redazione il torinese

Arcieri piemontesi in prima linea nei prossimi appuntamenti internazionali

Diversi arcieri piemontesi saranno impegnati con la maglia azzurra nelle gare internazionali del mese di agosto. Tatiana Andreoli (Arcieri Iuvenilia) sarà in gara nella tappa di Coppa del Mondo di Berlino, in programma da domani a domenica 13. Con lei volerà nella capitale tedesca anche Irene Franchini, atleta emiliana tesserata per Fiamme Azzurre e Arcieri delle Alpi

Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia), Giuseppe Seimandi (Fiamme Azzurre/Arcieri delle Alpi) e Alex Boggiatto (Ar.Co.Arcieri Collegno) saranno invece nella spedizione che prenderà parte ai Campionati Europei di campagna di Mokrice-Catez, in Slovenia, in calendario da domenica 20 a domenica 27. Con loro anche la già citata Irene Franchini Amedeo Tonelli, arciere trentino tesserato per Aeronautica Militare e Iuvenilia, reduce dalla vittoria ai World Games. Gianluca Ruggiero (Iuvenilia), Isabella Ferrua (Ar.Co. Arcieri Collegno) e Matilde Pittarelli (Arcieri Alpignano) – con Lorenzo Frassati (Arcieri Alpignano) riserva a casa – parteciperanno alleUniversiadi, a Taipei dal 19 al 30 (le gare di tiro con l’arco saranno da domenica 20 a giovedì 24).

Ulteriori informazioni a questo link

Leo e Merlo: “Cattolici, ora un nuovo impegno politico. Si’ all’appello del Presidente della Cei”

Il recente appello del Presidente della Cei, Cardinale Gualtiero Bassetti, per una nuova “rappresentanza politica dei cattolici” non puo’ e non deve passare sotto silenzio. Nessuno, come ovvio, pensa a riproporre formule politiche ed organizzative del passato. Come, del resto, nessuno pensa a soluzioni politiche di natura confessionale o clericale.

Ma un dato e’ certo. Cresce in modo esponenziale, dalla base e non soltanto dai vertici, la domanda di una nuova e qualificata rappresentanza politica dei cattolici italiani a fronte di un quadro politico alquanto confuso e frastagliato. E il proliferare dei “partiti personali” e dei partiti del “capo” privi di cultura politica e di un chiaro riferimento ideale, rafforza ancor di piu  lanecessita’ di raccogliere questa sfida politica e culturale. Si tratta, cioe’, di riproporre nella geografia politica contemporanea e in forma nuova ed aggiornata, il patrimonio del cattolicesimo democratico e del cattolicesimo sociale che in questi ultimi anni si e’ progressivamente e pericolosamente appannato ed eclissato. Un appello, quello del Presidente della Cei, che non puo’dunque fermarsi ad un generico richiamo culturale ed etico. Si tratta, adesso, di verificare se il laicato cattolico, variamente articolato ed organizzato, “scende in campo” per raccogliere una sfida sempre piu’ necessaria ed indispensabile. Non per un “interesse cattolico” ma, semmai, per rafforzare la qualita’ della democrazia e per un progetto politico e culturale che sappia valorizzare il “bene comune”.  

Giampiero Leo

 

Giorgio Merlo

 

Mauro Carmagnola

 

Bruno Geraci

Parco Arafat vicino a piazza Toaff? Che errore!

Se proprio si voleva ricordare Arafat,  si poteva collegarlo con il politico israeliano Rabin che vinse insieme a lui il Premio Nobel  per la pace. Ma i premi Nobel per la pace a volte sono assegnati con criteri che ci portano a pensare che a Stoccolma perdano il senno o smarriscano la dimensione effettiva della realtà, come dimostra il Nobel preventivo ad Obama

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IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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Un parco romano dedicato ad Arafat puo’ solo essere una proposta  grillina che la stessa Raggi ha rinviato. Neppure il sindaco Marino sarebbe mai giunto a tanto. Abbinare poi un parco intitolato ad Arafat con un piazza dedicata al rabbino capo Elio Toaff appare un vero affronto alla Comunità israelitica romana. Se proprio si voleva ricordare Arafat,  si poteva collegarlo con il politico israeliano Rabin che vinse insieme a lui il Premio Nobel  per la pace. Ma i premi Nobel per la pace a volte sono assegnati con criteri che ci portano a pensare che a Stoccolma perdano il senno o smarriscano la dimensione effettiva della realtà, come dimostra il Nobel preventivo ad Obama. Molti politici italiani , da Andreotti a Craxi,ebbero rapporti privilegiati con il mondo arabo medio orientale e con Arafat  in particolare , che trovo’ in Italia simpatia e sostegno. Ci fu chi disse che questa politica evito ‘ gravi attentati terroristici in Italia per un certo periodo.

