redazione il torinese

E’ Natale, famiglia Sala in concerto

Protagoniste del Concerto di Natale che si terrà lunedì 11 dicembre alle 21 presso l’Accademia di Musica di Pinerolo (viale Giolitti, 7), sono quest’anno canzoni tradizionali tratte da repertori geografici diversi e lontani tra di loro, da Silent night al Laudate Dominus di Mozart. A dare loro voce è un complesso vocale che costituisce un caso unico nel panorama della polifonia vocale italiana, la Famiglia Sala. A comporlo sono infatti padre, madre e cinque figli, di età che varia dai 28 ai 17 anni. Apprezzato per la vastità del repertorio e per l’impasto vocale di eccezionale equilibrio e omogeneità, il Gruppo Vocale Famiglia Sala si è distinto in importanti concorsi vocali e ha vinto la medaglia d’oro per la sezione Musica Sacra al Concorso Internazionale Città di Rimini. La Stagione concertistica è stata realizzata con il contributo di Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore), Regione Piemonte, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il contributo e il patrocinio di Città di Pinerolo. Il nostro grazie va anche alla sempre preziosa sponsorizzazione di Galup e a quella tecnica di Piatino Pianoforti, Yamaha Musica Italia e Albergian.

SCHEDA DEL CONCERTO
lunedì 11 dicembre 2017 – h 21 – Accademia di musica
Sala Singers
Z. Kodaly – Veni Emmanuel | Trad. Monti Appalachi – I wonder as I wonder | J. Lennon – Imagine | B. De Marzi – La neve | G. F. Ghedini – Maria lavava | Trad. Catalano Arr. K Jenkins – El noi de la mare | Trad. Arr. K. Jenkins – In dulci jubilo | Trad. Arr. K. Jenkins – Lully | B. Britten – Wolcum Yole! | B. Britten – There is no rose | J. P. Rameau – Hymne à la nuit | Trad. Tedesco – Silent Night | G. Faure – Cantique de Jean Racine | W. A. Mozart – Laudate Dominum | Trad. Americano – Amazing grace
I canti popolari rappresentano un patrimonio culturale importante e da salvaguardare. L’interesse critico rispetto a questo repertorio è fatto abbastanza recente: solo all’inizio del secolo scorso, infatti, etnomusicologi e compositori, Bartòk e Kodàly su tutti, hanno raccolto scientificamente melodie tradizionali popolari e le hanno trattate come materiale sonoro da plasmare e da riconsegnare alla contemporaneità. Questi canti servivano originariamente alle vicende quotidiane, erano occasioni per stare insieme e venivano intonati durante i periodi di festa. Stasera ascolteremo diverse canzoni tradizionali, restituite alla loro ragion d’essere, tratte da repertori geografici diversi e lontani tra di loro, ma accumunate dal comune tema del Natale, eseguite da un complesso vocale tutto italiano. Il Gruppo Vocale Famiglia Sala costituisce un caso unico nel panorama della polifonia vocale italiana. La particolarità di questo gruppo, infatti, è di essere costituito dai sette membri di una sola famiglia: padre, madre e cinque figli (di età che varia dai 28 ai 17 anni). Apprezzato per la vastità del repertorio e per l’impasto vocale di eccezionale equilibrio e omogeneità, il Gruppo Vocale Famiglia Sala si è distinto in importanti concorsi vocali e ha vinto la medaglia d’oro per la sezione Musica Sacra al Concorso Internazionale Città di Rimini. Il gruppo, che svolge un’intensa e apprezzata attività concertistica in Italia e all’estero, ha un repertorio molto vasto e vario che va dalla musica medievale e rinascimentale allo Spiritual, dall’Evergreen alla Musica Sacra e popolare.
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SALA SINGER
Il gruppo vocale Famiglia Sala costituisce un caso unico nel panorama della polifonia vocale italiana.
La particolarità di tale gruppo, infatti, è di essere costituito dai sette membri di una sola famiglia: padre, madre e cinque figli(di età che varia dai 28 ai 17 anni). Apprezzato per la vastità del repertorio e per l’impasto vocale di eccezionale equilibrio e omogeneità il Gruppo Vocale Famiglia Sala ha avuto come riconoscimento la vincita di importanti concorsi vocali e la medaglia d’oro per la sezione Musica Sacra al Concorso Internazionale Città di Rimini. Il gruppo, che svolge un’intensa e apprezzata attività concertistica in Italia e all’estero, ha inciso quattro CD con brani di generi ed epoche diverse che vanno dalla musica medievale e rinascimentale allo Spiritual, dall’Evergreen alla Musica Sacra e popolare.
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Accademia di Musica di Pinerolo
STAGIONE CONCERTISTICA 2017/18
12 ottobre 2017 – 26 maggio 2018
Accademia di Musica di Pinerolo

