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Regione, le capigruppo di minoranza: “Maggioranza blocca aula”

Ancora una volta, per la terza settimana consecutiva, il Consiglio Regionale del Piemonte non si terrà.

E non si tratta solo di un “caso” del calendario, ma di una scelta della maggioranza di tornare in aula senza aver sanato tutti i loro conflitti interni. Altrimenti non si spiegherebbe perché ieri si è tentato di sostituire le dovute comunicazioni su un tema politico delicato come le dimissioni della vice presidente Chiorino con una semplice conferenza stampa, per poi non accettare anche il confronto pubblico con le opposizioni in una seduta di Consiglio.
E così si bloccano tutti i lavori dell’aula e non ci sarà spazio né per affrontare i problemi del governo regionale né per avere risposte sui problemi dei piemontesi e delle piemontesi: la prossima settimana non saranno discussi nemmeno gli ordini del giorno e le interrogazioni. Speriamo di non dover attendere che si ricuciano le fratture nel centrodestra per tornare a pensare anche ai trasporti, alle borse di studio, al lavoro e alla sanità.

Gianna PENTENERO – Presidente Gruppo Pd del Consiglio regionale
Alice RAVINALE – Presidente Gruppo AVS del Consiglio regionale
Sarah DISABATO – Presidente Gruppo Movimento 5 Stelle del Consiglio regionale
Vittoria NALLO – Presidente Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte del Consiglio regionale

Regione, Cirio: “Nuovo assessore sarà di FdI. Ma niente rimpasto”

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Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, a proposito delle dimissioni dell’assessora al Lavoro e Istruzione Elena Chiorino (della quale ha assunto le deleghe ad interim)  ha detto che il prossimo assessore, nominato tra qualche settimana, sarà sempre di Fratelli d’Italia. “Io però non penso a un rimpasto, – ha commentato il governatore- perché gli assessori stanno lavorando bene. Ciò non toglie che magari qualche aggiustamento di deleghe, privilegiando la competenza come sempre, possa essere conseguenza della scelta che faremo: evidentemente non è un titolo onorifico fare l’assessore, fare l’assessore vuol dire lavorare”. l 31 marzo, nel corso di una conferenza stampa convocata con il vicepresidente Maurizio Marrone, numerosi assessori regionali e i capigruppo di maggioranza, il presidente Cirio ha voluto ribadire che «siamo una Regione che non si gira dall’altra parte. Noi mettiamo il rispetto della legalità e della trasparenza come primo dei nostri doveri e accanto a questo vogliamo anche risolvere problemi. Parliamo – ha precisato – di una vicenda in cui la Regione non c’entra per quanto concerne il suo ruolo di governo, né con atti o delibere, né con funzioni. Parliamo di una vicenda che attiene alla vita privata di un’esponente del nostro governo, del nostro Consiglio, ma tutti sappiamo che quando hai una carica pubblica la vita privata è la vita pubblica, non c’è uno spartiacque».

Pompeo (PD): “Non possiamo lasciare soli i nostri ragazzi”

“Diritto allo studio universitario: che cosa intende fare la Regione per continuare a garantire le borse di studio?”

31 marzo 2026 – “I fondi del PNRR hanno, sicuramente, consentito, di compiere un importante salto di qualità al sistema del diritto allo studio attraverso un aumento delle borse di studio e del loro valore, con la piena copertura di tutti gli aventi diritto. Tuttavia, questo importante obiettivo che è stato raggiunto deve essere mantenuto e la Giunta regionale deve compiere scelte chiare e precise. Per capire in quale direzione la Regione si sta muovendo ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“Entro il 2026 termineranno i fondi PNRR e questo determinerà una mancanza di risorse che, secondo le attuali stime potrebbero ammontare a 20 milioni di euro e dubito che l’attuale programmazione regionale possa coprire totalmente questa carenza. Occorre, pertanto, che, fin d’ora, la Giunta cerchi una soluzione oppure molti ragazzi che contano su questo sostegno, ne resteranno privi” aggiunge Laura Pompeo.

“Voglio risposte tempestive e chiare dall’Assessore regionale competente – conclude Pompeo – per capire se può già stimare quanto occorrerà stanziare per garantire la piena copertura delle borse di studio a iniziare dall’anno accademico 2026/2027 e quali misure si intendano adottare nel bilancio pluriennale per assicurare stabilità al sistema. Inoltre, voglio comprendere se sia stato avviato un confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca per rendere strutturale il rafforzamento del Fondo Integrativo Statale. In un momento in cui l’abbandono scolastico registra dati allarmanti, bisogna fare di tutto per aiutare i nostri ragazzi a proseguire il ciclo di studi. Per molti di loro poter contare su un sussidio rappresenta l’unico modo per non dover rinunciare a terminare l’università”.

Religione e politica, presentata Legge regionale sulla memoria del 1848

Alla presentazione della nuova legge regionale hanno partecipato la prima firmataria Monica Canalis, il giornalista Francesco Antonioli, il costituzionalista Giovanni Boggero, il presidente del Comitato Interfedi Valentino Castellani, il presidente della Comunità ebraica Dario Disegni, la sociologa Stefania Palmisano, la presidente della Fondazione Centro culturale valdese Bruna Peyrot, il pastore Giuseppe Platone, l’onorevole Valdo Spini ed il presidente del Concistoro di Torino Sergio Velluto.

 Ieri è stata presentata a Torino la nuova legge regionale sulla memoria dei fatti del 1848, anno in cui il Regno di Sardegna concesse i diritti civili e politici alle minoranze valdese ed ebraica.

