CRONACA- Pagina 898

Ubriaco tenta di strozzare in strada ragazza 16enne

La ragazzina è stata insultata, poi l’uomo ha tentato di strozzarla. Lui un ventenne egiziano, lei una liceale sedicenne, residente a Vercelli, che stava camminando a Novara tra via dei Mille e corso della Vittoria. La giovane  ha tentato di ribellarsi all’aggressore: lo ha spintonato, lo ha graffiato cercando di divincolarsi fino a cadere all’indietro. Lei è stata soccorsa dal 118 e l’egiziano è stato arrestato dalla polizia municipale.
NOTIZIE DAL PIEMONTE

Un robot al servizio dei pazienti oncologici ed ematologici all’ospedale Mauriziano di Torino

All’ospedale Mauriziano di Torino la robotica, dopo aver rivoluzionato l’ambito della logistica dei medicinali, approda in Oncologia. Un sistema automatizzato di nuova generazione, integrato con il Sistema Informativo Clinico, che, grazie all’ausilio di braccia antropomorfe, è in grado di dosare perfettamente la quantità di farmaci oncologici necessari alle esigenze di ogni singolo paziente, preparando in sicurezza ed autonomia le chemioterapie. Si tratta dell’ultima tecnologia introdotta in Azienda, installata presso l’Unità Farmaci Antiblastici (UFA) della Farmacia ospedaliera (diretta dalla dottoressa Annalisa Gasco), dove vengono preparate più di 25.000 terapie oncologiche all’anno. Questo progetto ha un valore economico complessivo di circa 500mila euro.
Il professor Massimo Di Maio, del Dipartimento di Oncologia dell’Università degli studi di Torino, dichiara: “Nei sette anni trascorsi come Direttore della Oncologia Medica universitaria del Mauriziano, ho visto un’importante crescita nella quantità e nella qualità dell’attività clinica dedicata ai pazienti oncologici seguiti al Mauriziano. Le nuove terapie stanno modificando in modo significativo le prospettive dei pazienti affetti da tumore, ma il processo di “allestimento” che ne consente la somministrazione rimane un momento delicatissimo nel percorso di cura dei malati. La preparazione delle terapie oncologiche è personalizzata per singolo paziente ed è un procedimento complesso, che richiede personale specializzato, tempo e soprattutto precisione, poichè è fondamentale che ogni paziente riceva la giusta combinazione di farmaci al giusto dosaggio. I farmaci oncologici sono caratterizzati da una finestra terapeutica ristretta, al di sotto della quale la terapia rimane inefficace causando la progressione della malattia, mentre al di sopra si manifestano effetti tossici molto pericolosi. Gli eventuali errori di dosaggio potrebbero avere conseguenze gravi per il paziente. L’automazione del processo di preparazione delle terapie garantisce accuratezza e precisione ed inoltre permette di efficientare il processo di allestimento delle chemioterapie. Questo è particolarmente importante considerando il crescente numero di pazienti che necessitano di questi trattamenti e che afferiscono ogni giorno al nostro Day-Hospital”.

“I vantaggi di questa tecnologia sono davvero molti e si apprezzano quanto più alti sono i numeri delle terapie preparate” afferma la dottoressa Annalisa Gasco, Direttore della Farmacia Ospedaliera, presso i cui Laboratori è stato installato il nuovo robot. “Prima dell’arrivo di questa tecnologia tutte le terapie oncologiche richieste quotidianamente dai nostri oncologi erano allestite manualmente: selezione dei farmaci, misurazione delle dosi e dei volumi di prelievo, miscelazione delle soluzioni, etichettatura delle terapie ai fini della tracciabilità… attività di grande precisione, complesse, ripetitive ed alla lunga usuranti, condotte in ambienti sterili, secondo procedure stringenti e rotazioni periodiche del personale per mantenere la concentrazione ed evitare gli errori. La presenza del robot, precisissimo e molto veloce, consente a tutti gli operatori sanitari di concentrarsi maggiormente sull’assistenza ai pazienti e di dedicarsi ad attività altrettanto complesse e di valore”.

