POLITICA
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“Bocciati tutti i miei emendamenti per cultura e turismo. Ma la battaglia continuerà”
3 agosto 2026 – “Ancora una volta – dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo – la maggioranza ha scelto di non investire sulla cultura, sulla lettura, sulle biblioteche, sugli ecomusei, sulle Pro Loco e sulla promozione turistica. Tutti gli emendamenti che ho presentato all’Assestamento di Bilancio sono stati bocciati, nonostante fossero interventi mirati, sostenibili e fondamentali per il Piemonte e per i piemontesi”.
Gli emendamenti riguardavano incrementi puntuali su capitoli strategici: dai contributi per attività culturali e di spettacolo (si proponeva un incremento di 250.000 euro per ciascuna annualità»), ai finanziamenti agli enti culturali convenzionati (si proponeva di richiedere un incremento di 2.000.000 euro per ciascuna annualità), passando per biblioteche, archivi, editoria piemontese, librerie indipendenti, ecomusei, Sacri Monti, Pro Loco e promozione turistica locale.
“Parliamo di realtà che tengono viva la nostra identità, che generano comunità, lavoro, attrattività. La Giunta ha scelto di non ascoltare né noi né i territori. Ma la battaglia non finisce qui: ripresenterò tutti questi emendamenti nel prossimo Bilancio. Il Piemonte merita una politica culturale e turistica all’altezza delle sue potenzialità” conclude la Consigliera regionale Pd.
Il progetto di un Centro autonomo, riformista, democratico e di governo è, oggi, quanto mai essenziale e decisivo. E non solo per rafforzare la qualità della nostra democrazia ma anche, e soprattutto, per attenuare gli effetti devastanti di quella radicalizzazione del conflitto politico e di quella polarizzazione ideologica che sono ampiamente cavalcati dalle leadership dell’attuale sinistra e di, conseguenza, della destra contemporanea. E proprio un Centro autonomo, schiettamente riformista e con una solida e credibile cultura di governo, può invertire questa rotta negativa e nefasta per la prospettiva concreta delle nostre stesse istituzioni democratiche. Ora, come insegnano le principali esperienze politiche centriste e riformiste della seconda repubblica, ci sono due componenti culturali – accanto ad altre, come ovvio e persino scontato – che possono e devono giocare un ruolo decisivo nella costruzione di questo progetto politico. In piena sintonia anche e soprattutto con la storia democratica del nostro paese. Le componenti fondamentali – o culture politiche o filoni di pensiero – che sono e restano decisive al riguardo sono l’area liberal/ democratica, laica e repubblicana e quella cattolico popolare e cattolico sociale. Due componenti che, come insegna l’ultimo grande partito centrista, riformista e culturalmente plurale, ovvero la Margherita, rappresentano il perno attorno al quale decolla un credibile progetto centrista. Al riguardo, è di tutta evidenza che si tratta di due tradizioni di pensiero e di due culture politiche che semplicemente non esistono più – o se esistono non giocano alcun ruolo significativo perché nascoste dagli azionisti principali – all’interno dei due schieramenti maggioritari. Che, com’è evidente a tutti, sono dominati in senso letterale da componenti riconducibili a precise derive: da quella massimalista a quella radicale, da quella estremista a quella sovranista. Sensibilità, culture, approcci e derive che erano, sono e restano quasi scientificamente alternativi rispetto a qualsiasi cultura o progetto o prospettiva centrista. Ma, per tornare alle due componenti fondamentali, è abbastanza evidente che il progetto guidato da Pina Picierno e da Carlo Calenda in vista delle prossime elezioni politiche del 2027, non può fare a meno di esaltare con forza e convinzione il profilo e le potenzialità di questi due grandi ceppi culturali. Appunto, l’area liberal/democratica e laico repubblicana e quella componente che storicamente ha accompagnato, e caratterizzato, l’evoluzione e la crescita della nostra democrazia. Cioè quella cattolico popolare e cattolico sociale. E questo non solo perchè si recupera un prezioso tassello storico del passato ma per la semplice ragione che la stessa cultura di governo è solida e credibile solo se è affiancata dal contributo decisivo di quelle tradizioni ideali e da quei filoni di pensiero che garantiscono di centrare quell’obiettivo senza degenerare o cavalcare derive che rischiano di minare le stesse fondamenta democratiche del nostro paese. Del resto, non passa attraverso la riscoperta degli “opposti estremismi” o, per dirla con un linguaggio più contemporaneo, degli “opposti populismi”, la strada migliore per avere governi seri, coerenti, credibili ed efficaci senza intraprendere avventure rischiose ed imponderabili. Ecco perchè il progetto di un Centro autonomo deve, sempre di più, rafforzare, affinare, irrobustire e rilanciare quelle culture che sono e restano fondanti per dare linfa e consistenza politica ad un progetto che oggi è semplicemente decisivo per le sorti stesse della nostra democrazia.
