
DAL 7 DICEMBRE 2017 AL 7 GENNAIO 2018 – Bard (Aosta)
Per un anno intero hanno documentato e illustrato i fatti di cronaca e gli eventi più vari e molteplici del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo: sono oltre 140 gli scatti sensazionali e 12 i video dei più grandi fotoreporter di oggi portati in mostra al valdostano Forte di Bard, dal prossimo giovedì 7 dicembre a lunedì 7 gennaio 2018, come corpus d’eccellenza della 60esima edizione del “World Press Photo”, il più grande e prestigioso concorso di fotogiornalismo internazionale, ideato dalla “World Press Photo Foundation”, istituzione indipendente e no-profit, fondata ad Amsterdam nel 1955. L’esposizione, davvero unica, permette di scorrere in modo puntuale, attraverso “scatti che raccontano, denunciano, enfatizzano e

racchiudono in cornice” per cristallizzarla negli anni, la storia del nostro tempo. In cifre, il Premio, articolato in otto categorie (Spot News, Notizie Generali, Attualità, Vita Quotidiana, Ritratti, Natura, Sport e Progetti a lungo termine), ci pone di fronte a numeri imponenti: 80.408 le immagini esaminate e proposte da 5.034 fotografi provenienti da 126 Paesi, 45 gli operatori premiati da una giuria di altissimo prestigio e appartenenti a 25 diverse nazionalità.

Scatto destinato a diventare “storia”, immagine “esplosiva” e tragica icona dell’“odio dei nostri tempi”, in mostra a Bard troviamo anche la “Foto dell’anno 2016”: l’ormai celeberrima “An Assassination in Turkey” (“Omicidio in Turchia”) scattata, in una galleria d’arte di Ankara, dal fotografo turco dell’ “Associated Press”, Burhan Ozbilici, il 19 dicembre 2016 e che ritrae gli istanti immediatamente successivi all’assassinio – come atto di protesta contro l’intervento russo in Siria – dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, da parte del poliziotto turco Mevlut Mert Altintas. L’immagine (“Non mi piace, ma sarei morto pur di scattarla– ha dichiarato lo stesso fotoreporter – perché rappresenta i valori del giornalismo in cui credo”) ha vinto anche il primo premio per la categoria Spot News. “E’ un’immagine talmente dirompente – sottolinea Mary F. Calvert, membro della Giuria – che ogni volta che compariva sullo schermo bisognava allontanarsi, proprio per questo abbiamo capito che incarnava alla perfezione ciò che è il ‘World Press Photo’ e cosa significa”.

Di grande spessore tecnico e narrativo sono anche gli scatti dei quattro fotografi italiani premiati, le cui opere portano avanti progetti di strettissima, a volte curiosa, attualità. E’ il caso del romano Giovanni Capriotti (primo premio nella categoria Sport) impegnato a documentare la particolare realtà della prima squadra, nata nel 2003, di rugbisti gay di Toronto; così come dell’avellinese Antonio Gibotta (secondo premio nella categoria Ritratti) che si propone di raccontare, attraverso
immagini di grande raffinatezza linguistica, la cosiddetta “Battaglia degli Infarinati”, tradizionale festa popolare antica di due secoli che ogni anno si tiene a Ibi in Spagna, nella provincia di Alicante. L’occupazione di Sirte, espugnata dopo sette mesi di combattimenti, e con un altissimo tributo di vite umane, fra l’esercito libico e i militanti dell’Isis è invece al centro del progetto in quattro foto del toscano Alessio Romenzi (terzo premio nella categoria Notizie Generali), mentre il friulano Francesco Comello (terzo premio nella categoria Vita Quotidiana) inneggia con “immagini poetiche, dolci e musicali” alla sua personalissima “Isola della salvezza”, dalle “atmosfere indefinite e indefinibili e dai silenzi sublimi e solenni”.

