redazione il torinese

Assistenza sanitaria, il perché del primato piemontese

E’ stato reso noto nei giorni scorsi che il Piemonte è al primo posto in Italia per la qualità dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, i cosiddetti Lea: a decretarlo il monitoraggio relativo al 2017pubblicato dal Ministero della Salute, che analizza indicatori che verificano la qualità dell’attività di prevenzione, dell’assistenza territoriale e dell’assistenza ospedaliera. Vediamo di approfondire l’argomento

Decisivi per il raggiungimento di questo primato sono stati i miglioramenti ottenuti nella copertura vaccinale pediatrica, in particolare contro il morbillo, e nell’assistenza ai malati terminali. La testa per la prima volta della graduatoria tra le Regioni è stata raggiunta con il punteggio record di 221, davanti a Veneto ed Emilia Romagna (218 punti), Toscana (216) e Lombardia (212). L’anno scorso il Piemonte era al terzo posto. “Questo risultato ci rende estremamente orgogliosi – commenta il presidente Sergio Chiamparino – perché è un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni: abbiamo rilanciato la sanità piemontese, che era di fatto commissariata, non solo mettendo ordine nei conti e tagliando gli sprechi ma migliorando i servizi e valorizzando le eccellenze. E la rilevazione del Ministero lo testimonia”. L’assessore Antonio Saitta ringrazia “tutti i dipendenti del servizio sanitario regionale per il grande impegno profuso in questi anni” e sottolinea che “continuiamo comunque a lavorare per migliorare ulteriormente la nostra sanità e per rispondere al meglio alle nuove esigenze di salute dei piemontesi: stiamo proseguendo con il piano per la riduzione delle liste d’attesa e con l’aumento delle assunzioni di personale, due priorità assolute, e con gli investimenti in edilizia sanitaria che porteranno alla realizzazione di ospedali moderni e più efficienti”.

 

www.regione.piemonte.it – foto: il Torinese

Discesa Liberi: in Mongolfiera a Mondovì e la Nazionale paralimpica a Prato Nevoso

Clima ideale per il 31° Raduno aerostatico dell’Epifania della Città di Mondovì, che ha regalato anche quest’anno un suggestivo spettacolo a cielo aperto nelle campagne monregalesi

Una grande affluenza di pubblico ha fatto da cornice alla manifestazione tenutasi come di consueto al Parco Europa, con 28 equipaggi internazionali pronti a spiccare il volo e a centrare i bersagli lungo il percorso. Durante i tre giorni di raduno, DiscesaLiberi ha presenziato all’evento con il proprio logo posizionato su tutte le ceste e i piloti hanno accettato di mantenerlo anche a manifestazione conclusa, portandolo nei rispettivi paesi di provenienza. Un grande gesto di solidarietà, che ha incontrato la profonda gratitudine del Presidente di DiscesaLiberi Lorenzo Repetto e di tutta l’Associazione, dedita ormai da anni a supportare i disabili nella pratica dello sci e dello snowboard ed operativa nel Comprensorio del Mondole Ski, in particolare a Prato Nevoso (CN). Proprio a Prato Nevoso si sta allenando in questi giorni anche la Nazionale paralimpica, in vista dei prossimi impegni di Coppa del Mondo e Coppa Europa. Gli atleti che hanno partecipato alle Paralimpiadi invernali di Pyeongchang, regalandoci tante emozioni e ben cinque medaglie, insieme ai loro tecnici e preparatori hanno scelto infatti la stazione sciistica piemontese per uno stage di allenamenti che si concluderà il 15 gennaio. “Una scelta dettata dall’ottima neve, certo, ma anche e soprattutto” come ha fatto notare il Presidente di DiscesaLiberi Lorenzo Repetto “dalla profonda sensibilità e attenzione che tutta la zona riserva ai disabili e alle loro famiglie”.

