E’ un grande traguardo, frutto del lavoro che anche se dell’opposizione siamo riusciti a portare avanti in questi due anni di Legislatura.
Lo screening neonatale esteso è realtà anche in Piemonte. Cosa significa esteso? Che sarà allargato a patologie come l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), per cui una diagnosi precoce può cambiare il decorso della malattia e la vita dei bambini e delle loro famiglie.
Dopo la nostra mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2024, l’Assessore alla Sanità ha avviato un gruppo di lavoro per estendere lo screening neonatale. E non abbiamo mai smesso di insistere, con interrogazioni e, solo pochi mesi fa, con emendamenti che ne hanno permesso l’inserimento all’interno del Piano Socio-Sanitario (il più importante atto di programmazione della sanità regionale!).
Oggi quel percorso è finalmente diventato realtà. Il numero delle patologie individuabili alla nascita passerà da 49 a 65, e 7 di queste (come la MLD) non sono comprese nei LEA nazionali, il cui aggiornamento è ancora in corso.
Con una semplice goccia di sangue sarà possibile diagnosticare precocemente queste patologie e iniziare subito le cure, offrendo a tanti bambini una prospettiva di vita diversa.
Vittoria Nallo
Consigliera Regionale IV – SUE
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IL COMMENTO DI ROSSO E FONTANA
«Sinceramente siamo estremamente delusi dall’avviso pubblico pubblicato dal Comune di Torino per la raccolta di manifestazioni d’interesse per l’immobile che ospitava Askatasuna. Ci aspettavamo che, sull’esempio del Comune di Rivoli per le richieste di occupazione temporanea del suolo pubblico, contenesse come criterio una dichiarazione antianarchica.
Comprendiamo che fosse difficile per Lo Russo pretenderla, visti i suoi compagni di viaggio attuali e prossimi (Avs e M5s, n.d.r.). Sinceramente, però, avendo atteso per otto mesi notizie dal Comune sul futuro dell’immobile, considerati i costi che hanno dovuto e continuano a sostenere i contribuenti per tenerlo libero, ci saremmo aspettati un annuncio più ambizioso e di natura pubblica. L’Amministrazione cittadina, invece, continua a flirtare con Askatasuna: ne prendiamo atto e, a questo punto, non possiamo che chiedere ai torinesi lo sgombero del Sindaco per liberare Torino!»
Questa la dura presa di posizione del senatore Roberto Rosso e di Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e segretario cittadino di Forza Italia a Torino.
Giorgia Meloni potrebbe vincere le elezioni del 2027 per una ragione tanto semplice quanto politica: oggi è l’unica leader con un’identità chiara e una coalizione che, pur con differenze interne, continua a riconoscerne la guida.
Nel campo opposto, invece, il problema non è solo il programma, ma soprattutto il volto. Elly Schlein guida il Partito Democratico, ma fatica a diventare il punto di riferimento di tutto il centrosinistra. Giuseppe Conte conserva un consenso importante nel Movimento 5 Stelle, ma resta una figura divisiva per molti potenziali alleati. Altri nomi, come Stefano Bonaccini, Dario Nardella o Silvia Salis, vengono periodicamente evocati, senza però trasformarsi in una candidatura capace di aggregare davvero l’opposizione.
Le elezioni non si vincono soltanto contro un governo: si vincono offrendo un’alternativa credibile. E oggi questa alternativa non ha ancora un leader riconosciuto.
Se il centrosinistra continuerà a rincorrere il candidato giusto mentre il centrodestra si presenterà con una guida già consolidata, Meloni arriverà al voto del 2027 con un vantaggio difficilmente trascurabile. In politica il vuoto di leadership si paga, e finora è l’opposizione a pagarne il prezzo.
Enzo Grassano
Renzi folgorato sulla via di Conte
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Renzi folgorato sulla via di Conte: un mix tra sorpresa e delusione
“Bocciati tutti i miei emendamenti per cultura e turismo. Ma la battaglia continuerà”
3 agosto 2026 – “Ancora una volta – dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo – la maggioranza ha scelto di non investire sulla cultura, sulla lettura, sulle biblioteche, sugli ecomusei, sulle Pro Loco e sulla promozione turistica. Tutti gli emendamenti che ho presentato all’Assestamento di Bilancio sono stati bocciati, nonostante fossero interventi mirati, sostenibili e fondamentali per il Piemonte e per i piemontesi”.
