CRONACA- Pagina 230

Zampe mutilate a un gattino: taglia sull’autore del barbaro atto

VEROLENGO (TORINO 30 AGOSTO 2025) Hanno mutilato un gattino facendo ritrovare due zampette davanti alla casa di una famiglia che si occupa di tutelare e sfamare i gatti randagi. Questo quanto accaduto nel comune di Verolengo in provincia di Torino. Le due zampette recise in maniera perfetta e senza sangue sono state posizionate davanti all’igresso di una casa in zona va per Casale e tittrovate l’altra mattina dalla padrona di casa che è rimasta sconvolta cosi come tutta la comunità di Verolengo. Nessun ritrovamento invece del resto del corpo del gattino mutilato. Subito è stata presentata denuncia ai carabinieri della stazione di Verolengo che hanno aperto le indagini e che stanno battendo diverse piste tra cui quella di un’azione orribile e criminale compiuta da ragazzi che in una specie di macabra prova di coraggoi hanno ucciso il gattino e poi lo hanno amputato magari per poi pubblicarne il video su qualche social.Sulla vicenda interviene l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che ha deciso di sporgere denuncia per quanto accaduto e in una breve nota scrive: Purtroppo non è la prima volta che in quel comune avvengono fatti simili e questo lascia pensare a diverse possibili ipotesi ma per questo lasciamo lavorare le forze dell’ordine anche se il taglio netto di queste zampine ritrovate e l’assenza di sangue lasciano pensare che il fatto sia avvenuto in precedenza ed in luogo diverso da quello del ritrovamento. Noi invitiamo chi sa a parlare e mettiamo a disposizione una taglia di 1.000 euro che sarà pagata a chicon la sua denuncia alle forze dell’ordine aiuterà ad individuare e far condannare in via definitiva i responsabili di tale atto criminale”.

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE- ITALIAMBIENTE

Nomadi a Collegno, presidio del centrodestra

IL TORINESE WEB TV

Accampamenti Nomadi a Collegno: Presidio del centro destra alla stazione Fermi.
Collegno, sta affrontando un problema sempre più evidente legato alla presenza di diversi accampamenti nomadi sul proprio territorio. Questo fenomeno, purtroppo, non è un caso isolato, ma riflette una realtà che molte città italiane stanno cercando di gestire e risolvere. Tuttavia, la questione degli accampamenti a Collegno è divenuta un tema di grande attualità, sollevando dibattiti sulla legalità e sulla sicurezza.
A Collegno, questi insediamenti si concentrano in alcune zone specifiche, in particolare intorno a Fermi, stazione metro e nei parcheggi adiacenti, creando una situazione di degrado urbano e anche problemi legati all’ordine pubblico.
A livello istituzionale, le risposte messe in atto per gestire il fenomeno sono spesso insufficienti. I progetti di inclusione sociale e i programmi di assistenza, purtroppo, non sono sempre riusciti a trovare soluzioni durature.
Il degrado delle aree interessate diventa evidente: rifiuti, immondizia e la carenza di servizi igienici sono solo alcuni dei disagi che gli abitanti e i residenti delle zone circostanti sono costretti a subire.
La sicurezza è un altro tema che preoccupa i residenti di Collegno. E’ innegabile che talvolta l’accumulo di persone in condizioni di difficoltà possa generare tensioni e conflitti, sia tra i residenti che tra i membri delle comunità stesse.
Il Comune di Collegno ha tentato di affrontare la questione, ma la gestione del fenomeno degli accampamenti nomadi risulta complessa. Una delle risposte è stata quella di cercare soluzioni temporanee come l’abbattimento degli accampamenti abusivi, ma questa strategia non ha avuto successo nel lungo periodo. Infatti, dopo ogni sgombero, i gruppi nomadi spesso si spostano in altre zone, alimentando un senso di instabilità e di precarietà.

