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Ruzzola: «Più defibrillatori in montagna, investire nella prevenzione significa salvare vite umane»

 

TORINO – «La prevenzione è il primo presidio di salute e in montagna può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo accogliamo con grande soddisfazione l’estensione della rete dei defibrillatori automatici esterni (DAE) alle sedi dei Comuni, delle Unioni montane, dei parchi naturali e agli edifici pubblici maggiormente frequentati. È un investimento concreto che rende il Piemonte ancora più sicuro e cardioprotetto».

Lo dichiara Paolo Ruzzola, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale del Piemonte, commentando il nuovo provvedimento della Regione che amplia la copertura dei DAE nelle aree montane.

«Nelle zone di montagna – prosegue Ruzzola – i tempi di intervento dei mezzi di soccorso possono inevitabilmente allungarsi a causa delle distanze e della conformazione del territorio. In questi casi ogni minuto è decisivo: intervenire tempestivamente con un defibrillatore può aumentare in modo significativo le possibilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco. Per questo portare i DAE sempre più vicino ai cittadini rappresenta una scelta di grande responsabilità».

Ogni anno in Italia si verificano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri. La sopravvivenza media è ancora limitata, attestandosi intorno al 7,5%, ma può aumentare sensibilmente quando la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione vengono effettuate nei primi minuti dall’evento. Gli studi scientifici confermano infatti che ogni minuto di ritardo nella defibrillazione riduce sensibilmente le probabilità di sopravvivenza.

«Per questo – sottolinea il capogruppo di Forza Italia – la prevenzione non può fermarsi ai grandi centri urbani. Anche le comunità montane devono poter contare su una rete capillare di strumenti salvavita e su personale formato al loro utilizzo. La scelta della Regione va esattamente in questa direzione: garantire pari diritti alla salute anche nei territori più periferici e difficilmente raggiungibili».

Il nuovo intervento rappresenta l’evoluzione del progetto già avviato dalla Regione Piemonte, che nel 2025 ha finanziato 72 defibrillatori destinati ai rifugi alpini ed escursionistici, accompagnati dalla formazione dei gestori delle strutture. Con la nuova manifestazione di interesse la rete verrà ulteriormente ampliata coinvolgendo Comuni, Unioni montane, parchi naturali ed edifici pubblici ad alta frequentazione.

«La sicurezza non si misura soltanto con le infrastrutture o i servizi – conclude Ruzzola – ma anche con la capacità delle istituzioni di prevenire le emergenze e mettere i cittadini nelle condizioni di affrontarle. Ogni nuovo defibrillatore installato rappresenta una possibilità in più di salvare una vita. È questa la migliore politica sanitaria che una Regione possa mettere in campo».

Vino, AVS: “Si sostenga la produzione ma attenzione alle condizioni di lavoro”

L’Osservatorio vitivinicolo presentato dalla Giunta in terza commissione osserverà tutto: i dazi e le guerre del loro (ex) amico Trump e il cambiamento climatico che anticipa di mesi la vendemmia e fa aumentare la gradazione dei vini ma, come sempre, non è un problema all’ordine del giorno di questa maggioranza. Si osserverà che in un mondo in cui le disuguaglianze sono sempre più feroci i vini di lusso continuano a tenere mentre i vini da tavolo, consumati perlopiù dal ceto medio e medio basso, sono in forte sofferenza, innanzitutto per ragioni economiche.
Sono questi gli elementi che concorrono a determinare le attuali difficoltà del settore e su cui si pagano scelte politiche poco lungimiranti assunte negli anni.
Oltre al sostegno ai piccoli produttori, che sono i primi a pagare le modifiche del mercato, durante la commissione abbiamo nuovamente sollevato il tema dell’attenzione al lavoro stagionale.
Se l’Osservatorio sarà in grado di elaborare previsioni attendibili sulla produzione, perché non utilizzare gli stessi dati anche per stimare il reale fabbisogno di manodopera stagionale? Il recente dossier di Altreconomia sulle Langhe ha mostrato come il confronto tra il numero dei contratti agricoli attivati e il fabbisogno stimato possa diventare uno strumento utile per programmare meglio la stagione, favorire l’incontro diretto tra aziende e lavoratori e rendere ancora più efficiente e trasparente l’intera filiera, evitando fenomeni di sfruttamento e lavoro povero che sono purtroppo presenti anche in Piemonte.
Abbiamo apprezzato le aperture di Cirio e Bongioanni e continueremo il nostro impegno in questa direzione. Anche questo deve diventare un elemento distintivo e competitivo per una delle eccellenze del Piemonte.
Gruppo Avs Consiglio regionale del Piemonte