All’incontro sul Centro in politica organizzato all’hotel Diplomatic di Torino ha partecipato, come invitato, Giampiero Leo che nel suo intervento ha evidenziato che è tornata l’esigenza – da parte di una platea di cittadini, magari non molto estesa, ma particolarmente qualificata – di essere rappresentata da soggetti politici portatori di valori culturali, sociali ed etici forti e chiari. Valori per es. come quelli contenuti nella dottrina sociale cattolica, da porre con capacità di dialogo, ascolto, mediazione e moderazione, per realizzare il massimo possibile di bene comune. Cioè l’opposto della politica faziosa, violenta e polarizzata proposta da gran parte delle forze politiche. Quindi, per recuperare la fiducia del Paese –ha ancora affermato Leo – si prospettano due scenari:
Il primo è che entrambi le coalizioni risolvano e superino le ambiguità e i populismi di componenti partitiche presenti in entrambi le alleanze, come nel caso emblematico delle simpatie filo putiniane e trumputiniane di fatto anti Europeiste e con venature sostanzialmente anti democratiche.
Il secondo è che si concretizzi una area politica indipendente dai due poli che abbia come riferimento chiaro e netto la nostra Costituzione, l’Unione Europea e – per essere ancora più espliciti – il pensiero e il valori incarnati dal Presidente Mattarella.
Due scenari sicuramente molto difficili da concretizzare, ma altresì necessari, perché la prima conseguenza sarà un ulteriore aumento dell’astensionismo, e non tanto da parte di cittadini “qualunquisti” ma anche da parte dei tanti che auspicano e desiderano un salto di qualità della nostra Politica che in qualche modo si ricolleghi alle migliori stagioni e alle grandi personalità che hanno guidato il nostro Paese dalla Liberazione in poi.
Investiamo sull’efficienza. A breve presenterò una nuova Legge sull’autopsia virtuale
Approvato l’emendamento all’Assestamento di Bilancio presentato da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione consiliare Ambiente, dedicato all’incremento del fondo per l’attuazione delle nuove leggi (120mila euro).
Commenta Sergio Bartoli: «Con ulteriori 120 mila euro ho voluto investire sull’efficientamento dell’amministrazione, incrementando il fondo per le nuove leggi anche in vista di altre norme che intendo presentare nei prossimi mesi, tra cui, per esempio quella sull’autopsia virtuale».
«Investire sull’efficienza significa offrire servizi migliori ai cittadini: introdurre nuove norme è solo la prima parte della nostra azione, è necessario verificare che siano applicabili e come incidano sul territorio e sui piemontesi – spiega ancora Sergio Bartoli -. Si tratta di una misura rilevante anche per le future norme che verranno approvate: tra esse ci potrà essere anche quella sull’autopsia virtuale, che presenterò nelle prossime settimane. Effettuando analisi autoptiche tramite la TAC, l’autopsia virtuale consente di rendere più rapide le procedure, offrendo alle famiglie una risposta più celere e, quindi, tempi di attesa, particolarmente dolorosi nel caso di un lutto, decisamente inferiori».