redazione il torinese

Grave bimbo di 6 anni caduto in piscina

Un bimbo di 6 anni è caduto in piscina a Chiavazza, nel Biellese. E’ ricoverato in prognosi riservata al Regina Margherita, in coma farmacologico e intubato in condizioni sono giudicate serie a causa di un polmone collassato. L’incidente è avvenuto in una villa dove era in corso la festa di compleanno del figlio dei padroni di casa. Pare che il piccolo  non sapesse nuotare e dopo qualche istante una delle mamme ha visto il corpo adagiato sul fondo della vasca. Il bambino, rianimato dai soccorritori del 118 è stato trasferito a Torino in elicottero.

Che giganti erano quegli italiani

Accostarsi a “Figure dell’Italia civile“, ultima opera di Pier Franco Quaglieni, tra i fondatori del Centro Pannunzio, rischia di suscitare nel lettore, se digiuno della grande storia dell’Italia del recente passato, la stessa reazione dell’ingegnere Dallasia di fronte agli accordi di pianoforte della figlia Laura


Come Mario Soldati narra nell’ultimo racconto del suo capolavoro di esordio, Salmace, si verrebbe disturbati nel sonno dell’ignoranza e, subito dopo, si patirebbe “una certa timidezza” di fronte alla cultura e all’intelligenza di chi “ha studiato e letto tanto“.

Ecco il rischio che corre chi vuole accingersi a sfogliare un libro, Figure dell’Italia civile, il cui peso sulla coscienza può essere gravoso e liberatorio.

Gravoso perché Quaglieni ritrae magistralmente un’Italia sempre più lontana da quella attuale, ricordandoci con l’amabile arroganza di Lalla che il nostro Paese è stato altra cosa rispetto a quello volgare e abbrutito dei tempi odierni.

Liberatorio perché la narrazione delle gesta, dei fatti e degli aneddoti di quei Giganti dell’Italia civile ha la forza di ridestarci dal torpore in cui siamo sprofondati, infelicemente inebriati dal populismo della politica e dalla trivialità delle relazioni sociali.

Scrostando gli orridi graffiti da un bellissimo quadro, l’autore ne ravviva le tonalità sbiadite, riportando alla memoria, e di questo non pochi si dispiaceranno, l’esempio di donne e uomini che hanno fatto rinascere il Bel Paese, grazie a un senso dello Stato inteso come “valore irrinunciabile“, a un atteggiamento dignitosamente e coraggiosamente umile, a una preparazione frutto di studio costante, analisi critica e forza delle idee.

Lo stesso Quaglieni, all’incontro di Un caffè liberale del 12 giugno scorso, presso la sede romana del Partito Liberale Italiano, ha dichiarato di aver “voluto, con questo libro, dimostrare che c’è stata una classe intellettuale e politica, sostanzialmente riconducibile alla Prima Repubblica, che ha rappresentato qualcosa di estremamente importante“; e lo ha fatto con grande efficacia, con attitudine rispettosa “di ogni fede e di ogni convinzione politica, secondo i principi della laicità liberale“, come egli stesso scrive nella Premessa al libro.

Suddividendo i ritratti dei grandi protagonisti della storia recente tra “Le radici” e “Maestri e amici“, secondo un rigoroso ordine cronologico, l’autore ci introduce nella Cathédrale engloutie del racconto soldatiano con la figura straordinaria di Luigi Einaudi, felicemente paragonato a Cavour in quanto uomini che hanno “lavorato per il bene dell’Italia“.

Da lì si viaggia con personaggi come Concetto Marchesi, Giovanni Amendola, Marcello Soleri, Piero Calamandrei, Filippo Burzio, Ernesto Rossi, Federico Chabod, Adriano Olivetti, Felice Balbo di Vinadio, Vittorio de Caprariis, Arturo Carlo Jemolo, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Indro Montanelli, Leo Valiani, Franco Venturi, Carlo Casalegno, Alda Croce, Primo Levi, Carlo Azeglio Ciampi, Raimondo Luraghi, Rosario Romeo, Giovanni Spadolini, Sergio Pininfarina, Alberto Ronchey, Enzo Tortora, Marco Pannella, lo stesso Mario Soldati e Mario Pannunzio, per citarli tutti, i cui lineamenti sono stati ben rimarcati dall’esperienza dell’autore, il quale, con molti di essi, è stato testimone o protagonista di vicende culturali, politiche e personali.

La lettura di questo libro è una occasione da non perdere.

Si respira in ogni pagina lo spirito crociano che tanto ha influenzato il grande saggista torinese. A Quaglieni dobbiamo somma gratitudine anche per questo cammeo preziosissimo, che si aggiunge alla grande opera culturale che lo vede protagonista da tempo, a Torino e in tutta Italia.

