redazione il torinese

Ragazzo muore in bici investito da bus

polizia civich2Aveva 28 anni ed è morto questa mattina a Torino, investito da un autobus in corso Francia, all’altezza di via Digione, tra piazza Bernini e largo Francia. La polizia municipale,  ipotizza che il ragazzo stesse attraversando il corso sulle strisce pedonali portando a piedi la bicicletta, quando è stato investito da un bus della linea 65. Intervenuti anche i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Il ragazzo, che abita nella zona è stato estratto vivo da sotto il mezzo, ma  poco dopo è morto. La carreggiata del corso è stata chiusa al traffico per consentire i rilievi.

I “disubbidienti” dell’U-Boat 1277

sicco-u-boatQuella che racconta Renzo Sicco, direttore artistico di “Assemblea Teatro”, in  “U-Boat 1277 – 3 giugno 1945,cronaca di una deriva”, è una storia straordinaria e vera, accaduta 71 anni fa in Portogallo, nei pressi di Porto. A Cabo do Mundo, davanti alla spiaggia di Angeiras, sull’Oceano Atlantico, in quella notte di luna piena sbarcarono 47 marinai tedeschi, dopo aver affondato il loro sommergibile a trecento metri dall’arenile. Un mese prima, davanti al crollo militare della Germania, l’ammiraglio Donetz aveva diramato un ordine secco: tutti i sommergibili dovevano disarmare i siluri, riemergere, issare bandiera nera e consegnarsi. L’U-boat 1277, penultimo sottomarino costruito sul finire della guerra nei cantieri navali di Brema, era un “mostro marino d’acciaio”, capace di scendere fino a 180 metri di profondità in meno di trenta secondi. L’equipaggio di bordo era composto da 29 marinai, 10 caporali, 4 sergenti e altrettanti ufficiali. Avevano età comprese tra i 18 e i 20 anni, tranne il comandante, il tenente di vascello Peter Stever, che di anni ne aveva 27. L’ordine ricevuto era di fare rotta su Kiel , nei pressi del Mar Baltico, e lì arrendersi. Ma i sovietici già presidiavano quel porto e consegnarsi a loro equivaleva a morte certa. Quindi, carte nautiche alla mano, in condizioni difficilissime, con cibo e acqua razionati e una temperatura di bordo che variava a seconda di quella delle acque che circondavano losicco-u-boat-2 scafo, intrapresero il viaggio verso un paese neutrale. “Renzo Sicco è uomo di teatro che sa passare leggero sulle storie”, scrive il giornalista e critico teatrale Gian Luca Favetto.”Le assorbe dalla realtà attorno, dalle fantasie altrui, dai sogni di tutti. Un po’ le fa sue, le trasforma e le riflette in forma di spettacoli, di modo che possano conoscerle e viverle anche altre persone”. E Renzo Sicco, da artista giramondo qual è, questa storia è andato a pescarla nell’Atlantico e, settant’anni dopo, l’ha riportata in superficie. L’editore Aletti ha pubblicato il testo di questo lavoro teatrale che, oltre allo spettacolo e al libro, è diventato anche un cortometraggio di 23 minuti. Una bella storia di mare, segnata dall’amaro della sconfitta e dal bisogno della fuga verso la libertà e una vita nuova. Un’occasione importante per riflettere , come sottolinea Sicco “ sul dovere dell’accoglienza, sulle conseguenze della sconfitta”. E sul fatto che in guerra, parafrasando Don Milani, “l’obbedienza non è una virtù”. Per questo è importante raccontare la “disobbedienza” di un manipolo di giovani tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale.

