CRONACHE DAL PIEMONTE- Pagina 6

Donna tenta il suicidio, i carabinieri la salvano

Nella serata del 19 marzo, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Novi Ligure è intervenuta presso l’abitazione di una famiglia a seguito della richiesta di una cittadina rumena di anni 53 che riferiva di un’accesa lite con il compagno, il quale, a suo dire, l’aveva picchiata. Quella che inizialmente sembrava una violenza domestica rivelava qualcosa di più complesso: l’intervento, infatti, particolarmente delicato per lo stato di fortissima alterazione psicofisica da abuso di alcolici e di farmaci della richiedente, oltre che per la presenza di un minore (il figlio 12enne) e per l’atteggiamento aggressivo della donna anche nei confronti dei Carabinieri, ha avuto un risvolto del tutto inatteso. Improvvisamente, la donna, che a un certo punto si era diretta senza spiegazioni nella camera da letto del figlio piccolo, sotto stretta sorveglianza dei Carabinieri, con uno scatto si è diretta verso il bagno, subito inseguita dai militari che ne hanno colto le possibili malsane intenzioni. Nonostante fosse riuscita ad aprire la finestra del bagno, con chiari intenti anticonservativi, e avesse fatto un balzo in avanti per defenestrarsi, i due Carabinieri l’hanno afferrata per le gambe, riportandola con non poca fatica all’interno della stanza. Una volta tratta in salvo, la donna è stata trasportata presso l’ospedale di Novi Ligure, dove è stata ricoverata in regime di TSO

M.Iar

La truffa delle ingessature

I Carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Tortona, nella conduzione dell’operazione denominata “GESSO”, hanno smascherato un’organizzazione alla quale partecipavano a vario titolo otto membri di una famiglia kosovara radicata in Alessandria

Gli individui, quasi tutti con precedenti penali, avevano escogitato un semplice ma redditizio piano criminale, costituito nel reclutare soggetti socialmente deboli ed estremamente bisognosi, che venivano convinti a stipulare polizze infortuni – anche con più compagnie contemporaneamente – che prevedevano un’elevata diaria per immobilizzazione da gesso, dichiarando di esercitare la professione di sarto. Immancabilmente, dopo brevissimo tempo, l’assicurato denunciava l’avvenuto infortunio, riscuotendo i premi dalle varie assicurazioni, consistenti in diverse migliaia di euro. I Carabinieri riuscivano a dimostrare la falsità di ventuno infortuni, che avevano fruttato oltre un milione di euro, proprio in virtù del fatto che con lo stesso infortunio venivano riscossi più indennizzi. L’operazione permetteva ai vari “Uffici antifrode” di bloccare i pagamenti di premi di pari valore. Le indagini hanno dimostrato come l’ingente flusso di denaro fosse convogliato, transitando su conti correnti cointestati all’assicurato e ai promotori, su altri rapporti bancari intestati al gruppo kosovaro. L’infortunato non poteva effettuare operazioni sul conto cointestato, ricevendo un compenso di qualche centinaio di euro. Nel corso dell’attività investigativa, l’alessandrino A.C. di anni 33, è stato arrestato in flagranza di reato mentre con un documento falso cercava di incassare il premio di un infortunio mai avvenuto e denunciato da altro soggetto che in quel momento si trovava in carcere. Altri due arresti flagranti sono stati effettuati, quando L.P., di Pietra Ligure (SV) si presentava presso la sede di una compagnia assicurativa al fine di sottoporsi a visita medico-legale per incassare il premio di infortunio mai avvenuto. In questo caso è stato arrestato anche il suo accompagnatore, S.B. di anni 35, ritenuto uno dei dominus dell’organizzazione. Singolare come la donna avesse denunciato di avere subito l’infortunio a Trento, probabilmente non ricordandosi che proprio in quei precisi istanti era invece presso i Carabinieri di Loano a denunciare un furto subito in spiaggia. Alcuni “infortunati”, nel corso degli interrogatori, hanno ammesso l’inesistenza del sinistro denunciato e la compiacenza del personale sanitario che ha effettuato la visita e applicato il presidio, indicando le menti delle truffe.Sono quindi al vaglio della procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria le posizioni di diversi professionisti, tra cui alcuni avvocati, poiché pare che, pur sapendo dell’esistenza della stipula di più polizze, avanzassero multiple richieste di risarcimento per lo stesso evento.

