redazione il torinese

La Vendemmia? E’ a Torino

Venerdì 13 ottobre, alle ore 11.00, al Circolo dei Lettori, via Bogino 9 (Torino), si è inaugurata la prima edizione di ‘LA VENDEMMIA A TORINO – PORTICI DIVINI’.

All’evento sono intervenuti l’assessore al turismo e commercio della Città di Torino, Alberto SACCO, l’assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte,Antonella PARIGI e l’ambasciatore del Perù in Italia Luis Iberico NÚÑEZ, Paese ospite di questa edizione. Alle ore 13.00 in piazza Vittorio Veneto si è aperta la Tensostruttura che ospiterà durante i tre giorni gli appuntamenti di Portici Divini – Aperitivo di apertura. Degustazione guidata con i vini di Torino DOC.

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VENERDI’ 13 OTTOBRE

  • ore 13.30 | Il progetto TORINO DOC della Camera di commercio di Torino: selezione enologica dei vini della provincia di Torino
  • ore 14.00 | Assessorato Turismo e Commercio della Città di Torino: “Valorizzazione delle eccellenze del territorio Torinese” intervento di Alberto Sacco.
  • ore 15.00 | Il progetto ” La cucina tipica piemontese in…” e la sua declinazione stagionale a cura di Turismo Torino e Provincia: la tradizione a tavola. Interviene Daniela Broglio.

 

  • Nel pomeriggio interverranno i rappresentanti degli enti locali dei comparti vitivinicoli del Torinese (dalle ore 16)

– Città di Bricherasio | il sindaco Ilario Merlo – Città di Caluso | Maria Rosa Cena, Sindaco/ Roberto Podio , Assessore / Ernesto Pedone , Assistente Sindaco / Arianna Invidiato, Ninfa Albaluce 2017 / Gian Francesco Orsolani, Console del Consiglio Grande della Credenza Vinicola di Caluso

– Città di Carema | il sindaco Giovanni Aldighieri

– Città di Chieri | “Il paesaggio: capitale naturale e bene comune tra economia e bellezza” Interverranno: ass. Attività economiche e politiche del lavoro – Marina Zopegni, vice sindaco Comune di Mombello – Alberto Guggino, funzionario Comune di Chieri – Giovanna Garelli

– Città di Chiomonte | il sindaco Ollivier Silvano

– Consorzio del Pinerolese e Valsusa

– Consorzio Erbaluce di Caluso, Carema e Canavese, Enoteca Regionale di Caluso – Consorzio della Collina Torinese

– Enoteca Regionale dei Vini della provincia di Torino

 

  • ore 18.00 | Degustazione guidata con i vini di Torino DOC delle quattro aree vitivinicole torinesi.

 

SABATO 14 OTTOBRE

  • ore 11.00/12.00 | Premiazione del vincitore del bando per l’immagine coordinata dei Portici e Gallerie di Torino. Intervengono: rappresentante della Città (Assessorato al Turismo e Commercio della Città di Torino), Fondazione Contrada Torino Onlus
  • ore 12.30/13.00 | Città Metropolitana, Elena Di Bella “Il Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino”
  • ore 13.00 | Buon compleanno Erbaluce di Caluso, Carema e Valsusa. Degustazione guidata con i vini di Torino DOC
  • ore 15.00 | Politecnico di Torino: Installazioni aeree e sensori in vigna per il monitoraggio continuativo e capillare della vite. Interviene l’ Ing. Trinchero, ing. Mattia Poletti e ing. Giovanni Paolo Colucci.
  • ore 15.30 | I vini del Torinese nella guida del Gambero Rosso a cura di Alessandra Monda e Piera Genta.
  • ore 16.30 | Strada Reale dei vini torinesi: “METE della Strada Reale: vini e delizie dei territori torinesi” Intervengono Giorgia Boggio e Fabrizia Godone.
  • ore 17.00 | Fondazione Contrada Torino: “il Progetto portici e gallerie di Torino : programmi futuri” Interviene Germano Tagliasacchi.
  • ore 18.00/19.00 | Freisa di Chieri, Collina Torinese e Pinerolese. Degustazione guidata con i vini di Torino DOC.

