In queste settimane di emergenza sanitaria, lo scienziato del vino Donato Lanati si rivolge ai vigneron e non solo. Per loro, una riflessione un po’ meno scientifica e un po’ più personale


SCONTRO FEDEZ-CODACONS, INTERVIENE PATRIZIA POLLIOTTO DI UNIONE CONSUMATORI PIEMONTE
Coronavirus, tempo di crisi, solidarietà e accesi scontri sul web: anche quando, al centro di tutto, vi sono iniziative solidali. “Quanto accaduto a livello pubblico in questi giorni tra Fedez-Ferragni e il Codacons, nel cui merito mi astengo dall’introdurmi, offre lo spunto per alcune, fondamentali riflessioni sul tema della donazioni benefiche al tempo di Internet”. E’ quanto afferma Patrizia Polliotto, stimato legale nonché Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.
“In un momento in cui massima e prodiga è l’attenzione dell’opinione pubblica al dramma in atto e contestualmente anche agli sforzi collettivi profusi a cercare di arginarlo, si moltiplicano le iniziative di raccolta fondi a favore di questa o quella nobile causa. Occorre, nella scelta, prestare attenzione, affidando il proprio contributo soltanto a quelle piattaforme universalmente riconosciute per svolgere tale tipo di attività. Esiste, altresì, anche la possibilità di rivolgersi all’ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser, che dal 2000 ad oggi è il punto di riferimento riconosciuto per gli operatori del settore”, prosegue l’Avvocato Polliotto.
Che riprende: “Il problema, quasi sempre, si nasconde nella scarsa informazione a disposizione degli utenti del web, che difficilmente, stante la stringatezza dei testi introduttivi e di accompagnamento presenti sui social e le pagine ufficiali delle varie campagne, presentano ben chiare alla lettura tutte le clausole relative ai criteri di raccolta e ripartizione delle campagne stesse. Occorre, pertanto, accompagnare queste iniziative affidandosi anche ai professionisti della comunicazione, giornalisti e uffici stampa, perché tutto sia ben spiegato anche nei dettagli, offrendo ai potenziali aderenti tutte le più ampie, corrette ed esaustive informazioni in proposito”, conclude Patrizia Polliotto.
Si invita tutti i coloro i quali fossero interessati ad effettuare una donazione di qualsiasi entità a leggere attentamente le condizioni contrattuali facendo riferimento solo alle informazioni pubblicate sui siti internet e provenienti da canali ufficiali.
Il Piemonte vuole poteri straordinari per ripartire dopo l’emergenza
Lo chiede il governatore Alberto Cirio unitamente a una proroga delle misure di restrizione per contrastare il coronavirus. “Chiediamo poteri straordinari – ha detto Cirio – se non a me come presidente, si diano poteri ai sindaci, ai prefetti o a un commissario, così da fare in fretta per non impantanarci nella burocrazia. Altrimenti tra due anni siamo ancora alle prese con questa emergenza economica che vogliamo fronteggiare anche con il piano competitività. Questo sarà rivisto in modo da adattarlo per essere in campo nei prossimi tre mesi, non come avevamo immaginato nei prossimi tre anni”. Il modello auspicato da Cirio è quello del Ponte Morandi: “Servono autorizzazioni straordinarie come quelle del sindaco di Genova Bucci che ha potuto derogare a una serie di norme, cosa che gli permetterà presto di inaugurare il nuovo ponte”. In Consiglio regionale il Governatore ha anticipato che rinnoverà la propria ordinanza sulle restrizioni in scadenza il 3 aprile: verranno rinnovate probabilmente fino al 20 aprile.
Devono essere supportati. La sfida che affrontiamo è come agire con sufficiente forza e velocità per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa più profonda da una pletora di valori predefiniti che lasciano danni irreversibili. È già chiaro che la risposta deve comportare un aumento significativo del debito pubblico. La perdita di reddito sostenuta dal settore privato – e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario – deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici. Livelli di debito pubblico molto più elevati diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato”.
