“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime vivo compiacimento e profondo apprezzamento per l’eccellente operazione condotta nel Pinerolese dai Carabinieri della Stazione di Cumiana e della Sezione Operativa della Compagnia di Pinerolo, che ha portato allo smantellamento di un’imponente piantagione di marijuana e all’arresto di cinque persone. L’attività investigativa, avviata grazie all’intuito e allo spiccato senso del dovere di due militari liberi dal servizio, dimostra ancora una volta come l’attenzione costante dei Carabinieri sul territorio rappresenti un presidio fondamentale di legalità e sicurezza per la collettività. L’intervento ha consentito di sequestrare quattro serre contenenti circa 1.600 piante in fase di essiccazione, per un peso complessivo superiore a 700 chilogrammi, oltre a 15 chilogrammi di infiorescenze già confezionate, sofisticate attrezzature destinate alla coltivazione e una carabina calibro .357 Magnum risultata rubata. Si tratta di un risultato di particolare rilievo, che infligge un duro colpo ai circuiti criminali legati alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un’operazione ancora più significativa se si considera che la marijuana sequestrata sarebbe stata verosimilmente destinata soprattutto al mercato giovanile. Ai colleghi della Stazione di Cumiana e della Sezione Operativa della Compagnia di Pinerolo va il nostro più sincero plauso per la professionalità, la capacità investigativa e il senso dello Stato dimostrati. Il loro operato conferma il valore insostituibile della presenza dell’Arma sul territorio e l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini in uniforme nella tutela dei cittadini e nel contrasto alla criminalità”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).
Un uomo. Roberto Mignone, l’anima torinese dell’UNHCR
«Cosa significa essere un uomo?»
«Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell’umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata ‘Se’. E per te cos’è un uomo?»
«Direi che un uomo è ciò che sei tu».
E’ morta Caterina Bottari Lattes
Con commozione e cordoglio la Fondazione Bottari Lattes dà annuncio della scomparsa della sua presidente Caterina Bottari Lattes, mancata il 2 agosto 2026. Chi l’ha conosciuta, ricorderà sempre il suo incessante impegno verso la diffusione della cultura e dell’arte, che dal 2009 Caterina ha declinato attraverso le attività della Fondazione dedicata al marito Mario Lattes. Dal sogno di Caterina di ampliare la conoscenza dell’artista ed editore con cui condivise trent’anni della sua vita, è nata un’avventura culturale che ha avuto insperate ramificazioni e frutti artisticamente rilevanti. Per quasi vent’anni la sede stessa della Fondazione è stata un crocevia di bellezza che ha ospitato mostre d’arte ed esposizioni di fotografia. Ha inoltre proposto grandi artisti, italiani e internazionali, già noti al grande pubblico o da riscoprire, facendo propria l’attività di promozione culturale intrapresa da Mario Lattes. Carlo Levi, Italo Cremona, Carol Rama, Amedeo Modigliani, sono solo alcuni tra gli autori esposti in occasione delle esposizioni temporanee. Attraverso la letteratura, a cui ha riservato un’attenzione particolare, Caterina ha voluto valorizzare il patrimonio locale mantenendo una vocazione internazionale, ospitando nell’albese scrittori italiani e stranieri di rilievo mondiale, attraverso il Premio Lattes Grinzane. Tra questi Haruki Murakami, Jonathan Safran Foer, Margaret Atwood, Ian McEwan, Amos Oz, Maaza Mengiste, Martin Amis; oltre agli italiani Nicola Lagioia, Alessandro Baricco, Claudio Magris. La sua visione, volta a favorire in ogni occasione la vicinanza tra i giovani e la cultura, ha guidato la maggior parte delle iniziative intraprese dalla Fondazione: da Vivolibro, rassegna dedicata ai più piccoli, passando per le giurie scolastiche protagoniste del Premio Lattes Grinzane, fino a farsi sostenitrice del Premio Traduzione Poetica istituito dall’Università di Torino. Così la ricordano i suoi nipoti: “Caterina Bottari Lattes se n’è andata serenamente dopo una vita di tempeste e di avventure, per nessuna delle quali ha mai ritenuto fosse troppo tardi. La morte l’ha trovata viva e battagliera. Dopo una certa età, non ha più fatto la brava. A ciò dobbiamo la sua tangibile e condivisa eredità culturale”. Il suo esempio e la sua eredità intellettuale saranno sempre la guida per la Fondazione per gli anni che verranno. Dettagli sulla commemorazione verranno forniti tramite il sito fondazionebottarilattes.it.
