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Fi, Ruffino: “Niente posto ai meriti, solo fedeltà ai capi”

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”La nomina del coordinatore regionale piemontese dei giovani di Forza Italia nulla aggiunge e nulla toglie alla triste parabola del partito

Si è premiata la fedeltà ai capi, non essendoci più posto in Forza Italia per il merito e la competenza. Il risultato della scelta di Ludovico Seppilli a coordinatore piemontese dei giovani di Forza Italia è sotto i nostri occhi: si è autosospeso dal partito il coordinatore torinese dei giovani e con lui un altro centinaio di iscritti.

     Al coordinatore regionale Zangrillo che muove accuse generiche contro qualcuno che vorrebbe destabilizzare il partito, faccio notare che la destabilizzazione di Forza Italia è in atto da qualche anno ad opera di quei milioni di elettori che ci hanno abbandonato facendo altre scelte. Come ben sappiamo in Piemonte dove il partito solo nell’ultimo anno ha registrato decine e decine di defezioni: consiglieri comunali, assessori, sindaci e semplici iscritti. È il risultato inevitabile e  atteso di un partito in cui a prevalere è la logica dell’appartenenza al “cerchio magico” del momento: le nomine diventano così un premio fedeltà e non il riconoscimento del merito e della competenza come sarebbe da attendersi in un partito a corto di ossigeno. Quando si riconosce, dopo averla negata per anni, la necessità di celebrare un congresso o di convocare gli Stati generali di Forza Italia mi chiedo con sorpresa e rabbia dove mai fossero questi amici quando chi chiedeva il congresso veniva tacitato con la gentile accusa di essere un traditore o un voltagabbana o ancora di voler scalare il partito. Si è scelto di foderarsi gli occhi per non vedere il declino elettorale, provocato da chi predicava il rinnovamento a patto che fosse lui a rinnovare e gli altri a “farsi rinnovare“.

On. Daniela Ruffino, deputata  di Forza Italia

Le Sardine e Volt in piazza Castello “per la libertà delle donne”

in POLITICA

Riceviamo e pubblichiamo / Volt e le Sardine Torino domenica 11 ottobre  alle 15 saranno in Piazza Castello per manifestare contro la stretta sull’aborto farmacologico decisa dalla Regione

Domenica il partito pan-europeo e progressista Volt e le Sardine di Torino si mobilitano per protestare contro la circolare della Regione a firma Fratelli d’Italia che, senza dibattito in Consiglio, annulla le maggiori libertà in tema di aborto farmacologico previste dalla delibera di agosto del Ministero della Salute. 

La circolare infatti elimina la possibilità di ricevere la pillola abortiva RU486 nei consultori e la rende disponibile solo in sede di ricovero ospedaliero, aumentando così il numero di ospedalizzati e pertanto i rischi di esposizione al coronavirus, in un periodo di aumento dei contagi. In più, prevede di inserire associazioni religiose private antiabortiste negli ospedali pubblici (e laici) sotto le mentite spoglie di sportelli informativi. 

Volt e le Sardine vedono in questo provvedimento la volontà di rendere il delicato percorso abortivo ancora più lungo, contorto e lesivo del diritto di autonomia delle donne piemontesi. Casi del genere, in cui una giunta di 9 uomini su 12 componenti si arroga la facoltà di scegliere sul corpo delle donne, uniti alle notizie recenti dei cimiteri di feti, ci ricordano quanto sia necessario un cambio radicale sia di pratiche sia di mentalità, in Piemonte come in tutta Italia. Al sit-in davanti alla sede della regione quindi non si manifesterà solo per il ritiro della circolare: a gran voce, si chiederà una vera laicità dello Stato, sensibilizzazione ed educazione sessuale nelle scuole, il superamento e aggiornamento della legge 194 sull’aborto, che risale ormai al ’78. 

