PIANTE, COLORI, PROFUMI 23 e 24 settembre (con eventi fino al 15 ottobre) Seconda edizione Organizzato dall’Associazione Italiana Centri di Giardinaggio
Dal 23 settembre al 15 ottobre torna il Garden Festival d’Autunno promosso da AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio), con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole. Un’iniziativa nazionale che coinvolgerà più di 100 Centri di Giardinaggio in tutta Italia e che avrà il suo clou nei weekend del 23-24 settembre e del 14-15 ottobre, durante i quali i Garden Center proporranno le iniziative e gli eventi più importanti.
In Provincia di Torino partecipano all’evento Azienda Agricola Ferraro Sergio a Piobesi Torinese, Daveli Garden Center a Carmagnola (www.daveli.it), Hortilus e Vivai srl a Ivrea (www.hortilusgarden.it), Peraga Garden Center a Mercenasco (http://peraga.it) e Viridea a Settimo Torinese e Collegno (www.viridea.it). Sabato 23 e domenica 24 settembre si potranno ricevere consigli per piantumazione tutta autunnale dei bulbi a fioritura primaverile, da quelli più tradizionali come tulipani – nani, a stelo lungo, a fiore doppio o multiplo -, narcisi, giacinti, crocus, allium… a quelli più originali come anemoni, muscari, freesie, iris, nerine, zantedeschia, scille,
frittilarie… Verranno proposti anche laboratori e aiuole dimostrative, con suggerimenti di composizioni originali per ottenere anche in autunno effetti sorprendenti abbinando piante differenti per colori, forme, fioriture e fogliame. Il Garden Festival d’Autunno non si rivolge solo ai grandi ma intende coinvolgere in maniera attiva anche i bambini, i futuri appassionati di giardinaggio! Proprio a loro sarà rivolto il laboratorio “Pianta un bulbo”. I bimbi saranno invitati a decorare un vasetto di terracotta, piantare all’interno il bulbo, nell’attesa a mettere a dimora sulla superficie qualche piantina di viole del pensiero…. Potranno così godere della fioritura invernale delle viole e a primavera gioire della sorprendente esplosione dei bulbi che si staglierà all’interno di un cuscino fiorito.
Per informazioni: AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio www.aicg.it
Tra gli obiettivi del Garden festival d’autunno: presentare la magia della natura in autunno, far comprendere a curiosi e appassionati di giardinaggio come i mesi autunnali siano ideali per mettere a dimora le piante e i bulbi, per la cura e la bellezza dei propri spazi verdi – piccoli o grandi che siano -, svelare i segreti delle piante di questa stagione e far conoscere la bellezza di nuove varietà di piante, concentrando l’interesse su graminacee, frutti minori e frutti antichi, piante da bacca, erbacee perenni, far comprendere il fascino di un giardino in continuo mutamento di forme e colori, non solo durante la bella stagione.
Per l’elenco di tutti i Centri Giardinaggio aderenti all’iniziativa Garden Festival d’Autunno 2017 consultare il sito www.aicg.it (in continuo aggiornamento).
AICG
E’ un ente senza scopo di lucro – con sede a Verona – costituito nel 2012 per sviluppare una identità professionale e un processo virtuoso di sviluppo delle aziende che operano nel settore specializzato del giardinaggio e florovivaismo (centri di giardinaggio o Garden Center).
L’Associazione ha lo scopo di tutelare, qualificare, promuovere e sviluppare la cultura del verde all’interno dei centri giardinaggio.
Ad oggi i Centri di Giardinaggio aderenti all’AICG sono 113.


l Museo Nazionale del Risorgimento Italiano aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2017, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e propone sabato 23 settembre alle ore 15.30 una visita guidata gratuita.
Risorgimento della scienza”.Un percorso che racconta la nascita e lo sviluppo del pensiero scientifico attraverso i suoi protagonisti, dalla fine del Settecento al passaggio tra XIX e XX secolo, descritto nellecollezioni esposte al Museo.