In trasferta in Piemonte con attrezzi da scasso

Venivano da fuori regione, dalle province di Pavia, Milano e Lodi, senza un
motivo apparentemente  valido e a bordo del mezzo su cui viaggiavano, un
Citroen Berlingo, avevano un flessibile, un coltello, una mazza da baseball
ed un passamontagna di cui non sapevano giustificare il possesso. Così tre
giovani rom tra i 25 ed i 30 anni sono stati denunciati a piede libero alla
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria dai carabinieri
del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Alessandria. I reati
contestati   sono   quelli   di   possesso   ingiustificato   di   chiavi   alterate   o
grimaldelli   e   porto   abusivo   di   armi   o   oggetti   atti   ad   offendere,   tutto
materiale   sequestrato.   Inoltre   sono   state   avviate   le   procedure   per
l’erogazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune
di Alessandria.
M.Iar.

Bocciata la proposta di legge a “tutela del nomadismo e contro l’abusivismo”

Respinta dall’Aula la proposta di legge “Interventi a tutela del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” presentata da Gianluca Vignale (Mns), già licenziata con voto negativo a maggioranza dalla sesta Commissione

Nella relazione di minoranza Vignale ha sottolineato  “il tentativo di dare organicità agli interventi a tutela e salvaguardia di chi vive all’interno dei campi attraverso una gestione a livello regionale del fenomeno, oggi gestito dalle singole amministrazioni comunali, anche per contrastare il fenomeno dei roghi”. La proposta di legge prevedeva l’individuazione di campi e di aree di sosta, l’istituzione di un commissario regionale con compiti di tutela dei minori presenti nei campi da soggetti o organizzazioni criminali, identificazione e censimento delle persone, individuazione di campi non autorizzati o abusivi e adozione delle misure per il loro sgombero. Previsti anche presidi di vigilanza attivi 24 ore al giorno per assicurare la sicurezza all’interno dei campi, anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, e criteri di autorizzazione per essere ammessi, diritti e doveri, con particolare riferimento all’obbligo di scolarità per i minori. Nella relazione di maggioranza Marco Grimaldi (Leu) e Nadia Conticelli (Pd) hanno parlato di impianto discriminatorio del testo “che parla impropriamente di nomadi e non di rom e sinti camminanti – hanno detto – mescola competenze nazionali, regionali e territoriali e sovrappone organismi che già esistono e che vanno semplicemente fatti funzionare. Bisogna andare al superamento dei campi”. Nella discussione generale sono intervenuti i consiglieri Davide Bono (M5s) che ha espresso insoddisfazione per non essere arrivati ad un provvedimento condiviso, Andrea Fluttero (Fi), che ha ribadito la necessità di trovare soluzioni concrete al problema dei roghi, e Roberto Ravello (FdI) che ha espresso critiche rispetto alla gestione del fenomeno da parte del centrosinistra.

Servizio ferroviario SFM Torino. Rostagno (pd): “Assessore assicura rispetto termini”

“Nella seduta del Consiglio regionale di oggi ho presentato un’interrogazione a risposta immediata per sapere dall’Assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, quali azioni l’Amministrazione regionale intenda intraprendere, per quanto di propria competenza, per assicurare che la procedura di affidamento del servizio ferroviario SFM Torino – “bacino metropolitano” si concluda nei termini stabiliti” ha spiegato il Vice Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Elvio Rostagno.

“L’Agenzia per la Mobilità Piemontese, infatti, il 22 settembre 2018 ha dato atto della conclusione della procedura diretta dell’affidamento del servizio e ha trasmesso agli Operatori Economici Trenitalia S.p.A. e Consorzio Stabile Rail.To la lettera d’invito a presentare l’offerta, indicando quale termine ultimo per tale presentazione il 21 dicembre 2018. Nei mesi scorsi sarebbe stato richiesto dagli Operatori Economici all’Agenzia di posticipare il termine di presentazione delle offerte e la nuova scadenza sarebbe stata fissata al 18 marzo 2019” ha proseguito Rostagno.