Marco Travaglini

Un secondo intervento sull’alga che sta invadendo il Po, ma poche speranze di debellarla 

 

La lotta al Myriophyllum aquaticum non sembra avere fine. E per qualcuno non c’è possibilità di una reale vittoria:

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<Per eliminarla completamente, dovremmo prosciugare il fiume Po – ha spiegato la dottoressa Maria Rita Mincardi, dell’Enea –, una soluzione ovviamente infattibile. Il più grande successo che possiamo ottenere è quello di non farla arrivare a valle>. L’alga, della stessa famiglia del nostro autoctono myriophyllum spicatum, le si differenzia per i ciuffi più verdi e lo stelo molto più spesso. Ma soprattutto, per la sua pericolosità: la sua capacità di riprodursi, velocissima, alghe-ricci2debella qualsiasi altra pianta che incontra. Ecco perché l’Unione Europea l’ha recentemente inserita in un elenco di piante pericolose contro le quali i vari Paesi devono intervenire con forza, pena una multa salata.

Lunedì mattina, di buona leva, l’assessore alla mobilità Maria Lapietra e un vero e proprio squadrone interforze di enti, istituzioni ed esperti si sono imbarcati sul nostro amato fiume per monitorare lo stato della pianta e strapparne a mano il più possibile, in particolare nella parte dinnanzi ai Murazzi e dopo la diga. <L’intervento di agosto è stato più importante e risolutivo – ha spiegato l’assessore -: oggi siamo andati soprattutto a vedere quale fosse la situazione a monte>. Il prossimo intervento avrà luogoalghe-ricci4 fra qualche giorno e prevede lo sfalcio meccanico tra i ponti Umberto I e Isabella. Questa operazione sarà importante per le società canottiere torinesi, messi a dura prova dall’alga e dai detriti che si incastrano tra le sue spire. <I remi si impigliano nelle alghe e fanno cadere – ha spiegato Marco Venesio, canottiere per la Caprera da 50 anni -, fatto pericoloso per disabili e principianti>. Senza contare lo spazio residuo per le gare. Ma l’intervento dovrebbe permettere che quelle autunnali si svolgano nel migliore dei modi.

alghe-ricci1Il terzo intervento, di cui si stanno ancora definendo i costi e il periodo, consisterà nell’abbassamento della diga di quasi un metro a valle della Gran Madre e la stesura, all’altezza del ponte Vittorio Emanuele I, di una rete a maglia commissionata ad un’azienda genovese. 1,7 centimetri, 100 metri di lunghezza e in grado di bloccare il passaggio al millefoglio fino ad una profondità di tre metri. Certo, questo non sarà l’intervento risolutivo: sarà opportuno inserirne altri nel medio e lungo termine.

Anche questa volta non sono mancate le critiche alla neo amministrazione pentastellata: <Stanno programmando adesso l’intervento che avrebbero dovuto realizzare a agosto – ha detto Enzo Lavolta, vicepresidente vicario in Consiglio comunale ed ex assessore all’ambiente -: la pulizia a mano di lunedì fa parte del contratto di servizio stipulato con Amiat ed è un intervento che la Città svolge ogni anno. Quello che mi chiedo è: come faranno quando dovranno affrontare i problemi più seri?>.

 

Giulia Ricci

(foto: gr – il Torinese)

Industria, sociale e Italia-Spagna nella giornata di Matteo Renzi a Torino

matteo renzi3Un giovedì  a Torino, per il premier Matteo Renzi che scrive su Facebook: “Visiteremo il Cottolengo, una struttura di umanità straordinaria, ma parleremo anche di industria 4.0, oltre che incontrare il team che lavora alla grande impresa dell’arrivo su Marte della prima missione europea”. Il programma della visita del presidente del Consiglio in città  prevede tra gli appuntamenti anche  il pranzo al Grattacielo dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo e, alle 17.30, una intervista pubblica “in libertà” con Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa”. Poi, forse, in serata Renzi andrà allo Juventus Stadium per assistere alla partita di calcio Italia-Spagna, valida per le qualificazioni europee.