Automotive, Tovaglieri (Lega) “Più biocarburanti e meno elettrico”

“Per salvare industria e futuro Europa”
L’eurodeputata, relatrice per i Patrioti in commissione Industria, ha chiesto di abbassare il target del 90% di elettrico e di togliere il limite del 3% per i biocarburanti
Bruxelles, 6 lu – “Meno elettrico e più biocarburanti per salvare la filiera automotive e il portafogli dei cittadini europei”. Questa la posizione che l’eurodeputata Isabella Tovaglieri (Lega), componente della commissione Industria e relatrice per il gruppo dei Patrioti del _dossier_ sullo stop motori 2035, ha portato sul tavolo del negoziato che si è aperto a Bruxelles. “Come Lega e Patrioti abbiamo ribadito la nostra posizione a favore della neutralità tecnologica e per questo abbiamo chiesto che dal Regolamento sulla CO2 nel settore auto sia eliminato il tetto del 3% per l’impiego dei biocarburanti, una tecnologia in cui l’Italia è leader, che ha grandi potenzialità di sviluppo e che può consentire ai motori tradizionali e alle auto storiche di poter circolare anche dopo il 2035, senza imporre ai cittadini europei di acquistare una costosa auto elettrica – ha dichiarato Tovaglieri. – Abbiamo inoltre chiesto di abbassare il target del 90% di elettrico per i veicoli, un obiettivo non solo irraggiungibile, ma anche dannoso per l’industria automotive del continente, già colpita da una crisi profonda anche a causa del ban motori deciso dalla Commissione UE, che ha aperto le porte all’agguerrita concorrenza cinese. Confidiamo che il relatore accolga le nostre proposte di buon senso – ha concluso l’esponente leghista – che mirano a difendere il futuro dell’Europa, la sua autonomia strategica e il benessere dei suoi cittadini”.

Azione Torino, Bartoli: «Costruiamo un partito sempre più presente sul territorio»

AL VIA IL PERCORSO DEL NUOVO COORDINAMENTO CITTADINO
Si è svolto nella serata di lunedì, registrando un’ampia partecipazione di iscritti provenienti da tutta la città, il primo incontro del Coordinamento municipale provvisorio di Azione Torino, convocato dal Coordinatore municipale provvisorio Sergio Bartoli, alla presenza della Segretaria regionale di Azione Piemonte Daniela Ruffino.

L’incontro ha segnato l’avvio di un percorso organizzativo finalizzato a rafforzare il radicamento del partito sul territorio, favorendo il coinvolgimento degli iscritti e la costruzione di una rete sempre più presente nei quartieri, nelle circoscrizioni e nei luoghi di confronto con cittadini, associazioni, categorie economiche e realtà sociali.

Nel suo intervento, Bartoli ha ripercorso la propria esperienza amministrativa maturata come consigliere comunale, assessore, vicesindaco e sindaco del Comune di Ozegna, fino all’attuale incarico di Consigliere regionale del Piemonte, sottolineando di aver accettato il coordinamento della città di Torino con spirito di servizio e con la volontà di mettere a disposizione del partito la propria esperienza amministrativa e istituzionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento della presenza di Azione nei quartieri, ai temi della sicurezza, della mobilità, della vivibilità urbana e della partecipazione dei cittadini.

