redazione il torinese

Il look perfetto delle fashion lovers torinesi

Natale è il momento più atteso dell’anno: quella manciata di giorni in cui si concentrano cene con amici, colleghi e familiari, eventi mondani a cui partecipare…in più, i regali da comprare e da comprarsi! I preparativi che precedono la partecipazione ad un aperitivo o ad una cena con il giusto outfit sono senz’altro l’aspetto più divertente del periodo natalizio.

 

Stileo.it, showroom virtuale dedicato agli appassionati di moda e nuove tendenze, ha analizzato il comportamento delle italiane nella scelta e nell’acquisto dell’outfit perfetto per il Natale 2018, scoprendo una Torino dall’animo classico, ma che si mette volentieri in gioco per sperimentare nuove soluzioni creative. Un’occasione per conoscere i gusti delle donne torinesi e raccontare come personalizzano il loro look attraverso un originale percorso grafico.

 

 

Torino: un Natale tra classicità e sperimentazione

 

Il capoluogo piemontese racconta una storia di moda tutta sua. Per le loro feste natalizie, le donne torinesi inseguono un’eleganza senza tempo ma senza dimenticare la loro naturale propensione verso un’innovazione fatta di dettagli e di caute rivoluzioni. Un bilanciato mix di tradizione e ricerca del nuovo.

 

Identikit della shopper online torinese

 

Le donne torinesi che, online, cercano ispirazioni e spunti per i propri acquisti natalizi sono d’età compresa tra i 35 e i 44 anni, preferiscono un’eleganza classica ma sono contemporaneamente curiose di trovare (e desiderose di provare) nuove soluzioni di stile. Parlando di numeri, Torino rappresenta il 2.3% di visualizzazioni su Stileo.it.

Andando invece ad analizzare la propensione di spesa delle fashion lovers torinesi, scopriamo che il costo medio per articolo che visualizzano si aggira tra i 100 e 180 euro.

 

Gusti e trend di riferimento per lo shopping di Natale 2018

 

Durante le loro ricerche online, le fashion lovers torinesi digitano e cercano per lo più nomi di capi e accessori sinonimi di un look intramontabile – giacche dal taglio maschile, blazer in tessuti preziosi, borse dal design senza tempo. Sia per l’abbigliamento che per gli accessori, prediligono infatti outfit che prescindono dai trend di stagione, a cui scelgono di dare spazio come eccezione giocosa e alternativa da concedersi negli acquisti dedicati a occasioni specifiche (proprio come nel caso delle feste natalizie).

Al primo posto come oggetto del desiderio delle donne che vivono all’ombra della Mole Antonelliana: la giacca.

 

I brand preferiti – la wishlist natalizia torinese

 

Ma facciamo qualche nome! Monte Cervino, Geox e Manzara: ecco alcuni dei marchi più amati dalle fashioniste torinesi. Nomi che sono destinati a ricomparire nelle wishlist natalizie di molte di loro.

 

 

Nota metodologica

 

Studio effettuato nel mese di novembre e dicembre 2018 per un numero complessivo di oltre 20 milioni di pagine visualizzate.

 

 

 Stileo.it

Showroom virtuale dedicato agli appassionati di moda e nuove tendenze, Stileo.it propone una vasta scelta di capi e accessori, proponendo sia i brand più noti che i marchi più esclusivi e di nicchia.Con i suoi 2.400 partner, 6 milioni di prodotti, 20 mila marchi e 30 milioni di utenti alla ricerca di soluzioni di moda, Stileo.it è la fashion destination perfetta per esaudire i desideri modaioli delle italiane più esigenti.

Contro i disastri naturali le case resilienti

La risposta di architetti, ingegneri e designer alle catastrofi naturali in un concorso internazionale, che ha visto il team della laurea magistrale in ‘Architettura per il progetto sostenibile’ del Politecnico classificarsi tra i nove vincitori

 

 

Dal 1970 ad oggi gli eventi catastrofici sono quadruplicati (The Economist) e solo negli USA ammontano a 306 miliardi di dollari i danni provocati dagli uragani e dagli incendi nel 2017. Si stima che i rifugiati a seguito di disastri naturali siano circa 20 milioni l’anno; il loro numero supera quello dei rifugiati per conflitti bellici ed è in continua crescita a causa dei cambiamenti climatici. Con l’intento di rispondere al crescente numero di calamità naturali che colpiscono il nostro pianeta, laWorld Bank e Nazioni Unite – UN Habitat, in partenariato con Airbnb, Build Academy e Global Facility for Disasters Reduction and Recovery hanno promosso il concorso Resilient Homes Design Challenge, per la progettazione di piccole case economiche e sostenibili che possano essere costruite ad un costo inferiore a 10 mila dollari. Progettisti di tutto il mondo sono stati chiamati a confrontarsi su un tema cruciale a livello globale: la casa per i rifugiati a causa di disastri naturali. Il concorso ha proposto il tema in una chiave nuova: il “transitional housing”, ovvero superare l’approccio tradizionale basato su campi profughi temporanei – che nella realtà dei fatti vengono occupati invece per anni, quando non per sempre – per vedere il processo di rilocalizzazione  come inizio di un nuovo insediamento evolutivo, in grado di diventare da temporaneo permanente, crescendo nel tempo per soddisfare esigenze che passano da primo rifugio alla casa definitiva sullo stesso pezzo di terra. Questo nuovo approccio rende la sfida progettuale appassionante, perché alla casa permanente si richiedono prestazioni di comfort e resilienza che un rifugio temporaneo può non avere, e perché il riferimento a luoghi concreti spinge a confrontarsi con condizioni operative reali – non solo progettare una architettura, ma verificarne la fattibilità logistica, economica, costruttiva.

