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Regina-S. Anna, Pentenero (pd): “Fuori la dirigenza pubblica dallo scontro politico”

11 agosto 2026 – In merito alle polemiche relative ai costi dello scorporo del Regina – S.Anna, abbiamo notato che Cirio e Riboldi hanno preferito il silenzio, chiedendo di replicare al direttore della nuova azienda, Adriano Leli. Pensiamo che Cirio e Riboldi abbiano commesso un errore a far intervenire nel dibattito politico un dirigente pubblico. In primo luogo, perché i rilievi del collega Valle non riguardano solo i costi in capo all’azienda che dirige il dottor Leli e quindi esondano dal suo ambito di competenza e conoscenza. In secondo luogo, perché la dirigenza pubblica, in ossequio ai doveri costituzionali di disciplina, onore, imparzialità e buon andamento, è un patrimonio collettivo che andrebbe preservato dallo scontro politico: non è certo un caso che il collega Valle si rivolga nel suo comunicato si rivolga alla Regione e a chi la rappresenta. Nella dirigenza e nella pubblica amministrazione tutta, ogni parte politica deve sapere di poter trovare un interlocutore corretto e leale, tanto quando si esercita il compito di controllo e verifica che la Costituzione assegna alle minoranze, tanto quando invece, nella fisiologica alternanza, si governa e si esercita il potere di indirizzo. Mettersi a fare battute sul caldo, con i problemi che questo sta portando alla nostra Regione e in particolare al nostro Sistema Sanitario in affanno, non è certo un buon viatico per costruire fiducia e leale collaborazione. Infine, al di là di tutto questo, il vero problema è un altro: Cirio e Riboldi, hanno sempre dichiarato che lo scorporo sarebbe stato realizzato a costo zero, invece le parole del dottor Leli ci confermano che sarà oneroso, esattamente come il Partito Democratico ha affermato in più di un’occasione.

Gianna Pentenero – Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale.

Ex-Fonderie Nebiolo, Futuro Nazionale lancia la mobilitazione contro la moschea

È stata presentata questa mattina, presso l’URP del Comune di Torino, la richiesta di una delibera di iniziativa popolare riguardante il complesso delle ex Fonderie Nebiolo di via Bologna, area destinata alla realizzazione di una moschea.

Una cinquantina tra militanti e sostenitori di Futuro Nazionale si sono radunati in piazza Palazzo di Città per depositare la proposta che chiede la revoca della concessione dell’area alle comunità islamiche e la sua destinazione alla realizzazione di un grande centro congressi, delibera promossa da Enrico Forzese, esponente di Futuro Nazionale. Fra i partecipanti, i consiglieri della Circoscrizione 6 di Futuro Nazionale: Enrico Scagliotti e Massimo Robella, oltre a vari referenti dei comitati costituenti del partito, fra cui Giampaolo Mussano, Gigi Morello, Gianpiero Alaimo, Enzo Vita, Maurizio Maffei, Fabrizio Fiore.

“La Torino cristiana e romana, ben rappresentata dalla statua del Conte Verde, non ha bisogno di una moschea nel cuore della Città. Riteniamo che questo progetto faccia parte di una precisa agenda tendente alla sostituzione etnica nei nostri quartieri, portata avanti dal Sistema Torino e dai suoi circolini di potere, in sfregio ai residenti di Aurora e Barriera, che hanno bisogno di altri servizi che restituiscano valore al quartiere.” attacca Enrico Forzese, esponente di Futuro Nazionale e primo propositore della delibera.

“La nostra proposta nasce dalla volontà di dare a quest’area una funzione strategica per il futuro della città. Torino ha bisogno di una struttura che oggi manca: un grande centro congressi capace di ospitare grandi eventi e manifestazioni di rilievo, sostenendo cittadini e imprese e creando nuove opportunità per il territorio. Vogliamo spazi capaci di riportare Torino al centro dei grandi circuiti nazionali e internazionali“, continua Forzese.

Sulla stessa linea l’on. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: “Anche a Torino assistiamo a quello che consideriamo un atteggiamento troppo remissivo del centrodestra, che sembra aver rinunciato a contrastare i processi di islamizzazione e di trasformazione demografica che interessano l’Italia. Futuro Nazionale intende invece rappresentare un’opposizione netta a questo progetto e difendere una precisa idea di città e di identità nazionale”.

