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Rai Torino, Bartoli (Lista Cirio): «Difendere un presidio strategico per il Piemonte»

INTERPELLANZA IN CONSIGLIO REGIONALE 

Il consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) ha presentato un’interpellanza rivolta alla Giunta regionale per conoscere quali iniziative intenda assumere la Regione Piemonte a tutela della presenza della Rai a Torino, a seguito dell’annunciata dismissione del Palazzo della Radio di via Verdi.

Attraverso l’interpellanza, Bartoli chiede alla Giunta regionale se abbia già avviato o intenda avviare interlocuzioni con i vertici Rai e con il Governo per scongiurare il rischio di un ridimensionamento del centro di produzione torinese e delle attività ad esso collegate.

«Parliamo di professionalità altamente qualificate, di produzioni culturali e di un indotto importante per il territorio. La Regione Piemonte deve farsi parte attiva nel confronto con l’azienda e con il Governo affinché ogni processo di riorganizzazione non si traduca in un indebolimento della presenza Rai in Piemonte, ma possa invece rappresentare un’occasione di rilancio e valorizzazione di un presidio storico per la nostra comunità», spiega Sergio Bartoli.

«La presenza della Rai a Torino non è soltanto una questione immobiliare – continua Bartoli – ma riguarda il futuro di un patrimonio culturale, professionale e produttivo che ha contribuito a fare della nostra città uno dei punti di riferimento del servizio pubblico radiotelevisivo italiano. È necessario che le istituzioni regionali seguano con attenzione questa vicenda e si attivino per garantire che Torino continui a svolgere un ruolo centrale all’interno della Rai».

L’atto prende le mosse, infatti, dalla decisione della Rai di inserire lo storico immobile torinese nel piano di valorizzazione e dismissione del proprio patrimonio immobiliare, una scelta che ha suscitato preoccupazione tra lavoratori, organizzazioni sindacali e rappresentanti del mondo della cultura. Il Palazzo della Radio rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo della radiofonia italiana, mentre il Centro di Produzione Rai di Torino costituisce uno dei principali poli produttivi del servizio pubblico radiotelevisivo nazionale, ospitando attività tecniche, produzioni culturali e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Tricarico in Smat, la mossa di Lo Russo che allarga il campo

La nomina di Roberto Tricarico nel consiglio di amministrazione di Smat ha un valore che va ben oltre il semplice rinnovo delle caselle nelle partecipate cittadine. Dietro la scelta del sindaco Stefano Lo Russo si intravede infatti una precisa operazione politica: consolidare il proprio campo e ricucire i rapporti con una delle personalità che negli ultimi anni non hanno rinunciato a esprimere distinguo nei confronti dell’attuale amministrazione.

Tricarico, storico esponente ambientalista torinese, già assessore alla Casa a Torino e capo di gabinetto del sindaco Marino a Roma, figura di riferimento dell’area verde della sinistra cittadina, rappresenta una scelta che arriva al termine di una stagione politica nella quale il leader dei Verdi torinesi ha spesso mantenuto una posizione autonoma rispetto al sindaco, non lesinando osservazioni critiche sulle strategie del centrosinistra e sul futuro degli equilibri cittadini.

Proprio per questo la nomina assume un significato politico particolare. Le elezioni comunali si avvicinano e Lo Russo dimostra la capacità di trasformare potenziali avversari interni dotati di peso politico e competenza in interlocutori preziosi del proprio sistema di alleanze.

Ma ritorna ancora il centro sinistra?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

La domanda potrebbe essere provocatoria ma non lo è. Per una ragione persino troppo semplice da spiegare. E cioè, oggi non c’è una coalizione di centro sinistra perchè c’è una alleanza di sinistra. Ovvero, per essere ancora più chiaro, si tratta di una coalizione che somma le quattro grandi sfumature dell’attuale sinistra italiana: la sinistra radicale e massimalista del Pd della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, la sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e la sinistra pan sindacale e classista del segretario generale della Cgil Landini. Oltre a vari movimenti, gruppi ed associazioni che ruotano attorno all’universo della sinistra italiana. Ora, e alla luce di questa concreta ed oggettiva situazione, il centro sinistra può ritornare solo ci sarà – e mi scuso per la banalità di questa osservazione – un centro democratico, riformista e di governo che si allea con una sinistra altrettanto riformista, democratica e di governo. Detta così è quasi una banalità. Ma, se togliamo l’intera esperienza della prima repubblica dove la qualificante e significativa esperienza della Democrazia Cristiana suppliva in modo decisivo alla formazione di governi di centro e di centro sinistra, nella cosiddetta seconda repubblica ogniqualvolta una coalizione di centro sinistra faceva capolino vedeva, appunto, la presenza visibile di un centro autorevole e di una sinistra qualificata. Nulla di tutto ciò capita adesso. Semmai, e al contrario, l’attuale coalizione progressista è simile, molto simile – seppur mutatis mutandis – alla ormai famosa “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria del lontano 1994. Ovvero, una alleanza di sinistra e progressista dove il Centro era radicalmente estraneo. Nel 1994 semplicemente non c’era mentre, adesso, il Centro è ridotto a giocare un ruolo del tutto marginale, periferico e politicamente irrilevante ed ininfluente. Un ruolo del tutto marginale spiegato un termini razionali e precisi da Goffredo Bettini fedele alle su radici comuniste e il maggior teorico dei posizionamenti tattici e strategici all’interno del principale partito della sinistra italiana. “Serve una tenda centrista” dice da tempo l’ex coordinatore nazionale del Pd. Una “tenda” che, come ovvio ed evidente, ha solo il ruolo di giustificare la natura plurale della coalizione senza mettere affatto in discussione la salda guida politica della sinistra nelle sue multiformi espressioni. In altre parole, la solita e collaudatissima prassi comunista degli ormai famosi “partiti contadini polacchi”. Cioè partiti che non riescono, comunque sia, a contendere e men che meno a condizionare la guida politica della coalizione. Per queste ragioni, semplici ma oggettive, oggi non si può parlare di una coalizione di centro sinistra. La stagione del Ppi, della Margherita o della prima fase del Partito democratico sono ormai alle nostre spalle. Oggi prevale, come noto a tutti, una chiara e netta connotazione di sinistra e progressista dell’alleanza guidata dal Pd, dai 5 stelle da Avs, dalla Cgil, da varie associazioni di categoria e da larga parte del circo mediatico/televisivo e della carta stampata che ogni giorno appoggia e supporta l’alleanza progressista. Si resta in attesa, quindi, che ritorni il centro sinistra. Oggi, piaccia o non piaccia, c’è solo una nuova ed aggiornata “gioiosa macchina da guerra”.

