E’ grave una bambina di due anni di Barbaresco, nell’Albese, ricoverata all’ospedale Regina Margherita di Torino. Ieri è scivolata nella piccola piscina di casa e ha rischiato di affogare. La piccola sarebbe caduta dopo essersi arrampicata sulla scaletta collegata alla piscina. La madre l’ha salvata dall’annegamento e le ha praticato un massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei sanitari. E’ stata poi trasferita in ospedale ad Alba, dove è stata stabilizzata, e infine è stata ricoverata a Torino. Le sue condizioni restano critiche.
Il network come strumento di innovazione
Di Paolo Pietro Biancone*

Il Piemonte è sul podio, insieme a Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, come Regione Innovativa. Secondo l’Innovation Scoreboard, indice basato su 25 fattori di innovazione di un territorio, delle imprese e della comunità, i Paesi leader sono Svezia, Danimarca, Finlandia e Germania, l’Italia è solo 19esima in classifica.
Ma l’assunto è questo: Nessuna azienda può fare innovazione o sopravvivere senza un network.
Le tecnologie più importanti e complesse sono costantemente innovate grazie all‘attività di network autogestiti. Essi sono collegati ad organizzazioni (per esempio, aziende, università, enti governativi) che generano, acquisiscono e integrano le diverse conoscenze e capacità necessarie.
Da qui la rilevanza crescente di una rete sociale, ossia un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari.
Gli amici che stimolano. Il numero di Dunbar afferma che le dimensioni di una rete sociale in grado di sostenere relazioni stabili sono limitate a circa 150 membri. Su quanti della nostra rete possiamo contare? Le reti sociali (Social media) sono una delle forme più evolute di comunicazione in rete, ed è anche un tentativo di violare la “regola dei 150”. La rete arricchisce le relazioni sociali e con nuovi contatti tramite i principali social network, Facebook, Twitter e Linkedin.
Se chiediamo a bambini cosa significa Amici, le loro risposte sono divertenti, ma profonde: “Amici sono persone con cui ridere insieme”; “Amici sono persone che ti aiutano”. Come nella vita quotidiana non possiamo fare a meno degli amici, così accade nell’attività aziendale: qui gli amici si assimilano al concetto di network, che stimola, aiuta, integra, approva l’operato dell’azienda in ottica costruttiva. Questo è Il networking, essenziale all’interno della vita professionale in azienda: è la base per pianificare la propria carriera comprendere le regole del gioco ed è un potente strumento di conoscenza.
Interessanti e indispensabili i vantaggi del lavorare e concepire il network: consente un maggiore accesso a informazioni e risorse, così come una migliore comprensione delle regole del gioco e la possibilità d’influire sulla politica aziendale, la facilitazione nella creazione di un terreno di consenso e fluidificazione dei processi produttivi e decisionali e la visibilità. Così come il network stimola l’individuazione delle opportunità e accelerazione nella progressione della carriera e nel riposizionamento.
Il tutto deve essere condito da una capacità di comunicazione e di condivisione che sia attenta, mirata e di apertura, nella convinzione e consapevolezza che “insieme è meglio”.
In questa consapevolezza, di grande aiuto è lo sport: sono molte le aziende che si affidano allo sport per motivare e stimolare le proprie risorse umane. Il golf, la barca a vela sono tutti sport che aiutano a capire lo spirito del network e del gioco di squadra, in maniera divertente ed esemplificativa. Tutto per stimolare il benessere e la mentalità vincente del gruppo.
“Se un giocatore è bravissimo, c’è sempre qualcosa in cui non è molto abile. E tramite il gioco collettivo si riesce a far emergere il meglio di ognuno, sopperendo ai suoi difetti con le doti di un altro. Un gioco di squadra che non faccia questo applica una tattica sbagliata. Inoltre continuando a tarpare i pregi di un individuo, alla lunga, questi si stacca dalla squadra. In un club sportivo può essere sostituito, ma in un’azienda, dove la mobilità è decisamente più bassa, può diventare un problema serio”. Parola di Julio Velasquez, allenatore di successo e di grande esperienza.
Gli amici e il network sono lo strumento per l’innovazione e il cambiamento di successo.
* Docente di Economia Aziendale e coordinatore del corso di dottorato in Business management dell’Università degli Studi di Torino
Montesano, Alessandro Siani, Caprioglio, Sandrelli, Brignano e Bova tra Alfieri, Erba e Gioiello

L’hanno sempre definito “la scatola dei sogni”, perché è davvero un contenitore prezioso e tutto da scoprire, fatto di emozioni, il teatro, uno “strumento/sogno/mezzo straordinario che – da sempre – porta ad un immediato confronto con la realtà, attuale o riportata all’attualità da temi antichi, con il desiderio di creare, con la volontà di porre in discussione temi e generazioni. Aggiungeremmo, all’interno, la capacità organizzativa, la spinta alla progettazione e alla promozione culturale: ecco, questo e certo altro ancora è Torino Spettacoli, il Teatro Stabile Privato cui fanno capo le conduzioni e i cartelloni dei teatri Alfieri, Gioiello ed Erba. Non intenti e realizzazioni nati oggi o in un ieri recentissimo, ma il disegno di una passione e di un gruppo di lavoro che hanno visto sul campo in un più o meno lontano passato Giuseppe Erba prima e la figlia Germana poi, un disegno che oggi è passato e rimane invariato ad altri. A Giuseppe Erba, impresario (la sua “ditta” con Gassman negli anni Sessanta, gli anni del tendone e delle scommesse, e le successive collaborazioni) e organizzatore, per anni alla guida del Regio torinese, inaugurato nella sua veste
odierna proprio con la sua sovrintendenza, nel centenario della nascita è dedicata la stagione 2016/2017, non dimenticando nel percorso di un anno la figura di Adriana Innocenti, l’attrice scomparsa pochi mesi fa che per anni è stata l’anima di Torino Spettacoli sul palcoscenico e nell’insegnamento, cui prossimamente sarà intitolato un premio a segnalare attrici di spicco delle nuove generazioni.
Che cosa proporrà quest’anno la “bella abitudine di andare a teatro”? Ad inizio stagione, suddiviso tra Erba e Gioiello, “Piemonte in scena” con tra gli altri “Na seria ’n piola”, uno spettacolo di poesie, canzoni e monologhi in lingua piemontese su musiche e testi di Farassino e Carlo Artuffo presentato da Alfa Gruppo Teatro e “Miseria e nobiltà” di Scarpetta con la Compagnia Teatrale Masaniello. Ad ottobre all’Erba il 18° Festival di cultura classica, dove Piero Nuti, Luciano Caratto e gli altri attori di Torino Spettacoli riproporranno o rivisiteranno i testi di Pindaro o Bacchilide, il mito di Alcesti o quelle commedie plautine che ancora oggi, tra pentole d’oro o soldati fanfaroni, spingono il pubblico ad un immediato divertimento. Posto di primaria importanza per “Grande Prosa” che come ogni anno la fa da padrona sul palcoscenico dell’Erba. S’inizia con Milena Vukotic che propone con l’aiuto di Antonello Avallone, conterrete e regista, “Regina Madre” di Manlio Stancanelli, commedia a due personaggi dei giorni nostri che prende le mosse da un classico “ritorno a casa”, con Paola e Selvaggia Quattrini che portano in teatro “Camera con vista” di Forster, con Giorgio Lupano e Rita Mazza che ancora dal cinema offrono “Figli di un Dio minore” di Mark Madoff per la regia di Marco Mattolini; e poi Anna Mazzamauro, Saverio Marconi, Pietro Longhi. Tra le produzioni di Torino Spettacoli, il goldoniano “Curioso accidente” a novembre con Miriam Mesturino e Piero Nuti, le feste natalizie affidate agli intrighi firmati Agatha Christie questa volta con “Assassinio sul Nilo” (nello stesso periodo, le risate saranno ancora una volta d’obbligo al Gioiello con “Forbici Follia”: mentre non disperino gli aficionados dal momento che l’immancabile “Trappola per topi”, ormai marchio di fabbrica consolidato, è soltanto spostato, stessa sede di via Colombo, nella seconda metà di febbraio), “Il sogno di un uomo ridicolo” da Dostoevskij con Luciano Caratto. Da non dimenticare quel piccolo capolavoro che già l’anno scorso s’è rivelato “L’amore migliora la vita” con il trio Bassi/Ivone/Borghetti e che con “Boomerang” dovrebbe in marzo ripetere il clamoroso successo.
Al Gioiello ad inaugurare la stagione The Blue Dolls interpreti di “Le voci dello swing” in compagnia del Lentini’s vocale Sestet. Seguiranno Margherita Fumero a riprendere il successo di “La santa coppia”, “L’uomo perfetto” con Emanuela Aureli e Milena Miconi, “Cuori scatenati” con Sergio Muniz, Stefania e Amanda Sandrelli con “Il bagno”, testo scritto da Astrid Veillon, ovvero quattro amiche si ritrovano ad affrontare la verità sulla loro amicizia durante una festa di compleanno, Sandra Milo con “100m2”, ancora Miriam Mesturino con Alessandro Marrapodi e Giorgio Caprile in “Toc Toc” di Laurent Baffie, commedia francese tra cattiveria e tenerezza, rappresentata con enorme successo in mezzo mondo, terapia di gruppo dagli esiti davvero inaspettati e divertenti, Franco Branciaroli autore, interprete e regista di “Dipartita finale”, affiancato da Giambico Tedeschi, Ugo Pagliai e Maurizio Donadoni, “è una parodia, un western, un gioco da ubriachi sulla condizione umana dei nostri tempi”.
Grandi beniamini del pubblico per “Il fiore all’occhiello” all’Alfieri infine. Si ripeterà il successo di “Stomp”, Serena Autieri riproporrà “Vacanze romane” nelle vesti di principessa secondo il vecchio film di William Wyler con la Hepburn, Enrico Montesano alle prese con “Il marchese del Grillo”, tratto dal film di Monicelli, fantastico successo del Sistina romano la passata stagione, la Compagnia della Rancia e Saverio Marconi pronti a entusiasmare con “Sister Act”, Alessandro Siani e Christian De Sica nel “Principe abusivo”, e ancora Enrico Brignano, la coppia Jannuzzo/Caprioglio, Vincenzo Salemme, Flavio Insinna, Raoul Bova e Chiara Francini in “Due”, diretto da Luca Maniero, pronti a interpretare i loro giovani personaggi protesi verso il futuro come quanti li hanno avvicinati e preceduti, genitori, amanti, figli, amici, in un passato più o meno recente.
Elio Rabbione
La relazione del Garante dei detenuti
Sanità, lavoro e formazione professionale: sono i temi toccati dal Garante dei detenuti nella relazione annuale
“Si tratta di un’attività ad ampio raggio d’intervento. Noi siamo una società aperta che deve confrontarsi con una parte di società ristretta, e l’obiettivo è quello di riuscire a trasmettere al Consiglio regionale l’urgenza e l’importanza di un’attenzione rivolta a quella parte di cittadini che oggi sono detenuti nei vari istituti di reclusione o che scontano la pena attraverso le misure alternative”. È stato questo l’incipit di Bruno Mellano, il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nell’ambito del territorio della Regione, in occasione della relazione annuale dell’attività 2015-2016 illustrata, martedì 21 giugno, all’Assemblea regionale.
Contesto, cornice e situazione attuale sono i tre punti che sono stati approfonditi. L’attività si è inserita nell’ambito nazionale con l’inclusione negli Stati generali dell’esecuzione penale voluti dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. Si tratta di un lavoro importantissimo – ha sottolineato Mellano – che servirà a riformare l’ordinamento, a cambiare le prassi, a costruire un modello di esecuzione della pena europeo. Ma anche una vera e propria banca dati di progetti, di idee e di riflessioni che potrà essere utile sia al legislatore, sia all’Amministrazione penitenziaria, sia alla società. In Piemonte si sta procedendo a completare la rete dei Garanti territoriali o comunali, all’appello manca solo più Novara. Si tratta di una risorsa importante per la piena operatività del Garante regionale, che a livello italiano finalmente può anche confrontarsi con il Garante nazionale.
Tre – sempre secondo Mellano – sono le competenze specifiche che richiedono l’impegno della Regione: la sanità (è stato definito il percorso per garantire la rete in carcere), il lavoro (a livello nazionale meno di un terzo dei detenuti lavora, mentre in Piemonte coloro che hanno contratto un regolare rapporto professionale con l’esterno sono appena 161 uomini e 7 donne) e la formazione
professionale (la Regione Piemonte ha una tradizione positiva degli Enti di formazione in carcere). Si è poi passati alla fotografia delle problematiche, prima fra tutte ancora quella del sovraffollamento (la media nazionale è del 108%), dove in Piemonte spicca la realtà di Asti, che ospita una casa di reclusione ad alta sicurezza: a fronte di una capienza di 207 posti, attualmente ci sono 290 reclusi(140%); seguono Ivrea (192-236), Torino (1033-1164) e Vercelli (208-223). A migliorare la ricezione, dovrebbe a breve entrare in funzione il nuovo padiglione del carcere di Saluzzo.
Per quanto riguarda la presenza di stranieri all’interno della popolazione carceraria, a livello nazionale su 52.846 detenuti, sono 17.679 (33%), in Piemonte su un totale di 3612 ce ne sono 1545 (44%); nello specifico a Fossano sono il 60%, al “Don Soria” di Alessandria e a Vercelli il 59%, a Biella il 53%, a Verbania il 52% e a Cuneo il 51%.
Infine, il Garante ha fatto cenno alla detenzione minorile, citando il caso del “Ferrante Aporti” di Torino giudicato un’eccellenza a livello nazionale (oggi ospita una quarantina di detenuti che non sono ammessi all’esecuzione penale in comunità); ai Centri di identificazione ed espulsione Cie (quello del capoluogo piemontese ha una capienza di 180 persone, e oggi ne ospita una novantina) e sulla detenzione psichiatrica, un tema molto complesso, che ha visto la Regione Piemonte commissariata per non aver rispettato le direttive e i tempi imposti dal Governo sul superamento degli Ospedali giudiziari, sostituiti dalle Rems, le residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria.
Nel dibattito sono poi intervenuti, per la maggioranza Domenico Rossi e Andrea Appiano del Pd, che hanno sollecitato la rimozione del pregiudizio culturale che ancora esiste parlando di queste problematiche, e la risoluzione delle criticità sanitarie all’interno delle carceri; e Marco Grimaldi di Sel, che ha richiesto in commissione Sanità un incontro tra i direttori delle Asl e degli istituti di pena piemontesi.
Per i gruppi di opposizione, sono intervenuti i consiglieri del M5S Stefania Batzella, Gianpaolo Andrissi e Mauro Campo, che si sono soffermati anche loro sulla situazione sanitaria, per poi allargare l’analisi alla remunerazione del lavoro per i detenuti, alle donne incarcerate e alla tutela dei pazienti ex Opg; Gilberto Pichetto (Fi), che si è soffermato sul commissariamento della Regione Piemonte per quanto riguarda il superamento degli stessi Opg; e Maurizio Marrone (Fdi), che ha messo in guardia dal fenomeno della radicalizzazione all’interno della comunità islamica detenuta.
“Karting in Piazza”, un successo al Lingotto
Più di 300 ragazzi hanno partecipato all’iniziativa “Karting in Piazza”, promossa dall’Automobile Club Italia con la collaborazione dell’Automobile Club Torino martedì 21 e mercoledì 22 giugno sui piazzali del Lingotto, in concomitanza con la FIA Sport Conference, che ha scelto proprio il Centro Congressi per ospitare la sua quarta edizione. La manifestazione ha permesso a ragazzi e ragazze dai 7 ai 12 anni di provare gratuitamente l’emozione di guidare un vero Go-Kart omologato e con trazione elettrica. Il Presidente dell’Automobile Club Torino, Piergiorgio Re, ha inaugurato la due giorni di eventi con un saluto ai giovani partecipanti. Dopo un breve corso teorico-pratico con “Le dieci regole d’oro della sicurezza stradale” promosse da ACI e FIA, i ragazzi, seguiti da istruttori ACI specializzati, hanno provato in tutta sicurezza la guida di kart di ridotta potenza, controllabili direttamente anche dagli insegnanti. Su un piazzale riservato del Lingotto è stato infatti allestito un piccolo circuito con adeguata segnaletica stradale in cui i ragazzi hanno potuto sperimentare per la prima volta la guida di un mezzo a quattro ruote, secondo un collaudato modello learning by doing dimostratosi efficace in molte occasioni. Durante la seconda giornata, sono intervenuti oltre al Presidente Re anche l’Ing. Angelo Sticchi Damiani, Giuseppina Fusco e Francesco Tufarelli, rispettivamente Presidente, Vice Presidente e Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia e Jean Todt, Presidente della FIA, che hanno autografato alcuni cappellini e hanno entusiasmato tutti i ragazzi con la loro presenza fornendo utili consigli e augurando buon divertimento ai partecipanti. All’iniziativa hanno partecipato anche la dirigenza di Aci Sport e la Direzione per lo Sport Automobilistico dell’Aci.

Piloti esperti di auto e kart hanno inoltre testimoniato come le abilità e le accortezze acquisite nella guida sportiva e il fermo rispetto delle regole siano la migliore garanzia di sicurezza nella circolazione stradale. A tutti i partecipanti è stato rilasciato un attestato personalizzato con nomina ad “Ambasciatore della Sicurezza Stradale”; a supporto dell’attività didattica ogni ragazzo ha ricevuto il materiale informativo riassuntivo e una cuffietta monouso per l’utilizzo del casco. Inoltre, per rendere memorabile la giornata, sono stati distribuiti ai partecipanti un cappellino “Karting in Piazza” con loghi ACI e FIA e un braccialetto “Karting in Piazza” con logo ACI e sono state offerte merendine e bevande. L’Automobile Club Torino ringrazia tutto il Gruppo dei Commissari di Gara dell’Automobile Club Torino, il team di Salerno Corse, la Croce Verde di Torino, che ha dato la propria disponibilità per l’intera manifestazione, facendo visionare ai ragazzi le ambulanze e insegnando loro le manovre del primo soccorso di base. Un ringraziamento particolare va inoltre a tutti i centri estivi che hanno partecipato all’evento, tra cui il CUS Torino nella persona del Presidente Riccardo D’Elicio, la Sacra Famiglia, il PreCamp e tutti i genitori, nonni e bambini che sono intervenuti così numerosi all’evento decretandone il successo.
Se i bambini lo desiderano hanno diritto di mangiare, durante l’orario della mensa scolastica, il panino portato da casa. Così ha deciso la Corte d’Appello del tribunale di Torino che, attraverso una sentenza, ordina al Comune e al ministero dell’Istruzione di organizzare un servizio ristorazione tale da permettere di pranzare a scuola anche a chi si porta il pranzo “al sacco”. La “lotta per il panino libero” era stata avviata da un gruppo di mamme due anni fa, che protestavano contro l’aumento del costo dei pasti. Secondo i legali delle famiglie i giudici hanno ora accertato il diritto dei cittadini di decidere se servirsi della refezione scolastica, oppure di dotare i propri figli del pasto preparato a casa. La sentenza giunge ad anno scolastico concluso ,ma potrebbe creare difficoltà alla ripresa delle lezioni a settembre. La sentenza stabilisce che durante l’orario della mensa venga garantita la presenza di personale educativo senza ulteriori costi per le famiglie.
“Anche io sono la protezione Civile“
Un’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini
Dal 27 Giugno al 3 Luglio l’ Associazione Nazionale Alpini – sezione di Torino, presidente Gianfranco Revello, in collaborazione con il Gruppo Alpini ed il Comune di Caselle Torinese, organizza “Anche io sono la protezione Civile“, un campo scuola riservato alle classi prime e seconde delle medie. Presso il Prato Fiera, le giornate inizieranno con l’alza bandiera dove si canterà l’inno Italiano – come si usa fare nella tradizione alpina – e si concluderanno con l’ammaina bandiera. I ragazzi dormiranno nelle tende e svolgeranno tutte le attività che abitualmente si svolgono in questi campi scuola. All’ appuntamento parteciperanno trentacinque alunni, suddivisi in cinque squadre che saranno intitolate alle altrettante divisioni alpine, in un’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini e, avranno l’opportunità di dimostrare a noi adulti che si può parlare di cose importanti divertendosi.