PD allo sbando: il campo largo è una finzione, comanda Conte!

 

Il “campo largo” si sta rivelando per quello che è: una formula vuota, buona per i convegni ma incapace di trasformarsi in un vero progetto politico. E mentre il Partito Democratico continua a raccontare l’illusione dell’unità, è Giuseppe Conte a dettare le regole del gioco.
Il PD appare sempre più succube delle scelte del leader del Movimento 5 Stelle, costretto a inseguire, mediare ed arretrare. Elly Schlein, che avrebbe dovuto rilanciare il partito, si ritrova invece a guidare una forza politica senza peso negoziale, incapace di imporre una linea o una leadership.
Ogni vertice finisce allo stesso modo: Conte alza il prezzo, il PD abbassa la testa. Altro che alleanza tra pari. È un rapporto sbilanciato in cui uno decide e l’altro si adegua.
Se questo è il futuro del centrosinistra, il campo largo è già finito prima ancora di cominciare. E il Partito Democratico rischia di restare il grande comprimario di una partita giocata da altri.

Enzo Grassano

Pd: “Non pagati i lavoratori delle aziende che consegnano pannolini”

  “La Regione chiarisca immediatamente la situazione”

«Negli ultimi giorni sono stato contattato da alcuni lavoratori e lavoratrici delle aziende subappaltatrici impegnate nel servizio di consegna dei pannolini e degli ausili assorbenti. Le segnalazioni ricevute riferiscono di stipendi non corrisposti che sarebbero conseguenza del mancato pagamento delle fatture da parte dell’azienda appaltatrice. Si tratta di una situazione che desta forte preoccupazione e che richiede un’immediata verifica da parte della Regione Piemonte.» Lo dichiara Angelo Catanzaro, consigliere comunale del Partito Democratico di Torino.

«Non conosco quale sia la reale situazione e proprio per questo chiedo all’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, di accertare con la massima urgenza quanto sta accadendo. Se le segnalazioni ricevute dovessero trovare conferma, ci troveremmo di fronte a una vicenda gravissima che coinvolge lavoratori, lavoratrici e le loro famiglie, oltre a un servizio essenziale destinato a migliaia di persone fragili. È necessario fare immediatamente chiarezza e, qualora emergano criticità, intervenire senza ulteriori ritardi affinché nessun lavoratore debba subire le conseguenze di eventuali ritardi nei rapporti economici tra aziende.»

Alla richiesta di chiarimenti si unisce Claudio Cerrato, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale a Torino.

«Ci aspettiamo una risposta immediata dall’Assessore Riboldi. Quando sono in gioco gli stipendi dei lavoratori e un servizio fondamentale rivolto alle persone più fragili non c’è spazio per rinvii o silenzi. La Regione ha il dovere di chiarire rapidamente quale sia la situazione e di adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire sia il rispetto dei diritti dei lavoratori sia la continuità del servizio. Chiediamo trasparenza, tempi certi e responsabilità: nessuna famiglia deve vivere nell’incertezza e nessuna persona fragile deve correre il rischio di vedere compromesso un servizio indispensabile.»

Sulla vicenda interviene anche Laura Pompeo, consigliera regionale del Partito Democratico.

«Se la situazione fosse effettivamente quella che emerge dalle segnalazioni ricevute, ci troveremmo di fronte a un fatto estremamente grave. Alla ripresa dei lavori del Consiglio regionale depositerò immediatamente un’interrogazione per conoscere la reale situazione, le eventuali responsabilità e le iniziative che la Giunta intende assumere. Il compito dell’Assessore Riboldi è porre immediato rimedio. Se non è in grado di farlo, intervenga direttamente il Presidente Cirio. Comprendiamo che il Presidente abbia in questo momento altre priorità, come le imminenti elezioni politiche nazionali, ma il Piemonte non può essere messo in secondo piano. Qui ci sono lavoratori che attendono il proprio stipendio, famiglie che vivono nell’incertezza e persone fragili che hanno diritto a un servizio essenziale. Da Palazzo Lascaris ci aspettiamo risposte immediate e fatti concreti, non il silenzio.»