 

DOMENICA 15 OTTOBRE

  • ore 14 – 15 | Il Vermouth torinese: dalle origini ai giorni nostri. Segue degustazione guidata.
  • ore 16 | I protagonisti di “Portici Divini”: produttori ed esercenti si incontrano

 

 

“Contro l’atomica” invita i parlamentari

Si è concretizzata l’ipotesi di un incontro ufficiale fra i rappresentanti del “coordinamento di cittadine/i, associazioni e istituzioni contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi”, e i parlamentari Piemontesi. Tale confronto, organizzato insieme e in piena collaborazione col Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte, presieduto da Mauro Laus, si svolgerà lunedì 16 ottobre alle h 16.00 presso la sede del Consiglio Regionale Palazzo Lascaris Via Alfieri, 15Obiettivo di questo importante momento di lavoro sarà anche quello di ottenere precisi impegni formali a sostegno della ratifica del Trattato ONU per la messa al bando delle armi atomiche – ovviamente nel pieno rispetto della loro libertà – da tutti i parlamentari che lo riterranno. Inoltre contiamo di presentare loro una serie di iniziative volte a far crescere la coscienza civica di tutti i cittadini e di tutte le componenti della nostra Società. Per una chiara comprensione dei contenuti e degli scopi dell’incontro, vi alleghiamo copia della lettera personalmente inviata a tutti i parlamentari Piemontesi.

 

Mauro Laus Presidente del Consiglio e del Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte

 Giampiero Leo, Paolo Candelari, Walter Nuzzo per il Coordinamento di cittadine/i, associazioni e istituzioni contro l’atomica ,tutte le guerre e i terrorismi.

 

Cosa succede a Gtt?

STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto
Mi sono fatto persuaso, persuasione che sta diventando convinzione. Ci sono tante assonanze e similitudini tra la realtà della nostra città e della nostra Capitale: principalmente la gravità dei problemi, direi la loro drammaticità.  Per Torino cerco di capire cosa è successo e cosa sta capitando in GTT. Incontro Giuseppe Santomastro irresponsabile Cgil trasporti. Mi dà appuntamento al dopo lavoro ferroviario. Riunione sindacale,  sciopero in GTT il 27 ottobre.
Come mai ?
Sono preoccupati ed esasperati i 5000 dipendenti. Non si può scaricare su di loro colpe di altri. Esasperati perché chiediamo di essere ricevuti e di capire. Ma non avviene nulla.
Situazione irreversibile?
Speriamo di no. Ma il necessario piano industriale non viene partorito. E quelli presentati sono giudicati insufficienti.
Quanto è il disavanzo?
Saperlo con esattezza sarebbe quasi un miracolo. Sottolineo un solo dato: 111 milioni sono il debito che ha l’azienda con i fornitori.  Il capitale sarebbe sufficiente nel coprire, con altri problemi finanziari per gli investimenti. Gli ultimi stipendi sono stati pagati grazie all’ intervento delle banche.
Come è possibile, se è un azienda che ha sempre liquidità giornaliera?
Si è rotto l’ equilibrio del passato, dove gli investimenti per la metropolitana ad esempio garantivano futuro e un minimo di sviluppo.
Si è inchiodato tutto?
Molto… direi. Però almeno i questo caso non si può imputare il “disastro” a questa giunta, ma stanno andando a tentoni . L’Appendino era per la messa in liquidazione della società non considerando che i maggiori creditori sono gli enti pubblici locali. Poi non hanno rapporti politici adeguati.
Quali sono le responsabilità della politica nel passato?
Avere scelto i dirigenti sbagliati che hanno fatto scelte sbagliate e  artifici contabili.
Pessimista o ottimista?
Cerco di essere realista. Non siamo Napoli o Roma.
Milano come sta?
Loro bene, soprattutto perché hanno continuato negli investimenti.
Veniamo al sindacato: come sta di salute politica e per grado di socializzazione e partecipazione?
Alta, più del 70 percento  e comunque molto frammentata. C’ è persino il caso di un ex Cgil che se ne è fatto uno su misura ed è politicamente legato ad un senatore del Pd. Io stesso ne sono una indiretta dimostrazione, sono un ferroviere ed arrivo da Alessandria. Ho trovato una situazione articolata anche tra i lavoratori.
Troppe assunzioni “superflue”?
L’hai detto tu, non io. Appunto situazione articolata anche tra i lavoratori.  Ma mi ripeto non devono essere loro a  pagare colpe di altri. Oltre lo sciopero picchetteremo sotto il Municipio. Vogliamo essere ascoltati dal Sindaco, è  un diritto dei lavoratori.
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Bene, ci si rivede il 27. Alcune personali considerazioni. Mi sono stupito positivamente della conpetenza di questo giovane sindacalista. Non ha avuto punte di demagogia. E mi sono convinto che l’ eventuale iniezione di 40 milioni di euro – se non cambia radicalmente sistema – non sarà sufficiente e si rimanderà di fatto la soluzione estrema della liquidazione o del commissariamento. Contentissimo se avrò torto.
Patrizio Tosetto