Grazie alla legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 24 febbraio scorso, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto, tramite l’istituzione di una giornata regionale, ogni 17 febbraio, per fare memoria dei fatti del passato e sensibilizzare ai valori della convivenza e della tolleranza.

Durante la presentazione è emersa con forza l’importanza del dialogo tra le religioni e del confronto tra la religione e la politica, per rafforzare il diritto e il valore della libertà religiosa, in un’epoca caratterizzata dal post secolarismo e dal ritorno delle guerre di religione. Le religioni possono essere attori di pace e di convivenza, nel pluralismo e nel rispetto delle diversità, svolgendo un ruolo di coesione comunitaria e non solo di introspezione privata.

Ricordare la storia peculiare del Piemonte può quindi lenire le dolorose ferite del passato, in una terra in cui l’appartenenza religiosa ha causato per secoli scontri sanguinari ed ingiuste segregazioni, essere di stimolo per una riflessione sul riconoscimento di tutte le confessioni e sul significato della cittadinanza delle minoranze, non solo religiose, ed infine sollecitare una compiuta inclusione di tutte le attuali componenti della comunità piemontese.

L’auspicio espresso nel convegno è che buone pratiche come il comitato Interfedi del comune di Torino si estendano ad altri Municipi e che la legge piemontese incoraggi una iniziativa legislativa parlamentare sul tema della libertà religiosa.

Chiorino, AVS: “Soddisfazione per le dimissioni”

Apprendiamo con soddisfazione delle dimissioni, questa volta intere, dell’assessora Chiorino, nonché dell’assessore Franceschini di Biella, coinvolto anche lui nell’oscura società “5 forchette”. Era ora. Stupisce anzi che Cirio e Chiorino abbiano provato sinora a difendere l’indifendibile.

Quello della Bisteccheria d’Italia è uno scandalo colossale e lo abbiamo detto da subito: questo è l’unico esito possibile di questa penosa vicenda, che sta travolgendo la credibilità della Regione. Con le mafie non si fanno affari, e tanto più dopo ciò che emerso oggi rispetto all’ipotesi di riciclaggio di denaro del clan Senese non si potevano continuare a sentire balbettii da parte della maggioranza.

Alice Ravinale
Valentina Cera
Giulia Marro

Chiorino si dimette anche da assessora: “Sono una persona perbene”

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Le opposizioni avevano preparato per domani un sit-in davanti al Consiglio regionale, invocando le dimissioni di Elena Chiorino per la vicenda legata all’ex sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Ma lei, già dimessasi dalla carica di vicepresidente della giunta, le ha anticipate rassegnando anche l’incarico di assessora al Lavoro e Istruzione.

Un passo indietro che arriva dopo giorni di tensione politica e polemiche. Elena Chiorino lascia dunque la giunta regionale guidata da Alberto Cirio, dopo le dimissioni da vicepresidente arrivate non più tardi di una settimana fa. «È una scelta che assumo per senso di responsabilità», scrive in una nota pervenuta pochi minuti fa dalla Regione, respingendo però ogni addebito personale: «Non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone»

Provinciali Biella,  (PD): “Una vittoria di serietà, credibilità e lavoro”

30 marzo 2026 – “L’affermazione del centrosinistra alle elezioni provinciali di Biella rappresenta un segnale politico importante, che premia la credibilità delle nostre amministratrici e dei nostri amministratori e il lavoro paziente svolto, in questi anni, sui territori” dichiarano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero, e la Consigliera regionale Pd biellese Emanuela Verzella, a nome dell’intero Gruppo Pd in Consiglio regionale.

“La vittoria di Ramella conferma che quando si costruiscono proposte serie, inclusive e radicate nelle comunità, i risultati arrivano. Ramella è stato capace di intercettare con pragmatismo e competenza tanti mondi, non soltanto quelli riconducibili al centrosinistra e l’ha fatto con un’attenzione costante riservata ai Comuni e alle esigenze concrete dei cittadini, attraverso la mediazione dei loro amministratori” aggiungono le Consigliere regionali Pd.

“A Ramella vanno le nostre congratulazioni e l’augurio di buon lavoro: la Provincia ha bisogno di stabilità, visione e capacità amministrativa, e siamo certi che saprà garantirle. Questo risultato rafforza l’impegno del Partito Democratico nel costruire alternative credibili e nel riportare al centro i bisogni reali dei territori piemontesi. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma la strada è quella giusta: insieme ai sindaci, insieme alle comunità locali, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno” concludono Pentenero e Verzella.

Elezioni, O. Napoli: le carte al tavolo di Mattarella

Il referendum ha ribaltato completamente la narrazione a cui il centrodestra credeva di aver legato l’immaginario collettivo. Quei NO hanno detto a Meloni che la realtà ha fatto irruzione nella vita quotidiana degli italiani, e i suoi occhiali rosa hanno perso ogni potere e incantesimo.
Dal 23 marzo le carte al tavolo della politica non sono più nelle mani di Meloni ma sono passate in quelle del presidente Mattarella. Gli obiettivi che il governo si era proposto, penso alla legge elettorale, sono finiti all’aria come un castello di carte. Meloni non può decidere di andare al voto, e neppure può più imporre una legge elettorale ritagliata sulle sue ambizioni. Mattarella vigila dal Colle e rimane, dopo il 23 marzo, l’unico vero riferimento a cui guardano gli italiani. Mattarella non scioglierà certo il Parlamento perché lo chiede un partito o uno schieramento. Conosce il suo lavoro e le regole della Carta che lo guidano. Tutti faremmo bene a tesaurizzare i suoi interventi sulla situazione del Paese e nel pianeta. Nessuno può decidere al suo posto se e quando andare alle elezioni.

OSVALDO NAPOLI

Azione