redazione il torinese

Paideia a Paratissima: “weekend stellare”

Dopo l’esperimento riuscito della scorsa edizione, nel 2016 Paratissima e Fondazione Paideia sono tornate a collaborare per realizzare un progetto in cui i bambini della Fondazione Paideia e gli artisti di Paratissima potessero lavorare insieme per creare delle opere d’arte da esporre nella XII edizione della manifestazione.

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Così è nato il “weekend stellare”: quattro artisti e sei famiglie hanno trascorso un fine settimana ad Avigliana, nella splendida cornice della Certosa 1515,  giocando con stoffe, pennelli, colori e plastilina e realizzando insieme sculture, quadri e installazioni artistiche che rispecchiassero la fantasia e la sensibilità dei più piccoli. Genitori e bambini si sono immersi nell’atmosfera di Paratissima trasformandosi in artisti a tutto tondo, vivendo un’esperienza ricca di sorrisi ed emozioni, in cui l’arte ha svelato tutto il proprio potenziale ludico ed educativo.

Insieme a Saro Puma i bambini hanno dipinto su grandi fogli con pennelli, stencil e timbri, realizzando tanti tasselli che hanno dato vita a una storia collettiva. Francesca Lupo invece, ha condotto i piccoli artisti alla scoperta di come le scatole vuote possono trasformarsi in stanze da arredare, dipingere e riempire di oggetti e figure. Con Daniele Accossato grandi e piccini hanno viaggiato nello spazio, realizzando fantasiose costellazioni con la plastilina, e con Nazareno Biondo sono entrati nello studio di uno scultore per modellare fantasiose maschere in terracotta.

Le opere realizzate saranno esposte in anteprima a Paratissima12 a Torino Esposizioni (corso Massimo D’Azeglio 15, Torino) dal 2 al 6 novembre, all’interno di una sezione speciale dedicata. La presentazione della mostra è prevista per sabato 5 novembre alle 16 presso l’area incontri.

TorinoDanza chiude con “Bones in pages”

TORINODANZA CONCLUDE L’EDIZIONE 2016 CON LA RIPRESA, IN PRIMA ITALIANA, DI BONES IN PAGES DEL MAESTRO GIAPPONESE SABURO TESHIGAWARA. TEATRO CARIGNANO, 3 NOVEMBRE 
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Torinodanza Festival si chiude con un altro grande coreografo della danza internazionale, il danzatore giapponese Saburo Teshigawara che giovedì 3 novembre 2016, alle ore 19.30, porterà in scena al Teatro Carignano la prima italiana della nuova ripresa di Bones in Pages.  La danza è scultura, come in molte tradizioni asiatiche. Scultura di aria, di luoghi, di tempo. Di pose e di pause. Di respiri e pulsazioni. Fra un corpo e l’altro si percepisce l’aria, ognuno a modo suo. Come questa viene sentita e interpretata è il tema della potente e suggestiva installazione del danzatore e coreografo giapponese Saburo Teshigawara, nuova ripresa dell’originale spettacolo creato nel 1991.I libri respirano nelle pagine e, nell’atto di leggerli, diventano corpi e suoni in movimento. Le ossa danzano fra i fogli, come suggerisce il titolo: i libri si liberano quando il respiro sfoglia la carta e le dà vita. Perché le pagine sono vite silenziose che prendono corpo, letteralmente, con la danza, pronte a farsi scompaginare e incorporare da chi legge. Oltre ogni schema. Fuori da ogni scatola. Il corpo in movimento di Bones in Pages infrange muri di luce e di possibili gabbie che chiudono i pensieri evocando punti immaginari nello spazio in un dialogo che unisce concetti apparentemente incompatibili: oggetto e immaginazione, spazio materiale e infinito, concreto e astratto. La tensione del corpo si libera fra i due mondi sospesi della sensualità e dell’estasi, scolpendo i movimenti con una limpidezza trasparente che si dissolve nel suo stesso farsi per ricomporsi rapidamente in nuove forme plasmate dall’incanto assoluto del presente. La velocità e la morbidezza regalano volume allo spazio, al tempo e alla musica. La danza diventa un viaggio misterioso e ipnotico in un fluire di movimenti acquatici, come alghe o piante marine, come se le ossa non ci fossero più o fossero diventate anch’esse liquide ma vive e pulsanti in ogni più piccola fibra. La tecnica impeccabile si dissolve in infinite piccole onde morbide di bellezza pura che accarezzano il passato, quello delle esperienze personali vissute e quello con la P maiuscola, mentre sono intente a leggere il presente. Con attenzione e dedizione. La terra sembra avere una gravità diversa in una nuova dimensione e lasciare il corpo libero di spostarsi nell’aria in una simbiosi perfetta con la musica che unisce rumori, suoni, voci e melodie eteree. La danza diventa pittura e calligrafia, si scompone e ricompone in movimenti pennellati, slanci lirici e poetici di impulsi e rotazioni che seducono in abbracci e spirali avvolgenti. L’effimero diventa infinito, consegnato e arreso alla meraviglia dell’istante. (Scheda tratta dal programma di Torinodanza 2016)