L’appuntamento  è alle 15 in piazza Castello davanti alla sede della Regione, per ribadire con forza che #lasceltaèmia.

Covid-19, Grimaldi (Luv): “i numeri aumentano ma non possiamo già dirci sconfitti“

in POLITICA

“Bisogna continuare con il contact tracing, è l‘unico modo per fermare la catena di contagio”.

“Aprile e ottobre si somigliano ma non sono uguali, i numeri dei contagi sono simili ma oggi abbiamo 400 positivi su 7000 tamponi, mentre in primavera quei positivi li avevamo su 1000 tamponi. La diversità sta quindi nel numero di positivi asintomatici che riusciamo a tracciare (oggi sono il 65% del totale): prima del lockdown ne perdevamo per strada molti, quasi tutti, oggi siamo molto più bravi a trovare coloro che propagano il contagio anche a loro insaputa. Questi dati ci dicono pertanto che, se da un lato è evidentemente corretto tenere pronti i Covid Hospital, sarebbe però totalmente inopportuno lasciare da parte il contact tracing, che ci sta portando a trovare le catene di contagio e a spezzarle, che è l’unica strategia vincente contro la pandemia” – è il commento di Marco Grimaldi, Liberi Uguali Verdi, capogruppo in Regione.

“Semmai oggi il problema – dichiara Grimaldi – è legato ai tempi per la presa in carico dei pazienti sintomatici: attualmente, dalla segnalazione del medico di base all’effettiva tamponatura passa anche una settimana, e questo riduce drasticamente la possibilità di ricostruire con esattezza la catena dei contatti delle persona contagiate. Inoltre, i tempi lunghi per i tamponi rendono più difficile far rispettare l‘isolamento fiduciario in attesa degli esiti”.

“Oggi abbiamo gli strumenti per capire come si muove la pandemia e questo può consentirci di evitare misure troppo restrittive che avrebbero ricadute disastrose per il nostro tessuto sociale – prosegue Grimaldi – perciò la Regione deve fare tutto il possibile per organizzare al meglio il suo sistema di controllo e di prevenzione”.

“Molti cittadini ci segnalano che il vero problema insoluto è quello dei vaccini: in un contesto in cui abbiamo lottato per rendere obbligatori i vaccini per altre malattie, oggi che un gran numero di persone vorrebbe vaccinarsi contro l’influenza, non riusciamo a coprire tutte le richieste. È certamente prioritario proteggere prima di tutto chi è più debole – prosegue Grimaldi – ma è anche necessario garantire che chi vuole proteggere sé stesso e gli altri, abbia la possibilità di farlo. È vero che parliamo di un vaccino antinfluenzale che non c’entra con l’attuale pandemia – puntualizza Grimaldi – ma è altrettanto vero che non confondere i sintomi dell‘influenza con quelli del Covid è uno strumento in più di chiarezza. Inoltre, un fisico più in salute proprio nelle alte vie respiratorie può resistere meglio anche al Covid: insomma il vaccino non è contro il Covid, ma può comunque aiutare a combatterlo”.

“Nei mesi appena passati la nuova task force è finalmente riuscita a mettere in piedi l’organizzazione per la gestione della pandemia ma quello che teniamo di più è il ritorno ad un lavoro emergenziale da unità di crisi, che la scorsa primavera ha evidenziato tutti i suoi limiti. Il fatto che oggi le terapie intensive non siano piene – conclude Grimaldi – non è una ragione per muoverci solo sul tema dell’ospedalizzazione del Covid-19, ma semmai è l’indicatore maggiore che ci dice che siamo ancora in tempo per evitare il disastro”

Forza Italia, 100 giovani si autosospendono “contro la distruzione del partito”

in POLITICA

“Lascio ogni incarico nel movimento giovanile di Forza Italia, con me si “autosospendono” dal partito 100 iscritti tra giovani e militanti”.