Preserviamo: le storie di pazienti e curanti

Esperienze, Storie, Emozioni Realmente Vissute Insieme Affrontando la Malattia Oltre le paure

 

Il 5 dicembre, in occasione del Convegno “Preservazione della fertilità e qualità della vita”, organizzato dalla Prof.ssa Chiara Benedetto e dal Prof Alberto Revelli all’Ospedale Sant’Anna, è stato presentato il libro di Medicina Narrativa PRESERVIAMO, che raccoglie le testimonianze rese da alcune pazienti affette da tumore che hanno affrontato il percorso della preservazione della fertilità e dagli operatori sanitari che le hanno aiutate a mantenere la speranza di poter diventare genitori. Il libro ha lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importante opportunità che viene attualmente offerta ai giovani pazienti colpiti da tumore. L’idea nasce dall’esperienza vissuta nell’ambito del progetto “Fertisave”, attivato nel 1997 presso il Dipartimento Universitario di Discipline Ginecologiche e Ostetriche – Ospedale Sant’Anna di Torino, con lo scopo di preservare la fertilità dei giovani pazienti oncologici di entrambi i sessi, che grazie ai sensibili progressi nelle terapie possono non soltanto guarire, ma anche ambire a una qualità di vita normale, che comprenda anche la gioia di procreare. Ad oggi hanno usufruito del progetto “Fertisave” 476 donne, di età compresa tra i 3 e i 40 anni, e 1131 uomini. La proposta di preservare la fertilità, in un momento così critico della vita, ha importanti ripercussioni psicologiche: è accolta dai pazienti oncologici e dai familiari come uno “sguardo al futuro”, come un vero e proprio “investimento di vita”.

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Una giovane donna scrive: ”Nel raccontare la mia esperienza mi sono sentita parte di un qualcosa. E’ una sensazione bellissima vedere che a qualcuno davvero importa quello che le persone hanno da dire. Oggi si parla poco e non capiamo che la comunicazione tra le persone è il patrimonio più grande dell’umanità…Sono venuta in questo centro di preservazione della fertilità per proteggere il mio sogno. Da sempre immagino come sarà il giorno in cui incontrerò i suoi occhietti…pur essendo molto giovane è una cosa che coltivo dentro. La gioia di essere madre…ho deciso di congelare i miei ovociti in previsione di una chemioterapia che potrebbe portarmi a sterilità. Quando ho ricevuto questa notizia mi sono sentita il terreno crollare sotto i piedi…Quindi, appena mi hanno parlato della possibilità del congelamento e preservazione degli ovociti, mi hanno riacceso la speranza. Quando sono arrivata nel centro di preservazione della fertilità ho subito trovato delle persone splendide che mi hanno spiegato tutto chiaramente… Mi hanno sostenuta tutti…una volta fatto il prelievo degli ovociti mi sono sentita invincibile. Ho visto l’ennesima difficoltà della mia vita trasformarsi in un ricordo…Lo rifarei altre mille volte, perché mi è stata data la possibilità di poter essere felice nonostante la vita mi abbia messo davanti un ostacolo enorme… “ Altre pazienti che hanno effettuato la crioconservazione di ovociti prima di sottoporsi a chemioterapia, interrogate sul proprio futuro scrivono: “Ho cercato di fare vincere la vita e di lasciarmi una porta aperta verso il futuro che ho sempre immaginato, con una famiglia e dei bimbi…un qualcosa che potrebbe essere più forte degli effetti negativi che i farmaci hanno avuto sulle mie ovaie… la chiave che mi fa uscire dal tunnel buio”.  “Io ho tanta speranza nel mio domani. Speranza di ritrovare una vita fatta di piccole belle cose quotidiane. Speranza di riprendere le forze e di affrontare la vita ancora più pienamente e consapevolmente di prima. Speranza di stare bene e chissà, un giorno avere una maternità”.

