CULTURA- Pagina 4

La cultura in Piemonte, un sistema vivace e di qualità. A febbraio il tavolo regionale

«Al rientro dopo la pausa natalizia ho voluto incontrare immediatamente le realtà culturali per confermare attenzione, ascolto e impegno concreto verso un settore che rappresenta una risorsa fondamentale per i territori. Il prossimo tavolo generale della cultura, già convocato per febbraio, sarà il luogo in cui affrontare in modo strutturato il tema delle risorse e del rafforzamento del sistema»: è quanto ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli al termine della riunione del tavolo “Emergenza cultura”.

«Dal confronto è emesso con chiarezza un dato: il sistema culturale piemontese è vivo, produce progettualità di qualità ed è cresciuto negli anni e in più si inserisce in un lavoro che la Regione porta avanti da tempo, a partire da “Rafforza Cultura”, lo strumento con cui abbiamo accompagnato e sostenuto il sistema culturale piemontese in una fase complessa, rafforzandone struttura, competenze e capacità progettuale – ha proseguito Chiarelli – Questo scenario restituisce un segnale di vitalità e di partecipazione diffusa, un segnale positivo di crescita. Proprio per questo il fabbisogno è aumentato e le risorse pur ampie vanno incrementate. Questo ci richiama a rafforzare ulteriormente l’impegno politico e gli strumenti a disposizione, per accompagnare la crescita del comparto e garantirne la tenuta del tempo. L’obiettivo della Regione è uno solo: tenere in piedi il sistema culturale piemontese, accompagnarne la crescita e non lasciare indietro nessuno. Il tavolo generale di febbraio sarà un passaggio decisivo in questa direzione».

L’assessore ha ribadito che l’azione della Regione non è mai “ad personam”, ma fondata su criteri condivisi e su una visione triennale: «I bandi triennali servono a dare stabilità e prospettiva. È nel triennio che si misura l’impatto delle politiche pubbliche. Allo stesso tempo, quando una quota significativa di realtà risulta ammissibile ma non finanziabile, a parità di risorse, il tema non può essere ignorato. Il mio impegno politico è chiaro: lavorare per consentire lo scorrimento delle graduatorie 2026-2027 e dare continuità alle realtà che oggi rischiano di trovarsi in difficoltà pur avendo progetti validi e riconosciuti».

Accanto al tema delle risorse, l’assessore ha aperto anche a un lavoro condiviso sui criteri, che «non sono una ruota di scorta, ma uno strumento. Dobbiamo ragionare insieme su come rimodularli per rispondere meglio alle esigenze dei diversi settori, garantendo una distribuzione più equilibrata delle risorse e tenendo conto delle specificità del terzo settore».

I confini della luce: un breve viaggio poetico

L’ANGOLO DELLA POESIA

di Gian Giacomo Della Porta

L’uomo, in mare aperto, si orienta seguendo le stelle. Quei punti luminosi, alti, irraggiungibili, divengono la sua compagnia privilegiata, nella solitudine del viaggio. Nasce un rapporto profondo con gli astri: i marinai frequentano le stelle con maggior confidenza dei poeti, con stupore più profondo degli astronomi. Forse, nella distesa senza strade visibili, l’uomo segue la sua pista nascente seguendo l’alta, algida presenza di un tracciato celeste. La relazione, la silenziosa intimità con gli astri, è favorita dalla lunga permanenza nel regno acquatico, a contatto con il dominio dell’aria. La lontananza dalla terra quasi ottunde il ricordo della gravità, l’assenza spiritualizza l’uomo: non a caso la comunità umana sul mare, pensiamo alla pirateria, diviene religiosa fino alla superstizione, regolata da leggi precise e inviolabili, modulata su valori astratti. Questa condizione di contatto con l’aria e l’acqua stabilisce il rapporto con la luce degli astri lontani, guida e memoria, ricordo e promessa d’armonia.

