“Le fiere da sempre sono un momento d’incontro tra fornitori, produttori e clienti. Nel corso degli anni con il mutare del mercato economico, è cambiato anche il modo di farle, Infatti mentre prima una fiera era un’espediente finalizzato esclusivamente alla vendita diretta (i venditori della folletto ne sanno qualcosa), oggi si ha un approccio “partner-oriented”, ovvero finalizzato alla costruzione del proprio network personale”. A parlare è Fabrizio Fiore, imprenditore torinese nel campo della comunicazione e dell’import-export. E’ promotore di Fiere Italiane nel Mondo, un nuovo gruppo che, come prima iniziativa internazionale,
organizzerà la presenza di numerose aziende della qualità agroalimentare italiana alla Fiera di
Stoccolma nel mese di novembre. “Fare le fiere – prosegue Fiore – non significa più vendere il fantasmagorico attrezzo tutto fare per la cucina, ma far vedere a potenziali clienti, partner e investitori i vantaggi dei nostri prodotti e servizi. Il successo di una fiera dipende da chi vi partecipa e quanto siano di qualità i prodotti proposti. La nostra filosofia e quella di far partecipare l’eccellenza dell’enogastronomia italiana, un’azienda per ogni prodotto, per dare il 100% delle possibilità di successo in fiera”.
I potenziali interessati avranno l’opportunità di incontrare il meglio di quello che è stato selezionato, un modo nuovo per fare fiera, per superare la concorrenza di altre aziende del settore.
Quello di Fiore è un gruppo tutto italiano di imprenditori del settore, ” Sono proprio queste le iniziative che aiutano la penetrazione dei nostri prodotti, delle
nostre eccellenze, nei mercati stranieri e che attraverso la conoscenza e la diffusione del vero Made in Italy. Mai come oggi il mondo vuole food and beverage italiano, in termini di export le previsioni parlano di quasi 30 miliardi per il 2016”, aggiunge Fiore.
L’iniziativa intende offrire agli operatori del settore un’occasione privilegiata di incontro tra domanda e offerta, l’opportunità di testare e lanciare le nuove tendenze dei consumi. Le aziende coinvolte proporranno prodotti enogastronomici, da veicolare alla ristorazione, grande distribuzione, per il professionista privato in Svezia, Paese che nutre grande interesse per il Made in Italy. Insomma, prodotti che possano entrare nelle case degli Svedesi. La fiera si svolgerà a Novembre, dal 9 al 12, ogni partecipante avrà l’opportunità di esporre e vendere i propri prodotti al pubblico in visita alla fiera. Le aziende Italiane presenti, saranno una per ogni prodotto a rappresentare in esclusiva l’eccellenza, una miscela di proposte singole ed esclusive.

I prodotti interessati
Aziende vinicole ~ Produttori di liquori ~ Produttori di caffè ~ Produttori di salami e prosciutti ~ Produttori di formaggi ~ Produttori di dolci ~ Produttori di cioccolata ~ Produttori di pasta ~ Produttori antipasti ~ Produttori di olio di oliva ~ Produttori di birra ~ Produttori di riso ~ Produttori di succhi italiani ~ Produttori di prodotti senza glutine ~ Produttori piante aromatiche ~ Produttori di cibo conservato ~ Coltivatori prodotti sotto bosco ~ Produttori di sughi e salse ~ Produttori di salse al pesto ~ Produttori di marmellate ~ Produttori di pane – ~ Produttori di peperoni ~ Produttori bibite ~ Apicoltori italiani ~ Acetaie ~ Produttori frutta secca ~ Produttori farine ~ Produttori zafferano ~ Produttori basilico ~ Porche tifici ~ Produttori lumache ~ Produttori funghi secchi ~ Distributori tartufi ~ Produttori peperoncino ~ Produttori pomodori penìlati ~ Produttori spezie ~ Produttori olive ~ Produttori piadina artigianale ~ Produttori ceci ~ Distributori patate ~ Frutta e verdura italiana ~ Produttori bio















Un enorme fungo atomico squarcia un cielo dai colori innaturali. Le tinte sono quelle del porcino: bruno il cappello; più chiara la tonalità nella parte inferiore, appena sopra il gambo; bagliori rosso fuoco lo percorrono dall’alto in basso, come una ferita o una frustata
«Sono allibita davanti al manifesto che alcuni studenti del Politecnico di Torino hanno realizzato per promuovere il loro party studentesco. Quella che ne viene fuori è un’immagine sessista offensiva per la donna. Il messaggio è a dir poco vergognoso: per non essere considerati degli “sfigati” bisogna sottomettere le ragazze. È questo tipo di modello culturale che dobbiamo contrastare e ribaltare
Un lancio dell’Ansa di poco dopo le 19 dà notizia di un uxoricidio a Pinerolo,
Nessun referendum sulla delibera per la riorganizzazione degli ospedali piemontesi approvata dalla Giunta Chiamparino nel 2014: il Consiglio regionale ha votato per l’inammissibilità dell’istanza presentata dal Comitato “Salviamo gli ospedali e la Sanità in Piemonte”,
certezza di perdere il referendum”.
dato parere favorevole, per il quale era necessaria una maggioranza assoluta (26 voti), sarebbe partita la raccolta delle 60 mila firme di cittadini elettori per poi procedere all’indizione del referendum.
volta il Consiglio regionale rifiuta di sentire il parere dei cittadini piemontesi, come è successo per il referendum sulla caccia, per il quale nel 1987 sono state raccolte le 60 mila necessarie all’indizione di un referendum, che non si è mai tenuto. La democrazia è un diritto dei cittadini ma è anche un dovere da parte di chi siede tra questi banchi e i cittadini li deve rappresentare”.
sanità non sia per tutti uguale e che nel pubblico rimangano solo i debiti”.
Ripartire dalle fondamenta: dell’esperienza di una madre-ricercatrice sull’integrazione sensoriale e del progetto che ne è derivato per la riabilitazione di bambini e ragazzi con differenze neurologiche si è occupata la commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza
prevenire il crollo dei piani più alti della piramide, dove stanno le attività quotidiane e l’apprendimento ai più elevati livelli. La ricercatrice si è quindi trasferita negli Stati Uniti dove ha potuto sottoporre la figlia ad appropriate terapie riabilitative, fondate proprio sull’intuizione della “piramide”. Con successo. “Ora mia figlia è una ragazzina felice e potrà andare al college”, racconta con l’orgoglio di madre e di scienziata. “E’ possibile – assicura – ottenere risultati straordinari, purché l’intervento sia precoce e coinvolga tutti: terapeuti, genitori, scuola. The “Sea star project” è nato appunto per consentire al maggior numero possibile di genitori di connettersi e per diffondere l’approccio riabilitativo dal basso verso l’alto: salvaguardare prima le funzioni basiche e passare poi all’apprendimento di funzioni più complesse, come ad esempio la lettura”. Idee che hanno trovato piena applicazione a Verona, dove lavora la dottoressa Mazzi, della rete di “Sea star project”.
I tifosi granata e bianconeri sostengono la ricerca sui tumori muscoloscheletrici. Si tratta di una sorta di derby della solidarietà non disputato sul campo ma dai benefici effetti