M.Iar.

Avvelenamento di cani

A seguito delle numerose segnalazioni pervenute circa l’avvelenamento di animali d’affezione, i Carabinieri Forestali della provincia di Alessandria, grazie all’indispensabile aiuto dei cani antiveleno, inseriti nel progetto “WOLF ALPS”, hanno perlustrato diverse zone della provincia, in particolare le zone del tortonese e del gaviese. Il cane antiveleno ha rilevato la presenza di carcasse di animali selvatici avvelenati e di alcuni bocconi, in particolare nel gaviese. Le zone dei ritrovamenti sono state bonificate e si è posta in essere la procedura prevista dall’Ordinanza del Ministero della Salute «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati», coinvolgendo i Comuni che hanno provveduto a perimetrate le aree con apposita cartellonistica al fine di dare dovuta informazione alla popolazione. I bocconi ritrovati sono stati inviati all’Istituto Zooprofilattico per le dovute analisi al fine di individuare principi attivi utilizzati per creare un profilo criminale del soggetto responsabile.Le indagini dei Carabinieri Forestali proseguono a ritmi serrati per assicurare i responsabili alla giustizia e far cessare il fenomeno.

Ragazzo di 21 anni aveva un piccolo arsenale

La Polizia di Stato di Vercelli ha denunciato un uomo
per porto abusivo di armi
Nello   specifico   la   Sala   Operativa   della   Questura   inviava   un   equipaggio
della   Squadra  Volante   alla   Stazione   Ferroviaria   di  Vercelli   in   quanto   era
stata segnalata una persona che impugnava un coltello.
Giunti   immediatamente   sul   posto,   e   dopo   aver   indossato   il   giubbino
antiproiettile   in   dotazione,   gli   Agenti   prendevano   contatto   con   un
dipendente ferroviario il quale indicava un ragazzo straniero, seduto su una
panchina   della   Stazione,   che   teneva   in   mano   un   coltello   di   grandi
dimensioni.
Raggiunto dagli Agenti veniva invitato a depositare a terra l’arma e il
ragazzo,   dopo   qualche   esitazione,   acconsentiva   a   tale   richiesta   e
prontamente veniva immobilizzato e sottoposto a perquisizione personale
in flagranza di reato.
La perquisizione dava esito positivo in quanto, oltre al coltello, lungo circa
30 cm, sotto gli abiti in corrispondenza della pancia, l’uomo occultava una
pistola   calibro   8   mm   con   il   cane   armato   e   cartuccia   camerata   e   con   il
caricatore inserito, contenente diciotto cartucce , tanto da far pensare che
l’arma fosse pronta per essere utilizzata.
Inoltre   nella   tasca   destra   del   pantalone   venivano   rinvenuti   ulteriori   81
cartucce; solo dopo una più attenta analisi si accertava che la pistola, in
tutto e per tutto uguale ad una vera, fosse a salve.
Il   ragazzo,   un   cittadino   rumeno   di   21   anni   residente   nella   Provincia   di
Cuneo che non riusciva a giustificare il porto e la deteNzione delle armi,
tutte sequestrate, e che si trovava a Vercelli poiché fatto scendere dal treno
Torino – Milano in quanto privo del titolo di viaggio,   veniva deferito in
stato di libertà Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli. per
il reato di porto abusivo di armi.

