Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo condanna “le gravissime violenze e i pesanti danneggiamenti avvenuti durante la manifestazione No Tav in Valle di Susa meritano una condanna ferma e senza alcuna ambiguità”. Aggiunge il sindaco: “il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un valore fondamentale della nostra democrazia e merita sempre piena tutela. Aggressioni, lanci di pietre e bombe carta, incendi e atti vandalici contro le Forze dell’Ordine sono inaccettabili e compromettono la sicurezza delle persone e il confronto democratico. Esprimo piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati in Valle di Susa e piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori per accertare le responsabilità”
Nasce Sinistra Italiana a Piossasco
Eletto il segretario di circolo Vittorio Spadon alla presenza del segretario provinciale Alberto Re e della segretaria regionale Alice Ravinale.
Lunedì 20 luglio si è costituito ufficialmente il circolo territoriale di Sinistra Italiana a Piossasco. L’assemblea degli iscritti ha sancito l’avvio formale del percorso politico locale eleggendo all’unanimità Vittorio Spadon nel ruolo di Segretario.
All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti provinciali e regionali del partito Alice Ravinale, Valentina Cera, Alberto Re e Luca La Vaille.
Il viaggio del circolo inizia ufficialmente adesso, con tanto lavoro da fare e un invito aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è quello di crescere, collaborando attivamente con tutte le forze politiche, civiche e associative del territorio che condividono gli stessi principi progressisti con l’ambizione di partecipare attivamente al governo della città.
“Oggi non è l’inizio improvviso di un percorso, ma l’evoluzione naturale dell’impegno e della cittadinanza attiva che abbiamo già dimostrato in anni di attivismo sul territorio” dichiara Spadon. Il neo-segretario ha tracciato la linea politica e di lavoro del circolo che sarà fondata su quattro pilastri: ecosocialismo, femminismo, antifascismo e pacifismo.
“A Piossasco vogliamo dimostrare che la politica non è fatta di slogan urlati o radicalizzazioni sterili”, continua Spadon, “siamo qui per supportare una transizione ecologica concreta, per praticare la parità reale contro ogni violenza di genere e per custodire i valori della Resistenza, mantenendo i nostri spazi sempre aperti e plurali”.
“Siamo molto felici e orgogliosi della nascita del circolo di Sinistra Italiana a Piossasco” commenta Alberto Re, segretario provinciale del partito, “Sinistra Italiana cresce e si rafforza in tutta la provincia di Torino, all’interno di un percorso ormai consolidato che è Alleanza Verdi Sinistra, con cui siamo già protagonisti nei tantissimi comuni dove governiamo. La presenza costante e attenta nei territori sarà il fondamentale volano anche per le prossime elezioni politiche, dove insieme a tutto il mondo progressista e antifascista vogliamo costruire la vera alternativa alla peggiore destra di governo”.
Per informazioni o adesioni è attivo un indirizzo mail del circolo sinistraitalianapiossasco@gmail.com
cs
Nella foto Alice Ravinale
Tav, Giachino: “il progetto non è obsoleto”
LETTERA APERTA A MARCELLO SORGI
Caro #Marcello, grande giornalista, grandeDirettore, simpatico amico da anni, #sulla #TAV stamane #sbagli. Dire che il progetto è obsoleto è assolutamente sbagliato. È sbagliato dal punto progettuale? Spiegalo. È sbagliato dal punto di vistalogistico? No, è ancora più valido di prima perché ledifficoltà dei collegamenti via mare aumenterannol’importanza dei collegamenti ferroviari con l’Est. Non a caso si sta studiando il corridoio Imec.
La TAV è ancora più importante di prima, non solo perché noi verso la Francia esportiamo più di quanto importiamo di quasi 20 miliardi, ma perché il trasporto merci, che come si vede è vitale per le economie di tutto il mondo. Lato Francia il traffico va tutto su strada perché trainare migliaia di tonnellate col treno sino a 1300 m al vecchio Tunnel costa tantissimo. Risultato: mentre verso la Svizzera, che ha costruito negli ultimi dieci anni ben 2 Tunnel simili alla TAV, il 70% del traffico va su rotaia, al Brennero il 30% del traffico va su rotaia, tanto è vero che lì si sta costruendo un Tunnel come la TAV. Verso la Francia, dove passano merci dirette alla Gran Bretagna e alla Spagna, solo il 7% dei trasporti va su rotaia e il 93% su strada.
