Il gran giorno è’ arrivato. I ministri e le delegazioni sono giunti a Torino con voli di stato e di linea, 40 “dignitari” per il primo dei tre G7 dedicato a industria e Ict in programma questa sera alla Reggia di Venaria. Poi quelli della scienza e della ricerca (mercoledì e giovedì) e del lavoro (venerdì e sabato)


Nei sei giorni di lavori saranno 400 i delegati partecipanti ai vari eventi, tra principali e collegati. I ministri pernottano all’hotel Nh Carlina, blindato da carabinieri, polizia, squadre cinofile e artificieri. Sono rappresentati i paesi più ricchi del mondo (Francia, Germania, Regno Unito, Italia – che lo presiede – Giappone, Canada e Stati Uniti) . I lavori si svolgono nella imponente Galleria di Diana della residenza sabauda. Si incomincia con il summit dell’Ict e dell’industria,
moderato dal ministro Carlo Calenda. Alle 18 e’ in programma il ricevimento di benvenuto con i ministri, la sindaca di Torino Chiara Appendino

(rientrata da una visita lampo a Madrid) e il presidente della Regione, Sergio Chiamparino. Martedì il tema e’ la cyber security, di cui si discuterà anche all’I-7, il gruppo di 300esperti coordinati dal commissario di governo per l’agenda digitale, Diego Piacentini. Mercoledì sera sarà la ministra Valeria Fedeli a guidare i lavori sul ruolo sociale della ricerca e della formazione, l’inquinamento e il riscaldamento degli oceani. Infine il “G7 Lavoro”, coordinato dal ministro Giuliano Poletti, invece il parallelo Carnegie group meeting aprirà giovedì sera con una cena di gala che ospita anche delegazioni di Brasile, Cina, India, Messico, Russia e Sudafrica. 
(foto: il Torinese)
Come si spostano gli studenti universitari di Torino? Soprattutto con i mezzi pubblici, che sono i più utilizzati per spostarsi da casa all’università, secondo una indagine su oltre 17mila persone 

Attraversare più di quattro millenni di storia e incrociare quelle Signore del cielo “che hanno contribuito ad avvicinare tante persone alla scoperta dell’universo”, come sottolinea Sergio Chiamparino presentando in catalogo l’omonima esposizione ospitata fino al primo ottobre nella Sala Mostre del Palazzo della Regione in piazza Castello e curata da Luciana Penna
per alcune quasi nascoste, in epoche che consideravano questi studi e le relative scoperte propri dei soli signori uomini. Un lungo percorso che parte dalla Mesopotamia del 2300 a. C. con la sacerdotessa En-Hedu-Anna, poetessa e prima donna ad occuparsi di scienza di cui ci sia giunta testimonianza, per raggiungere la figura martoriata di Ipazia (IV-V secolo dopo Cristo), cui si deve tra l’altro la divulgazione delle opere di Euclide e Archimede e gli studi intorno al sistema solare, personaggio già teatrale e cinematografico, vittima di un’accusa di paganesimo da parte del vescovo Cirillo, patriarca d’Alessandria d’Egitto e per questo condannata a morte, a Fatima di Madrid nella Spagna del decimo secolo e alla germanica Hildegarda di Bingen, morta più che ottantenne nel 1179.
