Sono quasi quarant’anni che Pippo Leocata intaglia e lavora il legno. Con risultati sorprendenti, divertendosi un mondo e sfoderando doti manuali che gli derivano dal grande mestiere così come dai lontani studi d’architettura (si è laureato nel ’70 al Politecnico di Torino con un mostro sacro come Carlo Mollino), che certo non gli impediscono di prodursi in creazioni singolarissime, suggestive e intriganti. Quel tanto che basta per abbracciare la fantasia in piena libertà superando, senza mai rimpiangerli, i limiti del contingente e del reale. Dunque: Pippo Leocata scultore. Sui generis. Ma scultore. E quest’ è la prima “novità”, per quanti conoscevano l’artista, torinesissimo d’adozione ma originario di Adrano (sicula località alle falde dell’Etna che tanto ha inciso e continua ad incidere sulla sua produzione artistica), solo attraverso i suoi vigorosi dipinti o i coloratissimi disegni o le nitide robuste incisioni. Detto ciò, ecco la seconda e decisamente più
importante “novità”: finalmente il buon Pippo s’è deciso a far uscire di casa, dal laboratorio-studio di via Arona a Torino (un po’ “tana” d’artista, un po’ luogo da favola dove la quotidianità, umana e creativa, non è mai realtà scontata) le sue più che maggiorenni ed amatissime “creature lignee”. Ben venticinque, la maggior parte di grandi dimensioni, datate fra gli Anni ’90 a oggi ed esposte per la prima volta nella suggestiva cornice del “Golf & Relais Feudo di Asti”, nell’ambito
dell’iniziativa culturale “Feudarte”, ideata a partire dal giugno scorso come valore aggiunto alle svariate attività proposte dal noto Feudo astigiano. Per Leocata, prima mostra in assoluto di “legni”, colorati e non; compensati di diverse essenze (dal teak al pino, dal pitch pine al pioppo alla betulla) e di agevole lavorazione. Legni amati al tatto, respirati in profondità, ricchi di doti cromatiche naturali e irraggiungibili attraverso l’uso pur sapiente della pennellata; legni
recuperati in ogni minima porzione e fra di loro assemblati con certosino puntiglio per arrivare a magici essenziali effetti narrativi in un procedere ai limiti del “maniacale”, nell’intagliare, nel sovrapporre “legno a legno” (quasi a creare situazioni tridimensionali ) nell’aggiungere, più che nel sottrarre, ritagli e profili e scarti riutilizzati “come se fossero –sottolinea l’artista– pennellate su tela o segni di matita su carta”. Rispetto alla pittura cambia dunque la tecnica e gli “attrezzi” di lavoro. Ma i soggetti restano inconfondibilmente e assolutamente i “suoi”, fra memorie del passato più remoto profondamente legato ai miti e alla storia della sua terra e segni di emozionale e quotidiana attualità. Fra sacro e profano, l’itinerario espositivo presenta tre imponenti “Crocifissioni” (da strapparti l’anima il “Crocefisso blu” su pannello specchiante”), ma anche gli “Amanti”, legni colorati e acrilico in omaggio all’“Olympia” di Manet o il “Reperto archeologico” realizzato pensando alla frammentaria “Testa di cavallo” di Fidia conservata al British Museum e proveniente dai Frontoni del Partenone; per proseguire con il “Tondo Etneo” (chiaro esempio di
come la cromia complessiva dell’opera sia data non tanto dal colore ma dalle diverse essenze del legno) e il lungo fil rouge che lega l’immagine ricorrente del “suo” Vulcano – di “natura divina” e dalle più improbabili e suggestive eruzioni – ai suoi cavalli alati alle rocche ai castelli al grande Sole infuocato della sua Sicilia e ai suoi guerrieri in armi, mitici eroi protagonisti della storica battaglia di Adrano (Adranon) che nel 344 a. C. servì a liberare la città dalla dominazione siracusana. Memorie di un passato che affonda le radici nella notte dei tempi, accanto ad altre più recenti e più impattanti nella vita dell’artista: si vedano, fra i lavori più suggestivi, “Angeli Sì” e
“Angeli No”, così come il “Ricordo delle Vigne” dedicato da Pippo alla memoria dell’amato padre. O, ancora, in prosecuzione del filone artistico-letterario (ultimo “pallino” dell’artista), la “Fine del ‘68” omaggio alla figura di Eugenio Montale, con quella grande luna bianca che sembra uscire d’impeto dalla pancia del Vulcano per abbracciare i toccanti versi del poeta: “Ho contemplato dalla luna, o quasi, il modesto pianeta…Dentro c’è anche l’uomo, ed io tra questi…Se uno muore non importa a nessuno purché sia sconosciuto e lontano”. Parole scritte nel ’71. Ma quanto attuali! Storie e ancora storie. Che arrivano da lontano e si ripetono nel tempo. Dentro ci vive l’uomo. Dentro c’è Pippo Leocata, che queste “storie” ci regala per immagini impresse nel legno: “Anche con il più piccolo pezzo di legno. Che, se messo al posto giusto, ha sempre una vita da raccontare”.