Avvicinandosi alla Terra nell’uomo si risveglia la potente memoria olfattiva: l’odore del porto, in cui si mescolano essenze petroleose e sostanze in decomposizione, che in seguito diviene più aspro, assumendo quell’impasto acido e denso dei vicoli, dei pesci marciti nelle cassette, e man mano che si avanza nell’immaginazione l’odore si trasforma in quello delle fritture, dello stoccafisso e delle cipolle stufate, e l’uomo è ormai dentro, accanto al fuoco, circondato dal chiasso. Il primo segnale di questo distacco, dal regno acquatico a quello terrestre, controverso e sapido, è il mutamento dal punto di luce che segna il percorso. Approssimandosi alla costa, l’uomo distoglie lo sguardo dagli astri e fissa un’altra luce, meno alta, intermittente, elevata sulla terra con una torre slanciata, simbolo terrestre per eccellenza: il faro, luce sospesa, alta, nel cielo, ma retta da un torrione, più bassa delle stelle, zona di confine tra i due regni, è l’ultimo sguardo alle stelle del mago Prospero, in quel prodigio che è “La tempesta”, prima di riconsegnare la sua bacchetta, quindi i suoi poteri, all’abisso marino, simbolo testamentario di Shakespeare che ritira il poeta dalla scena nell’opera del commiato, è Dante che al culmine della Commedia, di fronte al fuoco divino, perde parola e memoria, che si disintegrano di fronte alla fonte di luce e mistero, sintesi del mondo illuminato dal disegno celeste e quello alimentato dalle fornaci, la fine dell’esperienza metafisica, il ritorno al mondo.

Sottoscritta convenzione tra Regione e Teatro Coccia

Il Teatro Coccia è stato al centro di un incontro al Grattacielo Piemonte, tra il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, i rappresentanti del Teatro Coccia di Novara, il presidente Fabio Ravanelli, la consigliera Mariella Enoc e il sindaco di Novara Alessandro Canelli.

 

Durante l’incontro è stata ribadita la volontà della Regione Piemonte di continuare ad accompagnare il Teatro Coccia nel percorso verso una maggiore stabilità economica annuale, riconoscendone il ruolo strategico nel panorama culturale piemontese e nazionale, in qualità di unico Teatro di Tradizione del Piemonte, riconosciuto dallo Stato fin dal 1967.

 

Per tale motivo a fine del 2025 è stata stipulata la Convenzione triennale fra Regione Piemonte, Città di Novara e Fondazione Teatro Coccia per il triennio 2025/2027, che conferma pienamente il rapporto di collaborazione e sostegno sviluppato nel precedente triennio.

 

La convenzione prevede il riconoscimento delle linee progettuali “Nuovi incanti” per il triennio 2025/2027 e ha sostenuto per l’anno 2025 il progetto “Un caleidoscopio per la Città”, che comprende attività di produzione e ospitalità.

 

L’incontro si inserisce in un quadro di dialogo costante tra la Regione, la Fondazione Teatro Coccia e il Comune di Novara, con l’obiettivo di garantire continuità artistica, sostenibilità gestionale e una programmazione culturale di qualità, in linea con gli indirizzi del Piano triennale della cultura 2025–2027. Anche per tali motivi la Regione valuta la possibilità di estendere a questa realtà le opportunità offerte dalla misura Rafforza cultura che ha risolto il problema delle lunghe attese da parte degli enti culturali piemontesi.

 

«Il Teatro Coccia rappresenta un presidio culturale fondamentale per il Piemonte e per il territorio novarese», dichiarano congiuntamente il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore alla Cultura Marina Chiarelli.

 

«Con il prolungamento della convenzione triennale confermiamo un impegno che va oltre il singolo contributo annuale: la Regione intende accompagnare il Teatro Coccia in un percorso di rafforzamento e stabilità economica, indispensabile per garantire continuità alla programmazione, tutela dell’occupazione culturale e accesso alla cultura per i cittadini».