Tavoli e sedie volanti: maxi rissa nella notte della movida torinese in piazza Santa Giulia

E’ stata ancora alta tensione in piazza Santa Giulia, nella notte. La polizia, che sta ricostruendo i fatti, ha ricevuto una segnalazione  da parte di diversi ragazzi che hanno assistito ad una lite di massa  tra una trentina di persone, alcune di loro erano incappucciate. I protagonisti – per ora ignoti –  della rissa si fronteggiavano armati di tavolini dei bar, sedie e bottiglie rotte. Un’ipotesi è che si tratti di gruppi di tifoserie avversarie. La zona della movida torinese è la stessa dove l’estate scorsa ci furono gli  scontri tra antagonisti e forze dell’ordine che suscitarono polemica.

Una Manovra per La Vita

Domenica 15 ottobre 2017 in Piazza Castello a Torino

Si chiama “Una Manovra per La Vita” ed è l’iniziativa – promossa dalla Simeup (Società Italiana Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica) in collaborazione con la Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino e la Croce Verde Torino – che dalle ore 10 alle ore 17 di domenica 15 ottobre in piazza Castello, a Torino, promuoverà la manovra necessaria ad impedire il soffocamento da inalazione di corpi estranei, un fenomeno generato dall’ostruzione completa delle vie aeree e che in Italia provoca ogni anno la morte di circa trenta bambini. Nei quattro stand di piazza Castello – allestiti da ospedale Infantile Regina Margherita, Croce Verde Torino, Centro di Formazione dell’ospedale Martini e dal Centro di Formazione dell’ospedale Maria Vittoria, Centro di Formazione SIMEUP FIMP di Torino – gli operatori saranno a disposizione dei cittadini e spiegheranno come eseguire la manovra di disostruzione delle vie aeree in caso di inalazione dei corpi estranei. Lo faranno anche con alcune prove pratiche realizzate con l’ausilio di manichini pediatrici. “Quando c’è ostruzione completa – spiega il dottor Antonio Urbino, past-president Nazionale SIMEUP e Primario della Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita – i tempi d’azione sono davvero limitati e se si agisce immediatamente, le possibilità di salvare il bambino crescono in modo notevole. Ecco perché è opportuno che la manovra di disostruzione da corpo estraneo delle vie aeree sia conosciuta da quanta più gente possibile”, conclude il dottor Urbino. Ed è questo il motivo per cui è nata “Una Manovra per La Vita”: domenica 15 ottobre, per il decimo anno consecutivo, l’iniziativa sarà presente in più di 40 piazze italiane. Da anni un appuntamento fisso sulla preziosa strada della prevenzione.

