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Simone Fissolo: “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”

Simone Fissolo, autore del libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”, è Consigliere comunale della Città di Torino dal 2021, membro della rete dei Consiglieri locali dell’Unione Europea e già Presidente dell’Associazione nazionale Gioventù Federalista Europea

 

Com’è nata in Lei la passione per la politica e quando ha avuto la percezione che sarebbe diventata la Sua attività predominante?

Ho incontrato la politica a Ventotene, nel 2010, come giovane studente universitario. Partecipai a un seminario di formazione politica che si svolgeva proprio a Ventotene, che rappresenta un’isola particolare, la culla d’Europa, il luogo in cui venne scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni il manifesto omonimo, che aveva per titolo “Per un’Europa libera e unita”, dal quale rimasi profondamente colpito. Da quel momento cominciai a partecipare attivamente a un’organizzazione politica apartitica che si chiama Movimento Federalista Europeo, ispirato al Manifesto di Ventotene. In seguito, portai questa esperienza a Torino e cominciai a fare formazione politica ai ragazzi e alle ragazze delle scuole. Inoltre, misi in piedi una collaborazione con la Provincia di Torino, che ha uno sportello che si chiama Europe Direct, lo sportello dell’Unione Europea sul territorio, attraverso la quale contribuii a portare nelle scuole incontri sui temi dell’Europa e della consapevolezza di una cittadinanza europea.

Ha scritto un libro dal titolo “Voto, dunque sono-un metodo per diventare cittadini”. Sembra che il suo personaggio rappresenti una sorta di giovane Simone Fissolo…

L’obiettivo del libro è quello di raccontare la storia di una persona che decide di occuparsi della comunità, dei compagni di classe, della scuola e, in generale, della “res publica” (la cosa pubblica). Marco, il personaggio del libro, è sicuramente un giovane Simone Fissolo, ma potrebbe rappresentare chiunque sia veramente interessato al bene pubblico. Mi piacerebbe che ci si identificasse con Marco per capire che ci sono troppi pochi cittadini realmente intenzionati a occuparsi della cosa pubblica. Questo è un libro che vide la luce già otto anni fa. Ora, anche per il ruolo istituzionale che rivesto, essendo Consigliere comunale della Città di Torino con i Moderati, ho voluto modificarlo e aggiornarlo in una nuova pubblicazione (avvenuta nel 2025), che potesse evidenziare quanto la partecipazione politica dei cittadini torinesi sia in questo periodo storico scarsa, con il desiderio di ravvivare una passione politica che ha sempre contraddistinto il territorio.

A chi si rivolge il libro?

Essendo un libro che desidera fornire al cittadino un quadro delle competenze delle specifiche istituzioni: Circoscrizioni e Giunta Circoscrizionale, Consiglio Comunale e Giunta Comunale, Consiglio Regionale e Giunta Regionale, quindi un manuale che deve aiutare il cittadino a orientarsi nel modo più semplice possibile a livello comunicativo, si rivolge a tutte le fasce d’età, a partire dai giovani adolescenti, che rappresentano il futuro della città e dell’intero Paese.

Quindi il suo libro ha un intento di ricostruzione rivolto al futuro…

La conclusione dell’ultimo libro scritto dal co-direttore del Financial Times, Martin Wolf, “La crisi del capitalismo democratico”, identifica nella ricostruzione della cittadinanza la chiave per salvarci, salvare le democrazie liberali nelle quali viviamo. Ecco, penso che questo mio libro comunichi ad alta voce l’esigenza di tornare a interpretare, politicamente e socialmente, il ruolo del cittadino.

Il libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini” verrà presentato giovedì 16 aprile al Polo del ‘900, a Torino, in via del Carmine 14, presso lo Spazio incontri, alle ore 17.30, con l’intervento dell’autore e dell’editorialista Marco Zatterin.

 

Mara Martellotta

Scippo in monopattino a Cit Turin

La gente e’ stanca e chiede una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine.

