redazione il torinese

La lingua nell’era digitale

Incontro promosso da Reale Mutua Torino Castello in collaborazione con la Società Dante Alighieri il 16 ottobre

Il mondo digitale e la realtà linguistica. L’introduzione delle nuove tecnologie, dei social media ha radicalmente modificato il modo di rappresentare la realtà e, di conseguenza, anche quello di esprimersi. I social network hanno trasformato l’uso della grammatica e del linguaggio, che è spesso si e conformato a quello della rete ed alle abbreviazioni in uso su Messanger e Whatsapp. Nulla tornerà più, molto probabilmente, come prima. Nel suo volume dal titolo “#Hashtag” l’antropologo Marino Niola ha spiegato che “i grandi passaggi epocali hanno sempre prodotto un sobbalzare nella lingua, un cambio di regime e di destinazione delle parole, nonché del loro rapporto con la realtà”. In occasione della diciottesima edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, organizzata in collaborazione con l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri, la Confederazione Elvetica e il MIBAC, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale propongono il titolo “L’Italiano e la Rete, le Reti per l’Italiano”. https://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/cultura/promozionelinguaitaliana/settimanalinguaitaliana. Lo scopo del tema di quest’anno è quello di indagare i legami e le influenze esistenti tra la lingua italiana, il mondo della rete Internet, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, incluse le piattaforme social. Il Comitato di Torino della Società Dante Alighieri lo spiegherà nel corso di un incontro dal titolo “Le nuove parole nel mondo digitale come veicolo di cambiamento culturale, sociale, economico e professionale”. “La password è pericolosa?” “Chi è il signor Giga?” “Quanto sono grandi i bitcoin?” “Sui social media si può scrivere quello che si vuole?”. Queste alcune delle domande, apparentemente assurde, realmente poste da persone che, pur conoscendo bene l’italiano, sono state investite dalla rivoluzione digitale, che ha introdotto nella nostra lingua parole sconosciute. Il linguaggio dei computer e dei social media, infatti, utilizza parole mutuate dall’inglese e neologismi inventati per dare un’etichetta a fenomeni ed invenzioni finora sconosciuti. Come reagisce la lingua italiana in presenza di questo fenomeno? Quali raccomandazioni si possono dare per assorbire con equilibrio questi neologismi preservando la chiarezza e l’armonia della nostra lingua? Peraltro la rete Internet collega tutti i luoghi del mondo e può servire per costruire ponti tra i cittadini italiani e coloro che vogliano conoscere la nostra cultura, diventando, al tempo stesso, uno strumento efficace per mantenere viva la nostra lingua e la nostra memoria. Quali risorse culturali diventano fruibili attraverso il web in maniera protetta e tesa alla conservazione dei valori, anziché all’uso consumistico dei dati? Quali sono i cambiamenti in ambito sociale, professionale e culturale?

 

Nella tavola rotonda ne discuteranno:

 

Giovanni Saccani Presidente Comitato Torino Società Dante Alighieri http://www.ladante-torino.it/ con Inserimento dei neologismi nel soggettario delle Biblioteche italiane nell’ambito di SBN Web: un excursus sul cambiamento della ricerca semantica

Antonio De Carolis Direttore Commerciale Reale Mutua Assicurazioni Agenzia Principale Torino Castello http://www.torinocastello.it/ e Presidente CDVM UI – Club Dirigenti Vendite e Marketing Unione Industriale di Torino http://www.cdvm.it con La comunicazione WEB in chiave di marketing

Alessandro Crosetti Professore Ordinario di Diritto amministrativo. Giurisprudenza – Università di Torino https://www.unito.it con Insulti, Social Networks e Istituzioni. Alcune brevi riflessioni in chiave giuridica

 

Giovanna Giordano titolare Escamotages – la tua guida nel mondo dell’informatica http://escamotages.com – autrice del glossario Le parolacce del computer consultabile liberamente online sul sito

Pietro Jarre Presidente eMemory – Emotional Memories la tua casa digitale in totale privacy https://www.ememory.it – e Vicepresidente Sloweb – Associazione non profit fondata per promuovere l’uso responsabile degli strumenti informatici http://www.sloweb.orgcon Da informatica a “informetica”.

