28 luglio 2026 – “Anche questo bilancio certifica che la Giunta si limita a far galleggiare la Regione, senza affrontare mai i veri problemi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: forte tensione finanziaria, servizi al collasso e risposte zero per le famiglie e le imprese piemontesi. Come forze di opposizione siamo qui a denunciare la distanza tra realtà e propaganda e a proporre soluzioni concrete, chiedendo maggiore equità fiscale a settori che qui contribuiscono meno che in altre regioni (concessioni su cave e acque minerali) e chiedendo maggiori investimenti sui servizi essenziali carenti a partire dai medici di base” dichiara il Segretario regionale del Partito Democratico Domenico Rossi. “Questo assestamento mostra un miglioramento solo apparente. I numeri contenuti nella relazione della Corte dei Conti e della Procura regionale parlano chiaro: il Piemonte non è in ripresa, è in difficoltà. Il disavanzo resta pesante, la sanità peggiora, i territori aspettano risorse e la nostra economia cresce meno del resto del Nord e dell’Italia. La Giunta continua a nascondere i problemi invece di risolverli. Cirio prova a spacciare come “alleggerimento” un micro‑sconto Irpef che vale in media 10 euro all’anno e che vedremo forse nel 2028! Ma i piemontesi ricordano bene che l’anno scorso la stessa Giunta ha aumentato l’Irpef in modo molto più pesante: +33 euro per i redditi tra 15 e 28 mila euro, +106 euro per quelli tra 28 e 50 mila, +145 euro per chi attraversa tutti gli scaglioni. Prima si aumenta, poi si restituisce meno di un caffè al mese. Questo non è alleggerimento fiscale: è polvere negli occhi. La verità è che il Piemonte resta tra le regioni più tassate, mentre la Regione non recupera dove dovrebbe. La situazione della sanità è ancora più preoccupante. Il disavanzo 2025 sale a 213 milioni, contro i 127 dell’anno precedente. Le liste d’attesa non mostrano miglioramenti e il PNRR sanitario è in ritardo su telemedicina, Case e Ospedali di comunità. Intanto la crisi di liquidità blocca Comuni, Province e Terzo Settore: chi eroga servizi aspetta, chi programma interventi resta fermo. Chiediamo un cambio di rotta: basta operazioni contabili e annunci. Servono trasparenza, recupero delle risorse dovute, investimenti veri sulla sanità, pagamenti puntuali ai territori e una politica fiscale meno ingiusta. Il Piemonte ha bisogno di responsabilità, non di propaganda” aggiunge la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero. “L’iter della variazione è stato ridotto ai minimi termini in Commissione, fino al richiamo di oggi in Aula, senza alcuna possibilità di approfondire dettagliatamente il testo e fare domande puntuali – afferma Sarah Disabato, Presidente del Gruppo M5S in Consiglio regionale –. La Giunta continua ad affermare che non ci sono tagli, ma solo “rimodulazioni contabili”, eppure l’analisi della poca documentazione fornita dice il contrario, con riduzioni sui capitoli relativi ad aree protette e parchi, piccoli comuni montani, trasporto pubblico locale. La cosa più grave è che questa Destra non ha minimamente contezza delle priorità del Piemonte, come dimostrano gli ordini del giorno di Cirio e della maggioranza su temi quali la grazia a Roggero o gli scontri dei giorni scorsi per il Tav. Un tema, quest’ultimo, sul quale la Destra ha fatto poi marcia indietro, a riprova della grande confusione che regna sovrana nella maggioranza. Tutto questo mentre il presidente Cirio si rimangia completamente la parola sul tema dell’irpef. L’anno scorso in pompa magna la Giunta Cirio aveva aumentato l’addizionale regionale promettendo che dal 2028 sarebbe stata tagliata, oggi invece ha fatto un passo indietro rinviando la riduzione – forse – al 2029, concedendo gentilmente ai piemontesi uno sconticino per il 2028 di una manciata di euro. Risibile. E non dimentichiamo, tra le tante partite disattese, l’assenza di qualsiasi passo in avanti sul piano di razionalizzazione delle società partecipate, rilevato anche dalla Corte dei Conti, con la compresenza di due società che svolgono attività simili, Finpiemonte S.p.A. e Finpiemonte Partecipazioni S.p.A., in contrasto con quanto previsto dal Testo Unico in materia di Società a Partecipazione Pubblica che mira a ridurre le spese. Tutto ciò, peraltro, con spese di struttura per Finpiemonte Partecipazioni che risultano molto alte. Se su queste e tante altre partite non arriveranno le risposte richieste, depositeremo migliaia di emendamenti per dare battaglia in Aula. Ai piemontesi vanno assicurati servizi adeguati che questa Giunta, come ormai è evidente, non