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Forse fu anche vero e la real politik può ,a volte, imporre certe scelte, senza andare troppo per il sottile. Ma celebrare Arafat con un parco romano appare francamente una scelta sbagliata perché la storia del capo dell’OLP e’ legata indissolubilmente al terrorismo, un terrorismo che determinò stragi tra civili di grandi dimensioni. Lo stesso terrorismo islamico odierno è intrecciato storicamente con Arafat. Sicuramente fu anche un uomo ambiguo e non soltanto un fanatico. Oriana Fallaci che lo intervisto’ senza pregiudizi e animosità  molto prima dell ’11 settembre, nel 1972 , ci diede di lui  un ritratto che i grillini ideatori di quella intitolazione, avrebbero dovuto leggere. Fallaci lo definì” un signor  nessuno che con i soldi della famiglia reale saudita faceva il Mussolini della Palestina”. Certamente  la sua storia era più  molto più complessa, ma un po’ di ragione anche la Fallaci “arrabbiata” la ebbe. Tutto sommato, non fu una bella figura perché sul combattente  senza macchia prevalse il terrorista e restano anche delle  zone d’ombra  su altri aspetti della sua vita e sul suo rapporto con il denaro. Lasciamo che Arafat riposi in pace, perché chiunque si batte  a lungo per una causa che ritiene giusta, merita rispetto; evitiamo invece di onorarlo con riconoscimenti che forse non avrebbe neppure gradito e sicuramente non apprezzato.

 

quaglieni@gmail.com

Mentre lavora sul tetto cade e muore

Stamane alla periferia di Trino Vercellese,  in via Hermada, un operaio di cinquant’anni ha perso la vita dopo essere caduto dal tetto su cui stava lavorando per alcune sistemazioni. Si tratta di chiarire se la caduta sia dovuta a  un malore o a una disattenzione che lo ha fatto precipitare per diversi metri. A nulla sono valsi i soccorsi. In corso i controlli per appurare se le norme in fatto di sicurezza sui luoghi di lavoro siano state rispettate.

 

(foto: archivio)

A ORBASSANO “BALLANDO SOTTO LE STELLE!”

Prosegue l’appuntamento con “BALLANDO SOTTO LE STELLE!”, la rassegna estiva di ballo a palchetto della Città di Orbassano. Appuntamento tutte le sere fino al 20 agosto (ad eccezione di martedì 15 agosto), alle ore 21, in piazza Umberto I. Ingresso libero.

APRE LA QUARTA SEZIONE ALLA SCUOLA “GIROTONDO” DI PASTA

Dal prossimo anno scolastico sarà possibile accogliere i 23 bambini in lista d’attesa

 

Una buona novità dalla Regione Piemonte. È di qualche giorno fa la notizia che la Giunta Regionale, su proposta dell’assessore all’istruzione Gianna Pentenero, ha concesso alla scuola dell’infanzia “Girotondo” di Pasta a Rivalta  l’apertura di una quarta sezione. Sarà così possibile accogliere nella scuola del quartiere i 23 bambini in lista d’attesa. Si tratta di una ri-assegnazione, dopo che nell’anno scolastico 2016-2017 le sezioni si erano ridotte a tre. «Siamo molto soddisfatti. Una notizia che rallegra l’Amministrazione ma soprattutto le famiglie che fino a qualche giorno fa non sapevano quale scuola i loro figli avrebbero dovuto frequentare – dichiara l’assessore all’istruzione del Comune di Rivalta Agnese Orlandini. «Questo risultato – continua ancora l’Assessore Orlandini – è frutto del lavoro e della tenacia con cui gli uffici hanno seguito la vicenda e hanno saputo motivare la necessità di riaprire la quarta sezione a Pasta e della proficua collaborazione che abbiamo avuto con l’assessorato regionale che ringraziamo per aver colto questa nostra necessità».

Disperso in montagna, ricerche in corso

AGGIORNAMENTO   Il soccorso alpino ha individuato l’uomo, vivo,  in un bosco lontano dal sentiero che scende verso il centro abitato

Attive da stamane le ricerche di un escursionista tedesco di 45 anni disperso oltre Locana, in Valle Orco. Si trovava con  una comitiva di connazionali che  si è divisa nel corso della discesa dal bivacco Blessent, nel pomeriggio di ieri. Il soccorso alpino, intorno alle 23, è salito a piedi ripercorrendo il sentiero senza però trovare alcuna traccia. Questa mattina le ricerche si avvalgono dell’elicottero.

