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Il Centro, Calenda e Picierno

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il quadro politico è quasi radicalmente cambiato rispetto alle elezioni del settembre 2022. Come, del resto, è anche scontato. Oggi, e in vista del voto del 2027, il contesto è molto diverso. Soprattutto su due versanti. Innanzitutto è cresciuta e si è consolidata una forte, smaccata e persin violenta radicalizzazione del conflitto politico. Una radicalizzazione che ha portato ad un sostanziale esautoramento di una normale e fisiologica democrazia dell’alternanza. Oggi, non a caso, la sinistra radicale, populista, estremista e massimalista coltiva l’obiettivo di abbattere il centro destra attraverso la delegittimazione morale prima e la criminalizzazione politica poi. Il tutto condito da attacchi personali, insulti irripetibili, delegittimazione morale, appunto, e annientamento politico. L’esatto contrario di tutto ciò che dovrebbe caratterizzare un normale confronto tra schieramenti diversi se non addirittura alternativi sotto il versante politico e programmatico. Del resto, com’è evidente a tutti, oggi non esiste il centro sinistra ma un’alleanza di sinistra e progressista. Il centro, da quelle parti, semplicemente non esiste. Ossia, siamo di fronte ad una sostanziale riedizione della poco fortunata “gioiosa macchina da guerra “ di occhettiana memoria. Sul versante del centro destra, anche se con meno violenza perchè manca quella cultura storica che resta di appannaggio della sinistra comunista e gramsciana, la voglia di delegittimare il nemico politico è quantomai presente e vitale ma, però, senza raggiungere i picchi che si praticano nel campo avverso. Comunque sia, si tratta di atteggiamenti speculari. In secondo luogo, e di conseguenza, il profilo dei due schieramenti è largamente caratterizzato da un approccio politico e culturale estremista e radicale. A sinistra è ancora più evidente mancando ormai le forze centriste e moderate – se non per rivendicare uno scarno “diritto di tribuna” – e lo “zoccolo duro” della coalizione, come riconoscono e sostengono gli stessi capi partito, è rappresentato dalla sinistra radicale e massimalista in tutte le sue multiformi espressioni. Il centro destra, dovendo rincorrere per svariate motivazioni il generale Vannacci, non può non accentuare ulteriormente questa sua caratterizzazione estremista e radicale. Due schieramenti, dunque, fortemente e strutturalmente polarizzati che sono anche radicalmente diversi dall’offerta politica ed elettorale che avvenne alle elezioni del 2022. Ecco perchè, e alla luce di questo quadro concreto e del tutto realistico nonchè oggettivo, quasi si impone una offerta politica, culturale, programmatica e valoriale di Centro. Un Centro che, ad oggi, non esiste affatto a sinistra ormai dominata dal radicalismo e dal massimalismo ideologico e populista e non campeggia a destra perchè l’oggettiva ed autorevole presenza di Giorgia Meloni offusca tutto il resto. Ed è per questa ragione che in vista delle ormai imminenti elezioni un’offerta centrista, riformista, autenticamente di governo ed europeista non solo è necessaria ma è addirittura indispensabile se si vuole garantire quella qualità della democrazia che resta un tassello centrale e decisivo per lo stesso funzionamento delle nostre istituzioni democratiche. E l’iniziativa di Pina Picierno con Spazio Pubblico, di Carlo Calenda con Azione e di molti altri gruppi, movimenti, associazioni e partiti riconducibili a quest’area politica e culturale è fortemente gettonata e copre un vuoto che non può essere gestito o, peggio ancora, appaltato ad una sinistra sempre più estremista e radicale o ad una destra sempre più alla rincorsa dell’estremismo. Un Centro che può e deve diventare il luogo politico per eccellenza della cultura riformista, dell’approccio europeista, della cultura di governo e, in ultima analisi, della negazione di ogni forma di radicalismo, di estremismo, di populismo e di massimalismo. Che sono e restano i mali peggiori e le derive più nefaste se vogliamo conservare quella qualità della democrazia e quei valori costituzionali che ogni giorno ricordiamo ed esaltiamo ma che poi vengono sistematicamente rinnegati e calpestati dal comportamento concreto e tangibile di molti partiti e dai rispettivi capi.

Foto Facebook

Flash mob di Futuro Nazionale per Roggero

Visto l’ordine di carcerazione emesso questo pomeriggio, stante la gravità e l’urgenza della situazione di Mario Roggero, alcuni militanti torinesi di Futuro Nazionale si sono ritrovati per un rapido flash-mob davanti al palazzo di giustizia di Torino per chiedere il differimento dei termini sulla richiesta di carcerazione, nella speranza di ottenere al più presto la grazia.

