redazione il torinese

Traffico natalizio: linee star gratuite e parcheggi “blu” a pagamento nei giorni festivi

L’obiettivo è incentivare l’uso dei mezzi pubblici e  diminuire  il più possibile il caos del traffico natalizio  nel centro città. La Giunta municipale torinese dall’8 dicembre al 7 gennaio, il primo giorno di saldi, mette in servizio gratuitamente le Linee Star  fino dal mattino nei giorni di sabato, domenica e in corrispondenza di festività come l’Immacolata Concezione, Santo Stefano e Capodanno, con l’eccezione del giorno di Natale, lunedì 25 dicembre. Nel periodo che va dall’8 al 24 dicembre, per consentire  la rotazione delle auto, in tutte le aree  “zona blu” del centro (le sottozone A) il pagamento della sosta verrà esteso anche ai giorni festivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“L’ITALIA AL VARCO: TRA POPULISMI E PROPOSTE CONCRETE”

Nuovo appuntamento dell’Associazione Nuova Generazione: incontro con il Professor Luca Ricolfi (Università degli Studi di  Torino) al Teatro Alfa di via Casalborgone 16/I (ore 21.00) sul presente  e sul futuro dell’Italia.

Quale futuro (politico, ma non soltanto politico) per l’Italia? Se ne  discuterà martedì 12 dicembre (ore 21.00) con il Professor Luca Ricolfi,  sociologo e docente di Analisi dei Dati presso l’Università degli Studi  di Torino. Il nuovo incontro promosso dall’Associazione Nuova  Generazione per il Bene Comune ha un titolo significativo e pregnante,  “L’Italia al varco: tra populismi e proposte concrete”. L’appuntamento è  al Teatro Alfa di via Casalborgone 16/I. Porteranno i loro saluti Silvio Magliano, Consigliere del Comune di  Torino e della Città Metropolitana, e Giampiero Leo, Vice Presidente del  Comitato Regionale per i Diritti Umani nonché Consigliere d’Indirizzo  della Fondazione CRT. Modereranno l’incontro Bruno Foresi e Giulio Calabrese, Vice Presidenti  dell’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune. Al termine  dell’incontro è previsto un piccolo rinfresco per gli auguri di Natale.

Serata a ingresso libero previa prenotazione tramite il seguente modulo:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeWoyaBvsinJhAVfUenuCYKM7T9-1MZFTl3wI_xXXdGH632ng/viewform.

Sfilata contro Trump

Circa  trecento persone hanno manifestato oggi in  corteo  contro la decisione del presidente statunitense Donald Trump di riconoscere Gerusalemme  capitale di Israele. La sfilata, organizzata da alcune moschee torinesi, in primis quella di via Saluzzo, è iniziata  da corso Vittorio, all’altezza della stazione di Porta Nuova, e si è mossa per le vie del centro fino in  piazza Castello. all’insegna dello slogan “Palestina libera”.

 

(foto: il Torinese)

Arriva la neve, da domani via il blocco del traffico

Con l’inizio della settimana, domani, lunedì 11,  le auto diesel da Euro 3 compreso in poi tornano a circolare.  Il blocco è stato tolto, questa mattina, dopi il rientro dei valori di polveri sottili al di sotto della soglia  di 50 microgrammi al metro cubo. Resta in vigore il divieto solo per i diesel Euro 0, 1 e 2. Un comunicato del Comune spiega che la presenza di micropolveri nell’aria, secondo i dati validati da Arpa Piemonte, è scesa ieri ampiamente sotto i valori limite indicati dall’Unione europea e le previsioni non prevedono rialzi, anche a causa della nevicata in arrivo.

 

(Foto: il Torinese)

Piazza San Carlo: anche il prefetto è indagato?

Secondo alcune notizie giornalistiche  anche il nome del prefetto di Torino Renato Saccone sarebbe  tra le persone iscritte nel registro degli indagati per i drammatici fatti di piazza San Carlo, lo scorso 3 giugno , dove la sera del 3 giugno morì una donna e 1526 tifosi restarono feriti nella calca. Sarebbe accusato di lesioni personali, in conseguenza alle querele presentate da diversi feriti. Il prefetto, interpellato dall’Ansa, dichiara di non avere ricevuto notifiche. Nel caso, dice,  ne darà lui stesso notizia.