Lo scrive in un post su Facebook Tommaso Varaldo, Consigliere Comunale a Chieri e Coordinatore del movimento giovanile di Fi a Torino e Provincia dal 2015. “Ho dedicato al movimento giovanile anni importanti della mia vita. Chi mi conosce sa che l’ho sempre fatto quotidianamente con passione, entusiasmo e convinzione, avvicinando molti giovani, portando avanti numerose battaglie insieme a tanti di voi.Non ci siamo mai risparmiati, nei weekend, nei gazebo, nelle piazze, al freddo e al caldo. Purtroppo la Forza Italia degli ultimi tempi, e in particolare nel mio Piemonte, non è più la Forza Italia per cui tutti noi in questi anni ci siamo battuti. La tragica realtà è che l’attuale dirigenza piemontese non sta solo distruggendo ma in moltissimi territori ha già distrutto il nostro partito, cancellando ogni criterio di meritocrazia, dialogo e condivisione.
Nell’ultimo anno nella nostra Regione vi è stata un’emorragia continua di donne e uomini che con il loro lavoro ed impegno avevano reso Forza Italia un presidio sui territori, riconosciuto ed appetibile elettoralmente. Nel silenzio di troppi, moltissimi validi amici di viaggio hanno lasciato Forza Italia.
Questa è una scelta per me dolorosa, tra i motivi, il principale è innegabilmente la mancanza di dialogo, meritocrazia, di rispetto per le persone e da ultimo la valorizzazione dell’impegno. Lascio ogni incarico perchè non voglio essere in alcun modo complice di queste scelte. Con me da oggi si “autosospendono” 100 giovani tra iscritti e militanti. Un movimento giovanile importante e sempre presente che negli anni abbiamo creato tutti insieme. Ringrazio con affetto ogni singolo ragazzo per il percorso comune.
Ci “autosospendiamo” per lanciare un messaggio chiaro: non lasciamo il partito, ma ogni incarico e partecipazione alla azioni dell’attuale dirigenza, per batterci ancora dall’interno e per continuare a dire che, se si va avanti così, la triste fine annunciata diventerà presto realtà.Perchè in tanti lasciano Forza Italia? Importante sarà rispondersi con sincerità. Sempre che a qualche dirigente interessi domandarselo e soprattutto cercare una risposta. Vi saluto e avanti tutta insieme”, conclude Varaldo.

Cattolici, serve un “federatore”

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I partiti dei cattolici o di cattolici o di ispirazione cristiana crescono ormai a dismisura.

 

Da svariate liste in molte regioni che sono andate recentemente al voto – tutte con ambizioni rigorosamente di “laboratori” nazionali – ad alcuni gruppi che nelle ultime settimane hanno dato vita o si apprestano a dar vita a nuovi soggetti politici.