Siamo piemontesi che vivono e lavorano in questa regione e vogliamo dare un nostro contributo per un disegno di legge regionale da portare urgentemente alla discussione e approvazione in Consiglio regionale della Regione Piemonte.
a) Unica “Misura”: Una legge sola, suddivisa in capitoli, con unico iter di riferimento, per evitare dispersioni
b)Unico “Gestore”: Occorre nominare immediatamente un Commissario Straordinario coadiuvato da un Ufficio Specifico della Regione

AFFRONTARE L’EMERGENZA
(FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO)
I fondi destinati a questo scopo devono essere ripartiti:
-65% a Micro Imprese e Professionisti e il 35% a Piccole Imprese
2 Sostegno al reddito e alle famiglie:
a) integrazione di 300 euro, ai 600 già previsti per le partite iva
b) un sostegno di 700 euro per le categorie di lavoratori non compresi nelle tutele attuali
c) contributo al pagamento dei canoni di locazione delle abitazioni e per studi professionali, botteghe e officine per chi rientra nelle misure di tutela ed è escluso dagli aiuti
3) Una misura di finanziamento garantita dalla Regione per finanziamenti del valore dei magazzini, mediante pegno non possessorio, formula già immaginata in tempi di crisi ‘normale’
PROGETTARE IL FUTURO
(FINANZIAMENTO A TASSO AGEVOLATO)
Concessione di un finanziamento a tasso fisso 1% (capitale: 70% Regione, 30% banche), riferito alle seguenti esigenze aziendali previste sino al 31.12.2020:
-debito a breve 35%
-debito a medio lungo 65%
ITER CONCESSORIO ED EROGAZIONE
Le misure sono urgenti e ancora più urgente è la loro erogazione, essendo finalizzata ad un sostegno produttivo/finanziario di breve periodo (anno 2020):
-Erogazione del 50% della cifra deliberata
-Rendiconti “bimestrali” semplificati da parte dell’impresa
-Dopo 6 mesi, erogazione della seconda tranche 50%
-Revisione dei criteri di ammissibilità (Rating bancari/parametri di bilancio), alleggerendo i medesimi al fine di non penalizzare settori verso i quali l’accesso al credito era pregiudicato già precedentemente alla crisi COVID-19 (es. edilizia/costruzioni) o che lo diventeranno conseguentemente alla stessa (es. turismo/ricettività, produzioni Made in Piemonte).
RESTITUZIONE FINANZIAMENTO MISURE DI FINANZIAMENTO AGEVOLATO
A seguito deposito bilancio 2020 (aprile-giugno 2020), quindi di fatto con preammortamento di circa 12 mesi
-rate mensili sulla durata complessiva di 60 mesi.
Alberto Nigra, Gianluca Susta, Gabriele Molinari, Davide Dellarole, Claudio Lubatti, Nino Daniel, Marco Cavaletto, Patrizia De Grazia, Daniele De Giorgia, Luca Matteja, Salvatore Sette, Sara Levi Sacerdotti
Infatti, all’art. 38 del DL 18/2020 “Cura Italia”, le indennità per i lavoratori dello spettacolo sono circoscritte a coloro che hanno lavorato almeno 30 giornate in gestione ex-Enpals e con un reddito inferiore a 50.000 euro nel 2019, ma che alla data del 17 marzo non devono avere un trattamento pensionistico né un rapporto di lavoro dipendente, cosa che invece il contratto a chiamata risulta essere, benché di fatto gli intermittenti a quella data fossero senza lavoro.
“Ancora peggio” – prosegue Grimaldi: – “siccome il contratto è in essere, anche se nei fatti il lavoro non c’è dal 23 febbraio scorso, data di chiusura di tutti i teatri e di annullamento di tutti i tour e gli eventi, questi dipendenti non hanno nemmeno accesso alla Naspi, né al FIS (il fondo di integrazione salariale dell’INPS), perché non è possibile calcolare l’importo di quanto è stato perso. Ecco perché, insieme a tutti i firmatari della petizione #nessunoescluso e alla Fondazione Centro Studi Doc che l’ha promossa, chiediamo al Presidente Cirio e alla Giunta, che hanno il potere di deciderlo, che questi lavoratori e lavoratrici abbiano accesso alla Cassa integrazione in deroga, misurando il lavoro perso in base allo storico dei 12 mesi precedenti. E ancora una volta, da domani bisognerà che tutto cambi”.
I consiglieri comunali di Torino non trovano la quadra nemmeno sui gettoni di presenza da donare alla protezione civile. Diversità tra chi si può permettere e non si può permettere di donare. Dunque? Mi sembrerebbe più logico dire e sostenere: secondo sensibilità e secondo possibilità.
Dopo si vedrà e si giudicherà. Quasi sicuramente i ” furbetti del quartierino ” ci sono e ci sono stati e, dunque, ci saranno. Intanto dei 4 miliardi stanziati dal governo solo 300 milioni arrivano in Piemonte. Qualcosa non torna. C’ è meno povertà che al Sud? Possibile, ma non in questa proporzione, sicuramente. Vince chi urla di più e fa più caciara. E su questo la Sicilia è vincente. Si è fermata l’economia e soprattutto la produzione di beni di consumo che, prevalentemente è nel centro-nord. Da qui tra uno o due mesi, piaccia o non piaccia si dovrà partire. Più che un ragionamento politico, mi pare un ragionamento di logica. Non vorrei, ma ho paura che avverrà, che dei 50 miliardi per il rilancio dell Italia, al nord e centro vadano per l’economia e per il sud e le isole per l’assistenza. Ed i soldi devono arrivare subito. Dalla cassa integrazione al sostegno al reddito. Ma l’ Inps è sotto pressione.
Molti sono scettici sul risultano finale. Motivo? Giudicano non all’ altezza l’attuale presidente nazionale messo li’ dai 5stelle per gestire solo il reddito di cittadinanza. Non so, francamente non so, ma mi assale la paura che tra il dire ed il fare ci sia di mezzo un oceano. E sempre molti, ovviamente sul web, gridano a gran voce Mario Draghi presidente del Consiglio. La vedo dura ma con un fondamento: ci devono essere commissari esperti per realizzare gli obiettivi. Altro punto: non possiamo sprecare il tempo e dunque non dobbiamo aspettare l’ Europa o quello che ne è rimasto. Effettivamente poca cosa. Tutto sta arrivando a randa. L’ungherese Orban impone il coprifuoco. È uno di quelli che “niente soldi agli Italiani”. Conclusioni: anche da quelle parti la situazione è fuori controllo, come in Gran Bretagna e sta decisamente montando negli States. Concretamente non so che cosa dovrebbe fare Conte. Ma intuisco che Mario Draghi, per competenza e rapporti sappia che cosa fare. Ed una stretta collaborazione tra i due si impone.
Con l’ accortezza che senza produzione e pagamento delle tasse non ci sono i soldi per pagare l’assistenza e la Sanità. Sanità messa sotto pressione. Si ricomincia a parlare del modello Piacenza e di tutta l’Emilia Romagna. Con la certezza che il modello lombardo è saltato e quello Piemonte ha vistosamente vacillato. Con la precarietà totale del Sud. Anche qui si valuterà a bocce ferme ma mettere avanti le mani non guasta mai e sottolineare già da subito è fondamentale. Cari politici, un po’ di lungimiranza ci vuole sempre.
Patrizio Tosetto
Per richiederli bisogna autocertificare che si tratta di necessità dovuta all’emergenza Covid
“Da sabato sera siamo al lavoro con gli assessori per trasformare queste risorse in uno strumento che sia accessibile il più in fretta possibile, e che aiuti chi non riesce ad accedere a beni di prima necessità”. Verrà anche creato un nuovo strumento per l’occasione: “buoni spesa familiari che terranno conto della numerosità del nucleo, allargando la rete anche ai negozi di prossimità, così da dare una valenza di aiuto economico anche alle piccole imprese del territorio. Sarà inoltre sviluppata – prosegue la sindaca – una modalità che permetta il più possibile la distribuzione digitale di questi buoni, così da ridurre al minimo la necessità di spostarsi per recuperarli”.
Abbi cura di te. Ti aspettiamo.
È il testo di una pubblicità delle Isole Canarie. Ma sono numerose le località turistiche che – spiega FTourism News – stanno continuando a promuoversi in modo intelligente anche in questa fase di estrema difficoltà e di sostanziale blocco totale del settore. C’è chi si limita ad un augurio generale del tipo “Ce la faremo”, chi sceglie l’autoironia con un’immagine della Sfinge che assicura “Ti aspetto da secoli, posso aspettarti un po’ di più”.
E poi c’è il grande marketing all’italiana. “Non azzardatevi a venire qui”, “Statevene a casa vostra”, “Non vi vogliamo”. Dunque è questa l’immagine che offre di sè quello che è stato il principale Paese turistico del mondo, salvo poi continuare a perdere posizioni. E ci si chiede anche perché le abbia perse…
… continua a leggere su Electomag:
“Ti aspettiamo”. “Andatevene”. Il marketing turistico non fa per l’Italia
Lo stabilisce, in deroga al Decreto nazionale che vieta il commercio di questa tipologia di prodotti, l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il documento è stato definito in collaborazione con l’assessore al Commercio Vittoria Poggio e gli assessori all’Istruzione Elena Chiorino e ai Bambini Chiara Caucino.
Parallelamente le cartolibrerie e gli altri esercizi commerciali, che da Decreto devono mantenere i locali chiusi al pubblico, potranno proseguire la vendita di questi prodotti di cancelleria per corrispondenza con consegna a domicilio, come già avvenuto fino ad oggi.Realtà per le quali il commercio a distanza è, al momento, l’unica opzione possibile. Per questo la Regione Piemonte, in accordo che le associazioni di categoria, si impegnerà a promuovere e a dare visibilità sul proprio sito istituzionale alle cartolibrerie che eseguono il servizio di vendita per corrispondenza con consegna a domicilio.
«Abbiamo ritenuto importante venire incontro alle esigenze espresse da tante famiglie e dal mondo scolastico in un momento in cui la didattica a distanza è uno strumento fondamentale da continuare a potenziare – sottolineano il presidente della Regione, Cirio e l’assessore al Commercio, Poggio -. Comprendiamo però il disagio e le difficoltà del settore per questo, oltre a promuovere e a dare visibilità alle cartolibrerie costrette alla chiusura ma attive con il commercio per corrispondenza, lavoreremo insieme ai loro rappresentanti nell’ambito del Piano di misure economiche straordinarie che stiamo predisponendo per sostenere tutte le imprese e i lavoratori colpiti dalle drammatiche conseguenze del coronavirus».
«Raccogliendo i numerosi appelli – spiegano il presidente Cirio e l’assessore Poggio – e le tante richieste che in queste settimane sono pervenute soprattutto dalle famiglie con bambini, ma più in generale da tutta la collettività, circa l’esigenza di reperire prodotti quali quaderni, pennarelli, biro e fogli, come Regione siamo intervenuti nel limite delle nostre possibilità giuridico-normative per consentire la vendita di questi prodotti. Parliamo di articoli che da un lato consentono ai bambini e ai ragazzi di proseguire senza problemi nella didattica a distanza e dall’altra permettono a tutti i cittadini di affrontare i difficili momenti di questo isolamento in casa con il sostegno di attività come la scrittura e il disegno che sono oggi più che mai fondamentali, soprattutto per i bambini, per aiutarci a definire e ad affrontare una nuova routine quotidiana».
L’ordinanza firmata oggi prevede anche che le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità garantiscano un accesso prioritario a medici, infermieri, operatori socio sanitari (OSS), membri della Protezione Civile, soccorritori e volontari muniti di tesserino di riconoscimento.
«Un atto che ci sembrava doveroso – concludono il presidente Cirio e l’assessore Poggio – nei confronti di coloro che da settimane dedicano ogni istante del proprio tempo a tutelare e proteggere le nostre vite».
