Mercoledì 18 gennaio alle ore 21, al Polski Kot di via Massena n.19 a Torino, si terrà la presentazione del libro “Italiani d’Albania” (Città del Sole Edizioni) di William Bonapace, alla presenza dell’autore, di Donatella Sasso (storica dell’Istituto Gaetano Salvemini di Torino) ed Eric Gobetti (ricercatore e storico specializzato nella storia dei Balcani). Alla fine della seconda guerra mondiale le frontiere dell’Albania, nel giro di poco tempo, si chiusero ermeticamente al proprio interno, trattenendo anche numerosi cittadini italiani, giunti nel Paese delle Aquile per motivi e in tempi diversi. Una storia in larga parte dimenticata o volutamente nascosta da parte italiana per celare il passato fascista e la rovinosa ritirata dopo l’8 settembre 1943, per non inficiare i rapporti internazionali del nuovo ordine geopolitico postbellico, ma anche per semplice quanto banale inerzia amministrativa e politica. Furono i barconi dei primi anni novanta, carichi di
cittadini albanesi diretti verso il mito dell’Italia prospera e libera, in cerca della loro personale America, o Lamerica come il titolo del film di Gianni Amelio, a riportare nella patria perduta alcuni di quegli italiani. A partire da quel periodo iniziarono a trapelare storie di isolamento, anni di carcere politico duro, maltrattamenti, esclusione sociale e culturale. Una storia lunga e articolata, che si innesca a partire dalle velleità imperialiste del fascismo. Di queste vicende dimenticate e ancora grandemente sconosciute ne scrive per la prima volta William Bonapace, ricercatore, storico e docente, che ha condotto ricerche d’archivio, ha ascoltato testimoni dell’epoca, ha viaggiato nei luoghi di cui narra. Al di là della rigorosa ricostruzione storica, ha saputo far emergere con sapienza e delicatezza drammi personali e familiari, stupore e sofferenza per destini non scelti, ma subiti senza possibilità di scampo.
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