E’ visitabile fino al 22 ottobre la mostra di Enrico Baj “Gioco e Potere”, inaugurata sabato 16 settembre presso la Sala Esposizioni “Panizza” di Ghiffa (Vb). L’importante evento culturale ed espositivo – curato da Vera Agosti – è promosso dall’Officina di Incisione e Stampa in Ghiffa “Il Brunitoio” in collaborazione con l’Archivio Baj di Vergiate e la Fondazione Marconi di Milano. Enrico Baj, esponente principale delle avanguardie del secondo dopoguerra, molto apprezzato anche all’estero, partecipò alle manifestazioni ufficiali del surrealismo.Dalla frequentazione dei poeti – tra cui André Breton, Octavio Paz, André Pieyres de Mandiargues – sono nate numerose edizioni illustrate. Baj, infatti, era anche un amante delle incisioni. La sua produzione grafica è immensa e sono stati realizzati ben 50 libri d’artista. Un intellettuale a tutto tondo che scelse di diventare artista per assecondare il suo desiderio di essere libero, senza costrizioni: “Vado e vengo dove voglio, abito dove voglio, creo quello che voglio.” Nella sua ricerca utilizza ogni materiale e nelle grafiche dà sfogo al suo spirito ribelle
sovvertendo le regole prestabilite. Anarchico, lotta contro l’abuso del potere. Il suo linguaggio è ludico e dissacrante. Da qui il titolo dell’esposizione: “gioco” una componente fondamentale del suo fare artistico (“Il mio lavoro confina col gioco, a tal punto che spesso uso, quale materiale pittorico, veri e propri giocattoli. (..) Il problema dell’uomo ludico, o giocante, è il problema di tutti noi e i governi, anziché imporre colle leggi il servizio militare obbligatorio, meglio farebbero a imporre il gioco militare obbligatorio) e “potere”, l’oggetto a cui è indirizzata la sua polemica, sempre ironica. In particolare è il potere militare che viene messo in causa, con oltre venti incisioni dei “Generali” e del loro contraltare femminile, le “Dame”, esposte in mostra. Le opere
provengono dalle cartelle Larmes de généraux (1965) con sette litografie a colori, Bajchez Baj (1973) e Le dame di casa Baj (1975) con tecniche miste a colori su carta, Plastik-Plastik (1969) con una serigrafia a colori su plastica e sono presentate nelle cornici originali con interventi pittorici raffiguranti medaglie, stelle e decorazioni. Compaiono inoltre acqueforti a colori su carta stampate da Giorgio Upiglio. In esposizione anche due preziosi libri d’artista: La cravate ne vaut pas une medaille (1972) e Limbo (1966). La mostra è visitabile fino al 22 ottobre presso la Sala esposizioni di corso Belvedere, 114 a Ghiffa (VB). Orario: da giovedì a domenica 16-19.
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