LOCANDINA

Teatro Carignano [durata 55’]
3 novembre 2016 – ore 19.30 / prima italiana della nuova ripresa
BONES IN PAGES 
coreografia, installazione, luci, ideazione, costumi e scene
Saburo Teshigawara
scelta musicale Saburo Teshigawara, Kei Miyata
danzatori Saburo Teshigawara, Rihoko Sato
assistente luci, coordinatore tecnico Sergio Pessanha
direttore di scena Markus Both
fonico Tim Wright
sartoria Eri Wanikawa

Produzione KARAS (Tokyo)
Creazione 1991 Francoforte, rivista nel 2003
Produzione 1991: TAT (Theater am Turm – Francoforte), KARAS (Tokyo)
Coproduzione (2003) Théâtre de Caen, Maison des Arts de Créteil, Festival d’Automne à Paris, Dansens Hus Stockholm, La Filature, Scène Nationale – Mulhouse

con il supporto dell’Agency for Cultural Affairs of Japan per l’anno 2016 www.bunka.go.jp

Se le macchine d’epoca passano da un motore a combustione ad uno elettrico

AUTO EPOCAL’associazione di Promozione Sociale “Ideificio Torinese” e l’associazione Cap10100 presentano il progetto Re: “una serata per un futuro diverso, per una mobilità nuova e sostenibile, utilizzando in modo innovativo mezzi, conoscenze ed infrastrutture già esistenti”. Dicono i promotori:”Attraverso la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio culturale, artigianale e tecnico, che la città di Torino da sempre possiede nel settore dell’automobive, vorremmo creare una comunità, dove tecnici, stilisti e operatori del settore lavorano in sinergia per dare una seconda vita, più pulita e moderna, all’automobile e al suo universo. Un’idea che non può essere realizzata senza l’aiuto delle figure istituzionali e di settore, con cui  auspichiamo di svilupparla e promuoverla.”Sarà l’occasione per scoprire come le macchine d’epoca possano passare da un motore a combustione ad uno elettrico senza perdere il loro fascino”. Presentazione giovedì 10 Novembre alle 19.30 presso: Cap10100, Corso Moncalieri 18, Torino. Il programma della serata prevede:

ore 20.00 spettacolo danzante della Compagnia Ammonia Danza

ore 20.30 presentazione del progetto

Un esempio per tutti noi… (Parte 1)

platone-1Vi voglio raccontare una storia reale che coinvolge tre giovani italiani, artefici di una bella fiaba, in stile moderno. La speranza è che leggendo le righe che seguiranno, ognuno di noi, possa trovare dentro il proprio animo, una forte motivazione a cambiare una brutta tendenza della civiltà odierna, quella di ignorare i problemi del mondo reale che ci circonda e, magari, a ritrovare quello spirito di solidarietà ed umanità che è la base di ogni società che si possa definire…civile! L’esempio di questi ragazzi, dovrebbe essere uno sprono alla rinascita del buon sentimento e far sì che l’essere umano trovi la forza per aiutare il proprio simile e vivere in questo pianeta nel rispetto della propria dignità umana e nell’amore reciproco. Vi sembrano parole gettate al vento? O magari discorsi di un idealista senza speranza e forse anche un po’ retorico? Sinceramente non lo credo, non erano i nostri avi forse più solidali e fraterni e condividevano ciò che avevano senza altro fine che la mera e genuina solidarietà? E per loro il menefreghismo, grande piaga della società di oggi, era una parola dal significato oscuro e priva di ogni logica….

La prima volta che incontro Dino e mi racconta la sua avventura, subito mi viene in mente il libro “Tre Tazze di Tè” di Greg Mortenson, americano appassionato di alpinismo che si smarrisce su un ghiacciaio del Pakistan e che viene accolto in uno sperduto villaggio, affidandosi alle cure degli abitanti. Quando Mortenson riparte, promette di tornare e, per sdebitarsi, costruirà una scuola nel villaggio. Al fine di realizzare quella promessa metterà in gioco la sua intera vita, il lavoro, gli amici e persino la casa. Osteggiato in patria per la sua ostinazione a voler istruire “futuri terroristi”, come pensano molti americani, facendo di ogni erba un fascio, Mortenson è riuscito a realizzare il suo progetto ed a costruire altre 49 scuole dopo la prima. Tratto da Tre Tazze di Tè

I nostri tre ragazzi italiani, senza neppur conoscere l’eco dell’impresa di questi americano, hanno intrapreso e realizzato qualcosa di speciale ed unico, un’impresa da….. “libro cuore”.

Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale. Harvey B. Mackay

Lasciate che la musica e le parole della canzone di Sade – Pearls (Live 2011) entrino nei vostri cuori. Ci racconta una storia fatta di poesia e di dolore, triste ma intrisa di genuino sentimento…basata sullo stesso sentimento con il quale Guido, Emanuele e Dino, hanno piantato un germoglio nel cuore del lontano Nepal…questo germoglio per crescere ha bisogno dell’amore di tutti noi….senza amore il germoglio potrebbe appassire….Hallelujah…..

There is a woman in somalia……..C’è una donna in Somalia che raschia le perle sul ciglio della strada….c’è una forza più forte della natura che mantiene la sua volontà in vita…ecco come sta morendo, sta morendo per sopravvivere. Non so che cosa ha fatto per meritarsi questo, mi piacerebbe essere quella coraggiosa…Piange il cielo sopra… Vi è una pietra nel mio cuore. C’è una donna in Somalia, il sole non le dà nessuna pietà …le ustioni alle ossa…finché l’ombra del tardo pomeriggio la farà tornare a casa….ogni grano accuratamente avvolto…perle per la sua bambina…Hallelujah Hallelujah ….Piange il cielo sopra….. Vi è una pietra nel mio cuore….Vive una vita che non ha scelto…..e fa male……

Che la nostra “fiaba reale” abbia inizio….

