che intreccia arte, artigianato, tradizioni, inclusione e bellezza, offrendo a famiglie, appassionati e curiosi un’occasione per riscoprire il valore del nostro patrimonio e il piacere dello stare insieme. Vi aspettiamo“.

Come gli scorsi anni, anche nell’edizione 2026 Follia in Fiore allestirà una golosa area food per tutti i partecipanti alla manifestazione presso la Piazza Cav S.S. Annunziata.

 

L’Ingresso a Follia in Fiore è di € 3,00

Entrata libera per minori di 16 anni e accompagnatori di disabili

L’accesso alla manifestazione è da Via Martiri XXX Aprile, 30

Maggiori informazioni sulla mostra mercato e sulle iniziative collaterali al sito www.orticolapiemonte.it/ o sui canali social di Follia in Fiore.

 

Facebookwww.facebook.com/folliainfiore

Il Comune di Torino è “Plastic free”

C’è anche Torino tra i Comuni italiani premiati con il riconoscimento “Plastic Free 2026”, assegnato dall’associazione Plastic Free Onlus alle amministrazioni che si distinguono per l’impegno nella riduzione dell’inquinamento da plastica e nella promozione di buone pratiche ambientali.

La cerimonia nazionale di premiazione si è svolta ieri a Roma, presso il Teatro Olimpico, dove ai rappresentanti della Città sono stati consegnati il simbolico trofeo a forma di tartaruga e l’attestato che certifica il livello di virtuosità raggiunto.

Il comitato di valutazione ha confermato per Torino il riconoscimento di due tartarughe, migliorando il risultato ottenuto nel 2024.

Nel 2026 sono 141 i Comuni italiani premiati nell’ambito dell’iniziativa, che ogni anno valuta le candidature delle amministrazioni sulla base di una ventina di criteri legati alla gestione dei rifiuti, alla riduzione della plastica monouso e alle attività di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.

Tra gli aspetti considerati figurano anche gli strumenti per contrastare l’abbandono dei rifiuti, la promozione di comportamenti sostenibili e le azioni di coinvolgimento della comunità locale.

Sul territorio torinese Plastic Free Onlus è attiva con iniziative di clean-up ambientale e momenti di sensibilizzazione, che coinvolgono cittadini e volontari sui temi dell’abbandono dei rifiuti e dell’utilizzo della plastica monouso. Le attività si inseriscono nel quadro del protocollo d’intesa attivo con la Città di Torino, che ne supporta e favorisce lo svolgimento.

Il riconoscimento conferma il percorso intrapreso negli ultimi anni dall’amministrazione e dalla comunità cittadina per promuovere comportamenti sempre più attenti all’ambiente e una gestione responsabile dei rifiuti, contribuendo alla riduzione dell’impatto della plastica sul territorio.

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Emergenza crack, Ricca (Lega): “Il Pd vuole trasformare Torino nella città dello spaccio?

 

“Pipette gratis significa apertura del mercato, tossicodipendenze e più reati”

Torino, 16 Mar – “Con la proposta di dare pipette sterili a chi fa uso di crack il Pd esce allo scoperto con quello che potrebbe essere il primo punto del suo programma: fare di Torino la città dello spaccio. Non c’è solo un problema sociale, legato all’incremento della vendita e delle tossicodipendenze derivante dalla legittimazione dell’uso della droga da parte delle istituzioni, ma anche una criticità importante sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico. Aprire al crack significa incentivarne il mercato e prestare il fianco alla possibilità che chi fa uso della sostanza ricorra ad espedienti per procurarsi il denaro per acquistarlo. Se il piano dei dem è rendere la città una prateria per spacciatori, drogati e rapinatori, è bene che i torinesi ne siano informati in vista delle prossime elezioni”. Così in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte.