LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO

Il motto dell’Artiglieria è “Sempre e Dovunque”

“Comandante,  innanzi tutto desidero ringraziarTi per la costante attenzione e la passione che infondi anche a tutti noi, possibile solo per chi ama la propria Arma.  Ho letto con interesse la documentazione che mi hai lasciato e ho il piacere di confermarTi quanto ci siamo detti.  A seguito della Tua lettera, il Capo di SME emerito, per il tramite di Ufficio Storico, diede a noi il compito di dirimere la problematica nel corso del Seminario del 2016.  In tale sede, pur non citando il Tempio della Gloria, che peraltro conferma l’interpretazione che abbiamo dato, decidemmo che il motto è: SEMPRE E DOVUNQUE  Nel ringraziarti ancora per la l’artiglieresca foga, Ti saluto Caramente. Un abbraccio”

Giamba    

(n.d.r.- Gen. Fabio Giambartolomei, Comandante e Ispettore dell’Arma di Artiglieria – 23 apr.2018)

 

 

Nell’imminente Raduno Nazionale, che si terrà a Montebelluna (TV) il prossimo giugno, sarà data lettura della motivazione di conferimento di tale onorificenza ed è assai probabile che la stessa sia riportata nei documenti prodotti per l’occasione (libri, brochure, manifesti murali etc). Al fine di evitare che proprio nel centenario della Battaglia del Solstizio, dove protagonista assoluta è stata l’Artiglieria, siano gli “Artiglieri d’Italia” di oggi a sbagliarne la ritrascrizione, reputo utile e motivo di riflessione per tutti, cercare di fare chiarezza. Faccio questo esclusivamente per spirito di corpo ed orgoglio di appartenenza all’Artiglieria, non certo per fare il professorino, o, peggio ancora, per inimicarmi qualcuno.

 

Ed ecco quanto:

Il Regio Decreto datato 10 ott.1920, del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera dell’Arma di Artiglieria per i meriti acquisiti nella Grande Guerra, è oggi in brutte condizioni ed è quasi impossibile leggere per il deterioramento della grafia, a causa forse dell’esposizione ad agenti atmosferici avversi. La motivazione inizia con il discusso motto dell’Artiglieria : “Sempre e Dovunque” o “Sempre ed Ovunque”? Grammaticalmente ambedue le forme sono corrette e mantengono lo stesso significato, ma storicamente sono differenti: o l’una o l’altra.

 

La Presidenza Nazionale A.N.Art.I. propende per la seconda tanto è che, in tal senso, ha riportato la motivazione indicata in oggetto sul calendario A.N.Art.I. 2018. D’altronde non è nuova: lo stesso motto “Sempre ed Ovunque” lo ha riportato perfino sul bifide dello stemma dell’Associazione, sebbene sia arcinoto e facilmente documentabile che, dalle origini fino agli anni 60-70, il giornale associativo portava ben evidenziato il sottotitolo “Sempre e Dovunque”.Ma queste sono questioni prettamente associative: passi! anche se, questo denota male l’Associazione che non rispetta la tradizione: o non sa cosa ha in archivio o, peggio, non se ne cura.

 

Per la motivazione della Medaglia d’Oro alla Bandiera è altra cosa: esula dalle competenze della Presidenza: il garante delle tradizioni dell’Arma, è l’Esercito Italiano. E questo si è espresso in tutt’altro modo, a favore del “Sempre e Dovunque”:

  1. la Scuola di Artiglieria con il volume I CENTO ANNI DELLA SCUOLA DI ARTIGLIERIA 1888 – 1988, curato direttamente dal Comandante della Scuola, Generale Mario PRATO, ha riservato alla Bandiera dell’Arma le pagine che vanno dal n. 95 al n. 110 comprese, che nel loro insieme costituiscono un prezioso sunto di cronaca e di citazioni di Autorità dell’epoca, nonché una considerevole raccolta di copie fotostatiche delle decorazioni conferite alla gloriosa Bandiera;
  2. il Comando Artiglieria che, un paio di anni fa, ha ritirato fuori una vecchia ritrascrizione del R.D. 10 ottobre 1920.

Ma ciò che più conta, ciò che mette fine a qualsiasi interpretazione di parte lo dobbiamo all’ Accademia Militare di Modena dove, nel Tempio della Gloria, nel settore dedicato all’Arma di Artiglieria, è affissa una lapide con l’integrale trascrizione del Decreto in questione.

La lapide, per la sua conformazione e per gli ornamenti che presenta, ha tutte le caratteristiche di essere d’epoca, di essere una di quelle fatte da qualche Arsenale Militare con la fusione del bronzo nemico. E non credo che si voglia ancora sconfessare l’autenticità della lapide e quindi della motivazione in argomento e perfino del motto dell’Artiglieria Italiana! Con schietta lealtà.

 

Gen. Luigi Ghezzi, Delegato Regionale A.N.Art.I. Piemonte e Valle d’Aosta