DALLA TOSCANA
E’ stato investito da un’auto mentre attraversava la strada. E’ morto così un sessantenne di Montescudaio (Pisa), Dario Biondi, deceduto praticamente sul colpo dopo il violento impatto. L’incidente sulla strada provinciale 29 a Montescudaio, davanti a un locale da dove l’uomo era uscito. Attraversando la strada per raggiungere la sua vettura è stato travolto da un’automobile che giungeva in direzione di Cecina. Sono intervenute due ambulanze del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
(foto: archivio) Le altre notizie qui: www.iltorinese.it
Buon compleanno Eataly. La casa dei cibi di qualità nata nell’ex opificio Carpano al Lingotto di Torino, da un’intuizione di Oscar Farinetti festeggia il 27 gennaio il decimo compleanno
vendita in Italia e 12 all’estero portando in giro per il mondo la cultura del cibo italiano e raccontando l’unicità della tavola del Paese. In 10 anni Eataly ha creato 5.500 posti di lavoro e nel suo futuro è prevista l’apertura di Trieste il 17 gennaio, il progetto FICO Eataly World a Bologna, le sedi a Mosca, Los Angeles, Toronto, Parigi e Londra.
In alcuni comuni della Valle Vigezzo in Piemonte vi sono tutte le premesse perché si ripetano le inqualificabili vicende accadute recentemente a Gorino, che hanno avuto gli onori delle cronache.
pare essere così impattante dato che si parla di una ventina di migranti in arrivo in una struttura temporanea di accoglienza (che peraltro vede in questo arrivo una possibilità economica che non avrebbe). Il mix di bugie sulla epocale vicenda delle migrazioni che stiamo vivendo e una politica che si limita a mettere delle toppe, in un’ottica che non è europea ma sempre riferita ai singoli Stati, è brodo di coltura per far esplodere situazioni come questa e tante altre che arriveranno se non si cambia rotta. In alcune situazioni chi scappa da guerre, fame e distruzione, chi non ha più nulla, non trova accoglienza ma viene respinto di nuovo. Per questo, con Emma Bonino, abbiamo denunciato le bugie sull’immigrazione e lanciato le proposte di governo delle politiche migratorie che partono da misure per l’integrazione attraverso: il lavoro dei richiedenti asilo, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati” e il permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, nonché da un approccio che deve divenire di livello europeo”.
DAL FRIULI VENEZIA GIULIA
DALLA PUGLIA
Il 17 gennaio nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris si sono svolte le sedute delle sei Commissioni permanenti dell’Assemblea legislativa subalpina necessarie per il rinnovo, a metà Legislatura, dell’Ufficio di presidenza.



Esistono luoghi che, per la maggior parte delle persone, sono misteriosi. Non stiamo parlando di qualche setta di un culto particolare, anche se potrebbe sembrare, o di un complotto ad altissimi livelli. Parliamo di una cucina professionale. Quando si va a mangiare in un ristorante, anche se si tratta del “migliore ristorante d’Europa e, forse, del mondo”, ci si limita a godere delle preparazioni che escono da quella specie di sancta sanctorum che è la cucina, appunto. Nessuno, se non pochi iniziati, conosce il dettaglio di quello che avviene lì dentro. Qualcosa è stato accennato grazie ai numerosi reality show incentrati sulla ristorazione, ma la realtà è ben lontana dall’essere rivelata.
Mercoledì 18 gennaio alle ore 21, al Polski Kot di via Massena n.19 a Torino, si terrà la presentazione del libro “Italiani d’Albania” (Città del Sole Edizioni) di William Bonapace, alla presenza dell’autore, di Donatella Sasso
cittadini albanesi diretti verso il mito dell’Italia prospera e libera, in cerca della loro personale America, o Lamerica come il titolo del film di Gianni Amelio, a riportare nella patria perduta alcuni di quegli italiani. A partire da quel periodo iniziarono a trapelare storie di isolamento, anni di carcere politico duro, maltrattamenti, esclusione sociale e culturale. Una storia lunga e articolata, che si innesca a partire dalle velleità imperialiste del fascismo. Di queste vicende dimenticate e ancora grandemente sconosciute ne scrive per la prima volta William Bonapace, ricercatore, storico e docente, che ha condotto ricerche d’archivio, ha ascoltato testimoni dell’epoca, ha viaggiato nei luoghi di cui narra. Al di là della rigorosa ricostruzione storica, ha saputo far emergere con sapienza e delicatezza drammi personali e familiari, stupore e sofferenza per destini non scelti, ma subiti senza possibilità di scampo.