“I nostri militanti si sono recati al Tribunale di Torino per rivolgere un appello al Magistrato di Sorveglianza affinché sia sottoposta alla sua valutazione l’istanza di sospensione dell’ordine di carcerazione di Mario Roggero e la esamini con la massima tempestività, nel pieno rispetto della legge ma anche di quel senso di umanità che la Costituzione pone a fondamento dell’esecuzione della pena. Mario ROGGERO è prima di tutto un uomo che lo Stato non è riuscito a proteggere.” Dichiara l’on. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.

“Per anni ha subito rapine e violenze senza ricevere quella sicurezza che ogni cittadino ha il diritto di pretendere. Oggi rischia di diventare, agli occhi di molti italiani, vittima anche di una risposta dello Stato che appare distante dalla percezione di giustizia e dalla concreta realtà dei fatti. Deve prevalere la sensibilità giuridica e umana affinché la richiesta di sospensione dell’ordine di carcerazione non venga lasciata senza un’immediata valutazione.” continua l’on. Emanuele Pozzolo.

“Dietro questo fascicolo non c’è soltanto un numero di procedimento: c’è un uomo di 72 anni, una famiglia e una vicenda che ha profondamente segnato la coscienza del Paese. Lo Stato non può abbandonarlo una seconda volta.” Conclude il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale del partito.

Futuro Nazionale

Foto Francesco Valente

Destra e sinistra, mala tempora currunt

Nuova icona per la destra italica. Roggero,  gioielliere di Grinzane è stato condannato per ben tre volte per omicidio. No, per la destra italica è un sant’ uomo. Addirittura il ministro Nordio lo voleva subito graziato. Si è beccato il cazziatone del Presidente della Repubblica. Ma oramai è chiaro: Nordio conta poco o nulla ed è probabile che l’imbeccata arrivi direttamente dalla Meloni che non dorme sonni tranquilli tra franchi tiratori e Vannacci. Eccolo li’ l’emergente della politica italiana.
Il generale Vannacci. Obbiettivo del generalissimo: gli immigrati tutti a casa.
Vaneggia e si illude. Ma tanto che importa.
L ‘importante per i politici è “muovere l’aria”.
Precisamente giustificare i lauti stipendi che prendono scusando gli inevitabili fallimenti con la cattiveria dell’avversario politico. Che succederà? Niente come al solito. Chi ringrazia sono i 300 poliziotti in servizio in Albania 24 ore su 24 in vacanza.
Altro che centri per l’accoglienza. Tra le altre cose il mare in Albania è bellissimo. Almeno qualcuno qualcosa porta a casa.  Non ci si illuda: anche nelle opposizioni ci sono poche idee ed abbastanza confuse.
Torino caso emblematico. L’Appendino si gioca il rettore Saracco per rompere le scatole al Sindaco Lo Russo. Odio atavico dell’ex Sindachessa. Anche qui c’è qualcuno che gioca dietro. Come il mio amico Juri Bossuto dai trascorsi Trotzkisti alla truppa Pentastellata.
O come Paolo Giordana. Si proprio Lui,  ex capo di Gabinetto della Sindachessa cacciato dalla stessa, francamente non mi ricordo il perché. Insomma, mi pare un’altra armata Brancaleone, manco da Norcia ricordando il simpatico e fantastico Vittorio Gassman. Dai… dai diciamocelo nemmeno simpatici sono. Dunque avranno una altra idea per Torino? Manco per idea, non hanno assolutamente un’altra idea.  Dunque? Semplicemente rancori del passato che non mi pare siano un buon viatico per il futuro.
Confessiamo, tanta confusione. Sia su scala nazionale, sia a Torino. E tralasciamo le questioni internazionali, per carità di patria.  Mala tempora currunt.