Meroni, un “mito” che ci accompagna

Sono passati 50 anni esatti ma la notizia e sempre li’, fresca e drammatica, incredibile e indimenticabile. Gigi Meroni non c’e’ piu’ da quel crudele 15 ottobre 1967, travolto da un’automobile dopo avere, per l’ennesima volta, galvanizzato i tifosi e contribuito a battere la Sampdoria al Vecchio Comunale: 4-2 con una prodigiosa tripletta del bomber granata Nestor Combin, grande amico di Gigi. Meroni e’ una pietra miliare nella centenaria storia granata. Un punto di riferimento che racchiude estro e tragedia, gioia e dolore, fantasia e destino. Insomma, attorno a Gigi Meroni si riassume la vicenda granata in tutta la sua interezza. E non si puo’ dimenticare, perche’ questo ragazzo, scomparso ad appena 24 anni dopo essersi imposto – con semplicita’ e rara correttezza – come leader in campo e fuori del campo, era gia’ un “mito”. Certo, la tragedia di quel terribile 15/10/1967 ha trasformato la “farfalla granata” in un mito incancellabile e irripetibile. Perche’ Meroni, forse, anzi quasi inconsapevolmente, era destinato a diventare un leader. Un leader che ha anticipato i tempi. Nel campo attraverso il suo estro e la sua fantasia ineguagliabili e, soprattutto, fuori dal campo. Anticipatore nel costume, nella sua vita privata cosi’ travagliata e rocambolesca, nel rapporto con la tifoseria e l’opinione pubblica sportiva e non solo, nello stile di vita semplice e anticonformista. Insomma, Gigi era destinato a segnare in profondita’ la storia granata e quella del calcio italiano. Una sorta di George Best del calcio italiano per il suo gioco e il suo talento e, al contempo, un calciatore che anticipava i fermenti del ’68 e gli anni della contestazione e del grande cambiamento della societa’ italiana. E la stessa vasta pubblicistica che ha accompagnato in questi lunghi 50 anni la vita di Gigi Meroni e’ la conferma che la sua esperienza e’ piu’ viva che mai non solo nella narrazione granata ma anche in quella del calcio italiano e nella stessa storia del nostro paese. Per questo Gigi continua a vivere nei nostri cuori. Ed e’ per questo che, per chi abita a Torino e in Piemonte, e non solo, quel corso Re Umberto all’altezza dell’ormai triste luogo dello storico ex bar Zambon, continua ad essere meta di un pellegrinaggio silenzioso e composto. Un luogo che ha strappato alla vita la “farfalla granata” ma anche un luogo destinato a ricordare, per sempre, un talento ineguagliabile ed irripetibile del calcio italiano ed europeo.

Giorgio Merlo

La Rivoluzione d’ottobre vista dai giornali piemontesi dell’epoca

La Rivoluzione russa del 1917? “È stata un disastro – per il popolo russo, per l’Europa, e per la sinistra in tutto il mondo… Questa rivoluzione non ci sarebbe dovuta essere. La società russa non era pronta ad appoggiare e sostenere una rivoluzione autenticamente socialista e democratica”. Quelle che sembrerebbero le parole di un conservatore, in realtà esprimono il giudizio che dell’avvento del comunismo in Russia dà il filosofo Michael Walzer, esponente della sinistra Usa. Ma, a cento anni di distanza, possiamo chiederci come reagì l’opinione pubblica piemontese a quell’evento epocale. Lo facciamo consultando l’archivio online www.giornalidelpiemonte.it che contiene le raccolte di oltre 130 testate locali.

Quella che chiamiamo Rivoluzione d’ottobre fu preceduta, nel febbraio dello stesso 1917, dai moti rivoluzionari che portarono all’abdicazione dello zar Nicola II e al governo “borghese” del nazionalista Kerenskij. I bolscevichi di Lenin e Trockij, in un clima di generale anarchia e di disfacimento delle strutture del potere civile e militare, guidarono l’insurrezione decisiva tra il 7 e l’8 novembre del nostro calendario, che corrispondono al 25 e 26 ottobre del calendario giuliano in vigore in Russia. Cacciarono il governo borghese e diedero avvio al regime comunista che sarebbe durato fino a Gorbaciov. Di questo evento dà puntualmente conto il quotidiano cuneese Sentinella delle Alpi, da cui attingiamo gran parte delle notizie sulle reazioni agli eventi russi. Già il 4 ottobre il giornale scrive che “gli agitatori politici, costituitisi in Comitato rivoluzionario, si sono impadroniti del potere e hanno dichiarato di non riconoscere più il Governo provvisorio”.