FRANCESCO VALENTE

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Lavoro sicuro: le iniziative a due anni dalla strage di Brandizzo

Dal 29 agosto al 5 settembre l’associazione Sicurezza e Lavoro, in collaborazione con Istituzioni,sindacati edili Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil e familiaridellevittime, organizza la seconda edizione della “Settimana del Lavoro Sicuro”, che è stata presentata ufficialmente stamani nella sede della Città metropolitana di Torino, alla presenza dellaConsigliera Rossana Schillaci, delegata alle politiche sociali e di parità.
Come già avvenuto nella prima edizione, l’iniziativa è promossa in occasione dell’anniversario della strage sul lavoro del 30 agosto 2023nei pressi della stazione ferroviaria di Brandizzo, in cui morirono cinque operai edili della Sigifer che lavoravano per conto di RFI: Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo, Michael Zanera.
Esprimendo la solidarietà e la vicinanza dell’amministrazione metropolitana ai familiari delle vittime dell’incidente di Brandizzo, la Consigliera metropolitana Rossana Schillaci ha sottolineato l’importanza delle attività di sensibilizzazione che l’associazione Sicurezza e Lavoro porta avanti nel mondo della scuola. “In attesa dell’avvio del processo penale per fare chiarezza sulle responsabilità di una tragedia assurda, commemoriamo anche quest’anno le cinque vittime della strage ferroviaria di Brandizzo. – ha annunciatoMassimilianoQuirico, direttore dell’associazione Sicurezza e Lavoro – È un’occasione non solo di ricordo e memoria, ma anche di riflessione collettiva sui temi della salute, della sicurezza e dei diritti nei luoghi di lavoro“.
Sabato 30 agosto 2025, giorno dell’anniversario della tragedia, alle 17nella piazza della Stazione di Brandizzo, è prevista la commemorazione ufficiale davanti al monumento dedicato alle vittime, alla presenza dei gonfaloni degli Enti locali, delle autorità, dei familiari delle vittime e della cittadinanza. Nella stessa giornata, alle 18nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo, in piazza Vittorio Veneto 11 a Brandizzo, verrà officiata una Messa in ricordo delle cinque vittime. Successivamente, intorno alle 19, si svolgerà una passeggiatasino al Parco comunale Giovanni Bresso, nell’area fieristica di Brandizzo, dove sono in programma un ulteriore momento di riflessione e la presentazione dell’areain cui sorgerà il Giardino del Ricordo, in memoria delle cinque vittime della strage, in cui verranno piantumati in autunno cinque alberi, a cura di Filca-Cisl Torino e Sicurezza e Lavoro. A seguire l’evento“Ricordiamoli in musica” con Niko Music. L’area ristoro sarà curata dalla Pro Loco di Brandizzo. Sono inoltre previsti ulteriori momenti di confronto per commemorare le vittime di Brandizzo, fare memoria e stimolare riflessioni su diritti, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Oltre alla zona in cui saranno collocaticinque nuovi alberi, è stata individuata l’areain cui sarà realizzato un muralecommemorativo a cura dell’associazioneSicurezza e e Lavoro e dei sindacati edili Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, in collaborazione con il Comune di Brandizzo e con i familiari delle vittime.
Partiranno anche le lezioni del progetto “A scuola di Sicurezza” con Fillea-Cgil Torino e Piemonte e Sicurezza e Lavoro, per promuovere la cultura del lavoro sicuro all’interno delle scuole, coinvolgendo studenti e studentesse e docenti, in collaborazione con il cartoonist di Sicurezza e Lavoro Tiziano Riverso, che per l’occasione ha realizzato per i due enti una vignetta evocativa.
Dopo il successo della prima edizione, la borsa di studio“Per non dimenticare la strage ferroviaria di Brandizzo” metterà a disposizione per l’anno scolastico 2025-2026 quattro assegni da 600 euro (uno per la provincia di Vercelli, uno per quella di Novara, uno per Biella e uno per il Verbano Cusio Ossola), finanziati da FilcaCisl Piemonte Orientale, Cisl Piemonte Orientale e Sicurezza e Lavoro.
Giovedì 4 settembre 2025 alle 10 nella sede della Uil, in via Bologna 11/D a Torinoè in programma la premiazione del concorsofinalizzato alla realizzazione dellogo della Settimana del Lavoro Sicuro, lanciato da Feneal-Uil Piemonte e Sicurezza e Lavoro. Verrà anche presentato il nuovo concorso “Un manifesto per Brandizzo”.
L’associazione Sicurezza e Lavoro pubblicherà articoli, video e postsulla propria rivista e sui propri canali social, con testimonianze, proposte e riflessioni sulla strage di Brandizzo e sulla tutela di salute, sicurezza e diritti nei luoghi di lavoro.
La Settimana del Lavoro Sicurosi concluderà venerdì 5 settembredalle 10 alle 13 nella sala consiliare del Comune di Brandizzo, in piazza Carlo Ala 5, con il convegno sul tema “Sicurezza in edilizia, in attesa di giustizia per Brandizzo”. L’incontro, moderato da MassimilianoQuirico, sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione dellasalute e della sicurezza sul lavoro in Piemonte e in Italia, insieme a istituzioni, Enti e sindacati.
Per ulteriori informazioni sulla Settimana del Lavoro Sicuro è possibile contattare l’associazione Sicurezza e Lavoro, scrivendo a direttore@sicurezzaelavoro.org, chiamando il direttore Massimiliano Quirico al numero 339-412.6161 o consultando il sito Internetwww.sicurezzaelavoro.org