“L’Assessore Balocco, nella sua risposta, ha affermato che è stato inevitabile concedere una proroga richiesta da entrambi gli interlocutori e che c’è la sicurezza che gli Operatori Economici rispetteranno i tempi, consentendo all’Agenzia per la Mobilità di valutare le offerte e procedere al contratto. Proprio dell’esito di questa procedura dipende anche la riattivazione della tratta Torino – Torre Pellice” ha concluso Elvio Rostagno.

Servizio ferroviario SFM Torino. Rostagno (pd): "Assessore assicura rispetto termini"

“Nella seduta del Consiglio regionale di oggi ho presentato un’interrogazione a risposta immediata per sapere dall’Assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, quali azioni l’Amministrazione regionale intenda intraprendere, per quanto di propria competenza, per assicurare che la procedura di affidamento del servizio ferroviario SFM Torino – “bacino metropolitano” si concluda nei termini stabiliti” ha spiegato il Vice Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Elvio Rostagno.

“L’Agenzia per la Mobilità Piemontese, infatti, il 22 settembre 2018 ha dato atto della conclusione della procedura diretta dell’affidamento del servizio e ha trasmesso agli Operatori Economici Trenitalia S.p.A. e Consorzio Stabile Rail.To la lettera d’invito a presentare l’offerta, indicando quale termine ultimo per tale presentazione il 21 dicembre 2018. Nei mesi scorsi sarebbe stato richiesto dagli Operatori Economici all’Agenzia di posticipare il termine di presentazione delle offerte e la nuova scadenza sarebbe stata fissata al 18 marzo 2019” ha proseguito Rostagno.

“L’Assessore Balocco, nella sua risposta, ha affermato che è stato inevitabile concedere una proroga richiesta da entrambi gli interlocutori e che c’è la sicurezza che gli Operatori Economici rispetteranno i tempi, consentendo all’Agenzia per la Mobilità di valutare le offerte e procedere al contratto. Proprio dell’esito di questa procedura dipende anche la riattivazione della tratta Torino – Torre Pellice” ha concluso Elvio Rostagno.

Sciopero dei mezzi pubblici

IL SERVIZIO SARÀ COMUNQUE GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:

Servizio URBANO e SUBURBANO e METROPOLITANA: dalle ore  6.00 alle ore  9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00

Autolinee extraurbane e Servizio Ferroviario (sfm1 – Canavesana e sfmA – Torino–aeroporto–Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito. Lo sciopero potrà avere ripercussioni anche sull’operatività dei Centri di Servizi al Cliente e sui diversi servizi gestiti da GTT, con conseguenti possibili disagi per la clientela.

Sdl Centrostudi, Di Loreto: “La mia vita contro le iniquità di banche e Fisco”

Mentre le banche italiane a turno barcollano (la vicenda ‘Carige’ è in questi giorni sotto gli occhi di tutti) facendo temere per la tenuta dei risparmi di cittadini e imprenditori onesti, c’è persino chi, lo scorso Natale, mosso da animo sensibile e memore, ha donato alla parrocchia della propria infanzia la ‘Campana della Nuova Vita’, nata per celebrare le nuove nascite: ma fusa e pronta a suonare una volta all’anno anche in ricordo delle troppe vittime di banche e fisco ingiusti, giunte spesso ad atti estremi per via di situazioni economiche disastrose che pesano sul cuore e nella vita di ogni giorno più di una prigionia. Per colpa delle numerose ingiustizie subite da parte di enti creditizi ed erariali. Il 2018 appena conclusosi è stato un buon anno per Serafino Di Loreto, il professionista lungimirante e competente che in anni recenti ha fondato la società ‘Sdl Centrostudi spa’, con sede a Mazzano, in provincia di Brescia. La rinomata Società si occupa principalmente di analisi contabili per il recupero del credito di anatocismo e usura sui conti correnti e rapporti bancari in genere. E negli anni scorsi, anche per la crisi economica, è stata protagonista una rapidissima crescita in tutta Italia che l’ha portata alla ribalta nel mondo dell’imprenditoria locale e nazionale. L’azienda dal 2010, anno della fondazione a oggi, in soli otto anni ha assistito e aiutato, su fronti differenti e molteplici, oltre 150 mila italiani – privati e imprese – a uscire dalla crisi: restituendo, annullando e/o compensando circa 250 milioni di euro (riferiti a cartelle esattoriali, aste e pignoramenti bloccati o cancellati, interessi bancari illeciti su vari fronti) ingiustamente sottratti da banche e fisco ai loro legittimi proprietari.  Ecco che cos’ha raccontato Serafino Di Loreto ai nostri microfoni.

