ilTorinese

Sant’Anna: Samuele il primo nato del 2026

I dati degli ultimi nati 2025 e primo nato 2026 ospedale Sant’Anna di Torino
Ultimo nato 2025: Pietro è nato alle 17:51, pesa 2410 g, è il primo figlio della coppia, è nato da taglio cesareo la mamma è italiana.
Il primo nato 2026: è nato alle 08:38, si chiama Samuele, è maschio, pesa 2920 g, nato da parto spontaneo, la mamma è italiana ha usato la peridurale e ha allattato al seno il bambino. Lui è il primo figlio della coppia.
Ospedale ostetrico ginecologico Sant’Anna di Torino – attività 2025 L’ospedale ostetrico ginecologico Sant’Anna si conferma anche quest’anno tra i primi in Italia per numero di parti e di nascite. Durante il 2025 i parti nel presidio Sant’Anna sono stati 5300  per 5440 nascite. La proporzione complessiva di tagli cesarei è del 30%, stabile rispetto agli anni precedenti. In quasi il 90% dei neonati da parto vaginale è stato effettuato il contatto pelle-pelle madre neonato, come raccomandato dall’OMS per favorire l’allattamento al seno. Nel 2024 i parti erano stati  5450 per 5613 nascite.

Capodanno di Askatasuna, corteo con musica e fuochi d’artificio. Ma quattro carabinieri feriti

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Il centro di Torino era blindato, ma è andata meglio di quanto si temeva sul fronte dell’ordine pubblico. Il corteo di Askatasuna, la Street parade di San Silvestro, accompagnato da camion che “sparavano” musica a tutto volume e’partito  a mezzanotte da piazza Vittorio Veneto con qualche centinaio di partecipanti verso corso San Maurizio e nel quartiere di Vanchiglia. E’ avvenuto qualche lancio di fuochi d’artificio e petardi contro le forze dell’ordine che bloccavano l’afflusso verso il centro città e che hanno fatto uso di lacrimogeni. Ma nessuno scontro vero e proprio. Il corteo è’ terminato dopo le 2 di notte davanti al campus universitario Einaudi. La polizia non ha caricato ma quattro carabinieri sarebbero rimasti leggermente feriti.

Morto turista 52enne disperso nei boschi di Oulx: ricerche su tutta la zona

Era uscito nel pomeriggio di ieri per una passeggiata in montagna e da allora non se ne avevano più tracce: è’ stato trovato senza vita un turista francese di 52 anni. L’episodio si è verificato a Oulx, nella frazione di Beaulard, dove l’uomo, un podista esperto, potrebbe aver avuto un incidente (mentre camminava o correva) o un malore.

L’allarme era partito dalla moglie poiché non era rientrato a casa. Dalle indagini risulta che il segnale telefonico si è perso alle ore 5 di questa mattina, rendendo le operazioni ancora più complesse. Nelle vicinanze sono intervenuti i vigili del fuoco con il nucleo Sapr, il personale del 118 dell’Azienda Zero, la protezione civile e i carabinieri di Susa. Le ricerche hanno impiegato anche l’elicottero Drago.

VI.G

Canalis (Pd): “sulle dipendenze si poteva fare molto di più”

Solo due paginette, tagli di risorse e zero visione sulle dipendenze, nel Piano Socio Sanitario appena approvato.

 Sulle dipendenze si poteva fare molto, ma molto di più. Il Piano Socio Sanitario era l’occasione ideale per fotografare il grande cambiamento che sta investendo il mondo delle dipendenze e per ri-programmare conseguentemente i servizi.

Invece, la maggioranza di centrodestra si è limitata a schiacciare i servizi per le dipendenze su quelli della salute mentale e ha respinto frettolosamente la mia proposta, che prevedeva un rilancio degli investimenti.