La pioggia non salva la stagione in alpeggio

Coldiretti chiede l’OK alla Regione per il ritorno in pianura

La pioggia caduta negli ultimi due giorni non è servita a rinverdire i pascoli alpini “bruciati” da tre mesi di caldo intenso e siccità. Con questa situazione Coldiretti chiede alla Regione di autorizzare la discesa anticipata dei margari dagli alpeggi.

«Termina con largo anticipo una stagione che in alcune vallate è decisamente da dimenticare – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Un altro colpo all’economia d’alpeggio che non è solo identitaria per il territorio montano ma rappresenta anche un segmento importante dell’intera economia alpina torinese con ben 460 alpeggi attivi distribuiti in 11 valli e 3000 addetti che lavorano in imprese perlopiù a conduzione famigliare. Queste famiglie custodiscono le tecniche per la produzione di formaggi d’alpeggio che rappresentano la maggior parte dei prodotti a indicazione d’origine del nostro territorio con un alto valore aggiunto. Inoltre, le aziende agricole in alpeggio, in molti casi offrono servizi agrituristici con ristorazione e pernottamento, svolgono attività di manutenzione delle infrastrutture sentieristiche, praticano la vendita diretta di formaggi, burro e ricotte: tutte funzioni importanti che rappresentano il cuore dell’immaginario del turismo alpino estivo. Senza contare l’innovazione con prodotti nuovi come il gelato dal latte fresco e la funzione sociale con gli alpeggi didattici che ospitano soggiorni tipo “estate ragazzi” con animatori professionali direttamente in baita».

Quindi il caldo ha fatto mancare l’erba.

«I pastori sono saliti in montagna a giugno trovando le erbe a fine fioritura e in molti casi già maturate –Le alte temperature di quelle settimane, proseguite a luglio e poi nella prima metà di agosto hanno letteralmente “bruciato” i pascoli, soprattutto quelli esposti a Sud-Sud Ovest. Inoltre, il forte caldo in quota ha fatto anche sciogliere più rapidamente del solito i nevai, che sono la scorta di acqua estiva. Molti rii alimentati da nevai o da sorgenti in quota sono così prosciugati mettendo a secco anche le derivazioni idriche che permettono l’irrigazione dei pascoli e, soprattutto, l’abbeveramento dei bovini. In questi giorni, in molti alpeggi, manca letteralmente l’acqua».