Patrizio Tosetto

Stellantis. Grimaldi (Avs): Mirafiori ferma per rifiuto di investire

Mirafiori continua a fermarsi a singhiozzo per una ragione: perché l’azienda rifiuta di portare in quello stabilimento altri modelli, investimenti e una nuova linea produttiva, come si rifiuta di fare entrare un nuovo produttore. I suv Grizzly appena lanciati sui mercati globali con uno spot tutto italiano sono prodotti in Marocco, come la Topolino. Ma se Grizzly è sorella della Pandina, perché non la produce Pomigliano? Perché la 600 arriva dalla Polonia e la Grande Panda dalla Serbia? Noi sappiamo perché, ma non si dica che il problema è il costo dell’energia in uno stabilimento in cui non si è voluto installare nemmeno un pannello solare o usare l’idroelettrico del Piemonte.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

Pompeo (PD): “Al fianco dei rider che scioperano in Piemonte”

16 luglio 2026 – “Da molto tempo porto avanti la battaglia per le tutele dei rider e oggi sarò al fianco di questi lavoratori impegnati nella mobilitazione contro il lavoro nelle ore più calde e contro la mancata applicazione dell’ordinanza regionale sul caldo estremo. Rischiare la vita per il salario oppure perdere il salario per non rischiare la vita è una condizione inaccettabile che nessuna persona dovrebbe trovarsi a vivere. Le rappresentanze sindacali hanno, infatti, proclamato uno sciopero su tutto il territorio regionale per chiedere più tutele e maggiori diritti” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“La protesta arriva in un momento critico: secondo NIdiL CGIL Piemonte, molte piattaforme non avrebbero rispettato l’ordinanza regionale che vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde in caso di rischio climatico elevato. Le conseguenze, soprattutto per i lavoratori autonomi privi di ammortizzatori sociali, sono pesantissime. In Francia Uber Eats e Deliveroo hanno sospeso le consegne nelle zone con bollino rosso per il caldo, dalle 14 alle 18, su richiesta del Governo: un caso che ha fatto scuola in Europa. È la prova che fermare le consegne nelle ore più pericolose è possibile se istituzioni e piattaforme decidono di assumersi una responsabilità. Qui in Italia, invece, non esiste ancora un obbligo nazionale che imponga alle piattaforme di fermarsi quando il rischio climatico diventa estremo. Il risultato è una tutela diseguale, affidata alla buona volontà dei singoli Comuni o delle aziende” aggiunge la Consigliera regionale Pd.

“Da molto tempo denuncio, anche attraverso la presentazione di atti ispettivi e ordini del giorno che, purtroppo, il centrodestra ha deciso di ignorare, le condizioni estreme in cui i rider sono costretti a lavorare durante le ondate di calore e il fatto che l’ordinanza regionale continui a essere ignorata È gravissimo che, a fronte di numerosi esposti, gli enti preposti non siano intervenuti con tempestività. Non possiamo accettare che la tutela della salute venga scaricata sui lavoratori, né che la sicurezza diventi un costo da sostenere individualmente” afferma Laura Pompeo.

Pompeo richiama anche un dato emblematico riportato dai sindacati: “Il contributo di appena 2,71 euro per 20 giorni di lavoro ‘non è neanche sufficiente ad acquistare acqua e sali minerali’. È una cifra che offende la dignità delle persone. Inoltre, i dati generali sulla sicurezza del lavoro in Piemonte nei primi sei mesi dell’anno sono allarmanti e riguardano l’insieme dei lavoratori, non solo i rider: +10% di infortuni, +15% di malattie professionali e ben 29 infortuni mortali. Un quadro che conferma l’urgenza di rafforzare le tutele per tutti coloro che lavorano, in ogni settore”.

“Continuerò a essere accanto ai rider in questa giornata di mobilitazione e in tutte le battaglie future. La loro sicurezza non può essere ignorata e non deve essere nemmeno un costo da scaricare su chi già vive condizioni di precarietà e sfruttamento. E continuerò, in Consiglio regionale, a chiedere risposte e impegni alla maggioranza di centrodestra silente e lontana dai problemi delle persone” conclude la Consigliera Pompeo.

Condanna a Roggero, Salvini e Cirio: “Ora la grazia”

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Il gioielliere di Grinzane nel Cuneese sparò e uccise due rapinatori. Dovrà scontare 14 anni e 9 mesi, attenderà l’ordine del tribunale per costituirsi. La mobilitazione social. Anche il presidente del Piemonte Alberto Cirio oltre al leader leghista Salvini propone di ricorrere alla grazia presidenziale.

Leggi l’articolo su L’identità:

La Cassazione conferma la condanna a Roggero, Salvini: “Grazia”

Rifondazione, Crisi dell’auto: “la Zes? Una farsa liberista”

“Senza una vera politica industriale pubblica, Stellantis continuerà a svuotare Mirafior”i

«La richiesta del presidente Alberto Cirio di istituire una Zona Economica Speciale (Zes) per l’automotive piemontese è l’ennesimo sasso lanciato nello stagno per nascondere il vuoto cosmico di una reale politica industriale pubblica», dichiarano Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese e Paolo Ferrero, segretario provinciale torinese di Rifondazione Comunista del Piemonte.

