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Referendum, incontro di FdI a Rivoli

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolto ieri presso la Sala Consiliare del Comune di Rivoli un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia, promosso dal Circolo cittadino di Fratelli d’Italia per approfondire le ragioni del “Sì”

L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di informazione

rivolto ai cittadini, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro i contenuti dei quesiti referendari e le possibili ricadute sul sistema giudiziario italiano.

Nel corso della serata sono intervenuti il coordinatore cittadino del Circolo Fratelli d’Italia di Rivoli Nicola Carlone, che ha introdotto i temi del referendum e illustrato il significato politico e istituzionale della riforma proposta, e l’avvocato Ennio Galasso, giurista e componente del comitato Sì-Riforma che ha offerto un approfondimento tecnico e giuridico sui quesiti referendari, analizzandone gli aspetti più rilevanti e rispondendo alle domande del pubblico presente.

Il Circolo di Fratelli d’Italia Rivoli desidera ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando interesse e attenzione verso un tema centrale per il funzionamento dello Stato di diritto, così come tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro.

Il referendum rappresenta uno strumento fondamentale di partecipazione democratica e momenti di informazione pubblica come quello di ieri, consentono di approfondire i contenuti delle proposte e il formarsi di un’opinione consapevole.

Il Circolo continuerà nelle prossime settimane a promuovere occasioni di informazione e confronto sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e favorire una partecipazione ampia e informata al voto.

Nucleare: oltre la paura, un incontro a Torino

Sabato 14/03/2026, a Torino, presso l’Hotel Torino Centro in corso Inghilterra 33, si terrà l’incontro “Nucleare: oltre la paura – Evidenze, emozioni e tecnologie per il futuro dell’Italia”, promosso dal Partito Liberaldemocratico Torino.

«Il convegno nasce dall’esigenza di riportare il dibattito pubblico su un terreno più informato», ha dichiarato Simone Tealdi, organizzatore dell’evento, «il tema del nucleare viene troppo spesso affrontato tramite slogan, timori o contrapposizioni ideologiche. Da psicologo che si occupa di ecoansia so che la paura climatica e la paura del nucleare possono convivere e alimentarsi a vicenda. Noi vogliamo invece creare uno spazio di confronto tra competenze scientifiche, tecniche e psicologiche per aiutare i cittadini a distinguere dati ed emozioni».

Il segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, ha dichiarato: «Il PLD di Torino aveva già promosso, a novembre 2025, un importante evento sull’ecoansia, e continua a focalizzare la sua attenzione sui risvolti sociali delle politiche energetiche. Noi siamo a Torino, la città dell’integrazione e dell’attenzione al sociale, ma anche del fare, dell’operosità. È questo lo spirito con cui vogliamo affrontare le politiche per il futuro: rafforzare l’autonomia energetica, riprogettare l’industria secondo criteri sostenibili. Nell’attuale contesto di crisi, lo sviluppo dei territori dipenderà sempre di più da scelte strategiche che mettano al centro questi fattori»

L’incontro sarà moderato da Francesco Bussola (dottore di ricerca in fisica e divulgatore). Oltre a Tealdi interverranno Giuseppe Gravela (responsabile nazionale Energia e Ambiente PLD), Marco De Pietra (Comitato Nucleare e Ragione), Stefano Monti (presidente AIN), Massimo Sepielli (già dirigente Enea).

Francesco Aglieri Rinella

Segretario Provinciale di Torino

del Partito Liberaldemocratico

Simone Tealdi

Segreteria Provinciale PLD Torino

(Politiche giovanili e salute mentale.

Sostenibilità energetica e ambientale)

Pompeo (PD): “Telemarketing aggressivo, la Regione deve proteggere gli anziani”

 “Il telemarketing aggressivo non è più soltanto un fastidio, ma una minaccia concreta per migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone fragili, che, ogni giorno, vengono raggiunti da chiamate ingannevoli, numerazioni falsificate e tecniche sempre più sofisticate come lo spoofing e il vishing con intelligenza artificiale. Ho presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale, che auspico venga discusso e votato in tempi rapidi, per impegnare la Giunta a rafforzare gli strumenti di tutela e assistenza ai cittadini piemontesi” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“Nonostante l’entrata in vigore del filtro anti‑spoofing dell’AGCOM – che tra il 19 e il 21 novembre 2025 ha bloccato in media 7,46 milioni di chiamate al giorno – le telefonate commerciali non richieste non sono diminuite, ma, adesso, provengono da numerazioni estere. Questo dimostra che la barriera tecnica è utile, ma non basta. Serve una protezione vicina alle persone” sottolinea Laura Pompeo.