 

«Accogliamo con soddisfazione – dichiarano dalla Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara – il riconoscimento e la conferma del sostegno della Regione Piemonte, a testimonianza del ruolo strategico del Teatro Coccia nel panorama culturale regionale e nazionale. In questo quadro, la convenzione triennale è uno strumento essenziale di programmazione e stabilità, ed è importante che il vincolo giuridico trovi piena efficacia sull’intero arco della stessa, rafforzandone la certezza e la capacità di pianificazione all’interno di un percorso condiviso fondato su stabilità, qualità progettuale e responsabilità gestionale, allineato con le strategie culturali della Regione e con gli obiettivi di sviluppo del territorio».

 

La Regione Piemonte conferma così il proprio impegno a sostegno del Teatro Coccia di Novara, riconoscendone il valore culturale, sociale ed educativo e ribadendo la volontà di lavorare in modo condiviso per affrontare le sfide economiche che interessano il settore dello spettacolo dal vivo.

Nuovi fondi regionali per gli Ecomusei del Piemonte

IN ARRIVO 432 MILA EURO

L’Assessore alla Cultura, Marina Chiarelli: “Gli Ecomusei sono una rete preziosa per la nostra regione, sostenere il loro lavoro significa investire nelle comunità locali”

 

La Regione Piemonte conferma il proprio impegno a favore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale diffuso attraverso il sostegno al sistema degli Ecomusei. Con determinazione dirigenziale del Settore Valorizzazione del Patrimonio culturale, Musei e Siti UNESCO sono stati assegnati contributi per complessivi 432.000 euro a favore dei soggetti gestori degli Ecomusei piemontesi per le attività svolte nel corso del 2025 il cui contributo è erogato a seguito della rendicontazione delle attività svolte.

Le risorse, stanziate sono destinate a sostenere la gestione ordinaria, i programmi di attività e le azioni di sviluppo e valorizzazione del Sistema regionale degli Ecomusei, che oggi conta 25 realtà riconosciute su tutto il territorio piemontese. Nel dettaglio, i finanziamenti prevedono: 297.000 euro a favore dei soggetti gestori pubblici (enti locali); 135.000 euro destinati ai soggetti gestori privati (associazioni e fondazioni).

Hanno presentato domanda 24 soggetti gestori, di cui 19 pubblici e 5 privati, le cui istanze sono state valutate da una Commissione appositamente costituita, sulla base dei programmi di attività presentati e in coerenza con gli indirizzi del Programma Triennale della Cultura 2025–2027.

«Gli Ecomusei rappresentano una rete preziosa per la salvaguardia dell’identità dei territori e per la trasmissione della memoria collettiva – sottolinea l’Assessore alla Cultura Marina Chiarelli –. Sostenere il loro lavoro significa investire nelle comunità locali, nella partecipazione attiva dei cittadini e in un modello di sviluppo culturale sostenibile e diffuso».

I contributi regionali sono finalizzati esclusivamente alla realizzazione delle attività istituzionali dichiarate dai beneficiari e dovranno essere rendicontati secondo le modalità e la modulistica approvate con il provvedimento. Con questo intervento, la Regione Piemonte rafforza il proprio impegno a favore di una cultura radicata nei territori, capace di connettere patrimonio materiale e immateriale, paesaggio, tradizioni e innovazione sociale.

“Memoria del vuoto”… La triste storia della “tigre d’Ogliastra”

Tratta dall’omonimo romanzo di Marcello Fois, va in scena al torinese “Spazio Kairos” la storia del più spietato e noto “bandito” della Sardegna del Ventennio