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Nei giorni successivi l’attenzione è mirata alle conseguenze belliche della difficile situazione russa. Il 9 ottobre l’Azione Novarese riporta che “I Russi subiscono altri rovesci: le grandi isole Desel e Dagol, che proteggevano ancora dalle incursioni nemiche buona parte del golfo di Riga… sono state conquistate anch’esse e il nemico (tedesco n.d.r.) se ne farà una grande base per altre avanzate nell’infelice Nazione Russa che si dibatte ancora fra le convulsioni dell’anarchia”. E la Sentinella del 20 ottobre titola con grande evidenza che i russi sgombrano aree a 300 km da Pietrogrado, la capitale zarista che si teme di dover evacuare, e il governo è costretto a trasferirsi a Mosca. Perché tutto questo interesse per le vicende di quello che era ancora un alleato dell’Italia? Perché siamo alla vigilia dell’offensiva che l’esercito austro-tedesco, liberato in buona parte dagli sforzi sul fronte russo, sta per sferrare in Venezia Giulia, quella fase della guerra ben nota con il nome di Caporetto, che ancor oggi è sinonimo di una disfatta italiana. Infatti, il Corriere di Saluzzo del 27 ottobre mette in relazione il successo dei rivoluzionari russi con l’avanzare degli Imperi centrali, e scrive “Chi sono i bolsceviki? E’ il partito di quei russi che vogliono la pace con la Germania ad ogni costo”. Ma siamo ormai ai giorni centrali del doppio “dramma”, la ritirata italiana dopo la rotta sul fronte giuliano e la presa di potere dei leninisti. La Sentinella del 10 novembre titola “I massimalisti padroni di Pietrogrado” l’articolo in cui si annuncia che il congresso dei Soviet, dopo un discorso di Lenin che è stato acclamato per aver detto che “questa è la vera rivoluzione”, ha lanciato un proclama che inizia con il primo punto: “Tutto il potere appartiene ai Soviet”. Il presidente Kerenskij è in fuga e la complicità con lui sarà considerata alto tradimento.

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Nello stesso numero un commento esplicita bene il giudizio che il giornale esprime sugli eventi russi, paragonandoli alla Rivoluzione francese del 1789. In quel caso però, spiega l’editorialista, i rivoluzionari seppero far fronte prontamente alle minacce esterne che provenivano alla Francia da ogni dove, perché la “fiamma patriottica” non venne mai meno. Oggi invece, i nuovi capi della Russia si azzuffano tra loro, tutte le forze attive della nazione sono travolte dall’anarchia e la Rivoluzione, come Saturno, sta già divorando i suoi figli. E ora gli italiani “per l’ignavia di questo popolo” sono costretti a “subire l’impeto irresistibile delle immani valanghe teutoniche che si riversano sul fronte orientale della nostra patria…Per noi l’avventura russa significa enorme sagrificio di sangue e di denaro”. Interprete dell’incertezza e disorientamento di quei giorni è il pezzo sul Corriere di Saluzzo del 24 novembre che segnala “in tanto caos” il prevalere dei “bolsceviki capitanati da Lenin” e sottolinea la gravità anche della situazione economica con una laconico “intanto regna sovrana la fame su tutto e su tutti”. La Sentinella del giorno successivo registra che il potere di Kerenskij è ormai finito e che “negli ultimi moti vennero, negli avvenuti saccheggi, rubate opere d’arte e quadri del valore di parecchi milioni di rubli”.

