politica
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Legge sul fine vita: le regioni accelerano, il Parlamento resta al palo
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Le primarie, ormai, rischiano di essere il cortocircuito che manda in tilt il PD. Storicamente Elly Schlein è sempre stata a favore delle primarie, in particolare di quelle cosiddette aperte. Proprio beneficiando di questa formula è diventata segretario del partito. Con la maggioranza dei gazebo ha sconfitto Bonaccini che aveva la maggioranza degli iscritti. Oggi il tema si pone per la scelta del candidato della coalizione” campo largo” in vista delle prossime elezioni politiche. In caso di primarie, chiamando a raccolta tutto il popolo della variegata coalizione, la Schlein, pur essendo leader del partito di maggioranza relativa, stando ai sondaggi, rischia di perdere. Sarebbe in vantaggio Giuseppe Conte che potrebbe vantare un maggior appeal trasversale: prenderebbe tutti i voti dei Cinque Stelle ed una parte di quelli del PD. Sembra che il destino del PD, partito di solida tradizione e con una classe politica non improvvisata, sia quello di essere conquistato da chi arriva da fuori…. Le primarie stanno creando un cortocircuito. Buona domenica e buona settimana.
Roberto Cota
POLITICA
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Meloni rilancia da Bari: “Il governo non molla”. Sfida alla sinistra e messaggio sulla sicurezza
Molinari e Bergesio: “Trentennale nel nome di Umberto Bossi, celebrando l’Autonomia differenziata proiettati verso il futuro”
“Salire sul Monviso fino a Pian del Re per noi leghisti è sempre un momento emozionante: quel rito simboleggia la nostra storia, le radici, ma anche la proiezione verso il futuro. Quest’anno però è particolare: non solo perché si tratta della trentesima edizione, ma anche perché è prima dopo la scomparsa del fondatore della Lega, l’indimenticabile Umberto Bossi. Questo ci rende ancora più forti. Dal Monviso arriverà un forte segnale di coesione, di spinta verso l’importante traguardo dell’Autonomia differenziata, a cui abbiamo lavorato in questi anni con determinazione, grazie all’impegno del Ministro Calderoli e del nostro segretario Matteo Salvini. Ma sarà anche l’occasione per parlare di sicurezza, e dei temi caldi di questa fase finale della legislatura”.
Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati e Segretario della Lega in Piemonte, commenta l’appuntamento leghista con il tradizionale appuntamento alle sorgenti del Po, nel cuneese. Con lui, sabato mattina a partire dalle 10, ci saranno il ministro per le Riforme e l’Autonomia Roberto Calderoli, il senatore e segretario provinciale cuneese Giorgio Maria Bergesio, gli altri parlamentari piemontesi della Lega, gli assessori e i consiglieri regionali, e tanti sindaci e amministratori locali della provincia di Cuneo, e di tutto il Piemonte.
“Salire al Monviso non è una semplice ricorrenza – aggiunge il senatore Bergesio – ma un legame forte e diretto con le nostre radici, e un momento per ribadire la nostra identità, e guardare al futuro, a partire dal traguardo ormai imminente dell’Autonomia differenziata, percorso prossimo al traguardo grazie alla determinazione del nostro segretario federale Matteo Salvini, del ministro Calderoli, del capogruppo alla Camera e segretario regionale in Piemonte Riccardo Molinari, e di tutti i dirigenti, parlamentari e amministratori che avremo l’onore di avere presenti a questo grande evento di popolo e di comunità”.
«Non sono contrario a priori alla diga. Voglio conoscere tutto prima di decidere.»
Perché ha presentato questa mozione al Consiglio comunale?
Perché ritengo che un’opera di questa rilevanza debba essere affrontata con la massima
attenzione, soprattutto dal punto di vista della sicurezza del territorio e della popolazione.
Non ho presentato una mozione per dire semplicemente “no alla diga”…
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POLITICA
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Vannacci, il centrodestra dice no: i voti non bastano se manca la politica
Una cinquantina di militanti di Futuro Nazionale sono scesi in piazza con un flash mob davanti al Tribunale di Torino per protestare contro la scarcerazione dell’uomo bengalese accusato di aver violentato una ragazzina di appena 13 anni.
A rendere la vicenda ancora più grave, secondo quanto emerso, vi sarebbe stato un ulteriore abuso, avvenuto a meno di un’ora di distanza, ai danni di un’altra donna adulta, ripresa dalle telecamere di sorveglianza.
Sull’accaduto è intervenuto Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Torino di Futuro Nazionale: “Sbaglia chi parla solo di ‘chiudere il pedomarket’ e chi si lamenta di qualche regolamentino qua e là: il problema è generazionale ed è relativo ad alcune culture che non sono assimilabili e che non vogliono assimilarsi. Torino non sarà mai la Casablanca d’Italia. Per gli stupratori e i pedofili che vedono le nostre bambine come potenziali prede, l’unica soluzione è la remigrazione. Dove sono le femministe che gridavano sempre? Dov’è Non Una Di Meno quando la vittima è una bambina italiana?”
Sulla stessa linea anche On. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale, che ha ribadito la necessità di mettere al centro la sicurezza delle vittime e di affrontare con maggiore fermezza ogni forma di violenza: “Vogliamo che le nostre donne siano libere di uscire, di vivere la propria vita, di tornare a casa senza paura e senza dover temere di subire una violenza. Questa dovrebbe essere la normalità, non un privilegio. Quando una donna o una bambina diventa vittima di una violenza, lo Stato deve garantire risposte ferme e concrete. E per chi commette reati così gravi, soprattutto contro le donne e i minori, e per tutti coloro che rifiutano la nostra cultura, ribadiamo che la remigrazione deve essere l’unica risposta. La sicurezza dei nostri cittadini viene prima di qualsiasi alibi o giustificazione che i giudici possano voler improvvisare.”
cs Futuro Nazionale