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I racconti delle pazienti, unitamente all’esperienza clinica quotidiana in quest’ambito, hanno rinforzato la determinazione a potenziare l’offerta assistenziale per le donne affette da tumore in giovane età, e da alcuni mesi è funzionante presso la S.C. Ginecologia e Ostetricia 1U dell’Ospedale Sant’Anna il servizio “Mamme oltre il tumore”, dedicato non solo alle candidate alla preservazione della fertilità, ma anche alle donne che ricevano la diagnosi di tumore maligno in corso di gravidanza o che, guarite dalla malattia, desiderino iniziare una gravidanza. Al Servizio, che è a disposizione di tutti i centri della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, si accede telefonando direttamente allo 011.3134576 nei giorni feriali, dalle ore 11.00-12.30 e dalle ore 14.00 – 15.00. “Il vissuto della nostra realtà ci ha dimostrato quanto sia fondamentale un lavoro ‘di squadra’ in cui operino fianco a fianco ginecologi, oncologi, chirurghi, pediatri, biologi, biotecnologi, psicologi, ostetriche e infermieri” spiega la Prof.ssa Chiara Benedetto. “Nel 2016 in Italia, circa 5mila donne sotto i 40 anni hanno scoperto di avere il cancro, spesso ancor prima di essere diventate mamme, ma solo il 10% di loro ha avuto accesso alle tecniche di preservazione della fertilità.” riporta il Prof. Alberto Revelli. Il desiderio di diventare genitori dopo la malattia è stato sottovalutato troppo a lungo; e per questo è fondamentale sensibilizzare pazienti e operatori sanitari su questo tema.

 

 

 

Inverno, operazione “senza dimora”: posti letto e pasti caldi per i clochard torinesi

Il grande freddo è arrivato e i tanti senza tetto che bivaccano per le strade di Torino, rischiano il congelamento. D’ora in avanti verranno offerti a molti di  loro un pasto caldo e un posto per dormire, assistenza sanitaria e percorsi di sostegno e inclusione, allo scopo di superare fragilità e disagio. Grazie all’intesa siglata da Comune e Arcidiocesi di Torino con Asl e Città della Salute e della Scienza è infatti previsto il rafforzamento della rete cittadina di accoglienza temporanea, con posti riservati alle persone con fragilità di tipo sanitario. Il protocollo è di durata triennale,  rinnovabile alla scadenza, e prevede la creazione di équipe, progetti di inclusione abitativa oltre alla  predisposizione di percorsi personalizzati. Attraverso i fondi della Compagnia di San Paolo, la Città assicura parte delle risorse necessarie e l’Arcidiocesi offre il proprio know how e contribuisce a sviluppare forme innovative di accompagnamento sociosanitario, individuando luoghi idonei all’accoglienza. Sono 65 i posti  per l’anno in corso, a cui potrebbero aggiungersi spazi dell’ex ospedale Maria Adelaide.