 

Il final design studio “Design within the limits of scarcity” della laurea magistrale in ‘Architettura per il progetto sostenibile’ del Politecnico di Torino ha raccolto questa sfida: 48 studenti di tutto il mondo, iscritti al Politecnico o qui in Erasmus o con accordi di doppia laurea, coordinati da Francesca De Filippicon Roberto Pennacchio (tecnologia dell’architettura), Matteo Robiglio e Elena Vigliocco con Matteo Gianotti (progettazione architettonica e urbana) e Marco Simonetti (Sistemi di controllo ambientale) hanno dapprima sviluppato alternative di progetto in competizione per poi convergere in tre team – uno per ognuno degli scenari proposti dal concorso, collocati in contesti ambientali e climatici diversi.Il progetto “Core House” coordinato da Laura Munoz Tascon, studentessa colombiana, ha sviluppato una elegante soluzione di casa in bamboo a basso costo ed alta sostenibilità, auto-costruibile, in grado di resistere a ricorrenti inondazioni sollevandosi dal suolo grazie a un ingegnoso sistema di galleggianti realizzati con materiali di recupero. I vincitori sono stati annunciati la scorsa settimana e il team del Politecnico è risultato uno dei 9 vincitori su più di 300 proposte presentate; i progetti vincitori saranno invitati per una esposizione alla sede centrale della World Bank a Washington DC e altre sedi internazionali, e potranno essere realizzati e sperimentati nell’ambito di interventi della Banca Mondiale nel mondo.

 

Il Team PoliTo:

Francesca De Filippi, Matteo Gianotti, Roberto Pennacchio, Matteo Robiglio, Elena Vigliocco, Marco Simonetti, Laura Munoz Tascon, Simone parola, Maria Vélez, Zhang xinyun, Ma Xingyu, Manuela Reitsma, Alessandro Scarfiello, Francesco Sorasio, Florencia Courroux, Ferhat Dural, Hadi Charafeddine, Fernanda Souza Povoa, Luca Anselmino, Tzlil Lussato, Mirela Dadaj, Ghazal Amiri, LI biao, Ramezanzade.

“Scippo” olimpico: ricorso del Piemonte?

A proposito del cosiddetto “scippo” dei 29 milioni di euro del tesoretto dei Giochi olimpici invernali del 2006 la Regione Piemonte sta valutando la possibilità di un ricorso di costituzionalità per “indebita intromissione del Governo nelle politiche regionali” . Lo prospetta il governatore Sergio Chiamparino in Consiglio regionale: “ci hanno scippato i soldi delle Olimpiadi che servivano per le valli olimpiche e le politiche di sviluppo della montagna estiva e invernale”, il tutto attraverso un emendamento alla manovra di bilancio che toglie all’ Agenzia 2006 la somma appunto di 29 milioni. Tali risorse sommate a quelle per la Fondazione XX marzo, erano riservate alla Regione per interventi di  salvaguardia delle montagne olimpiche. Chiamparino ha aggiunto che dovrebbe chiedere un appuntamento al Governo ma: “Toninelli e il premier Conte non mi rispondono da mesi e quindi mi sentirei ridicolo. Il governo dimostra di lavorare solo per filiere di appartenenza salvo alcune eccezioni”.

 

Clelia Ventimiglia

Torna lo stop ai veicoli inquinanti

Semaforo arancione per lo smog a Torino e in tutta l’area metropolitana. Da venerdì e fino al 24 dicembre scatta  lo stop ai veicoli più inquinanti. Il blocco dei mezzi diesel fino agli Euro 4, avverrà dalle 8 alle 19 per quelli dedicati al trasporto di persone e dalle 8.30 alle 14 e dalle 16 alle 19 per quelli del  trasporto merci. La vigilia di Natale avverrà la nuova valutazione del livello di inquinamento ma sembra che la Città Metropolitana stia valutando, anche alla luce di dati negativi, di sospendere il blocco emergenziale, mantenendo soltanto quello strutturale sempre attivo, per i giorni di festa di Natale e Santo Stefano.