“L’Azienda – prosegue il dottor Maurizio Dall’Acqua (Direttore generale dell’A.O. Ordine Mauriziano di Torino) – con questa nuova tecnologia affidata all’esperienza dei nostri farmacisti ospedalieri ha voluto prima di tutto investire in più sicurezza, per i propri pazienti e per gli operatori che manipolano farmaci citotossici, ma il complessivo efficientamento del processo di allestimento delle terapie oncologiche ha consentito di ridurre i tempi di attesa in sala d’aspetto ed ha avuto senza dubbio un impatto positivo sull’organizzazione delle strutture che collaborano alla cura del paziente oncologico e sulla qualità degli ambienti di lavoro e di cura. Certamente si è anche voluto porre la massima attenzione alla sostenibilità dell’investimento: stiamo monitorando le conseguenze economiche derivanti da una riduzione del numero di operatori dedicati al processo, dall’ottimizzazione dei residui dei farmaci e dispositivi utilizzati, da una migliore gestione dei rifiuti in condizioni di aumentata sicurezza. Stiamo lavorando per massimizzare il profilo costo beneficio di questa nuova tecnologia ed ampliare il più possibile la coorte di pazienti che potrà trarre vantaggio da questa importante innovazione tecnologica”.

Autolavaggio irregolare sversava acqua sporca nella Dora

Martedí mattina gli agenti del Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Locale hanno posto sotto sequestro amministrativo un autolavaggio Self Service ubicato in corso Svizzera che svolgeva l’attività in assenza della Scia sanitaria.

I tecnici di ARPA, intervenuti sul posto su richiesta dei ‘civich’, hanno effettuato accurati controlli sugli scarichi delle acque di lavaggio e hanno accertato che, oltre a non essere in possesso delle autorizzazioni ambientali per lo scarico delle acque reflue ambientali, l’autolavaggio sversava le acque prodotte dal lavaggio dei veicoli direttamente nel vicino fiume Dora Riparia, motivo per cui il titolare dell’attività è stato sottoposto a indagini. (e.b.)

La Città di Torino intitola una piazza alle “Operaie della Manifattura Tabacchi”

Il piazzale all’angolo tra via Bologna e via Gottardo, da questa mattina è dedicato alla storia e al ricordo delle “Operaie della Manifattura Tabacchi”, storica fabbrica di corso Regio Parco specializzata nella lavorazione del tabacco costruita nel 1768 che, dalla seconda metà del XIX secolo, si è consolidata come una delle realtà produttive più importanti della città.

Preponderante il personale femminile (nel 1925 le donne erano 1400).

Alla cerimonia, presenti molte fra quelle che hanno visto la chiusura dell’impianto, nel 1996, con lo scoprimento della targa da parte della presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo e del presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto.

Nel suo intervento, Grippo ha sottolineato come quella della Manifattura Tabacchi sia una storia di grande rilievo per la città, dove, a fare la differenza nel percorso della memoria collettiva è stato il carattere mostrato dalle tabacchine e il valore delle loro battaglie, non soltanto da un punto di vista sindacale, ma anche in termini di una nuova cultura del lavoro. Un lavoro che, ha ricordato, ha conosciuto le sue stagioni più aspre nella negazione dei diritti e, grazie all’impegno delle tabacchine, si è imposta la questione di genere pubblicamente. Le “sigaraie” del Regio Parco”, ha aggiunto Grippo, furono l’emblema di un movimento femminile per tutto il ‘900, sviluppando una coscienza di classe, schierandosi a sostegno di grandi cause, tra tutte l’impegno nella Resistenza. L’intitolazione, ha concluso, lascia un’impronta della storia in un contesto di prossime trasformazioni, non tanto per chi già c’era ma per chi deve ancora venire.