Nel ristorante giapponese confezioni di cibo senza scadenza

A Torino, in corso Bramante,  un ristorante giapponese che aveva ottenuto ottime referenze su un popolare sito web, così da meritarsi quattro stelline di qualità, teneva in cucina 60 chili di carne e pesce che sarebbero in dubbio stato di conservazione. Il cibo, scrive l’agenzia Ansa,  è stato sequestrato nel locale dagli agenti della polizia municipale, nel corso di un controllo. Porzioni di pollo, vitello, salmone, involtini primavera erano in confezioni prive di data di scadenza e senza indicazioni dell’origine della merce. I civich hanno anche multato i titolari  per la scarsa pulizia del locale.

Incontri alla Libreria CapoHorn

Mercoledì 13, serata filosofia. Monica Laura Smith introduce Ken Wilber, il filosofo americano contemporaneo più tradotto al mondo e la sua Visione Integrale, una mappa che permette di orientarsi all’interno della realtà, risolvendo le contraddizioni che quotidianamente si incontrano nel complesso mondo in cui viviamo.

  • Venerdì 15, incontro con l’autore Riccardo Martinotti ed il suo romanzo Abdekkader, il campione che non corse la Maratona:  negli anni sessanta un bambino si appassiona alle imprese di Zatopek, il primo atleta in grado di correre più di venti chilometri in un’ora; sul mito del campione inizia e si costruisce la storia e la vita di Lorenzo.
  • Sabato 16 incontro con ” IL CIELO DEL 2018 ” , a cura di Patrizia Balbo studiosa di simbologia astrologica e autrice del libro Ai piedi di Venere, manuale astrologico di seduzione. Quali segni zodiacali dovranno fare i conti con l’energia privativa di Saturno? Chi invece sarà accompagnato per mano da Giove verso il successo e il benessere? A quanti Urano imporrà un cambiamento radicale? E a chi Nettuno regalerà sogni ispirati e creativi.

 

Tutti gli incontri sono gratuiti e iniziano alle 18. Per informazioni 011.3850220

Niente bollo auto per le ibride

“Una diffusa disinformazione da parte del numero verde della Regione e dei riscossori in merito all’esenzione dal bollo per le auto ibride”. È quanto lamentato da un’interrogazione a risposta immediata del consigliere Giorgio Bertola (M5s) a cui ha risposto l’assessore ai Trasporti Francesco Balocco, a nome del vicepresidente Aldo Reschigna. L’assessore ha spiegato che l’esenzione per 5 anni del pagamento della tassa automobilistica per gli autoveicoli ibridi (alimentazione a benzina ed elettrica) di potenza uguale o inferiore a 100Kw, approvata con la legge di assestamento del bilancio regionale, decorre dal primo dicembre 2017 con scadenza della tassa automobilistica novembre 2018 e con termine ultimo di pagamento il 31 dicembre 2017. Bertola lamentava il fatto che dall’entrata in vigore della norma, il 23 novembre, risultava esserci una diffusa disinformazione in merito. Il consigliere sottolineava infatti che gli Automobile Club del Piemonte interpellati e il numero verde regionale non erano a conoscenza dell’approvazione della legge e dell’esenzione in questione e suggerivano di pagare comunque il bollo auto. “Seppure la legge regionale fosse già in vigore e producesse i suoi effetti, il periodo di fine novembre a cui si riferiscono le telefonate di richiesta di informazioni dell’interrogazione, anche se per pochi giorni, andava a sovrapporsi alla scadenza di chi quel pagamento lo doveva ancora effettuare, pur avendo un’auto ibrida, in quanto già scaduto al momento di entrata in vigore della legge”, ha spiegato Balocco. Il numero verde fornisce un ampio spettro di informazioni e, anche soltanto limitandosi alla tassa automobilistica, le informazioni sono orientate al periodo di scadenza del pagamento. L’assessore ha aggiunto che sono state comunque date tempestive disposizioni ai riscossori di non effettuare operazioni di pagamento per i veicoli esenti. In attesa dei tempi tecnici per l’aggiornamento delle procedure e, qualora si effettui comunque un erroneo pagamento, si procederà al rimborso.

www.cr.piemonte.it

Gli eletti al congresso dell’Associazione Aglietta

Congresso Associazione Aglietta: eletti con Igor Boni la romena/eporediese Miruna Brocco Pirvu (22 anni) e il torinese Daniele Degiorgis (67 anni). Mozione con tante cose da fare ma la priorità è il massimo sostegno alla lista elettorale “+Europa” con Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto della Vedova.