“Nell’atto di indirizzo ho evidenziato, inoltre, che i materiali informativi del progetto regionale Digitalmentis 2025, pur importanti, risultano insufficienti per affrontare un fenomeno in rapida evoluzione e credo che la Regione debba aggiornare i materiali, organizzare incontri divulgativi e costruire una rete di supporto reale, non solo digitale. Chiedo all’Assessore competente un impegno a potenziare l’assistenza diretta e l’alfabetizzazione digitale, con particolare attenzione agli over 75 e ai soggetti vulnerabili, a realizzare un volantino specifico sul telemarketing aggressivo, con informazioni chiare su RPO, diritti e modalità di segnalazione, a organizzare incontri pubblici in collaborazione con Corecom e associazioni dei consumatori, a istituire la figura del “Facilitatore Digitale Itinerante”, capace di raggiungere a domicilio chi non può partecipare ai workshop, a creare un fondo regionale per fornire gratuitamente dispositivi e software di filtraggio chiamate alle persone più fragili e, infine, a aggiornare costantemente la piattaforma ConciliaWeb, per renderla adeguata alle nuove forme di telemarketing aggressivo” spiega la Consigliera Pd.

“La tutela dei cittadini – conclude Pompeo – è un dovere costituzionale e un atto di responsabilità politica. La Regione Piemonte ha ricevuto oltre 715 mila euro dal Ministero per iniziative a vantaggio dei consumatori: ora deve investirli con coraggio, continuità e visione. Proteggere e garantire la sicurezza, la dignità e la serenità delle persone non è un dettaglio amministrativo, è una scelta di civiltà”.

 

Referendum, il voto cattolico sarà plurale

LO SCENARIO POLITICA di Giorgio Merlo

Ormai dovrebbe essere sufficientemente chiaro. Malgrado la scelta pubblica e sbandierata per il
NO al prossimo referendum costituzionale sulla giustizia, del tutto legittima e fisiologica, di settori
della Cei, di molte parrocchie, di vescovi e sacerdoti e di alcune realtà dell’associazionismo
cattolico di base, il voto dei cattolici sarà, com’è giusto che sia, plurale e variegato. Del resto,
l’unità politica dei cattolici è ormai un fatto politico del tutto archiviato nonchè storicizzato. Anche
se, va pur detto, l’unità politica dei cattolici durante la lunga stagione democristiana non è mai
stata un dogma ma sempre e solo un fatto legato a precise circostanze storiche. E cioè, dover
fronteggiare il più grande partito comunista dell’Occidente saldamente legato, al di là delle
chiacchiere, dell’ipocrisia e della propaganda, al sistema politico ed economico sovietico.
Ora, e per tornare all’oggi, malgrado la spinta politica dei vertici della Cei per votare NO al
prossimo referendum sulla giustizia – clamoroso, al riguardo, è la preannunciata partecipazione
del suo vice Presidente nazionale, mons. Francesco Savino, al convegno organizzato e promosso
dal settore più politicizzato della magistratura – il voto dei cattolici sarà caratterizzato da un sano
e corretto pluralismo. Certo, non possiamo negare – è sotto gli occhi di tutti, del resto – che la
scelta del NO tra i cattolici è dettato prevalentemente, se non quasi esclusivamente, dal giudizio
politico fortemente negativo sul Governo Meloni. È un giudizio, cioè, che prescinde quasi
radicalmente dal ‘merito’ dei quesiti referendari e si concentra, come recita la propaganda del NO,
sull’obiettivo di liquidare definitivamente ed irreversibilmente l’attuale Governo. Una scelta,
pertanto, schiettamente e apertamente politica. Una prassi, questa, che ormai è declinata tutti i
giorni – e del tutto legittimamente – dai vari capi della sinistra, dall’ANM, dal mondo
dell’associazionismo riconducibile alla sinistra e, appunto, anche dai cattolici di vertice o di base
che hanno scelto e fanno propaganda per il NO. Una scelta, quindi, squisitamente e seccamente
politica e di schieramento. A questa realtà che, comunque sia, è forte e diffusa nel nostro paese,
fanno da contraltare i cattolici che votano SI’. Anche qui si tratta di un mondo legato
all’associazionismo di base e a settori che affondano le loro radici nell’umanesimo cristiano e
popolare e nella cultura cattolico popolare e sociale. Con una differenza di fondo, però. Chi vota
SI’ parte dai contenuti concreti della riforma sottoposta a referendum confermativo e non ad una
pregiudiziale politica e di schieramento. Questa era, e resta, la differenza di fondo tra i cattolici
che votano NO e i cattolici che votano SI’. Gli uni fanno una riflessione esclusivamente politica.
Gli altri, al contrario, guardano ai contenuti della riforma. Di qui il pluralismo che caratterizza il
voto dei cattolici il prossimo 22/23 marzo.

