Paolo Greco: “La nostra città ha perso la propria identità. La crisi di questi anni ha toccato tutti quanti e per risollevarci non basta puntare solo sul Turismo e Cultura. Non dobbiamo e non possiamo dimenticare l’impronta industriale e manifatturiera”
Le sue idee sono chiare e precise, la sua politica è riassumibile in tre punti principali: rigore nella spesa, aumento del numero di asili, abbattimento del caro mensa e una maggiore sicurezza in città. Con questi obiettivi, Paolo Greco, Udc,si ripropone al Consiglio Comunale. Già membro della Commissione Bilancio, vicepresidente della Commissione Commercio e membro della Commissione Controllo di Gestione, che è l’unica commissione guidata dal centro-destra.
Proviamo a fare un bilancio della città, quali sono i cambiamenti più significativi?
La nostra città ha perso la propria identità. La crisi di questi anni ha toccato tutti quanti e per risollevarci non basta puntare solo sul Turismo e Cultura. Non dobbiamo e non possiamo dimenticare l’impronta industriale e manifatturiera, la Fiat ha dato un posti di lavoro e stipendi. Adesso è necessario ridare valore anche al Politecnico, un tempo, ancor prima di laurearsi, i giovani trovavano un posto di lavoro nelle nostre industrie. Un altro grave problema sono i costi delle mense negli asili, a Torino il prezzo medio é di circa 120€ al mese, somma tra quelle più alte d’Italia se si pensa che in città come Roma o Napoli il costo varia di 50-60 euro.
Cosa si può fare per risolvere queste problematiche?
Bisogna insistere con la riduzione del debito, è necessaria una riqualificazione cittadina e dei centri urbani, fornendo ai cittadini migliori servizi a partire dai trasporti. Primo fra tutti un miglior collegamento da Caselle con altre città europee, senza doversi spostare fino a Milano. Incentivare i giovani allo studio, molti abbandonano gli studi già dalla terza media. É necessario inoltre garantire maggior sicurezza ai cittadini, istituendo magari la figura del poliziotto di quartiere. Io non nascondo che questa città stia attraversando un periodo difficile, ma io credo molto nel mio lavoro, io stesso sacrifico la maggior parte del mio tempo per dedicarmi alla politica e per cercare di capire quali siano le difficoltà e ciò che posso fare per impegnarmi a risolvere, dove possibile, i problemi. Il consigliere comunale deve essere un punto di riferimento per i cittadini.
Roberta Perna
L’angolo del Private Banker/
Si è da poco conclusa la VII edizione del Salone del Risparmio la cui tre giorni, svoltasi quest’anno a Milano, aveva il seguente tema: “Risparmio al centro, demografia, liquidità, sviluppo”. Demografia, liquidità e sviluppo sono state quindi le tre parole chiave su cui si sono articolate le riflessioni di quest’anno. Sono stati proposti sette percorsi tematici per affrontare alcuni dei grandi temi di attualità, aprendo così una meditazione sull’effettiva validità dei tradizionali paradigmi della finanza: le scelte di investimento delle famiglie; lungo termine, previdenza e sostegno all’economia reale; educazione finanziaria e formazione; finanza sostenibile e impact investing; consulenza finanziaria e distribuzione; portafogli su misura, mercati e servizi finanziari; fintech; I diversi relatori, che si sono succeduti nell’affrontarne il tema proposto, hanno voluto dedicare tempo e spazio a due argomenti che fino a qualche anno fa entravano nei dibattiti in maniera troppo filosofica ed accademica, ma che in realtà sono fondamentali per il futuro del risparmio e probabilmente anche per il domani del nostro Paese: il ruolo delle SGR nell’economia reale e la previdenza complementare. Il Ministero dell’Economia, in particolare, attraverso tre importanti suoi esponenti (Padoan, Pagano e Zanetti) ha voluto mandare un segnale sulla possibile attuazione futura di provvedimenti volti a indirizzare il risparmio verso le imprese. Le SGR possono contribuire fattivamente alla crescita (non solo economica) del tessuto industriale italiano se idoneamente supportate, ma al tempo stesso le nostre Autorità devono quanto prima concentrarsi sullo sviluppo di un serio terzo pilastro previdenziale.