I 50 anni di vita culturale del Centro Pannunzio, di cui Pier Franco Quaglieni è il dinamico direttore, lo dimostrano in modo significativo.

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Massimiliano Giannocco

Curatore del ciclo di incontri “Un caffè liberale con”

“La Cittadella corre per la Salute”: quasi 1000 iscritti

Grande successo ha riscosso la III^ Gara Podistica non competitiva “La Cittadella corre per la Salute”, che si è corsa su un percorso di 7 km. lungo il Valentino domenica 25 giugno 2017, organizzata a scopo benefico dalla Città della Salute e della Scienza di Torino.

Gli iscritti sono stati 928 ed è stata raccolta la considerevole cifra di circa 4.640 euro, comprensiva delle sole quote di iscrizione, escluso quanto offerto dagli sponsor.  Il denaro raccolto sarà destinato all’acquisto di un “Bladder Scanner” – strumento in ausilio al cateterismo vescicale per la Struttura di Neuroriabilitazione dell’Unità Spinale del CTO – che renderà più semplice una manovra tanto indispensabile quanto frequente per la neuroriabilitazione dei pazienti con grave cerebrolesione acquisita, dove la rieducazione di tutte le funzioni coincide con il recupero della coscienza e di dignità di vita. 

Uomo urtato da treno: circolazione bloccata per un’ora

Un ferito è stato trovato accanto ai binari della ferrovia a Moncalieri, nei pressi di via Sestriere. La circolazione tra le stazioni di Moncalieri e Torino Lingotto è stata così interrotta dalle 9 alle 10,30 circa. Si sono verificati rallentamenti per un  Intercity e per dieci treni  regionali, mentre sette  sono stati cancellati parzialmente o totalmente. Il ferito ora è in ospedale. per la polfer una delle ipotesi è che sia stato urtato da un treno in transito.

Piemonte al voto: alle 12 affluenza al 15,5%

Alle 12 è del 15,51% l’affluenza alle urne, in Piemonte, per il secondo turno delle elezioni amministrative,  dato  più alto rispetto alla media nazionale. I Comuni piemontesi al voto sono otto, comprese  Asti e Alessandria. Buona affluenza ad Acqui Terme, dove ha votato il 21,45% degli aventi diritto. Ultima Chivasso,  con il 12,41%.

La sindaca: “Torino nelle ultime settimane ha vacillato, ma non è caduta”

La sindaca  Chiara Appendino, per la fine del Ramadan al Parco Dora ha rivolto un appello ai presenti e a tutta la città: “Torino nelle ultime settimane ha vacillato, ma non è caduta. E non cadrà se tutti coloro che la vivono, e che sentono di appartenerle, la sosterranno. Torino – prosegue il messaggio – è la mia, la vostra, la nostra città, e tutte e tutti dobbiamo prendercene cura. Il nostro compito sarà essere protagonisti nella lotta alla paura”. Ha aggiunto la prima cittadina: “bisogna rendere gli spazi pubblici  più aperti e accessibili a tutti, salvaguardando le differenze e la pluralità, oltre al rispetto che ognuno di noi deve ai propri vicini”. “Io sono  convinto che anche la diversità delle nostre religioni possono e devono diventare occasione di arricchimento reciproco: se ci conosciamo meglio, se ci rispettiamo di più, se collaboriamo  per un mondo più giusto e pacifico allora sì che si compie quanto Dio ci chiede”. Queste, invece,  le parole dell’arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia rivolte alla comunità musulmana torinese.

Merlo: “Nosiglia, le sue parole dure ma vere. I cattolici in politica battano un colpo”

“La riflessione di monsignor Nosiglia durante l’omelia in Duomo per la festa di San Giovanni a Torino non puo’ e non deve passare sotto silenzio. Non solo per il richiamo al “senso del dovere” di morotea memoria, ma, soprattutto, per l’invito alla politica cittadina ad uscire dal suo anonimato. Quando l’arcivescovo di Torino invita la politica locale ad essere meno “silente” e a riscoprire “l’amore per la citta’” denuncia non solo una gestione ispirata dall’ordinaria amministrazione da parte delle istituzioni locali ma evidenzia, purtroppo giustamente, anche una sostanziale assenza di quella cultura che in altre stagioni ha ispirato la presenza politica dei cattolici democratici a livello torinese e piemontese. Cosa che, oggi, e’ parecchio latitante. Ecco perche’ la politica torinese, e in particolare i politici di formazione cattolica, non possono limitarsi ad uno stanco e svogliato applauso dopo le parole responsabili ma dure pronunciate da Monsignor Nosiglia. Soprattutto dopo le ultime vicende torinesi”.