Dobbiamo immaginare di fare un viaggio in Nepal, una delle dieci nazioni più povere del mondo, un paese fatto di tante, troppe storie di povertà, e di comunità misere ed emarginate. Qui la spesa sanitaria è a livelli estremamente bassi e la disparità di classe nella ripartizione della ricchezza, è tra le più alte del continente asiatico. Lo spaventoso terremoto dell’aprile del 2015, ha lasciato ferite profonde e difficili da rimarginare, la maggior parte della popolazione è costretta ad emigrare nella speranza di trovare un lavoro ed i grandi proprietari terrieri, sfruttano i loro concittadini, dando salari da fame. I “dalit” (o paria), la casta più povera del sistema sociale e religioso induista, sono costretti a vivere in condizioni miserevoli, a loro spettano i terreni meno fertili e il raccolto non è mai sufficiente per sfamare tutti.

Guido Capozzo di Schio, amante della montagna e del massiccio himalayano, va ben sei volte in Nepal negli ultimi dieci anni e, proprio durante l’ultimo viaggio a Kathmandu, compiuto in compagnia dell’amico Emanuele Sbado incontra Chattra, titolare di un’agenzia di trekking, che gli parla del villaggio dove prima viveva, in una valle sperduta e quasi inaccessibile a circa trecento chilometri dalla capitale Kathmandu. Chattra racconta le condizioni di vita della gente che popola il villaggio e delle difficoltà in cui sono caduti dopo il terremoto che ha devastato la regione nel 2015. Immediatamente nasce in Guido ed Emanuele il desiderio di andare a vedere di persona tanto che nel dicembre del 2015, coinvolgono il ragazzo nepalese e partono insieme alla volta del villaggio. Il terremoto ha aggravato una situazione già precaria e la stessa Kathmandu soffre ancora degli effetti del sisma. Fuori dalla capitale lo scenario è terribile: villaggi ancora isolati tra loro e dal resto del mondo ma sovrappopolati e in situazione di grave povertà. Non c’è elettricità, acqua corrente, strade e il medico più vicino si trova, nella maggior parte dei casi, ad alcuni giorni di cammino anche a causa della mancanza dei mezzi di trasporto. 

Un viaggio fatto da strade fatiscenti e prive di ogni confort, di cui l’ultimo tratto viene percorso a piedi, essendoci un unico sentiero, che dalla sottostante cittadina di Garjan s’inerpica nella montagna, sino ad arrivare ai 2200mt di altezza di Chake. Il villaggio, situato in una valle adiacente a quella dell’Everest, è di piccole dimensioni, popolato da qualche centinaio di anime e, durante i due mesi monsonici, rimane isolato dal resto del mondo. (La scuola di Chake si trova ad un’ora di cammino da Jiri bazar nei pressi di Garjan).

Guido Capozzo con due bambine di Chake

Emanuele Sbado e l’allegria della semplicità!!!

Il villaggio di Chake.

Guido ed Emanuele sentono l’odore del villaggio già prima di arrivarci, in quanto il fumo del ginepro e il puzzo di un’umanità poco avvezza all’igiene personale, stridono con la purezza dell’aria di montagna e sono, a tratti, soffocanti. Allorché raggiungono la soglia del villaggio, lo scenario che si presenta ai loro occhi è costituito da un piccolo e semplice gruppo di case con tetti in lamiera e muri costruiti a secco e da un gruppetto di persone anziane che siedono tranquille al sole fumando una di quelle loro pipe pittoresche. I meno vecchi lavoricchiavano ad un telaio o filavano la lana con gesti misurati e competenti di chi ha eseguito un’operazione sin da bambino, mentre due ragazzi seduti da una parte, si spidocchiavano con meticolosa tenerezza. In quei villaggi di montagna molte persone hanno il gozzo o la cataratta, mentre i bambini soffrono di malnutrizione.

I due italiani si rendono subito conto di persona della povertà dirompente e delle misere condizioni di vita degli abitanti e chiedono ansiosi di poter vedere i resti della scuola, distrutta dal terremoto del 2015. Una processione di bambini, donne e uomini minuti e mal vestiti li conduce sul luogo. La scuola è praticamente distrutta, a parte un muro a secco che ne rappresenta il perimetro e che deve essere aggiustato e rafforzato mentre il tetto, miracolosamente ancora in piedi, è in una discreta condizione e forse potrebbe essere riutilizzato. Gli abitanti in seguito al disastro, avevano creato una struttura provvisoria e fatiscente adiacente alla scuola distrutta, in legno e lamiera dell’altezza di circa un metro e mezzo, dove una trentina di bambini seguivano le lezioni dei tre insegnanti locali, due donne ed un uomo.

Guido ed Emanuele s’impegnano immediatamente cercando di rendersi utili impartendo un piccolo corso di inglese ai bambini che frequentano la scuola provvisoria (anche poche parole possono essere utili per dare una speranza di lavoro nel futuro,) prima di tornare a Kathmandu dove li attende l’aereo del ritorno. Durante il volo, partorisce l’idea della ricostruzione della scuola di Chake, ed i due amici si confrontano e ne discutono per tutta la durata del viaggio, appassionandosi sempre di più a quell’idea.