Ogni anno sull’Autostrada A4, che è gemella del corridoio Mediterraneo, passano 3 milioni di TIR. Come sai, i trasporti secondo ENEA valgono quasi1/3 dell’inquinamento e l’Italia è sotto proceduradi infrazione per l’inquinamento della PianuraPadana. Dalla Cina arrivano, con tutte le difficoltà e le limitazioni, quasi 20 mila treni merci all’anno. Il futuro del trasporto è su rotaia, l’unico mezzo che non inquina. L’economia mondiale si reggesui trasporti e sulla logistica, molto sul mare eoggi molto sulla strada, inquinante. Diminuire il traffico su strada diminuirebbe anche l’incidentalità e la mortalità per incidentalità stradale, che soloin Italia ci costa oltre 3.000 morti e 30 miliardi.
Per l’Italia essere punto di passaggio di merci e passeggeri in arrivo da tutto il mondo è unaricchezza. L’Italia, con la costruzione dei corridoiferroviari europei, tutti collegati ai porti, diventerà la porta dei traffici europei da e verso l’Africa, il Medio e l’Estremo Oriente. Oggi le merci in arrivo dalla Cina e dall’Est, senza il CorridoioMediterraneo, salgono verso Duisburg in Germaniae di lì scendono una parte verso l’Italia, una parte verso la Francia e la Spagna. In questo modo noi perdiamo traffici, lavoro logistico, entrate fiscali ePIL, mentre come sai noi abbiamo assoluto bisogno di crescere molto di più di quanto cresciamo oggi, avendo un Debito pubblico di oltre 3200 miliardi.
Dopo la nostra grande Manifestazione SITAV di Piazza Castello (10.11.2018), l’Europa, che partecipa come sai alla costruzione del Tunnel, ha deciso di cofinanziare anche la tratta italiana che esce dal Tunnel verso Torino. Con gli investimenti in corso nei corridoi ferroviari e con la costruzione dellanuova Diga al porto di Genova, l’Italia potrebbe crescere di almeno 1 punto di PIL all’anno inpiù e vedi come sarebbe contento Giorgetti.
Per questo non capisco perché la #MELONI non riaffermi la strategicità della TAV. Se chi va al Governo avesse studiato di più #CAVOUR avrebbe capitoche per il nostro grande Statista prendere i traffici in arrivo dal Canale di Suez e diretti verso l’Europa era un grande obiettivo. Oggi che la nostra economia cresce solo dello zero virgola lo è ancora di più.
Nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del secolo, il Traforo del Frejus. Cavour, quando il Re sottolineava le perplessità della minoranzaparlamentare di allora, rispose: “Maestà, noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”.
La nostra economia, senza il surplus negli scambi commerciali, sarebbe più povera e il benessere sarebbe minore. Il commercio internazionale passa dove ci sono i porti, gli aeroporti, le reti ferroviarie, autostradali e logistiche più efficienti.
Se per l’Italia la TAV è importante, per Torino la TAV è fondamentale. Oggi Torino è in alto a sinistra della cartina italiana. Con la TAV, Torino sarà unadelle fermate più belle della rete dei trasporti delfuturo. Se i politici torinesi e piemontesi avessero studiato di più non solo Cavour ma anche Peyron e il Prof. Giuseppe Grosso, il migliore Presidente dellaProvincia di Torino, capirebbero che Torino con la TAV sarà al centro della TAV Valley che comprenderà Milano, Genova, Torino e Lione. 800 miliardi diPIL, quasi 40 Atenei e Centri di ricerca mondiali.
Ecco perché chi ha consentito il Festival della Felicità, base organizzativa della marcia di ieri e degli scontri inqualificabili, non ha fatto gli interessi di Torino e delPaese. Basta con i pesci in barile. La TAV è il bene comune, quel bene comune di cui parlava Leone XIII quando scrisse ottantunenne la Rerum Novarum.
Mino Giachino
gia’ Sottosegretario alle Infrastrutture
Centro, ora serve una Costituente
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
È ormai sempre più evidente che esiste un’alternativa politica, culturale e programmatica realisticamente praticabile rispetto agli “opposti estremismi” oppure, con maggiore finezza lessicale, agli “opposti populismi” che stanno caratterizzando e inquinando la vita democratica del nostro Paese.
