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Il Centro e le 2 culture fondamentali

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il progetto di un Centro autonomo, riformista, democratico e di governo è, oggi, quanto mai essenziale e decisivo. E non solo per rafforzare la qualità della nostra democrazia ma anche, e soprattutto, per attenuare gli effetti devastanti di quella radicalizzazione del conflitto politico e di quella polarizzazione ideologica che sono ampiamente cavalcati dalle leadership dell’attuale sinistra e di, conseguenza, della destra contemporanea. E proprio un Centro autonomo, schiettamente riformista e con una solida e credibile cultura di governo, può invertire questa rotta negativa e nefasta per la prospettiva concreta delle nostre stesse istituzioni democratiche. Ora, come insegnano le principali esperienze politiche centriste e riformiste della seconda repubblica, ci sono due componenti culturali – accanto ad altre, come ovvio e persino scontato – che possono e devono giocare un ruolo decisivo nella costruzione di questo progetto politico. In piena sintonia anche e soprattutto con la storia democratica del nostro paese. Le componenti fondamentali – o culture politiche o filoni di pensiero – che sono e restano decisive al riguardo sono l’area liberal/ democratica, laica e repubblicana e quella cattolico popolare e cattolico sociale. Due componenti che, come insegna l’ultimo grande partito centrista, riformista e culturalmente plurale, ovvero la Margherita, rappresentano il perno attorno al quale decolla un credibile progetto centrista. Al riguardo, è di tutta evidenza che si tratta di due tradizioni di pensiero e di due culture politiche che semplicemente non esistono più – o se esistono non giocano alcun ruolo significativo perché nascoste dagli azionisti principali – all’interno dei due schieramenti maggioritari. Che, com’è evidente a tutti, sono dominati in senso letterale da componenti riconducibili a precise derive: da quella massimalista a quella radicale, da quella estremista a quella sovranista. Sensibilità, culture, approcci e derive che erano, sono e restano quasi scientificamente alternativi rispetto a qualsiasi cultura o progetto o prospettiva centrista. Ma, per tornare alle due componenti fondamentali, è abbastanza evidente che il progetto guidato da Pina Picierno e da Carlo Calenda in vista delle prossime elezioni politiche del 2027, non può fare a meno di esaltare con forza e convinzione il profilo e le potenzialità di questi due grandi ceppi culturali. Appunto, l’area liberal/democratica e laico repubblicana e quella componente che storicamente ha accompagnato, e caratterizzato, l’evoluzione e la crescita della nostra democrazia. Cioè quella cattolico popolare e cattolico sociale. E questo non solo perchè si recupera un prezioso tassello storico del passato ma per la semplice ragione che la stessa cultura di governo è solida e credibile solo se è affiancata dal contributo decisivo di quelle tradizioni ideali e da quei filoni di pensiero che garantiscono di centrare quell’obiettivo senza degenerare o cavalcare derive che rischiano di minare le stesse fondamenta democratiche del nostro paese. Del resto, non passa attraverso la riscoperta degli “opposti estremismi” o, per dirla con un linguaggio più contemporaneo, degli “opposti populismi”, la strada migliore per avere governi seri, coerenti, credibili ed efficaci senza intraprendere avventure rischiose ed imponderabili. Ecco perchè il progetto di un Centro autonomo deve, sempre di più, rafforzare, affinare, irrobustire e rilanciare quelle culture che sono e restano fondanti per dare linfa e consistenza politica ad un progetto che oggi è semplicemente decisivo per le sorti stesse della nostra democrazia.

Il Centro, Giampiero Leo: “La politica torni ai valori culturali, etici e sociali”

All’incontro sul Centro in politica organizzato all’hotel Diplomatic di Torino ha partecipato, come invitato, Giampiero Leo che nel suo intervento ha evidenziato che è tornata l’esigenza – da parte di una platea di cittadini, magari non molto estesa, ma particolarmente qualificata – di essere rappresentata da soggetti politici portatori di valori culturali, sociali ed etici forti e chiari. Valori per es.  come quelli contenuti nella dottrina sociale cattolica, da porre con capacità di dialogo, ascolto, mediazione e moderazione, per realizzare il massimo possibile di bene comune. Cioè l’opposto della politica faziosa, violenta e polarizzata proposta da gran parte delle forze politiche. Quindi, per recuperare  la fiducia del Paese –ha ancora affermato Leo – si prospettano due scenari:

Il primo è che entrambi le coalizioni risolvano e superino le ambiguità e i populismi di componenti partitiche presenti in entrambi le alleanze, come nel caso emblematico delle simpatie filo putiniane e trumputiniane di fatto anti Europeiste e con venature sostanzialmente anti democratiche.