Buongiorno, Avvocato. A quanto ammonta il vostro fatturato nel 2018?

Saremo in linea con il 2017. Intorno ai 10/12 milioni di euro.

Qualche anno fa fatturavate di più…

Sì certo, la crisi era nel vivo, e paradossalmente per il tipo di lavoro che facciamo, avevamo richieste maggiori. Ora fortunatamente il mercato è in ripresa e c’è maggiore liquidità che circola, di conseguenza banche e aziende litigano di meno.

In che cosa consiste, prevalentemente, l’attività di ‘Sdl Centrostudi Spa’?

L’impresa si occupa in primis di analisi contabili econometriche per verificare che banche, istituti di credito e agenzia delle entrate non pratichino anatocismo ed usura e rispettino tutta una serie di parametri fissati dalla legge. Valutiamo il costo del denaro per imprese e persone che hanno mutui, finanziamenti e altro.

Quante persone sono occupate da voi?

Oggi abbiamo 33 dipendenti. Come uomo e imprenditore, sono fermamente a favore da sempre del principio della redistribuzione sociale della ricchezza: motivo per cui, ogni anno, alle nostre risorse leggasi rete commerciale – umane destiniamo il 40% del nostro fatturato.

Volumi importanti, dunque.

Proprio come i soldi con cui abbiamo puntualmente sempre onorato gli impegni fiscali. Dal 2010 a oggi, ‘Sdl Centrostudi spa’ ha versato oltre 30 milioni di iva, ben 20 di imposta sul reddito, e distribuito 50 milioni di euro in provvigioni! Dagli albori abbiamo dato lavoro a 120 dipendenti diretti sino al 2016, a più di 400 avvocati sparsi in tutta Italia e ad oltre 40 periti e consulenti. Dal 2010 a oggi, il fatturato prodotto dalla società è di oltre 160 milioni di euro.

Avvocato Di Loreto, come si gestisce una struttura con centinaia di collaboratori sparsi per l’Italia?
Noi abbiamo scelto un’organizzazione molto simile a quella militare, o ecclesiastica. Ovviamente per fini commerciali ed economici: il nostro è un network commerciale.

In che cosa consiste, nello specifico, la vostra mission?

Un’azienda ci contatta perché pensa di non essere trattata correttamente dal proprio istituto di credito. Un nostro incaricato, sulla base di una serie di dati, forniti dall’azienda stessa, svolge una pre-analisi gratuita. Se la pre-analisi dà esito positivo, allora offriamo una perizia a pagamento, debitamente stimata e approntata, che il potenziale cliente può, tranquillamente, accogliere oppure rifiutare senza alcun impegno.

A quanto ammontano, circa, le analisi effettuate?

Abbiamo fatto quasi 50 mila perizie a pagamento, trasformando questo importante strumento di indagine e analisi in un mezzo accessibile a tutti: specialmente ai più deboli che, grazie a costi nazionalpopolari delle perizie, hanno potuto servirsene, evitando che in un campo così delicato, quale quello del diritto bancario, la giustizia restasse un fatto meramente elitario e per i soliti pochi abbienti.

Supponiamo siano state poche le pre-perizie che hanno dato esito negativo…

Realmente è così, ma non per furbizia commerciale nostra…

Per parte di chi, allora?

Del sistema creditizio italiano.

In che modo viene elaborata una perizia?