 

(foto: il Torinese)

MIGLIAIA DI LIBRETTI GRAZIE ALLA MARATONINA DELLA FELICITA’

 
Riprende la distribuzione gratuita della guida al buon senso
Dopo l’ottimo risultato organizzativo e di partecipazione per la 4^ Maratonina della Felicità lo scorso 26 novembre, riprende la distribuzione gratuita della guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard cui la corsa è ispirata. 
Oltre a partecipare regolarmente ai servizi richiesti dalla Città di Torino i volontari dell’associazione di protezione civile della comunità di Scientology, PRO.CIVI.CO.S. onlus – che hanno ideato la manifestazione – hanno adottato e divulgano “La Via della Felicità” come strumento utile per la prevenzione di calamità e tensioni sociali attraverso le norme universali di buona convivenza che il libretto suggerisce.
“E’ chiaro – spiega Vera, coordinatrice dell’associazione – che se ad esempio ciascuno di noi rispettasse l’ambiente e contribuisse a mantenerlo pulito, sarebbe più piacevole ed eviteremmo molti disastri peggiorati dall’incuria. Allo stesso modo essere moderati nell’uso di alcolici ridurrebbe drasticamente incidenti e violenza. Può sembrare ovvio e persino banale, ma evidentemente c’è bisogno più che mai di diffondere questi valori.”
Grazie agli sponsor che hanno sostenuto la realizzazione della Maratonina della Felicità sono state realizzate 5000 copie del libretto. Dal mercato di via Barletta, giovedì 7 dicembre la distribuzione gratuita si sposterà in zona Barriera di Milano e nel cuneese.

Allegri: “I ragazzi hanno dato il massimo”

“I ragazzi hanno dato il massimo. Ora bisogna crescere fisicamente per regalare ai tifosi un fine anno brillante”, scrive il ct bianconero  Allegri congratulandosi con la Juventus, dopo lo 0-0 all’Allianz Stadium contro la capolista Inter.  “crescere fisicamente per regalare ai tifosi un fine anno brillante”. E in sala stampa dopo l’incontro ha aggiunto:”La condizione fisica è buona, ma non ancora ottimale. Non pensavo che dopo Napoli e Atene potessimo fare una partita del genere. Oggi ho avuto la conferma che abbiamo margini di miglioramento importanti. Sta migliorando la difesa”.

Arpino, il profilo di un intellettuale “intero”

di Pier Franco Quaglieni

.

È difficile assumere il necessario distacco critico quando si scrive di un amico. Meno che mai quando si scrive di un amico rapito dalla morte ad appena sessant’anni. Soprattutto diventa impossibile quando, scrivendo, si ripensa alle serate passate con lui, al fuoco d’artificio di battute, sempre stupendamente velenose e piene di scintillante intelligenza, che rendevano la sua compagnia qualcosa di unico. Mi riferisco a Giovanni Arpino, scrittore, giornalista, autentico uomo di cultura nel senso più ampio del termine. Quando, nel cuore della notte, seppi dell’aggravamento improvviso del suo male, ne rimasi sconvolto. Pochi giorni dopo, ci dovevamo vedere. Per anni non ci eravamo frequentati: io sono allergico allo sport, soprattutto al calcio, ed Arpino è stato giornalista sportivo di rara competenza. Ma i suoi libri li ho sempre letti, tutti e sempre d’un fiato. Il suo libro più bello è forse La suora giovane, ambientato in una Torino invernale in cui sboccia un amore casto e straordinariamente poetico tra uno scapolo dalla vita grigia e monotona e una suora giovane ,bella e spregiudicata. Sono occhiate furtive alla fermata di un tram, sono speranze senza domani, che danno però un senso alla quotidianità noiosa di una città gelida non solo per il suo clima. Arpino era uno di noi: aveva cominciato a scrivere sul “Mondo” giovanissimo (mando’ un articolo a Pannunzio quand’era militare a Bra e ricevette una cartolina postale del direttore che gli annunciava la pubblicazione la settimana dopo: Pannunzio fu uno straordinario scopritore di talenti sconosciuti .

.