Lo studio della Bocconi, propedeutico al Piano Socio Sanitario, parlava chiaro: c’è un trend in crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani ed emergono nuove dipendenze. In Piemonte, nel 2023, rispetto al 2021, si osserva una riduzione della dipendenza da eroina/oppiacei (-4%), un aumento dei giocatori d’azzardo (+40%) e tabagisti (+90%), una stabilità degli alcolisti (+1,6%) e un aumento degli utenti con dipendenza da cannabinoidi (+8,8%). Si rileva inoltre una crescita della dipendenza da cocaina/crack (+17,4%).

In Piemonte i pazienti presi in carico dai SER.D delle varie ASL erano 21.745 nel 2019 (fonte Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte). Tra questi:

  • circa 13.000 erano affetti da dipendenza da droga,
  • 6.436 da dipendenza da alcol,
  • 1.054 da Gioco d’Azzardo Patologico,
  • meno di 1.000 da tabagismo e
  • alcune decine erano affetti da disturbi alimentari.

Per quanto riguarda la dipendenza primaria, nel 2019 il 37,6% degli utenti era in carico per uso di oppiacei, il 31,5% per alcol, l’11% per uso di cocaina o crack, l’8,1% per cannabis, il 5,9% per tabacco, il 4,8% per gioco d’azzardo, lo 0,8% per altre sostanze e lo 0,3% per altri comportamenti (Fonte: Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze).

Nel 2021, a fronte di una numerosità complessiva simile al 2020, è aumentata l’utenza in trattamento per dipendenza primaria da altri comportamenti (addirittura +48,1% rispetto al 2020), e per cocaina o crack (+10,3%). È aumentata del 3,2% l’utenza in carico per cannabinoidi e dello 0,6% quella per dipendenza da alcol. Gli utenti in carico per dipendenza primaria da gioco d’azzardo e tabacco si sono ulteriormente ridotti del 9,2% e del 10,4%, e si sono ulteriormente ridotti anche gli utenti in carico per oppiacei, gioco d’azzardo, tabacco e altre sostanze, seppur in misura minore

Nell’audizione del CEAPI (Coordinamento degli Enti Accreditati del Piemonte che operano nel campo delle dipendenze patologiche), effettuata a novembre in Consiglio regionale, è emerso che tra i giovani piemontesi i consumi più frequenti sono:

  • Innanzitutto gli psicofarmaci,
  • Seguiti da alcol e
  • crack.

La Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia del 2024 indica che il Piemonte ha molti meno servizi ambulatoriali e servizi di primo livello rispetto a Toscana, Emilia-Romagna e Veneto. Solo sulle strutture residenziali e semi residenziali la nostra Regione è al passo con le altre Regioni benchmark.

A fronte di questo evidente ritardo, l’unico intento della Giunta Cirio sembra essere quello di inglobare i Serd (Servizi per le Dipendenze) nei Dipartimenti di salute mentale, con lo scopo di fondere i budget e il personale. Un’operazione iniziata nel 2021 nell’Asl CN2 e proseguita nell’ASL Città di Torino e ASL To5, senza solide giustificazioni scientifiche. Le dipendenze e la salute mentale sono infatti ambiti clinici distinti. L’overlapping tra dipendenze patologiche e salute mentale si attesta solamente al 6,6% dei casi. Non sussiste pertanto alcuna evidenza scientifica che giustifichi un’assistenza di carattere psichiatrico per i pazienti affetti da dipendenza patologica. Già alla fine degli anni ’70 la Regione Piemonte vietò il ricovero dei tossicodipendenti nei reparti di psichiatria, per evitare il rischio di riduzionismo psichiatrico.

Seguendo questa tendenza all’inglobamento, in un triennio il Piemonte ha tagliato 9 milioni di euro sulle dipendenze.

La pandemia da coronavirus ci ha insegnato che bisogna avere servizi sanitari specialistici di prossimità e invece in Piemonte stiamo riducendo i servizi per le dipendenze, ammantando quest’operazione con termini edulcoranti come “sinergia con la salute mentale” e “integrazione”.