Capodanno insieme

Oltre al Capodanno in piazza Castello, la sera del 31 dicembre, per celebrare l’inizio del Nuovo Anno, la Città di Torino ha organizzato la festa ‘Capodanno Insieme’ riservata a tutti i residenti che abbiano compiuto i sessant’anni di età

 

L’appuntamento è alle ore 20.30 nel Padiglione 1 di Lingotto Fiere, in via Nizza 294. Qui il pubblico, rigorosamente over 60, potrà celebrare l’ultimo dell’anno in compagnia di numerosi artisti e grande divertimento stando insieme fino alle ore 2 della notte. Filo conduttore della serata, come per i festeggiamenti in piazza Castello, sarà la magia. Gli ospiti, fin dall’arrivo in sala, saranno invitati a partecipare a due party game: ‘il tappeto magico’, una sorta di gioco dell’oca natalizio in cui i concorrenti dovranno rispondere a domande su Torino e le sue eccellenze; un ‘memory’ che sarà proiettato su uno schermo. Per i vincitori sono previsti come premi dei gadget. A condurre il galà saranno Orlando Ferraris, direttore artistico del progetto, Umberto Clivio, conduttore radio-televisivo ed Elisa Liistro, tra le finaliste di Miss Italia 2018 come Miss Rocchetta Bellezza Piemonte e Valle d’Aosta. Il programma prevede alle ore 21 l’apertura delle danze sulle note della rinomataOrchestra di Sabrina Borghetti che, con un repertorio di oltre 400 brani, suonerà dal vivo le canzoni più amate degli anni 60’-70’-80’ e 90’. Il ritmo festoso continuerà con i balli di gruppo e le danze latino-americane portando una grande vitalità tra i partecipanti. Alle 22.30 uno spettacolo di magia allieterà i festeggiamenti e, sempre a ritmo di musica, scoccata la mezzanotte si brinderà all’arrivo del 2019 con spumante e panettone offerti dalla Città di TorinoL’ingresso al Padiglione 1 sarà gratuito e libero fino a esaurimento posti, previa esibizione di un documento di identità in corso di validità.

 

Per informazioni: www.comune.torino.it/sportetempolibero/

Agenzia 2006: Luca Cassiani (Pd): “I fondi devono restare in Piemonte”

“Sono intervenuto, oggi, in Consiglio regionale, nel dibattito sui fondi dell’Agenzia 2006 per ribadire la mia contrarietà all’ipotesi che, con un emendamento alla manovra di Bilancio, questi soldi vengano sottratti dal Governo gialloverde alla Regione Piemonte” ha dichiarato il Consigliere regionale del Gruppo Pd Luca Cassiani.

“Questi 29 milioni di euro, in aggiunta a quelli già previsti per la Fondazione XX marzo – ha proseguito il Consigliere Cassiani – erano destinati al Piemonte per interventi di efficientamento energetico sugli impianti olimpici e per il ripristino e la salvaguardia delle montagne olimpiche e non è giusto che vengano sottratti alla nostra Regione”.

“Faccio appello al senso di responsabilità dei parlamentari piemontesi della Lega Nord e del M5S – ha concluso Luca Cassiani – affinchè intervengano per evitare al Piemonte, già molto penalizzato dagli atti di questo Governo, anche lo “scippo” delle risorse dell’Agenzia 2006”.

Visioni Reali tra spazi, collezioni e persone

L’Istituto Europeo di Design e i Musei Reali di Torino sono i protagonisti della virtuosa collaborazione dedicata al rapporto fra i giovani e le istituzioni culturali, da cui è nata un’esposizione di fotografie e illustrazioni. Un anno di ricerca e di lavoro sul campo sfocia nella mostra Visioni reali

 Percorso attraverso gli spazi, le collezioni e le persone curata da Bruna Biamino – Coordinatrice del Corso di Fotografia IED Torino e fotografa professionista – e realizzata grazie alla collaborazione di Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di TorinoI 14 studenti del terzo anno del Corso di Fotografia e i 10 studenti del terzo anno del Corso di Illustrazione IED Torino, diplomati a luglio 2018, hanno lavorato ai rispettivi progetti di tesi con l’obiettivo di raccontare i luoghi e la vita all’interno dei Musei Reali attraverso punti di vista totalmente inediti. I risultati di questo lavoro sono il cuore dell’esposizione che sarà visitabile presso la Galleria delle Battaglie di Palazzo Reale (piazzetta Reale, 1 – Torino), dal 7 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019, dal martedì alla domenica dalle ore 8.30 alle 19.30 (ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali).

 

 Per mesi gli studenti dello IED hanno potuto muoversi tra i corridoi e le sale dei Musei Reali di Torino, mescolandosi con il pubblico e allo stesso tempo entrando in contatto con le persone che in questi spazi lavorano ogni giorno. L’allestimento dell’esposizione Visioni reali è nato sotto la direzione artistica di Tommaso Delmastro – Coordinatore del Corso di Graphic Design IED Torino e co-fondatore dell’agenzia creativa Undesign – e si presenta come una sintesi del racconto costituito in parte da progetti fotografici e in parte da progetti illustrati, realizzati dagli studenti rispettivamente sotto la guida di Bruna Biamino e di Sara Maragotto – Coordinatrice del Corso di Illustrazione IED Torino e co-fondatrice di Studio Fludd.