Per la demonticazione è però necessaria un’autorizzazione regionale. Infatti, per la sua importanza per l’economia delle vallate, per i suoi risvolti sociali, turistici e per il ruolo di presidio del territorio, e con fenomeno dell’invecchiamento degli allevatori e dell’abbandono dei pascoli l’economia d’alpeggio è sostenuta attraverso particolari “premi” stabiliti dall’Unione europea ed erogati attraverso criteri decisi dal Masaf e dalle Regioni. In questo quadro, giustamente, il sostegno è correlato a un’effettiva presenza al pascolo dei bovini, ovini e caprini per un arco temporale adeguato al mantenimento di una vera economia pastorale alpina. Esiste, quindi, un tempo minimo di permanenza commisurato alla superficie del pascolo e al numero di animali monticati, al di sotto dei quali non si ha diritto ai contributi. La Regione Piemonte è chiamata quindi a derogare all’obbligo di rispetto del carico minimo in alpeggio senza escludere i margari dai “premi” di pascolo.

Ma per Coldiretti la siccità 2025 in montagna è l’ulteriore conferma che si devono cambiare le politiche agricole locali.

«L’esperienza di questi ultimi anni ci dice che bisogna abbandonare la logica dell’emergenza con risposte caso per caso e anno per anno. Non è possibile che ogni estate si debba rispondere al grido di allarme degli allevatori di montagna come se fossimo di fronte a calamità eccezionali quando negli alpeggi si vivono gli effetti di bombe d’acqua, grandinate mai viste, siccità e alte temperature. Questi non sono più eventi da affrontare ciascuno come un fatto sfortunato, imprevedibile ed eccezionale. Dobbiamo renderci conto che dobbiamo garantire la presenza dei pastori in montagna di fronte a questo quadro di un clima che è definitivamente cambiato rispetto al clima del Novecento. Alla luce del cambiamento climatico occorre anche rivedere i criteri di sostegno alla monticazione in alpeggio».