Bartoli ha inoltre evidenziato come Azione Torino possa oggi contare su una base di iscritti significativa e in costante crescita, frutto di un intenso lavoro di ascolto e di presenza sul territorio, elemento fondamentale per costruire una struttura cittadina sempre più solida, partecipata e radicata.

Nel corso della serata è stata presentata la prima composizione della Segreteria del Coordinamento municipale di Azione Torino, composta da:

* Sergio Bartoli – Coordinatore municipale provvisorio;
* Dario Basso – Vice Coordinatore municipale provvisorio;
* Marco Terracciano – Organizzazione, Viabilità e Trasporti;
* Marco Chiappetta – Comunicazione;
* Dario Cescatti – Supporto all’organizzazione e alla comunicazione territoriale;
* Ruggero Di Stasio – Rapporti con le organizzazioni di categoria e con il mondo sociale.

«Vogliamo costruire un partito presente ogni giorno sul territorio, capace di ascoltare i cittadini e trasformare le esigenze delle persone in proposte concrete – ha dichiarato Sergio Bartoli –. Le porte di Azione rimangono aperte a tutti coloro che desiderano contribuire con ciompetenza, serietà e spirito costruttivo. Il nostro obiettivo è creare una squadra sempre più ampia e rappresentativa della città, lavorando nelle circoscrizioni e coinvolgendo iscritti, amministratori e cittadini.»

L’incontro è stato caratterizzato da un ampio e costruttivo confronto tra gli iscritti, con numerosi interventi che hanno contribuito a delineare le priorità del percorso organizzativo e politico di Azione Torino.

Nel corso del dibattito è intervenuta anche la Segretaria regionale Daniela Ruffino, che ha espresso soddisfazione per la partecipazione all’incontro, sottolineando la crescita di Azione in Piemonte e l’importanza di proseguire il lavoro con spirito unitario, competenza e responsabilità, coinvolgendo sempre più gli iscritti nella vita del partito.

Tra gli obiettivi illustrati figurano la nomina dei referenti territoriali nelle circoscrizioni, la convocazione di riunioni periodiche, l’organizzazione di iniziative nei quartieri e l’avvio del percorso che porterà alla costruzione del programma amministrativo per le elezioni comunali di Torino del 2027.

La riunione si è conclusa con l’impegno condiviso di proseguire il percorso organizzativo attraverso incontri periodici e una presenza sempre più capillare sul territorio, con l’obiettivo di rendere Azione un punto di riferimento credibile, competente e vicino ai cittadini torinesi.

Sharing monopattini, interpellanza di Scanderebech

E’ stata discussa oggi in Consiglio comunale l’interpellanza presentata dalla Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale Federica Scanderebech per fare chiarezza sull’applicazione delle nuove disposizioni del Codice della Strada riguardanti i monopattini elettrici e sulle differenze nell’attività di controllo tra Torino e Milano.