Abbiamo realizzato software gestionali (per conti correnti, mutui, leasing, derivati, cartelle esattoriali, ecc…) che, dopo aver inserito i parametri aziendali, è in grado di realizzare un calcolo matematico algoritmico integrato e complesso. Un progetto nostro, molto utile. Una perizia serve per dare all’impresa la prova che le banche non si stanno comportando correttamente con lo scopo di trattare nuove condizioni, oppure di chiedere i doverosi rimborsi.

Qualora le banche dinieghino, che cosa accade?

Le imprese e i privati hanno due opzioni: o accettano di mediare e restituire il maltolto oppure si va in tribunale a far valere le proprie posizioni.

E voi fornite degli avvocati?

No, ma ne abbiamo di molto preparati e convenzionati. Che offrono alte prestazioni a prezzi veramente accessibili.

Quanto costa una causa del genere?

Ma da noi € 1.500 + Iva: anche in questo ‘Sdl’ facilita l’accesso delle persone alla difesa dei propri diritti. Oltre ad essere stati i primi in Italia ad aver affrontato su vasta scala la questione dell’anatocismo/usura, e di tutti gli aspetti collegati, siamo anche stati i primi ad esserci dotati di polizze stipulate con importanti operatori del settore, che garantiscono la copertura delle spese legali, in caso di soccombenza.

E le cause dei clienti come vanno?

Un po’ si vincono e un po’ si perdono. Ma questo non dipende dalle nostre perizie che hanno salvato migliaia di persone in tante occasioni.

Scusi ma da cosa dipende?

Dipende dalle solite interpretazioni dei giudici, ovvio, ma c’è dell’altro…

Ci dica pure…

La legge italiana spiega chiaramente che, nel conteggio del tasso d’interesse, devono essere comprese anche le spese di tenuta conto e le commissioni di massimo scoperto.

Chi è stato il relatore di queste legge?

Luciano Violante, nel 1996.

Invece che cosa sostiene la controparte?

Afferma che quelli sono costi che non vanno conteggiati all’interno del tasso d’interesse applicato ai clienti, sposando la tesi di parte della Banca d’Italia. Ora, ovviamente, ci sono alcuni giudici che tengono buona questa tesi e altri, invece, che non la pensano così.

Ma la Banca d’Italia è un organo istituzionale serio, è normale che i giudici lo tengano in considerazione.

Insomma: è serio ma di parte e dal nostro punto di vista in questa materia non è un organo imparziale. Come tutti sanno, infatti, la Banca d’Italia è una società privata (non è più un organo dello Stato Italiano) e la maggioranza della Banca d’Italia è di proprietà delle banche (e delle assicurazioni italiane). I soci di maggioranza sono ‘Intesa San Paolo’ e ‘Unicredit Banca’, etc…Che, da sole, ne detengono il 66%. Ritengo assolutamente non sia giusto che una realtà che ha come azionisti proprio le banche, si pronunci sulla correttezza dei tassi d’interesse applicati e che controllino le banche: questo è grave conflitto di interessi! Il controllante, dunque, è per la maggiore controllato dai controllati. Ma le pare possibile?

Un’ultima domanda, Avvocato Di Loreto. Banche e fisco iniqui a parte, Lei opera con successo anche in altri ambiti imprenditoriali: quali?

Sono molteplici. Ho sempre considerato ogni problema un’opportunità. A Mantova, con la società ‘Ecoval’ di cui sono socio ho sviluppato un progetto con il patrocinio del comune di Mantova stesso e la cooperativa ‘Il Solco’ che ha consentito di avviare il risanamento dell’area cittadina dell’ex petrolchimico ‘IES’, salvando ben 20 posti di lavoro, e attivando una produzione in stile green, grazie alla coltivazione di una speciale radice che nel sottosuolo bonifica il terreno, mentre in superficie si sviluppa rapidamente come un alto canneto atto alla produzione di combustibile tipo pellet.

Un esempio di riconversione perfetta, nulla da aggiungere. Complimenti.