Venerdì 16 gennaio, ore 21

Su di lui si racconta che Mussolini spiccò la taglia più alta (200mila lire!) mai, prima d’allora, fissata per un ricercato. Samuele Stocchino, all’anagrafe, nasce ad Arzana nel 1895 e scompare, ucciso a tradimento da due ulassesi (e non dai Carabinieri, come si volle inizialmente far credere) nell’ovile di capre di “Su ‘Eremule” ad Ulassai, il 20 febbraio del 1928. Considerato, nella storia del “primo” banditismo sardo, come il “nemico pubblico numero uno” e soprannominato per la spietata efferatezza dei suoi crimini (appurati almeno dodici omicidi, fra cui quello di una bambina di soli 12 anni, figlia di Antonio Nieddu, suo nemico di Arzana) “la tigre d’Ogliastra”, la sua vita (e le sue molte morti!) sono mirabilmente raccontate nel romanzo “Memoria del vuoto” (“Einaudi”, prima edizione 2006) dal nuorese – scrittore, commediografo e sceneggiatore – Marcello Fois. Romanzo che troviamo oggi riproposto, con lo stesso titolo, dalla Compagnia Teatrale, nata a Collegno nel 2008, “Crab Teatro”, di cui è direttore artistico Pierpolo Congiu, che ritroviamo in scena, quale unico interprete, proprio nei panni della “tigre d’Ogliastra”. L’appuntamento è per venerdì 16 gennaioalle 21, presso lo “Spazio Kairos” di via Mottalciata 7, sotto l’organizzazione di “Onda Larsen” che gestisce l’ex fabbrica torinese, tra Aurora e Barriera di Milano, ora per l’appunto riconvertita in teatro.

Nelle pagine narrative di Fois, così come nella rappresentazione fornita sul palco da Congiu, Samuele è rappresentato, nel bene e nel male, come l’“eroe tragico” in perenne corsa verso e contro il suo immutabile, tragico destino. “Vittima e insieme strumento del fato, incontra la morte più volte e più volte le riesce a  sfuggire”. Come militare prima, come bandito poi.

Dopo l’apprendistato tra le file dell’esercito nella guerra di Libia, Stocchino partecipa infatti alla Grande guerra (nei territori del Piave), da cui uscirà come sergente, eroe decorato con medaglia d’argento al valor militare, ma soprattutto con un notevole bagaglio di esperienza nell’uso delle armi e tanta rabbiosa adrenalina in corpo: la “macchina di morte Stocchino” è così  pronta per affrontare i suoi nemici in patria.  Il bandito Stocchino delineato da Fois “non è soltanto – si è scritto – un sublimato dei miti intorno ai  banditi sardi, ma è uno specchio in cui si può intravedere la forza bruta, l’istinto, la bestia presente in ognuno di noi e che solo la ragione può dominare”.

Testimoni muti della vicenda “sono la morte e la luna piena nella notte di ‘Santu  Sebaste’”, che vedranno l’inizio e la fine della (in dialetto sardo) “disamistade” o delle molteplici “faide famigliari”.

“A chi non conosce – scrive Pierpaolo Congiu – le cose di  Sardegna, a chi vive nel  continente, il nome del bandito  Stocchino non dice nulla. Ma si sa,  c’è il mare di mezzo. Ancora oggi  invece perdura il ricordo della  ‘Tigre’, un po’ primula rossa, un po’ eroe solitario, un po’ belva sanguinaria, un po’ autore di grandi beffe ai danni soprattutto  delle forze dell’ordine. Ma la cosa curiosa è che tutti  sostengono di averci avuto che fare in qualche modo. E nonostante fosse bandito e latitante, godette dell’appoggio della gente”.

In scena un solo uomo. Un solo attore. Brillante acrobata fra il ruolo di “cantastorie” e quello dei vari protagonisti di una “storia dal sapore antico” in cui si muovono, insieme al “bandito”, gli altri molteplici personaggi: i suoi nemici e i suoi amici, le molte donne, madri (la sua, Antioca Leporeddu), fidanzate e sorelle che animano “paesaggi simbolici e lunari”, luoghi di una memoria d’antan, in cui ancora è strettamente presente lo scontro tra l’uomo e la natura.

Ad evocare i diversi ambienti della vicenda, le musiche di Ilaria Lemmo e le illustrazioni di Luca Ferrara (fumettista e sceneggiatore, vincitore del “Premio Siani 2009”), in un richiamo ai tableaux degli antichi cantastorie. Tutta la vicenda è immersa in queste immagini, che proiettate sul fondo rievocano in maniera poetica i vari scenari della storia della “tigre d’Ogliastra”.