 

Coordinerà l’incontro Antonio De Carolis. Porterà i saluti del Comitato della Società Dante Alighieri torinese Loretta Del Ponte Segretario organizzativo e Responsabile Comunicazione, Stampa e Media. L’incontro è organizzato da Società Dante Alighieri Comitato di Torino in collaborazione con Reale Mutua Torino Castello e si svolgerà il 16 ottobre p.v. dalle ore 17.30 presso la Reale Mutua Torino Castello, Tower Center – Sala Universo, in Piazza Castello 113 a Torino. Ingresso libero fino a disponibilità dei posti.

 

Mara Martellotta

 

Muore in montagna a 26 anni

Stava facendo un’escursione sulle montagne di Bardonecchia ed è morto a 26 anni.  Fabio Carnemolla, appassionato di montagna, era di Bellinzago, nel Novaresa. Ieri era solo, a quota 1.600 metri, quando e’ scivolato e caduto tra le rocce. I familiari hanno dato l’allarme e i soccorritori hanno trovato il corpo del giovane ormai privo di vita in territorio francese. (Foto archivio)

LA VITTORIA DEI VERDI IN GERMANIA

I Verdi di Grugliasco esultano per l’ottimo risultato conquistato in Germania diventando così il secondo partito.  Spiegano  i co- portavoce Tiziana Mossa e Verdicchio Vincenzo che” il sogno dei Verdi diventa realtà in Germania”.  Nell’aria c’è qualcosa di diverso e in tutto il Nord Europa si sta apprezzando una politica Verde capace di canalizzare l’attenzione sulle tematiche ambientaliste, sulla vita quotidiana, sulla salute, lavoro, benessere, trasporti e tutela della famiglia.  In Italia dobbiamo far tesoro di quello che è successo in Germania e riportare i Verdi come una forza politica capace di coltivare una visione positiva della vita e della convivenza.  I Verdi di Grugliasco promuovono il cambiamento ecologista come forza trainante per i verdi in Italia. 

 

I Verdi di Grugliasco 
Il Responsabile Comunicazione Esterna 
Pepe Giuseppe

FIAT Torino – Trieste, la prima vittoria è arrivata

Finalmente, come la pioggia dopo un periodo di strana siccità, la prima esultanza al Palavela è giunta per tutti i tifosi di Torino della pallacanestro professionistica

Sicuramente perfettibile, la squadra ha però dimostrato, nelle ondate ad alta intensità, come il potenziale a disposizione sia di notevole fattura. Certo, la squadra di Trieste non era al completo, ma alla Fiat Torino non sono mai state concesse le attenuanti per le defezioni per infortunio negli anni precedenti, così come a molti non interessa che solo da pochi giorni la squadra si alleni al completo e che per di più sia, per motivi di salute, senza la sua guida principe, the legend Larry Brown, e quindi, pur osservando ciò che capita, diamo i giusti meriti a chi ha fatto il proprio dovere, vincendo con una squadra che ha giocato libera da pensieri. E’ stata, come ormai sembra essere divenuto il basket moderno, una partita “ad onde”: a tratti domina una squadra, a tratti si spegne e riparte l’altra fino alla fine dei 4 tempi regolamentari e a volte anche oltre. In particolare, però esiste una curiosità regolamentare che non abbiamo per nulla compreso. Dopo la contesa iniziale, la Fiat Torino conquista la palla, ma dopo 18 secondi le viene fischiata infrazione di 24 secondi! Se fosse stato un errore di uno qualsiasi dei due tabelloni, cosa sicura anziché probabile, due avrebbero potuto essere le soluzioni: la prima, che il cronometro dei 24 secondi fosse corretto e si fosse bloccato quello generale e quindi palla a Trieste e cronometro portato a 9’36” da giocare; la seconda, cronometro generale corretto ed errore di quello dei 24”, e quindi palla ancora a Torino per 6”. Ma la soluzione adottata è stata palla a Trieste con 9’42” sul tabellone principale. Io credo di aver perso qualcosa, ma anche tutto il pubblico non ha compreso. Tornando al basket giocato, potremmo osservare che l’inadeguatezza per infortuni di Trieste ha costretto la loro squadra a provare a giocare la più antica zona 2 1 2 “da campetto” come non si vedeva da anni e, a tratti, ha dato i suoi frutti sorprendendo i nostri che, giocando forse un pochino troppo statici, si sono lasciati imbalsamare in un movimento stagnante, quando invece sembra evidente come questa squadra sia stata costruita per correre. Comunque è stata una buona esperienza per cominciare a giocare contro differenti atteggiamenti tattici. Non c’era dubbio su quale fosse la squadra più forte in campo, ma restava da stabilire chi riuscisse a vincere, e in questo vediamo il lato positivo: la FIAT Torino arrivava da un periodo discusso e anche in difficoltà ha reagito chiudendo bene una partita che aveva ben più di un’insidia nascosta nelle pieghe della mente e della tensione latente che sembrava aleggiare fino a ieri sera. I singoli: Tony Carr ha tolto le castagne dal super fuoco quando serviva e Wilson sta tornando quello di un tempo anche se a tratti si dimentica del suo enorme potenziale. Gli altri, a turno, danno il loro contributo a volte in attacco e a volte in difesa, ma alcuni passaggi a vuoto in difesa sono da rivedere. Abbiamo avuto i primi segni di “pinna” del nostro Delfino… e anche Cusin ha cominciato a far vedere la qualità che sarà necessaria nei prossimi turni. Tralasciando alcuni problemi di inizio stagione per la gestione del nuovo Palavela che siamo sicuri verranno prontamente risolti in previsione delle prossime partite, il pubblico in generale ha reagito bene ovviamente alla vittoria, anche se il segnale di quanto stia crescendo la voglia di basket a Torino è proprio nei commenti del pubblico stesso che desidera sì vincere, ma vuole anche il super spettacolo.