 

Il 23° congresso dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, tenutosi domenica scorsa a Torino, ha eletto Igor Boni, Miruna Brocco Pirvu e Daniele Degiorgis coordinatori dell’Associazione. Il congresso ha tributato un grande ringraziamento alle coordinatrici uscenti Laura Botti (che proseguirà da Udine a collaborare con l’Associazione) e Silvja Manzi (eletta tesoriere di Radicali Italiani).

 

Igor Boni – 49 anni, radicale da 32 anni, militante e dirigente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta dalla sua costituzione, ha seguito tutte le lotte radicali nazionali e transnazionali. Oggi è anche membro della direzione nazionale di Radicali Italiani. Diritti umani, diritti civili e iniziative ambientaliste sono le sue priorità insieme alla creazione degli Stati Uniti d’Europa. Dal 2014 ricopre il ruolo di Amministratore Unico dell’Istituto Piante da Legno e Ambiente (IPLA), nel quale ha lavorato come tecnico dal 1994.

 

Miruna Valeria Brocco Pirvu – 22 anni, romena di nascita ed eporediese di adozione; ha frequentato il secondo anno di Scienze Internazionali, dello sviluppo e della cooperazione. Dopo il liceo classico ha vissuto per un periodo in Irlanda, dove ha fatto un tirocinio negli uffici nazionali della Croce Rossa irlandese, occupandosi di accoglienza dei migranti; ha collaborato con l’Italian Diplomatic Academy, per cui ha gestito i progetti del Model UN prima nella provincia di Torino e poi a New York; appassionata di politica, federalista ed europeista convinta.

 

Daniele Degiorgis – 67 anni, ha lavorato in pubblicità come grafico e fotografo. Negli anni ‘70 il primo incontro con il Partito Radicale e le grandi battaglie storiche sui diritti civili e sulla laicità dello Stato; sono passati quarant’anni e si è ritrovato a ripercorrere le strade della gioventù nell’Associazione radicale Adelaide Aglietta nella quale ha ricoperto un incarico nella Giunta di segreteria, dopo un lungo percorso di impegno e di vita associativa svolto nell’Uaar (Unione Atei Agnostici e Razionalisti).

 

A commento della loro elezione, i tre coordinatori hanno dichiarato:

“E’ impossibile riassumere le tante iniziative che l’Associazione Aglietta sta portando avanti; la mozione approvata le elenca tutte e chi ci conosce sa che non si tratta della solita lista delle buone intenzioni (di cui è lastricata la via dell’inferno) ma di cose solide, già incardinate l’anno scorso e sulle quali l’Associazione si battera anche quest’ano con la passione e la determinazione di sempre.

La priorità del momento è il pieno sostegno dell’Associazione Aglietta alla lista elettorale “+Europa”, promossa da Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto della Vedova, che hanno manifestato oggi sotto Palazzo Chigi per denunciare la violazione dei diritti politici dei cittadini, determinata da norme elettorali irragionevoli e discrimininatorie che impongono soltanto alle formazioni politiche che non siano presenti in Parlamento la raccolta in tempi e condizioni proibitivi di un numero elevatissimo di firme per la presentazione delle candidature (almeno 50.000 firme autenticate e certificate, divise per collegio elettorale (750 per collegio) entro gli inizi di febbraio).

Bonino, Magi e Della Vedova, e noi con loro, richiedono l’intervento del governo per garantire a tutti parità di accesso alla competizione elettorale; come al solito, i radicali si battono per assicurare diritti a tutti, soprattutto ai non garantiti.