Lomanto, nel portare il saluto della Circoscrizione, ha evidenziato come un luogo vissuto come un parcheggio, da oggi possa essere vissuto in modo diverso perché la storia della Manifattura Tabacchi deve essere riscoperta.

Una delle ultime tabacchine, Maura Fenoglio ha ricordato “i gradevoli spazi destinati al benessere della vita lavorativa, dedicati alla refezione, con una mensa di cibi preparati freschi, dedicati alla pulizia personale di fine giornata, docce calde e asciugamani puliti”, la presenza di un’infermeria con un’infermiera sempre presente e a orari definiti, la presenza di un medico. Ha ricordato la sartoria che sistemava gli abiti di lavoro, e i capi puliti con il nome ricamato. “Questo ambiente, ha sottolineato, è il frutto delle lotte delle tabacchine che ci hanno preceduto. L’intitolazione, ha concluso, è un omaggio alle tabacchine che hanno animato il quartiere con i loro acquisti nei molti negozi che ora non ci sono più, a coloro che allattavano i loro bimbi all’interno della fabbrica.

Toccante anche la testimonianza di Simone Birolo, classe 1940, che nel nido della fabbrica venne allattato dalla mamma e di quelle fabbrica divenne responsabile degli impianti elettrici, nel 1963.

“Una manovra per la vita”, ecco come salvare i bimbi

Domenica 15 ottobre 2023 in Piazza Castello, a Torino, e in altre piazze italiane

Si chiama “Una Manovra per La Vita” ed è l’iniziativa – promossa dalla Simeup (Società Italiana Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica) in collaborazione con la Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino e la Croce Verde Torino – che dalle ore 10 alle ore 17 di domenica 15 ottobre in piazza Castello, a Torino, promuoverà la manovra necessaria ad impedire il soffocamento da inalazione di corpi estranei, un fenomeno generato dall’ostruzione completa delle vie aeree e che in Italia provoca ogni anno la morte di circa trenta bambini.
Nei tre stand di piazza Castello – allestiti da ospedale Infantile Regina Margherita, e da Croce Verde Torino – gli operatori saranno a disposizione dei cittadini e spiegheranno come eseguire la manovra di disostruzione delle vie aeree in caso di inalazione dei corpi estranei. Lo faranno anche con alcune prove pratiche realizzate con l’ausilio di manichini pediatrici.
“Quando c’è ostruzione completa – spiega la dottoressa Claudia Bondone, Segretario Nazionale SIMEUP e Direttore della Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita – i tempi d’azione sono davvero limitati e se si agisce immediatamente, le possibilità di salvare il bambino crescono in modo notevole: “Ecco perché è opportuno che la manovra di disostruzione da corpo estraneo delle vie aeree sia conosciuta da quanta più gente possibile”, conclude il dottor Urbino, Direttore Sanitario della Croce Verde di Torino.
Ed è questo il motivo per cui è nata “Una Manovra per La Vita”: domenica 15 ottobre, per la quattordicesima edizione, l’iniziativa sarà presente in più di 40 piazze italiane.
Quest’anno a Torino, in collaborazione con la Fondazione Terres des Hommes Italia, la manifestazione sarà anche occasione per diffondere nella popolazione un altro importante messaggio: la prevenzione della Shaken baby syndrome o sindrome dello scuotimento. La Shaken Baby Syndrome è una grave forma di maltrattamento, ancora poco conosciuta, che si verifica quando il neonato viene scosso violentemente dal caregiver, come reazione al suo pianto inconsolabile. Secondo i dati della recente indagine “NONSCUOTERLO!”, realizzata da Terres des Hommes in collaborazione con la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento all’Infanzia (Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Vittore Buzzi di Milano, Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, Istituto Giannina Gaslini di Genova, Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer IRCCS di Firenze, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Giovanni XXIII di Bari e l’Ospedale Santobono – A.O.R.N. Santobono-Pausilipon di Napoli), la Shaken baby sindrome in oltre il 50% dei casi provoca danni permanenti al bambino e nel 9.4% dei casi porta al coma o alla morte.
Informare e far conoscere i rischi e le conseguenze di una delle “manovre consolatorie” più frequenti del pianto dei bambini rimane la principale arma di prevenzione rivolgendosi in particolare ai genitori ed a chiunque si occupi, a vario titolo, dei bambini, specie quelli fra gli 0 e i 2 anni di vita.
Maggiori informazioni sul sito nonscuoterlo.it

ESCP Business School presenta il futuro Campus di Torino per 1500 studenti provenienti da tutto il mondo

/

A pochi passi da Piazzale Valdo Fusi nasce la nuova sede torinese della Business School: architettura di TRA – Toussaint Robiglio Architetti, interni di G*AA, Subhash Mukerjee Studio e Conrotto progetti.

 

 

ESCP Business School ha presentato  il progetto del nuovo Campus di Torino. A quasi vent’anni dal suo insediamento nel capoluogo piemontese, si apre un nuovo capitolo sinergico tra la Business School e la città con la nuova sede nell’area di Piazzale Valdo Fusi, tra Via Doria e via Cavour. Gli oltre 8000 metri quadrati del Campus ospiteranno quasi 1550 studenti provenienti da tutto il mondo in un presidio accademico all’interno della Zona Centrale Storica, destinato ad alimentare la sempre più chiara vocazione universitaria della città.

Nata con l’entusiasmo di una start-up, nel corso degli anni la sede di Torino ha saputo costruire relazioni e sinergie con aziende nazionali e internazionali grazie a docenti di primo piano nel panorama europeo e al costante rinnovamento dei programmi didattici, capaci di fornire agli studenti una formazione d’eccellenza per distinguersi nel dinamico panorama economico globale. Il nuovo Campus ESCP Business School, la cui apertura è prevista per l’autunno del 2024, punta a definire standard infrastrutturali ancora più alti rivolti a docenti, studenti e staff.

 

“Oggi è un giorno importante per ogni membro di ESCP Business School – ha commentato Francesco Rattalino, Executive Vice-President e Dean for Academic Affairs and Student Experience di ESCP Business School – La nuova sede del Campus di Torino ci avvicina al cuore della città, con un progetto architettonico pensato per fornire strumenti di altissimo livello e che riflette il DNA di ESCP, la business school più antica al mondo al tempo stesso costantemente rivolta all’innovazione: un dialogo tra heritage e futuro che il nuovo edificio esprimerà perfettamente. In questi vent’anni il nostro rapporto con Torino si è costantemente rafforzato: oggi ESCP Business School è un punto di riferimento all’interno dell’offerta universitaria a livello globale e grazie al modello multicampus e multiculturale, ha contribuito a fare della città un forte polo d’internazionalizzazione. In questo percorso abbiamo parallelamente costruito una fitta rete di rapporti con il tessuto imprenditoriale locale e nazionale, che ha risposto fin da subito con forte entusiasmo. In questi dialoghi tra passato e futuro, e vocazione globale ed eccellenze locali, sta probabilmente la ragione principale degli ottimi risultati raggiunti nel rapporto tra ESCP Business School e la città di Torino. Tra pochi mesi, in questa nuova casa, inizierà un nuovo capitolo di questa storia. L’obiettivo sarà sviluppare ulteriormente il ruolo del Campus nel panorama italiano e continuare a essere in grado di intercettare le sfide globali per formare i leader del futuro”.

 

“In questo periodo storico fatto di due elementi caratterizzanti – ha dichiarato Francesco Profumo, Presidente di ESCP Turin Campus – la velocità del cambiamento da una parte e l’incertezza del futuro dall’altra, realizzare un Campus come quello che ESCP Business School si sta apprestando a fare significa gettare le fondamenta per un nuovo modo di concepire la formazione di alto livello. Le direttrici che definiranno i prossimi scenari economici e sociali del mondo ci devono portare a considerare ogni presidio universitario un “cantiere” di idee in grado di dare risposte alle sfide del domani. Ogni studente e ogni docente che passeranno da questo Campus non dovranno dimenticarsi di, rispettivamente, apprendere e insegnare i modelli di leadership responsabile e la visione formativa in cui da sempre crediamo. Solo così i nostri valori potranno fornire gli strumenti per comprendere e migliorare gli scenari del futuro”.