Con la seconda metà del Cinquecento, troviamo Sophie Brahe, sorella del più celebre Tycho, considerata una delle donne più erudite della sua epoca, che studiò a fianco del fratello le eclissi lunari e le comete con sestanti, quadranti, sfere armillari e strumenti di loro invenzione. A lei seguirono nei due secoli successivi la polacca Maria Cunitz, le tedesche Maria Winkelmann Kirch, Maria Clara Eimmart e Caroline Lucretia Herschel. Più lontano da noi, nella Cina del Settecento maturarono gli studi di Wang Zhenyi, che s’appassionò alle eclissi lunari, usando per le sue ricerche modelli che lei stessa costruiva nel giardino di casa sua, approfondendo con la stesura di una dozzina di volumi che trattarono tra l’altro dei dati atmosferici raccolti per prevenire la siccità e le inondazioni che flagellavano la sua regione. In Italia, troviamo nell’Ottocento Caterina Scalpellini, di origine umbra ma romana di adozione, interessata alle eclissi del sole e della luna, alle stelle cadenti, alle comete e alle maree e ai terremoti. Poi arrivarono i nomi importanti delle statunitensi Maria Mitchell, Annie Jump Cannon, Antonia Pereira Maury, Henrietta Swan Leavitt, Cecilia Payne Gaposchkin e Dorritt Hoffleit. Indimenticabile per noi la figura di Margherita Hack (1922 – 2013), fiorentina, grande e affermata divulgatrice scientifica attraverso pubblicazioni e conferenze, amatissimo volto televisivo, per anni tenne corsi di astrofisica presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Milano, collaborò con varie università straniere, diresse per più di vent’anni l’Osservatorio Astronomico di Trieste.
spazio scuro, attraversano l’opera interessante di Gianfranco Cantù, un lungo paravento di oltre tre metri, suddiviso nelle differenti stagioni, mentre oltre le coloriture spezzate, le geometrie e le astrazioni composte dalla tavolozza dell’artista, colpiscono ancor più nell’occasione le sculture lignee, che trasportano chi guarda ad un bronzo camuffato, di Attilio Lauricella, una costruzione perfetta di meccanismi antichi, reali e immaginari al tempo stesso, congegni catturati da antiche civiltà cui l’artista ha posto attenzione da non molti anni.
mostre anche all’estero di grande successo. Una pittura la sua coloratissima, che ben si addice ad un discorso cosmologico, vivace nell’espressione, che lascia debordare studio e allegria, in cui le forme irreali si concentrano in quelle linee che come una musica attraversano la tela in piena libertà pur conservando un loro precisissimo e soffusamente geometrico ordine: all’interno visi e occhi lasciati intravedere al riparo di piccoli nascondigli osservano e studiano come da manuale la volta celeste. In ultimo Luciana Penna, cui si deve la scelta e il successo della mostra. In lei si fondono pittura e scultura, si fa ammirare quel volto di Mary Somerville seminascosto dietro l’opera d’ingegno, come chi scrive si ferma dinanzi al “trattatello” su Ipazia, figura rivoluzionaria, un intarsio che ha il sapore del ricamo, un 100 x 90 capace di racchiudere l’intero operato dell’astronoma egiziana e la sua vita attraversata dagli studi e dalle pene e dalle sconfitte, gli alunni e gli aguzzini, i luoghi che l’hanno vista vivere, i suoi strumenti e le sue carte. Una mostra da visitare, non soltanto dagli appassionati della materia.
Dall’inizio del 2017 sino ad oggi la squadra mobile di Torino ha sequestrato quasi una tonnellata di marijuana, per circa un milione e mezzo di euro all’ingrosso e tre milioni al dettaglio
LE TRAME DEI FILM
Gleeson. Da una vicenda vera, quella di un uomo che molto disinvoltamente scelse di passare da attività ad attività, prima pilota di linea poi contrabbandiere della droga al servizio del cartello di Medellin come della Dea, più all’occasione dare una mano alla Cia in questioni poco chiare a Panama ai tempi di Noriega. Passaggi spregiudicati che lo fecero vittima nel 1986 di due sicari inviati dalla Colombia. Durata 107 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
importante membro della Lega Anti Cattivi, Gru viene avvertito di avere un fratello gemello, Dru: con lui andrà alla ricerca di Balthazar, il cattivo ossessionato dalla fama e fanatico degli anni Ottanta. Durata 96 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)