La lettera di Schael: “allontanamento precipitoso”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ex direttore della Città della Salute
E’ sempre difficile scrivere una lettera di commiato, soprattutto quando la separazione è così improvvisa, veloce e forzata come in questa occasione. Sono stati solo sei mesi, ma intensi. Sinceramente non avrei voluto un allontanamento cosi precipitoso che lascia un vuoto dentro di me, ma credo anche che un ennesimo cambiamento alla direzione sia un inutile contraccolpo per la conduzione quotidiana del vostro prezioso lavoro ed una perdita di tempo. Scrivo questa mia ultima per un saluto e soprattutto per un ringraziamento nei confronti dei dipendenti ospedalieri e degli universitari tutti, che ogni giorno fanno sì che la Città della Salute e della Scienza sia riconosciuta da tutta Italia quale Dea di terzo livello, nella visione di diventare uno dei migliori ospedali d’Europa. Sia chiaro, questa è un’eccellenza grazie a tutti voi, che rischia di essere oscurata dagli interessi di pochi. Ed un particolare ringraziamento va ai miei più stretti collaboratori: la Direttrice sanitaria Flavia Pirola ed il Direttore amministrativo Giampaolo Grippa. Certo, la mia missione di Commissario è basata su legalita e trasparenza e forse non mi è stato concesso il tempo necessario per iniziare questo arduo e nobile percorso. Sei mesi per qualsiasi azienda, pure piccola, sono un tempo assolutamente insufficiente anche per portare a compimento i due obiettivi assegnatimi dalla Regione Piemonte: realizzare il piano di razionalizzazione ed efficientamento ed attivare il percorso di trasferimento al nuovo Parco della Salute, della Scienza e dell’Innovazione, compreso lo scorporo di OIRM e Sant’Anna.
La nostra / vostra Azienda ha davvero una marcia in più e lo abbiamo / avete dimostrato a più riprese, con piccoli grandi miracoli che si ripetono quotidianamente. E non intendo solo quelli che riempiono le pagine di giornale. Siete voi quelli che avete primeggiato nelle prestazioni aggiuntive serali e dei weekend per accorciare le liste d’attesa, effettuando addirittura un quarto delle prestazioni totali di tutta la Regione Piemonte sempre per il bene dei pazienti. Assistenza, ricerca, formazione uniti da un fil rouge che vi contraddistingue. Siete una squadra vincente malgrado le difficoltà di contesto, tra cui la struttura che compie cento anni, la mancata manutenzione da decenni e che non si può fare perché ci vorrebbero quasi 600 milioni di euro, simile all’importo per la costruzione del nuovo Parco della Salute. E fate squadra per l’assistenza interdisciplinare e interprofessionale tra quattro presidi ospedalieri, superando tutte le distanze e gli ostacoli logistici per curare qualsiasi paziente complesso, alcuni pure rifiutati da altre strutture pubbliche e private. Per questo ho proposto di qualificarci per l’IRCCS trapianti (con oltre 10.000 trapianti siamo con grande distacco al top d’Italia) e l’IRCCS oncologico (curiamo quasi un terzo dei pazienti oncologici della regione Piemonte). Con orgoglio ho presentato questa squadra agli Stati generali della sanità italiana, denominato “Grandi Ospedali”, alla presenza di oltre 6.000 partecipanti di tutta l’Italia, tra cui l’Ospedale Universitario della Charité di Berlino (il migliore ospedale d’Europa) e rappresentanti dell’area mediterranea per uno slancio internazionale per cui siete pronti.
Quello che mi preme sottolineare, al contrario di quanto sostenuto da molti che non hanno voluto comprendere quanto fatto dal sottoscritto, è che ho sempre operato in buona fede per il bene della nostra Azienda e soprattutto della Sanità pubblica e dei cittadini / pazienti. Molti non hanno condiviso alcune mie scelte, ma vi posso garantire che fin dalle prime circolari ogni decisione era ponderata per la salute pubblica. Ad esempio, quella sul divieto di fumo era all’insegna della prevenzione e della sicurezza. Così come quella dei camici al bar è stata vissuta come un divieto, ma era una circolare per l’igiene ed il rispetto altrui, ma soprattutto dei pazienti.
Sicuramente ho ereditato un’Azienda in un momento storico di grande difficoltà sotto molti punti di vista. Ho cercato di affrontarli uno ad uno sempre in modo costruttivo e sempre per il bene della “res publica”, seguendo gli obiettivi che mi erano stati dati dalla Regione Piemonte al momento della mia nomina. Alcune scelte possono essere parse impopolari, ma sono sicuro che avrebbero portato i risultati auspicati secondo le regole della Sanità pubblica, senza dimenticare un’indagine della Procura della Repubblica di Torino che da tempo aleggia sulla nostra Azienda da ben prima del mio arrivo a Torino. Proprio in quest’ottica ho sempre operato all’insegna della legalità e della trasparenza.
Ringrazio e saluto tutti, augurandovi buon lavoro ed un sincero in bocca al lupo per il bene di questa importante Azienda che si chiama Città della Salute e della Scienza di Torino e che mi rimarrà sempre nel cuore. Per il resto, come disse Seneca: “Il saggio non dice mai tutto quello che pensa, ma sempre ciò che conviene dire”.
Ad maiora.
Thomas Schael

Da 60 anni torinese in vacanza in Liguria premiato a Laigueglia

Da oltre 60 anni va in vacanza in Liguria, a Laigueglia (Savona). Ora è  un ‘turista onorario’ del borgo ligure. Il sindaco Giorgio Manfredi ha premiato con un riconoscimento Giuseppe Izzi, 89enne di Torino invitato in Comune per una  cerimonia con amici e nipoti.

Dal 1° settembre aperti tutti gli uffici postali a Torino

 Poste Italiane comunica che, a partire da lunedì 1° settembre, tutti gli uffici postali della città di Torino riaprono secondo i consueti orari dopo la pausa che ha interessato alcune sedi nel mese di agosto.

Per risparmiare tempo ed evitare possibili attese superiori alla media che possono verificarsi al rientro in città, Poste Italiane ricorda la possibilità di prenotare l’operazione allo sportello tramite sito www.poste.it,  tramite la nuova APP Poste Italiane e, per chi ha meno familiarità con gli strumenti digitali tramite telefonata al numero 06 45264526.