Al rientro in Italia

A Vicenza incontrano l’amico Dino Cavedon e gli raccontano la loro esperienza. Dino, che aveva già fatto volontariato in Ecuador ed in Cile, si entusiasma immediatamente al progetto ed i tre amici decidono di raccogliere i soldi ed il materiale necessari per ricostruire la scuola e dare un piccolo contributo a migliorare la situazione nepalese, ormai dimenticata dai media, passato il periodo dello scoop emergenziale. Le scuole in Nepal sono poche, lontane dai villaggi ed i bambini devono camminare spesso per chilometri prima di raggiungerle. L’ottanta per cento delle donne è analfabeta, gli orfani a causa del terremoto sono migliaia e centinaia di famiglie non hanno più una casa.

Dino Cavedon gioca con una bambinetta del villaggio

Guido fa stampare un libro, una sorta di album fotografico, per raccogliere dei soldi, con la speranza di poter vendere tutte le copie per ricavare quei pochi soldi necessari alla realizzazione del progetto che andrebbero ad aggiungersi all’impegno lavorativo personale dei nostri ragazzi. I tre amici sono animati da uno straordinario spirito di altruismo e sono convinti di poter ricostruire la scuola semi distrutta dal terremoto nel remoto villaggio di Chake. Credono di poter riparare il muro a secco che ne costituisce il perimetro e di recuperarne il tetto di legno e lamiera, ancora abbastanza sano, per non perdere troppo tempo inutilmente ma, il problema che subito si pone, è come portare il materiale e come fare i lavori in quel luogo disagiato e senza elettricità. L’attrezzatura indispensabile alla ricostruzione si riduce ad una motosega a scoppio per tagliare gli alberi oltre al materiale di ferramenta ed edile, da reperire in loco ma, quando la compagnia aerea viene interpellata, si trovano difronte al primo grande problema. La risposta alla richiesta di mettere in stiva la motosega, indispensabile per i lavori al villaggio, è scoraggiante: “ci spiace ma non è possibile, è contrario alle norme di sicurezza”! I tre ragazzi non si perdono d’animo, decidono di smontare in toto la motosega e di rimontarla in loco. Ne impacchettano accuratamente i vari pezzi e la mettono in stiva dentro il bagaglio. A disposizione hanno trenta chilogrammi di bagaglio a testa di cui circa settanta chilogrammi costituiscono il peso dei vestiti comprati al fine di donarli a quelle povere persone. Nessuno si accorge che hanno imbarcato “clandestinamente” la motosega e così la prima (assurda) difficoltà burocratica/legislativa è stata superata con un pizzico d’ingegno e di audacia, ma come fare ad organizzarsi?

Continua domani…

Guido, Dino ed Emanuele torneranno presto al villaggio di Chake in Nepal, la loro “missione” consisterà nel costruire delle semplici canne fumarie e salvare decine e decine di vite, distribuire vestiti, regalare una speranza per il futuro ai bambini di quella zona donando a quanti più possibile i venti euro necessari per le spese scolastiche annuali e tante altre…piccole ma grandi cose…

***

Chi volesse contattarli direttamente per aiutarli nella loro impresa o semplicemente per condividere il loro pensiero può tranquillamente farlo: dinocavedon@libero.it & guido_climb@hotmail.com dinocavedon@libero.itPer chi volesse vedere tutte le foto ed i video degli articoli  su Chake ed il Nepal può farlo al seguente link: http://www.astrologiadiplatone.com/blog/2016/10/29/un-esempio-tutti/

https://www.facebook.com/astrologiadiplatone/

www.astrologiadiplatone.com

Pensionato cade dal tetto del garage e muore

AMBULANZAUn pensionato è caduto dal tetto del garage di casa dove stava eseguendo lavori di ristrutturazione. E’ morto per le gravi lesioni riportate, Francesco Puma, di 74 anni. L’uomo, che era un ex operaio Fiat, è scivolato e caduto per due metri dal tetto del box in via Foscolo 12 a La Loggia . Sono intervenuti i medici del 118 e i carabinieri che indagano sulle cause dell’incidente. Sembra che l’uomo abbia perso l’equilibrio mentre era su una scala a pioli.

(Foto: archivio il Torinese)

Lavori al Rio della Valle a Monteu da Po

rioSono iniziati i lavori di messa in sicurezza di un tratto del Rio della Valle a Monteu da Po. Poiché l’intervento è previsto in corrispondenza del tratto di alveo che si estende da monte del ponte di via Della Rocca sino al successivo ponte su Corso Industria, si sono rese necessarie modifiche alla viabilità per la circolazione nel detto tratto, modifiche segnalate opportunamente e con indicazione della viabilità alternativa. Spiega il sindaco di Monteu da Po, Laura Gastaldo: “Questi lavori consistono nella pulizia dell’alveo, demolizione e rimozione di residui di manufatti ed opere in calcestruzzo armato, realizzazione di un tratto di difesa in sponda destra, mediante gabioni e riprofilatura della scarpata a monte della nuova gabbionata, mediante ritombamento del materiale di risulta proveniente dagli scavi, sistemazione di terra agraria ed inerbimento. Il tratto su cui è prevista la nuova difesa a protezione da fenomeni di erosione, è attualmente privo di protezione, mentre sia a monte sia a valle, sono presenti opere murarie”.

