DA PALAZZO CIVICO
La Fondazione Giorgio Amendola rischia di dover lasciare la sua sede in via Tollegno 52, a Torino?
Il problema nasce da una complessa vicenda legata a una vecchia questione edilizia, oggi sanata, e a una controversia con i condomini.

Nel 2001 la Fondazione si insedia negli spazi comuni del condominio, destinati dal piano pilotis a un uso temporaneo e senza strutture fisse. Nel tempo vengono però realizzati muri, un bagno, sale riunioni e una biblioteca. Nel 2008 viene presentata una richiesta di sanatoria, respinta dal Comune nel 2021 per mancanza di conformità urbanistica.
Successivamente il Comune chiede ai condomini il pagamento dell’IMU per l’uso dell’area pilotis. Ma i residenti rifiutano di pagare e nel 2024 avviano una causa civile chiedendo alla Fondazione di versare la somma dovuta, liberare i locali entro il termine del comodato (2043) e ripristinarli allo stato originario.
Nel 2025 Prospero Cerabona, storica figura della Fondazione, presenta una nuova richiesta di sanatoria, che il Comune approva nel 2026 in base alla nuova normativa sulla casa. Nove condomini impugnano però il provvedimento davanti al TAR, sostenendo che la richiesta fosse illegittima perché presentata dal comodatario e non dai proprietari.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Enzo Liardo e Ferrante De Benedictis criticano la gestione della vicenda, parlando di un presunto grave abuso edilizio e chiedendo chiarimenti attraverso un accesso agli atti.
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