«I progetti di tesi sono il momento più importante del percorso triennale in IED dei nostri studenti, che hanno la possibilità di esprimere la creatività e le competenze tecniche acquisite adattandole alla richiesta della committenza, in questo caso i Musei Reali – dichiara Paola Zini, Direttore IED Torino. – L’esposizione Visioni reali rappresenta dunque la conclusione di tale percorso e allo stesso tempo l’inizio di un futuro professionale che ci auguriamo ricco di opportunità per i nostri (ormai ex) studenti».

 

«Attraverso gli sguardi e le sensibilità dei giovani fotografi, dei curatori e dei visitatori, il progetto delle tesi IED ha esplorato la plasticità del museo con una gamma densa e duttile di esperienze – dichiara Enrica Pagella, Direttrice Musei Reali di Torino. – Le immagini di Visioni reali restituiscono dunque a chi opera all’interno del museo una sorta di analisi di impatto, capace di attribuire valore e visibilità a presenze, motivi, opere, persone e gesti che formano il flusso vitale del grande e antico patrimonio dei Musei Reali».

 

«La Consulta da anni è impegnata in azioni a favore di progetti didattici. Le Aziende e gli Enti Soci sono consapevoli che la ricchezza del lavoro, e in special modo di quello artistico, creativo e culturale, si fonda sulla qualità della formazione – dichiara Adriana Acutis, Presidente di Consulta. – Con soddisfazione si è deciso di partecipare a un’iniziativa che ha messo insieme formazione, tradizione e creatività, ideata da un centro di eccellenza nato in Italia ed esportato nel mondo, lo IED, in collaborazione con uno dei musei tra i più importanti in Europa, i Musei Reali».

reportage fotografici si sono svolti tra Palazzo Reale, Galleria Sabauda, Museo di Antichità, Biblioteca Reale, Armeria Reale e Giardini Reali, dove hanno avuto la possibilità di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il percorso in IED, riuscendo quindi a restituire un’immagine eterogenea e contemporanea del complesso dei Musei Reali di Torino. Per esempio, le “collezioni nascoste” conservate all’interno dei depositi dei Musei sono restituite al pubblico attraverso un progetto di tesi che ha saputo portare alla luce quelle opere che non occupano la prima linea delle collezioni ma che non per questo vanno considerate di importanza minore. La community dei Musei Reali e il pubblico sono stati il soggetto di altrettanti progetti di tesi che hanno voluto rendere protagoniste le persone che popolano questi luoghi mentre la Sindone è stata “ricreata” diventando il fulcro di un’analisi sul rapporto che intercorre fra iconografia e reliquie.

 

progetti illustrati hanno invece avuto come focus il patrimonio della Biblioteca Reale e il libro antico come fonte, con l’obiettivo di comunicare e attualizzare la cultura come servizio di divulgazione, socialità, intrattenimento in grado di raggiungere un pubblico più eterogeneo possibile, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Dagli eterogeni progetti di tesi sono nate ad esempio le Sagome Sabaude, cartonati a grandezza naturale che fondono le creature marine di un antico album illustrato con i protagonisti di alcuni ritratti dei Savoia. Lo studio della tradizione dei simboli rappresentati nella Biblioteca Reale è alla base del progetto del mazzo di tarocchi Tarot Royal mentre le sale del Palazzo Reale sono diventate lo sfondo entro cui si muovono i personaggi del gioco da tavola La casa dei Savoia.

 

Dai progetti fotografici e illustrati degli studenti IED è inoltre nato il catalogo Visioni reali. Percorso attraverso gli spazi, le collezioni e le persone, realizzato grazie alla collaborazione di Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.

Bloomberg: “Tav bocciata”. Toninelli: “Smentisco”

Secondo l’agenzia Bloomberg l’analisi costi-benefici per valutare la Tav boccerà il progetto, sostenendo che non è  sostenibile economicamente.  Mario Virano, direttore generale della Telt, la società incaricata di realizzare  la Torino-Lione invita alla prudenza su tali affermazioni che per ora non hanno riscontri. Aggiunge il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli: ” smentisco che sia stata completata l’analisi. Quando sarà portata a termine e sarà stata condivisa con gli interlocutori interessati verrà  pubblicata”.