Mentre a Bergamo ho rilevato un’azienda, proveniente da tre fallimenti, che fino a novembre 2017 perdeva circa 400mila euro al mese. Oggi, dopo soli 12 mesi, l’azienda ribattezzata ‘DL Sintered SRL’ ha fatturato ben oltre 8 milioni di euro, debiti zero, e continua a garantire lavoro e futuro a 35 dipendenti “ritirati dal fallimento” che altrimenti sarebbero rimasti a casa: qui grazie a un innovativo processo di stampaggio di polveri creiamo componenti meccanici. Ed esportiamo in tutto il mondo, certi di una crescita costante su basi solide e promettenti per il futuro nostro e di chi crede in noi.

Sdl Centrostudi, Di Loreto: "La mia vita contro le iniquità di banche e Fisco"

Mentre le banche italiane a turno barcollano (la vicenda ‘Carige’ è in questi giorni sotto gli occhi di tutti) facendo temere per la tenuta dei risparmi di cittadini e imprenditori onesti, c’è persino chi, lo scorso Natale, mosso da animo sensibile e memore, ha donato alla parrocchia della propria infanzia la ‘Campana della Nuova Vita’, nata per celebrare le nuove nascite: ma fusa e pronta a suonare una volta all’anno anche in ricordo delle troppe vittime di banche e fisco ingiusti, giunte spesso ad atti estremi per via di situazioni economiche disastrose che pesano sul cuore e nella vita di ogni giorno più di una prigionia. Per colpa delle numerose ingiustizie subite da parte di enti creditizi ed erariali. Il 2018 appena conclusosi è stato un buon anno per Serafino Di Loreto, il professionista lungimirante e competente che in anni recenti ha fondato la società ‘Sdl Centrostudi spa’, con sede a Mazzano, in provincia di Brescia. La rinomata Società si occupa principalmente di analisi contabili per il recupero del credito di anatocismo e usura sui conti correnti e rapporti bancari in genere. E negli anni scorsi, anche per la crisi economica, è stata protagonista una rapidissima crescita in tutta Italia che l’ha portata alla ribalta nel mondo dell’imprenditoria locale e nazionale. L’azienda dal 2010, anno della fondazione a oggi, in soli otto anni ha assistito e aiutato, su fronti differenti e molteplici, oltre 150 mila italiani – privati e imprese – a uscire dalla crisi: restituendo, annullando e/o compensando circa 250 milioni di euro (riferiti a cartelle esattoriali, aste e pignoramenti bloccati o cancellati, interessi bancari illeciti su vari fronti) ingiustamente sottratti da banche e fisco ai loro legittimi proprietari.  Ecco che cos’ha raccontato Serafino Di Loreto ai nostri microfoni.

Buongiorno, Avvocato. A quanto ammonta il vostro fatturato nel 2018?

Saremo in linea con il 2017. Intorno ai 10/12 milioni di euro.

Qualche anno fa fatturavate di più…

Sì certo, la crisi era nel vivo, e paradossalmente per il tipo di lavoro che facciamo, avevamo richieste maggiori. Ora fortunatamente il mercato è in ripresa e c’è maggiore liquidità che circola, di conseguenza banche e aziende litigano di meno.

In che cosa consiste, prevalentemente, l’attività di ‘Sdl Centrostudi Spa’?

L’impresa si occupa in primis di analisi contabili econometriche per verificare che banche, istituti di credito e agenzia delle entrate non pratichino anatocismo ed usura e rispettino tutta una serie di parametri fissati dalla legge. Valutiamo il costo del denaro per imprese e persone che hanno mutui, finanziamenti e altro.

Quante persone sono occupate da voi?

Oggi abbiamo 33 dipendenti. Come uomo e imprenditore, sono fermamente a favore da sempre del principio della redistribuzione sociale della ricchezza: motivo per cui, ogni anno, alle nostre risorse leggasi rete commerciale – umane destiniamo il 40% del nostro fatturato.

Volumi importanti, dunque.