Massimo Iaretti

 

A Cavour è tempo di Tuttomele

E’ ormai alle porte l’edizione 2016 di “Tuttomele”, manifestazione autunnale di livello nazionale che da 37 anni richiama a Cavour, storico centro della Città Metropolitana di Torino centinaia di migliaia di visitatori. La Pro Cavour dal 5 al 13 novembre, dunque, organizza una vasta mostra mercato di frutticoltura, gastronomia ed artigianato. Sono allestiti stand e spettacoli e, nell’occasione, tutti i ristoranti propongono menù soltanto a base di mele. Inoltre i commercianti partecipano con i loro negozi botteghe al concorso “Mela in vetrina”. “Tuttomele”, quindi, offre una vastissima gamma id appuntamenti, che riportiamo di seguito, con un programma ricchissimo, giorno dopo giorno.

rocca cavour

Ed ecco la ricchissima offerta di mostre, spettacoli e proposte dell’evento, che è un richiamo non solo dal Torinese, ma dall’intero Piemonte ed oltre:

– MOSTRA DELLA PRODUZIONE FRUTTICOLA LOCALE – STAND dei COMUNI del CIFOP– I PAESI OSPITI: dal Trentino l’Associazione “Strada delle Mele e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole”, dalla Liguria Consorzio “Arcadia” di Albenga (SV), dalla Sardegna la Pro Loco di Uta (Cagliari), dalla Sicilia la Pro Loco di Ribera (Agrigento). – LA PAGODA DEL GUSTO: proposte gastronomiche, degustazioni, laboratori, Slow Food per le scuole, VisualFood. – AREA SPETTACOLI “Danzatori di Bram”. – Postazione delle tradizionali FRITTELLE di Tuttomele a cura della Procavour

EXPO-AGRI Piazza Solferino:

– NEL MONDO DELLA MELA: BIO-DIVERSITA’, SCIENZA E TECNICA DELLA FRUTTICOLTURA. – Percorso di potatura e innesto. – EXPO OUTDOOR: meccanizzazione agricola.

AREA FIERISTICA “Nanni Vignolo” (Via Goito / Via Goitre):

– STAND VENDITA MELE direttamente dai produttori Pinfruit. – Rassegna “CAVOUR MERCATO” 33° Ed. con stand commerciali a cura di ALFIERE Snc di Marene. – TEATRO TENDA: spettacoli, convegni e Tuttomele Self. – Postazione delle tradizionali FRITTELLE di Tuttomele a cura della Procavour

MOSTRE FOTOGRAFICHE:

– “OBIETTIVO AGRICOLTURA 2016 – “PAESAGGI AGRICOLI, AGRICOLTURA FONTE DI ALIMENTAZIONE; IL LAVORO NEI CAMPI E I SUOI FRUTTI” mostra fotografica a cura di Fata Assicurazioni Agenzia di Cavour (Tuttomele Piazza Sforzini). – Mostra fotografica a cura di Remo Costantini (Via Giolitti 60)

MELE

ABBAZIA di SANTA MARIA e Museo Caburrum(via Saluzzo):

– CONCERTI BREVI per i visitatori dell’Abbazia di Santa Maria – Mostra “Veli d’Occidente” dell’artista Paolo Medici – Percorsi di visita guidata e laboratori didattici – “C’è qualcosa di nuovo oggi in Abbazia, anzi di antico” – Gli affreschi ritrovati: presentazione e relazione sui lavori dei restauri e ultime scoperte (sabato 5 novembre ore 16.30)

Concorso “LA MELA IN VETRINA” a cura dell’Associazione Commercianti, Ambulanti ed Artigiani, tra gli esercizi commerciali di CAVOUR, per “Il miglior allestimento con le mele”.

“MelArte” i Fioristi ci fanno sognare con “Mele & Fiori” (portici p.zza Sforzini)

MOSTRE CURATE E ALLESTITE DAL COMITATO 15/18 di Cavour (Salone Comunale, P.zza Sforzini):

  • MOSTRA NAZIONALE ITINERANTE COMMEMORATIVA “LA GRANDE GUERRA – FEDE E VALORE” approntata dallo Stato Maggiore Esercito e coordinata dalla Prefettura di Torino
  • MOSTRA FOTOGRAFICA “IMMAGINI DELLA GRANDE GUERRA” realizzate dal Comando Militare Nord di Torino
  • MOSTRA DI CARTOLINE, LETTERE E CORRISPONDENZA della I° Guerra Mondiale di Paolo Scavarda
  • Esposizione di DIVISE, DOCUMENTI E CIMELI originali della Med. Oro e Argento al V. M. Ten. Col. Carlo Buffa di Perrero
  • ANNULLO FILATELICO SPECIALE a cura di Poste Italiane per il centenario della morte della Med. Oro e Argento al V. M. Ten. Col. Carlo Buffa di Perrero (P.zza Sforzini – sabato 5 e domenica 6 novembre dalle ore 11 alle ore 17).