Voci del Piemonte, il Gruppo  Regionale PD fa tappa a Settimo Torinese

Ha fatto tappa a Settimo Torinese il secondo appuntamento di “Voci del Piemonte”, ciclo di incontri promosso dal Gruppo Consiliare del PD in Consiglio Regionale. Dopo il debutto, in provincia di Cuneo, i consiglieri regionali DEM si sono recati nel Torinese per un momento di ascolto e confronto diretto con il territorio, cui hanno preso parte dirigenti locali del partito, i cittadini e la sindaca Elena Piastra.
Al centro del dibattito l’analisi dei principali dossier regionali e l’affondo contro la gestione della Giunta Cirio, accusata di una preoccupante carenza di programmazione per il rilancio della produttività, dello sviluppo e del lavoro. Durante l’incontro, i consiglieri e le consigliere regionali hanno analizzato i temi chiave su cui si concentra l’azione del gruppo. Daniele Valle ha fatto il punto sulle battaglie portate avanti sul piano socio-sanitario, mentre Nadia Conticelli ha denunciato i pesanti disservizi legati ai trasporti piemontesi, chiedendo collegamenti finalmente efficienti.
Alberto Avetta si è invece concentrato sul tema dell’energia. Sul fronte del diritto allo studio e del voucher scuola è intervenuta Emanuela Verzella. L’analisi dei conti della Regione è stata affidata a Fabio Isnardi per il bilancio, mentre Mauro Calderoni ha puntato l’attenzione sul necessario sostegno alle aree marginali del Piemonte. La difesa dei valori costituzionali e la partecipazione ad essi sono stati approfondite da Domenico Ravetti, per l’ambito “Comitati Costituzione”, con Domenico Rossi, che ha chiuso il quadro ribadendo l’impegno imprescindibile riguardante la legalità, la trasparenza, il contrasto alla criminalità e al caporalato. Gli interventi sono stati coordinati dalla capogruppo Gianna Pentenero.

“Da questo confronto sono emersi con forza temi concreti e bisogni reali che i piemontesi vivono ogni giorno – spiegano i consiglieri e le consigliere del Gruppo PD – vi è la necessità assoluta di una sanità più vicina alle persone, di trasporti pubblici veramente efficienti e di politiche capaci di sostenere i territori. Abbiamo bisogno di una Regione presente, credibile e in grado di dare risposte, non di promesse sospese”.
Il percorso di “Voci del Piemonte” nasce proprio con l’obiettivo di accorciare le distanze tra l’istituzione regionale e le comunità locali, coinvolgendo attivamente amministratori, militanti, associazioni e cittadini.
“Questi incontri servono a raccogliere idee, preoccupazioni e proposte per trasformarle immediatamente in iniziative politiche e istituzionali all’interno del Consiglio Regionale. Costruire un’alternativa seria e credibile per il Piemonte significa, prima di tutto, stare nei territori e dare voce a chi li vive quotidianamente”.
Il viaggio del Gruppo PD nelle province piemontesi prosegue venerdì 12 giugno, alle 21, a Collegno.