Per info: “Spazio Kairos”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

Gianni Milani

Nelle foto: Pierpaolo Congiu; cover “Memoria del vuoto” di Marcello Fois; illustrazioni di Luca Ferrara

Buone “nuove” per il cuneese “Dispari Teatro”

Il nuovo hub culturale associato a “Confindustria Cuneo – Sezione Cultura ed eventi” è stato selezionato per il “Concorso Art Bonus 2026/2027”

Lancio della “campagna” giovedì 15 gennaio

Cuneo

“Negli ultimi anni, il sostegno alla cultura passa sempre più, in modo strutturato, dall’incontro tra contribuzione pubblica e mecenatismo privato”. Sacrosante parole, di cui è ben convinto Gimmi Basilotta, presidente di “Dispari Teatro – DT” (nonché di “Ancti – Associazione Nazionale delle Compagnie e delle Residenze di Innovazione Teatrale” e di “Agis Piemonte e Valle d’Aosta”), il nuovo “Centro di Produzione Culturale” nato a Cuneo – con sede fra la storica “Casetta Toselli” e l’ex “Chiesa di Santa Chiara” – dall’unione di “Compagnia Il Melarancio” ed “Onda Teatro” (entrambe realtà cuneesi) e il torinese “Teatro Popolare Europeo”. Sacrosante parole, si diceva, quelle di Basilotta. E parole che si spera troveranno fertile riscontro (per il gran gaudio di Basilotta! E non solo) alla luce della buona notizia che il “suo DT” è stato, in questi giorni, selezionato per il “Concorso Art Bonus 2026/2027”, lo strumento che consente a cittadini e imprese di sostenere la cultura beneficiando di un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato. Il lancio ufficiale della campagna “Art Bonus a favore di Dispari Teatro” è in programma giovedì 15 gennaio alle 18, presso la “Sala Ferrero” del “Circolo degli Industriali” (via Bersezio 9) a Cuneo, in occasione della presentazione della “Stagione teatrale 2026” dell’ hub teatrale e culturale a servizio del territorio “Officina Santachiara”, ospitato nell’ex “Chiesa di Santa Chiara”, nel centro storico di Cuneo. Alla serata hanno confermato la loro presenza la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, l’assessora alla Cultura Cristina Clerico e il presidente di “Fondazione CRC”, Mauro Gola. Nel corso dell’incontro saranno fornite tutte le informazioni utili per sostenere il progetto attraverso l’“Art Bonus” e sarà l’occasione per conoscere più da vicino l’attività culturale promossa da “Dispari Teatro”, attiva non solo nel territorio cuneese, ma anche a livello nazionale.

Ancora il presidente Basilotta: “L’‘Art Bonus’ rappresenta indubbiamente per noi uno strumento di straordinaria importanza: grazie alla partecipazione attiva di cittadini e imprese è possibile sostenere concretamente la produzione culturale e la valorizzazione del patrimonio storico ed artistico dei territori”. E aggiunge: “Per noi significa poter procedere, passo dopo passo, al completamento dei lavori di rifunzionalizzazione dell’ex ‘Chiesa di Santa Chiara’ e, allo stesso tempo, arricchire l’offerta culturale di ‘Officina Santa Chiara’, garantendo un accesso alla cultura sempre più ampio, sostenibile ed inclusivo”.

Oltre al lancio della Campagna “Art Bonus”, la serata del 15 gennaio sarà anche l’occasione per presentare l’intero progetto di ristrutturazione del “complesso” e la stagione teatrale 2026, che prevede ben 110 appuntamenti rivolti a pubblici diversi: dagli adulti alle famiglie, fino ai più piccoli della fascia 0-6 anni.

Nota tecnica: per effettuare un’erogazione liberale in favore di “Dispari Teatro” basta entrare in www.artbonus.gov.it e inserire “Dispari Teatro Cooperativa Sociale Ets” nei campi di ricerca dell’ente da sostenere. Una volta effettuata la donazione è richiesto l’invio di una e-mail all’indirizzo amministrazione@dispariteatro.it, specificando se viene dato il consenso a rendere pubblico il proprio nome di donatore.

g.m.

