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DDL Femminicidio, Ruffino: “Coinvolgere scuola e famiglia”

“È stato importante il voto unanime del Senato per l’approvazione del reato di femminicidio. È un primo passo importante delle istituzioni, ora occorre coinvolgere quelle strutture sociali – scuola e famiglia prima di tutto – per modificare quei comportamenti distorsivi nei confronti della donna che sono il frutto di pregiudizi ancestrali, spesso entrati e accolti inavvertitamente nella vita quotidiana. Aggredire una donna è da oggi un reato specifico, perseguibile con pene severe. Sradicare pregiudizi consolidati e rimuovere luoghi comuni incrostati rimane un’opera ancora lunga per la quale occorre mobilitare tutte le leve rese disponibili dalle leggi.” Così l’on. Daniela Ruffino (Azione).

I cattolici in politica e la questione sociale a Torino

È questo il titolo dell’incontro che si terrà a Torino martedì 29 luglio alle ore 17 presso il Dehor del
Caffè Petit Fleur in Piazza Savoia.
All’incontro, promosso da Mino Giachino, partecipano Marco Calgaro, Mauro Carmagnola,
Giampiero Leo e Giorgio Merlo.
La presenza politica dei cattolici, importante e decisiva ieri come oggi in una città come Torino,
non può e non deve ridursi a giocare un ruolo politico puramente marginale. E il convegno
cercherà di dare una risposta politica e concreta a questa domanda”.

Merlo: Centro, ma può davvero allearsi con questa sinistra?

“Ma sarebbe francamente credibile e serio un Centro che si allea con l’attuale sinistra italiana?
Cioè con la sinistra radicale e massimalista della Schlein, con la sinistra populista e giustizialista
dei 5 stelle di Conte e con la sinistra estremista ed ideologica del duo Fratoianni/Bonelli con la
partecipazione straordinaria del segretario della Cgil Landini? E, di grazia, un Centro riformista,
moderato e di governo dovrebbe viaggiare con quella carovana?
Oltre ad essere politicamente e culturalmente innaturale, forse ha davvero ragione l’ex Pci
Goffredo Bettini quando sostiene che il Centro da quelle parti ha senso solo se si nasconde sotto
una ‘tenda’. Ecco, appunto, deve nascondersi in silenzio in un accampamento. Senza disturbare
chi realmente guida la coalizione di sinistra e progressista”.

On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.

Giachino: Val di Susa bloccata come tutti gli anni dai NoTav

Ci rimette l’economia e il lavoro valsusino e piemontese 

Caro direttore,
l’unica Valle bloccata in Europa di sabato a fine luglio quando i turisti di tutta Europa vengono in Italia o se ne ritornano nei loro Paesi perché ai Notav viene concesso tutto, dalla organizzazione a Venaus di un Festival che serve a raccogliere e a far divertire chi si oppone a un’opera che il Parlamento per ben due volte ha votato come strategico e di interesse nazionale. Il Parlamento è l’unico organismo che rappresenta la volontà popolare . Venti anni di manifestazioni Notav hanno rallentato un’opera che farà aumentare la crescita economica del nostro Paese , hanno danneggiato la economia e il lavoro. Disoccupati che da anni aspettano il lavoro. Nel frattempo è aumentato l’inquinamento e l’intasamento del traffico. Nel frattempo il costo dei lavori è aumentato di miliardi con i quali si sarebbe costruita un’altra linea di metropolitana.  Dobbiamo riportare 40.000 persone in piazza Castello come abbiamo fatto nel novembre del 2018? E’ in ballo l’interesse nazionale non bazzecole. Per fortuna che il Comune di Bardonecchia che meriterebbe una medaglia d’oro ha concesso la autorizzazione a tre dicesi tre Trafori internazionali. Cosa ne dice il Ministro dell’Interno?
 
Mino Giachino

Stati Uniti d’Europa: “Cirio, ma quanto ci costi?”