riesce a garantire”. Fa eco la capogruppo AVS Alice Ravinale: “L’assestamento di bilancio presentato dalla Giunta Cirio fotografa tutte le contraddizioni di una Regione costretta a fare i conti con le scelte del Governo Meloni. Mentre Roma taglia le risorse destinate alle Regioni, in Piemonte si continua a raccontare una realtà che non esiste, senza affrontare le vere emergenze che cittadini e cittadine vivono ogni giorno. Come se non bastasse continua a essere venduta come una prospettiva vantaggiosa l’autonomia differenziata, ma nessuno riesce a spiegare concretamente quali benefici porterà al Piemonte, sempre che si possa applicare visti gli squilibri di bilancio. È significativo che nemmeno l’assessore Tronzano sia in grado di indicare quali vantaggi deriverebbero dall’applicazione della riforma. Se persino chi governa la Regione non sa rispondere a questa domanda, è evidente che siamo di fronte più a niente più che uno slogan. Manca una strategia per rafforzare il welfare, sostenere la sanità pubblica e garantire servizi essenziali. Ancora una volta si preferisce la propaganda alle risposte concrete di cui il Piemonte avrebbe bisogno. Restano per esempio senza copertura le risorse necessarie per dare risposta alle oltre 11 mila persone in lista d’attesa nelle RSA e alle 12.000 in attesa di cure domiciliari: migliaia di persone non autosufficienti e le loro famiglie continuano a essere lasciate sole, mentre la Regione rinvia ancora una volta un investimento indispensabile. O manca il rispetto di impegni che pure il Consiglio aveva già preso rispetto ai maggiori fondi da destinare alla salute mentale, con una situazione sempre più critica sul territorio, o ai disturbi del comportamento alimentare. Tutto questo, mentre si trovano senza battere ciglio 2,5 milioni di Euro per garantire la “sciabilità” delle piste della Via Lattea a fronte dei cantieri del futuro Club Med di Sestriere”.A chiudere il quadro sulle criticità del provvedimento è la consigliera regionale Vittoria Nallo: “Ci viene raccontato un assestamento quasi tecnico, come se non ci fossero scelte politiche da fare, ma la realtà è che questo documento evidenzia un’incapacità cronica di decidere e di tracciare una visione per la nostra regione. Non si tratta soltanto dell’opposizione che esprime preoccupazione. La fragilità finanziaria del Piemonte è certificata nero su bianco dalla Corte dei Conti ed è emersa con chiarezza persino dentro la stessa maggioranza, dove si è arrivati a depositare ordini del giorno per sollecitare il recupero delle entrate del bollo auto e il pagamento dei debiti verso i Comuni. A fronte di questi problemi, si preferisce fare cassa con tagli inaccettabili, come la riduzione di 130 mila euro sui capitoli della sicurezza integrata e della formazione della polizia locale, risorse essenziali per i territori. La propaganda e gli annunci di facciata della Giunta Cirio non bastano più, servono scelte coraggiose e risorse reali per permettere al Piemonte di tornare finalmente a crescere”.
“Come quella del 10 Novembre 2018”
Il PLD Torino ha partecipato alla Maratona Oratoria promossa dall’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” davanti alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, per riportare al centro del dibattito una delle più gravi emergenze dimenticate del Paese: la condizione delle carceri italiane.
I numeri del carcere di Torino descrivono una situazione critica: 1.511 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.113 posti, con un tasso di sovraffollamento del 141%. A fronte di un organico previsto di 901 agenti di Polizia Penitenziaria, quelli effettivamente in servizio sono circa 762, costretti a turni sempre più gravosi. Un disagio che colpisce anche il personale, tanto che il corpo della Polizia Penitenziaria registra un numero di suicidi che rappresenta una delle emergenze più drammatiche del sistema. Nel carcere torinese, inoltre, circa il 45% della popolazione detenuta è composta da cittadini stranieri.
«Parlare di carcere significa parlare di sicurezza. Uno Stato credibile non si limita a infliggere la pena, ma garantisce che essa rispetti la Costituzione e persegua il reinserimento della persona», hanno dichiarato il Segretario Francesco Aglieri Rinella e l’avv. Davide Fichera, Responsabile Giustizia nella Segreteria Provinciale, «Tutte le persone detenute, prima o poi, torneranno in libertà. La domanda che la politica dovrebbe porsi è: come usciranno? Un carcere che produce solo emarginazione e disperazione non genera più sicurezza, ma aumenta il rischio di recidiva».
