
TORINO-MILAN 1-1
Marcatori: st 18′ Bacca, 28′ Baselli.
Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Zappacosta (27′ st Belotti), Acquah, Gazzi (1′ st Vives), Baselli, Molinaro; Quagliarella (35′ st Benassi), Maxi Lopez. A disp. Castellazzi, Ichazo, Mantovani, Gaston Silva, Prcic, Martinez, Amauri. All. Ventura.
Milan (4-3-3): Diego Lopez; Abate 5, Alex, Romagnoli, Antonelli; Kucka (41′ st Poli), Montolivo, Bertolacci; Cerci (43′ st Honda), Luiz Adriano (11′ st Bacca), Bonaventura. A disp. Abbiati, Donnarumma, Zapata, Calabria, Mexes, De Sciglio, Mauri, De Jong, Suso. All, Mihajlovic.
“Chi si accontenta gode!”, recita così il detto di sicuro non pronunciato dalla compagine di Ventura e tanto meno da quella di Mihajlovic nell’anticipo che doveva fare il botto e invece si conclude solo sull’1-1, regalando semplicemente qualche emozione qua e là. Non che ci si aspettasse di più, anzi, si potrebbe dire che il pareggio sia l’esatto specchio di una partita a favore degli ospiti per più di metà gara, con un Toro incapace di controllare il gioco che si riprende solo dopo il guizzo vincente di Bacca e in seguito al pareggio di Baselli tenta il tutto per tutto per potarsi a casa i tre punti. Mihajlovic, dal canto suo, indovina il modulo portando in campo un 4-3-3 adatto a spezzare il ritmo degli avversari, ma sbaglia a non inserire fin da subito Bacca che diventa decisivo, al posto di un Luiz Adriano non troppo in forma.
E’ proprio la squadra rossonera quella più propositiva in avvio di partita, con un pressing, infatti che non permette ai granata di trovare spazio. Lo trova, invece, Montolivo al 18′ nella prima conclusione del match: stoppa di petto dal limite ma la palla non trova lo specchio della porta, nulla di fatto. Non se lo fa dire due volte e ci riprova il numero 18 rossonero che tenta un tiro rasoterra, ma Padelli risponde presente, non si passa. Meno ordinata e compatta la squadra di casa che non riesce a trovare sbocchi verso la porta avversaria. E’ ancora Milan infatti intorno alla mezz’ora, questa volta su punizione di Bonaventura che sembra metterla dentro, sfiora invece solo l’esterno della rete. Non si può dire al cardiopalma il ritmo di gioco dell’Olimpico, con la squadra di casa che cerca di gestire il pallone sul finire della prima frazione di gara, ma non trova sbocchi necessari per diventare decisiva.
A dare uno scossone al match ci pensa il neoentrato Bacca dopo soli 8′ in campo con un azione corale al 18′ siglata da Bonaventura che apre per Bertolacci; il centrocampista serve il cross decisivo per Bacca che mette dentro e sblocca finalmente il match. A spizzichi e bocconi esce anche un Toro ora forse spaventato dal gol subito e ci prova con Baselli al 25′ con un tiro dalla distanza sbagliato per un soffio. Fondamentali sembrano essere i cambi in questo match a ritmi altalenanti, dato che dopo solo 60” dall’entrata in campo di Belotti sostituito a Zappacosta, il neo entrato risulta decisivo per l’azione del pareggio granata. Al 28′, infatti, l’attaccante riceve palla da Quagliarella e di petto serve l’assist per il solito Baselli: il numero 16 granata entra in aria e di mancino la mette dentro sul primo palo. La squadra di casa, ora ridestatasi del tutto dal blocco iniziale, non vuole ancora metter la parole fine al match e regala altre fiammate, come quella di Maxi Lopez al 36′, che su un’azione in contropiede tenta la botta vincente, ma questa volta Diego Lopez risponde presente. Troppo tardi per Ventura e i suoi che, reduci dalla sconfitta con il Carpi, conquistano solo un punticino in classifica che non soddisfa e, tanto meno, fa godere qualcuno.
Valeria Tuberosi






Carmagnola, centro della Città Metropolitana di Torino non è conosciuta soltanto per i peperoni, ai quali dedica “Peperò” la sagra di fine agosto o per la tragica figura del condottiero Franceco da Bausone, cui diede i natali. La città presenta un ricco tessuto museale che valorizza le peculiarità del suo territorio, a partire dal Museo civico di Storia Naturale all’interno della Cascina Vigna, sede del primo centro di visita del Parco fluviale del Po. Nelle sue sale è possibile ammirare diorami, plastici e collezioni di fossili, minerali ed animali di notevole interesse scientifico. In borgo San Bernardo, invece, sotto una lunga tettoia che risale al 1905 in uno spazio lungo e stretto si trova l’Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa dove, tra le abili mani del Gruppo storico cordali e gli attrezzi originali di un tempo rivive l’antica cultura della lavorazione della canapa e della fabbricazione delle corde. A Carmagnola non c’è il mare, che è anzi piuttosto lontano, ma il Museo civico navale di piazza Mazzini. Fondato nel 1996 su inserisce nella storia della cultura carmagnolese per l’importante contributo di uomini e materiali fornito alla marineria italiana e, per l’antico legame con la lavorazione della canapa per vele, cime e gomene.






Punta di diamante di Borgo Filadelfia, nome nato per volontà popolare nel 2003, è naturalmente il Fila, lo stadio che ha rappresentato la “casa” del Grande Torino e che, dopo anni bui in cui è andato incontro a degrado crescente, sta finalmente tornando a rivivere