Oggi al cinema

LE TRAME DEI FILM NELLE SALE DI TORINO

 

A cura di Elio Rabbione

 

7 uomini a mollo – Commedia. Regia di Gilles Lellouche, con Mathieu Amalric, Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde e Jean-Hugues Anglade. Sotto i cieli di Grenoble, un gruppo di quarantenni nel pieno di una crisi di mezza età (uno è diviso dalla moglie, un imprenditore cui gli affari non vanno certo bene, un musicista emblema di ogni fallimento), fisici non certo in piena forma, decide di formare la prima squadra di nuoto sincronizzato maschile della piscina che frequentano. Affrontando lo scetticismo e la vergogna di amici e familiari, allenata da una campionessa ormai tramontata e alla ricerca di conferme, il gruppo si imbarca in un’avventura fuori dal comune per riscoprire un po’ della propria autostima e imparare molto su se stessi e sugli altri. Durata 122 minuti. (Eliseo Blu, GreenwichVillage sala 1 e 2, The Space, Uci)

 

Amici come prima – Commedia. Regia di Christian De Sica, con Massimo Boldi, Christian De Sica e Lunetta Savino. Non è più il classico, vecchio cinepanettone cui per anni ci avevano abituati. I due comici tredici anni fa sembravano essersi detti addio, invece rieccoli inossidabili a reinventarsi un’altra storia. De Sica è un direttore d’albergo che di punto in bianco viene licenziato, troverà una nuova occupazione divenendo in abiti femminili la badante di quel proprietario che gli ha dato il ben servito per passare il tutto in mani cinesi. Quindi una nostrana Mrs Doubtfire, in Brianza. Sotto lo sguardo attento e forse calmante di Brando De Sica, a sorvegliare papà e ritrovato compagno. Durata85 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Ben is back – Drammatico. Regia di Peter Hedges, con Julia Roberts e Lucas Hedges. Ben (Lucas, figlio del regista, magnifica presenza di Manchester by the sea) soffre di gravi problemi di droga, sta tentando la disintossicazione presso un centro di recupero, torna a casa inatteso per le feste di Natale. La madre Holly si accorgerà ben presto del reale stato del suo ragazzo e dovrà fare di tutto perché anche il resto della famiglia non venga coinvolto nel dramma. Durata 98 minuti. (Ambrosio sala 1, GreenwichVillage sala 3 anche V.O., The Space, Uci)

 

Bohemian Rhapsody – Commedia musicale. Regia di Bryan Singer, con Rami Malek. La vita e l’arte di uno dei più leggendari idoli musicali di tutti i tempi, Freddie Mercury, leader dei britannici Queen, il rapporto con i genitori di etnia parsi, l’amore (sincero) per la giovane Mary, la trasgressione e l’omosessualità, i vizi privati e il grande successo pubblico, la sregolatezza accompagnata al genio musicale: il ritratto completo di un uomo e della sua musica, sino al concerto tenuto nello stadio di Wembley nel luglio del 1985. Durata133 minuti. (Ambrosio sala 2, Massaua, Eliseo Grande, F.lli Marx sala Harpo anche V.O., Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)

 

Bumblebee – Avventura. Regia di Travis Knight, con Hailee Steinfeld e Pamela Adlon e John Cena. Alla fine degli anni Ottanta, in fuga dal pianeta Cybertron, Bumblebee, simpatico robot, capita in un piccolo centro della California, dove sfigurato e pressoché inutilizzabile viene scoperto da Charlie, circa diciottenne, tuttavia sotto le forme di un bel Maggiolino giallo. A contrastare la loro amicizia ci si metterà persino il governo americano, che ha pensato ad un’alleanza con i cattivi del pianeta, sicuro che l’aliena rappresenti una minaccia per tutti. Durata 114 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

Capri-Revolution – Drammatico. Regia di Mario Martone, con Marianna Fontana, Antonio Folletto e Reinhout Scholten van Aschat. Nel 1914 l’Italia sta per entrare in guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato sull’isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell’arte. Ma l’isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia di nome Lucia. Il film narra l’incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu, un giovane pittore, e il giovane medico socialista del paese. E narra di un’isola unica al mondo, la montagna precipitata nelle acque del Mediterraneo che all’inizio del Novecento ha attratto come un magnete chiunque sentisse la spinta dell’utopia e coltivasse ideali di libertà, come i russi che, esuli a Capri, si preparavano alla rivoluzione. Durata 122 minuti. (Eliseo Rosso, Massimo sala 1, Uci)

 