Ruffino (Azione): “L’8 marzo parla persiano”

 “L’8 marzo non dovrebbe mai essere la festa della retorica declinata al femminile. Non può esserlo quest’anno in particolare, per le donne iraniane e per tutte le donne che vivono sotto regimi dispotici e sanguinari. Sono sicura che milioni di donne in Iran stanno vivendo l’orrore della guerra come una speranza di libertà dall’orrore quotidiano in cui da generazioni sono costrette a vivere per colpa di un potere teocratico il cui unico obiettivo è privare donne e uomini della loro dignità di persone libere. Un abbraccio a tutte loro e alle donne iraniane in Italia che vorranno portare nelle nostre piazze il loro anelito alla libertà”. Questa la dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione):

Sanità, Pd: “Milioni annunciati copriranno solo il deficit”

 “Il Presidente Cirio con gli assessori Riboldi e Tronzano hanno annunciato con grande enfasi i 203 milioni destinati al Fondo sanitario regionale, ma la verità è che non si tratta di risorse aggiuntive, ma sono tagli su altri capitoli. Questi fondi bastano a malapena a coprire il buco dello scorso anno e svuotano risorse per gli interventi sul dissesto idrogeologico, il diritto allo studio e i trasporti per cui vengono effettuati riduzioni importanti. Altro che potenziamento dei servizi: siamo di fronte all’ennesima azione per gettare polvere negli occhi” dichiarano la Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale Gianna Pentenero e il Vicepresidente della Commissione Bilancio Fabio Isnardi, alla vigilia della seduta delle Commissioni I e IV, analizzando i documenti allegati alle prime determinazioni sul disegno di legge ‘Interventi urgenti in materia sanitaria’.
“Durante la discussione sul Bilancio del gennaio scorso il Gruppo PD aveva denunciato, con forza, la mancanza di chiarezza della Giunta sul deficit della sanità piemontese, l’assenza di coerenza tra Fondo sanitario, Piano sociosanitario e bilancio. Oggi la Giunta presenta come un successo ciò che è semplicemente un obbligo: coprire il disavanzo che loro stessi hanno generato. Parlano di servizi aggiuntivi, punti di emergenza h24, extra Lea e assunzioni, ma queste voci vengono finanziate ogni anno nello stesso modo, come confermato dagli stessi assessori. Non c’è alcuna svolta, nessun investimento strutturale, nessuna visione. C’è solo la necessità di limitare i danni” concludono gli esponenti dem.

Riflessioni impaurite sulla guerra

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La guerra all’Iran suscita forti perplessità e può far pensare che Trump sia  incapace di una strategia internazionale che sicuramente c’era quando si parlava di imperialismo americano, dimenticando quello russo. Oggi i due imperialismi  sono risorti in nuove forme. Gli Stati Uniti non perseguono più la Causa dell’Occidente anche se gli slogan possono portare a pensarlo ma scopi americani in senso stretto e miope. L’imperialismo russo ha ripreso vigore dopo il crollo sovietico, manifestandosi anche come erede della Grande Madre Russia degli Zar. Si dice, e sicuramente è vero, che l’ordine internazionale è sconvolto e che il diritto internazionale è stato calpestato. Peccato che alcuni si dimostrino difensori dell’ordine internazionale a corrente alternata.