Una mostra collettiva di pittura, grafica, fotografia e qualche installazione ci riporterà indietro nel tempo per rivivere un periodo storico che, con la sua musica, ha caratterizzato il costume non solo d’oltre oceano ma anche in Europa
A due anni dall’uscita di “E nessuno viene a prendermi”, l’aperitivo letterario con cui l’autore Simone Cutri festeggia la ristampa del libro “E nessuno viene a prendermi”
L’Addetto per la Difesa della Repubblica Federale di Germania, colonnello Georg Oel è stato ricevuto oggi al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito. Accolto a Palazzo Arsenale dal vertice dell’Istituto generale di divisione Claudio Berto, il rappresentante delle forze armate tedesche ha assistito ad un briefing sulle tradizioni, i compiti attuali e le prospettive future di uno degli enti di formazione militare più antichi d’Europa. Nel corso della sua permanenza a Torino l’ufficiale ha approfondito la conoscenza delle potenzialità e capacità dal Centro Studi sulle Operazioni di Post-Conflict nel settore della formazione ed ha assistito alle fasi conclusive della esercitazione “Safe Endeavour” alla quale hanno preso parte i capitani frequentatori del 141° corso di Stato Maggiore. A suscitare particolare interesse nel visitatore l’iter di istruzione degli ufficiali presso la Scuola di Applicazione: un percorso basato sulla efficace sinergia fra Esercito, Università degli Studi e Politecnico di Torino e votato alla spiccata internazionalizzazione degli studi civili e militari. Prima di lasciare Palazzo Arsenale il colonnello Oel ha espresso il proprio apprezzamento per i lusinghieri risultati conseguiti dalla Scuola di Applicazione nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali ed ha auspicato il rafforzamento della cooperazione fra Italia e Germania in una comune ottica di rafforzamento della sicurezza internazionale.
personaggi ritratti nelle sculture di Paolo Troubetzkoy. Si tratta di personaggi finora sconosciuti o poco conosciuti dei quali è stato possibile ricostruire la biografia e la storia che li ha visti rappresentati nella produzione dello scultore. E’ questo un nuovo contributo alla conoscenza dell’ artista e dei suoi rapporti con i personaggi da lui ritratti dei quali sino a oggi studiosi e pubblico non si erano mai occupati in modo particolare. Da vero cosmopolita il principe, di origini russe e americane ma cresciuto in Italia, aveva committenze anche in Europa, America e Russia e, come soggetti, i membri di quell’alta società internazionale appartenente alla così detta Gilded Age, con dimore lussuose in ogni parte del mondo in grado di assecondare ogni passione, dal mecenatismo al collezionismo d’arte, dalle corse automobilistiche, all’allevamento di purosangue e quant’altro. Troubetzkoy, aristocratico e semplice nello stesso tempo, ritraeva i personaggi di questo ambiente senza lasciarsi condizionare e il più delle volte non metteva né titoli né nomi alle sculture perché come lui stesso diceva:




una ragazza rom che vive alla periferia di Torino, con la regia di Laura Hailovic. La pellicola è in perfetta linea con il tema principale della ventesima edizione della rassegna che è “Margini e periferie”. “Bella e perduta”, film di Pietro Marcello sulla Terra dei fuochi, va in scena, invece, mercoledì 13, alle ore 21, al cinema comunale di Condove in piazza Martiri della Libertà 13. E’ un racconto in chiave poetica, e visto attraverso lo sguardo di un animale, del rapporto tra uomo e natura. Infine, giovedì 14, alle ore 18, ai Laboratori di barriera a Torino, via Baltea 3, c’è “Memoria resistent, Armando Ceste e i 20 anni del Valsusa Filmfest. Nell’occasione verranno presentati l’archivio web e l’archivio dedicati alla memoria di uno dei pionieri del cinema sociale italiano, tra l’altro uno dei fondatori della rassegna in cui è inserito.