 

Paolo Michieletto

 Il giorno in cui la “farfalla granata” chiuse le sue ali

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Gianni Brera: era un simbolo di estri bizzarri e libertà sociali in un paese di quasi tutti conformisti sornioni”

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Giorno maledetto quel 15 ottobre del 1967 quando, cinquant’anni fa, moriva travolto da un’ auto Gigi Meroni. Era domenica e a Torino era scesa la sera. Il Torino aveva disputato in casa la quarta giornata del campionato di serie A, vincendo per 4 a 2 contro i blucerchiati della Sampdoria. Una partita vivace, bella. Meroni, la “farfalla granata” non segnò ma diede il suo contributo con le giocate di classe che ne avevano fatto un idolo della curva granata. A gonfiare la rete dei liguri ci pensarono Nestor Combin, autore di una tripletta, e  Giambattista Moschino. Quel giorno, nelle file del Torino, esordiva anche un giovane Aldo Agroppi, che confezionò l’assist per il 4-2 finale di Combin. Alcune ore dopo Meroni, in compagnia dell’altro granata Fabrizio Poletti, stava attraversando il corso Re Umberto, all’altezza del civico 46. Gigi voleva raggiungere il bar che solitamente frequentava per telefonare a Cristiana, la sua ragazza. Lei era fuori e lui era senza chiavi perché , di solito, la domenica sera i granata dormivano in ritiro, ma per una volta venne fatta un’eccezione. I due erano a metà della carreggiata quando un’auto che viaggiava a tutta velocità li indusse a fare un passo indietro. Una vettura in arrivo dalla parte opposta sfiorò Poletti e urtò in pieno Meroni che, sbalzato sull’altra corsia,  venne investito da una Fiat 124 Coupé che lo trascinò per più di cinquanta metri sull’asfalto. Portato all’ospedale Mauriziano, morì poche ore dopo, alle 22.40. Se ne andava così Gigi Meroni, a  soli ventiquattro anni. La farfalla granata non volò più. Colmo del destino, l’automobile che lo investì  era guidata da un suo tifoso diciannovenne che si chiamava Attilio Romero e che diventò, nel duemila,  presidente del Torino. Un cognome e un destino, quello di Meroni, già tragicamente  comparso nella storia granata, al tempo della tragedia di Superga. Si chiamava, infatti,  Pierluigi Meroni il comandante del trimotore Fiat che si schiantò sulla collina della basilica il 4 maggio del 1949. Gigi Meroni, nato e cresciuto calcisticamente a Como, dopo aver vestito la maglia lariana e quella del Genoa, approdò nel 1964 a Torino, nella parte granata della città dell’auto. Agli ordini del “Paròn “Nereo Rocco, l’ala numero sette  incantò tutti con le sue giocate, i dribbling ubriacanti e quei suoi goal che, pur non molti (con la maglia del  Toro ne insaccherà  24), spesso finirono nelle cineteche del calcio per la bellezza del gesto atletico che li accompagnava,rendendo possibile ciò che ai più pareva impossibile. Era lui il calciatore-beat” , quello che non amava i tiri da fermo e men che meno i rigori ma sentiva il bisogno dell’azione, della lotta per conquistarsi la palla, dell’invenzione  artistica del gol. I difensori impazzivano e spesso non trovavano alternative ai mezzi più bruschi per fermarlo, mettendolo giù senza tanti complimenti. I compagni ne sfruttavano le doti quando l’ala destra dai capelli lunghi e dai basettoni passava loro la palla al momento giusto, con il gesto generoso e altruista di chi concede agli altri l’onore di gonfiare la rete alle spalle del portiere avversario. Anche lui, come Gorge Best, il suo “gemello-diverso”, andava controcorrente. Quando Edmondo Fabbri lo chiamò in nazionale gli impose una condizione: tagliarsi i capelli. Lui, con l’animo dell’artista che si disegnava da solo i vestiti da indossare,prendendo a modello quelli dei Beatles,  e lo spirito trasgressivo che lo portava a passeggiare per le vie di Como portandosi al guinzaglio una gallina, non rinnegò se stesso e rifiutò la convocazione. Era amatissimo dai suoi tifosi, Luigi Meroni. L’ipotesi del suo passaggio alla Juventus, nell’estate del 1967, provocò una sollevazione dei tifosi del Toro, mandando a gambe all’aria l’operazione. Era l’idolo non solo dei granata ma di tutti coloro che amavano il bel calcio, la fantasia e l’improvvisazione di quest’artista che sapeva trattare con incredibile abilità la sfera di cuoio. Ai suoi funerali parteciparono più di ventimila persone e l’intera città trattenne il fiato. L’emozione fu grande e toccò tutti, compresi alcuni detenuti delle “Nuove” che fecero una colletta per mandare dei fiori. Solo la Diocesi di Torino si oppose al funerale religioso di quel  “peccatore pubblico” e criticò aspramente don Francesco Ferraudo, cappellano del Torino, che lo celebrò comunque. Meroni conviveva con Cristiana Uderstadt e la sua ragazza  – di origine polacca e  figlia di giostrai – era ancora sposata, in attesa di poter divorziare. Un peccato, all’epoca, da non perdonare anche da morto a quel ragazzo che, come scrisse Gianni Brera “ era un simbolo di estri bizzarri e libertà sociali in un paese di quasi tutti conformisti sornioni”.