Proprio come i soldi con cui abbiamo puntualmente sempre onorato gli impegni fiscali. Dal 2010 a oggi, ‘Sdl Centrostudi spa’ ha versato oltre 30 milioni di iva, ben 20 di imposta sul reddito, e distribuito 50 milioni di euro in provvigioni! Dagli albori abbiamo dato lavoro a 120 dipendenti diretti sino al 2016, a più di 400 avvocati sparsi in tutta Italia e ad oltre 40 periti e consulenti. Dal 2010 a oggi, il fatturato prodotto dalla società è di oltre 160 milioni di euro.

Avvocato Di Loreto, come si gestisce una struttura con centinaia di collaboratori sparsi per l’Italia?
Noi abbiamo scelto un’organizzazione molto simile a quella militare, o ecclesiastica. Ovviamente per fini commerciali ed economici: il nostro è un network commerciale.

In che cosa consiste, nello specifico, la vostra mission?

Un’azienda ci contatta perché pensa di non essere trattata correttamente dal proprio istituto di credito. Un nostro incaricato, sulla base di una serie di dati, forniti dall’azienda stessa, svolge una pre-analisi gratuita. Se la pre-analisi dà esito positivo, allora offriamo una perizia a pagamento, debitamente stimata e approntata, che il potenziale cliente può, tranquillamente, accogliere oppure rifiutare senza alcun impegno.

A quanto ammontano, circa, le analisi effettuate?

Abbiamo fatto quasi 50 mila perizie a pagamento, trasformando questo importante strumento di indagine e analisi in un mezzo accessibile a tutti: specialmente ai più deboli che, grazie a costi nazionalpopolari delle perizie, hanno potuto servirsene, evitando che in un campo così delicato, quale quello del diritto bancario, la giustizia restasse un fatto meramente elitario e per i soliti pochi abbienti.

Supponiamo siano state poche le pre-perizie che hanno dato esito negativo…

Realmente è così, ma non per furbizia commerciale nostra…

Per parte di chi, allora?

Del sistema creditizio italiano.

In che modo viene elaborata una perizia?

Abbiamo realizzato software gestionali (per conti correnti, mutui, leasing, derivati, cartelle esattoriali, ecc…) che, dopo aver inserito i parametri aziendali, è in grado di realizzare un calcolo matematico algoritmico integrato e complesso. Un progetto nostro, molto utile. Una perizia serve per dare all’impresa la prova che le banche non si stanno comportando correttamente con lo scopo di trattare nuove condizioni, oppure di chiedere i doverosi rimborsi.

Qualora le banche dinieghino, che cosa accade?

Le imprese e i privati hanno due opzioni: o accettano di mediare e restituire il maltolto oppure si va in tribunale a far valere le proprie posizioni.

E voi fornite degli avvocati?

No, ma ne abbiamo di molto preparati e convenzionati. Che offrono alte prestazioni a prezzi veramente accessibili.

Quanto costa una causa del genere?

Ma da noi € 1.500 + Iva: anche in questo ‘Sdl’ facilita l’accesso delle persone alla difesa dei propri diritti. Oltre ad essere stati i primi in Italia ad aver affrontato su vasta scala la questione dell’anatocismo/usura, e di tutti gli aspetti collegati, siamo anche stati i primi ad esserci dotati di polizze stipulate con importanti operatori del settore, che garantiscono la copertura delle spese legali, in caso di soccombenza.

E le cause dei clienti come vanno?

Un po’ si vincono e un po’ si perdono. Ma questo non dipende dalle nostre perizie che hanno salvato migliaia di persone in tante occasioni.

Scusi ma da cosa dipende?

Dipende dalle solite interpretazioni dei giudici, ovvio, ma c’è dell’altro…

Ci dica pure…

La legge italiana spiega chiaramente che, nel conteggio del tasso d’interesse, devono essere comprese anche le spese di tenuta conto e le commissioni di massimo scoperto.

Chi è stato il relatore di queste legge?

Luciano Violante, nel 1996.

Invece che cosa sostiene la controparte?