Nelle foto: Gimmi Basilotta e “Officina Santachiara – Ex Chiesa di Santa Chiara” a Cuneo

“Buon compleanno Forte di Bard”

Il nuovo anno segna il ventennale del recuperato “Forte” valdostano che, per l’occasione, esporrà il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio

Martedì 13 gennaio 2026

Bard (Aosta)

Considerato oggi il “nuovo” polo culturale delle Alpi Occidentali, il complesso del “Forte” e del “Borgo di Bard” vanta una lunga, importante storia che arretra nel tempo fino al II millennio a. C. (per quanto riguarda le prime tracce in loco di “cultura materiale”) per passare via via, attraverso la fortificazione vera e propria della “rocca”, in epoca preromana, fino al passaggio diretto (1242) al dominio sabaudo con Amedeo IV di Savoia, diventando infine nel 1661 un vero e proprio Presidio delle forze del “Ducato” con Carlo Emanuele II. Un ampio arco temporale, dal “Castello medievale” alla “Fortezza sabauda”  che ne ha viste di “ogni”: memorabile in particolare la resistenza opposta a Bard dall’esercito di Vittorio Amedeo II alle truppe francesi nel 1704, nel corso della guerra di “successione spagnola”, e nel 1800 il distruttivo passaggio di Napoleone con l’“Armèe de Reserve” (di cui fece parte anche Henry Beyle, più noto sotto lo pseudonimo di Stendhal) e alla sua riedificazione voluta da Carlo Felice (e durata otto anni, dal1830 al 1838) affidata a Francesco Antonio Olivero, sotto la supervisione (da lui assai poco gradita!) dell’allora giovane Tenente del Genio, Camillo Benso Conte di Cavour. Da allora molteplici sono stati gli interventi architettonici utili ad ampliare e a potenziare le strutture difensive della “Fortezza”, seguiti da un lungo periodo di abbandono, durato fino al 1975 allorché, dismesso dal demanio militare, il “Forte” fu acquisito nel 1990 dalla “Regione Autonoma Valle d’Aosta”, con la gestione dal 2005 dell’“Associazione Forte di Bard”, cui si deve, dopo imponenti interventi di recupero durati dieci anni, l’apertura al pubblico. Era il 13 gennaio 2006. Un venerdì. Da allora sono trascorsi vent’anni di assiduo, proficuo e prezioso lavoro culturale. Vent’anni che l’“Associazione Forte di Bard” intende celebrare con una suggestiva “serata – evento” programmata proprio per il prossimo martedì 13 gennaio 2026.

Nell’occasione sarà presentato in anteprima il progetto “Capolavoro al Forte” che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028tre grandi capolavori dell’arte italiana all’interno dell’ “ex Cappella militare”. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare opere uniche, che raccontano non solo il genio di Maestri italiani, ma anche storie e iconografie eccezionali. Il primo capolavoro porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1619): il “San Giovanni Battista – Borghese”. Un’opera intensa che racconta la maturità dell’artista (fondatore della “Corrente naturalistica moderna”, in contrapposizione a “Manierismo” e “Classicismo” e precursore della sensibilità barocca), ma soprattutto il “pathos emotivo” che la contraddistingue. Una rappresentazione inedita del “San Giovanni” (datata 1610) che doveva raccontare la sua redenzione e che invece l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso la prematura morte.

L’opera verrà “svelata” al pubblico, dopo gli interventi delle Autorità locali, proprio il prossimo martedì 13 gennaio (ore 20,30), in occasione della “serata-evento”, programmata per il ventennale dell’apertura al pubblico del “Forte” e resterà esposta per ben quattro mesi, da mercoledì 14 gennaio a lunedì 6 aprile prossimi. Per partecipare è necessario compilare il “form online” disponibile sul sito www.fortedibard.it sino ad esaurimento dei posti disponibili. Dopo la visita al Caravaggio, la serata proseguirà con il taglio della torta del ventennale e con un brindisi accompagnati dal dj set firmato “Radio Monte Carlo” con la partecipazione dello speaker Marco Porticelli.