E che dire di quel tenero cucciolo di Panda fra le braccia di un umano travestito da Panda? Siamo di fronte al “Pandas Gone Wild”, progetto dell’americana Ami Vitale per il “National Geographic”: la foto è stata scattata in Cina nel Centro di Wolong, specializzato in programmi di allevamenti pionieristici tesi a salvare dal pericolo di estinzione il simpatico “urside” simbolo del WWF e per la Cina vera e propria icona nazionale. Dotato perfino, secondo alcuni, di poteri magici. E che “per me – racconta Ami, impegnata anche a documentare la fragile pace in Sri Lanka – rappresenta semplicemente la bellezza e la pace”. Che, in verità, non sono poca cosa!
Gianni Milani
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“World Press PHoto”
Forte di Bard (Aosta), tel. 0125/833811 – www.fortedibard.it
Fino al 7 gennaio 2018
Orari: 7 dic. 10-18; dall’8 al 10 dic. 10-19; dal 12 al 22 dic. feriali 10-17, sab. e dom. 10-19; 23 e 24 dic. 10-18; chiuso l’11, il 18 e il 25 dic.; dal 26 dic. al 7 genn. aperta tutti i giorni feriali 10-18, sab. dom. e festivi 10-19; primo gennaio 13-19
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Le foto:
– Burhan Ozbilici: “An Assassination in Turkey”, for Associated Press
– Giovanni Capriotti: ” Boys Will be Boys”
– Antonio Gibotta: Agenzia Controluce, “Enfarinat”
– Alessio Romenzi: ” We Are Not Taking Any Prisoners”
– Francesco Comello: ” Isle of Salvation”
Questa volta Torino non festeggerà il Capodanno in piazza San Carlo (la foto si riferisce allo scorso anno) . Il Comune ha comunque predisposto due eventi alternativi
un milione di persone. Secondo i dati delle Nazioni Unite, più di 2.200 persone sono già morte a causa di questa malattia e il colera si sarebbe diffuso nel 90% dei distretti del Paese. A quasi tre anni dall’inizio del conflitto in Yemen, più dell’80% della popolazione non ha accesso ad acqua potabile, cibo e cure mediche e il conflitto sta colpendo in particolare i bambini nel disinteresse generale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia la comunità internazionale facendo sapere che oltre 11 milioni di bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Il Pam (Programma alimentare mondiale dell’Onu) ha rivelato che su una popolazione di 26 milioni di persone, almeno 17 milioni di yemeniti non sanno se oggi potranno mangiare e almeno 7 milioni di persone dipendono totalmente dall’assistenza alimentare fornita dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni umanitarie. Secondo l’Unicef, oltre 3 milioni di persone, la metà delle quali bambini, sono a rischio crisi idrica per la mancanza di carburante. Il prezzo del carburante diesel è raddoppiato nel giro di un mese, compromettendo la distribuzione di acqua, in particolare modo per le famiglie più povere. Le stazioni per il pompaggio dell’acqua, che riforniscono oltre 3 milioni di persone attraverso i sistemi pubblici in 14 città, stanno rimanendo senza carburante. Il Pam segnala anche che il numero dei Paesi impegnati ad aiutare lo Yemen si sta riducendo. Quasi l’80 percento dei finanziamenti destinati allo Yemen è stato fornito quest’anno dagli Stati Uniti, dalla Germania, dall’Unione Europea e dal Regno Unito. La situazione generale continua però ad essere disperata e il protrarsi del conflitto non fa altro che aggiungere disastri, lutti e sofferenze. Nella guerra yemenita piovono dal cielo anche bombe di fabbricazione italiana vendute ai sauditi che le sganciano regolarmente sugli insorti armati da Teheran. Si tratta di bombe fabbricate in Sardegna, nel Sulcis, che hanno provocato vittime anche tra i civili. La denuncia arriva dal New York Times che in prima pagina pubblica un video intitolato “il percorso del commercio delle armi” che stanno insanguinando lo Yemen. Il quotidiano newyorkese riconosce che l’Italia è solo uno dei tanti Paesi che inviano armi all’Arabia Saudita.
scambiare fioretti con grazie e bestemmiando quando le mie richieste non venivano esaudite.
soffitto il mio primo vagito.
Non era una colpa essere nati dalla parte sbagliata della barricata. Non era colpa di nessuno. “L’essenziale – diceva mia madre – è non fare del male al prossimo ed avere la salute”.
frittata, talaltra un volatile arrostito o bollito, quando si era fortunati.
Si trattava, effettivamente, di un’invocazione che toccava tutte le tematiche a lui care, senza tralasciare la sua grande debolezza per le belle donne e, tanto meno, la preoccupazione, sviluppatasi in tarda età, riguardante la vita dopo la morte, che il nonno auspicava sarebbe stata tra santi, angeli e cori celesti.
dell’attesa dei regali come al giorno d’oggi.
avrebbero finito per scontrarsi continuamente ed inutilmente, senza ottenere alcuna vittoria l’uno sull’altra, avevano deciso di tollerarsi, per poi sfogarsi, a turno, su mio padre che si trovava così stretto nella morsa di padre e moglie.





accomodati a tavola.
Quella che mi attende sarà una bella festa, ne sono sicura. So anche che mi hanno preparato regali e sorprese. Mi vogliono bene.
Sinisa Mihajlovic commenta su Premium il pareggio interno col Genoa per 0-0: “Purtroppo è arrivato un altro pareggio anche se oggi non posso rimproverare niente ai ragazzi
La scorsa notte in pieno centro di Torino, in via dell’Arsenale, davanti alla sede dell’Ispettorato territoriale del lavoro
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
DALLA SICILIA
Il centro “Pannunzio”, che ha da sempre una vocazione animalista, invita i Sindaci a far sì che i festeggiamenti di fine anno non provochino conseguenze dannose agli animali. 
nei musei cittadini, tutta la mia solidarietà ai lavoratori, rischi di licenziamenti al Salone del Libro e minacce di farli in GTT ( gruppo torinese trasporti) , ma la festa poteva
servire , anche solo per una sera, a dimenticare i problemi o per provare ad esorcizzarli. Invece ha vinto la paura, oramai una psicosi, che si ripetesse il “flop” dei 24 giugno per il San Giovanni per non pensare o anche solo ad immaginare il peggio. Il ricordo della tragedia di Piazza San Carlo è ancora vivo. E così nulla! Il classico brindisi di fine anno in piazza sarà a porte chiuse, al coperto, ” indoor” . Ai torinesi non rimane che andare a Settimo Torinese , dove si aspetterà il nuovo anno in Piazza Campidoglio con le note dagli Statuto, Beppe Braida ed altri. Al posto di Fabrizio Puppo , Sindaco di Settimo Torinese, dopo le
polemiche sul blocco delle auto per ridurre l’inquinamento da polveri sottili , inviterei Chiara Appendino per il brindisi delle ore ventiquattro. Altra interessante alternativa , sono previsti bus e treni speciali per l’andata e il ritorno, è Asti dove nella tradizionale Piazza Alfieri si esibirà la brava Elisa. Torino periferia di Settimo e provincia di Asti! Buon Anno Nuovo.