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
I Moderati esprimono la propria piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati nella tutela della sicurezza del cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione.
Condanniamo con assoluta fermezza le gravi e inaccettabili violenze avvenute sabato 24 luglio in Val di Susa. Gli attacchi ai danni delle Forze dell’Ordine e delle infrastrutture del cantiere non hanno nulla a che vedere con il legittimo diritto di manifestare il proprio dissenso: sono atti di violenza che meritano una condanna netta e senza ambiguità.
Riteniamo altrettanto grave ogni forma di giustificazione, minimizzazione o sostegno nei confronti di questi episodi. Chi alimenta o legittima la violenza contribuisce ad avvelenare il confronto democratico e a mettere a rischio la sicurezza delle persone.
Ai rappresentanti delle istituzioni e alle Forze dell’Ordine va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto a tutela della legalità e dell’interesse pubblico.
Giacomo Portas, Leader dei Moderati
Carlotta Salerno, Assessora della Città di Torino
Simone Fissolo, Capogruppo dei Moderati in Comune
Ivana Garione, Vicecapogruppo dei Moderati in Comune
Scontri No Tav, Lo Russo: “Condanna senza ambiguità”
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo condanna “le gravissime violenze e i pesanti danneggiamenti avvenuti durante la manifestazione No Tav in Valle di Susa meritano una condanna ferma e senza alcuna ambiguità”. Aggiunge il sindaco: “il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un valore fondamentale della nostra democrazia e merita sempre piena tutela. Aggressioni, lanci di pietre e bombe carta, incendi e atti vandalici contro le Forze dell’Ordine sono inaccettabili e compromettono la sicurezza delle persone e il confronto democratico. Esprimo piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati in Valle di Susa e piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori per accertare le responsabilità”
Nasce Sinistra Italiana a Piossasco
Eletto il segretario di circolo Vittorio Spadon alla presenza del segretario provinciale Alberto Re e della segretaria regionale Alice Ravinale.
Lunedì 20 luglio si è costituito ufficialmente il circolo territoriale di Sinistra Italiana a Piossasco. L’assemblea degli iscritti ha sancito l’avvio formale del percorso politico locale eleggendo all’unanimità Vittorio Spadon nel ruolo di Segretario.
All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti provinciali e regionali del partito Alice Ravinale, Valentina Cera, Alberto Re e Luca La Vaille.
Il viaggio del circolo inizia ufficialmente adesso, con tanto lavoro da fare e un invito aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è quello di crescere, collaborando attivamente con tutte le forze politiche, civiche e associative del territorio che condividono gli stessi principi progressisti con l’ambizione di partecipare attivamente al governo della città.
“Oggi non è l’inizio improvviso di un percorso, ma l’evoluzione naturale dell’impegno e della cittadinanza attiva che abbiamo già dimostrato in anni di attivismo sul territorio” dichiara Spadon. Il neo-segretario ha tracciato la linea politica e di lavoro del circolo che sarà fondata su quattro pilastri: ecosocialismo, femminismo, antifascismo e pacifismo.
“A Piossasco vogliamo dimostrare che la politica non è fatta di slogan urlati o radicalizzazioni sterili”, continua Spadon, “siamo qui per supportare una transizione ecologica concreta, per praticare la parità reale contro ogni violenza di genere e per custodire i valori della Resistenza, mantenendo i nostri spazi sempre aperti e plurali”.
“Siamo molto felici e orgogliosi della nascita del circolo di Sinistra Italiana a Piossasco” commenta Alberto Re, segretario provinciale del partito, “Sinistra Italiana cresce e si rafforza in tutta la provincia di Torino, all’interno di un percorso ormai consolidato che è Alleanza Verdi Sinistra, con cui siamo già protagonisti nei tantissimi comuni dove governiamo. La presenza costante e attenta nei territori sarà il fondamentale volano anche per le prossime elezioni politiche, dove insieme a tutto il mondo progressista e antifascista vogliamo costruire la vera alternativa alla peggiore destra di governo”.