Il mondo nelle mani. Le anatomie del paesaggio di Arno Minkkinen da Photo & Co

CONTEMPORANEA / di Maria Cristina Strati

Body performer e artista finlandese classe 1945, Minkkinen vive e lavora negli Stati Uniti, dove insegna all’Università del Massachussetts

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Con questo articolo prende il via su Il Torinese CONTEMPORANEA, la mia rubrica dedicata all’arte e alla cultura a Torino, con una particolare attenzione al mondo delle arti visive. Il tentativo è quello di leggere la città di Torino con dal punto di vista degli eventi che riguardano la cultura, l’arte visiva, la letteratura, il cinema, il teatro e così via, selezionando quelle notizie e quegli eventi che magari non sono necessariamente i più altisonanti, ma che, a nostro modestissimo parere, portano qualcosa di nuovo e interessante all’interno del già vivace e variopinto panorama culturale della nostra città. Il caso vuole che questa mia nuova avventura abbia inizio proprio nella settimana in cui si avvia la stagione espositiva delle gallerie d’arte torinesi. E qui, dato anche il titolo che ho scelto per questo spazio, l’attenzione all’evento era d’obbligo.

Lo scorso 29 settembre ha infatti avuto luogo a Torino Ouverture, la consueta apertura collettiva delle maggiori gallerie d’arte cittadine. Quest’anno l’evento ha dato vita a un percorso a tratti inedito, con nuovi acquisti (la nuova sede di Davide Paludetto e Neochrome, di cui spero avremo occasione di parlare prossimamente) e felici conferme. A proposito di conferme, da Photo & Co si è inaugurata una mostra molto interessante di Arno Minkkinen. Body performer e artista finlandese classe 1945, Minkkinen vive e lavora negli Stati Uniti, dove insegna all’Università del Massachussetts. Nella sua lunga e ragguardevole carriera ha esposto il suo lavoro nelle più prestigiose sedi internazionali, dal Moma di New York fino al Metropolitan Museum of Photography di Tokyo, e ha al suo attivo una considerevole serie di pubblicazioni. Tra le altre cose, nel 2013 è stato insignito del noto Lucie Award for Fine Arts di Los Angeles.

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Già a un primo sguardo le fotografie di Minkkinen colpiscono per le loro caratteristiche di eleganza e armonia formale, ma appare subito chiaro che la sua ricerca non si ferma certo all’aspetto meramente estetico delle immagini. Il progetto artistico che Minkkinen conduce fin dal 1971, anno in cui diede inizio alle sue sperimentazioni con la fotografia, hanno a che fare con l’interazione tra il corpo umano e il paesaggio. A un primo sguardo, i lavori ricordano certi scatti di Bill Brandt. Qui però il corpo che interagisce con il paesaggio è quello dell’artista, che realizza quasi unicamente autoscatti, sempre in maniera del tutto analogica, rinunciando a qualsiasi intervento di post produzione o manipolazione successiva con mezzi digitali. Infatti Minkkinen lavora studiando preventivamente ogni singola inquadratura in modo da ottenere come risultato qualcosa di più della semplice sovrapposizione della figura umana al paesaggio.

Sfruttando le proprie doti fisiche e atletiche ai limiti del contorsionismo, egli usa ogni parte del proprio corpo, mani, braccia e gambe, fino a quasi fondersi con il paesaggio stesso, ottenendo scorci e visioni inattese. Ma se in questi casi è il paesaggio a cambiare per la presenza del corpo, in altre immagini invece il corpo mantiene la propria identità, mentre è il paesaggio a modificarsi nei propri equilibri e proporzioni, per farsi protagonista di una visione surreale, in cui il dialogo tra corpo dell’artista e elementi ambientali assume, con ricercata ironia, i toni onirici di un miraggio fantastico. Il corpo dell’artista è spesso teso, al momento dello scatto, in una tensione atletica, dovuta alla posa che egli stesso si impone per ottenere il risultato stabilito. Di volta in volta il corpo è una duna, un albero, una mano afferra un bosco. La visione è immaginifica e l’effetto finale insieme poetico e ironico. Una visione in cui non siamo subito in grado di distinguere l’elemento naturale dal corpo che abita e compone il paesaggio stesso, che sia esso un paesaggio mediterraneo o un deserto, o uno scenario urbano metropolitano.

