CRONACA- Pagina 21

San Mauro beneficiario di “Risorse in Comune”

Oltre 78.000 euro da destinare al potenziamento dell’amministrazione e
generare benefici diretti per i cittadini
Il Comune di San Mauro Torinese rientra tra i beneficiari dell’avviso pubblico “Risorse in
Comune”, promosso dal Dipartimento della funzione pubblica, volto a sostenere
il rinnovamento delle PA locali attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza, nel contesto dell’iniziativa Next Generation EU. L’iniziativa, finanziata
dall’Unione Europea, era indirizzata ai Comuni con una popolazione tra i 5mila e i 25mila
abitanti.
Il Comune di San Mauro potrà contare su un contributo di 78.455,47 euro.
Le risorse potranno essere impiegate per:
• l’acquisto di hardware e software innovativi;
• l’introduzione di arredi e soluzioni ergonomiche negli spazi di lavoro;
• l’adozione di modelli organizzativi volti alla valorizzazione del capitale umano e alla
riqualificazione degli ambienti lavorativi.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: potenziare le amministrazioni e generare benefici
diretti per i cittadini, garantendo tempi più rapidi, procedure semplificate, interazioni
più smart e una maggiore qualità dei servizi offerti alle comunità

Contromano per 10 km in tangenziale: “Ero confuso”

Entrato a Settimo Torinese ha fatto 10 chilometri contromano sulla tangenziale Nord. “Ero confuso”, ha dichiarato il 74enne alla guida. L’allarme è stato dato sui social e alla fine si è  verificato un incidente. Ferita una persona in codice giallo. Un automobilista per evitare la vettura è finito contro il guardrail, ma poteva andare decisamente peggio. 

Frane, piogge e territorio fragile: l’allarme che arriva da Torino e dal Piemonte

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In Italia, anche nel 2025, la crisi climatica continua a lasciare un segno profondo. A certificarlo è il bilancio annuale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, che restituisce l’immagine di un Paese sempre più esposto agli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Nel corso dell’anno appena concluso, in tutta la Penisola sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Un dato che colloca il 2025 al secondo posto tra gli anni più colpiti dell’ultimo decennio, subito dopo il 2023, che aveva fatto segnare 383 eventi.

A dominare la scena sono stati soprattutto gli allagamenti dovuti a piogge intense (139 casi), seguiti dai danni provocati dal vento (86) e dalle esondazioni fluviali (37). Particolarmente preoccupante è il forte aumento dei fenomeni legati alle temperature record, cresciuti del 94% rispetto all’anno precedente, così come l’incremento delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%).

Il Nord Italia si conferma l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, con 12 eventi estremi, Milano e Palermo con 7 ciascuna. A livello regionale la Lombardia guida la classifica con 50 casi, seguita dalla Sicilia (45) e dalla Toscana (41). Sul piano provinciale Genova è al primo posto con 16 eventi, seguita da Messina e Torino (12), Firenze e Treviso (11), Milano (10), quindi Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo (9).

Pesanti anche le ripercussioni sui trasporti: nel 2025 sono stati 24 gli episodi che hanno causato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Le interruzioni sono state provocate non solo da piogge, allagamenti e frane, ma anche da temperature eccezionalmente elevate e raffiche di vento particolarmente intense.

La fotografia tracciata da Legambiente mostra un territorio sempre più fragile e una crisi climatica che accelera, mettendo a rischio infrastrutture, economie locali e la sicurezza delle persone. L’associazione denuncia la mancanza di una strategia organica di adattamento, sottolineando come le azioni messe in campo risultino ancora frammentate e prive di una governance multilivello.

Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro, una cifra che potrebbe salire fino a 34,2 miliardi entro il 2029. Per evitare questo scenario, Legambiente richiama la necessità di attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato nel 2023 ma ancora privo delle risorse necessarie per rendere operative le 361 misure previste. Urgente anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.

Siccità

Il 2025 è stato segnato anche da una siccità ormai strutturale, che ha colpito soprattutto il Sud Italia, con particolare intensità in Sardegna, Puglia e Sicilia. Nel Nord della Sardegna, in particolare nella Nurra, numerose aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, con gravi ricadute economiche. Drammatica la situazione degli allevamenti, che hanno dovuto affrontare il rischio di restare senza acqua per l’abbeveraggio, costringendo le imprese ad acquistare acqua a costi insostenibili.