Nel mio emendamento, respinto dalla maggioranza, proponevo di garantire autonomia tecnico gestionale ai Dipartimenti per le Patologie da Dipendenze (DPD), con una propria dotazione organica comprendente diverse figure professionali qualificate e specializzate (Medici specializzati in psichiatria, tossicologia o farmacologia, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, amministrativi ed altro personale di supporto) ed un budget regionale autonomo e vincolato a progetti dell’area delle dipendenze e una propria responsabilità di spesa, collaborando attivamente con i servizi sociali, infettivologici, psichiatrici. Suggerivo anche, vista la carenza di personale, che è preferibile un’organizzazione geograficamente trasversale tra i DPD delle diverse ASL piuttosto che un inglobamento nei Dipartimenti per la Salute Mentale della stessa ASL. Proponevo inoltre di ovviare all’assenza di una normativa regionale sulle comunità residenziali non riabilitative, dedicate ai pazienti che raggiungono un’età avanzata e sono impossibilitati a vivere da soli al loro domicilio, e di mettere in atto una maggiore omogeneizzazione delle esperienze di domiciliarità assistita per pazienti affetti da dipendenze patologiche sul territorio regionale. Infine, proponevo di istituire una Rete alcologica regionale e di intensificare i progetti di prevenzione, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado. Sarebbe altresì necessario aumentare i punti di intercettazione e i luoghi di accoglienza per minori e giovani con uso di sostanze o con disturbi del comportamento.

In una Regione con pochi giovani e con un aumento della diffusione delle dipendenze proprio tra i giovani, la Giunta Cirio avrebbe dovuto dedicare maggiore attenzione a questo tema nel Piano Socio Sanitario. La spending review non si fa su ambiti così cruciali!

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

Coldiretti ottiene la proroga dei decreti sull’etichettatura

La proroga dei decreti sull’etichettatura di origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di trasparenza e di sicurezza alimentare.
È quanto afferma  Coldiretti Torino  nell’esprimere soddisfazione per la misura varata dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, insieme ai ministri delle Imprese e Made in Italy  Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, che estende  al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza dell’ingrediente primario per pasta, riso, pomodori, carne suine trasformate, latte e prodotti lattiero caseari.
L’etichettatura obbligatoria degli alimenti rappresenta una storica conquista di Coldiretti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza,  assicurando la tracciabilità dei prodotti e tutelando  i cittadini consumatori.  Grazie proprio alle battaglie condotte dalla più grande organizzazione agricola d’Italia oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare.
Si tratta di un impegno che Coldiretti ha rilanciato a livello europeo, con il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare europea per mettere finalmente in trasparenza tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea. Solo con una normativa  chiara e trasparente sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati made in Italy, oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente l’”italianizzazione” dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese.
“L’origine in etichetta difende i consumatori e i nostri prodotti compresi quelli piemontesi – ricorda il presidente di Coldiretti Bruno Mecca Cici – La nostra è una battaglia di civiltà e tutela della salute delle persone e del diritto dei cittadini di portare a tavola cibi di qualità.  È anche una battaglia a favore dei nostri produttori  che non ci stanno più  a lavorare in modo sostenibile, rispettando le norme sul lavoro e sulla sicurezza, per poi vedere i mercati saturi di prodotti a basso costo provenienti da Paesi che non rispettano i nostri standard”.

Mara Martellotta

Il borgo di Avigliana, una tappa imperdibile della Via Francigena

A cura di piemonteitalia.eu 

ESPERIENZE

Avigliana, situata in un punto di transito tra Italia e Francia, nell’anfiteatro morenico compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, e la collina di Rivoli, in passato godette di molto prestigio…

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https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/il-borgo-di-avigliana-una-tappa-imperdibile-della-francigena