Giannini. Ancora due esistenze, diversissime, tratteggiate dall’autore di “Pane e tulipani”. Un giovane sciupafemmine, decisamente in carriera, una agenzia du pubblicità che riempie le sue giornate, dall’altro lato Emma, una ragazza cieca a rimettere in sesto corpi nella sua professione di osteopata: avranno l’occasione per incrociare le loro storie. Durata 112 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Rosso, Romano sala 2, Uci)
alleate – francesi e inglesi uniti nella disfatta – sotto il fuoco tedesco che avanzava sul fronte Nord della Francia nel maggio 1940. Una trappola sulle spiagge di Dunkerque, una ritirata che coinvolse circa 350 mila uomini, qui raccontata da Nolan nello spazio di sette giorni, con un triplice sguardo pronto a posarsi sulle cronache e sugli eroismi accaduti tra mare e terra e cielo: i giovani soldati che su quella costa tentano di tutto per non essere travolti dalla guerra e morire, i civili che mettono a disposizione le loro imbarcazioni, un eroe del volo che combatte contro la furia della Luftwaffe. Durata 106 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, Eliseo Blu, F.lli Marx sala Chico, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
Antoinette” traduce ancora per lo schermo The Beguiled, il romanzo scritto da Thomas Cullinan e trasposto da un vigoroso Don Siegel nel 1971, qui da noi “La notte brava del soldato Jonathan”, interprete Clint Eastwood. La storia di John McBurney, caporale dell’esercito dell’Unione, ferito e scovato in piena guerra di Secessione in Virginia, nella piantagione che è accanto ad un collegio di ragazze, dove Kidman è la direttrice, Dunst una delle insegnanti, Fanning una allieva, tutte colpite dal fascino del bel militare. Il nemico non verrà consegnato, ma curato e inserito nella piccola comunità: ma quando sarà l’uomo a voler guidare il gioco della seduzione che inevitabilmente s’inserisce tra lui e le donne della casa, ecco che ne uscirà vittima. Premio per la regia a Cannes. Durata 94 minuti. (Ambrosio sala 1, Centrale V.O., Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho, Reposi, The Space, Uci)
Kingsman: il cerchio d’oro – Azione. Regia di Matthew Vaughn, con Colin Firth, Taron Egerton, Julienne Moore e Channing Tatum. Seconda puntata degli ironici agenti segreti sulla scia di James Bond 007, camuffati dietro una sartoria londinese che nasconde il gruppo capitanato da un molto british Harry Hart, decisamente redivivo se nella puntata precedente il cattivo di turno era riuscito a mandarlo a miglior vita. Questa volta, guerrescamente rimesso in sesto, se la deve vedere con la narcotrafficante Moore, feroce e sorridente, che ha delle soluzioni finali di tutto rispetto per i propri nemici. Durata 141 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche in V.O.)
Delevingne. Una storia che vediamo soltanto oggi sugli schermi ma alla quale l’autore di “Nikita” pensava da almeno due decenni. In un lontanissimo futuro, Valerian e Loreline sono incaricati di una missione presso Alpha, metropoli immersa negli spazi galattici. Creature dai lunghi arti, con contorno di cattivi di vario genere e mostri famelici. Tecniche di ultimissima generazione, musiche assordanti, scenografie pronte a infiammare ogni immaginazione. Durata 140 minuti. (Massaua, Greenwich sala 1, Reposi, The Space in 3D e in V.O., Uci anche in 3D)
Dal 28 al 30 settembre 2017 la città di Torino sarà al centro delle riflessioni sul lavoro e il futuro del Paese in occasione della VIII edizione del Festival del Lavoro, la manifestazione organizzata dai Consulenti del Lavoro divenuta ormai centrale nel dibattito nazionale sui temi economici, lavoristici, fiscali e sociali.
economico alla Presidenza del Consiglio, Marco Leonardi, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Paolo Pennesi, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, il presidente INAPP, Stefano Sacchi e tanti altri. I temi affrontati durante la tre giorni così come tutte le informazioni sul Festival sono disponibili sul sito www.festivaldellavoro.it e su “Festival del Lavoro”: l’App ufficiale della kermesse scaricabile da App Store e Play Store. La conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà il 27 settembre alle ore 11.00 presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino in Piazza Palazzo di Città n.1 alla presenza del Sindaco di Torino, Chiara Appendino, del Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, della Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Luisella Fassino e dell’Assessore al Lavoro del Comune di Torino, Alberto Sacco.