Nel pomeriggio di ieri, nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e via Goffredo Casalis, si è verificato l’ennesimo episodio di microcriminalità che riaccende l’allarme tra i residenti. Una donna è stata vittima di uno scippo mentre camminava lungo il marciapiede, nei pressi della pista ciclabile. Secondo le prime ricostruzioni, un ragazzo a bordo di un monopattino, che procedeva proprio sulla ciclabile, si è avvicinato rapidamente alla vittima, le ha strappato la borsa strattonandola. La donna, colta di sorpresa, ha perso l’equilibrio e ha iniziato a urlare per attirare l’attenzione dei passanti. Le sue grida, però, non sono bastate a fermare il malvivente, che si è dato immediatamente alla fuga . L’episodio ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti della zona, Cit Turin, infatti, viene sempre più percepito come teatro di episodi di microcriminalità: non solo scippi, ma anche auto con i vetri infranti, furti e danneggiamenti che si ripetono con una frequenza crescente. Tra i residenti si fa strada un senso diffuso di stanchezza e insicurezza. «Non ci sentiamo più tranquilli neanche a camminare sotto casa», è il commento ricorrente di chi vive e lavora nel quartiere. In molti chiedono un rafforzamento dei controlli e una presenza più costante delle forze dell’ordine, ritenuta fondamentale per prevenire episodi come quello avvenuto ieri.

MLB

Torino, i banchi storici dei mercati stanno scomparendo

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Un fenomeno che racconta una trasformazione silenziosa e la mancanza di ricambio generazionale

C’è un momento, nei mercati di Torino, che passa quasi inosservato: una serranda che resta abbassata, un banco che non riapre più, un’insegna che lentamente scompare. Non fa notizia, non genera proteste, ma racconta una trasformazione profonda: la fine di un mestiere che non trova più eredi. Nei mercati storici come Porta Palazzo o in quelli di quartiere, molti venditori appartengono a una generazione che ha costruito il proprio lavoro nel tempo: sveglie all’alba, relazioni con i clienti, conoscenza diretta dei prodotti. Un mestiere duro, fatto di fatica fisica e margini spesso ridotti, ma anche di autonomia e identità. Oggi, però, quel sapere rischia di interrompersi. I figli, quando ci sono, raramente scelgono di continuare. Non è solo una questione economica , anche se il guadagno incerto pesa, ma culturale. Il lavoro al mercato non è più percepito come un’opportunità desiderabile, richiede sacrifici, offre poche tutele, e soprattutto appare distante dalle aspettative delle nuove generazioni orientate verso percorsi più stabili o più “riconosciuti”. C’è poi un elemento simbolico: per molti genitori, proprio quei venditori che hanno passato la vita dietro un banco, il desiderio è stato quello di offrire ai figli un’alternativa: studiare, trovare un lavoro meno faticoso, “non fare la stessa vita”. In questo senso, la mancata continuità è anche il risultato di un successo: l’emancipazione sociale, ma ogni avanzamento ha un prezzo, e in questo caso e’ la scomparsa di un sapere. Quando un banco storico chiude, non si perde solo un’attività commerciale, scompare una relazione costruita negli anni, un punto di riferimento per il quartiere, una memoria quotidiana fatta di gesti ripetuti e riconoscibili. Al posto dei banchi storici arrivano spesso nuove forme di vendita: più temporanee, più flessibili, talvolta più curate dal punto di vista estetico e comunicativo. Non è necessariamente un impoverimento, ma è un cambiamento radicale: il mercato smette di essere un sistema di continuità e diventa un luogo di rotazione. Il rischio è che si perda un equilibrio. Perché i mercati funzionano proprio grazie alla coesistenza di stabilità e varietà: da un lato i banchi storici, che garantiscono fiducia e identità, dall’altro le novità, che portano vitalità. Se uno dei due elementi viene meno, il sistema si indebolisce. La domanda, allora, è se questo processo sia inevitabile, in parte sì, le trasformazioni sociali non si arrestano, ma esistono margini di intervento come incentivi per il passaggio generazionale, politiche di sostegno, semplificazioni burocratiche, ma anche un lavoro culturale: restituire dignità e valore a un mestiere che rischia di essere percepito come residuale. Perché dietro ogni banco che chiude non c’è solo una scelta individuale, ma un cambiamento collettivo, e se i mercati sono lo specchio della città, la loro trasformazione ci riguarda tutti. Forse la vera sfida, per Torino, non è impedire che i banchi cambino, ma evitare che scompaiano senza lasciare traccia. Conservare la memoria, anche quando il futuro prende un’altra direzione e’ essenziale per la trasmissione dei saperi e per la protezione della nostra storia.

Maria La Barbera

Vinitaly 2026, vetrina enoica di bandiera e innovazione

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Quasi un’impresa vinicola su tre si è resa protagonista di importanti investimenti nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza Artificiale, blockchain, 5G e realtà virtuale, mentre un ulteriore 55% è interessato a investire in soluzioni di Agricoltura 5.0.

Questi sono i dati che emergono dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell’export tricolore, che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.