La vecchiaia è un periodo della vita vissuto spesso come il tempo dell’attesa e della morte, con un profondo senso di solitudine e di inutilità, spesso accompagnato da una fragilità del corpo difficile da accettare
E’ visitabile fino al 22 ottobre la mostra di Enrico Baj “Gioco e Potere”, inaugurata sabato 16 settembre presso la Sala Esposizioni “Panizza” di Ghiffa (Vb).
sovvertendo le regole prestabilite. Anarchico, lotta contro l’abuso del potere. Il suo linguaggio è ludico e dissacrante. Da qui il titolo dell’esposizione: “gioco” una componente fondamentale del suo fare artistico (“Il mio lavoro confina col gioco, a tal punto che spesso uso, quale materiale pittorico, veri e propri giocattoli. (..) Il problema dell’uomo ludico, o giocante, è il problema di tutti noi e i governi, anziché imporre colle leggi il servizio militare obbligatorio, meglio farebbero a imporre il gioco militare obbligatorio) e “potere”, l’oggetto a cui è indirizzata la sua polemica, sempre ironica. In particolare è il potere militare che viene messo in causa, con oltre venti incisioni dei “Generali” e del loro contraltare femminile, le “Dame”, esposte in mostra. Le opere
provengono dalle cartelle Larmes de généraux (1965) con sette litografie a colori, Bajchez Baj (1973) e Le dame di casa Baj (1975) con tecniche miste a colori su carta, Plastik-Plastik (1969) con una serigrafia a colori su plastica e sono presentate nelle cornici originali con interventi pittorici raffiguranti medaglie, stelle e decorazioni. Compaiono inoltre acqueforti a colori su carta stampate da Giorgio Upiglio. In esposizione anche due preziosi libri d’artista: La cravate ne vaut pas une medaille (1972) e Limbo (1966). La mostra è visitabile fino al 22 ottobre presso la Sala esposizioni di corso Belvedere, 114 a Ghiffa (VB). Orario: da giovedì a domenica 16-19.
di Pier Franco Quaglieni














FINO AL 24 SETTEMBRE
soprattutto, con tante vigne, tante colline e borghi da sogno, anche poco conosciuti ma sostanzialmente rispettati dall’“ingegnosità”, non di rado macabra e stupida, dell’essere umano. Opere che variano alla grande sul piano della cifra stilistica, dell’ispirazione e delle motivazioni nonché della tecnica e dei materiali usati: dalla pittura, alla grafica, alla scultura alla ceramica e alla fotografia. Ideatrice e curatrice della rassegna ancora una volta, é Anna Virando (che meriterebbe un monumento per tutto l’impegno profuso in questi anni in qualità di conservatrice del Museo mombercellese), una vita dedicata all’arte, prima a Torino – nell’indimenticato “Studio Laboratorio” di corso Lanza – e poi nel buen retiro di Mombercelli. “Tutte le opere esposte – sottolinea – sono un omaggio al nostro territorio e alle nostre colline; territorio unico, le cui bellezze paesaggistiche sono
state riconosciute, insieme al lavoro intelligente dell’uomo che le abita e le vive, a livello mondiale”. Un attestato che la rassegna pone in chiaro risalto nella lunga sequenza dei pezzi esposti che vanno, solo per citarne alcuni, dall’essenziale e geometrico acrilico su tela “La casa sulle colline blu” del canellese Giancarlo Ferraris ai quattro grappoli d’ “Uva” –quale soggetto più attinente al tema della rassegna? – ricavati dal legno con certosina maestria dallo scultore di casa Renato Milano. Suggestiva anche la ceramica “raku” volutamente incorniciata alla bell’e meglio con frammenti di legno antico, in cui Sonja Perlinger (origini austriache, ma residente a Bruno d’Asti) ci racconta di quando, milioni di anni fa, su quelle colline “C’era il mare…” o quando le stesse erano popolate dal “Mastodonte”, l’elefante preistorico di cui la mostra espone il calco della mascella ritrovato nel ‘54 da un giovane mombercellese sulle colline di Roeto. Scorci di paesaggio che colpiscono occhi e cuore sono ancora l’“Inverno verso Neive”, olio su tavola di Michele Acquani che con grande e raffinato mestiere dà prova di un figurativo che occhieggia con forte empatia all’astratto, così come i più compositi e minuti “La pianura di Mombercelli vista dalle colline” di Gioconda Cornelli,“Vinchio verso le cascine” di Jutta Schaefer e le tecniche miste “I giorni sulle colline” di Monica Raiteri. Per la sezione “fotografia”, molto interessanti e singolari sono le “sovrapposizioni” di più paesaggi di Omar Pistamiglio e il “Collage” di oltre trenta piccole foto a colori del casalese Renato Luparia. Di grande impatto emozionale, in campo grafico, “La prima neve”, serigrafia a sei colori di Enza Prunotto e le
quattro xilografie “Studi per un Monferrato silente” di Albina Dealessi, accanto ai deliziosi acquerelli di Francesca Giacobbo e di Nadia Presotto e al singolarissimo e ingegnoso disegno in scala di grigi, “Dalla Vasca di Roeto”, realizzato da Igor Carino con un mix di tecnica
manuale e digitale. Da non dimenticare infine tutti gli altri artisti presenti in mostra: Piera Adorno, Maria Bertolino, Pamela Borello, Giacomo Ballario, Marina Bottero, Ferruccio Cavallero, Renata Coisson, Barbara Fantaguzzi, Stefano Ferrero, Giuseppe Gandolfi, Giovanna Gaveglio, Giancarlo Gianotti, Fulvia Gonella, Rino Gonella, Bruna Laiolo, Piero Marchisio, Sonia Moiso, Filippo Pinsoglio, Luciana Rondoletti, Orianna Salina, Bianca Sconfienza, Silvia Secco, Alessandro Stabile, Francesca Staglianò, Piergiorgio Viglietti, Silvio Volpato, Piero Zunino.
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