Thyssen, Mattarella nel decennale della tragedia: “Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda la tragedia della ThyssenKrupp dieci anni dopo. Scrive in una nota: “Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile per l’intera società. E dieci anni fa sette operai morirono nell’incendio nell’acciaieria della Thyssenkrupp a Torino. Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi: è giusto ricordare i loro nomi perché è una ferita che non può rimarginarsi accettare che si possa morire sul lavoro e per il lavoro. Il lavoro  costituisce il cardine del patto di cittadinanza su cui si fonda la nostra Repubblica ed è un diritto del lavoratore e un dovere della società che vengano rispettate ed applicate le norme sulla sicurezza. In questi dieci sono stati fatti passi avanti, ma resta ancora molto da fare. Ai familiari delle vittime e a coloro che in ogni altra tragedia sul lavoro hanno perso un collega, un amico, un familiare, rivolgo un solidale e affettuoso saluto”.

Arsenale di mitra ed esplosivi a casa di un 60enne morto

Un vero e proprio arsenale di armi da guerra, compresi  mitra, reperti della seconda guerra mondiale e 1.500 grammi di esplosivo è stato  sequestrato dalla squadra mobile di Torino in una cascina di San Benigno Canavese. Gli armamenti erano di proprietà di  un operaio incensurato di 60 anni, morto nei mesi scorsi. Le armi erano conservate e funzionanti, ora la polizia sta effettuando accertamenti per stabilire se siano state utilizzate per compiere dei delitti e perché l’uomo le custodisse. “Erano anni che non si sequestravano armi di questa pericolosità”, sottolinea all’Ansa Marco Martino, dirigente della Squadra Mobile.

 

(foto: archivio)

Delitto in Gipsoteca a Casale Monferrato

L’esordio di Renato Bianco come scrittore presenta l’avvio ad una carriera di successo se già il primo libro “Delitto in Gipsoteca a Casale Monferrato” sta ottenendo vasto consenso.

Il sapiente intreccio della trama, la forma scorrevole, il tono ora serio ora leggermente ironico, sempre rispettoso, nell’aver dato ai personaggi le sembianze fisiche e psicologiche di persone reali, modificate nel nome ma riconoscibili, rendono il racconto molto coinvolgente. Che Bianco avesse una piacevole vena discorsiva lo notai durante gli anni in cui egli funzionario, io assessore alla Cultura, ci incontravamo nel Comune di Casale perciò non mi stupisco che il sua inclinazione sfociasse anche nella scrittura. Ero convinta inoltre che per la sua predilezione per il Lago Maggiore, in particolare Belgirate, sarebbe potuto diventare un novello Piero Chiara. La prima fatica letteraria è infatti ambientata tra due città, l’una, Casale, sede di lavoro, l’altra, Belgirate, di vacanza, che costituiscono il teatro in cui si svolgono gli eventi inseriti scenograficamente tra opere d’arte che caratterizzano i luoghi. Filo conduttore è Leonardo Bistolfi attraverso il “boaro”, il bassorilievo della cappella Hierschel De Minerbi e la riproduzione del modello in gesso de “La Morte” particolare del gruppo “La Vita, La Morte: verso la luce” del monumento funerario Abegg. I brevi cenni alle opere Bistolfiane non sono casuali in quanto, oltre al significato simbolico in tema con l’argomento, offrono occasione di assaporare una pausa culturale allentando la tensione che spinge ad arrivare frettolosamente alla conclusione per scoprire il colpevole. Mi piace pensare che, oltre a rappresentare una bella pagina della letteratura contemporanea, il libro serva ad attirare l’attenzione sulla Gipsoteca di Casale in cui è presente, senza interventi estranei, la prima traduzione plastica che dà corpo alla poetica del più importante scultore simbolista italiano.

Giuliana Romano Bussola