Ora, è a tutti evidente che non ci troviamo di fronte a partiti solidi e strutturati, radicati nel territorio, con una classe dirigente ramificata e con una organizzazione capillare in grado di presentarsi alle elezioni e superare i vari quorum previsti. Ma questi sono elementi, appunto, secondari, perchè l’obiettivo non può essere quello. Per ragioni strutturali più che per valutazioni di ordine politico od organizzativo.
Semmai, quello che adesso conta rilevare, ed evidenziare, è che ormai nell’area cattolica italiana – seppure complessa, frastagliata e molto articolata – qualcosa si muove. C’è un risveglio ideale, culturale e politico che va colto ed interpretato. E, se possibile, governato. Certo, non pianificando e presentando partiti e soggetti politici a getto continuo. E le stesse encicliche di Papa Francesco rappresentano un contribuito, ovviamente non di carattere politico, ma comunque sia decisivo ed importante per stimolare e interrogare anche i cattolici italiani attorno al loro impegno pubblico. E quindi politico e forse anche organizzativo.
Dunque, il dato politicamente rilevante è che qualcosa si muove. E questo perchè il disagio politico di larga parte dei cattolici è palpabile, persin visibile. E sarebbe inutile negarlo o sminuirlo. Quello che ancora manca, al di là dei molteplici tentativi – tutti peraltro encomiabili e degni di nota – è quello di individuare un cosiddetto “federatore” che sia in grado di raccogliere le varie istanze che provengono da questo mondo per trasformarle in una offerta politica credibile e realisticamente percorribile e uscendo dalla sola testimonianza. Ovvero, una avventura politica dove molti possono riconoscersi. Credenti e non credenti. Un progetto che vada oltre alle innumerevoli e crescenti sigle e cartelli cattolici di vario genere. E questo non per accogliere la logica e la cultura contemporanea della “personalizzazione” della politica ma perchè senza un leader riconosciuto e percepito come tale, i molteplici tentativi sono destinati ad un epilogo che è ormai noto e collaudato. E cioè, quello che si è manifestato sino ad oggi e che continua ad essere tale. E le vicende di queste ultime settimane, e dei conseguenti risultati elettorali, lo confermano in modo persin plateale.
Ma, comunque sia, la mobilitazione e l’organizzativismo di questi tempi è indubbiamente positivo ed incoraggiante. Non per favorire la formazione di altri partiti, altri soggetti politici e altre organizzazioni pseudo politiche ma, semmai, per incentivare e consolidare quel clima costruttivo e fecondo che può essere decisivo per dar vita ad una vera e credibile formazione politica. Democratica, riformista, plurale e radicalmente costituzionale.

Giorgio Merlo

Valenza, giunta al completo

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E’ durato pochissimo il momento dell’euforia per il centrodestra dopo la vittoria di lunedì che ha visto l’elezione di Maurizio Oddone a sindaco di Valenza.

Il nuovo primo cittadino, che succede a Gianluca Barbero, che non si è più ricandidato, mentre per il centrosinistra aveva corso il vicesindaco uscente Luca Ballerini, nella giornata di mercoledì ha firmato il decreto di nomina di Luca Rossi, ex consigliere regionale di Forza Italia,  a vicesindaco con deleghe a Urbanistica, Industria, Artigianato, Lavoro, Formazione, Unesco, Rapporti con le Università e Rapporti con il Consiglio Comunale, domani, giovedì 8 ottobre, completerà la giunta municipale. Giovedì, poi, ha completato l’esecutivo con le nomine di

 

Paolo Patrucco (Lega), Assessore con delega a Ecologia, Ambiente, Frazioni, Trasporti, Decoro Urbano

 

Rossella Gatti (Lega), Assessore con delega a Politiche Sociali, Welfare Animale, Associazionismo, Volontariato, Famiglia, Casa, Pari Opportunità

 

Luca Merlino (FDI), Assessore con delega a Bilancio, Partecipate, Sport, Politiche Giovanili, Personale, Informatizzazione

 

Alessia Zaio (Forza Italia), Assessore con delega a Istruzione, Commercio, Turismo, Manifestazioni, Beni Culturali

 

In capo al Sindaco rimangono le deleghe relative a Lavori Pubblici, Sanità, Legale, Affari Generali, Polizia Municipale, Sicurezza, Protezione Civile, Agricoltura, Identità Culturale.

 

Nella stessa giornata ha anche incontrato i vertici della due partecipate, Amv Spa ed Amv Srl per un primo scambio di opinioni, mentre in precedenza c’era stato un incontro con il presidente della Consulta comunale del volontariato sociale, Federico Violo.

 

Massimo Iaretti

Metro 2.Radical Corner in Largo Sempione

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Il “Radical Corner” – l’iniziativa di dialogo con i cittadini che sta portando i radicali in giro per le piazze di Torino – farà tappa, venerdì 9 ottobre, alle 16.30, in Largo Sempione presso il Giardino Giuseppe Impastato, uno dei luoghi simbolo della futura linea 2 della Metropolitana torinese. 