Dal Verdi di Torino al capodanno di Bra. L’elisir d’amore di Donizetti

Nell’ambito della “Bella Stagione 2025-2026″  con appuntamenti che intrecciano commedie, classici e musica da novembre ad aprile, nel Teatro Politeama Boglione di Bra è andato in scena martedì 30 dicembre il tradizionale Concerto di Capodanno che ha visto il ritorno del maestro Enea Tonetti, direttore della Banda Giuseppe Verdi di Bra. Nella prestigiosa cornice è stato rappresentato, fuori abbonamento, ‘L’elisir d’amore” di Donizetti, melodramma giocoso ottocentesco in due atti rappresentato a Milano nel 1832 per la prima volta con 32 repliche consecutive. L’inventiva melodica, la sottile malinconia della affettuosa e ironica commedia è stata interpretata in modo eccellente dagli attori protagonisti. La ricca, capricciosa e bella Adina, il soprano ligure Anna Delfino dotato di registri vellutati e agile fraseggio specializzato in Belcanto italiano, leggeva la storia di Tristano che ricorreva ad un filtro amoroso per riconquistare Isotta.
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Una bottiglietta di Bordeaux, spacciata come soluzione che guariva tutte le malattie e donava perenne giovinezza ricercata da Nemorino e Belcore innamorati di Adina, era proposta dal dottor Dulcamara, il medico ambulante interpretato dal basso ligure Nicholas Tagliatini. Belcore, il sergente di guarnigione del villaggio, è stato interpretato dal baritono fiorentino Carlo Morini. Il tenore genovese Mattia Pelosi ha eseguito magistralmente “Una furtiva lagrima”, il sogno dolce e struggente del coltivatore Nemorino di essere finalmente corrisposto da Adina. La vivacità dell’attore voce narrante Andrea Benfante ha collegato con naturalezza le fasi dell’opera, coinvolgendo il pubblico divertito. La parte corale è stata eseguita dal Coro Haendel di Trofarello diretto dal maestro Gabriele Manassi, collega al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino del maestro Enea Tonetti che ha composto la riduzione musicale dell’opera di Donizetti in forma di concerto.
Armano Luigi Gozzano

Al Koelliker la prevenzione primaria cardiaca gratuita

Scelto tra le strutture di eccellenza del Paese, Ospedale Koelliker avvia da gennaio 2026 la sperimentazione e il reclutamento delle persone che potranno accedere gratuitamente a un percorso avanzato di valutazione del rischio cardiovascolare. L’iniziativa è rivolta a cittadini tra i 40 e gli 80 anni, in buona salute, senza precedenti di malattie cardiovascolari o diabete di tipo 2.

Il progetto Cvrisk-It, finanziato dal Parlamento con 20 milioni di euro e realizzato dagli IRCCS aderenti alla Rete Cardiologica, coinvolgerà complessivamente 30 mila cittadini su tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo è rafforzare in modo concreto la prevenzione primaria, intercettando precocemente i fattori di rischio prima che si manifestino le patologie.
Per il Piemonte, come stabilito dall’IRCCS Policlinico San Donato Milanese, capofila del progetto, i partecipanti saranno accolti presso il reparto di Cardiologia dell’Ospedale Koelliker, diretto dal dott. Sebastiano Marra, Primario Emerito di Cardiologia della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Grazie all’elevata specializzazione clinica, alla diagnostica per immagini di eccellenza e alle tecnologie più avanzate, il Koelliker seguirà i partecipanti in tutte le fasi del percorso di prevenzione: dal questionario iniziale alle visite cardiologiche, dagli esami di laboratorio agli approfondimenti di imaging, inclusi esami TAC dedicati.
La sperimentazione consentirà di applicare i modelli più innovativi di valutazione del rischio cardiovascolare e, su una parte del campione, di approfondire lo studio dei fattori di rischio attraverso esami mirati: dalla valutazione del calcium score allo spessore della carotide, fino
all’analisi del profilo genetico.

“Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte – ha dichiarato il dott. Sebastiano Marra – ma la percezione del rischio è ancora troppo bassa e la prevenzione viene spesso trascurata. Questo progetto rappresenta un’occasione concreta per intervenire prima, quando si è ancora sani, e per costruire strategie di prevenzione sempre più efficaci e personalizzate”.

“Cvrisk-It permetterà di migliorare l’efficacia della prevenzione cardiovascolare in Italia – ha sottolineato Lorenzo Menicanti, Presidente della Rete Cardiologica IRCCS –  fornendo dati solidi per sviluppare protocolli sempre più adeguati alla popolazione”.

Mara Martellotta