MOSTRE DI PITTURA:

– Bruno Fusero “Armonie Segniche” (Flò Home Living Via Giolitti 131) – Mostra personale di Maria Magnano “Territorio, tradizioni, cultura” (Via Re Umberto 4 ang. Via dei Fossi) – “Acquerelli sottovoce” di Caterina Bruno (Chiesa SS. Nomi di Gesù e Maria – Via Giolitti 68) – Le AmicheadArte Franca Selvatico, Laura e Ornella Petri presentano la mostra dal tema “Tutto a …soqQUADRO”(Via Giolitti 52) – Mostra di pittura di Carla De Mattei (Via Giolitti 60) – “L’Arte del Recupero” di Colucci Felice e  “L’arte di fare il caffè” mostra caffettiere a cura di Castagno Elvio (Via Giolitti 117) – “L’Arte del Recupero” mobili, shabby, complementi d’arredo, collezione macchine e moto vintage di Colucci Felice (Via Giolitti 4) – “La nostra terra”  di Elia Bruno pittore paesaggista (Via Giolitti 71)

MOSTRE DI INTAGLIO E SCULTURE IN LEGNO (portico comunale P.zza Sforzini):

– “Gli Scultori della Val di Susa”  – domenica 6 e 13 novembre. – Gruppo Intaglio CAI GIAVENO (To) – Sabato 12 novembre.

MUSEO D’ARTE SACRA PARROCCHIALE presso la Chiesa di S. Croce in Via Giolitti, 73.

Mostra COLOMBOFILA a cura dell’Associazione Colombofila Ornitologica e Avicola Abbadiese (Sabato 5 orario 9-12/14-21 e Domenica 6 orario 9-12/14-18 presso il Polivalente – Via Vigone).

Massimo Iaretti

 

Pedalare insieme con Ride With Us

ride-biciPedalare è il modo semplice e silenzioso per  sottolineare l’importanza che riveste la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico per ogni comune cittadino. 

RIDE WITH US nasce nel 2014 dall’unione della sensibilità di Daniele Pernigotti verso il mutamento climatico e della passione per la bicicletta di Claudio Bonato. L’idea è far pedalare insieme un grande numero di persone per sottolineare l’importanza di un’azione rapida e radicale sul cambiamento climatico di origine antropica ragione per la quale sono stati organizzati appuntamenti serali lungo il percorso, partecipando a convegni, incontri, dibattiti con figure locali di riferimento in materia di cambiamento climatico.

Il primo anno, il 2014, si è pedalato da Venezia fino a Copenaghen per sottolineare il collegamento tra ‘cambiamento climatico e scienza’. L’arrivo nella capitale danese fu in occasione della presentazione del Rapporto di sintesi del 5AR dell’IPCC, il documento che rappresenta lo stato dell’arte della conoscenza scientifica sul cambiamento climatico.

Nel 2015 si è unito il gruppo Pedale Veneziano, storica associazione ciclistica lagunare che ha da poco compiuto i 100 anni di vita con il quale si è deciso di attraversare le Alpi in autunno avanzato per pedalare da Venezia a Parigi in occasione della COP21 (La ventunesima Conferenza mondiale sul clima), sottolineando il legame tra ‘cambiamento climatico e politica’.

Quest’anno, 2016, il gruppo è cresciuto ulteriormente con l’importante adesione della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) di Mestre, sezione locale dell’associazione nazionale che si batte per promuovere l’uso della bicicletta nelle varie declinazioni. Il conto alla rovescia sul sito http://www.ridewithus.eu/torino  scandisce i pochi giorni che separano i ciclisti dalla partenza. L’idea di fondo è sottolineare illegame tra ‘cambiamento climatico e salute’.

Per questo motivo dopo l’arrivo a Torino, il 2 novembre alle 10.30, si svolgerà un incontro con Luca Mercalli all’Ospedale Regina Margherita di Torino.           Al termine della presentazione si parlerà anche della raccolta fondi di cui la manifestazione si fa promotrice per la ricerca in campo ematologico – pediatrico.

 

PERCHÉ PEDALARE FINO A TORINO

Dopo aver raggiunto Copenaghen nel 2014 e Parigi nel 2015, RWU torna a pedalare per mantenere alta l’attenzione sul tema del cambiamento climatico e in particolare sui negoziati dell’UNFCCC, che quest’anno si terranno a Marrakech, Marocco, dal 7 al 18 novembre (COP22 – La ventiduesima Conferenza mondiale sul clima).

L’anno scorso è stato raggiunto l’Accordo di Parigi. Adesso è necessario dare avvio a un’importante transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio, che non può permettersi alcuna sosta o incertezza. Una simile prospettiva deve necessariamente riservare un posto d’attenzione alla mobilità leggera e all’uso della bicicletta nelle aree urbane. L’urgenza di questo passaggio è evidente anche in termini disalute, visti i continui superamenti dei limiti delle polveri sottili nella pianura padana, area particolarmente delicata per le sue caratteristiche geomorfologiche. Si è deciso di attraversare l’intera pianura, fissando il punto di arrivo a Torino, Ospedale Regina Margherita, dove saranno incontrati medici e pazienti del reparto Oncologico Pediatrico.

 

IL PROGETTO

Pedalare è il modo semplice e silenzioso con cui sottolineare l’importanza che riveste la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico per ogni comune cittadino. Farlo insieme ad altre persone che condividono la finalità del progetto è il modo con cui si può rafforzare la richiesta per dei cambiamenti non più derogabili: la dimostrazione della volontà di molti cittadini di sposare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto fondamentale, soprattutto nelle aree urbane.

Questo però deve essere supportato da delle decise scelte pubbliche in termini d’infrastrutture.