 

“Il nuovo campus di ESCP Business School  ha dichiarato Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino   è un segnale davvero positivo per la nostra città. Vogliamo che Torino diventi sempre più luogo in cui i giovani possono trovare l’ambiente ideale per svolgere il loro percorso formativo, e città dove possano scegliere di restare per compiere il loro percorso di vita. Vedere eccellenze della formazione che investono sul nostro territorio significa che ci stiamo muovendo nella direzione giusta. La presenza di ESCP nell’offerta formativa della nostra città, già ampia e di alto livello, ribadisce che quella di città universitaria è una delle vocazioni primarie di Torino, e il progetto del nuovo campus dimostra che possiamo continuare ad avere l’obiettivo di essere punto di arrivo, a livello europeo, per studentesse e studenti.”

 

“BNL BNP Paribas – hanno affermato Filippo Gelosi, Responsabile Project Management & Engineering – Sviluppo HQ Tiburtina Srl, ed Elena MagnaniHead of Real Estate Area – Banca Nazionale del Lavoro SpA – è particolarmente orgogliosa di essere parte attiva nella realizzazione del Nuovo Campus ESCP di Torino, insieme con le imprese e i professionisti partner in questo progetto. L’intervento è concepito in modo innovativo con l’obiettivo della rigenerazione urbana e dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente, secondo criteri di sostenibilità, sicurezza, qualità ambientale ed architettonica. Questa iniziativa testimonia l’attenzione e l’impegno della Banca a favore della città di Torino nello specifico e, più in generale, di tutte quelle iniziative che, a livello nazionale e locale, coinvolgono la collettività. Ciò in linea con il ruolo di BNL non solo di operatore economico-finanziario ma anche di azienda e gruppo che guarda alla Società, alle persone e alle loro esigenze.”

 

Il progetto di TRA – Toussaint Robiglio Architetti per l’architettura della nuova sede di ESCP Business School è incentrato sul concetto di vertical campus urbano, tendenza globale emergente, frutto e allo stesso tempo condizione, di una ricentralizzazione delle funzioni knowledge based nei centri delle aree metropolitane. Il nuovo Campus unisce il fascino dell’edificio di proprietà della Banca Nazionale del Lavoro (BNL) sito in Via Cavour 28-30, risalente al 1877 e radicalmente trasformato nel 1982, con i connotati e la flessibilità di una costruzione moderna tramite l’integrazione di un nuovo volume contemporaneo destinato a ospitare le grandi aule per conferenze e le sale ad emiciclo, rispettoso della matrice storica e perfettamente in armonia nel dialogo con il resto dell’edificio. In un rapporto tra passato e futuro, il progetto si caratterizza per l’ambiziosa strategia di sostenibilità, con l’intento di definire un modello di riferimento per la riqualificazione degli edifici storici all’interno della zona centrale storica di Torino.

 

“Riusiamo un importante edificio di fine ’800 – hanno affermato Isabelle Toussaint e Matteo Robiglio di TRA – Toussaint Robiglio Architetti – in cui inseriamo un nuovo volume decisamente contemporaneo: nasce così nel cuore storico della città un campus verticale di 8000 m2 che unisce conservazione e innovazione, passato e futuro. È una struttura all’avanguardia per la formazione universitaria internazionale, concepita abbracciando le più moderne pratiche di sostenibilità ambientale e risparmio energetico, aperta alla città grazie alla piazza coperta e alla caffetteria, promuovendo un dialogo nuovo tra locale e globale.”