Un’alternativa che deve crescere, allargarsi econsolidarsi se non vogliamo che le peggiori derive di stampo antidemocratico e anticostituzionale si diffondano ulteriormente. Del resto, dobbiamo prendere atto che i due schieramenti maggioritari sono ormai attraversati da una vena populista, estremista eradicale che difficilmente potrà essere ridimensionata.
Il profilo politico e culturale della sinistra è oggisegnato dal radicalismo massimalista di Elly Schlein, dal populismo demagogico del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, dall’estremismo ideologico del trio Fratoianni-Bonelli-Salis e dal pansindacalismo classista della CGIL di Maurizio Landini. Il tutto accompagnato e amplificato da ungiornalismo televisivo che, da anni, contribuiscead alimentare questa impostazione.
Sul versante del centrodestra, il sovranismorappresenta ormai una cifra politica consolidata, tanto da non richiedere ulteriori approfondimenti. Anche in quella coalizione il Centro è ormaisoltanto un pallido ricordo, mentre l’irruzionedel generale Roberto Vannacci è destinata adaccentuare ulteriormente questa deriva.
Sul fronte opposto, invece, la nuova e aggiornata”gioiosa macchina da guerra”, per richiamare una celebre espressione della Seconda Repubblica, sembra aver abbandonato ogni ambizione autenticamente riformista per tornare a una logica di alleanze riconducibile ai vecchi “partiti contadini” della tradizione sovietica, sotto l’attenta regia politica di Goffredo Bettini.
Un Centro autonomo e riformista
È proprio in questo contesto che si rafforza lanecessità di un Centro autonomo, autenticamentedemocratico, rigorosamente riformista, culturalmenteplurale e politicamente orientato al governo.
Un’alternativa che non può mancare in una stagione segnata da una pericolosa radicalizzazione del confronto politico, dove ogni posizione responsabile, equilibrata, rispettosa e riformista viene sistematicamente sacrificata sull’altare della polarizzazione ideologica.
Una deriva che finisce inevitabilmente per trasformare l’avversario in un nemico da eliminare, anziché in un interlocutore con cui confrontarsi democraticamente.
La necessità di una Costituente
Per costruire una prospettiva davvero credibile di Centro, riformista e democratica, è arrivato ilmomento di dare vita a una Costituente nazionaleche rappresenti concretamente la volontà di mettere in campo un progetto politico largo, plurale, articolato e capace di intercettare letante domande che provengono dalla societàe che, negli ultimi anni, non hanno trovato un interlocutore politico serio, credibile e affidabile.
Una Costituente che, partendo dall’iniziativagià avviata da Pina Picierno, Carlo Calenda e da numerosi gruppi, associazioni, movimenti e partiti, sappia raccogliere anche il contributo di tuttequelle culture politiche che, per loro natura, non possono riconoscersi nelle derive del radicalismo, dell’estremismo, del massimalismo e del populismo.
Una scelta per la democrazia
Ecco perché oggi si impone una nuova, aggiornata e contemporanea Costituente di Centro.
Non soltanto per dare finalmente forma compiuta a un progetto politico che ancora non esistenella sua piena organicità, ma soprattutto per salvaguardare e rafforzare la qualità della nostra democrazia, evitando che continuino ad affievolirsii principi e i valori fondanti della Costituzione.
Scontri no Tav, Nicco: “Nemici della democrazia”
“Purtroppo ogni volta va in scena lo stesso copione. Dietro lo slogan della protesta si nascondono professionisti della violenza che trasformano una manifestazione nell’ennesima guerriglia contro lo Stato. Chi lancia pietre, bombe carta e razzi contro le Forze dell’Ordine, chi incendia mezzi di servizio e assalta un cantiere non sta esercitando un diritto costituzionale: sta commettendo reati gravissimi”.
Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, commentando gli scontri avvenuti oggi in Valle di Susa.
“È evidente – continua Nicco – che per questi gruppi estremisti ogni pretesto è buono per cercare lo scontro, provocare il caos e alimentare un clima di tensione. Non c’è nulla di ideale in tutto questo: c’è soltanto la volontà di colpire le istituzioni e chi ogni giorno difende la sicurezza dei cittadini”.
“Esprimo la mia piena e convinta solidarietà ai Carabinieri, alla Polizia di Stato e a tutte le Forze dell’Ordine impegnate in Val Susa, che ancora una volta hanno dimostrato coraggio, professionalità e straordinario senso del dovere, operando in condizioni estremamente difficili”, conclude Nicco.