Arrestato giovane topo d'appartamento

Non sempre gli autori di furti nelle abitazioni la fanno franca. I Carabinieri della Stazione di Crescentino (Vercelli) hanno arrestato un 25enne residente a Fontanetto Po, con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, a seguito di un un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Savona.Nel mese di giugno del 2018, il giovane si era reso responsabile di due furti in appartamento e di un tentato furto in provincia di Savona. Il 25enne aveva utilizzato le medesime modalità per attuare tutti e tre gli episodi, accedendo alle abitazioni che aveva valutato di suo interesse mediante la forzatura di una finestra e rovistando le stanze alla ricerca di oggetti di valore, quali orologi, monili d’oro e denaro contante. In due casi, inoltre, era anche riuscito a scoprire la presenza di una cassetta di sicurezza, che aveva poi forzato con cacciaviti ed altri arnesi da scasso, riuscendo ad impadronirsi di un bottino del valore complessivo di circa 5.000 euro, recuperato in parte. In uno dei casi, inoltre, era riuscito a darsela a gambe appena in tempo accorgendosi che il proprietario dell’appartamento stava rincasando. Gli elementi raccolti dai Carabinieri del luogo nel corso delle indagini hanno consentito di attribuire al 25enne, identificato con certezza, la paternità degli episodi, e di assicurare alla Magistratura procedente gli elementi necessari per l’emissione del provvedimento eseguito dai Carabinieri di Crescentino.L’arrestato, espletate le rituali formalità, è stato associato alla Casa Circondariale di Vercelli dove dovrà espiare la pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione.
M.Iar.
 
 

Bimbo di un mese muire nel degrado. La mamma non è rintracciabile

DAL LAZIO
La donna ha cercato di rianimarlo tentando  di farlo respirare, ma vedendo  che il bimbo di poco più di un mese non si riprendeva, ha chiamato il 118. Per  il neonato non c’era nulla da fare. Il fatto è avvenuto ieri a Tor San Lorenzo, località balneare vicino a Roma, in un complesso di edifici in preda al degrado. Il neonato non era con la madre, al momento irrintracciabile perché pare fosse fuggita in Francia alcuni giorni fa, ma con una donna romena di 63 anni alla quale la donna lo aveva affidato. La morte sarebbe avvenuta per cause naturali, il medico legale non avrebbe riscontrato segni di violenza. Il decesso potrebbe  essere stato causato da un rigurgito, il soffocamento o una patologia che non era stata diagnosticata. E’ stata comunque disposta l’autopsia.

Il cantiere non era a norma. Sanzione di oltre 10 mila euro

Continua lo screening dei cantieri attivi nella città della bollente da parte
dei Carabinieri di Acqui Terme in collaborazione con lo Spresal dell’Asl di Alessandria.
Nei giorni scorsi i Carabinieri ed il personale dello SPRESAL si sono recati
presso un cantiere di edilizia residenziale ancora attivo riscontrando diverse
irregolarità e anomalie in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro. Le
numerose violazioni, inerenti alle attrezzature utilizzate non conformi e agli
obblighi di sorveglianza sanitaria e di formazione da parte di datore di
lavoro e dirigenti, hanno comportato il deferimento in stato di libertà di sei
persone, tutte residenti nel milanese o nel torinese, datori di lavoro o
preposti di settore delle ditte operanti nel cantiere nonché l’emissione di
sanzioni per un controvalore superiore ai diecimila euro.

Droga sotto i sedili dell'auto, ma i carabinieri la scoprono

Duro colpo inferto allo spaccio di stupefacenti nell’ovadese da parte dei
Carabinieri del Nor di Acqui Terme con gli arresti, nella serata di ieri, di
due cittadini stranieri trovati con oltre un chilo di hashish
I Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Acqui Terme, coadiuvati
dai colleghi delle Stazioni di Molare e Ovada, erano stati allertati in merito
a   strani   movimenti   di   autovetture   in   una   zona   isolata   di   Tagliolo
Monferrato. Tali movimenti, inconsueti per la zona e l’orario, hanno fatto
scattare immediatamente l’adozione di un dispositivo di servizio composto
da personale in uniforme e in abito civile.
A destare i sospetti dei militari, una Seat Ibiza con a bordo due persone che
sostava   a   lato   della   strada   in   una   zona   completamente   isolata.
Immediatamente   controllata   e   sottoposta   a   perquisizione,   sotto   i   sedili
posteriori venivano rinvenuti alcuni “panetti” di hashish che davano corpo
ai sospetti maturati nelle ore precedenti.
Nel prosieguo del controllo veniva poi rinvenuto un ulteriore “panetto”
nascosto sotto il pannello dei comandi dell’aria condizionata, mentre nel
corso   delle   successive   perquisizioni   delle   abitazioni   dei   due   occupanti
dell’auto veniva ritrovato di un bilancino di precisione.
I   dieci   “panetti”   complessivamente   rinvenuti,   del   peso   complessivo
superiore al chilo, erano verosimilmente destinati al mercato dello spaccio
al dettaglio dell’ovadese ed avrebbero potuto fruttare illeciti ricavi per oltre
10.000 euro.
I   due   giovani,   entrambi   stranieri,   un   26enne   macedone,   residente   nel
canellese e un 30enne marocchino, formalmente residente nel cuneese,
entrambi già noti alle forze di polizia, sono stati quindi tratti in arresto con
l’accusa   di   detenzione   ai   fini   di   spaccio   di   sostanze   stupefacenti   e   su
disposizione del magistrato di turno sono stati condotti presso la Casa
Circondariale di Alessandria. L’autovettura veniva anch’essa sottoposta a
sequestro,   come   la   sostanza   stupefacente   e   quanto   rinvenuto   nelle
abitazioni dei due ritenuto afferente all’attività illecita.
M.Iar.