A Torino sono 66 le sedi postali abilitate al servizio di prenotazione da remoto.

Prenotare dal sito e dall’APP Poste italiane è semplice: dopo l’accesso con le credenziali e la scelta del servizio (“Bollettini”, “Versamenti, prelievi, F24, ricariche e altri pagamenti”, “Posta e Pacchi”, “Carta PostePay, Energia e Telefonia”, “Buoni e Libretti”, “Assicurazioni RC Auto”, “Conto corrente, Finanziamenti, Investimenti e assicurazioni” “SPID” e “Tutte le altre operazioni”) si seleziona l’ufficio, il giorno e l’orario. Verrà generato un QRCode che, in caso di arrivo in ritardo o in anticipo rispetto all’orario della prenotazione, andrà “convalidato” all’arrivo in Ufficio Postale avvicinandolo al lettore ottico del totem Gestore delle Attese presente in sala per essere chiamato dal primo sportello libero.

La prenotazione telefonica al n. 06 45264526 è supportata dall’Intelligenza Artificiale di Poste Italiane che permette ai clienti di descrivere con poche e semplici parole il motivo della visita, giorno e orario preferiti. L’IA elabora ciascuna richiesta e propone soluzioni compatibili, offrendo loro la possibilità di accettare o modificare gli appuntamenti.

Il servizio è disponibile per oltre 337.000 torinesi dotati di numero telefonico certificato sul sito poste.it o associato a strumenti di pagamento dell’azienda. Dopo la conferma dell’appuntamento proposto, il servizio riepiloga i dati della prenotazione e invia un promemoria via e-mail e sms. Qualora il cliente abbia già installato l’app Poste Italiane troverà la card dell’appuntamento nella pagina iniziale, dalla quale gestire in autonomia la prenotazione.

 

Per tutto il mese di settembre torna la raccolta “cartoleria sospesa” della Fondazione AIEF

Al via in questi giorni l’edizione 2025 della campagna solidale ‘Cartoleria  Sospesa’, giunta alla sua quinta edizione, promossa dall’Associazione AIEF per l’infanzia e adolescenza per sostenere concretamente il diritto allo studio di bambini e ragazzi in difficoltà economica.
In molte cartolibrerie  di Torino e provincia sarà possibile donare materiale scolastico con la formula della “Spesa sospesa”, quaderni, astucci, colori ed altri articoli utili che verranno raccolti nelle scatole AIEF, già presenti nei punti vendita aderenti.
Così per tutto il corso del mese di settembre chi lo desidererà potrà aderire alla campagna della Cartoleria sospesa, contribuendo a riempire le scatole che, a ottobre, verranno trasformate dai volontari AIEF in pacchi di cartoleria mista e distribuiti a famiglie in difficoltà con figli in età scolare, grazie alla rete di associazioni e parrocchie con cui la Fondazione opera sul territorio.
A sostenere l’iniziativa AIEF l’azienda Cart Srl, storica realtà piemontese nella distribuzione di materiale scolastico, la Fondazione Paolo Vitelli e altri enti del Terzo Settore che, anche quest’anno, rinnovano l’impegno al fianco della Fondazione.
Nel 2024 la campagna ha raccolto 500 buste di materiale scolastico di qualità, poi redistribuito presso cinquecento famiglie torinesi in situazioni di difficoltà.

“Il ritorno a scuola rappresenta,  per molte famiglie – spiega Tommaso Varaldo, presidente della Fondazione AIEF – un momento economicamente faticoso. Anche nel 2025, con i costi che lievitano e le crescenti difficoltà nel garantire il necessario, questa iniziativa vuole essere un gesto concreto di vicinanza e solidarietà. Grazie di cuore a chi parteciperà, alle cartolibrerie che aderiscono con entusiasmo, ai sostenitori e ai volontari AIEF che rendono possibile tutto questo”.
Per informazioni info@fondazioneaief.org 3292966487.