In Sicilia, a settembre, i sindaci dei comuni del comprensorio irriguo di Ribera hanno chiesto una terza irrigazione di soccorso per salvare frutteti e colture di qualità. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle temperature elevate.

Caldo record in Europa

Le alte temperature rappresentano un ulteriore segnale di allarme. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service, il 2025 è destinato a essere il secondo anno più caldo mai registrato, al pari del 2023 e subito dopo il 2024. È inoltre probabile che la temperatura media globale del triennio 2023-2025 superi per la prima volta la soglia di 1,5°C fissata dagli Accordi di Parigi.

In Europa, l’estate è stata segnata da ondate di calore eccezionali. Uno studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il cambiamento climatico abbia causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate priva dell’aumento delle temperature legato alle attività umane.

“Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – conferma una tendenza allarmante: gli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare, con impatti sempre più gravi anche sul nostro territorio. Piemonte e Valle d’Aosta non sono immuni: la provincia di Torino figura tra le più colpite in Italia, con 12 eventi registrati nell’anno, mentre le piogge intense e le frane hanno messo a dura prova la tenuta idrogeologica delle nostre aree montane e collinari, in particolare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In Piemonte gli eventi estremi registrati nel 2025 sono 28 (+27% rispetto al 2024) e, come da trend nazionale, anche nel territorio piemontese sono gli allagamenti da piogge intense i fenomeni più frequenti.
Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano di territori fragili, di comunità esposte a rischi crescenti e di un’emergenza climatica che richiede risposte immediate. È indispensabile accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e approvare una legge contro il consumo di suolo. Ma non basta: occorre avviare con urgenza la redazione dei Piani locali di adattamento al clima per Piemonte e Valle d’Aosta, strumenti fondamentali per tradurre le misure nazionali in azioni concrete sui territori, dalle città alle aree interne. Solo così potremo proteggere le persone, le infrastrutture e il nostro patrimonio naturale. Il tempo delle scelte è adesso.
Ricordiamo che nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia ammontano già a 11,9 miliardi di euro: senza interventi strutturali, entro il 2029 si rischia di arrivare a 34,2 miliardi. È altrettanto urgente avviare una quantificazione economica puntuale dei danni subiti dal Piemonte, per programmare risorse e interventi adeguati. Non possiamo più permetterci ritardi: il PNACC deve uscire dalla teoria e diventare realtà, con risorse certe e governance efficace.”

Tenta di rubare abiti per più di 6mila euro, arrestato dai carabinieri

Rivarolo Canavese (TO). I fatti risalgono alle prime ore della mattina di domenica 28

dicembre, quando un trentaquattrenne, residente nel rivarolese, è stato arrestato in

flagranza di reato dai Carabinieri, dopo che al NUE 112 era arrivata la segnalazione di un

probabile furto in atto.

Le pattuglie di Rivarolo Canavese, Pont e Ronco, arrivate in pochi minuti sul posto, hanno

colto sul fatto l’uomo. Nel tentativo di darsi alla fuga, lo stesso si è prima dimenato e, negli

istanti successivi, ha frapposto la bicicletta utilizzata per raggiungere il luogo del furto tra

lui e i militari, facendo scattare quindi anche la resistenza.

L’autore, introdottosi nell’esercizio commerciale dopo aver rotto la porta d’ingresso, si era

impossessato di numerosi capi d’abbigliamento per un totale di 5.000 euro.

Ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri hanno inoltre ricondotto alla stessa persona un

secondo furto aggravato commesso in precedenza in un altro negozio d’abbigliamento,

sempre di Rivarolo Canavese, con un “bottino” di 1.500 euro.

L’intera refurtiva è stata restituita ai proprietari. Il trentaquattrenne, su disposizione della

Procura di Ivrea, è stato tratto in arresto per “furto aggravato” e “resistenza a pubblico

ufficiale”. All’arresto, poi convalidato, è seguita la misura cautelare dell’obbligo di dimora

nel comune di Rivarolo Canavese, con prescrizioni di permanenza in casa, insieme

all’obbligo di firma giornaliero.

Valanga sulle Alpi Cuneesi: un morto e 2 feriti gravi

Un morto, due feriti gravi e una persona illesa. È questo il bilancio di un’enorme valanga che si è staccata in alta Valle Maira a 2.300 metri di quota, nel comune di Acceglio, nell’area del bivacco Bonelli. È accaduto nella tarda mattinata di oggi.