Giovanni è stato un  coerentemente fedele, nella sostanza, a quegli ideali di laicità, di indipendenza e di cultura vera che restano la testimonianza più importante di quell’irripetibile esperienza politica e culturale. Abbandonò Pannunzio, ma non i suoi ideali, per un giornale più diffuso e abbastanza lontano dal “Mondo  come ha ricordato Giovanni Tesio. Fu  però una parentesi breve. Era poi entrato a “La Stampa” con Alberto Ronchey (Giulio De Benedetti, il vecchio direttore, lo riteneva  troppo «letterato ed artista» per fare il giornalista)  , passando successivamente al “Giornale” di Indro Montanelli. Nel conformismo postsessantottino in cui la cultura veniva confusa con i volantini demagogici e con le scritte sui muri, Arpino si era ribellato, passando con Montanelli, quasi per reazione. Commise in buona fede  un  grave errore , presentando a Montanelli un giovane torinese che sarebbe diventato il diffamatore seriale per antonomasia, ma Giovanni non poteva immaginare il futuro . Vedendo com’era amministrata Torino durante il decennio “rosso” da alcuni assessori, Arpino fu uno dei pochi che ruppe il plumbeo conformismo di quegli anni. Sparò a zero su tutto e su tutti, senza pietà e senza calcolate prudenze. Ricordo un memorabile dibattito che facemmo insieme sulla devastante «rivoluzione tranviaria» dell’82: uno scrittore del suo calibro non esitò un attimo a scendere in campo al mio fianco  contro una «riforma» (si fa per dire) che solo pochi militanti potevano accogliere ,senza alzare la voce. Ed allora – ricordo – usò i toni aspri della polemica più vigorosa, quella vis che il linguaggio disossato ed esangue dei politici non conosce più. Giancarlo Quagliotti tanti anni dopo riconobbe con me quell’errore che portò ai maxi tram, bloccando i lavori della Metropolitana sotterranea.

.

Arpino è stato un intellettuale intero che ha saputo coniugare insieme letteratura ed impegno civile, senza mai lasciarsi ingabbiare nel conformismo dei partiti. Egli fu anche un uomo che sapeva amare la vita, anche se alcune angosce che lo tormentavano, gli consentirono raramente di goderne appieno. Definì Torino una città fra Gozzano e il metallo (immagino dell’industria); ebbene, proprio uomini come lui ci hanno dimostrato come, in mezzo a nostalgie crepuscolari o alla cosiddetta «monocultura» industriale, potessero esistere anche uomini che hanno dato dignità intellettuale ad una città ambigua e monotona, ribelle e conformista nello stesso tempo. Nato a Pola, sentiva in modo particolare l’esodo giuliano-dalmata e la tragedia delle foibe. Fu tra i primi a parlarne molto prima che gli storici, se escludiamo Gianni Oliva, affrontassero quel tema scottante sul quale bisognava svicolare. Anche qui andando, come sempre, controcorrente. E’ morto troppo presto e solo l’amico Bruno  Quaranta gli e ‘ stato fedele. Massimo Romano ha scritto su di lui delle belle pagine. Quando inaugurammo via Arpino ,la vedova Caterina mi volle con lei. Il sindaco Maria Magnani Noya non andò ai suoi funerali e dopo qualche giorno lo commemorai io al Centro Pannunzio, ricordando anche il suo inseparabile gatto siamese. Fui io ad inaugurare la  bella biblioteca che il sindaco Erminia Zanella volle dedicargli a Gambasca. Un segno che Giovanni non è stato dimenticato.

Campo nomadi, le reazioni politiche

L’assessore all’Ambiente del Comune di Torino, Alberto Unia:

“Non esistono soluzioni semplici né immediate a problemi complessi, ma a differenza di chi oggi cerca la polemica strumentale dopo aver fatto finta di niente per anni, sottovalutando il problema, questa amministrazione ha dimostrato con i fatti di voler superare i campi rom nell’interesse del quartiere, dei cittadini e di tutto il territorio”.

 Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia al Comune:

 L’ennesima aggressione partita dal campo nomadi di via Germagnano contro un operaio di Amiat segnala, dopo analoghi precedenti episodi, l’urgenza per la giunta Cinquestelle di assumere una soluzione radicale sulla presenza di quel campo. Invocare un intervento del prefetto e una vigilanza rafforzata delle forze dell’ordine, come chiede la M5s, è senz’altro utile ma certo non risolutivo. La soluzione può venire soltanto da un’assunzione di responsabilità piena da parte della Giunta comunale, l’unico organo titolato per dare una risposta amministrativa. 

