Caro affitti: a Torino si prospetta rinnovo con un potenziale aumento medio del +20,6%

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Per le famiglie in affitto, con contratti ordinari di lungo periodo (4+4), Il canone medio per un bilocale è di €715 al mese.

Firenze prima per aumenti (+35,3%), seguita da Bologna, Genova e Napoli.

 

All’aumento dei canoni bisogna poi aggiungere un potenziale incremento delle spese condominiali, il che porterebbe per molti ad un importo totale insostenibile. Molte famiglie si vedranno obbligate a cambiare zona o addirittura città, spostandosi dove i canoni sono più bassi.

 Caro energia, crescita dei prezzi del “carrello della spesa” che a settembre 2022 (+10,9% su base annua) hanno raggiunto quelli del mese agosto 1983 e, con molta probabilità, anche caro affitti. È la situazione in cui si potrebbero trovare a breve molti cittadini e famiglie torinesi al termine del loro contratto di affitto a canone di mercato. Considerando il classico contratto di locazione ordinario di lunga durata (4+4) stipulato fra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 a Torino e giunto quasi a scadenza, chi volesse rinnovare potrebbe trovarsi di fronte a un aumento medio del +20,6%, con un canone che potrebbe toccare in media €715 al mese per un bilocale di 70 mq. Un valore comunque inferiore alla media delle otto città metropolitane (+25,6%).

A questi dati, che si riferiscono ai canoni di locazione escluse le spese condominiali, bisognerà aggiungere gli eventuali aumenti relativi alle spese per il riscaldamento e la luce, diventando così per tanti un importo insostenibile. Molte famiglie si vedranno obbligate a cambiare zona o addirittura città, spostandosi dove i canoni sono più bassi.

Sono questi i risultati dell’analisi di Abitare Co., società di intermediazione immobiliare, che ha preso in considerazione quelli che sono i potenziali rinnovi dei contratti ordinari di lunga scadenza che dopo otto anni (4+4) devono essere appunto rivisti. La fotografia scattata fa riferimento alle otto principali città metropolitane (Milano, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Torino), calcolando l’impatto che si potrebbe avere sul mercato immobiliare.

Si tratta di un dato sensibile che ha un forte impatto sociale, considerando che nel 2015 sono stati stipulati a Torino 9.351 contratti di affitto di lungo periodo (4+4), con una superficie media di 71,3 metri quadrati (oggi la superficie media è più bassa: 66,3 metri quadrati).

Gli incrementi maggiori sui canoni a Torino, divisi per zone, ovviamente impattano prima di tutto sulle aree di maggior pregio (+30,8%), mentre nelle aree centrali l’incremento è del +19,5%, in quelle semicentrali del +18% e in quelle periferiche del +14,3%.

Sul fronte dei prezzi, ad esempio, per un bilocale di 70 mq. a Torino occorrono in media circa €715 al mese, escluse le spese condominiali, ma con una notevole differenza in base alla zona: si parte da €470 nelle aree periferiche ed €610 in quelle semicentrali, per arrivare fino a €790 in centro e circa €990 per gli immobili di pregio.

Tra le città metropolitane, ai primi posti troviamo Roma con una media dei canoni mensili, sempre per un bilocale di 70 mq., pari a €1.365 e Milano con €1.300Le città meno care, come canone medio mensile, sono Palermo (€625), Torino (€715) e Genova (€750).

“Oltre alla revisione dei contratti in scadenza, con degli inevitabili aumenti, bisogna poi aggiungere un potenziale incremento delle spese condominiali (soprattutto nelle case con riscaldamento centralizzato), che porterebbe il canone totale mensile a un livello non più sostenibile per molte famiglie che, a quel punto,  si vedranno obbligate a cambiare zona o addirittura città, spostandosi dove i canoni sono più bassi – ha sottolineato Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co. – C’è invece chi, spinto dagli aumenti, opta per l’acquisto di una nuova abitazione, anche se le rate di mutuo sono più care causa dell’aumento del costo del denaro. L’acquisto di una nuova abitazione è inoltre sostenuto dalla migliore efficienza energetica dell’immobile che può ridurre in maniera importante le voci di spesa nel budget famigliare. In realtà – continua Crupi – quello che manca oggi sul mercato italiano è un’offerta di qualità legata al mondo degli affitti, con immobili di nuova generazione che offrono case con servizi condominiali di vario genere. Da una nostra recente indagine su un campione di 1.500 famiglie oltre l’80% ha risposto che sarebbe disposto a pagare un affitto più alto del 15%, rispetto a quanto paga oggi, per una casa nuova dotata di servizi comuni.” 

Esempio di affitto mensile per un bilocale di 70 mq.                                                          (2022, in euro, spese escluse)

Pregio

Centro

Semicentro

Periferia

Media

Roma

2.050

1.650

1.050

700

1.365

Milano

1.930

1.500

1.050

720

1.300

Napoli

1.350

1.050

760

530

925

Torino

990

790

610

470

715

Palermo

850

700

530

410

625

Genova

1.030

850

650

470

750

Bologna

1.050

820

700

580

790

Firenze

1.530

1.170

950

760

1.100

Media

1.350

1.070

790

580

945

Centro Studi Abitare Co.

Variazioni % dei canoni dopo 8 anni (2022/2015)

Pregio

Centro

Semicentro

Periferia

Media

Roma

14,4%

7,7%

24,1%

33,3%

19,9%

Milano

24,1%

15,9%

14,6%

15,1%

17,4%

Napoli

18,6%

31,4%

35,4%

26,8%

28,0%

Torino

30,8%

19,5%

18,0%

14,3%

20,6%

Palermo

35,5%

30,4%

23,3%

16,4%

26,4%

Genova

26,8%

28,3%

29,4%

29,0%

28,4%

Bologna

33,3%

22,8%

26,3%

31,6%

28,5%

Firenze

42,9%

32,5%

33,3%

32,7%

35,3%

Media

28,3%

23,6%

25,6%

24,9%

25,6%

Centro Studi Abitare Co.

 

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