Sono circa  5.000 i giovani agricoltori che hanno deciso di costruire il proprio futuro nel mondo della viticoltura, distinguendosi per una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai mercati esteri. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il settore vitivinicolo si colloca tra i principali ambiti imprenditoriali scelti dagli under 35. I nuovi viticoltori si fanno inoltre promotori della biodiversità, valorizzando antiche varietà di vite e rafforzando il legame con il territorio attraverso i mercati contadini e la vendita diretta.
Per quanto riguarda l’innovazione, non si può non parlare dalle Tea, le nuove Tecniche di Evoluzione Assistita applicate alla viticoltura, per fronteggiare siccità e fitopatologie. Le Tea, infatti, rappresentano una leva strategica per il settore, in quanto consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, ma semplicemente accelerando i processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’Oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Una consapevolezza che nel 2020 aveva spinto Coldiretti a sottoscrivere una storica intesa con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.

Nel corso del Convegno, organizzato lunedì pomeriggio nella Casa Coldiretti al Vinitaly, si è parlato delle Tea sul Sangiovese, ma i relatori del Crea hanno confermato di lavorare anche su Chardonnay e, ogni anno, di introdurre nuove sperimentazioni su altri genotipi/cultivar, le cui risposte sono sempre diverse a seconda delle varietà. Tra quelle già in atto, inoltre, ci sono: Nebbiolo, Pinot nero e Pinot grigio, Merlot e Tocai oltre a due portinnesti. Rispetto al Nebbiolo, le sperimentazioni sono pronte per andare in campo, indicativamente, nel prossimo mese di settembre. A quel punto, si potrà iniziare a capire la loro reazione.

“Tecnologia, Intelligenza Artificiale, sostenibilità, biologico, ricerca di nuovi mercati e qualità restano i principali capisaldi rispetto ai quali, anche, il mondo enoico dovrà interfacciarsi – hanno commentato la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso, presenti in fiera a Verona – il lavoro in campo e quello in cantina sono fondamentali ma, oggi più che mai, occorre anche confrontarsi, rifarsi alla scienza e alla ricerca, conoscere le tecnologie di nuova generazione e avere uno sguardo di prospettiva per mantenere solida la tradizione vitivinicola astigiana e italiana, preservandola dalle minacce del nuovo millennio. E ad andare in tale direzione è anche la scelta del biologico, tra le soluzioni aziendali di sostenibilità e innovazione”.

Mara Martellotta

Foto: Vinitaly.com

Canto popolare, il Coro Alpette in concerto allo spazio culturale Art Ensemble

Sabato 18 aprile, alle 17.30, lo spazio cultura Art Ensemble di Torino aprirà le sue porte a un’istituzione del panorama corale cittadino: il Coro Alpette. Un appuntamento per gli amanti della tradizione e della musica popolare che vedrà protagonista una formazione capace di raccontare, attraverso le note, oltre mezzo secolo di storia e identità del territorio.

Nato ufficialmente nel 1966 dall’iniziativa di un gruppo di giovani appassionati del canto di montagna, il Coro Alpette conta oggi venticinque elementi. La sua identità sonora è stata plasmata per oltre quarant’anni dalla direzione di Giovanni Uvire, che ha saputo imprimere uno stile unico e personalizzato attraverso l’armonizzazione di numerosi brani originali. Dopo il passaggio di testimone al Maestro Andrea Ferrero Merlino (2008-2017), la direzione musicale è oggi affidata al Maestro Carmelo Luca Sambataro, insigne organista diplomato presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, che prosegue il lavoro di eccellenza tecnica e interpretativa.

Il repertorio del coro è il risultato di un lungo percorso di ricerca volto alla riscoperta del canto popolare piemontese. L’obiettivo è nobile e ambizioso: valorizzare una delle più antiche forme di espressione delle genti subalpine, portandola dai teatri più prestigiosi alle piazze, fino ai luoghi della quotidianità. Con sette CD, tre LP e centinaia di concerti all’attivo in Italia e all’estero, il Coro Alpette si conferma un ambasciatore culturale instancabile.

L’evento di sabato 18 aprile rappresenta un’occasione per immergersi in un’atmosfera di condivisione e amicizia, valori che il coro promuove sin dal 1981 con il celebre “Concerto dell’Amicizia” e con le tradizionali rassegne natalizie. La musica diventa così un ponte tra culture e realtà diverse, un linguaggio universale che invita al confronto e all'ascolto reciproco. Il progetto “Art Ensemble – Cultura e Socialità” è promosso e finanziato dalla Regione Piemonte e l’Assessorato alle Politiche Sociali.

L’ingresso al concerto è a offerta libera, a testimonianza della volontà del gruppo di rendere la cultura accessibile a tutti. Per assicurarsi un posto o ricevere ulteriori dettagli, è possibile contattare l’organizzazione al numero 3663407927.