Dalla Città di Alassio benemerenza a Quaglieni

Il Sindaco di Alassio Canepa  ha insignito il prof.  Pier Franco Quaglieni con una speciale benemerenza per i cinquant’anni del Centro Pannunzio e per il suo impegno culturale e civile nel corso dei decenni “all’insegna dell’indipendenza  e del porsi al  servizio in tante occasioni della cultura italiana,internazionale e  alassina”. Il prof. Quaglieni e’ alassino d’oro dal 2007 e ,sempre nello stesso, anno firmo ‘ la piastrella sul Muretto di Alassio. Quaglieni ha ringraziato il Sindaco per questa distinzione di cui si sente molto onorato. Al professor Quaglieni, che i nostri lettori conoscono per gli articoli di spessore culturale che scrive per il “Torinese”, ad incominciare dalla seguitissima “Rubrica della domenica”, le congratulazioni della redazione.

La Pinacoteca Agnelli: storia di uno «scrigno» ricco di tesori

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino è uno di quei musei che almeno una volta nella vita bisogna visitare non solo perché custodisce una collezione di dipinti e sculture tanto piccola quanto preziosa, ma anche perché rispecchia alla perfezione la trasformazione da centro industriale a polo culturale che ha caratterizzato gli ultimi decenni di vita della città. Il museo, che il mese prossimo festeggerà il quindicesimo anno dall’apertura, rappresenta infatti l’ultimo tassello del processo di conversione del Lingotto da dismesso stabilimento della Fiat a spazio di vita culturale e sociale che, aprendosi alla collettività, ha comunque preservato l’identità storica, senza rinnegare le proprie origini di cui è volutamente testimone anche la Pinacoteca. Nello specifico, quest’ultima, che ha sede nello «scrigno» progettato da Renzo Piano sul tetto del Lingotto per stare in sospensione tra terra e cielo, è completamente circondata dalla pista lunga un chilometro, in passato impiegata per la prova e il collaudo delle automobili, che oggi permette ai visitatori di osservare la città dall’alto e a trecentosessanta gradi.

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Se gli esterni del museo consentono di godere di una vista mozzafiato su Torino, le opere d’arte conservate al suo interno ne costituiscono un inestimabile tesoro frutto dell’appassionato collezionismo dell’avvocato Agnelli e della moglie Marella e della loro volontà di condividere la gioia e il benessere derivanti dall’osservazione di dipinti e sculture con i concittadini torinesi e i turisti in visita in città.  Osservando i ventitré dipinti su tela e le due sculture della collezione permanente della Pinacoteca si compie un vero e proprio viaggio nella storia dell’arte degli ultimi tre secoli. Il Settecento è rappresentato dall’Alabardiere in un paesaggio di Giambattista Tiepolo e dalle straordinarie vedute di Canaletto e Bernardo Bellotto, mentre a raccontare la pittura del Novecento sono le opere dei futuristi Giacomo Balla e Gino Severini, di Picasso, Amedeo Modigliani e soprattutto di Matisse, di cui il museo conserva sette tele che costituiscono una raccolta unica in Italia e che dimostrano la passione evidente degli Agnelli nei confronti del maestro del colore. L’Ottocento è infine rappresentato dai gessi bianchi delle due eleganti ed eteree Danzatrici di Antonio Canova e dalle due tele degli impressionisti Manet e Renoir, rispettivamente La Négresse La Baigneuse blonde. Quest’ultimo dipinto, oltre che per le dense pennellate di colore, colpisce per la straordinaria storia che porta con sé. La bagnante dai lunghi capelli biondi ritratta con alle spalle il Vesuvio fumante è la giovane Aline Charigot, promessa sposa di Renoir: «Siccome non aveva i soldi per acquistare un anello di fidanzamento, l’artista decide di realizzare il ritratto della donna rappresentatola con una fede all’anulare cosicché la tela diviene il suo pegno d’amore», spiega Ginevra Elkann, presidente della Pinacoteca Agnelli e nipote Giovanni e Marella, nel contributo dedicato al dipinto cui è possibile accedere durante la visita utilizzando la tecnologia dei QR code.  L’impiego di tale tecnologia è solo una delle prove evidenti del fatto che il museo si aggiorna e evolve continuamente con l’obiettivo di stare il più possibile al passo con i tempi.

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La partecipazione della Pinacoteca al progetto Google Art, la collaborazione con Eataly e con le altre realtà commerciali del Lingotto, le visite tematiche della domenica e quelle guidate all’ora della pausa pranzo, le attività dal dipartimento educazione destinate alle famiglie, alle scuole e ai centri estivi, le conversazioni sul collezionismo e le mostre temporanee curate nei minimi dettagli – come quella ora in corso, Il viaggio dell’eroe. Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all’immagine che propone una selezione di ceramiche provenienti dalla collezione Intesa Sanpaolo – raccontano di un museo che nei suoi primi quindici anni di vita ha saputo costruire un solido rapporto con il territorio e che si propone di offrire al pubblico, costituito da circa cinquantamila visitatori all’anno, stimoli sempre nuovi per non tradire la missione con cui è nato: dare l’opportunità di fare ogni volta dei viaggi diversi e entusiasmanti in mondi sconosciuti.

 

Giulia Amedeo