Conferenza stampa del Gruppo Stati Uniti d’Europa e Italia Viva su tasse, riforma IRPEF e caro vita
Lunedì 28 luglio alle ore 9.30, presso la Sala delle Bandiere di Palazzo Lascaris (Via Vittorio Alfieri, 15 – Torino), il Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte ospita in conferenza stampa i parlamentari piemontesi di Italia Viva.
Nel corso dell’incontro si affronteranno i temi legati all’aumento della pressione fiscale e alla riforma dell’IRPEF promossa dal Governo.
Interverranno:
• Vittoria Nallo, presidente del Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte
• Sen. Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva
• Sen. Silvia Fregolent, presidente regionale di Italia Viva
A mille giorni dall’inizio del Governo Meloni e a un anno dall’avvio del secondo mandato Cirio, il risultato è lo stesso: l’aumento delle tasse. Ma la destra non aveva promesso di abbassarle? Invece di mantenere gli impegni presi con gli italiani, continua a fare cassa massacrando i cittadini, riducendo il potere d’acquisto, impoverendo il ceto medio e colpendo chi lavora e produce.
Nel dibattito sull’aumento delle aliquote IRPEF emerge un dato chiaro: la riforma voluta dal Governo non ha semplificato il sistema fiscale né lo ha reso più equo. Al contrario, ha scaricato la responsabilità sugli enti locali, costretti ad aumentare le addizionali per garantire i servizi essenziali. In una Regione come il Piemonte, dove il costo della vita è già elevato e l’inflazione pesa sui bilanci familiari, colpire nuovamente il ceto medio è una scelta ingiusta. Nonostante l’erosione del potere d’acquisto, il gettito fiscale continua a crescere. E la risposta della destra qual è? Nessuna riforma strutturale, nessun intervento coraggioso. Solo nuove tasse. La verità è che sembrano più impegnati a trovare alibi per il loro immobilismo che a difendere davvero gli interessi dei cittadini.
L’incontro sarà un’occasione per denunciare tutto questo e per presentare la posizione del Gruppo Stati Uniti d’Europa e di Italia Viva su un tema che tocca da vicino milioni di famiglie.

STATI UNITI D’EUROPA

I Cattolici in politica e Torino sempre più diseguale

29 luglio ore 17 Torino piazza Savoia
E’ questo il titolo dell’incontro che si terrà MARTEDÌ  29 luglio a partire dalle 17 presso il Dehor del Caffè PETIT FLEUR di Piazza Savoia a Torino.
All’incontro promosso da Mino Giachino partecipano Marco Calgaro, Mauro Carmagnola, Giampiero Leo, Giorgio Merlo.
La presenza politica dei cattolici , importante e decisiva ieri come oggi in una Città come Torino, non può e non deve giocare un ruolo puramente marginale a fronte di tanto disagio , degrado e difficoltà sociali e lavorative. Torino ha bisogno di risposte concrete e importanti.

Cattolici, nessuno ne ha l’esclusiva politica

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo


E ci risiamo. Mino Martinazzoli li chiamava negli anni ‘90 i “cattolici professionisti”. Anni prima,
negli ‘80, Carlo Donat-Cattin ancora più sarcasticamente li bollava come “sepolcri imbiancati”. In
entrambi i casi parliamo di esponenti che, periodicamente, si sentono i depositari esclusivi della
presenza degli stessi cattolici nella vita democratica del nostro paese. Si tratta di personaggi che,
in virtù di una presunta coerenza e di una ineffabile capacità politica, si sentono gli interpreti più
accreditati e quasi esclusivi nel farsi carico di tutto ciò ciò attiene alla cultura, alla tradizione, ai
valori, alle domande e alle istanze che provengono dal vasto, articolato e composito mondo
cattolico italiano. Una sorta, cioè, di “cattolici doc”. Ovvero cattolici di denominazione di origine
controllata e forse anche garantita, come avviene per i migliori prodotti della natura.

Ora, credo sia giunto il momento di ribadire con forza e convinzione la necessità e l’importanza di
riavere una presenza politica autorevole e qualificata nella vita pubblica italiana. Come, d’altro
canto, si rende sempre più necessario riscoprire una cultura politica che in questi ultimi tempi si è
pericolosamente inabissata. Ma il tutto, però, non può non tenere conto di due elementi di fondo
a cui non si può rinunciare se si vuole essere credibili e anche coerenti con la storia del
cattolicesimo politico italiano nella sua declinazione democratica, popolare e sociale.

In primo luogo va riconosciuto sino in fondo, e senza alcun equivoco o tentennamento, il
pluralismo politico ed elettorale dei cattolici Italiani. Non esiste un tribunale della coerenza dei
cattolici in politica. Questa vecchia ed atavica tentazione “catto comunista” di sentirsi i migliori e,
di conseguenza, gli interpreti più coerenti e più credibili nel tradurre la cultura dei cattolici nella
cittadella politica italiana va archiviata definitivamente ed irreversibilmente. E questo non solo
perchè si tratta di una minoranza settaria, faziosa e culturalmente altezzosa ed arrogante che non
rappresenta affatto la stragrande maggioranza dei cattolici italiani. Ma per la semplice ragione che
proprio questa deriva è all’origine dalla crisi della presenza di questa cultura nella vita politica
contemporanea.