 

Il progetto dell’interior, curato da G*AA, Subhash Mukerjee Studio, Conrotto progetti, punta a valorizzare gli spazi dell’edificio, concependo il luogo fisico e l’architettura come veicolo di interazioni umane. Reception, learning center, aule, auditorium, caffetteria: ogni area mira a scardinare la tradizionale gerarchia accademica al fine di avvicinare studenti, docenti, potenziali ospiti e anche cittadini, offrendo spazi di aggregazione e scambio secondo i principi promossi da ESCP.

 

“Il nostro progetto – ha dichiarato l’Arch. Subhash Mukerjee insieme agli altri progettisti degli interni Attilio Giaquinto e Gianluca Conrotto – ritiene che, nonostante le recenti accelerazioni dello sviluppo della didattica a distanza, i luoghi di incontro fisici e la loro qualità saranno ancora più importanti. Dovranno saper accogliere nuove tecnologie senza esserne sopraffatti, preparandosi per un futuro in grado di coesistere con il passato. La stessa architettura della nuova sede richiama questi principi: un edificio storico ma oggetto di un ampliamento radicalmente moderno; un ingresso attraverso una “piazza”, luogo archetipo dell’incontro, che qui funziona anche come luogo di scambio fra scuola e città.”

Appuntamenti e iniziative a Nichelino

Calvino 100

Lunedì 16 ottobre la Città di Nichelino rende omaggio a uno dei grandi scrittori e intellettuali italiani del secolo scorso.

Isola ecologica itinerante 2023

Fino al 28 ottobre 2023 l’Isola ecologica itinerante è in tour e toccherà tutti i quartieri della città.

L’Ufficio Mobile della Polizia Locale fa tappa nei Quartieri anche a ottobre

Ultimo appuntamento di ottobre giovedì 26 17.00/18.00 via Giusti ang. via Carducci e 18.00/19.00 piazza Spadolini

Rinnovo del protocollo d’intesa triennale “Rete dislessia e accessibilità”

Lunedì 16 ottobre alle 9.00 nella sala Mattei del Comune di Nichelino (piazza Di Vittorio) verrà rinnovato il protocollo d’intesa del progetto “Rete Dislessia e accessibilità: dare a tutti le stesse opportunità” alla presenza del Sindaco della Città di Nichelino Giampiero Tolardo, dell’Assessore all’Istruzione Alessandro Azzolina e dell’Assessora a Welfare e Sanità Paola Rasetto.

30 ANNI DI BIBLIOTECA A NICHELINO

Giovedì 19 ottobre alle 17.00 la Biblioteca civica Giovanni Arpino festeggia i suoi primi 30 anni di vita.

“Sabati Incantati” 2023/2023

Tornano, da ottobre 2023 ad aprile 2024 ogni terzo sabato del mese, le letture ad alta voce per bambine e bambini da 0 a 11 anni alla Biblioteca civica Giovanni Arpino (via A. Azzolina 4), a cura dell’Associazione Culturale “Città Incantata”.

Conservazione della voce grazie all’Intelligenza Artificiale

Festival dell’Innovazione e della Scienza

Si chiama Voice for Purpose il progetto che mira a preservare la voce delle persone con malattie neuromuscolari. L’evento è aperto a tutti, prenotazioni sul sito web.

Come ogni anno, AISLA – l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – dedica la stagione invernale alla ricerca scientifica e alla sua divulgazione. Il primo appuntamento sarà questo fine settimana a Settimo Torinese, con il Festival della Salute e della Scienza, dove AISLA e NEMOLAB parleranno dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei diversi tipi di linguaggio e come questa possa migliorare e arricchire la vita delle persone. In particolare, si parlerà dell’importanza della conservazione della voce per chi ha perso la capacità di parlare a causa di malattie come la SLA.

I linguaggi sono il tema trasversale e universale scelto per questa edizione del Festival dell’Innovazione e della Scienza. Attraverso una grande varietà di laboratori, incontri, caffè scientifici e mostre, sono undici anni che il Festival si prefigge di rendere la scienza accessibile e coinvolgente per tutti. L’evento, infatti, non si limita a divulgare contenuti scientifici, ma offre anche l’opportunità di creare contaminazioni tra le arti, di mettere in relazione scuola e industria e di dare spazio alle nuove aziende innovative, alle start-up e ai centri di ricerca.