 

I tre punti chiave del tour:

  • il collegamento tra Mestre/Marghera e Venezia, incredibile tassello finale di ciclovie a livello europeo e della viabilità cittadina;
  • gli argini del Po, a simboleggiare la necessità di attrezzare la maggior parte degli argini dei fiumi per la ciclabilità;
  • il nuovo progetto di ciclovia del Tanaro.

Preso atto dell’importante stanziamento di 35 milioni di euro per la mobilità leggera messi a disposizione nell’ultimo collegato ambientaleadesso è necessario garantire un loro utilizzo per opere utili e accorte e auspicare un effetto moltiplicatore di altre disponibilità finanziarie a livello locale. Come già nel 2014 e nel 2015, anche quest’anno il progetto vuole dare significato a ogni tappa, incontrando i rappresentanti delle diverse città che si occupano di cambiamento climatico, organizzando eventi finalizzati a presentare e discutere con i cittadini sia gli aspetti scientificidel cambiamento climatico e sia altri più legati alla quotidianità. La comunicazione dell’evento sarà impostata con il fine di facilitare – per quanto possibile – la libera partecipazione alla pedalata in bicicletta di tutti in modo che, attraverso una chiara indicazione del percorso e degliorari di avanzamento, ognuno possa decidere di essere parte del progetto anche solo per pochi km. L’idea di fondo è creare un fiume di ciclisti destinato a cambiare continuamente di dimensione, allargandosi e restringendosi nelle varie sezioni del tracciato.

 

IL VIAGGIO

La partenza avverrà simbolicamente venerdì pomeriggio 28 ottobre con il prologo Venezia-Marghera. Quella ufficiale del tour è invece prevista per la mattina di sabato 29 ottobre da Marghera.

 

IL RACCONTO

Il viaggio sarà raccontato quotidianamente dai protagonisti con testi e immagini nel blog dedicato all’evento (www.ridewithus.eu), che sarà affiancato dalla pagina Facebook di Ride With Us, rivolta ai simpatizzanti italiani.

 

LE REGOLE DEL TOUR

Il tour è aperto a tutti, ma la libera partecipazione presuppone la condivisione e il rispetto delle regole indispensabili per una buona riuscita del tour stesso:

  1. ‘Ride With Us for Climate Change’ promuove l’impegno sul cambiamento climatico, attraverso l’uso della bicicletta;
  1. RWU non è una gara ciclistica, né una gita della domenica. È una vivace pedalata da godere singolarmente e da vivere assieme;
  1. per partecipare a RWU 2016 è necessario un allenamento sufficiente a stare in sella 8 h e viaggiare ad una media di circa 20 km/h;
  1. il codice della strada non è un optional. Rispettarlo è un obbligo di tutti è un dovere verso la sicurezza dei compagni di viaggio di RWU;
  1. ognuno deve provvedere a viaggiare con i propri bagagli, in completa autonomia;
  1. è responsabilità di ognuno assicurare la partecipazione al viaggio con una bicicletta ben funzionante;
  1. per chi aderisce al tour entro il 31 luglio è previsto il servizio di prenotazione degli hotel da parte dell’organizzazione;
  1. l’organizzazione propone hotel decorosi, ma tendenzialmente economici. Chi ha esigenze diverse deve comunicarlo al momento dell’adesione e provvedere autonomamente;
  1. al fine di minimizzare il costo di partecipazione al tour è previsto il pernottamento in camere doppie o triple (eccezionalmente quadruple), in funzione della disponibilità;
  1. è prevista la sottoscrizione di un impegno a rispettare gli obblighi del codice della strada e una dichiarazione che solleva l’organizzazione da ogni responsabilità da eventuali danni causati a cose o persone nel corso della partecipazione a RWU 2016;
  1. il viaggio di ritorno deve essere organizzato in autonomia dai singoli partecipanti, in accordo alle diverse esigenze.

Halloween vandalico a Settimo, ragazzini devastano cassonetti e panchine

polizia e carabinieriHalloween vandalico nella notte in pieno centro storico a  Settimo Torinese, dove un gruppo di ragazzini ha incendiato cassonetti, distrutto panchine e cestini, danneggiato alberi. I carabinieri della compagnia di Chivasso li hanno intercettati ma i teppistelli sono riusciti a scappare. L’azione dei vandali è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del Comune ed è facile  che gli autori del raid siano presto identificati.

“Cambiare se stessi” per “modificare gli altri”

decarolis2La comunicazione è una cosa semplice che si trasforma in complessa non appena diventa a due vie, cioè quando ci relazioniamo con qualcuno il cui feedback determina il raggiungimento o meno del nostro obiettivo.

di Antonio DE CAROLIS

 

Talvolta ci capita di sentire: “Quella persona è davvero antipatica, non capisco come possa fare quel tipo di lavoro con quel brutto carattere … ” oppure “Non immaginavo fosse così scortese, tutti ne parlano bene…”Pareri discordi o persone con doppia personalità? Niente di tutto ciò, probabilmente si tratta solo di “incontri ravvicinati tra persone che, in quel preciso momento, hanno avuto un comportamento poco compatibile con quello dell’interlocutore”.

A tutti è capitato di essere qualche volta “meno disponibili” o semplicemente “meno interessati agli altri”, non perché lo fossero realmente, ma solo perché in quel preciso momento o in quella specifica situazione, l’uomo di Neanderthal che ci accompagna tutta la vita ci ha portato a muoverci in quel determinato modo.