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Infine, merita citare estesamente l’editoriale dal titolo “Melanconie russe” su Il Fossanese del 1° dicembre 1917: “Povera Russia! … dal disordine caotico, dall’anarchia sociale in cui essa sta dibattendosi non è lecito neppure dopo che son trascorsi tanti mesi argomentare e di intuire con qualche approssimazione quale abbia ad essere la configurazione sociale e politica sia nel prossimo che nel lontano avvenire … Per parte nostra non speriamo affatto in una prossima risurrezione della Russia. Noi pensiamo che l’umanità ha sempre proceduto e procederà innanzi per forza di evoluzione e non di rivoluzione: e perché i popoli abbiano ad evolversi e procedere nella via del progresso e della civiltà è necessario che essi educhino, istruiscano e perfezionino sé stessi… La grande massa del popolo russo non ha dato prova di essere giunto a quell’alto grado di educazione politica o di coscienza sociale quale i suoi improvvisati tribuni e quotidiani dittatori inutilmente proclamano… Essa sta facendo invece un terribile, sanguinoso ed inutile sogno di grandezza dopo il quale dovrà ricadere più esausta e più impotente di prima”. Insomma, in un ambito sicuramente conservatore, si facevano già un secolo fa considerazioni analoghe a quelle espresse oggi, da tutt’altro versante, dal filosofo Walzer.

 

Domenico Tomatis

Nella foto una vignetta dal Corriere di Saluzzo del 15 dicembre 1917

 

 

 

10 anni di Pd: se l’anniversario diventa un funerale

Il decimo anniversario della fondazione del Pd viene giudicato da molti un funerale. Quel progetto, al quale molti si erano dedicati con grande passione e slancio, è fallito tradendo una parte significativa degli obbiettivi che aveva dichiarato di voler perseguire

Molti tra i principali fondatori in questi anni hanno deciso di  ” alzare le tende “. Prodi non è più un iscritto e insieme a lui non sono più iscritti al Pd molti di coloro che  ne avevamo sottoscritto il manifesto fondativo. Letta è a Parigi e non ha più la tessera del Pd. Bersani, che del Pd è  stato segretario, e D’Alema stanno fondando un nuovo Partito. Migliaia di iscritti hanno deciso di non rinnovare la tessera.E potrei continuare…. Il Pd di oggi non è neppure lontanamente paragonabile a quello fondato 10 anni fa. Proprio in queste ore la Camera dei Deputati ha approvato “In prima lettura” la legge elettorale, una vicenda che per il modo in cui è  stata gestita e per i contenuti del Rosatellum, rende evidente la distanza tra  quel Pd è quello attuale.Al Pd di allora non sarebbe mai venuto in mente di porre la fiducia sulla legge elettorale o di approvare la riforma costituzionale a colpi di maggioranza, venendo meno ad un preciso vincolo statutario e ad una posizione di principio.
Ma sempre più spesso le questioni valoriali e di principio, che contribuiscono a definire l’identità di un Partito politico, sono state sacrificate per dare spazio agli interessi e alle convenienze del momento con improvvisi rovesciamenti di linea e grande spregiudicatezza sul piano politico e culturale.
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Intendiamoci: non deve creare scandalo il fatto che una formazione politica possa cambiare i propri orientamenti e posizioni. E’ avvenuto e continuerà ad avvenire come dimostrano le trasformazioni che hanno riguardato il piu forte partito della sinistra italiana; ma quella che si è verificata è una vera e propria  mutazione genetica. Assolutamente legittima, a condizione che si chiamino le cose con il loro nome e cognome e non ci si ostini a negare la realtà e l’ evidenza. Che rapporto hanno con una “forza” che vorrebbe continuare a definirsi di sinistra le politiche del lavoro realizzare in questi anni? Avrebbero dovuto favorire i contratti a tempo indeterminato, ma questa previsione non si è affatto realizzata. In compenso si sono ridotte le tutele. La sfida competitiva può essere vinta se si scommette sull’innovazione non sui bassi salari, sulla precarietà  e sulla rinuncia a difendere la dignità del lavoro, che viene equiparato a una merce qualsiasi. Oppure la proposta di una riduzione generalizzata delle tasse venendo meno a quei principi di equità, di progressività, di lotta all’ evasione e di equità sociale che ovunque rappresentano uno dei tratti identitari di un Partito che si richiama ai valori e agli ideali di sinistra? E ancora: cosa c’entrano con una forza che voglia contrastare il qualunquismo e il populismo il modo con il quale è  stata spiegata e giustificata la riforma della Costituzione? Tutto questo in nome di un cambiamento che assume un valore in sé, indipendentemente dai contenuti che sono invece l’unica discriminante per giudicare la ” bonta’” e il ” profilo” di una scelta politica e di governo.
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Per questo dico che le trasformazioni configurano  il profilo di un Partito  sempre più  centrista  e ne modificano il radicamento e l’insediamento  sociale. Si preferisce non discuterne ma in questi anni milioni di elettori hanno abbandonato il Pd sentendosi traditi dalle politiche che sono state realizzate,  peraltro con modesti risultati. Il vizio di origine è  rappresentato dal modo in cui si è giunti alla sua costituzione: da una parte i DS che avevano avviato una discussione vera e non priva di conseguenze, dall’altra la Margherita che invece è  confluita per intero nel nuovo  Partito senza che in via preliminare venissero sciolti  alcuni nodi strategici e senza che fossero create davvero ” le fondamenta ” di un nuovo Partito in grado “di fondere”e portare a sintesi le culture di provenienza.
Doveva essere un Partito plurale e invece è  diventato il Partito del Capo. Doveva diventare una formazione politica plurale in cui si sperimentavano nuove forme di confronto e di convivenza tra le varie componenti e invece le correnti sono diventate luoghi di gestione del potere e strumenti per negoziarlo. Esattamente come avveniva in alcuni partiti della prima Repubblica. E siccome la scommessa era quella di costruire un Partito che superasse le divisioni del ‘900 trasformando la esperienza dell’ Ulivo in un Partito, il bilancio non è  certo esaltante.
Wilmer Ronzani