La scelta non casuale del luogo è per richiedere l’avvio della progettazione definitiva della linea 2 della Metro. Saranno presenti Davide Neku di Laboratorio Civico ed esponenti di Radicali italiani, dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e di +Europa Torino.
La costruzione della seconda linea della metropolitana è uno dei motori per il rilancio della città. Per partire è necessario che il Consiglio Comunale dia il via libera alla gara per l’assegnazione del progetto definitivo, ma tutto è fermo da febbraio quando la giunta approvò il progetto preliminare. Dopo otto mesi di indecisione Torino rischia ancora una volta di venire esclusa dai finanziamenti Europei.
Come nella tradizione dei classici Speakers’ Corner londinesi, gli oratori si alterneranno megafono alla mano su una scala.
Tutti i cittadini sono invitati a dire la loro e a scrivere una proposta su un post-it del pannello itinerante.

Una delegazione di Rifondazione ai funerali di Carla Nespolo

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Riceviamo e pubblichiamo / Una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista ha preso parte ai funerali della Presidente dell’ANPI Carla Nespolo.

La delegazione composta tra gli altri da Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della Sinistra Europea, Ezio Locatelli, della direzione nazionale di Rifondazione Comunista e Stefanella Ravazzi della Federazione di Alessandria, ha voluto rendere omaggio a colei che ha rappresentato un riferimento solido per la democrazia e l’antifascismo
“Carla Nespolo, nel suo impegno che è durato tutta la vita” – ha affermato Ferrero – “rappresenta al meglio quella generazione di italiani ed italiane per cui l’antifascismo è stata una religione civile fatta di moralità, senso di responsabilità, impegno e lotta per la libertà e l’eguaglianza. Una generazione che ci ha mostrato la strada maestra per il benessere dell’Italia, quella strada che troppo sovente i nostri governanti non hanno seguito. Per questo Carla e l’ANPI in questi anni sono intervenuti più volte nella vita pubblica del paese, perché la battaglia antifascista per la democrazia e la giustizia non sono vinte una volta per tutte . Di questo impegno ringraziamo Carla e l’ANPI tutta che, siamo certi, continuerà a svolgere il compito di sentinella che in questi anni Carla ha svolto con tutta la sua passione e tutta la sua intelligenza. La terra ti sia lieve Carla.”

Politica, competenza e classe dirigente

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‘Politica, competenza e classe dirigente’ è il titolo del libro scritto da Giorgio Merlo con l’autorevole prefazione di David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo.

Merlo, già parlamentare dell’Ulivo e del Pd, è un esponente nazionale del cattolicesimo democratico e popolare che ha ricoperto svariati ed importanti incarichi, a livello locale e nazionale, nella Dc, nel Ppi, nella Margherita e nel Partito democratico.
Il libro affronta il capitolo decisivo della ‘competenza’ della classe dirigente politica nel nostro paese. Un tema che, seppur dopo la sbornia populista, demagogica e antipolitica che continua purtroppo ancora a caratterizzare larghi settori della società italiana, emerge in modo sempre più visibile. Soprattutto dopo la scarsa e mediocre esperienza di governo delle forze populiste.

Perché se la politica e i politici, e quindi anche i partiti, oggi vogliono recuperare credibilità tra i cittadini ed autorevolezza nella pubblica opinione, non possono non porsi il tema della qualità della classe dirigente. E, nello specifico, anche della sua competenza.