Angelo Catanzaro

Consigliere comunale di Torino – Partito Democratico

Claudio Cerrato

Capogruppo Partito Democratico – Consiglio comunale di Torino

Laura Pompeo

Consigliera regionale del Piemonte – Partito Democratico

Nallo: “Lo screening neonatale esteso è realtà anche in Piemonte”

E’ un grande traguardo, frutto del lavoro che anche se dell’opposizione siamo riusciti a portare avanti in questi due anni di Legislatura.

Lo screening neonatale esteso è realtà anche in Piemonte. Cosa significa esteso? Che sarà allargato a patologie come l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), per cui una diagnosi precoce può cambiare il decorso della malattia e la vita dei bambini e delle loro famiglie.

Dopo la nostra mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2024, l’Assessore alla Sanità ha avviato un gruppo di lavoro per estendere lo screening neonatale. E non abbiamo mai smesso di insistere, con interrogazioni e, solo pochi mesi fa, con emendamenti che ne hanno permesso l’inserimento all’interno del Piano Socio-Sanitario (il più importante atto di programmazione della sanità regionale!).

Oggi quel percorso è finalmente diventato realtà. Il numero delle patologie individuabili alla nascita passerà da 49 a 65, e 7 di queste (come la MLD) non sono comprese nei LEA nazionali, il cui aggiornamento è ancora in corso.

Con una semplice goccia di sangue sarà possibile diagnosticare precocemente queste patologie e iniziare subito le cure, offrendo a tanti bambini una prospettiva di vita diversa.

Vittoria Nallo

Consigliera Regionale IV – SUE

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Aska, Forza Italia: “Dov’è la dichiarazione antianarchica?”

IL COMMENTO DI ROSSO E FONTANA

«Sinceramente siamo estremamente delusi dall’avviso pubblico pubblicato dal Comune di Torino per la raccolta di manifestazioni d’interesse per l’immobile che ospitava Askatasuna. Ci aspettavamo che, sull’esempio del Comune di Rivoli per le richieste di occupazione temporanea del suolo pubblico, contenesse come criterio una dichiarazione antianarchica.
Comprendiamo che fosse difficile per Lo Russo pretenderla, visti i suoi compagni di viaggio attuali e prossimi (Avs e M5s, n.d.r.). Sinceramente, però, avendo atteso per otto mesi notizie dal Comune sul futuro dell’immobile, considerati i costi che hanno dovuto e continuano a sostenere i contribuenti per tenerlo libero, ci saremmo aspettati un annuncio più ambizioso e di natura pubblica. L’Amministrazione cittadina, invece, continua a flirtare con Askatasuna: ne prendiamo atto e, a questo punto, non possiamo che chiedere ai torinesi lo sgombero del Sindaco per liberare Torino!»
Questa la dura presa di posizione del senatore Roberto Rosso e di Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e segretario cittadino di Forza Italia a Torino.

Meloni verso il 2027: la vera forza è una sinistra senza un leader

 

Giorgia Meloni potrebbe vincere le elezioni del 2027 per una ragione tanto semplice quanto politica: oggi è l’unica leader con un’identità chiara e una coalizione che, pur con differenze interne, continua a riconoscerne la guida.
Nel campo opposto, invece, il problema non è solo il programma, ma soprattutto il volto. Elly Schlein guida il Partito Democratico, ma fatica a diventare il punto di riferimento di tutto il centrosinistra. Giuseppe Conte conserva un consenso importante nel Movimento 5 Stelle, ma resta una figura divisiva per molti potenziali alleati. Altri nomi, come Stefano Bonaccini, Dario Nardella o Silvia Salis, vengono periodicamente evocati, senza però trasformarsi in una candidatura capace di aggregare davvero l’opposizione.
Le elezioni non si vincono soltanto contro un governo: si vincono offrendo un’alternativa credibile. E oggi questa alternativa non ha ancora un leader riconosciuto.
Se il centrosinistra continuerà a rincorrere il candidato giusto mentre il centrodestra si presenterà con una guida già consolidata, Meloni arriverà al voto del 2027 con un vantaggio difficilmente trascurabile. In politica il vuoto di leadership si paga, e finora è l’opposizione a pagarne il prezzo.

Enzo Grassano