I problemi dei “lavoratori fragili”

Caro Direttore, oggi, in occasione della festività della Madonna di Lourdes, nonché della giornata mondiale del malato, il gruppo “Lavoratori fragili uniti per sopravvivere” 

 vorrebbe sensibilizzare e sollecitare chi di dovere a risolvere la situazione dei lavoratori “fragili”, che da circa un anno attendono risposte concrete.
Il gruppo “Lavoratori fragili uniti per sopravvivere” conta 700 persone ed è nato con lo scopo di condividere più informazioni possibili, in questo periodo di pandemia, tra lavoratori cosiddetti fragili (persone con grave disabilità, immunodepressione, patologie oncologiche, in terapia salvavita, con trapianto d’organo, etc. etc.), impossibilitati ad eseguire lavoro agile per mansione.
La malattia non se la cerca nessuno, ti piomba improvvisamente addosso stravolgendo non solo la tua vita ma anche quella delle persone che ti sono accanto.
Oggi tante persone si ricorderanno di noi, come fanno esattamente il 3 Dicembre, in occasione della giornata mondiale per la disabilità.
Viviamo in un mondo strano, in cui siamo invisibili agli occhi di tutti, politici compresi, che però ci “ricordano” il 3 Dicembre (giornata mondiale della Disabilità) e l’11 Febbraio, spesso con frasi fatte, ma poco “sentite”. Vorrei dire, a tutti coloro che si ricordano di noi persone fragili solo in determinate “occasioni”, che abbiamo un cuore che batte tutto l’anno e meritiamo di essere visti tutto l’anno. Non sappiamo che farcene delle tante belle parole quali “solidarietà”, “uguaglianza dei diritti”, “inclusione”, spese nelle giornate celebrative, quando per il resto dell’anno veniamo ignorati nei fatti. Le belle parole di circostanza stridono con il dato di fatto che ad oggi ai lavoratori fragili (immunodepressi, disabili gravi, oncologici, in terapia salvavita, malati rari, etc.) non sia stata riconosciuta la non computabilità nel comporto dell’assenza (precauzionale) dal lavoro parificata a ricovero ospedaliero, per proteggersi dall’eventuale contagio da Covid sul posto di lavoro (tutela ai sensi dell’art. 26 comma 2 Dl “Cura Italia” e successivi).
Esiste, allo stato attuale, una disuguaglianza tra lavoratori fragili. Quelli di serie A, più tutelati, i cui contratti di lavoro (CCNL) non conteggiano il ricovero nel comporto (periodo massimo in cui il lavoratore assente per malattia/ricovero conserva il posto di lavoro). Dall’altro lato, vi sono i lavoratori fragili di serie B, più penalizzati in quanto in base allo specifico contratto lavorativo il “ricovero” viene conteggiato nel comporto, cioè va a sommarsi alle assenze già fatte (per malattia o per precedenti ricoveri non legati alla pandemia), con conseguenti tagli di stipendio e rischio di licenziamento.
Attendiamo ancora che chi ci governa ponga fine a questa disuguaglianza, attraverso una norma, un decreto o una circolare ministeriale, in cui si dica esplicitamente che l’assenza-ricovero per tutti i lavoratori fragili, dipendenti pubblici e privati, non debba essere conteggiata nel periodo di comporto. Solo attraverso questo atto ufficiale si porrà fine a tale disuguaglianza, che perdura ormai da un anno.
La nostra vita è già difficile ed anche il fatto che non siamo stati inseriti da subito nel piano vaccinale anti-Covid come categoria di persone da vaccinare in via prioritaria (poiché ad elevato rischio), rende l’idea di quanto siamo “considerati”.
In questa giornata mondiale del malato, noi lavoratori fragili chiediamo al nuovo Governo, che sta per “nascere”, di vederci e di sopperire a tale mancanza.
Ci auguriamo che la Madonna di Lourdes ci dia la forza per andare avanti, nonostante la malattia e l’indifferenza di molta gente.

Lavoratori fragili uniti per sopravvivere

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