La minaccia di morte. In carcere l'ex marito violento

Non si conoscevano da molto tempo ma sin dal principio la loro era stata
una relazione turbolenta.
Solo poco più di due anni per conoscenza,
matrimonio e separazione. Poco è bastato per far vivere una donna nel
terrore costante di poter essere vittima delle violenze del suo ex marito e
dover spesso ricorrere a tranquillanti per riuscire a dormire la notte.
Minacce continue di morte, richieste insistenti di tornare insieme e di
denaro, questo accadeva sempre sotto l’effetto di abuso di alcol. L’uomo,
dallo scorso novembre, si presentava ogni sera nei pressi di un’area cani e
faceva diversi appostamenti sotto casa fino a quando sabato pomeriggio,
nonostante la donna evitasse di uscire, lo ha incontrato al mercato di Porta
Palazzo. Quel giorno era particolarmente assillante e, a tutti i costi, voleva
portarla a bere qualcosa, ma, nonostante gli innumerevoli rifiuti, l’ex
diveniva sempre più insistente. La vittima tentava di allontanarsi ma lui la
seguiva e passava dagli inviti alle minacce, e, anche quando sono giunti sul
posto   gli   agenti   della   Squadra   Volante,   mentre   la   donna   tentava   di
avvicinarsi  ai poliziotti lui  provava  a  trattenerla  per un  braccio.  Gli
operatori hanno arrestato l’ex coniuge, un cittadino marocchino di 40 anni,
per il reato di  minacce

Bambino trascurato, arrestato il padre

Trascura il figlio, i carabinieri lo soccorrono, rintracciano il padre, gli
trovano in casa della droga e lui finisce in carcere
La vicenda, che ha dell’incredibile, è avvenuta mercoledì ad Asti. Le pattuglie delle stazioni
carabinieridi   Mombercelli   e   Montemagno,   nell’effettuare   un   servizio
coordinato di prevenzione dei reati, transitavano da via Ecclesia. Qui
notavano un bambino di due anni che, senza scarpe e con il pigiama, stava
vagando in strada.
Dopo le prime ricerche effettuate tra i condomini della zona, i Carabinieri
riuscivano ad individuare l’appartamento da dove si era allontanato il
piccolo, così si recavano presso quell’alloggio per riconsegnare il piccolo ai
propri genitori ed accertarsi su quanto accaduto.
Una volta arrivati nell’alloggio, ad aprire la porta è stato il padre del
bambino,  non più convivente con la madre di suo figlio, che, ignaro di
quanto successo, mostrava segni di insofferenza alla vista dei Carabinieri
senza preoccuparsi delle condizioni di salute del proprio figlio che si
trovava tra le braccia dei Carabinieri. I militari, insospettiti da tale
atteggiamento, decidevano di perquisire l’alloggio rinvenendo 250 grammi
di marjiuana, 105 grammi di hashish tra cui alcuni pezzettini già suddivisi
in dosi ed avvolti nel cellophane, bilancini di precisione e la somma
contante di oltre 2500 euro ritenuto essere il provento dell’illecita attività di
spaccio e pertanto il giovane genitore, 25enne pregiudicato astigiano,
veniva tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze
stupefacente. Il piccolo era riconsegnato alla madre totalmente all’oscuro
del pericolo che aveva corso.
Una storia che deve, al di là dell’arresto, fare comunque riflettere, e molto.
Massimo Iaretti