Baselli che, già ammonito, fa un’entrata tanto assurda quanto inutile su Pijanic e si fa buttare fuori. Granata che rimangono in 10 contro 11 e Juve che, già in vantaggio grazie a Dybala, di lì in poi comincia davvero a passeggiare senza rischiare più nulla, anzi… bisogna ringraziare Sirigu portiere dei granata e sicuramente migliore in campo se la goleada finale non si è drammaticamente trasformata in una vera e propria disfatta.
Al 24’ la già ricordata espulsione di Baselli e al 40′ il gol di Pjanic in pratica chiudono, se ci fosse stato qualche dubbio, la partita. All’intervallo 2-0 per i padroni di casa, ma soprattutto una notevole supremazia tecnica e territoriale. Nella ripresa la Juve dilaga, la porta di Sirigu diventa il bersaglio preferito un po’ da tutti e il portiere granata sale sugli scudi evitando davvero che il punteggio possa diventare devastante. Alla fine le parate decisive saranno almeno cinque (in particolare su Bernardeschi, Benatia e Mandzukic) e i tiri in porta dei bianconeri almeno una dozzina! La Juve va ancora in gol con Alex Sandro e, di nuovo, con Dybala che nel frattempo aveva anche provato a sorprendere e deliziare tutti con una spettacolare rovesciata, ma sarebbe stato davvero troppo!
po’ più di moderazione non farebbe male e, visto il risultato molto influenzato dalle sue spregiudicate scelte tattiche, anche un po’ meno di presunzione! La Juve invece supera un ostacolo che poteva essere pericoloso e, dopo sei partite, continua a comandare la classifica a punteggio pieno insieme al Napoli. Ora però… rotta sulla Champion’s, dove c’è tanto da riscattare dopo la brutta sconfitta di Barcellona, mercoledì arrivano i greci dell’Olympiakos e non si può proprio più sbagliare, servirà davvero una buona Juve!
di Pier Franco Quaglieni
democratico del 2013. Soprattutto si ha la possibilità di conoscere da vicino episodi della vita di questo straordinario storico, politico e giornalista, unica nel ‘900, con la sua caratura intellettuale, il suo anticonformismo ,il suo amore per la libertà: dal coraggioso antifascismo giovanile,all’esilio in Francia, alla guerra di Spagna, alla Resistenza a Roma. Ma la biografia affronta anche altri temi: il ’68,il terrorismo, l’illusione dell’unificazione socialista, l’impegno nel PSDI di Saragat, la battaglia per Israele, contro l’antisemitismo e la persecuzione degli Ebrei in Russia, il distacco dall’impegno politico dovuta al profonda delusione di fronte al fatto che l’Italia della fine degli Anni 70 avesse imboccato strade che Aldo non poteva condividere, in primis il compromesso storico. Garosci fu un socialista liberale alla maniera di Rosselli, antitotalitario a 360 ° e quindi naturaliter antifascista e anticomunista.Quest’ultimo aspetto della sua battaglia non venne compreso da chi vedeva il pericolo per la democrazia solo a destra. Appaiono anche scorci di vita della sua compagna Irene Numberg con cui Aldo condivise amore e impegno civile. Il libro appena uscito è importante. Dovrei lamentarmi che non citi certi libri, tra cui alcuni dei miei, che sarebbero stati utili all’autore per comprendere maggiormente le scelte di Garosci,ma non lo faccio perché essersi lui dedicato ad Aldo è per me è di per sé di troppa soddisfazione. Leggendo avidamente il libro, mi sono reso conto di essere il più garosciano della generazione dei suoi allievi. Ho condiviso sempre le sue analisi sul ’68,sugli anni di piombo, sulla viltà degli intellettuali italiani nella loro fuga verso il comunismo alla ricerca di posti nelle università,nei giornali,nelle case editrici. Aldo ci ha insegnato con l’esempio cosa significhi l’indipendenza morale e intellettuale.Per questo motivo,più di ogni altro,resta un Maestro.