Per informazioni o adesioni è attivo un indirizzo mail del circolo sinistraitalianapiossasco@gmail.com
cs
Nella foto Alice Ravinale
Tav, Giachino: “il progetto non è obsoleto”
LETTERA APERTA A MARCELLO SORGI
Caro #Marcello, grande giornalista, grandeDirettore, simpatico amico da anni, #sulla #TAV stamane #sbagli. Dire che il progetto è obsoleto è assolutamente sbagliato. È sbagliato dal punto progettuale? Spiegalo. È sbagliato dal punto di vistalogistico? No, è ancora più valido di prima perché ledifficoltà dei collegamenti via mare aumenterannol’importanza dei collegamenti ferroviari con l’Est. Non a caso si sta studiando il corridoio Imec.
La TAV è ancora più importante di prima, non solo perché noi verso la Francia esportiamo più di quanto importiamo di quasi 20 miliardi, ma perché il trasporto merci, che come si vede è vitale per le economie di tutto il mondo. Lato Francia il traffico va tutto su strada perché trainare migliaia di tonnellate col treno sino a 1300 m al vecchio Tunnel costa tantissimo. Risultato: mentre verso la Svizzera, che ha costruito negli ultimi dieci anni ben 2 Tunnel simili alla TAV, il 70% del traffico va su rotaia, al Brennero il 30% del traffico va su rotaia, tanto è vero che lì si sta costruendo un Tunnel come la TAV. Verso la Francia, dove passano merci dirette alla Gran Bretagna e alla Spagna, solo il 7% dei trasporti va su rotaia e il 93% su strada.
Ogni anno sull’Autostrada A4, che è gemella del corridoio Mediterraneo, passano 3 milioni di TIR. Come sai, i trasporti secondo ENEA valgono quasi1/3 dell’inquinamento e l’Italia è sotto proceduradi infrazione per l’inquinamento della PianuraPadana. Dalla Cina arrivano, con tutte le difficoltà e le limitazioni, quasi 20 mila treni merci all’anno. Il futuro del trasporto è su rotaia, l’unico mezzo che non inquina. L’economia mondiale si reggesui trasporti e sulla logistica, molto sul mare eoggi molto sulla strada, inquinante. Diminuire il traffico su strada diminuirebbe anche l’incidentalità e la mortalità per incidentalità stradale, che soloin Italia ci costa oltre 3.000 morti e 30 miliardi.
Per l’Italia essere punto di passaggio di merci e passeggeri in arrivo da tutto il mondo è unaricchezza. L’Italia, con la costruzione dei corridoiferroviari europei, tutti collegati ai porti, diventerà la porta dei traffici europei da e verso l’Africa, il Medio e l’Estremo Oriente. Oggi le merci in arrivo dalla Cina e dall’Est, senza il CorridoioMediterraneo, salgono verso Duisburg in Germaniae di lì scendono una parte verso l’Italia, una parte verso la Francia e la Spagna. In questo modo noi perdiamo traffici, lavoro logistico, entrate fiscali ePIL, mentre come sai noi abbiamo assoluto bisogno di crescere molto di più di quanto cresciamo oggi, avendo un Debito pubblico di oltre 3200 miliardi.
Dopo la nostra grande Manifestazione SITAV di Piazza Castello (10.11.2018), l’Europa, che partecipa come sai alla costruzione del Tunnel, ha deciso di cofinanziare anche la tratta italiana che esce dal Tunnel verso Torino. Con gli investimenti in corso nei corridoi ferroviari e con la costruzione dellanuova Diga al porto di Genova, l’Italia potrebbe crescere di almeno 1 punto di PIL all’anno inpiù e vedi come sarebbe contento Giorgetti.
Per questo non capisco perché la #MELONI non riaffermi la strategicità della TAV. Se chi va al Governo avesse studiato di più #CAVOUR avrebbe capitoche per il nostro grande Statista prendere i traffici in arrivo dal Canale di Suez e diretti verso l’Europa era un grande obiettivo. Oggi che la nostra economia cresce solo dello zero virgola lo è ancora di più.
Nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del secolo, il Traforo del Frejus. Cavour, quando il Re sottolineava le perplessità della minoranzaparlamentare di allora, rispose: “Maestà, noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”.
La nostra economia, senza il surplus negli scambi commerciali, sarebbe più povera e il benessere sarebbe minore. Il commercio internazionale passa dove ci sono i porti, gli aeroporti, le reti ferroviarie, autostradali e logistiche più efficienti.