Certo, tutti sanno che una classe dirigente difficilmente si inventa a tavolino né si può ricorrere alla solita, e ormai anche un po’ logorata, cooptazione dall’alto. È necessario, e sempre più indispensabile, il ritorno delle culture politiche, della professionalità della politica, della formazione e, soprattutto, della competenza. Cioè, della capacità di saper indicare una prospettiva e perseguire, al contempo, un progetto politico senza appaltare il tutto alla improvvisazione, alla casualità e alla inesperienza indicati per anni come elementi di netta discontinuità e di rottura rispetto al passato. E cioè, occorre sconfiggere e battere il populismo, la demagogia, la sola rivalsa antipolitica e la tesi che tutto ciò che proviene dal passato e dal nostro retroterra culturale va raso al suolo. Perché nelle democrazie non esiste mai un ‘anno zero’, salvo per coloro che fanno coincidere l’inizio della storia con la propria discesa in campo. Ma questa resta una concezione strutturalmente antidemocratica e avulsa dai principi e dai valori che caratterizzano la nostra Costituzione repubblicana.

E il tema del deficit di cultura politica, di competenza e di autorevolezza della classe dirigente deve, però, innescare anche un dibattito che sia in grado di coinvolgere i partiti, la cultura, il mondo sociale e professionale e il vasto e ricco associazionismo. A cominciare dall’area cattolico democratica e popolare. Un rischio, comunque sia, da evitare e da sconfiggere. E in questa pubblicazione, snella e scorrevole, i temi legati alla qualità della democrazia, alla credibilità delle istituzioni democratiche, alla competenza della classe dirigente e, infine, al ruolo e alla funzione della politica sono richiamati perché strettamente intrecciati l’uno con l’altro e non possono essere slegati. Perché in discussione, appunto, c’è il futuro e la credibilità della nostra democrazia.

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Giorgio Merlo, giornalista professionista. È stato amministratore comunale e provinciale di Torino dal 1985 al 1996. Attualmente è Sindaco di Pragelato. Parlamentare dell’Ulivo e del Partito democratico dal 1996 al 2013, è stato Vice Presidente della Commissione Vigilanza Rai.
Ha ricoperto vari incarichi locali e nazionali nella Dc, nel Ppi, nella Margherita e nel Pd. Ha pubblicato molti libri tra cui: Settegiorni, una rivista anticonformista; Popolare nell’Ulivo; Tempo di centro; Margherita oltre il partito; Cattolici e Margherita; Democratici e cattolici; Pd, l’utopia possibile; Il Centro e il Pd; Ricambio, bluff o qualità?; Renzi e la classe dirigente; La sinistra sociale. Storia, testimonianze, eredità; Cattolici senza partito? Collabora da anni con molte testate e riviste per riaffermare e rilanciare la presenza politica e culturale dei cattolici democratici e del popolarismo di ispirazione cristiana.

 

Collana: Il crogiolo – Varie Formato: 15×21
Pagine: 134
Prezzo: € 15,00
ISBN: 978‐88‐6512‐718-6
Per informazioni:
t. 06 6865846
ufficiostampa@edizionistudium.it ‐ www.marcianumpress.it

Tav, Forza Italia: “Non sottovalutare messaggi deliranti”

in POLITICA

Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino, parlamentari piemontesi di Forza Italia intervengono sul tema delle proteste No Tav: 

“Gli ultimi deliranti volantini del movimento No-Tav, con gli inviti alla resistenza e al sabotaggio del cantiere di Chiomonte, fotografano la degenerazione di un movimento che ormai non ha più nulla a che vedere con l’opposizione alla Tav. Gli attacchi e le minacce all’indirizzo di giudici, prefetto e questore, i richiami a un fantomatico fronte per il comunismo, gli inviti a dar vita a comitati clandestini di resistenza, sono i segnali di una pericolosa deriva presa da gruppi di irriducibili e assottigliano di molto il confine fra il mondo No-Tav e l’arcipelago di nostalgici della lotta armata.

Mentre esprimiamo la nostra solidarietà a giudici, prefetto, questore, alle forze dell’ordine e ai lavoratori impegnati nei cantieri, vogliamo richiamare la massima attenzione della magistratura e delle forze politiche su questi deliri insurrezionali. Essi sono una minaccia non più o non solo per la realizzazione della Tav ma per la società civile piemontese.”

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