Marco Travaglini

 

La “Donna del latte” è torinese

Si chiude nel segno del successo la quarta edizione del Premio organizzato da Guru del Gusto con la collaborazione di Alberto Marcomini e dedicato ai migliori formaggi nazionali prodotti con 100% latte italiano. A fare la parte del leone il Piemonte cui vanno anche 2 dei 6 premi speciali. Tra gli “special awards” anche quello al “Formaggio dell’anno” attribuito allo Stracchino all’Antica dell’orobica Latteria Sociale di Branzi

 Un pubblico di oltre 700 persone ha preso parte alla quarta edizione di “Italian Cheese Awards” (13 ottobre) che ha visto sfilare sul palcoscenico del Centro Congressi di “FICO – Eataly World Bologna” 31 eccellenze della produzione casearia tricolore realizzate con latte 100% italiano. La rassegna organizzata dal 2012 da “Guru del Gusto” – società impegnata nella promozione del settore lattiero-caseario attraverso iniziative, incontri e appuntamenti tematici nazionali (“Made in Malga”, “Formaggio In Villa”, “Luxury Cheese”) – con la collaborazione del consulente per la promozione e valorizzazione dell’universo cheese Alberto Marcomini (primo italiano a ricevere negli anni ’90 il prestigioso titolo francese di “Maître Fromager”, passato da selezionatore, affinatore e talent-scout di grandi formaggi, oggi anche giornalista TV) ha decretato 1 vincitore per ognuna delle 10 categorie in cui si è articolato: “Freschissimo”, “Fresco”, “Pasta molle”, “Pasta filata”, “Pasta filata stagionata”, “Semistagionato”; “Stagionato”, “Stagionato oltre i 24 mesi”, “Erborinato” e “Aromatizzato”. A salire sul podio più alto con 2“Awards” è la regione Piemonte che, aggiudicandosi i premi per la categoria “Stagionato” ed “Erborinato” si merita l’oro. Le statuette in ottone evocative di un umanoide con braccia alzate a sostenere una forma di formaggio si sono poi distribuite equamente lungo gran parte dello Stivale, arrivando in Campania, Lazio, Alto Adige, Puglia, Basilicata, Toscana, Emilia Romagna e Veneto. Guru del Gusto ha inoltre attribuito 6 Premi speciali per il “Premio al miglior derivato del latte” (Ricotta di latte vaccino dell’Az. Agr. Sante Rugo del Friuli Venezia Giulia), “Premio al miglior formaggio di montagna” conferito a “Toma Bettelmatt”  stagionato da Luigi Guffanti 1876 (Piemonte), “Formaggio dell’anno” allo Stracchino all’Antica della Latteria di Branzi (Lombardia), “Premio alla carriera” a Antonio Madaio di Casa Madaio (Campania)           Premio “Donne del latte” (Ida Barbero – Titolare gastronomia Barbero di Torino – Piemonte) e “Cheese Bar dell’anno” per il veronese I Caprini – Botega & Cusina   di San Giovanni Lupatoto (Veneto). Riconoscimento particolare, ma senza attribuzione di statuetta, anche al “Miglior formaggio per la Birra” dato a Castelmagno  stagionato d’alpeggio dell’Azienda La Meiro (Piemonte) .   