Cold War – Drammatico. Regia di Pawel Pawlikowski, con Tomasz Kot, Joanna Kulig e Agata Kulusza. Premio per la miglior regia a Cannes ed ora presentato agli Oscar come miglior film straniero. Girato in bianco e nero, è un omaggio del regista ai suoi genitori. Nella Polonia degli anni Cinquanta, dove la Storia è occupata dal grigiore quotidiano dell’occupazione sovietica, la giovanissima Zula viene scelta per far parte di una compagnia di danze e canti popolari. Tra lei e Viktor, un pianista che segue i provini, nasce un grande amore, ma nel corso di un’esibizione a Berlino est, lui sconfina e lei non ha il coraggio di seguirlo. Si incontreranno di nuovo, nella Parigi della scena artistica, con nuovi amori ma essi stessi ancora innamorati l’uno dell’altra. Ma stare insieme è impossibile, perché la loro felicità è perennemente ostacolata da una barriera di qualche tipo, politica o psicologica. Durata 85 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Colette – Biografico. Regia di Wash Westmoreland, con Keira Knightley e Dominic West. Gran successo al recente TFF. Nata e cresciuta in un piccolo centro della campagna francese, Sidonie-Gabrielle Colette (la futura scrittrice di Chéri e di Gigi: sarà lei stessa a imporre a Broadway per quest’ultimo ruolo, portato in palcoscenico, il nome di una pressoché sconosciuta Audrey Hepburn) arriva nella Parigi di fine Ottocento, piena di fermenti non soltanto letterari e artistici, dopo aver sposato Willy, un ambizioso impresario letterario. La donna è attratta da quel mondo così variopinto ed è spinta dal marito a scrivere, reinventando sui personali ricordi il personaggio di Claudine, pubblicandoli in una serie di volumi tutti pubblicati con il nome di Willy. I quattro romanzi, distribuiti lungo le varie età della protagonista, diventano ben presto un fenomeno letterario nonché l’immagine della emancipazione femminile. Mentre cresce insieme alla sua Claudine e afferma la propria personalità nella società del tempo, Colette decide di porre fine al suo matrimonio e inizia una battaglia per rivendicare la proprietà delle sue opere. Tra le pagine dei romanzi, tra le avventure nei letti non soltanto maschili, tra i personaggi storici che prendono posto man mano attorno a lei, tra le sue prove teatrali condite di coraggioso e sfrontato erotismo, nei bellissimi costumi inventati per la vicenda, la Knightley, pur supportata dalla regia eccellente nella descrizione di un’epoca, non sempre riesce a farci “amare” il personaggio, a rendercelo in ogni sua componente, positiva o negativa. Appare con ben altra dimensione Dominic West, eccentrico, infedele, sperperatore, ingannatore della povera consorte, quel Henry Gauthier-Villars che si firmava Willy e metteva alle sue dipendenze, come un negriero, i poveri scrittori più o meno alle prime armi ma pur sempre nella zona buia del suo studio/officina. Durata 111 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

La donna elettrica – Drammatico. Regia di Benedikt Erlingsson, con Halidora Geirharosdottir. Produzione islandese. Protagonista è Halla, direttrice di un coro, ma pure nei momenti di libertà un’arciera infallibile pronta a sabotare le linee elettriche del proprio paese, danneggiando con dei blackout l’intera industria. Ricercata, rimane ben ferma nelle proprie idee di rivolta, una cosa soltanto può fermarla: l’approvazione ad una sua richiesta di adozione. Come potrebbe continuare nella sua lotta personale sapendo che nella lontana Ucraina una bambina l’attende per potersi unire a lei e alla propria vita? Durata 101 minuti. (Massimo sala 2)

 

Lontano da qui – Drammatico. Regia di Sara Colangelo, con Maggie Gyllenhaal, Parkel Sevak e Gael Garcìa Bernal. Riproposta americana, di un originale israeliano firmato da Nadav Lapid, ad opera di una regista di origini italiane. Una maestra di scuola materna, una solitudine in mezzo a tanta gente, un marito e due figli, i giorni che si susseguono ai giorni, l’unico suo interesse sono quelle ore trascorse nella scuola dove nascono componimenti poetici, anche se lei stessa a volte si trova fuori posto, impreparata. Incontra Jimmy, un bambino di cinque anni, che inventa piccoli poemi, semplici e bellissimi, li scrive, li sussurra, li recita tra sé e sé, dapprima Lisa tenta di farli passare come suoi, poi dinanzi a quelle parole che racchiudono il mondo di un bambino tenta di spingere i contrari parenti ad apprezzare quelle doti. Durata 96 minuti. (Massimo sala 2 V.O.)

 

Macchine mortali – Fantasy. Regia di Christian Rivers, con Hugo Weaving, Hera Hilmar e Robert Sheenan. Co-sceneggiatore e produttore del film Peter Jackson, l’artefice del Signore degli Anelli, la storia ambientata in un futuro apocalittico dove megalopoli vaganti per il mondo distruggono i piccoli centri, dove la identità della giovane Hester, sfigurata e vendicativa contro chi le ha uccisa la madre, verrà svelata da Tom, dove il nemico da distruggere è Thaddheus Valentine, l’archelogo a capo della Corporazione degli Storici. Ogni avventura mentre Londra si innalza di sette piani e i livelli più bassi sono avvolti dai fumi di scarico dei motori. Avvenierismi e grande tecnologie. Durata 128 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

Non ci resta che vincere – Commedia. Regia di Javier Fesser, con Javier Gutierrez e Juan Margallo. Marco Montes è allenatore in seconda della squadra di basket professionistica CB Estudiantes. Arrogante e incapace di rispettare le buone maniere viene licenziato per aver litigato con l’allenatore ufficiale durante una partita. In seguito si mette alla guida ubriaco e ha un incidente. Condotto davanti al giudice, è condannato a nove mesi di servizi sociali che consistono nell’allenare la squadra di giocatori disabili “Los Amigos”. L’impatto iniziale non è dei migliori e Marco cerca di scontare la sua condanna con il minimo sforzo convinto di trovarsi di fronte a dei buoni a nulla dai quali non potrà ottenere dei risultati apprezzabili. A poco a poco i rapporti cambieranno. Durata 124 minuti. (Classico)