Gli emendamenti riguardavano incrementi puntuali su capitoli strategici: dai contributi per attività culturali e di spettacolo (si proponeva un incremento di 250.000 euro per ciascuna annualità»), ai finanziamenti agli enti culturali convenzionati (si proponeva di richiedere un incremento di 2.000.000 euro per ciascuna annualità), passando per biblioteche, archivi, editoria piemontese, librerie indipendenti, ecomusei, Sacri Monti, Pro Loco e promozione turistica locale.
“Parliamo di realtà che tengono viva la nostra identità, che generano comunità, lavoro, attrattività. La Giunta ha scelto di non ascoltare né noi né i territori. Ma la battaglia non finisce qui: ripresenterò tutti questi emendamenti nel prossimo Bilancio. Il Piemonte merita una politica culturale e turistica all’altezza delle sue potenzialità” conclude la Consigliera regionale Pd.
Il Centro e le 2 culture fondamentali
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Il progetto di un Centro autonomo, riformista, democratico e di governo è, oggi, quanto mai essenziale e decisivo. E non solo per rafforzare la qualità della nostra democrazia ma anche, e soprattutto, per attenuare gli effetti devastanti di quella radicalizzazione del conflitto politico e di quella polarizzazione ideologica che sono ampiamente cavalcati dalle leadership dell’attuale sinistra e di, conseguenza, della destra contemporanea. E proprio un Centro autonomo, schiettamente riformista e con una solida e credibile cultura di governo, può invertire questa rotta negativa e nefasta per la prospettiva concreta delle nostre stesse istituzioni democratiche. Ora, come insegnano le principali esperienze politiche centriste e riformiste della seconda repubblica, ci sono due componenti culturali – accanto ad altre, come ovvio e persino scontato – che possono e devono giocare un ruolo decisivo nella costruzione di questo progetto politico. In piena sintonia anche e soprattutto con la storia democratica del nostro paese. Le componenti fondamentali – o culture politiche o filoni di pensiero – che sono e restano decisive al riguardo sono l’area liberal/ democratica, laica e repubblicana e quella cattolico popolare e cattolico sociale. Due componenti che, come insegna l’ultimo grande partito centrista, riformista e culturalmente plurale, ovvero la Margherita, rappresentano il perno attorno al quale decolla un credibile progetto centrista. Al riguardo, è di tutta evidenza che si tratta di due tradizioni di pensiero e di due culture politiche che semplicemente non esistono più – o se esistono non giocano alcun ruolo significativo perché nascoste dagli azionisti principali – all’interno dei due schieramenti maggioritari. Che, com’è evidente a tutti, sono dominati in senso letterale da componenti riconducibili a precise derive: da quella massimalista a quella radicale, da quella estremista a quella sovranista. Sensibilità, culture, approcci e derive che erano, sono e restano quasi scientificamente alternativi rispetto a qualsiasi cultura o progetto o prospettiva centrista. Ma, per tornare alle due componenti fondamentali, è abbastanza evidente che il progetto guidato da Pina Picierno e da Carlo Calenda in vista delle prossime elezioni politiche del 2027, non può fare a meno di esaltare con forza e convinzione il profilo e le potenzialità di questi due grandi ceppi culturali. Appunto, l’area liberal/democratica e laico repubblicana e quella componente che storicamente ha accompagnato, e caratterizzato, l’evoluzione e la crescita della nostra democrazia. Cioè quella cattolico popolare e cattolico sociale. E questo non solo perchè si recupera un prezioso tassello storico del passato ma per la semplice ragione che la stessa cultura di governo è solida e credibile solo se è affiancata dal contributo decisivo di quelle tradizioni ideali e da quei filoni di pensiero che garantiscono di centrare quell’obiettivo senza degenerare o cavalcare derive che rischiano di minare le stesse fondamenta democratiche del nostro paese. Del resto, non passa attraverso la riscoperta degli “opposti estremismi” o, per dirla con un linguaggio più contemporaneo, degli “opposti populismi”, la strada migliore per avere governi seri, coerenti, credibili ed efficaci senza intraprendere avventure rischiose ed imponderabili. Ecco perchè il progetto di un Centro autonomo deve, sempre di più, rafforzare, affinare, irrobustire e rilanciare quelle culture che sono e restano fondanti per dare linfa e consistenza politica ad un progetto che oggi è semplicemente decisivo per le sorti stesse della nostra democrazia.