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Il mondo esteriore si fa così visione dell’interiorità: non solo messa in scena delle emozioni che ci abitano, paure e speranze comprese, ma vero e proprio tentativo di esplorazione del mondo interno e sua resa visiva e plastica, attraverso la presenza inalienabile del corpo. Ed ecco che allora esterno e interno si fondono in un’unica soluzione e ciò che impariamo a conoscere, muovendo lo sguardo lungo le forme umane, naturali o architettoniche, sono i nostri stessi pensieri, sentimenti, intuizioni. Così, nella dialettica tra corpo e ambiente prende vita e si fa visibile il mondo interiore, con i suoi sentimenti e percezioni, e soprattutto con la sua enorme, traboccante vitalità. Il risultato è la visione di un abitare poetico, dove l’armonia delle cose e tra le cose, e non l’io (nemmeno quello del fotografo), è protagonista.

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Dati mostra:

Arno Rafael Minkkinen – The World at My Fingertips

Dal 30 settembre al 26 novembre 2016 – ingresso libero

Photo & Contemporary, Via dei Mille 36 Torino

Tel. 011889884 – photoco@libero.it

 

Nelle foto, a partire dall’alto:

 

– Arno Rafael Minkkinen, 10.10.10, Fosters Pond, 2010

– Arno Rafael Minkkinen, Swimming in the Air, Rio de Janeiro, Brazil, 2015

– Arno Rafael Minkkinen, Nassau, The Bahamas, 2010

 

Nello Pacifico, giornalista e “uomo verticale”

pacificoE’ morto, a 94 anni, Nello Pacifico. Operaio alla Grandi Motori, al Lingotto e alle Ferriere, venne mandato dalla Fiat nei primi anni ’50  all’Osr, acronimo che stava Officina Sussidiaria Ricambi meglio conosciuta come l’Officina Stella Rossa, un vero e proprio “reparto confino” per sindacalisti e comunisti in una via cieca che sbucava su corso Peschiera. Diventò poi una colonna della redazione torinese de LUnità. Gli spagnoli usano il termine “hombre vertical” per indicare una persona che non scende a compromessi, capace di sostenere le sue opinioni, un “uomo tutto d’un pezzo“. E Nello Pacifico è stato senz’altro un “uomo verticale” che, come pochi altri, ha fatto parte della storia del Partito Comunista torinese e del giornalismo subalpino. Nel 2012, per i tipi della Ediesse, diede alle stampe un libro di memorie “I balilla di corso Parigi. Storie di schiene dritte e no“, in cui raccontò la sua vita, dall’ adolescenza nel “quartiere cinese” di corso Parigi (corso Rosselli) alla grande fabbrica-città fino al giornale. Un bel libro , come scrisse Massimo Novelli, “denso di forza morale e di coerenza, disincantato ma non disposto a cancellare le idee del passato e il sogno di potere costruire un mondo più giusto”. Grande tifoso granata, Nello Pacifico ha passato l’intera vita nella Torino delle tute blu, tra fascismo e Resistenza, lotte sindacali e strapotere della Fiat, militanza nel Pci e giornalismo di opposizione “ in un affollarsi di volti, fatti, odori, illusioni e tradimenti, speranze e passioni, amori poveri e amori grandi, che si declina come una commedia umana popolare e operaia”. Sempre con la schiena dritta e guardando avanti.

Marco Travaglini

Termina la “coda” dell’estate, temperature in calo e (forse) pioggia nel weekend

PIOGGIA SAN CARLOCi si lamentava del caldo e ora c’è già chi dice che fa troppo fresco.Si sta esaurendo la “coda” dell’estate dopo queste ultime giornate con massime anche superiori ai 25 gradi. Sta infatti cielo caldo solearrivando una massa d’aria più fredda che farà abbassare  le massime di 6-7 gradi e poi scenderanno anche le minime. Solo qualche rovescio sulle zone pedemontane e in particolare sull’Appennino, ma per il resto le precipitazioni previste sono molto modeste. Nel weekend potrebbe giungere però una nuova  perturbazione e da giovedì qualche nevicata sulle montagne a partire da 1.500-1.800 metri.