Mara Martellotta

Olsa: Pompeo (Pd), servono garanzie immediate per 299 lavoratori

 “La cessione dei siti Olsa di Rivoli e Moncalieri dal gruppo Magna International al fondo Mutares non può avvenire senza garanzie chiare per i lavoratori e per il futuro industriale del territorio”. Lo afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.
“Su Olsa servono garanzie immediate. Forte è la preoccupazione per i 299 lavoratori – aggiunge –. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che negli ultimi anni hanno già affrontato esuberi, riduzioni dell’attività e un ricorso prolungato agli ammortizzatori sociali. È necessario che questa fase sia accompagnata da un impegno concreto a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva. Nessuno dei lavoratori coinvolti deve restare a casa”.
Pompeo evidenzia come “la vicenda si inserisca in un quadro di difficoltà più ampio del comparto automotive piemontese, che richiede una regia pubblica stabile e una visione industriale di medio-lungo periodo”.
“Nella giornata di ieri la Giunta ha annunciato la convocazione, nelle prossime settimane, di un incontro congiunto tra gli assessorati competenti. Un primo passo, che dovrà tradursi rapidamente in azioni concrete”, conclude.

Per la prima volta in scena “Barabba” di Antonio Tarantino

Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, in via San Pietro in Vincoli 20, domenica 19 aprile, alle ore 19, andrà in scena la pièce teatrale “Barabba” di Antonio Tarantino, per la regia di Michele Schiano di Cola. Lo spazio scenico e le luci sono di Vincente Longuemare, la cura della produzione di Sabrina Cocco, l’assistenza alla regia è di Domenico Indiveri, la produzione è del Teatro di Bari. Lo spettacolo presenta scene di nudo parziale ed è adatto a un pubblico maggiore di 18 anni.

Namur, Cara Medea e Piccola Antigone sono state le prime tessere del ricco ed emozionante mosaico che la regista Teresa Ludovico ha nel tempo costruito incontrando il teatro di Antonio Tarantino, lo scrittore e drammaturgo bolzanino di nascita, ma torinese di adozione, “tra gli ultimi artigiani della scrittura”, padre putativo dei personaggi, spesso portatore di mitiche ferite per la cui resa scenica si chiede all’interprete di farli vivere così come si presentano, nudi e crudi senza filtro né giudizi. Nuova tappa del già significativo percorso è Barabba, opera composta nel 2010 da Antonio Tarantino e pubblicata nel 2021 dalla casa editrice Cue Press, per la prima volta in scena con protagonista un personaggio di ascendenza evangelica, pronto ad esprimersi quasi esclusivamente in versi, in una lingua potente, al cui interno convivono commedia e tragedia.
Nel personaggio di Barabba, prigioniero di quel carcere che è la vita, come per una fragile maschera appesa a un filo, si materializza un teatro di emozioni attraversato dall’universale bisogno di salvezza quanto la nostalgia rabbiosa di un’origine, di un qualcosa che comprendiamo essere l’elemento fondante della nostra civiltà, senza essere in grado di identificarlo. Parole che si fanno vera e propria carne, definendo i contorni di una scrittura potente e immaginifica, in grado di conquistare e intimorire, per la cui trasposizione scenica si deve procedere per gradi, cercando di assorbire ritmicamente il testo e di lasciarlo fluire in modalità del tutto naturale. All’interno di uno spazio scenico metallico, disegnato dall’arte di Vincent Longuemare, prende forma il racconto di Barabba, opera dalla struttura asimmetrica, con un prologo dal roboante inizio, composto per ultimo, e una seconda parte dalle molteplici sonorità, immaginata come un atto di denuncia contro le storture del sistema carcerario cui segue uno sviluppo con epilogo, in cui l’anonimo protagonista diventa Barabba, per definizione il ribelle, il terrorista, quello che il mondo non perdona. La sua persona si fa strumento per parlare dell’esatto opposto, di quello che il mondo gli perdona, arrivando a sacrificare se stesso per la salvezza degli uomini.

Biglietto: intero 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento – ridotto 11 online e 13 euro in cassa la sera dell’evento. Resta la possibilità di lasciare il biglietto “sospeso” tramite donazione online o con Satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione dalla collaborazione con Torino Giovani.

San Pietro in Vincoli – via San Pietro in Vincoli 28, Torino – domenica 19 aprile, ore 19.