Dichiara SCANDEREBECH (FI): “Questa interpellanza nasce da una domanda molto semplice: perché a Torino si continua a tollerare una situazione che sta diventando sempre più pericolosa? Mi riferisco in particolare ai monopattini elettrici in sharing, che stanno evidenziando gravi criticità sotto il profilo della sicurezza stradale. Gli incidenti sono in aumento: dalla data di entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo del casco sono stati 577 con un totale di 4 deceduti e 552 feriti; dall’entrata in vigore della nuova normativa, si registrano quasi due casi al giorno, con un totale di 52 feriti. Ogni settimana si leggono notizie di persone coinvolte in sinistri, anche gravi, con un conseguente aggravio per i Pronto Soccorso. Pedoni investiti, anziani costretti a scansarsi sui marciapiedi, conducenti senza casco, due persone sullo stesso monopattino, mezzi che circolano contromano o attraversano gli incroci con il rosso: per molti utenti il Codice della strada sembra non esistere. Questa non è mobilità sostenibile. Questa è anarchia.”
Aggiunge SCANDEREBECH(FI): “Il Governo è intervenuto introducendo regole più severe: casco obbligatorio, contrassegno identificativo, assicurazione e sanzioni. Ma le regole servono solo se vengono fatte rispettare. A Milano, appena entrate in vigore le nuove disposizioni, sono partiti i controlli e sono state elevate decine di sanzioni fin dai primi giorni. A Torino, invece, continuiamo a registrare pochissime multe e controlli praticamente inesistenti. Non si può giustificare questa situazione richiamando la carenza di agenti della Polizia Locale: si tratta di una precisa scelta politica dell’Amministrazione di centrosinistra, che ha deciso di privilegiare la prevenzione rispetto alla repressione. Un’impostazione che lo stesso Assessore ha dichiarato in Aula e che, nei fatti, si traduce in un’applicazione troppo debole delle regole.”
Continua SCANDEREBECH (FI): “Il messaggio che passa è devastante: a Torino chi viola le regole può continuare a farlo senza particolari conseguenze. Mentre molti privati si stanno adeguando alle nuove disposizioni, i servizi di monopattini in sharing risultano ancora inadempienti. E allora pongo una domanda politica: quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanti altri incidenti dovranno verificarsi prima che questa Amministrazione prenda atto che il sistema attuale non funziona e intervenga con decisione?”
Conclude SCANDEREBECH (FI): “In molte città, anche all’estero, si è arrivati a limitare fortemente o addirittura a sospendere il servizio di monopattini in sharing perché i rischi per la sicurezza erano diventati insostenibili. Credo che anche Torino debba avere il coraggio di aprire questa discussione. Se non si riesce a garantire il rispetto delle regole e la sicurezza di pedoni e automobilisti, bisogna valutare seriamente la sospensione del servizio. La sicurezza deve venire prima di tutto.“

Governance Poll 2026, Cirio 4° tra i governatori. Lo Russo 33° ma recupera nella classifica dei sindaci

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Il Piemonte esce con un bilancio positivo dal Governance Poll 2026, l’indagine pubblicata dal Sole 24 Ore che ogni anno misura il livello di consenso raccolto da sindaci e presidenti di Regione.

Nella graduatoria dedicata ai governatori, Alberto Cirio si conferma tra gli amministratori regionali più apprezzati d’Italia. Il presidente della Regione Piemonte ottiene il 60% del gradimento, risultato che gli vale il quarto posto nazionale, condiviso con il presidente della Calabria Roberto Occhiuto. Davanti a lui si collocano soltanto il presidente della Puglia Antonio Decaro, che guida la classifica con il 66%, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Per Cirio si tratta di un dato particolarmente significativo anche perché il consenso registrato dall’indagine supera quello ottenuto nelle elezioni regionali del 2024, confermando un apprezzamento che, secondo il sondaggio, è cresciuto durante il secondo mandato.

Anche sul fronte dei sindaci arriva un segnale incoraggiante per Torino. Stefano Lo Russo risale infatti la graduatoria nazionale, attestandosi al 33° posto. Pur restando distante dalle primissime posizioni, il sindaco torinese interrompe la flessione registrata nelle precedenti edizioni del Governance Poll e mette a segno un recupero nel livello di consenso.

La classifica dei primi cittadini vede al comando Sara Funaro, sindaca di Firenze, con il 66% delle preferenze. Alle sue spalle figurano Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, che completano il podio dei sindaci più apprezzati dagli italiani.

Il Governance Poll rappresenta uno dei principali indicatori sul gradimento degli amministratori locali. L’indagine, realizzata annualmente da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore, non misura le intenzioni di voto in vista di future elezioni, ma fotografa il giudizio espresso dai cittadini sull’operato di sindaci e presidenti di Regione nel corso del loro mandato.