 

Old man & the gun – Azione. Regia di David Lowery, con Robert Redford, Sissy Spacek, Danny Glover e Casey Affleck. Il film (che Redford ha giurato essere l’ultimo nelle vesti d’attore, volendosi dedicare esclusivamente a dirigere e produrre) è ispirato alla storia vera di Forrest Tucker, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Tucker disorientò le autorità e conquistò l’opinione pubblica americana. Coinvolti in maniera diversa nella sua fuga, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dalla passione non violenta profusa dal fuorilegge nel suo mestiere e da una donna, Jewel, che lo ama nonostante la sua professione. Durata 90 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Romano sala 2, Uci)

 

Il ritorno di Mary Poppins – Commedia. Regia di Rob Marshall, con Emily Blunt, Colin Firth, Angela Lansbury, Dick van Dyke e Meryl Streep. Forse il film più atteso dell’anno, “la ragazza del treno” come protagonista. Al posto di Julie Andrews, tata non più dimenticata da oltre cinquantanni. Nella Londra del 1930 colpita dalla Grande Depressione, ancora la famiglia Banks con il cresciuto Michael, vedovo, a dover badare ai suoi tre marmocchi, con l’aiuto della sorella Jane. In una simile situazione ecco che Mary Poppins deve tornare, anche questa a prendersi cura dei ragazzi. Durata130 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, GrenwichVillage sala 1 e sala 2 anche V.O., Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)

 

Roma – Drammatico. Regia di Alfonso Cuaròn, con Yalitza Aparicio e Marina de Tavira. Girato in bianco e nero, Leone d’oro quest’anno a Venezia, il titolo ricorda il nome di un sobborgo della periferia di Città del Messico. Siamo agli inizi degli anni Settanta, è la storia di Cleo, domestica al servizio di una famiglia altoborghese. Rimasta incinta e abbandonata dal ragazzo, condivide con la padrona abbandonata dal marito lo stesso dramma. Cuaron descrive le due donne, appartenenti a due classi sociali diverse, e le loro giornate impiegate nell’educazione dei figli, mentre intorno a loro gruppi militari e paramilitari colpiscono giovani studenti, in quello che verrà ricordato come il Massacro del Corpus Domini, nel giugno del ’71. Opera matura di Cuaròn: il ritmo a tratti (specialmente nella mezz’ora iniziale) troppo lento non impedisce affatto allo spettatore di appassionarsi alle giornate di Cleo, al suo amore per i figli della padrona (in un brano che è un piccolo capolavoro arriverà a salvarne due dalle alte onde del mare), alla fiducia in un ragazzo che l’abbandona su due piedi, alla gravidanza e alle visite in ospedale, a quanto le succede intorno (mentre va in un negozio per comprare la culla alla sua bambina che nascerà morta, assiste dall’alto ai disordini tra studenti e polizia, altro bellissimo momento, raccontato da Cuaròn con una “pietas” davvero indimenticabile. Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) ha designato “Roma” “Film della Critica” con la seguente motivazione: “Con una sontuosa e sensibile messa in scena, resa ancor più efficace dall’uso di un nitido bianco e nero decolorizzato, Alfonso Cuaròn ci guida nella sua epica di ricordi personali, dove i suoi e i nostri occhi sono quelli di una piccola grande donna, vera testimone della formazione esistenziale del regista ma anche della vita di un paese alle prese coi turbolenti travagli di un’epoca”. Durata 135 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Santiago, Italia – Documentario. Regia di Nanni Moretti. Film di chiusura del TFF, l’autore di Habemus Papam” e di “Mia madre”, attraverso materiali documentaristici e le parole dei protagonisti, descrive i giorni che seguirono alla presa di potere di Pinochet nel Cile del 1973 e soprattutto il peso che la nostra ambasciata a Santiago ebbe nel dare rifugio alle centinaia di perseguitati politici alla ricerca di un rifugio sicuro. Durata 80 minuti. (Romano sala 1)

 