Radicali: “Crescono i costi del grattacielo della Regione”

L’Associazione radicale Adelaide Aglietta scrive in un comunicato che i costi del grattacielo della Regione “salgono a 331.840 euro (IVA inclusa) a SCR per il nuovo Direttore lavori (Mauro Fegatelli); 639.659,07 euro (IVA inclusa) al Consorzio Integra per l’inizio bonifica acque di falda (eccesso di cromo) della zona circostante.(ex Fiat Avio)”.

Aggiunge Giulio Manfredi , rappresentante dell’associazione: “I lavori al grattacielo sembrano a prima vista fermi ma così non è visto il numero di provvedimenti relativi all’opera pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, ma non ancora nella pagina web della Regione Piemonte dedicata alla “Sede Unica”.

 

“Nel mese di luglio abbiamo avuto l’approvazione della Convenzione tra Regione Piemonte e SCR Piemonte S.p.A. per l’affidamento dell’incarico di Direzione Lavori del Palazzo Unico all’ing. Mauro Bartolomeo Fegatelli, dirigente della stessa SCR. Importo dell’incarico dirigenziale biennale: 331.840 euro (compresa IVA 22%)”.

 

Prosegue Manfredi: “A settembre sono stati affidati lavori “propedeutici” alla bonifica della falda acquifera della zona circostante il grattacielo in costruzione (uno studio dell’ARPA del lontano 2012 ha riscontrato la presenza nella falda di un concentrazione di cromo esavalente superiore alle previsioni di legge). I lavori saranno svolti, con esecuzione anticipata in via d’urgenza, dal “Consorzio Integra” di Bologna per l’importo di 639.659,07 euro (di cui 58.150,82 euro di IVA)”.

 

Non comportano, invece, ulteriori costi per la Regione i due subappalti decisi dall’A.T.I. (Associazione Temporanea di Imprese) che sta lavorando al completamento dell’opera. Questa l’analisi dell’associazione Aglietta:

–         i lavori di “completamento impianti elettrici Torre” sono stati subappaltati alla Società DIDI Impianti S.r.l. per un importo presunto di 1.350.000 euro compresi oneri di sicurezza, oltre IVA.

–         I lavori di “realizzazione rivestimenti in vetro retro smaltato, rivestimenti in ardesia e controsoffitti in acciaio” sono stati subappaltati alla Società Stylcasa di Forlì, per un importo presunto di 750.000 euro compresi oneri di sicurezza, oltre IVA.