Stando ai primi riscontri, sono quattro gli escursionisti rimasti travolti dalla neve: uno ha perso la vita, due sono stati soccorsi in gravi condizioni e una non ha riportato ferite. Sul posto il Soccorso alpino, il personale del 118 e le forze dell’ordine. Sono in corso le ricerche per trovare eventuali dispersi.

VI.G

Studio ICARO: una nuova frontiera per il diabete di tipo 2

Nei primi mesi del 2026 prenderà il via all’Asl di Vercelli lo studio ICARO (Insulin Care Assessment in Real-world Observations), una ricerca innovativa di quality of life che punta a semplificare la terapia insulinica per le persone con diabete mellito di tipo 2 (DMT2) e a valutare l’effettivo miglioramento della qualità di vita.

La novità è rappresentata da una formulazione di insulina basale che si somministra una sola volta alla settimana, anziché ogni giorno. Questo approccio riduce il numero di iniezioni (da circa 365 all’anno a circa 52), semplifica la gestione della terapia e favorisce l’aderenza da parte del paziente, mantenendo un’efficacia paragonabile alle insuline giornaliere e con un rischio di ipoglicemia simile. L’insulina basale settimanale è distribuita in Italia dall’estate 2025, si tratta di un farmaco già autorizzato dall’AIFA, quindi ICARO non sarà una sperimentazione, ma uno studio osservazionale.

La combinazione della somministrazione del farmaco con dispositivi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) consentirà un controllo più stabile e puntuale dei valori glicemici.

ICARO valuterà l’impatto dell’insulina basale settimanale sulla variabilità glicemica, sul compenso metabolico e sulla qualità di vita percepita dai pazienti. In particolare, si analizzerà il parametro “Time in Range” (tempo trascorso con normale concentrazione di glucosio nel sangue), strettamente correlato al benessere del paziente.

Lo studio ha come Centro promotore la struttura di Endocrinologia dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, mentre l’Asl di Vercelli, attraverso la struttura di Diabetologia e Endocrinologia dell’Ospedale S. Andrea, diretta da Roberta Paltro, è stata una tra le prime aziende sanitarie del Piemonte – su un totale di sei coinvolte – ad aderire al progetto, tramite parere favorevole del Comitato Etico di quadrante e della Direzione Tecnica dell’azienda vercellese composta dal personale della Direzione medica di presidio, della Farmacia ospedaliera, della Farmaceutica territoriale, oltre che della Qualità.

Lo studio è rivolto esclusivamente a persone adulte con diabete di tipo 2 che non hanno mai utilizzato insulina e che necessitano di iniziare la terapia basale settimanale per la prima volta.

Il reclutamento sarà effettuato dal personale della struttura di Diabetologia ed endocrinologia dell’Asl, che punta a coinvolgere un totale di 10 pazienti: l’arruolamento durerà 12 mesi, mentre ogni paziente sarà seguito per circa 18 settimane (quattro mesi di trattamento più due settimane di monitoraggio iniziale).

Dopo la visita di arruolamento, il paziente indosserà un sensore CGM per due settimane, senza modificare la terapia in corso. Successivamente inizierà la somministrazione di insulina basale settimanale, con dosaggio personalizzato. Durante il percorso, il paziente compilerà un questionario sulla soddisfazione del trattamento e continuerà a utilizzare il sensore per monitorare la glicemia. Al termine, i dati raccolti serviranno a valutare l’efficacia e la sicurezza della terapia.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

Minori e giustizia riparativa, rinnovato il Protocollo d’intesa 

“Apprendo con soddisfazione che la Giunta regionale ha deciso di continuare a investire sulla giustizia riparativa, nel solco della Riforma Cartabia, che si è proposta di disciplinare i percorsi e l’incontro tra autori di reato, persone offese e società civile”. Lo dichiara il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza Giovanni Ravalli all’indomani dell’approvazione della delibera che proroga il Protocollo d’intesa tra la Regione, il Garante, il Centro Giustizia minorile, la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Torino, il Tribunale per i minorenni di Torino e i Comuni di Torino e di Novara per gli interventi di giustizia riparativa e di comunità volti all’inserimento di minori sottoposti a provvedimenti penali.