 
Silvio Magliano, capogruppo Moderati:
  
L’obiettivo dichiarato ai quattro venti in campagna elettorale era il superamento dei Campi Nomadi. La realtà dopo un anno e mezzo di Amministrazione Cinque Stelle sono le sassaiole che feriscono le Guardie Giurate, come appena successo in via Germagnano. Non è un caso. La realtà dei Campi Rom della nostra città è la perfetta, plastica fotografia degli effetti che si producono quando un problema è sottovalutato o ignorato per anni. 
 
Baracche, cumuli di immondizia, l’odore acre dei fumi tossici che persiste nell’aria rappresentano una situazione indegna di un paese civile. Ma la Giunta non affronta il problema: il senso di impunità si diffonde, i comportamenti violenti e delinquenziali aumentano di conseguenza, in un circolo vizioso che non si interrompe. Ed è significativo che Amiat abbia dovuto affidarsi, per provare a contenere i rischi per sé e per i propri dipendenti, a un servizio di vigilanza privato. 
 
Le responsabilità della politica sono palesi, sia da parte delle precedenti Amministrazioni sia da parte dell’attuale (quali le misure messe in atto, a parte un regolamento che è la brutta copia del precedente?). Le conseguenze sono evidenti in termini di degrado e mancanza di sicurezza. Questa Giunta ammetta almeno, pubblicamente ed esplicitamente, che non sarà in grado di superare i Campi Nomadi entro il proprio mandato, come troppo precipitosamente promesso.
 

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

Israele e Trump – De “Repubblica” ed altro – Scuole fredde, teste calde – Cuochi e chef

***

 

Israele e Trump

Il Presidente degli Usa Trump ha deciso di traferire l’ambasciata americana in Israele a Gerusalemme,un atto promesso e non mantenuto anche da altri Presidenti americani,considerando il clima perturbato in Medio Oriente. La decisione di Trump difficilmente può essere condivisa. Gettare benzina sul fuoco in questo frangente internazionale e’ quanto di peggio si possa fare.Chi scrive e’ stato sempre un fermo e costante sostenitore di Israele e del suo diritto ad esistere,ma non può condividere un gesto politico che sta creando nuove violenze e nuove tensioni. Il valore della pace e’ preminente rispetto a tutto.Ha ragione Papa Francesco che sostiene la necessità della prudenza. Oggi il mondo arabo diviso potrebbe trovare linee comuni proprio in nome della solidarietà con i Palestinesi. Gerusalemme e’ la città di tre religioni e va rispettata come città della pace e non porla come pomo di discordia. Nella politica estera americana ci vuole equilibrio e saggezza,l’idea di imitare Reagan di fronte alla Libia e’ un’idea sbagliata ,come fu un gravissimo errore quello di Obama di fronte a Gheddafi. La minaccia dell’Isis va combattuta ,dandole priorità con realismo politico e non con atti ,magari condivisibili in linea di principio,ma inopportuni in questo momento.Difendere Israele comporta un’accortezza che Trump drammaticamente non possiede.

***

De “Repubblica “ed altro

La manifestazione di estremisti di destra sotto la sede del quotidiano “La Repubblica” va condannata con fermezza perché evoca oggettivamente lo squadrismo. Il miglior modo per manifestare contro il giornale di Scalfari, Mauro e Calabresi e’ non acquistarlo in edicola. Io non lo compro mai e divido le persone tra chi si informa solo su quel quotidiano e chi non si abbevera sulle pagine di quel giornale che pure fu una grande novità del giornalismo italiano. Ma non si può neppure sostenere che i giornali non possano essere contestati con manifestazioni, specie se si tratta di giornali-partito. In ogni caso, gli stessi estremisti in questione stanno dando una mano a chi oggi vuole creare nel Paese un clima di intolleranza ,evocando i fantasmi del passato. Un pericolo fascista oggettivamente non esiste perché le sorti di una democrazia malata si giocheranno con un voto democratico nella prossima primavera .In Italia nessuno può evocare il clima della Repubblica di Weimar. La nostra e’ una Repubblica malandata e rissosa, spesso inconcludente, ma non siamo giunti a questo punto. Sia pure con un sistema elettorale che già adesso si sta rivelando poco utile a governare, si può pensare al domani. Il vero pericolo sono i 5 stelle per la loro incompetenza e impreparazione. Non scambiamo i fantasmi del passato remoto con i problemi dell’oggi.