Giorgio Merlo

Direzione nazionale Pd

“Artisti per Artom”, tre giorni di eventi

Casa nel Parco – presentazione della manifestazione Avevamo 20 anni. Artisti per Artom, promossa dal Consiglio regionale del Piemonte e dal Comitato Resistenza e Costituzione

Il partigiano ebreo Emanuele Artom combatté nelle formazioni di Giustizia e Libertà in Val Pellice, catturato, morì il 7 aprile del 1944 nel carcere ‘Le Nuove’ dopo orrende torture. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Probabilmente venne abbandonato nella zona dove oggi si trova il Parco Colonnetti, a Mirafiori sud. Qui una via è intitolata al suo nome e dal 28 al 30 giugno si svolgerà “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom”, un grande evento organizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Laboratorio – CTM. Una tre giorni di musica, incontri, letture, proiezioni, percorsi nel quartiere, eventi sportivi, momenti enogastronomici per riscoprire attraverso la figura di Artom – uomo, giovane partigiano, intellettuale, attento osservatore della realtà politica e culturale del suo tempo – l’immagine un quartiere che della diversità, come della continua rigenerazione, ha fatto i propri tratti distintivi di forza. Il culmine della manifestazione sarà venerdì 30 giugno, alla Casa nel Parco di via Panetti 1, con il concerto-evento “I Miller e una notte” che vedrà alternarsi sul palco Nada, i Virginiana Miller, Mauro Ermanno Giovanardi, Les Nuages Ensemble e i Liede.

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Dichiara il vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione, Nino Boeti: “Lo scorso anno abbiamo voluto dedicare la Festa della Musica – che si tiene in tutta Europa ed è rivolta soprattutto ai giovani – a un giovane partigiano, Dante Di Nanni. Quest’anno, invece, abbiamo scelto di onorare la memoria di un altro giovane partigiano, Emanuele Artom. Lo faremo trasformando i prati dove Emanuele scomparve in un luogo di ricordo e di festa. Letture, dibattiti, ma anche musica perché servono modi nuovi per fare memoria e ricordare il sacrificio di quanti combatterono per la Libertà e mi auguro che questa iniziativa serva a far conoscere ai giovani della nostra città il valore morale di ragazzi della stessa età morti per difendere la democrazia”. Gigi Giancursi, Direttore Artistico di “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom”: “Scriveva il ventinovenne Emanuele Artom che il taedium vitae può essere vinto in un’unica maniera: partecipando delle cose umane, vivendo delle soddisfazioni spirituali, fisiche e morali che ci arricchiscono, distraendoci, al contempo, da quello che egli chiama ‘il vuoto dell’Abisso’. Un ventenne, Emanuele Artom, che come i nostri contemporanei si appassiona alle cose del mondo, e come loro necessita di combattere contro il pericolo di non vivere abbastanza, non amare abbastanza, nell’esorcismo perpetuo del vuoto. E allora Artom, l’intellettuale, il partigiano ebreo torinese, l’uomo, vogliamo raccontarlo attraverso l’immediatezza della musica, della letteratura, dell’arte, e con gli stessi paradigmi di libertà individuale e collettiva vogliamo raccontare una via, la celebre via Artom a lui dedicata, che custodisce la memoria stratificata del cambiamento e della storia di un quartiere, Torino Mirafiori, e di un Paese, segnati in modo indelebile dai mille volti che li hanno abitati da ieri ad oggi”. “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom” è un progetto realizzato da Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Laboratorio – CTM, in collaborazione con Arci Torino, Resistenza Elettrica, Cpg Torino, ANPI, Comunità ebraica di Torino, Fondazione della Comunità di Mirafiori, Istoreto-Istituto piemontese per la Storia della Resistenza, Città di Torino, Circoscrizione 2, Bollati Boringhieri Editore, Marsilio Editori, Associazione Nazionale Museo del Cinema, Biblioteche Civiche Torinesi.

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fmalagnino – www,cr.piemonte.it

Pochi torinesi e turisti in una piazza Vittorio blindata per i fuochi di San Giovanni

Si stima che in piazza Vittorio per i tradizionali fuochi d’artificio,  i torinesi e i turisti siano stati circa 26 mila, rispetto alla capienza massima consentita di 48mila. In piazza si poteva accedere da quattro varchi presidiati dalle forze dell’ordine, come allo stadio. Tassativamente vietate dopo la drammatica sera di piazza San Carlo e i disordini in piazza Santa Giulia le  bottiglie di vetro e le lattine. La sindaca Chiara Appendino è andata in serata in Questura, dove ha fatto visita alla control room. A partire dalle 17 la zona era off limits, con controlli dei documenti ai residenti. Non sono mancate le polemiche per lo sgombero dei dehors che, dicono alcuni esercenti, è stato disposto all’ultimo minuto.

Non era mai capitato che per l’evento ci fosse una così bassa adesione. Evidentemente la paura dopo quanto accaduto in quella maledetta sera del 3 giugno ha avuto la meglio sulla voglia di festeggiare.

 

(foto: il Torinese)