Il secondo è che si concretizzi una area politica indipendente dai due poli che abbia come riferimento chiaro e netto la nostra Costituzione, l’Unione Europea e – per essere ancora più espliciti –  il pensiero e il valori incarnati dal Presidente Mattarella.

Due scenari sicuramente molto difficili da concretizzare, ma altresì necessari, perché la prima conseguenza sarà un ulteriore aumento dell’astensionismo, e non tanto da parte di cittadini “qualunquisti” ma anche da parte dei tanti che auspicano e desiderano un salto di qualità della nostra Politica che in qualche  modo si ricolleghi alle migliori stagioni e alle grandi personalità che hanno guidato il nostro Paese dalla Liberazione in poi. 

Avs, Fondo regionale riders

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di AVS, a prima firma Cera, per l’istituzione di un Fondo regionale a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati attraverso le piattaforme digitali. È un risultato politico importante e tutt’altro che scontato.
Dopo numerose battaglie, interrogazioni e manifestazioni portate avanti insieme ai riders e alle organizzazioni che ne difendono i diritti, oggi compiamo un passo tangibile e straordinario.
Parliamo di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno attraversano le nostre città sotto il sole, la pioggia, il gelo e in condizioni spesso pericolose, senza una reale continuità di reddito e con tutele ancora troppo deboli. Basta un infortunio, un guasto al mezzo o un evento meteorologico estremo per perdere immediatamente la possibilità di lavorare e, quindi, di guadagnare.
Non possiamo accettare che tutto il rischio venga scaricato su chi pedala e consegna, mentre le piattaforme continuano a organizzare il lavoro e a produrre profitti. Un Fondo regionale non risolve da solo tutte le criticità del settore e non può sostituire gli obblighi delle imprese, ma può rappresentare uno strumento concreto di protezione e un primo riconoscimento istituzionale della condizione di queste lavoratrici e di questi lavoratori.
Il voto unanime assume un valore ancora maggiore perché coinvolge l’intero Consiglio regionale. Non è più soltanto una proposta di AVS: è un impegno assunto formalmente da tutte le forze politiche.
Adesso, però, inizia la parte più importante. Un ordine del giorno non deve restare una dichiarazione di intenti. Nel prossimo bilancio regionale dovranno comparire il Fondo e le risorse necessarie a renderlo effettivo.
Da questo momento monitoreremo ogni passaggio, incalzeremo la Giunta e non permetteremo che l’impegno votato all’unanimità venga dimenticato o svuotato.
Gruppo AVS Consiglio regionale

Sergio Bartoli (Lista Cirio): «Più fondi per le nuove leggi del Piemonte»

Investiamo sull’efficienza. A breve presenterò una nuova Legge sull’autopsia virtuale

Approvato l’emendamento all’Assestamento di Bilancio presentato da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione consiliare Ambiente, dedicato all’incremento del fondo per l’attuazione delle nuove leggi (120mila euro).

 

Commenta Sergio Bartoli: «Con ulteriori 120 mila euro ho voluto investire sull’efficientamento dell’amministrazione, incrementando il fondo per le nuove leggi anche in vista di altre norme che intendo presentare nei prossimi mesi, tra cui, per esempio quella sull’autopsia virtuale».

 

«Investire sull’efficienza significa offrire servizi migliori ai cittadini: introdurre nuove norme è solo la prima parte della nostra azione, è necessario verificare che siano applicabili e come incidano sul territorio e sui piemontesi – spiega ancora Sergio Bartoli -. Si tratta di una misura rilevante anche per le future norme che verranno approvate: tra esse ci potrà essere anche quella sull’autopsia virtuale, che presenterò nelle prossime settimane. Effettuando analisi autoptiche tramite la TAC, l’autopsia virtuale consente di rendere più rapide le procedure, offrendo alle famiglie una risposta più celere e, quindi, tempi di attesa, particolarmente dolorosi nel caso di un lutto, decisamente inferiori».

Gestione idrica e infrastrutture: vertice a Palazzo Lascaris sulla fattibilità dell’Invaso della Valle Soana

 

Parere positivo della Regione Piemonte. Prossimo passo: coinvolgimento dei principali soggetti del settore idrico ed energetico e apertura al partenariato pubblico-privato per la copertura finanziaria di un’opera strategica contro la siccità, a sostegno dell’agricoltura, della produzione di energia e della sicurezza della rete idropotabile.

TORINO – Si è tenuto nella mattinata di giovedì 30 luglio 2026, presso Palazzo Lascaris, un importante tavolo istituzionale e tecnico dedicato all’analisi di fattibilità del progetto per la realizzazione dell’Invaso della Valle Soana, come previsto dall’Ordine del Giorno n. 755 relativo al “Contrasto alla siccità e rafforzamento della sicurezza e resilienza idrica del Piemonte”, presentato dal Consigliere regionale Mauro Fava il 17 luglio 2026.