***

Scuole fredde, teste calde

Alcune scuole torinesi sono rimaste al freddo. Gli studenti sono subito scesi in agitazione bloccando le lezioni. Sicuramente non si può svolgere un lavoro didattico proficuo al freddo. Ma trarne spunto per far casino non appare lecito. Io ricordo di aver insegnato nella mia giovinezza al liceo “Cottini” che aveva un impianto di riscaldamento inadeguato. Per quattro anni feci lezione con il cappotto e il cappello in testa. Erano gli anni del terrorismo e in quella scuola circolavano i volantini delle Br ed alcuni colleghi erano apertamente favorevoli se non contigui al terrorismo. Non ricordo che gli allievi avessero da eccepire sul riscaldamento, venivano a scuola con la giacca a vento. Forse il caldo della politica, di una certa politica sostituiva i termosifoni mal funzionanti. Quando entrai per la prima volta nel mese di novembre in quella scuola, un bidello mi chiese sorpreso perché avessi lasciato il soprabito in sala professori. Io rimasi stupito da quell’interrogativo così strano. Lui mi avverti che avrei potuto non più ritrovarlo al momento dell’uscita perché in quella scuola rubavano tutto .Dopo poco mi resi conto che il riscaldamento non funzionava e dovetti munirmi di cappotti adeguati, rifiutando io di indossare l’eskimo di tanti colleghi che nei collegi docenti volevano la votazione per alzata di mano e parlavano come piccoli agitatori politici.

***

Cuochi e chef

Anche a Torino sta montando l’idea che la cucina debba essere affidata non ai cuochi esperti, ma agli chef più o meno stellati che vanno più in tv che non ai fornelli. Oggi una parte di avventori tende ad andare al ristorante non tanto per gustare un determinato piatto, ma per vantare di aver assaggiato i virtuosismi di uno chef, per usare le parole di Roberto Robazza in un pregevole articolo uscito su “Civiltà della tavola”, mensile dell’Accademia Italiana della Cucina ,l’istituzione fondata dal grande Orio Vergani nel 1953 e che ha a Torino tanti accademici significativi, in primis Elisabetta Cocito, che ha scritto un godibilissimo articolo sul viaggio alla ricerca dei cibi genuini nella Valle del Po fatto da Mario Soldati nel 1957 alla tv . All’Accademia non ci si lascia condizionare dalle mode e si esprimono valutazioni sui locali dove si cena. Il cuoco dovrebbe essere il mezzo, osserva Robazza, per raggiungere il fine rappresentato dal buon cibo . Oggi si tende a concentrare tutto sullo chef, spesso a prescindere dal cibo offerto. Potremmo fare degli esempi anche a Torino, senza arrivare a Milano dove questa piccola perversione ha raggiunto limiti sconvolgenti . Si potrebbe infine anche parlare del rapporto davvero incredibile tra Carlin Petrini che dovrebbe rappresentare un che di popolare come fu ARCI Gola e gli chef stellati, apparentemente, solo apparentemente ,un ossimoro. All’università del gusto di Pollenzo le due realtà si incrociano e si compenetrano fino a identificarsi.

***

LETTERE   scrivere a quaglieni@gmail.com

.

Le barche della Regione

Cosa ne pensa dell’idea della Regione Piemonte e dell’idea degli assessori al turismo e all’ambiente di consentire imbarcazioni con motore affittate a chiunque per favorire il turismo ?

Leopoldo Vita

Mi sembra un’ idea sbagliata. Sul Po ,viste le dimensioni del fiume a Torino, si va a remi. Si dovrebbero invece ripristinare “Valentina” e “Valentino” per incrementare il turismo. I due battelli, come tutti ricordiamo, fecero una pessima fine e nessuno più ne parla. Lasciare a chiunque la conduzione di una barca a motore e’ da irresponsabili. Già con le barche a remi degli imbarcaderi accadevano incidenti anche mortali con annegamenti di persone. Hanno ragione i canottieri ad apporsi,loro il fiume lo vivono e lo conoscono anche nelle sue insidie.

.

L’addio alla mamma del professore

Caro professore, ho letto sull’edizione torinese del “Corriere della Sera” della scomparsa della sua mamma, davvero una grande nobildonna, semplice e modesta, vissuta oltre i cent’anni. Sincere condoglianze .

Gina Trossarelli

.

Grazie,ho ricevuto tantissime attestazioni ,in questa triste occasione anche da persone che non conoscevo .E’ stato di grande conforto sentire vicino tanti amici come lei.

***

La redazione e il direttore del “Torinese” partecipano al dolore del prof. Quaglieni per la scomparsa della cara mamma