Mara Martellotta

L’acqua sarà il tema di Great Innova 2026

Concorso di poesia, visita in azienda, giochi e laboratori

Sarà l’acqua il tema della nona edizione del festival Great Innova di Cuneo, in programma il 10 ottobre prossimo. Il tema è stato svelato venerdì 10 aprile dai vertici dell’associazione, che si sono radunati presso la Fondazione DIG di Roreto di Cherasco, in occasione della presentazione del libro “Marte. La nuova frontiera dello spazio”. La nona edizione del festival, che si terrà all’interno del complesso monumentale di San Francesco a Cuneo, si intitolerà “Nemo. Dentro le correnti del futuro”, e vuole essere un progetto diffuso sul territorio: durante l’appuntamento, sono stati svelati alcuni momenti che anticiperanno il festival, come il premio poetico “Great Innova”, primo concorso nazionale ‘Voci d’Acqua’, in collaborazione con l’Associazione Poesia Contemporanea di Cuneo. Per maggiori informazioni sul festival e per scoprire le finalità dell’associazione Great Innova, contattare il numero 349 259422, o visitare il sito internet www.associazionegreatinnova.it – info@associazionegreatinnova.it

Mara Martellotta

“Chef da sballo”: organizza cena romantica e narcotizza un uomo

 Su un sito di incontri si era presentata come “Francesca”, chef professionista capace di preparare cene di alto livello. Un cavallo di battaglia che la sera del 6 febbraio scorso le era servito per garantirsi il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, alle porte di Torino.

Il figlio dell’anziana vittima, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. In camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato e dunque allertato i Carabinieri.

I militari – dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri (il maltolto era un orologio, 10.000 euro, documenti e carte di credito) – hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento.

Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, medesimo principio attivo trovato al sessantottenne. È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici si sono inoltre resi necessari per accertare la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo.

L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedia a rotelle; un asserito quadro clinico grave che l’aveva portata ad avanzare un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, smascherato dalle telecamere che l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva.

Le perquisizioni domiciliari hanno definitivamente rafforzato l’impianto accusatorio contro la coppia. Nelle loro disponibilità, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Venaria hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi (che il compagno si occupava di reperire), i beni sottratti all’anziana vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli.

Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli, a conferma della lucida premeditazione del duo.

La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi nell’alessandrino, luogo di residenza della coppia, lei di 49 e lui di 63 anni. Resta aperta l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime.

 

Campionato Assoluto Unipol: prima medaglia per il Piemonte!

Si chiude la prima giornata del Campionato Italiano Assoluto Unipol: arriva la prima medaglia per il Piemonte!

Il primo successo di questa rassegna tricolore porta la firma di Francesca Fresia (CS Carabinieri/Aquatica Torino) che conquista il bronzo nei 400 Misti con una prestazione da 4’43’’22.

Nella finale Junior dei 50 Dorso maschili è Giovanni Campo (Vo2 Nuoto) a mettere la mano davanti a tutti aggiudicandosi la finale con 25’’59, settimo in questa gara Mattia Mascellani (CN Torino) che tocca in 26’’75.

Nella finale B dei 50 Dorso chiude in quarta posizione Lorenzo Actis Dato (Sisport) fermando il cronometro in 25’’83.

Nella finale B dei 400 Stile Libero si classifica settimo Simone Dutto (CS Carabinieri/CN Torino) che chiude con 3’56’’70.

Nella finale Junior dei 100 Rana ci sono due atlete piemontesi: si classifica quinta Francesca Cani (Sisport) con 1’11’’21 ed è sesta Sara Goggio (CN Torino) che chiude in 1’11’’35. Nella finale B di questa gara troviamo Aurora Venturi (RN Torino) che va a concludere la gara in 1’10’’53.

Nella finale Junior nei 50 Farfalla maschili chiude in terza posizione Simone Farfaglia (Sisport) con il tempo di 24’’50.

Nella finale Junior dei 50 Stile Libero maschili torna protagonista Giovanni Campo (Vo2 Nuoto) che conclude in settima posizione con 23’’43.

Nei 50 Stile Libero maschili chiude settimo in finale B Lorenzo Actis Dato (Sisport) con 22’’83 mentre è ottavo in finale A Alessandro Miressi (GS Fiamme Oro/CN Torino) con una prestazione da 22’’43.

In chiusura di serata c’è poi l’azzurra Sara Curtis (CS Esercito/CS Roero) che lancia la staffetta 4×100 Stile Libero dell’Esercito con una prima frazione da 53’’53 che porta il quartetto a vincere il metallo più prezioso. Grande protagonista nella staffetta è Anita Gastaldi (CS Carabinieri/Vo2 Nuoto) che porta il quartetto all’argento con una chiusura dell’azzurra da 54’’53.

Foto Giorgio Scala / Deep Blue Media.