L’uomo di Neanderthal è la raffigurazione delle nostre consuetudini, dei nostri usi e delle nostre abitudini.Egli vive con noi dalla nascita e si nutre delle nostre esperienze, dei nostri sentimenti, della nostra “cultura”, e ci porta a comunicare con il mondo con atteggiamenti e comportamenti spesso “programmati”, poiché derivanti da esperienze già vissute (chi si è scottato con l’acqua calda, ha paura anche di quella fredda).

La comunicazione è una cosa semplice che si trasforma in complessa non appena diventa a due vie, cioè quando ci relazioniamo con qualcuno il cui feedback determina il raggiungimento o meno del nostro obiettivo.Se ad esempio raccontiamo a nostra moglie di avere visto le foto di un bellissimo albergo in montagna dove prima o poi ci piacerebbe soggiornare, stiamo comunicando a una via, cioè qualsiasi cosa dica nostra moglie (il feedback) non modifica il fatto che noi lo troviamo bello.

Se invece raccontiamo la stessa cosa con l’intento di organizzare il prossimo week end, allora la comunicazione diventa a due vie, poiché il feedback diventa fondamentale per raggiungere il nostro obiettivo, che è quello di andare in montagna e soggiornare proprio in quel posto.Qualcuno potrebbe giustamente affermare che cambiare il punto di vista delle persone è difficilissimo, ma noi crediamo che, analizzando meglio le cose, potremmo talvolta renderlo possibile.

È più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l’animo di un uomo. Proverbio cinese

 

La prima cosa da fare è accettare che noi possiamo al massimo modificare un comportamento e non il carattere, perché alla sua formazione concorrono tanti fattori tra i quali l’ambente, la formazione, le esperienze e così via …

La seconda cosa è sapere che ogni comunicazione genera una visione e quindi è fondamentale capire quale visione, in quel preciso istante, ha generato il nostro messaggio nell’interlocutore.

Se ad esempio, il nostro: “Sai tesoro, ho trovato sul web un bellissimo albergo in montagna con piscina, sauna e sci in dotazione, un po’ caro ma davvero bello!” (messaggio), generasse in lei (ricevente) la visione di una spesa inutile in un momento di scarsa disponibilità economica come quello attuale (contesto), la possibilità di trascorrere il prossimo week fuori casa, sarebbe piuttosto remota, perché la sua visione è completamente diversa dalla nostra. La visione condivisa è fondamentale per il raggiungimento del nostro obiettivo di comunicazione.

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La visione condivisa: Donna o Sassofonista?

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Le regole base parlano chiaro: per avviare una comunicazione sono necessari un messaggio, un emittente, un ricevente, ma occorre fare attenzione anche alle altre componenti nel processo comunicativo, quali Referente – Codice e Canale .

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Gli elementi della comunicazione – Roman Jacobson

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Ma come possiamo agire per modificare una visione non coincidente con la nostra?Di certo non la possiamo modificare con reazioni scomposte, innalzamenti di tono e altre cose di questo genere, ma potremmo aumentare le possibilità di riuscita lavorando su noi stessi incominciando con il porsi delle domande. Nel caso specifico, ad esempio, potremmo chiederci:Siamo sicuri di aver scelto la situazione migliore per intavolare il discorso? Il momento era quello adatto? Avevamo chiaro il suo stato d’animo di quel momento, e perché era così? Abbiamo utilizzato le parole giuste o ci siamo alterati per quella sua prima reazione di disinteresse?Queste sono solo alcune possibili domande che ci servono per comprendere che, se vogliamo modificare gli altri, dobbiamo per primi cambiare noi.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. (Gandhi)

Volendo semplificare al massimo il processo comunicativo, possiamo affermare che, se il ricevente risponde alle sollecitazioni dell’emittente, è questo che deve cambiare per primo.Attenti però perché, nella stessa comunicazione, i due ruoli variano costantemente, passando da uno all’altro. Ecco perché è fondamentale controllare le nostre azioni.Gli eccessi di orgoglio o i pregiudizi mal si sposano con la comunicazione efficace perché generano contrasti costanti e crescenti .

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Ma allora, restando nel caso specifico, come si poteva ottenere il risultato sperato?La certezza non l’avremo mai “a tavolino” perché, come detto, si tratta di capire i bisogni dell’interlocutore in quel preciso momento; solo dopo, sarà possibile proporre qualcosa, non esiste quindi una regola precisa.Se, però, simulassimo di aver capito che nostra moglie, in questo momento, si sente particolarmente “demoralizzata “per la situazione economica e “affaticata” per la tensione da essa derivante, il nostro albergo, da spesa “inutile”, potrebbe trasformarsi in possibile “medicina” per la comune ricerca di “relax e ristoro” , aumentando in modo esponenziale la possibilità di essere scelta da entrambi.Non vogliamo assolutamente dire che l’obiettivo sarebbe stato raggiunto, ma non dimentichiamo mai che, spesso, siamo noi a generare le risposte che ci sono date, quindi, prima di criticare gli altri , diventiamo protagonisti del cambiamento.Agendo su di noi, favoriremo il cambiamento degli altri e gli effetti saranno strabilianti. Buona comunicazione a tutti ….

Antonio DE CAROLIS

Presidente CDVM Club Dirigenti Vendite e Marketing

presso Unione Industriale di Torino

www.cdvm.it