L’appuntamento con AISLA e NEMOLAB è per domenica 15 ottobre alle ore 14:30 alla Biblioteca Archimede, in Sala Ragazzi. “Donne, STEM e la rivoluzione del linguaggio nell’Intelligenza Artificiale“, discutendo di come le nuove tecnologie stiano rivoluzionando e semplificando la nostra vita. Il futuro dell’Intelligenza Artificiale, infatti, non è solo nell’automazione dei processi produttivi ma anche nella creazione di strumenti sempre più efficaci per una migliore qualità della vita.

Ne parleranno Silvana Secinaro (dip. Management Università di Torino), ed Elena Cordani (amministratore unico e CEO di Interlinguae), figure professionali di rilievo nei rispettivi campi, che si uniranno a Stefania Bastianello, Direttore Tecnico di AISLA, Giordana Donvito, terapista occupazionale di NemoLab. Modera l’evento Alberto Borgatta, attore, storico e divulgatore scientifico. L’evento, organizzato dal MuPIn – Museo Piemontese dell’Informatica in collaborazione con il Forum Donne di Settimo Torinese, esplorerà le innovative applicazioni dell’intelligenza artificiale nelle diverse tipologie di linguaggio. Attraverso le loro competenze e conoscenze, gli ospiti discuteranno di come l’IA, utilizzata con saggezza, stia arricchendo la vita delle persone, aprendo prospettive straordinarie per il futuro.

Tra queste, l’IA viaggia verso un’evoluzione che possa permetterle di aiutare coloro che hanno difficoltà nelle comunicazioni quotidiane. Proprio in tale ambito, AISLA presenterà il progetto Voice for Purpose, nato con l’obiettivo di aiutare le persone affette da malattie neuromuscolari a mantenere la propria voce personale, grazie ad un servizio dedicato alla conservazione della voce. Il progetto ideato per rispondere alle esigenze del paziente che perdendo l’eloquio, come nel caso della Sla, è costretto ad utilizzare un comunicatore la cui sintesi presenta notevoli limitazioni. Nasce da Voice Lab, uno dei dieci laboratori del polo tecnologico nato due anni fa con l’obbiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone con malattie neuromuscolari mediante lo sviluppo di tecnologie innovative. La sintesi vocale personalizzata, infatti, consente ai pazienti di dialogare in maniera naturale e confortevole con le altre persone, senza perdere la propria identità comunicativa.

La partecipazione all’evento è aperta a tutti. E’ possibile effettuare la prenotazione tramite il sito web (https://www.eventbrite.it/e/biglietti-donne-stem-e-la-rivoluzione-del-linguaggio-nellintelligenza-artificiale-717092090747?aff=oddtdtcreator).

AISLA, che quest’anno celebra i suoi 40 anni di attività, rappresenta un punto di riferimento per le persone affette dalla malattia e dalle rispettive famiglie, sostenendo la ricerca scientifica, la formazione di operatori sanitari e caregiver per una corretta presa in carico dei pazienti, l’informazione sulla malattia e l’assistenza.

Il successo della prima Summer School del Progetto Starlight

Affrontare l’inquinamento luminoso per promuovere un nuovo modo di fare turismo

La prima Summer School di Starlight, progetto promosso anche dal GAL Escartons e Valli Valdesi e finanziato dal programma europeo Erasmus+, si è tenuta dal 25 al 29 settembre a Razlog, in Bulgaria. Quattordici partecipanti provenienti da tutta Europa hanno lavorato insieme per discutere e approfondire il tema dell’inquinamento luminoso e gli strumenti per la promozione dell’astroturismo.

Il progetto Starlight, nato con l’obiettivo di fornire una formazione su astronomia, biodiversità e turismo sostenibile, procede dunque nel proprio percorso che sta coinvolgendo 60 giovani partecipanti da 6 paesi europei.