Il ventennale sarà poi caratterizzato da una serie di appuntamenti tematici accompagnati dal logo celebrativo dei “20 Anni”. Ogni mese sarà connotato da un tema legato agli ambiti di interesse in cui opera il “Forte” e attorno al quale verranno organizzate iniziative ed eventi satellite.

“Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura – spiega la Presidente, Ornella Badery – abbiamo pensato ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio. Ringrazio la ‘Galleria Borghese’ di Roma e la sua direttrice Francesca Cappelletti per la disponibilità e la collaborazione prestate”.

Nella giornata di martedì 13 gennaio il “Forte di Bard” modificherà il suo abituale orario di apertura: mostre e musei saranno aperti dalle ore 14 alle 18 (la Biglietteria chiuderà alle 17).

Gianni Milani

Nelle foto: Forte di Bard, oggi (Ph. Roberto Roux); la presidente Ornella Badery

In mostra a Carmagnola gli scatti di Carlo Avataneo

Venerdì 9 gennaio, alle ore 18, nella chiesa di San Rocco, a Carmagnola, verrà inaugurato un viaggio per immagini lungo quattro decenni. L’esposizione celebra i quarant’anni del calendario Avataneo 1987-2026, progetto editoriale nato per valorizzare la ricchezza diffusa del patrimonio piemontese attraverso una fotografia di altissima qualità. L’edizione del quarantennale non poteva che rendere omaggio al capoluogo, Torino. Il calendario 2026 è dedicato infatti a “Le piazze di Torino”, un racconto visivo che esplora il cuore pulsante e architettonico della città. A sottolineare la qualità e il valore culturale dell’opera, vi è la presentazione firmata da Aimaro Isola, architetto di fama internazionale che accompagna gli scatti di Avataneo offrendo una lettura profonda degli spazi urbani torinesi. La mostra di Carmagnola mette in luce il legame tra l’opera di Avataneo e il territorio metropolitano che, da decenni, sostiene e patrocina l’iniziativa.

“Le immagini di Avataneo hanno toccato spesso temi a noi cari, come dimostra l’edizione del 1994 dedicata alla millenaria abbazia di Novalesa, patrimonio di Città Metropolitana di Torino, che proprio quest’anno compie 1300 anni di storia dalla sua fondazione  – sottolinea il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – curata dallo stesso Carlo Avataneo, già docente di lettere, giornalista e fotografo pluripremiato, la mostra ripercorre l’evoluzione di un archivio fotografico unico. Il calendario è apprezzato non solo per il suo valore artistico, ma anche per l’impeccabile cura tipografica, ed è patrocinato da Fiaf, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Paesaggi vitivinicoli di Piemonte, Langhe, Roero e Monferrato, Slow Food Italia, Ordine dei Giornalisti del Piemonte e Associazione Dimore Storiche Italiane.

L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile nei fine settimana di gennaio.

Date apertura: 10-11/ 17-18/ 24-25 gennaio – orari dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30

Mara Martellotta

“Visite al buio” nei Musei cuneesi

Ritorna a Cuneo, con l’inizio del nuovo anno, “Musei all in”, esperienze gratuite presso il “Museo Diocesano”, “Casa Galimberti” e “Museo Civico”

Venerdì 9, 16 e 23 gennaio

Cuneo

Cosa significa muoversi nello spazio senza poter contare sulla vista? E come fare esperienza di uno spazio e di un patrimonio culturale utilizzando gli altri sensi? Sono queste le domande alla base della singolare, curiosa e lodevole iniziativa “Con-tatto in Museo” (visite al buio per tutti), nuovo appuntamento del Progetto “Musei all in–Tutti nei Musei di tutti” organizzato da “Noau”, l’“Officina Culturale” di Piazzale della Libertà della “Città degli Uomini di Mondo” (Totò, Principe De Curtis dixit), in collaborazione con l’“Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti” e l’“Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi” di Cuneo.