«Siamo di fronte a una ricetta vecchia e fallimentare, basata su regali fiscali e deregolamentazioni, che non sposterà di un millimetro le scelte strategiche e predatorie dei grandi gruppi multinazionali come Stellantis.

Il crollo verticale della produzione a Mirafiori non è un evento locale e congiunturale che si cura con i bonus, ma il sintomo di una crisi strutturale profonda che attraversa l’Italia e l’intera Europa.

Il nostro continente sta subendo un drammatico processo di deindustrializzazione e sta perdendo rapidamente la leadership tecnologica globale. Il baricentro degli investimenti e delle nuove tecnologie si è ormai spostato radicalmente da Occidente a Oriente.

Di fronte a questo scenario, i grandi costruttori europei e statunitensi pagano un ritardo colpevole rispetto ai concorrenti asiatici, in particolare nella capacità di produrre auto compatte a basso costo e ad alta efficienza, che sono le uniche accessibili alle classi lavoratrici dell’Europa meridionale.Mentre la Germania e i mercati storici frenano, destabilizzando la nostra filiera della componentistica piemontese che esporta oltre il 70% della sua produzione, il centrodestra locale e nazionale continua a usare l’ambiente o il Green Deal come comodo capro espiatorio.

La verità è un’altra: la transizione energetica viene subita e usata come alibi, quando il vero dramma risiede nella totale assenza di programmazione e investimenti pubblici strategici in batterie, semiconduttori, infrastrutture e competenze avanzate. La stessa fusione tra FCA e PSA, che ha dato vita a Stellantis, non ha fatto altro che marginalizzare l’Italia, riducendone i volumi occupazionali, i modelli e il peso decisionale.

Pensare di rispondere a questo declino epocale con la flat tax delle Zes significa non aver capito nulla delle dinamiche del capitalismo globale. Senza una forte regia statale, senza vincoli occupazionali ferrei e senza un piano pubblico che imponga la produzione di vetture di massa, accessibili e sostenibili, le multinazionali intascheranno le agevolazioni promesse da Cirio per poi continuare a delocalizzare la produzione verso l’Est Europa o il Nord Africa.

Rifondazione Comunista – concludono Deambrogio  e Ferrero – ribadisce che la salvezza di Mirafiori e dell’indotto piemontese non passa dalla flessibilità o dai favori ai padroni, ma dal ritorno dello Stato come attore industriale diretto e dalla difesa intransigente del lavoro e dei salari contro la finanza speculativa».

Rifondazione Comunista Torino

Ruffino: “Nasce il gruppo consiliare di Azione a Beinasco”

Nel Comune di Beinasco, in provincia di Torino, Azione rafforza la propria presenza sul territorio con la costituzione del gruppo consiliare formato da Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca, consiglieri comunali provenienti da liste civiche.
“È un risultato che mi rende particolarmente soddisfatta perché rappresenta un ulteriore passo nel percorso di radicamento di Azione in Piemonte e conferma la capacità del nostro partito di attrarre amministratori che condividono un modo serio e concreto di fare politica.
Ho seguito personalmente la formazione di questo gruppo, lavorando fianco a fianco con i consiglieri comunali per costruire un percorso condiviso. La loro adesione ad Azione è il risultato di un confronto serio sui contenuti e sulla visione amministrativa: un progetto che mette al centro il buon governo, la competenza e il pragmatismo, valori che da sempre contraddistinguono il nostro partito.
La presenza di Azione in un Comune di oltre 17 mila abitanti rappresenta un traguardo importante e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. Il gruppo lavorerà con competenza e responsabilità per affrontare le principali questioni del territorio, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso proposte concrete.
Azione opererà con spirito costruttivo, sostenendo la maggioranza guidata dal sindaco Daniel Cannati e valutando ogni scelta esclusivamente nell’interesse della comunità. Continueremo a investire nella costruzione di una classe dirigente preparata e credibile, perché è dai Comuni che nasce la buona politica e si rafforza il rapporto di fiducia con i cittadini”, afferma la segretaria regionale di Azione e deputata Daniela Ruffino.
La segretaria regionale rivolge infine un ringraziamento a Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca “per l’entusiasmo, la disponibilità e il senso di responsabilità con cui hanno scelto di intraprendere questo percorso insieme ad Azione. Sono certa che sapranno interpretare al meglio le esigenze della comunità di Beinasco, contribuendo con impegno e serietà all’attività del Consiglio comunale.