Mara Martellotta

In duomo a Torino l’ultimo saluto a Mons. Nosiglia

Oggi alle 15,30 nella cattedrale di San Giovanni del capoluogo piemontese si celebrano i funerali dell’arcivescovo emerito di Torino, Mons. Cesare Nosiglia deceduto alcuni giorni fa. La funzione è presieduta dal suo successore, il cardinale Repole. In duomo e all’esterno della chiesa una folla di fedeli insieme alle autorità.

(foto di Igino Macagno)

Attrazione PoliTo, il Politecnico uno dei più prenotati al mondo

Il Politecnico di Torino si conferma tra gli atenei più attrattivi in Italia e nel mondo

Oltre 15.000 le prenotazioni ai test di ingresso: in crescita le domande per le professioni del futuro

I test d’ingresso si concluderanno venerdì 29 agosto

Il primo bilancio delle prove di accesso per le lauree triennali al Politecnico di Torino, che si concludono il 29 agosto con le ultime sessioni per i corsi di Ingegneria, Design, Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale, oltre che per il corso professionalizzante in Tecnologia per l’Industria Manifatturiera, conferma un andamento in continua crescita. Le prove per i corsi di Architettura, come previsto dal bando ministeriale, si sono invece svolte il 22 e il 24 luglio. Complessivamente, le prenotazioni hanno superato quota 15.000 a fronte di 6.007 posti disponibili, di cui 5.443 riservati a studenti dell’Unione Europea e 564 a studenti extra UE, evidenziando quindi una forte competizione e un livello elevato di selezione.

Tutte le prove per l’ammissione all’anno accademico 2025/2026 si sono svolte in presenza e hanno mostrato una crescita di interesse in particolare per i corsi in Pianificazione Territoriale, che hanno registrato un incremento del 40%, e per Ingegneria Edile, in aumento del 17%. Per ampliare le possibilità di accesso e favorire scelte consapevoli, il Politecnico ha organizzato sessioni di test non solo a Torino, ma anche a Martina Franca, Trapani e persino a Tashkent, in Uzbekistan, in linea con gli standard internazionali.

Quest’anno l’Ateneo ha rivolto un’attenzione speciale alle aspiranti matricole provenienti dall’estero. Per agevolare le procedure di iscrizione, è stato anticipato il calendario delle prove e sono stati modificati i requisiti di accesso diretto, introducendo la possibilità di utilizzare la certificazione internazionale SAT, molto diffusa fuori dall’Italia e considerata equivalente al superamento del test tradizionale. Grazie a queste misure, sono già stati immatricolati 750 studenti extra UE nei corsi di Ingegneria e 89 in Architettura, con il totale dei posti riservati a studenti internazionali interamente coperto.

“Come Ateneo, siamo molto soddisfatti per l’interesse mostrato dalle nuove generazioni nei confronti della nostra offerta formativa, un’offerta che ribadisce l’importanza della formazione STEM per le figure professionali richieste nella società moderna – commenta il Vicerettore per la Formazione Fulvio Corno – il Politecnico è quindi impegnato in continui investimenti in attività e progetti di orientamento in collaborazione con le scuole secondarie, per strutturare al meglio il percorso di crescita delle ragazze e dei ragazzi in una logica di filiera”.

“I numeri, che confermano la fortissima attrattività del Politecnico di Torino, ci spingono a procedere nella direzione innovativa dei nostri percorsi formativi – dichiara il Rettore Stefano Corgnati – La forte partecipazione ai test di ingresso è una dimostrazione importante del fatto che gli e le studenti e le famiglie ci scelgono per la solidità dei nostri percorsi, che sono in presenza, esperienziali e svolti all’interno dei nostri campus. A ciò, oggi, dobbiamo aggiungere l’innovazione del nuovo modello didattico-formativo. Questo eccellente risultato, quindi, è di grande stimolo a finalizzare il nuovo percorso, avviato nello scorso anno accademico, verso la definizione di una proposta dell’offerta formativa sempre più moderna ed esperienziale”.