Se per l’Italia la TAV è importante, per Torino la TAV è fondamentale. Oggi Torino è in alto a sinistra della cartina italiana. Con la TAV, Torino sarà unadelle fermate più belle della rete dei trasporti delfuturo. Se i politici torinesi e piemontesi avessero studiato di più non solo Cavour ma anche Peyron e il Prof. Giuseppe Grosso, il migliore Presidente dellaProvincia di Torino, capirebbero che Torino con la TAV sarà al centro della TAV Valley che comprenderà Milano, Genova, Torino e Lione. 800 miliardi diPIL, quasi 40 Atenei e Centri di ricerca mondiali.
Ecco perché chi ha consentito il Festival della Felicità, base organizzativa della marcia di ieri e degli scontri inqualificabili, non ha fatto gli interessi di Torino e delPaese. Basta con i pesci in barile. La TAV è il bene comune, quel bene comune di cui parlava Leone XIII quando scrisse ottantunenne la Rerum Novarum.
Mino Giachino
gia’ Sottosegretario alle Infrastrutture
Centro, ora serve una Costituente
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
È ormai sempre più evidente che esiste un’alternativa politica, culturale e programmatica realisticamente praticabile rispetto agli “opposti estremismi” oppure, con maggiore finezza lessicale, agli “opposti populismi” che stanno caratterizzando e inquinando la vita democratica del nostro Paese.
Un’alternativa che deve crescere, allargarsi econsolidarsi se non vogliamo che le peggiori derive di stampo antidemocratico e anticostituzionale si diffondano ulteriormente. Del resto, dobbiamo prendere atto che i due schieramenti maggioritari sono ormai attraversati da una vena populista, estremista eradicale che difficilmente potrà essere ridimensionata.
Il profilo politico e culturale della sinistra è oggisegnato dal radicalismo massimalista di Elly Schlein, dal populismo demagogico del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, dall’estremismo ideologico del trio Fratoianni-Bonelli-Salis e dal pansindacalismo classista della CGIL di Maurizio Landini. Il tutto accompagnato e amplificato da ungiornalismo televisivo che, da anni, contribuiscead alimentare questa impostazione.
Sul versante del centrodestra, il sovranismorappresenta ormai una cifra politica consolidata, tanto da non richiedere ulteriori approfondimenti. Anche in quella coalizione il Centro è ormaisoltanto un pallido ricordo, mentre l’irruzionedel generale Roberto Vannacci è destinata adaccentuare ulteriormente questa deriva.
Sul fronte opposto, invece, la nuova e aggiornata”gioiosa macchina da guerra”, per richiamare una celebre espressione della Seconda Repubblica, sembra aver abbandonato ogni ambizione autenticamente riformista per tornare a una logica di alleanze riconducibile ai vecchi “partiti contadini” della tradizione sovietica, sotto l’attenta regia politica di Goffredo Bettini.
Un Centro autonomo e riformista
È proprio in questo contesto che si rafforza lanecessità di un Centro autonomo, autenticamentedemocratico, rigorosamente riformista, culturalmenteplurale e politicamente orientato al governo.
Un’alternativa che non può mancare in una stagione segnata da una pericolosa radicalizzazione del confronto politico, dove ogni posizione responsabile, equilibrata, rispettosa e riformista viene sistematicamente sacrificata sull’altare della polarizzazione ideologica.
Una deriva che finisce inevitabilmente per trasformare l’avversario in un nemico da eliminare, anziché in un interlocutore con cui confrontarsi democraticamente.
La necessità di una Costituente
Per costruire una prospettiva davvero credibile di Centro, riformista e democratica, è arrivato ilmomento di dare vita a una Costituente nazionaleche rappresenti concretamente la volontà di mettere in campo un progetto politico largo, plurale, articolato e capace di intercettare letante domande che provengono dalla societàe che, negli ultimi anni, non hanno trovato un interlocutore politico serio, credibile e affidabile.
Una Costituente che, partendo dall’iniziativagià avviata da Pina Picierno, Carlo Calenda e da numerosi gruppi, associazioni, movimenti e partiti, sappia raccogliere anche il contributo di tuttequelle culture politiche che, per loro natura, non possono riconoscersi nelle derive del radicalismo, dell’estremismo, del massimalismo e del populismo.
Una scelta per la democrazia
Ecco perché oggi si impone una nuova, aggiornata e contemporanea Costituente di Centro.
Non soltanto per dare finalmente forma compiuta a un progetto politico che ancora non esistenella sua piena organicità, ma soprattutto per salvaguardare e rafforzare la qualità della nostra democrazia, evitando che continuino ad affievolirsii principi e i valori fondanti della Costituzione.