Il testimone invisibile – Thriller. Regia di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato. Adriano Doria, un giovane imprenditore di successo, viene colpito alla testa in una camera d’albergo chiusa dall’interno e si ritrova accanto il corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura. Viene accusato di omicidio ma si proclama innocente. Per difendersi, incarica la penalista Virginia Ferrara, famosa per non aver mai perso una causa. L’emergere di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio che potrebbe condannarlo definitivamente, costringono cliente e avvocato a preparare in sole tre ore la strategia di difesa e a cercare la prova dell’innocenza. Spalle al muro, Adriano sarà costretto a raccontare tutta la verità. Bell’esempio di giallo d’ambiente italiano, girato tra la Milano da bere e i boschi del Trentino, serrato, inatteso, con una sceneggiatura attenta ad ogni giravolta della vicenda, con il protagonista Scamarcio che non sfigura e un Bentivoglio che è tutto da applaudire nel suo personaggio di padre dolente che nel corso delle ricerche ha capito tutto. Durata 102 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Troppa grazia – Drammatico. Regia di Gianni Zanasi, con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston e Valerio Mastandrea. Lucia è una geometra che vive sola con sua figlia. Il comune un giorno le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Qualcosa su quelle mappe non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non farne parola con nessuno. Il giorno dopo, sul lavoro, viene interrotta da quella che sembra una giovane “profuga”: la sera la rivede all’improvviso nella cucina di casa sua e le sente dire “vai dagli uomini e di’ loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…”. Durata 110 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Un piccolo favore – Thriller. Regia di Paul Feig, con Blake Lively e Anna Kendrick. Due madri, Stephanie, madre single e vedova, incontra un giorno Emily, la madre di un amichetto di suo figlio, bella e assai sicura di sé, un marito con cui condividere le giornate. Un giorno Emily chiede a Stephanie di prendersi cura per poche ore di suo figlio e sparisce. Emily comincia a indagare sulla donna, sulla madre, sull’amica. Ne nasce una ricerca basata su menzogne, su cose non dette, su un’esistenza sconosciuta. Film che andrebbe benissimo per una sera televisiva, sconcertante nella recitazione della Kendrick, con una sceneggiatura fatta di azioni e di meccanismi già visti cento volte, di quelli che ti aspetti fin dal primo quarti d’ora. Abbandonare subiti se mai ce l’aveste in elenco tra i film da vedere. Dal romanzo di Darcey Bell. Durata 116 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

Widows – Eredità criminale – Thriller. Regia di Steve McQueen, con Viola Davis, Liam Neeson, Cynthia Erivo, Colin Farrell, Robert Duvall e Michelle Rodriguez. Veronica Rawlins è sposata con Harry che muore durante un colpo compiuto ai danni del gangster Jamal Manning, pronto a entrare in politica. Il colpo di Harry finisce non solo in una strage in cui muore tutta la sua banda ma pure in un incendio che brucia tutto quanto il denaro, tanto che Jamal decide di chiedere un risarcimento a Veronica, cui Harry tra l’altro ha lasciato una ricca cassetta di sicurezza in cui è nascosto il suo quadernetto d’appunti con le note per il prossimo colpo. Veronica decide di realizzare quella rapina e cerca di convincere le altre vedove a essere sue complici. Durata 129 minuti. (Classico)

DICIANNOVE PROGETTI PER IL PADIGLIONE ITALIA A EXPO 2020 DUBAI

Sono 19 i progetti presentati, entro il termine ultimo del 17 Dicembre previsto dal bando, dai partecipanti al Concorso internazionale per la progettazione del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai che rappresenterà il nostro Paese alla prossima Esposizione Universale

Partito il 23 ottobre scorso, il concorso internazionale per la progettazione del Padiglione Italia si poneva come obiettivo quello di dar vita a una struttura rappresentativa del nostro Paese, all’avanguardia sotto il profilo innovativoed estetico, fortemente attrattiva nei confronti dei visitatori e in grado di esprimere una Italia contemporanea, senza dimenticare l’ideale umanistico e lo stile di vita mediterraneo. Coerentemente con il tema di Expo 2020 Dubai – “Connecting minds, creating the future” – il concetto attorno al quale i 19 progetti sono stati chiamati ad esprimersi è “Beauty connects people”, dove la bellezza è intesa come elemento di connessione tra le persone ma anche come espressione di genio creativo e ricchezza culturale. L’innovazione e il digitale sono altri due elementi chiave dello sviluppo progettuale: tutto il Padiglione sarà una grande vetrina per esprimere il potenziale innovativo e creativo dell’Italia soprattutto agli occhi dei Paesi dell’area Me.Na.Sa (Middle East, North Africa, South Asia) considerata una regione ricca di opportunità per il sistema economico italiano. Inoltre, come annunciato di recente, il Padiglione dell’Italia all’ Esposizione Universale di Dubai del 2020 sarà un modello dimostrativo della sostenibilità ambientale, il primo Padiglione “PLASTIC FREE” nella storia delle Esposizioni Universali. Il valore del bando del concorso è di 2.738.000 euro, sommando il premio di 290.000 euro complessivamente riconosciuto ai primi tre classificati e quello stimato, al netto dell’IVA, per i successivi incarichi di progettazione esecutiva, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, che potranno essere affidati successivamente. Il valore complessivo del concorso è suscettibile di incremento fino all’importo di 3.806.600 euro, nell’ipotesi di aumento del valore dell’opera da progettare. I 19 progetti pervenuti saranno adesso valutati da una Commissione di elevato standing nazionale e internazionale che determinerà quale sarà il progetto che rappresenterà l’Italia a Expo 2020 Dubai che si terrà dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2019.

 

(foto: il Torinese)