un po’ per la città, cosa che non riesco a fare di frequente per i continui impegni fuori Torino che, per altro, mi consentono di sopravvivere in una città asfittica e morta com’è quella attuale. In piazza Carlo Alberto ho notato un furgone- bar della Punt e Mes-sicuramente prodotto tipico torinese- con cartelloni e musica che stonavano totalmente in quella piazza aulica. Mi sono fermato, come mi piaceva un tempo, in piazza Carignano da Pepino per mangiare un gelato e contemplare Palazzo Carignano. Con mia somma sorpresa ho notato che le sue storiche specialità non ci sono più: né il pezzo duro né lo spumone. Si è salvato l’affogato che è però ormai un gelato molto comune ovunque. L’industrializzazione alimentare ha mietuto un’altra vittima. Com’era diverso quando il laboratorio di Pepino era in via Verdi! In piazza san Carlo noto crocchi di arzilli vecchietti che occupano le panchine. E’ bello che tutti possano godere del salotto di Torino, ma se poi vedo gli accattoni in piazza e in via Roma mi sorge qualche perplessità. Di notte i portici diventano dormitorio, ma di giorno, nel cuore di Torino, questo accattonaggio non è accettabile. Passino i suonatori ambulanti che pure danno un tono strapaesano
ad una città nota in passato per la sua eleganza regale, ma una regolata è necessaria. P.A.I.S.S.A è chiuso da anni e le sue vetrine sono utilizzate per pubblicizzare un formaggio. Ricordo che un grande magazzino di prelibatezze alimentari a Vienna veniva chiamato dall’ambasciatore italiano il P.A.I.S.S.A. austriaco. Certamente ha dovuto chiudere anche per i prezzi insostenibili degli affitti . Olympic (dove si vestiva un tempo l’intera mia famiglia ) si è trasformato ,vendendo abiti sportivi, come anche il negozio che fu di Ruffatti. Ritrovi torinesi di eleganza che non ci sono più. In parte sopravvive solo Emmerson in via Cesare Battisti. Nostalgie del passato ? Forse sì ,anche perché non vedo novità che mi attraggano. Forse il gelato Niva (ex Rivareno) in piazza Vittorio e in Via Lagrange resta la novità recente più eccezionale. Il gusto ricotta e fichi merita davvero attenzione. In via Lagrange, divenuta la via del passeggio, ha lasciato un vuoto incolmabile il negozio di pelletterie eleganti Laurence che aveva un stile inimitabile. Per trovare qualcosa di simile devo andare in via Condotti a Roma, ma non è la stessa cosa.
una condanna . Ma quanti casi simili ci sono stati a Torino in passato ? Non si trattava del 9 politico, ma di voti più modesti, ma altrettanto regalati. Io ricordo cosa avveniva in un liceo artistico torinese in cui volevano promuovere oves et boves,i capaci e i meritevoli,ma anche gli stupidi e i fannulloni. Persino gli assenteisti dei corsi serali che “avevano bisogno del pezzo di carta “. In un noto e prestigioso liceo classico torinese un insegnante di matematica che lavorava pochissimo, aveva la tendenza a regalare i voti, con piena soddisfazione di studenti e famiglie. Io ricordo anche i casi di professori seri, preparati, ma non disposti a promuovere tutti, che furono oggetto di persecuzioni nel blasonato e oggi defunto liceo “Segre”.I presidi facevano finta di non vedere e ,in un caso, il dirigente scolastico era effettivamente non vedente e lascio’ andare la scuola allo sbando. L’eterno’ 68 italiano giustifico ‘ mille illegalità e diecimila lassismi. Oggi la prof. di Varese e’ stata denunciata e rischia grosso, ma se avesse dato a tutti non 9 ,ma 7,nessuno avrebbe mosso un dito contro di lei.Anzi ,sarebbe stata considerata una docente umana e comprensiva .Magari anche una docente democratica e aperta al nuovo che avanza.
bersagliere (che Le invio in una rara fotografia scattata da mio zio) ad Albenga dopo che fu tanti anni nella Caserma. Davvero dopo la rotonda con la maxi fionda che non c’entra nulla con la storia della mia città ,sarebbe bello avere un po’ di piume al vento che ci ricordi i giovani che prestavano servizio militare in città. Con loro era una città giovane e sicura. Oggi è solo piena di immigrati.
La verità storica che disturba