 

(foto: il Torinese)

Nuovo Corso di comunicazione medico – paziente

Dal prossimo Anno Accademico partirà un nuovo Corso di comunicazione medico – paziente per gli studenti del secondo anno del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino, organizzato dalla Scuola di Medicina di Torino, dai medici della Geriatria e Malattie metaboliche dell’osso dell’ospedale Molinette e dell’ASLCN2.

La comunicazione tra medici e pazienti rappresenta un diffuso elemento di criticità nel rapporto di fiducia che si deve sempre creare tra di loro e che è considerato essenziale per raggiungere i necessari risultati clinici. Spesso infatti i pazienti, per lo più anziani, non vengono sufficientemente informati sulle loro reali condizioni di salute, oppure non recepiscono efficaci messaggi sui benefici delle terapie farmacologiche loro prescritte o sulla necessità di attivare controlli diagnostici periodici; tendono così a disattendere le indicazioni dei medici con conseguenze facilmente immaginabili per la loro salute. Le cause di questo difetto comunicativo sono da ricercare nella eccessiva burocratizzazione del sistema, nella frequente “frettolosità” degli operatori, oberati dagli impegni, ma anche nella loro carente formazione in campo comunicativo – relazionale.

Con la consapevolezza di quanto sia importante per un paziente incontrare un medico che sia capace di accompagnarlo nelle scelte terapeutiche, di ascoltare pazientemente il suo vissuto, le sue paure, le sue indecisioni, di condividere decisioni terapeutiche, presso il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino è stata promossa, in collaborazione con l’ASL Cuneo2 ed a scopo sperimentale, un’attività didattica elettiva che, sotto la guida dei medici della “Geriatra e Malattie Metaboliche dell’osso universitaria” dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretta dal professor Giancarlo Isaia), si è proposta di insegnare agli studenti di Medicina del sesto anno i fondamenti della comunicazione, accompagnandoli in un itinerario di ricerca volto a completare la loro formazione tecnica con considerazioni più allargate al vissuto ed alla biografia del paziente. Poiché questi non trova sempre con il medico un adeguato e sereno rapporto empatico, utile a favorire il superamento delle sue difficoltà, si è ritenuto necessario fornire agli studenti strumenti di tecniche di narrazione, per consentire loro di instaurare con i pazienti un solido rapporto di fiducia e di comprensione reciproca.

“In considerazione degli ottimi risultati ottenuti e del significativo indice di gradimento degli studenti – commenta il professor Ezio Ghigo (Direttore della Scuola di Medicina) – dal prossimo Anno Accademico tale attività didattica verrà istituzionalizzata ed estesa, a tutti gli iscritti al secondo anno di Corso, prima cioè che vengano a contatto con i pazienti”. L’ambizioso progetto, reso possibile con il supporto della Fondazione CRT, prevede che gli studenti vengano coinvolti, con modalità teoriche interattive, in incontri seminariali con docenti clinici di lunga esperienza, ma anche con pubblicitari esperti in tecniche di “creative problem solving”, al fine di acquisire una formazione ed un atteggiamento di comprensione e di partecipe attenzione verso le complesse problematiche che dovranno successivamente affrontare.

Il professor Isaia è convinto che “questa attività, tra le prime ad essere istituzionalizzate in Italia, potrà contribuire a ridurre, attraverso una comunicazione trasparente e responsabile, le barriere che ancora esistono tra medico e paziente, che spesso ostacolano l’attivazione di un corretto percorso clinico. In particolare, il rapporto con i pazienti anziani potrà contribuire a migliorare in futuro un rapporto essenziale che integri le ottime conoscenze teoriche fornite agli studenti.”

Danilo Bono (Direttore Generale AslCN2) ritiene che: “Questa iniziativa didattica mette a regime un modello sperimentale ed innovativo di dialogo tra ASL ed Università: un movimento circolare della conoscenza che procede dagli ambulatori e dagli ospedali delle nostre comunità ed arriva nelle aule universitarie portando ai futuri medici l’esperienza del “campo”, per poi ritornare nei territori con medici sensibilizzati alla relazione completa e produttiva con il paziente.”

L’iniziativa verrà presentata in anteprima agli studenti lunedì 16 ottobre.