Afferma che quelli sono costi che non vanno conteggiati all’interno del tasso d’interesse applicato ai clienti, sposando la tesi di parte della Banca d’Italia. Ora, ovviamente, ci sono alcuni giudici che tengono buona questa tesi e altri, invece, che non la pensano così.

Ma la Banca d’Italia è un organo istituzionale serio, è normale che i giudici lo tengano in considerazione.

Insomma: è serio ma di parte e dal nostro punto di vista in questa materia non è un organo imparziale. Come tutti sanno, infatti, la Banca d’Italia è una società privata (non è più un organo dello Stato Italiano) e la maggioranza della Banca d’Italia è di proprietà delle banche (e delle assicurazioni italiane). I soci di maggioranza sono ‘Intesa San Paolo’ e ‘Unicredit Banca’, etc…Che, da sole, ne detengono il 66%. Ritengo assolutamente non sia giusto che una realtà che ha come azionisti proprio le banche, si pronunci sulla correttezza dei tassi d’interesse applicati e che controllino le banche: questo è grave conflitto di interessi! Il controllante, dunque, è per la maggiore controllato dai controllati. Ma le pare possibile?

Un’ultima domanda, Avvocato Di Loreto. Banche e fisco iniqui a parte, Lei opera con successo anche in altri ambiti imprenditoriali: quali?

Sono molteplici. Ho sempre considerato ogni problema un’opportunità. A Mantova, con la società ‘Ecoval’ di cui sono socio ho sviluppato un progetto con il patrocinio del comune di Mantova stesso e la cooperativa ‘Il Solco’ che ha consentito di avviare il risanamento dell’area cittadina dell’ex petrolchimico ‘IES’, salvando ben 20 posti di lavoro, e attivando una produzione in stile green, grazie alla coltivazione di una speciale radice che nel sottosuolo bonifica il terreno, mentre in superficie si sviluppa rapidamente come un alto canneto atto alla produzione di combustibile tipo pellet.

Un esempio di riconversione perfetta, nulla da aggiungere. Complimenti.

Mentre a Bergamo ho rilevato un’azienda, proveniente da tre fallimenti, che fino a novembre 2017 perdeva circa 400mila euro al mese. Oggi, dopo soli 12 mesi, l’azienda ribattezzata ‘DL Sintered SRL’ ha fatturato ben oltre 8 milioni di euro, debiti zero, e continua a garantire lavoro e futuro a 35 dipendenti “ritirati dal fallimento” che altrimenti sarebbero rimasti a casa: qui grazie a un innovativo processo di stampaggio di polveri creiamo componenti meccanici. Ed esportiamo in tutto il mondo, certi di una crescita costante su basi solide e promettenti per il futuro nostro e di chi crede in noi.

Potevano morire in tanti. Ma polizia e vigli del fuoco evitano la tragedia

L’intervento congiunto dei vigili del fuoco e della polizia di stato ha evitato peggiori conseguenze e permesso di salvare gli abitanti di una palazzina rimasti intossicati da una fuga di gas. E’ avvenuto a Vercelli. Su disposizione della sala operativa della questura le pattuglie le volanti venivano inviate in via Bussi dove era stata segnalata una fuga di monossido di carbonio. Giunti sul posto gli agenti, su indicazione dei vigili del fuoco, hanno evacuato lo stabile ormai saturo di gas che, essendo inodore, non era stato avvertito dai condomini. Terminato lo sgombero, undici persone rimaste intossicate sono state trasportate presso gli Ospedali di Vercelli e di Novara dove rimanevano in osservazione. Dai primi accertamenti la fuga di gas sarebbe scaturita da una caldaia malfunzionante. Il livello di saturazione dell’aria era talmente alto che, soltanto grazie all’immediato intervento della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco, è stato possibile evitare una strage.  Infine, la Polizia di Stato effettuato un servizio di controllo del territorio contro eventuali reati predatori a seguito della prescrizione del personale dei Vigili del Fuoco di mantenere aperte le finestre dell’abitazione per ragioni di sicurezza.

Massimo Iaretti

(foto archivio)