Trasformare le conoscenze in opportunità lavorative. Ed è proprio da questo presupposto che nascono le Summer school di Starlight. Il soggiorno è stato organizzato dal partner bulgaro del progetto, la National Business Development Network. Cinque giorni di formazione, durante i quali i partecipanti hanno ricevuto spunti sull’imprenditoria, sulla valutazione dei bisogni del turista e sulle opportunità nello sviluppo di un nuovo turismo dei cieli bui in Europa.

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, ciascuno con l’obiettivo di sviluppare un progetto con al centro la valorizzazione del turismo dei cieli bui sul territorio. A guidare ragazzi e ragazze nei loro progetti sono stati docenti ed esperti provenienti dall’Università di Economia di Varna, dall’Istituto Astronomico dell’Accademia Bulgara di Scienze e dall’Osservatorio Astronomico Naturale di Rozhen, nonché i partener del progetto, tra i quali l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Un’occasione unica, resa ancora più speciale dall’evento organizzato nella città di Razlog nella giornata del 28 settembre, per presentare a vasto pubblico di stakeholder il progetto Starlight. In quell’occasione, i gruppi dei giovani partecipanti hanno avuto l’opportunità di presentare e discutere i loro modelli di business, destando l’interesse verso questo nuovo tipo di turismo da parte dei presenti

Questo evento segna una nuova e importante tappa del progetto Starlight, nel percorso verso la sensibilizzazione dell’Europa verso i danni provenienti dall’inquinamento luminoso e verso la promozione del turismo dei cieli bui.

E il prossimo appuntamento sarà proprio sul territorio del GAL Escartons e Valli Valdesi. Dal 15 al 19 aprile, un altro gruppo di partecipanti seguirà la Spring School che si svolgerà nelle vallate delle Alpi Cozie, portando anche sul territorio piemontese l’energia di questa nuova opportunità turistica perfetta per i territori rurali delle Alpi.

Per ulteriori informazioni riguardanti il progetto Starlight, visita la pagina dedicata www.evv.it/starlight.

Evviva ASLTO3: l’evento su salute e sicurezza per le scuole di Almese

Giovedì 12 ottobre, al Parco Robinson di Almese si è tenuto per il secondo anno l’evento Evviva ASLTO3, organizzato dall’ASL TO3 e dedicato alle scuole del territorio. Hanno partecipato con grande entusiasmo tutti gli studenti dell’istituto comprensivo di Almese, dalle scuole dell’infanzia fino alle secondarie di primo grado.

La giornata mira a sensibilizzare i più piccoli e i più giovani ai temi legati alla salute e alla sicurezza: attraverso diversi stand sparsi nella zona del Parco, bambini e ragazzi hanno potuto incontrare moltissimi operatori sanitari, dagli infermieri ai chirurghi, parlando di donazione di sangue, disostruzione infantile, assistenza emergenziale al parto. Ma si è affrontato anche il tema del rapporto tra alimentazione e salute, grazie all’intervento di Coldiretti con le sue “mele della salute” e il suo slogan “una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Presenti anche le forze dell’ordine, l’esercito, le unità cinofile, AVIS, e tutti gli enti del territorio che lavorano quotidianamente per la sicurezza e la salute di tutti. Presente anche la Sindaca Ombretta Bertolo: “ringraziamo il dirigente scolastico e i vicepreside Roberta Zucca e Andrea Giorda, e tutti i docenti che hanno accompagnato i ragazzi, ma anche le molte associazioni almesine e quelle di altre zone del Piemonte. Ringraziamo anche gli Alpini di Giaveno, che hanno preparato polenta e spezzatino per tutti i volontari. È stata una bellissima giornata didattica e formativa, in cui gli studenti hanno potuto apprendere azioni e nozioni molto importanti. Dopo due anni che riceviamo questo regalo da parte di ASL TO3, lasciamo agli altri Comuni del territorio il privilegio di questa iniziativa preziosa”.