La pace resta l’obiettivo prioritario di ogni civiltà non fondata sul dominio della guerra. I regimi democratici, di norma, si fondano sulla pace e perseguono la pace , ma non sono di per sé pacifisti. Quelli che citano solo le prime parole dell’articolo 11 della Costituzione, oltre a falsare il senso dell’articolo, sono eredi di quei “partigiani della pace” pronti a schierarsi con l’Urss in ogni circostanza in modo aprioristico.

Benedetto Croce

 

La guerra – diceva Croce – è un dato ineludibile della storia, ma certo questa constatazione terribile non significa giustificare la guerra che deve restare l’extrema ratio, ammesso che il ricorso alla forza abbia una ratio. In non tanti casi ha una giustificazione  politica, ma il ricorso alla guerra è uno dei dati più longevi e comuni della storia dell’umanità. Spesso la guerra viene giustificata da una frase erroneamente attribuita a Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. Nella guerra del ‘900 e del nuovo secolo il discorso è inquinato dalle vittime civili coinvolte , dalle città distrutte, da uno stravolgimento che rende interi Nazioni territori di guerra. E ciò a prescindere dalle guerre nucleari e dai pericoli rappresentati da bombardamenti che colpiscano siti nucleari, provocando conseguenze devastanti. Mi stupisco, leggendo o ascoltando  i commentatori che parlano della guerra con una  vivace freddezza che non è lucidità,  ma esigenza spettacolare di intrattenimento  televisivo e di propaganda politica. Di fronte alla crisi iraniana, per usare un termine che si rivela assolutamente  inadeguato, appare ancora più evidente la pochezza di tanti politici italiani ed europei  e non solo loro, ovviamente. E’ possibile giustificare i mezzi brutali adottati nella guerra attuale  in nome di un fine?

Innanzi tutto i fini di Trump non sono affatto chiari, ma soprattutto viene spontaneo domandarsi chi possa giustificare i fini. Non esistono autorità in grado di stabilirlo. L’Onu è finita miseramente e il Papa è un’autorità morale e religiosa. A volte però  ribaltare il discorso aiuta a capire o tentare di capire. Oggi non possiamo illuderci di poter prevedere nulla. I vecchi generali in pensione reclutati in veste di commentatori sono penosi come i politici che si muovono in modo maldestro e goffo. Dei provinciali nati e cresciuti in paesi e cittadine non  sono in grado di capire. Alcuni non sono riusciti neppure a laurearsi , anche se una laurea oggi non basta… Liberare l’Iran dal regime oppressivo che lo domina dal 1979 potrebbe essere un fine lecito . Difendere Israele può essere un altro fine condivisibile. Ma fare un deserto e chiamarlo pace è cosa molto diversa. E’ realtà  vecchia che vedeva perfino Tacito che apparteneva ad un popolo guerriero ed era un realista che ispirò dopo secoli il Tacitismo. I costi umani della guerra quasi mai possono essere giustificabili e la diplomazia resta la via da seguire. Ma purtroppo il Conte di Cavour non ha avuto eredi. E neppure Kissinger. Le mie riflessioni di oggi sono impaurite e provvisorie. Impaurite perché sono nato e vissuto in periodo di pace e non so come si viva o si muoia in periodo di guerra. E impaurite anche per la piccolezza degli uomini: ha ragione Trump quando dice che  i  Churchill non ci sono più.

UDC: “Dopo 33 anni di sinistra a Torino è ora di cambiare”

