Affidano ad un verso di Fabrizio De Andrè – “…per la stessa ragione del viaggio, viaggiare” – il titolo della mostra che le vede insieme nelle sale della Galleria “Arte per Voi”, in piazza Conte Rosso 3 ad Avigliana, sino a domenica 24 settembre (apertura sabato e domenica dalle 15 alle 19). E non soltanto. Perché Luisella Cottino ed Elena Piacentini trovano anche nelle parole di di Fernando Pessoa il tratto in comune che lega le loro opere: “…è in noi che i paesaggi hanno paesaggio” o ancora “i viaggi sono i viaggiatori. Ciò che avvertiamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”, con l’intesa intima che l’atto dello spostamento e il piacere della meta che ognuno di noi sogna o si prefigge di raggiungere è la volontà di trarre valore dal viaggiare stesso e il desiderio della scoperta di quelle emozioni che il mettersi in viaggio ci offre.
Sensazioni che trovano spazio negli acquerelli presenti in mostra, al cui interno i curatori Giuliana Cusino e Luigi Castagna individuano una certa “inquietudine”. La Cottino – artista chierese che attraverso i corsi e gli insegnamenti di Manuela Dorella raggiunge le pensose radici di Guido Bertello – la affonda emotivamente nel paesaggio, nelle sue forme naturali o urbane, dandocene più un’idea che non un’esatta descrizione, un concetto astratto e un tocco impercettibile, il colore di certe macchie che alla collega oggi con lei ricordano “la levità delle ali di farfalle”. Per cui sono significativi i soffici colori, tenui, che ti aspetteresti al contrario squillanti, di un paesaggio toscano, con un’insperata vegetazione in primo piano e le brume azzurrognole sul fondo, o la solitudine degli alberi pur sommersi nell’intenso verde della natura circostante, o quei caseggiati schizzati e quasi respinti dalla vivace prepotenza di quegli alberi che tentano di esistere in primissimo piano, o certe ombre che tra il rosso e il nero affollano un caffè
cittadino, macchie, vaste e insistite, che occupano il foglio, che esprimono idee e umane sensazioni, che si riempiono di quel colore che si trasforma in un vigoroso quanto pensoso abbraccio alla natura.
Elena Piacentini – un diploma all’Accademia Albertina torinese, una tecnica dell’acquerello e dell’incisione che s’affina sempre più e che le permette di focalizzare maggiormente, a volte attraverso l’inconscio, profonde sensazioni che nascono allo stesso tempo da sofferenza e felicità, individuate nello spazio personale o ancor più universale -, all’interno delle cui opere la sua eccellente compagna individua “un ipotetico viaggio interiore”, inquadra anonimi volti dentro anonimi paesaggi, dentro architetture volte al futuro, concretizzati in tratti essenziali, altezze assolute pronte a primeggiare sull’orizzonte, dentro edifici predominanti in cui l’elemento umano pare perdersi e quasi scomparire. C’è in queste opere una sicurezza senza smentite, un ipotesi di studio volto alle architetture, ai nuovi panorami, ai reticolati e alle sovrapposizioni e ai moduli che giorno dopo giorno trovano nuovi sviluppi. E un panorama anche non troppo frequentato sulle carte dell’acquerello, che allo stesso offre nuovi straordinari orizzonti.
Elio Rabbione
Le immagini:
Luisella Cottino, “Visioni urbane”, 2011
Elena Piacentini, “Muoversi”, 2017





virtuale e di vedere in anteprima le gallerie e le opere. Tra le novità la sezione Disegni, con 26 artisti, curata da Luis Silva e Joao Mourao di Lisbona, città che ha sostituito di recente Berlino per l’arte contemporanea.
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