Mara Martellotta

L’UDC torinese cerca candidati

ELEZIONI COMUNALI TORINO

Con una Lettera- Volantino che parla dei problemi di Torino , solo 70a tra le Città italiane per benessere, capitale della cassa integrazione, tra le prime tre per insicurezza, con 3/4 dei giovani con contratti di lavoro a tempo parziale e con poca Sicurezza sia in Centro che nelle periferie, TOrino deve assolutamente cambiare guida.
L’UDC si rivolge alle persone di buona volontà e di ottima moralità per chiedere la disponibilità a candidarsi nelle Circoscrizioni e in Consiglio comunale. I cattolici non possono rimanere insensibili di fronte alle aumentate diseguaglianze e dopo tanti appelli inascoltati dell’Arcivescovo Nosiglia sulla Città divisa in due.
Da sabato 13 Giugno, S. Antonio, la lettera sarà distribuita nei mercati, fuori dalle Scuole e dalle fabbriche… Per cambiare, conclude la lettera, dobbiamo impegnarci tutti, andando tutti a votare e dando una collaborazione per il bene comune.

Mino GIACHINO
UDC Torino

Rifondazione: UNPERCENTOEQUO, la proposta di iniziativa popolare

GIOVEDI 11 GIUGNO ALLE ORE 21
PRESSO IL CIRCOLO ARCI DELLA PODEROSA IN VIA SALERNO, 15/A – TORINO
INCONTRO CON
ALESSANDRO VOLPI & CLARA MATTEI – DOCENTI UNIVERSITARI
su: UNPERCENTOEQUO
Presentazione della Prop. di Legge di iniziativa popolare per introdurre una tassa sulle grandi ricchezze sopra i 2 milioni di euro.

Coordina Paolo Ferrero, che ha dichiarato:
“Presentiamo anche a Torino la Proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una tassa sulle grandi ricchezze, che ha già raccolto oltre 50.000 firme in tutta Italia. In un paese in cui la maggioranza della popolazione vede scendere costantemente il proprio tenore di vita occorre obbligare i ricchi a contribuire al bilancio dello stato e al rilancio del welfare. I soldi ci sono, oltre a tagliare le spese militari bisogna andarli a prendere dalle tasche di chi ne ha troppi!”

Organizza il Partito della Rifondazione Comunista – Fed. di Torino

“I Subsonica? La Città ricordi piuttosto il prof. Dogliotti”

Achille Mario Dogliotti un grandissimo della chirurgia,  a livello mondiale, l’altro giorno è stato ricordato su FB dalla nipote. Il Comune di Torino dimostrando di aver perso una delle caratteristiche principali dei piemontesi, la sensibilità , invece di ricordare chi ha dato lustro alla Torino che primeggiava nel mondo, non solo nell’ industria ma nella medicina come nella cultura pensava di nominare ambasciatori di Torino nel mondo i Subsonica. La Città che ha il merito di aver trainato la rinascita dell’Italia distrutta dalla guerra e povera al Boom economico, la Torino che ha dato i natali a premi Nobel, a grandi imprenditori, ai Santi sociali, si deve fare rappresentare dai Subsonica? Dogliotti ha salvato vite umane, ha dato vita a una Scuola di chirurgia che il mondo ci ha invidiato e che crebbe meritato il Nobel come dice Quaglieni. Nel mondo chi incontra un salesiano pensa a Don Bosco e guarda a Torino , nel mondo chi guarda a un’auro FIAT o a un camion Iveco pensa a Torino.
Meno male che tra un anno i torinesi dopo trent’anni della stessa minestra potranno cambiare.

Mino GIACHINO
UDC Torino

Cinemambiente, Castello (Lista Cirio): “Rassegna di valore culturale e civile”

Il Consigliere regionale Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente PML), Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, ha partecipato alla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, portando il saluto istituzionale del Presidente Cirio e del Consiglio regionale in occasione della serata di premiazione della manifestazione.

Nel suo intervento, Castello ha sottolineato «il valore culturale e civile di un appuntamento che da quasi trent’anni rappresenta un punto di riferimento internazionale per il racconto delle grandi sfide ambientali contemporanee, confermando il sostegno della Regione Piemonte a una manifestazione capace di coniugare cinema, divulgazione scientifica e partecipazione civica».

«CinemAmbiente – ha evidenziato Castello – dimostra come la cultura possa essere uno strumento concreto per costruire consapevolezza, responsabilità e futuro. Attraverso il linguaggio universale del cinema, il Festival invita a riflettere sulle trasformazioni che interessano il nostro Pianeta, dai cambiamenti climatici alla tutela della biodiversità, fino alla necessità di ripensare modelli economici e sociali più sostenibili».

Il Consigliere ha inoltre rimarcato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni e della collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, associazioni e realtà del territorio, elementi che caratterizzano l’edizione 2026 del Festival e ne rafforzano la capacità di generare conoscenza e sensibilità sui temi ambientali.

L’edizione 2026 di CinemAmbiente ha posto al centro temi di grande attualità, dallo scioglimento dei ghiacciai ai conflitti legati alle risorse naturali, dalle conseguenze del cambiamento climatico alle nuove prospettive offerte dall’agricoltura rigenerativa, proponendo un ricco programma di proiezioni, incontri e approfondimenti con ospiti nazionali e internazionali.

«Il Piemonte – ha concluso Castello – continua a distinguersi come territorio capace di investire nella cultura e nel cinema, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella formazione di una cittadinanza sempre più consapevole e attenta alle sfide del futuro»