Siamo circondati da una città inesorabilmente silenziosa che a volte avremmo voluto vedere così ma che oggi invece inquieta, così cerchiamo di lavorare ai nostri progetti con la calma e la riflessione che spesso rivendichiamo ma è quel silenzio stesso oggi a distrarci dal lavoro quasi fosse un chiasso assordante e in effetti lo è. La nostra non è una professione che in casi come questo possa essere in prima linea, non siamo medici anche se potremmo essere così considerati per la città, per il territorio e indirettamente per chi ci vive: un buon progetto rende migliore la vita di tutti.
Non siamo in prima linea ma vorremmo per il sistema Paese e per noi stessi, per le persone che con noi collaborano, guardare avanti per preparare il terreno di una ripresa delle attività in una normalità che non potrà più essere quella che conosciamo.L’attuale situazione rappresenta, io penso, una “discontinuità storica” che stravolgerà sia il nostro modo di lavorare sia il modo in cui si intrattengono rapporti sociali che inevitabilmente modificherà il disegno degli spazi che siamo abituati a vivere e, chi fa il mio mestiere, dovrà imparare a interpretarli.Una rivoluzione che forse intaccherà anche il modello delle grandi megalopoli, già molto fragili ed al centro della discussione negli ultimi anni per il loro costo sempre più elevato per il controllo e confinamento dei conflitti sociali, le diseguaglianze, l’inquinamento, che ora si devono cimentare con un pericolo invisibile quale quello di un contagio esponenziale che le mette in ginocchio, anche se oggi, io credo, non riusciamo ancora ad avere la visibilità complessiva di quello che sta accadendo.
Dunque è ragionevole pensare che si dovrà andare verso un modello di comunità cittadina più ristretta numericamente benchè aperta al sistema globale, luoghi che potrebbero essere rivalutati anche attraverso la constatazione, palese in questi giorni, che molte delle nostre attività si possono realizzare anche senza flussi importanti di persone, anche senza una presenza fisica. Gli spostamenti si possono ridurre senza intaccare i rapporti diretti e il tempo, il denaro “risparmiati” nei trasferimenti essere impiegato per migliorare la vita. Forse eravamo già a questo punto di svolta, ma nessuno lo considerava realmente possibile. Ora, guardando alla struttura del territorio italiano ma vorrei dire della maggior parte del territorio europeo, possiamo constatare come sia fatta prevalentemente di un tessuto di piccole e medie città in cui la qualità della vita è già oggi migliore e che a questo nuovo progetto sociale ed economico potrebbero ben rispondere. Si tratta dunque di riprendere in mano le fila di un disegno esistente al quale dare nuova vitalità.
Oggi tuttavia la limitazione non è una scelta e dunque si vive l’isolamento come privazione che rende difficile immaginare in positivo un futuro differente. Lo constatiamo giornalmente in questo periodo con i nostri progetti, molte cose potrebbero andare avanti anche in queste condizioni, ma restano in sospeso per mancanza di decisioni. I nostri committenti, privati che abbiano in animo di trasformare la propria abitazione oppure aziende e imprese che immaginino progetti per le proprie necessità produttive o di investimento, oppure ancora amministrazioni con l’intento di realizzare un migliore servizio ai cittadini con una pianificazione urbana, sono fermi, in un tempo sospeso, in attesa, per capire, per decidere ma senza avere l’ardire di farlo.È una grande preoccupazione per noi che viviamo giornalmente della nostra professione. Per noi, un ritardo, una indecisione, un rinvio determinano l’interruzione di un flusso di elaborazione intellettuale propedeutica ad una produzione materiale, con il conseguente spostamento nel tempo o peggio la perdita di un compenso nostro e di tutta la filiera che segue un progetto. Il tema oggi è superare questa china e anche premere affinchè per ripartire, si sgombri il campo dal peggiore dei virus che conosciamo: l’intreccio autoreferenziale e contagioso del sistema burocratico.
Giorgio Giani
architetto – Segretario IN/Arch Piemonte – Istituto Nazionale di Architettura
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