ROSSO E FONTANA
«Ogni estate va in scena lo stesso macabro copione: assalti ai cantieri, aggressioni alle Forze dell’Ordine, devastazioni e disordini.
Togliamo il velo dell’ipocrisia e della connivenza: altro che “Festival dell’Alta Felicità”, questo è il festival della violenza».
Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e segretario cittadino di Forza Italia Torino, che proseguono:
«Non si tratta di episodi isolati, ma di una violenza organizzata e annunciata, con il cantiere Tav trasformato ogni anno nel bersaglio di chi rifiuta la democrazia e sceglie la distruzione. Gli organizzatori non possono continuare a lavarsene le mani: le prese di distanza a posteriori non bastano quando una manifestazione diventa sistematicamente il punto di ritrovo di frange estremiste che assaltano un’infrastruttura strategica e attaccano gli agenti.
La nostra piena solidarietà va alle donne e agli uomini in divisa che difendono la legalità, la sicurezza dei cittadini e un’opera fondamentale per il Piemonte, l’Italia e l’Europa. I lavori andranno avanti e chi pensa di fermare il progresso con la forza è destinato a fallire.
Con il Decreto Sicurezza lo Stato ha scelto la linea della massima fermezza: chi sceglie lo scontro troverà istituzioni determinate a far rispettare la legge e a difendere le infrastrutture strategiche e i diritti cittadini perbene», concludono Rosso e Fontana.
Il gip del Tribunale di Torino, Cristina Barillari, ha disposto l’archiviazione nei confronti
degli indagati nel caso Rear: il senatore Pd Mauro Laus, la presidente del Consiglio comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, e l’assessore comunale Domenico Carretta. Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alessandro Aghemo. I reati ipotizzati erano la malversazione e l’infedeltà patrimoniale. I politici erano accusati di aver distolto fondi dalla cooperativa Rear per finalità politiche.
La Giunta regionale martedì in Consiglio avrebbe dovuto rispondere a due mie interrogazioni, una depositata ad aprile e una addirittura a febbraio, sul progetto della tratta nazionale TAV Avigliana – Orbassano: ma hanno preferito nascondersi dietro ad un laconico “si ritiene il quesito contenuto in tale interrogazione già trattato e, di conseguenza, superato”.
Avevo chiesto se la Regione ritenga validi i presupposti progettuali posti alla base del progetto definitivo dell’opera proposto da RFI a fronte dei discostamenti tra il modello di esercizio alla base del progetto, risalente al 2008, e l’attuale assetto del Servizio Ferroviario Metropolitano, e a fronte della programmazione degli interventi relativi al TAV Torino-Lione, di cui è chiaro lo slittamento dopo la riunione di Chambery che ha confermato i ritardi francesi e a fronte problemi tecnici della talpa Viviana. E ancora, avevo chiesto se la Regione ritiene compatibile l’investimento pubblico previsto per la realizzazione della linea, pari a circa 3 miliardi di Euro, con la ipotesi di privatizzazione dell’Interporto SITO di Orbassano riemersa anche nella discussione di bilancio in questi giorni.
L’unica risposta che la Regione finora mi ha dato è relativa al fatto che non intendono avviare – a differenza di quanto chiesto dai Comuni – una conferenza dei servizi regionali, posto che è stato attivato il ben più blando “comitato di supporto”.
Proprio in seno a tale comitato, che si è riunito nei giorni scorsi, stanno tuttavia emergendo tutte le lacune sulla localizzazione dell’opera e sulla sua cantierizzazione, che rendono allo stato impossibile pensare di addivenire a una definizione dell’iter progettuale entro l’anno come profetizzato dal Commissario Mauceri.
Occorre agire con determinazione per ridefinire una volta per tutta le priorità infrastrutturali per il territorio piemontese e metropolitano. Continueremo a insistere perchè la Regione, invece che fare da passacarte, faccia finalmente la sua parte a difesa del bene comune e dei territori e abbia il coraggio di chiedere che importanti finanziamenti pubblici non restino bloccati su quest’opera: quei soldi, come abbiamo già detto più volte, vadano al completamento della Metro 1 di Torino e anche la Regione si attivi perchè quel cantiere davvero strategico sia finanziato e completato al più presto, come abbiamo chiesto anche con un emendamento al Piano Qualità dell’Aria in discussione nella seduta di martedì.
Alice Ravinale
Consigliera regionale AVS