“La collaborazione interistituzionale rappresentata dai numerosi enti coinvolti nel protocollo – aggiunge – ha portato e continuerà a portare ottimi frutti a favore di molti minori, coinvolgendo vittime e autori di reati in percorsi di riconciliazione e riparazione del danno”.
“Sono convinto – conclude Ravalli – che la giustizia riparativa sia un valido percorso, dal momento che aiuta il minore a prendere maggiore consapevolezza delle proprie azioni illegali, della sofferenza provocata alle vittime e alla comunità. A questo proposito, desidero estendere idealmente un’esortazione a tutti i minori della nostra regione sottoposti a provvedimenti penali: ‘Sii consapevole che tu non sei il tuo errore, sei molto di più. Ora è il momento di rialzarti: se vuoi, puoi ricominciare’”.

Ufficio Stampa CRP

Addio a Renata, la “pasionaria” di Porta Palazzo

È mancata il 31 dicembre 2025 Renata Fop, la “pasionaria” di corso Giulio Cesare, del quartiere Aurora e di Porta Palazzo, o meglio l’apripista dei Comitati di tutta quella zona. Lo “zoccolo duro” di quei Comitati spontanei di quartiere nati attorno agli anni ’90 quando è cominciata l’immigrazione in arrivo dal Nord- Africa e di lì si sono manifestati i primi episodi di delinquenza legati allo spaccio. Renata Fop ha sempre preso molto a cuore negli anni le problematiche del territorio, è sempre stata molto incalzante ed era conosciutissima dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, ed aveva sempre la battuta pronta. Il suo Comitato si chiamava “Comitato Spontaneo San Gioacchino” ed abitando all’inizio di corso Giulio Cesare si era ritrovata con tutte queste problematiche sotto casa. “Renata è stata una veterana dei Comitati ed io l’ho conosciuta – ci racconta la compagna di tante battaglie Adriana Romeo – prima degli anni 2000 quando lei era già una “combattente” perché si occupava da tempo di sicurezza. Era una donna molto schietta, diretta… Dal 2003 sino al 2009 abbiamo collaborato insieme a tanti altri Comitati di Porta Palazzo ed abbiamo sempre fatto fronte comune. Ricordo che una di quelle cause che aveva molto a cuore era la riqualificazione dell’area sferrata del Ponte Mosca dove una ventina di anni fa era nata l’idea di fare un polo multifunzionale e lei si era battuta molto ma poi il progetto naufragò.” Nella foto: Renata Fop e Adriana Romeo a Ponte Mosca durante un sit-in per contestare la decisione del Comune che intendeva collocare lì il mercato di libero scambio.

IGINO MACAGNO

Truffa del “finto maresciallo”: arrestata 36enne con Rolex da 15mila euro

Il copione è quello del “finto maresciallo”, ma questa volta la vicenda si è conclusa con l’arresto. Una donna di 36 anni è finita in manette a Chieri con l’accusa di truffa aggravata, dopo aver tentato di sottrarre a due anziani coniugi un bottino che includeva un Rolex da 15mila euro.

Prima la telefonata, la donna contatta la vittima fingendosi un maresciallo: riferisce che il marito è in caserma perché la sua auto sarebbe stata usata per una rapina in gioielleria. Chiede quindi di raggruppare i gioielli di famiglia per un “perito” che passerà a breve nell’abitazione per verificare se tra quelli ci sia della refurtiva.

Poi la truffa. Si presenta alla porta dell’anziana, che le consegna tutto, tra cui un Rolex da 15mila euro.

Infine l’arresto. Gli agenti della Squadra Mobile, già sulle tracce della sospettata, intervengono tempestivamente bloccando la donna e recuperando l’intera refurtiva, subito restituita alla proprietaria. Il giudice ha convalidato l’arresto su richiesta della Procura di Torino, mentre proseguono le indagini per identificare eventuali complici.

VI.G

Crans Montana, elicottero dal Piemonte porta ferito in Lombardia

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Il Piemonte da’ il suo aiuto alla Svizzera trasferendo un ferito di Crans Montana in Lombardia. Azienda Zero ha risposto a una richiesta della Creli (Consolle regionale elisoccorso della Lombardia) per il trasporto di un paziente. Ieri un elicottero è decollato da Borgosesia (Vercelli) alle 16:05 ed è atterrato a Sion alle 16:25 dove ha prelevato il ferito che ha poi trasferito in ospedale in Lombardia.