All’incontro hanno preso parte l’Assessore regionale all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati, il Consigliere regionale Mauro Fava, il Presidente dell’Unione Montana Valli Orco e Soana Marco Bonatto, una rappresentanza dei Sindaci dei Comuni del territorio e il Sindaco di San Benigno Canavese.

Al tavolo hanno inoltre garantito il proprio contributo operativo il Vicedirettore del Settore Ambiente, Energia e Territorio Paolo Mancin, la Dott.ssa Paola Molina, il Dott. Giorgio Enrietti, tecnici della Direzione Ambiente della Regione Piemonte, insieme ai tecnici dell’Unione Montana.

L’esito dell’incontro e la valenza strategica dell’opera

Durante la riunione è stato espresso il parere positivo della Regione Piemonte sull’opera, confermandone la centralità nelle strategie regionali di gestione della risorsa idrica e di tutela del territorio.

È stata sottolineata la rilevanza strategica delle infrastrutture di accumulo idrico, rese sempre più necessarie dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalla prolungata carenza di precipitazioni che interessa periodicamente i territori di pianura. L’Invaso della Valle Soana si configura come una risposta strutturale e multifunzionale in grado di garantire:

– Sostegno all’agricoltura: assicurando il rilascio costante di risorse idriche a favore delle coltivazioni della pianura canavesana, sempre più esposte ai periodi di siccità.
– Fabbisogno potabile e sicurezza idrica: garantendo una riserva strategica per l’approvvigionamento di acqua potabile a servizio delle comunità locali e dei comuni del bacino.
– Produzione di energia rinnovabile: valorizzando la risorsa idrica accumulata per la produzione di energia idroelettrica, contribuendo alla transizione energetica del territorio.

Modello finanziario e prossimi passaggi

Per concretizzare l’opera sono state individuate le strategie operative per la fase successiva:

– Coinvolgimento dei principali soggetti del settore idrico ed energetico: avvio di un percorso di confronto e collaborazione con i gestori del servizio idrico integrato, gli enti di governo degli ambiti territoriali, i soggetti competenti nella gestione della risorsa idrica, gli operatori del comparto energetico e tutti gli attori istituzionali e tecnici interessati, al fine di condividere gli approfondimenti necessari e definire il percorso di fattibilità dell’opera.

– Partenariato pubblico-privato: individuazione di modelli di finanziamento basati sulla sinergia tra settore pubblico e investitori privati, ritenuta la soluzione più idonea a garantire sostenibilità economica e tempi certi di realizzazione.

“Il parere positivo espresso oggi riflette una visione chiara: l’Invaso della Valle Soana rappresenta una risorsa strategica multifunzionale. Di fronte ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità di precipitazioni, realizzare nuove riserve idriche è fondamentale per garantire acqua ai territori, sostenere l’agricoltura e produrre energia pulita. Ora il passo decisivo sarà coinvolgere i principali soggetti del settore idrico ed energetico e costruire un partenariato pubblico-privato per individuare la copertura finanziaria dell’opera”, ha dichiarato l’Assessore regionale all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati.

Il Consigliere regionale Mauro Fava ha dichiarato:

“La convergenza di intenti tra Regione Piemonte e amministrazioni locali conferma la validità del progetto. L’Invaso della Valle Soana rappresenta un’infrastruttura strategica per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, garantendo maggiore sicurezza idrica, un sostegno concreto al comparto agricolo e nuove opportunità per la produzione di energia rinnovabile. Il coinvolgimento dei principali soggetti del settore idrico ed energetico e la definizione di un partenariato pubblico-privato consentiranno di passare rapidamente dagli studi preliminari alla fase operativa. Desidero ringraziare il Vicedirettore del Settore Ambiente, Energia e Territorio Paolo Mancin, la Dott.ssa Paola Molina e il Dott. Giorgio Enrietti per la professionalità, la disponibilità e il prezioso lavoro svolto nell’approfondimento tecnico e nel coordinamento della riunione odierna.”

“È un momento particolarmente delicato, caratterizzato da una crescente emergenza legata alla siccità e dalla massima attenzione verso la gestione della risorsa idrica – ha dichiarato il Presidente dell’Unione Montana Valli Orco e Soana Marco Bonatto –. Nonostante l’inverno abbia regalato abbondanti nevicate, già dalle prime settimane dell’estate il nostro territorio si trova ad affrontare gravi criticità dovute alla carenza di risorse idriche. Una situazione che conferma come le precipitazioni invernali, pur importanti, non siano più sufficienti a garantire un approvvigionamento adeguato durante i mesi estivi. Si tratta di una problematica che interessa direttamente le comunità dei territori ricompresi negli Ambiti Omogenei 8, 9 e 10 della Città Metropolitana di Torino, le attività agricole e, più in generale, la qualità della vita di cittadini e imprese, rendendo sempre più urgente la realizzazione di interventi strutturali e una programmazione condivisa per la tutela e la gestione della risorsa acqua.”