(foto: il Torinese)

Trovato feto di 8 mesi nell’armadio di un appartamento

pronto-soccorso- soccorsiI carabinieri hanno trovato un feto di otto mesi, privo di vita e avvolto in un sacchetto di plastica, nell’armadio della stanza da letto di un appartamento di Torino. La segnalazione è dei medici del 118 del Maria Vittoria. All’ospedale, infatti,  la scorsa notte si è presentata una peruviana di 36 anni con una forte emorragia, la probabile conseguenza di un parto avvenuto. Le indagini sono coordinate dal pm Lisa Bergamasco, ed è stata disposta l’autopsia del feto. All’arrivo dei carabinieri della Compagnia San Carlo, nell’appartamento c’era il marito della donna, un connazionale di 35 anni. Hanno  due figli, di 5 e 7 anni, che vivono con loro.

Al via a gennaio il nuovo Centro regionale per il Parkinson

medico sanitaLe associazioni lo chiedevano da anni e dal prossimo gennaio sarà attivo il nuovo Centro regionale per il Parkinson, punto di riferimento per l’intero territorio. Lo ha annunciato  l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta. “In Italia – ha ricordato Saitta – sono colpite dal Parkinson 250.000 persone, in Piemonte secondo le stime più recenti sono circa 20.000. Nel presidio ospedaliero Molinette di Torino esiste da tempo un’attività specifica nell’ambito della struttura complessa di Neurologia diretta dal professor Lopiano, che cura pazienti provenienti da tutto il Piemonte. Nei mesi scorsi – ha aggiunto – ho incontrato i referenti della rete regionale delle associazioni dei malati di Parkinson e ho approfondito le questioni con il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Città della Salute, Zanetta. Il Centro Parkinson regionale troverebbe la sua collocazione naturale nell’azienda ospedaliera universitaria di Torino, dove si usano le più innovative terapie”. Il Centro dovrebbe essere costituito da spazi ambulatoriali dedicati, letti di degenza dedicati per la selezione ed il follow-up di pazienti sottoposti a terapie interventistiche. E’ prevista anche l’attivazione di percorsi diagnostici-terapeutici-riabilitativi per la diagnosi e la terapia della malattia di Parkinson ed altri disturbi del movimento e l’attivazione della rete regionale, secondo il modello hub and spoke. Soddisfazione è stata espressa dalla vicepresidente del Consiglio regionale , daniela Ruffino, che in più occasioni aveva sottolineato la necessità del centro.

Dieci anni di Portici di Carta, a Torino sabato 8 e domenica 9 ottobre

portici libriLa Torino di Umberto Eco, un libro in dono per ricostruire le Marche terremotate, la festa per i 10 anni assieme al Circolo dei lettori.

Portici di Carta compie dieci anni. Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2016 a Torinotorna la libreria più lunga del mondo. Oltre 120 librai, editori e bouquinistes, due chilometri di bancarelle in via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice. Quasi un centinaio di incontri, eventi, spettacoli e iniziative fra l’Oratorio San Filippo, il Corner Bambini e il Palco di Piazza San Carlo, il Gazebo e i Giardini Sambuy.

La decima edizione di Portici di Carta è stata presentata al Circolo dei lettori martedì 4 ottobrelibro san carlo 2016. Sono intervenuti il Presidente e la direttrice del Circolo, Luca Beatricee Maurizia Rebola; le assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, e della Città di Torino, Francesca Leon; i coordinatori del programma culturaleMarco Pautasso e dei librai Rocco Pinto.

Portici di Carta è un progetto del Salone Internazionale del Libro, promosso da Città di Torino e Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, realizzato con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crt e la partecipazione dei librai piemontesi coordinati da Rocco Pinto.

 (foto: il Torinese)

porticidicarta.it