 

Chiudiamo questa quarta edizione con grandi aspettative per i prossimi anni. L’Award si è confermato un appuntamento di valore per tutto il comparto caseario italiano che ha aderito con entusiasmo – spiega Luca Olivan, responsabile della direzione artistica, gestione eventi e rapporti con gli sponsor di Guru del Gusto – contribuendo a conferire all’iniziativa ulteriore credibilità anche a livello internazionale”. Credibilità tangibile a partire dalla serietà delle modalità di selezione dei prodotti.  “Il percorso che ha portato ai vincitori finali si è articolato in 3 momenti: da Gennaio a Marzo un primo screening è stato effettuato dallo staff di Guru del Gusto, ad Aprile nel corso della kermesse “Formaggio in Villa” una giuria tecnica con il contributo del voto del pubblico ha proceduto ad una seconda selezione con la nomination dei “best 3” per ogni categoria e il 13 ottobre una terza commissione di specialisti, dopo una fase di assaggio seguito dall’espressione del voto segreta, ha definito i numeri 1”. La chiusura di Italian Cheese Awards 2018 è stata siglata da una degustazione collettiva ad alto tasso di latte, caglio e sale aperta al pubblico. “Tutti i 31 formaggi finalisti sono stati infatti offerti ai presenti che hanno così potuto assaggiare alcuni dei migliori prodotti della nostra tradizione casearia. Tradizione che – conclude Olivan – questo Premio si propone non solo di valorizzare, incentivando la curiosità alla conoscenza e guidando nell’approccio corretto all’assaggio, ma anche di tutelare”.

 

Life is pink

Con l’acquisto di un ecografo di ultimissima generazione promuoverà degli screening gratuiti di  prevenzione all’Istituto di Candiolo. L’ iniziativa è rivolta anche a far partire il progetto “Futuro”  per la costituzione di una nuova biobanca che renderà sempre più mirate diagnosi e cure

Ottobre è il mese della prevenzione dei tumori femminili e la Fondazione Piemontese per la
Ricerca sul Cancro scende in campo con “LIFE IS PINK”, campagna di sensibilizzazione e di
raccolta  fondi finalizzati all’acquisto di un ecografo 4k/3D di ultimissima generazione per
promuovere, all’Istituto di Candiolo, screening gratuiti di prevenzione. LIFE IS PINK darà anche il via all’attivazione di un nuovo e importante progetto dall’acronimo  “FUTURO”, che unirà ancora di più l’attività di ricerca con quella assistenziale per fronteggiare il  tumore sin dall’origine. Grazie alla costituzione di una biobanca, infatti, i ricercatori e i medici  dell’Istituto di Candiolo avranno la possibilità di affrontare insieme al paziente il tumore con le più avanzate tecniche diagnostiche in ogni suo stadio evolutivo. Una serie di iniziative dedicate, iniziate con “THE GREEN IS PINK”, Pro Am di golf che ha  permesso di raccogliere 160.000 euro, e che termineranno entro metà novembre, serviranno a  sensibilizzare e raccogliere fondi. Tra queste, la City Run legata alla maratona di Torino e la partita  di pallacanestro di cartello tra la Fiat Auxilium Torino e Armani Milano che si vestiranno di rosa.  E’ stata inoltre realizzata una maglietta speciale che si potrà ritirare in Istituto, negli eventi dedicati  e nella Boutique Fisico di Torino, e a tal proposito è stata lanciata una campagna sui social della  Fondazione con il coinvolgimento di personaggi dello sport e dello spettacolo.  Acqua Valmora, da sempre vicina all’Istituto di Candiolo, ha realizzato un packaging speciale a  sostegno dell’iniziativa che si troverà in tutti i supermercati nel mese di ottobre  “ Chiediamo a tutti di aiutarci a diffondere questo messaggio – afferma la Presidente della  Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Allegra Agnelli – l’aiuto dei nostri sostenitori è  sempre più indispensabile per raggiungere i nuovi obbiettivi che ci siamo posti”.