Ritorna lo Scudo crociato con una conferenza stampa stamane al Caffè Torino

 
Torino dopo 33 anni di amministrazioni di sinistra con una economia molto  più debole , con le diseguaglianze aumentate non ha cambiato verso neanche  con la attuale Amministrazione. La Città impoverita , deve assolutamente cambiare guida. A quasi 4 anni e mezzo dal voto del 2021 non vi sono lavori pubblici ultimati , da piazza Baldissera al sottopasso di corso Giambone . Palazzo Nervi in condizioni di degrado inaccettabili, i lavori di sistemazione delle strade che verranno asfaltati con i soldi della Fondazione Cassa Risparmio non ancora iniziati…Nei primi trent’anni del dopoguerra   Con le amministrazioni DC di Peyron, Grosso, Anselmetti, Porcellana e Picco , la forte crescita diminuì le diseguaglianza, gli ultimi trent’anni di bassa crescita invece con la sinistra  le diseguaglianze sono aumentate  vista d’occhio. Periferie dimenticate. Un atteggiamento molto remissivo con gli eredi Agnelli nella difesa della FIAT, patrimonio anche della Città  Anzi appoggio in Europa alla delibera che ha messo in crisi l’industria dell’auto europea.  Eppure mentre nel 2021 in Italia venivano prodotte 673.000 auto o veicoli commerciali FIAT, in Spagna 495.000, in Francia 605.000. Nel 2025 in Italia venivano prodotte 379.706 auto e veicoli comm. Fiat, in Spagna 1.000.000, in Francia 661.000.Senza che il Sindaco di Torino chiedesse mai conto al Presidente di Stellantis… Torino da Capitale dell’auto a Capitale della cassa integrazione con l’impoverimento di decine di migliaia di famiglie..Tra le 44 Aree Metropolitane europee con oltre 1,5 milioni di abitanti Torino e’ 41a, Napoli  43a, Lione 11a. Per la Camera di Commercio un torinese su tre vive sotto la soglia di povertà.  Per l’Ufficio Pio del SanPaolo  la povertà è sempre più strutturale. Non è che nello stesso periodo otre Citt non vino fatto meglio perché come h detto Banca d’Italia il PIL a BOLOGNA è cresciuto 20 punti di più. La Città conta di meno a Roma. Persino la presentazione del Salone del Libro verrà fatta a Milano.Il lavoro si è  impoverito e come ha detto il Cardinal Repole  il 76% dei giovani ha un lavoro precario. Secondo il Rapporto Caritas il 61% dei nuovi indigenti ha meno di 25 anni. Per fortuna ci sono le Caritas parrocchiali che suppliscono. In sintesi dopo 33 anni di Amministrazioni di sinistra il motore economico della Città è indebolito , i problemi sociali sono aumentati , la Città e’ ancora in fase di transizione  (Castellani)
Tra le prime Città per mancanza di sicurezza, tra le prime Città per pessima qualità dell’aria , tra le ultime Città in Europa per numero di kilometri di Linee di Metropolitana.
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La Città in questa situazione deve assolutamente cambiar guida e marcia. L’UDC come hanno spiegato Mino GIACHINO , il leder dei SITAV, e Paolo Greco Lucchina sta preparando la lista con incontri nelle Bocciofile, nei circoli , nei mercati e si rivolgerà al mondo cattolico , al mondo sindacale, al commercio e ai giovani che trovano possibilità di lavoro non soddisfacenti. Secondo GIACHINO questi mondi non possono più essere corresponsabili e appoggiare un sinistra che non ha la cultura dello sviluppo nelle sue vene, che si è alleata col sistema Torino facendosi guidare e non incidendo sulle scelte anzi.
Per gli uomini dell’UDC Torino , con il Centro per la IA assegnato dal Governo , deve puntare a diventare una delle capitali della mobilità del futuro, e puntare sull’industria unico modo per offrire una opportunità di lavoro interessante e remunerativa ai 100.000 studenti torinesi e non . Non sarà infatti il PRGC affidato a un architetto milanese a rilanciare la Citt.  Per l’UDC MIRAFIORI deve restare zona industriale , ok a un secondo produttore . Occorre migliorare nettamente l mobilità urbana a partire dalle scale mobili della Metro così come occorre rilanciare la attività fieristica e dell’aeroporto di Caselle oggi solamente tredicesimo tra gli aeroporti italiani. Il rilancio della Città arriverà dalla TAV per cui si chiede di accelerare i lavori e contrattare col Governo un piano di rilancio, con la Zes o qualsiasi altra ipotesi. Torino come diceva Umberto Eco è fondamentale per il rilancio della stesa economia nazionale. Quarta corsia sulla Tangenziale tra Rivoli e Borgaro . Valorizzazione della Autorità dei trasporti . Valorizzazione delle competenze negli Ospedali e diminuzione delle Liste di attesa nella Sanità.
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Mino GIACHINO commissario UDC torinese,
Paolo GRECO LUCCHINA, vicesegretario nazionale UDC