Gianni Milani
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“Se il legno racconta. Pippo Leocata”
“Golf & Relais Feudo di Asti”, Frazione Mombarone 160; tel. 0141/294230; www.golffeudoasti.it
Fino al 31 dicembre
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Le immagini:- Pippo Leocata: “Crocefissione blu”, legni e acrilici con pannello specchiante
Gli appuntamenti del weekend
SABATO 23 SETTEMBRE ALLE ORE 17.00
DOMENICA 24 SETTEMBRE ALLE ORE 17.00
Sabato 30 settembre, alle 17,30, nella Sala esposizioni Panizza di Ghiffa (Vb) l’Officina di incisione e stampa Il Brunitoio organizza un importante incontro culturale con il giornalista e photoreporter torinese Paolo Siccard
anni, giornalista e photoreporter free-lance, cofondatore del collettivo fotografico Walkabout-Ph, ha iniziato il percorso professionale negli anni ’80 documentando le lotte operaie e i primi processi per terrorismo a Torino. Tra i suoi lavori più significativi, quello sul conflitto in Afghanistan iniziato durante l’occupazione sovietica. Nel 1987 seguì i rivoluzionari sandinisti al confine con
l’Honduras. Era in Giordania il giorno in cui scoppiò la prima Guerra del Golfo. Per dieci anni ha documentato i conflitti in Jugoslavia e i cambiamenti geo-politici dell’area balcanica (pubblicando il libro “Una guerra alla finestra” e il catalogo intitolato “Balcani oltre il confine”).Poi è stata la volta del Medio Oriente, la Siria e l’Alto Golan al confine con Israele. In Bielorussia ha realizzato alcuni reportage sulla condizione infantile e sul disastro nucleare di Chernobyl. Ha raccontato i conflitti e le emergenze umanitarie in Senegal, Costa d’Avorio, Benin, Togo e Sud Sudan. Nel 2012 è stato in Siria durante l’assedio di Aleppo. Due anni fa ha iniziato a documentare il dramma dei profughi in fuga verso l’Europa attraverso la Western Balkan Route. Dal 2015 segue il conflitto ucraino del Donbass: le immagini più significative sono state selezionate per il Fujifilm X-Vision Tour 2017. I suoi reportage –
prevalentemente a carattere sociale- sono stati pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche: il Venerdì di Repubblica, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier International. Ha vinto il premio giornalistico “Reportages di guerra 2002” della Fondazione Antonio Russo e dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo. Autore di libri e mostre, Paolo Siccardi dal 2000 fotografa per il settimanale Famiglia Cristiana. Collabora inoltre con Fujifilm Italia. Com’è facilmente intuibile, l’occasione di incontrarlo e sentir raccontare dalla sua viva voce il lavoro e le esperienze di un fotografo dotato di coraggio e grande sensibilità, è di quelle che vanno colte al volo.
Venerdì 22 settembre, in occasione della XXIII^ Giornata del Ciclamino GILS per la lotta alla sclerodermia, parteciperà al progetto “Ospedali aperti”, presso il reparto di Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretto dal dottor Enrico Fusaro), dalle ore 9 alle ore 12 verranno effettuati controlli gratuiti
Le eccellenze agroalimentari di Torino e del territorio, saranno promosse aiutando e stimolando i consumatori ad una scelta sempre consapevole verso cibi di qualità
Dopo il disappunto espresso dal presidente della Regione Sergio Chiamparino, per la cancellazione di tutti gli eventi paralleli al G7 in programma a Torino città, il prefetto Renato Saccone comunica che “Torino, come Venaria, resteranno aperte
* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
“Piccolo me. Restare o diventare bambini”. Nella sua tredicesima edizione, quest’anno, Torino Spiritualità, in programma a Torino dal 21 al 25 settembre prossimi, rivolge lo sguardo al mondo dell’infanzia, cercando, però, di intravedere nell’universo degli adulti ciò che è rimasto del loro essere piccoli,
gente del quartiere di Belleville. In “Le strade” un uomo e un bambino, padre e figlio, percorrono strade di cenere attraverso un paesaggio esausto. Sono l’uno il mondo intero dell’altro, impegnati in un viaggio tenace verso la costa. A guidarli è la convinzione di essere i “buoni”, coloro che portano il fuoco, in un universo da cui è stata bandita qualsiasi luce. Luigi Lo Cascio dà voce alla profezia che è valsa al suo autore, Cormac McCarthy, il premio Pulitzer, per un romanzo indimenticabile sugli aspetti migliori e peggiori dell’essere umano.Martedì 19 settembre si terrà nella Sala Grande del Circolo dei Lettori un evento introduttivo, un Open chor gratuito, cui potranno partecipare tutti, senza limiti di età e senza vincoli di esperienze nell’ambito delle arti del spettacolo. I partecipanti sono invitati a unirsi al canto e alla danza con la loro importante presenza. Un altro evento d’interesse sarà, mercoledì 20 settembre, alle 21, sempre al Circolo dei Lettori, nella sala Grande, la lettura dal titolo “Lo strano caso di Peter Pan”, in cui Davide Ferraris ripercorrerà in modo originale le pagine del romanzo di James Barrie, andando alla ricerca dell’unico vero bambino che non cresce mai.
L’Associazione di Pubblica Assistenza di Sauze d’Oulx, associata Anpas, organizza per mercoledì 27 settembre, alle ore 20.30, presso la Sala Atl di viale Genevris a Sauze d’Oulx un incontro informativo per presentare il corso gratuito per aspiranti volontari soccorritori.
Per informazioni e adesioni contattare la Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx ai numeri di telefono 347/5889356 oppure 0122/858159, email: info@pasauze.org.