Gruppo Pd: “Consiglio Regionale in stallo. Il centrodestra pensa di essere in un suk”

“Mentre i cittadini affrontano liste d’attesa infinite, una sanità pubblica sempre più in affanno e la crisi di liquidità blocca Comuni, Province e Terzo Settore, la maggioranza di centrodestra trasforma le istituzioni in un mercato di scambi tra i partiti di maggioranza.” È dura la denuncia del Gruppo Pd in Consiglio regionale di fronte al reiterato blocco dei lavori d’Aula.

Da giorni la dinamica si ripete fotocopia: convocazione fissata per le 10:30, ma i lavori non prendono il via prima delle 11:30. Oggi l’ennesimo strappo, con il rinvio dell’apertura alle ore 12:00. Un ritardo ingiustificato verso la cittadinanza, causato unicamente dall’incapacità del centrodestra di trovare un accordo interno sulle nomine e sulle posizioni di potere.

“Siamo di fronte a un vero e proprio ‘suk’ politico all’interno della maggioranza. È intollerabile che l’attività istituzionale venga tenuta in ostaggio dai loro continui litigi. Le priorità del territorio sono completamente paralizzate mentre la maggioranza si scontra su logiche di spartizione”.

Nel frattempo, la realtà fuori dal palazzo presenta un conto salatissimo ai cittadini. Proprio in queste ore arrivano gli ultimi drammatici dati sulle liste d’attesa per visite ed esami specialistici, che continuano ad allungarsi inesorabilmente costringendo molti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato, per non parlare della situazione allarmante delle Rsa.

“Vergogna è l’unica parola possibile per descrivere questo spettacolo indecoroso. Esigiamo rispetto per le istituzioni e, soprattutto, risposte immediate sui problemi reali delle persone. Se non sono in grado di governare e di garantire nemmeno il funzionamento dell’aula, ne traggano le dovute conseguenze”.

I Consiglieri regionali del Gruppo Pd

Pompeo (PD): “Solo 174 Terapisti Occupazionali in tutto il Piemonte”

Il Pd chiede assunzioni e una strategia regionale

29 luglio 2026 – “Ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per affrontare la grave carenza di Terapisti Occupazionali all’interno del Servizio Sanitario Regionale del Piemonte, una criticità che, secondo i dati ufficiali, penalizza fortemente la qualità dell’assistenza riabilitativa territoriale” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha ripreso una battaglia già portata avanti dal Pd durante la scorsa legislatura.

“In Piemonte operano appena 174 Terapisti Occupazionali, pari a 4,1 professionisti ogni 100.000 abitanti, contro una media europea di 33,4. È un divario enorme, che si traduce in servizi insufficienti e in un mancato diritto alla riabilitazione per migliaia di cittadini. La distribuzione dei professionisti è fortemente sbilanciata verso il settore privato, con una presenza quasi simbolica nelle ASL pubbliche” prosegue Pompeo.

“Questi i numeri:

  • Torino, Alessandria, Asti: 95 professionisti, nessuno nel pubblico
  • Vercelli e Biella: 46 professionisti, solo 1 in ASL
  • Novara e VCO: 21 professionisti, 5 in ASL
  • Cuneo: 12 professionisti, solo 1 in ASL

che raccontano una realtà che non possiamo ignorare: il Piemonte è fanalino di coda nella riabilitazione occupazionale. Eppure parliamo di una figura essenziale per l’autonomia delle persone, per il reinserimento sociale e lavorativo, per la qualità della vita di chi affronta disabilità, traumi, patologie croniche” aggiunge la Consigliera Pd.

“Chiedo all’Assessore alla sanità quali iniziative intenda mettere in campo per potenziare la presenza dei Terapisti Occupazionali nelle ASL piemontesi, se siano previsti concorsi o avvisi di assunzione dedicati e come si intenda integrare stabilmente questa figura nei nuovi modelli territoriali previsti dal DM 77/2022, in particolare Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Assistenza Domiciliare Integrata. Il Piemonte ha già dimostrato interesse per questa professione, attivando in passato protocolli formativi con l’Università Cattolica. Ora è il momento di fare un passo avanti: servono programmazione, assunzioni e una strategia chiara per valorizzare i Terapisti Occupazionali all’interno del sistema pubblico” conclude Laura Pompeo.