In secondo luogo nessun leader – o statista – democratico cristiano, o popolare o cattolico sociale
del passato ha mai pensato di rappresentare le istanze esclusive dei cattolici in politica. E questo
non solo perchè la laicità dell’azione politica è un caposaldo essenziale di una democrazia matura
ed adulta, ma per la semplice ragione che è persin ridicolo intestarsi questa qualifica. Lo era già ai
tempi della cosiddetta unità politica dei cattolici nella Democrazia Cristiana. Anche se, come tutti
sappiamo, l’unità politica dei cattolici non è mai esistita perchè non è mai stata un dogma ma
sempre e solo una scelta politica concreta e coerente con la stagione storica in cui si viveva.
Ecco perchè è ridicola, per non dire grottesca, la tentazione dei soliti noti che periodicamente
fanno capolino nella politica italiana a nome e per conto dei cattolici italiani. Più che ascoltati
vanno semplicemente compatiti.

I cattolici impegnati in politica e una Torino sempre più diseguale?

L’impegno per i problemi della Comunità che è l’oggetto della attività politica e’ il più nobile tra gli impegni proprio perché ha come obiettivo l’interesse generale di una Comunità o di un Paese, mettendo in second’ordine i problemi della propria famiglia. Ecco perché Paolo VI il Papa che lanciò la sua preghiera a Dio affinché salvasse Aldo Moro, il Cardinale che fu vicino alla presenza dei cattolici negli anni della Resistenza e della ricostruzione , diceva che la politica e il più alto gesto di carità , una frase impegnativa che ha resistito nonostante tanti scandali.

Paolo VI, che nella Populorum progressio sosteneva che sviluppo e’ il nuovo modo di dire pace , riteneva che lo sviluppo avrebbe aiutato soprattutto gli ultimi, i senza lavoro etc. Un insegnamento ancor più valido oggi dopo che la globalizzazione ha sì tolto centinaia di milioni di persone dalla fame più assoluta ma ha aumentato a dismisura e in modo insopportabile le diseguaglianze.  Se pensiamo che Valletta l’autore della rinascita della FIAT nel dopoguerra aveva uno stipendio di 10 volte superiore all’operaio mentre Tavares percepiva un emolumento 1000 volte superiore a quello di un suo operaio.
Torino, che da oltre vent’anni ha una crescita economica inferiore alla media nazionale ha visto crescere notevolmente le diseguaglianze tra Quartieri e tra chi sta bene e chi non ha certezze di stipendi o ha stipendi bassi. Non a caso nel 2012 l’Arcivescovo Nosiglia  denuncio’ la situazione di una metà della Città che stava bene che non si accorgeva della metà della Città che stava male. Recentemente il nuovo Arcivescovo Repole, ora Cardinale , ha denunciato la presenza di ampie zone di lavoro povero.  Differenze che in questi anni sono cresciute a causa della bassa crescita economica ma anche a causa delle scelte della Amministrazione comunale che ha puntato tutto sul Centro della Città privilegiando appunto le manifestazioni nell’area centrale, al Lingotto o nella zona dello Stadio Comunale e recentemente nell’area delle OGR , grande restauro a cura della Fondazione CRT.
I cattolici torinesi impegnati in politica sono divisi tra chi da trent’anni appoggia elettoralmente le ultime Amministrazioni della Città e chi dalla opposizione invece lamenta il degrado e il declino di Torino.
Dopo il recente e forte appello del Cardinale Repole ai detentori di capitali importanti a investirli a Torino per rilanciare lo sviluppo , i dati sul risparmio appena usciti confermano che Torino e’ la terza Città per risparmi e per patrimoni mentre la metà della Città che  stava male quattro anni fa oggi sta sicuramente peggio.
Su questo ampio tema martedì prossimo  29 luglio alle 17 , in piazza Savoia nel Dehor del Caffè PETIT FLEUR , si terrà un importante confronto promosso da Mino Giachino, tra quattro esponenti del mondo cattolico impegnati in politica: Mauro CARMAGNOLA , Mino GIACHINO , Gianpiero LEO e Giorgio MERLO e Marco CALGARO.