XIII Premio Nazionale delle Arti agli allievi del Conservatorio

Pietro Caramelli, Francesco Cesario, Stefano Cicerone, Andrea Marazzi, Matteo Martino, Luca Morino e Federico Primavera – della scuola di musica elettronica guidata da Stefano Bassanese del Conservatorio statale di musica “G. Verdi” di Torino – hanno vinto il XIII Premio Nazionale delle Arti, sezione Musica elettronica, nella categoria D “Realizzazioni e interpretazioni di opere del repertorio storico elettroacustico” con l’interpretazione di Acustica di Maurizio Kagel (1968-70). La qualificatissima giuria era formata da: Barry Truax, David Pirrò e Alvise Vidolin. Nell’ambito della medesima iniziativa si segnala anche l’accesso alla finale, nella categoria C – Opere originali audio-video, di Matteo Marson con Chora.

Intolleranza, magistrati solidali con il procuratore

L’Anm, associazione nazionale magistrati ha espresso la propria piena solidarietà al procuratore generale Francesco Saluzzo a seguito degli insulti e delle  minacce  rivolte al magistrato, pubblicate su internet dopo le iniziative della procura di Torino a proposito del contrasto all’odio razziale.  “La giunta distrettuale dell’Anm – è scritto in una nota  – stigmatizza i continui attacchi sui social network contro i magistrati a causa dello svolgimento delle loro funzioni ed esprime preoccupazione per il clima di intolleranza che si sta pericolosamente diffondendo”

Pret a Porter a Torino, due secoli a confronto

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Teatro e moda. Due universi distinti, ma legati da un sottile fil rouge, caratteristica che ha portato una serie di importanti realtà appartenenti al mondo della moda torinese ad organizzare una sfilata proprio a teatro, al Vittoria di via Gramsci, dal titolo “Torino Pret a Porter. Due secoli a confronto”. Vi parteciperanno la Sartoria Francesca Fasano, il marchio sportivo Golf & Golf, la pellicceria Beppe Balducci e, per la maglieria, Maria Aleci. Sponsor della serata sarà Mediolanum Private Banking e Mediolanum Ufficio dei Consulenti Finanziari.

D’altronde la moda italiana è nata proprio a Torino, come il vermouth, liquore alla base di numerosi cocktail, ed il tramezzino. Data fondamentale è stata quella del 31 marzo 1911, quando, verso le sette di sera, nel centro di Torino, per la prima volta, una donna italiana indossava un paio di pantaloni, secondo il modello delle ” jupes-culottes”, creati dal sarto parigino Paul Poirot, in occasione dell’ esposizione torinese dello stesso anno. L’Expo del 1911 vantava il sontuoso Padiglione della Moda e nel 1935 Torino era anche la sede del prestigioso Ente Nazionale della Moda, mentre nel 1950 nasceva Il primo salone della moda italiana, il Sumia, destinato, purtroppo, a chiudere i battenti nel 1977. Alla sfilata parteciperà anche la casa cosmetica Swisscare con la consulente Mariangela Menso. A presentare la sfilata Monica Negro. La sartoria Fasano crea abiti pronti ed anche su misura per una donna dinamica e moderna che guarda al futuro, ama distinguersi, ma lo fa sempre con stile e raffinatezza. Diversamente dal pret a porter, l’abito su misura, fiore all’occhiello dell’atelier di Francesca Fasano, è un vestito unico, che necessita di esperienza e di una lavorazione, frutto di competenza e professionalità. Beppe Balducci propone per questo autunno una collezione di capi di pellicceria aggiornata nei tagli e nei colori, unendo la tradizione sartoriale alle ultime tendenze moda, e dando vita a capi classicamente moderni. La maglieria Aleci esegue capi nuovi su misura per uomo, donna e bambino, anche di taglia extralarge, riparazioni e trasformazione di capi di maglieria e vestiti. Golf & Golf, nel cuore della Crocetta, unisce competenza e sorriso per rifornire i golfisti e non, che amano uno stile raffinato di abbigliamento sportivo.

Mara Martellotta

Teatro Vittoria. Via Gramsci 4.

Martedì 16 ottobre ore 18.30 accrediti; ore 19 sfilata.