“Sono davvero orgogliosa di rappresentare la città e cercherò di non deluderla”. Queste le parole della neoeletta sindaca Chiara Appendino nel presentarsi ieri a Gianduja per i festeggiamenti di San Giovanni. Il “farò” di piazza Castello, alla cui accensione era presente la prima cittadina, una volta bruciato è caduto dalla parte “giusta”, cioè verso Porta Nuova: secondo la tradizione popolare è un buon auspicio per i torinesi.
In occasione delle celebrazioni di San
Giovanni, protettore della Città, è previsto un fitto calendario di appuntamenti. Musica, spettacoli teatrali, iniziative, tra cui il tradizionale corteo storico, l’accensione del Farò e lo spettacolo pirotecnico della sera del 24 giugno. La neo-sindaca Chiara Appendino parteciperà ai festeggiamenti del santo patrono e sarà la sua prima uscita ufficiale, dopo la febbre che l’ha colpita in questi giorni. Leggi il programma completo su www.comune.torino.it
INFO GTT PER FESTA DI SAN GIOVANNI
Nell’ambito dei festeggiamenti per San Giovanni, per permettere lo svolgimento del corteo storico nella giornata di giovedì 23 giugno, varieranno il servizio le linee 4, 6, 11, 12, 13, 15, 27, 51, 55, 56, 57, 64, 72, 72b, 92, Star 1, Star 2. Nella giornata di venerdì 24 giugno verrà prolungato l’orario di apertura della metropolitana fino alle ore 1.30 (ultima partenza da Fermi ore 0.40 e da Lingotto ore 1.05) e verrà istituita una navetta di collegamento tra piazza Vittorio Veneto e piazza Gran Madre (dalle ore 9 alle ore 20). Nella stessa giornata, verrà modificato il servizio delle linee 7, 13, 15, 16 c.s., 16 c.d., 18, 30, 52, 53, 55, 56, 61, 66, 68, 70, 73, Star 1, Star 2. La rete notturna Night Buster sarà in servizio anche nella serata di giovedì 23 giugno. Nella notte di venerdì 24 giugno, fino alle ore 1.50, varieranno invece il servizio le linee 1 arancio, 4 azzurra, 4 rossa, 5 – 5b viola, 10 gialla, 15 – 15b rosa, 18 – 18b blu, 45 – 45b marrone, 57 oro, 60 argento, 68 – 68b verde. Di seguito il dettaglio di tutte le variazioni con percorsi ed orari.
(foto: il Torinese)
Gabriele De Filippi aveva chiesto a sorpresa di essere interrogato, a quattro mesi dall’arresto per l’assassinio di Gloria Rosboch, l’insegnante di Castellamonte. Ha dichiarato di essere colpevole: “merito l’ergastolo”. Ha rilasciato le proprie dichiarazioni al procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando. assistito dal suo legale, Francesco Bertolino. E’ stato un fiume in piena, per sei ore. Ha chiesto scusa ai genitori di Gloria dicendo di avere “visto in
televisione quanto stanno soffrendo”. Poi ha detto di essere pentito e ha continuato a rivolgere accuse contro Roberto Obert, l’amante che venne arrestato con lui nei mesi scorsi, cercando invece di scagionare la madre, Caterina Abbattista. In galera il giovane di 22 anni è seguito da psicologi ed educatori. Defilippi ha anche interrotto lo sciopero della fame: è dimagrito fino a 55 chili.
«Gli indennizzi previsti dal decreto banche non sono assoggettabili ad alcuna imposizione fiscale» – afferma il senatore Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione Finanze e tesoro che prosegue – «L’importante chiarimento sul regime fiscale degli indennizzi ricevuti dai detentori delle obbligazioni subordinate della banca Etruria, Cariferrara, Carichieti e Banca Marche è venuto da parte del Vice Ministro Zanetti in Commissione. Si tratta di una questione – continua Marino – che conferma la bontà di non introdurre emendamenti su tale punto, poiché è esclusa in radice, data la natura risarcitoria del danno subito dai risparmiatori, la imposizione fiscale. Le ipotesi di tassazione per investimenti effettuati da un imprenditore nell’ambito della propria attività di impresa hanno un valore puramente teorico. Auspico quindi – conclude Marino – che l’interrogazione svolta possa costituire la base per le istruzioni che verranno fornite dall’Agenzia delle Entrate».