L’appuntamento, totalmente gratuito (con un approccio di rete all’interno del contesto territoriale della provincia di Cuneo) è in programma per i prossimi tre venerdì 916 e 23 gennaio (ore 1819 e 20) presso il “Museo Diocesano” (Contrada Mondovì, 15), il “Museo Casa Galimberti” (piazza Galimberti, 6) ed il “Museo Civico” (via Santa Maria, 10). L’iniziativa è aperta a tutti fino ad un massimo di 8 partecipanti per evento; l’iscrizione è obbligatoria su “Eventbrite” (in caso di disdetta, si prega di cancellare tempestivamente l’ordine per permettere a eventuali persone in lista di attesa di poter partecipare). Per maggiori info scrivere a info@noau.eu.

Spiega Simone Zenini, presidente della sezione cuneese dell’“UNIVoC”“Le esperienze al buio sono un modo per permettere alle persone vedenti di immedesimarsi in noi ciechi, per capire e condividere le nostre difficoltà ma anche per apprezzare ciò che ci circonda in un modo nuovo. Dopo le ormai tradizionali cene, siamo molto felici di poter collaborare con tutti i Musei della città di Cuneo proponendo le cosiddette ‘visite al buio’: un modo per scoprire un patrimonio storico-culturale ancora sconosciuto a molti, sensibilizzando al contempo il pubblico rispetto al tema del diritto all’accessibilità universale”.

Ma, nel concreto, come si svolgerà l’iniziativa? “A tutti i partecipanti – spiegano gli organizzatori – sarà proposta un’esperienza immersiva al buio, bendati, durante la quale affidarsi totalmente alla guida dei ‘volontari ciechi’ e del personale dei vari Musei, per scoprire in un modo unico spazi, oggetti e storie attraverso il tatto, l’udito, l’olfatto e … l’immaginazione”. Esperienza, si diceva, curiosa ma, soprattutto, lodevole in quanto tesa a stabilire contatti empatici con la “disabilità” e a comprendere quanto preziosa e doverosa sia la necessità di rendere condivisibile e universale la fruizione di ogni aspetto, sociale e culturale, del nostro vivere quotidiano.

Al termine di ogni esperienza, chi lo desidera potrà contribuire con un’offerta libera da devolversi alle sezione di Cuneo “UICI” e “UNIVoC”.

Nei mesi di ottobre e novembre dell’anno appena trascorso, si erano già svolti, per altro, i primi tre appuntamenti della rassegna, adatti anche ai bambini con disabilità o fragilità cognitive, in collaborazione con “Tree Polo Pediatrico”, mentre venerdì sabato e domenica 1213 e 14 dicembre scorsi, sempre nei tre Musei cittadini, si erano effettuate tre “esperienze inclusive” per persone sorde e udenti in collaborazione con la sezione cuneese dell’“ENS – Ente Nazionale Sordi” e del “CGSI – Comitato Giovani Sordi”.

Per ulteriori info: “NOAU – Officina Culturale”, Piazzale della Libertà 3, Cuneo; tel. 324/5955585 o www.noau.eu

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

MAUTO e Centro Storico Fiat: oltre 26 mila visitatori tra Natale e l’Epifania

Al Museo Nazionale dell’Automobile e al Centro Storico Fiat, tra Natale e l’Epifania, da mercoledì 24 dicembre 2025 a martedì 6 gennaio 2026, sono stati oltre 26 mila i visitatori. Il giorno con il più alto numero di ingressi è stato il 3 gennaio, con 4 mila e 425 presenze. Un buon incremento rispetto all’anno precedente, quando i visitatori furono 21.650. Un ottimo riscontro hanno avuto le tre mostre in corso: “News from the near future”, la grande esposizione con oltre 100 opere d’arte contemporanea, celebrativa della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; “Ferrari design-Creative Journeys 2010”, dedicata al team diretto da Flavio Manzoni, e “Back to the future”, tributo al film cult di Robert Zemeckis, con protagonista l’iconica DeLorean, disegnata da Giorgetto Giugiaro, in dialogo con l’artista albanese Anri Sala.

Mara Martellotta