Fondazione Bottari Lattes
È la prima applicazione della legge approvata a giugno. Cirio, Gabusi e Marnati: «Più autonomia significa risposte più rapide ai territori. Uno strumento che consente alla Regione di agire con maggiore tempestività ed efficacia»
La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale per far fronte alla crisi idrica e agli incendi boschivi che nelle ultime settimane stanno mettendo sotto pressione diverse aree del territorio.
È la prima volta che viene applicata la nuova legge regionale approvata lo scorso 11 giugno, con la quale il Piemonte ha recepito le norme del Codice della Protezione civile che attribuiscono alle Regioni la possibilità di proclamare autonomamente lo stato di emergenza quando la gravità degli eventi richiede interventi straordinari e non può essere affrontata con gli strumenti ordinari.
«Questa è la dimostrazione concreta di quanto fosse importante dotare il Piemonte di uno strumento che consenta di intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza – hanno detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati –. Fino a poco tempo fa una situazione come questa avrebbe richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse. Oggi invece possiamo attivare subito il coordinamento regionale, predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno».
Il presidente e gli assessori hanno aggiunto che «l’autonomia non è un principio astratto. Significa mettere le istituzioni nelle condizioni di decidere più rapidamente e di dare risposte più efficaci ai cittadini. La nuova normativa nazionale ha riconosciuto alle Regioni maggiori strumenti di intervento e il Piemonte ha scelto di recepire immediatamente questa opportunità attraverso una legge che oggi dimostra tutta la sua utilità».
Con la dichiarazione dello stato di emergenza la Regione potrà adottare più rapidamente le ordinanze necessarie, attivare le misure straordinarie di Protezione civile e avviare le procedure per utilizzare le risorse disponibili a sostegno degli interventi e dei territori interessati dall’emergenza.
Da lunedì 3 agosto il via al trasloco definitivo dei volumi dalla Biblioteca Civica Centrale alla nuova sede che aprirà entro la fine dell’anno a Torino Esposizioni.
Sabato 1⁰ agosto ha chiuso, infatti, definitivamente i battenti la Biblioteca Civica Centrale, che aveva rappresentato un secolo e mezzo di storia di Torino.
LA STORIA
Venne inaugurata il 22 febbraio 1869 e voluta da Giuseppe Pomba, editore dal 1815 al 1850 e consigliere comunale dal 1848 alla morte, avvenuta nel 1876. L’edificio della Biblioteca Civica sarebbe stato distrutto dalle bombe degli aerei anglo-americani tra il 7 e l’ 8 agosto del ’43. I libri superstiti, prima ricoverati in casse nelle cantine dell’edificio, furono poi messi a disposizione nelle sezione ottocentesca di Palazzo Carignano, nel Salone del Parlamento italiano.
L’assessora comunale alla Cultura Rosanna Purchia in Commissione, mesi fa, aveva dichiarato che “i lavori procedevano nei tempi previsti, considerato l’arrivo per l’occasione del presidente della Repubblica Mattarella. Sarà una grande biblioteca che si candida a diventare il centro culturale più importante d’Italia” (CittAgorà).
IL FUTURO
La nuova Biblioteca Civica avrà due accessi, uno su corso Massimo d’Azeglio e l’altro dal Parco del Valentino. Si svilupperà su una superficie di circa 24 mila metri quadrati, destinata a ospitare ampie sale per la lettura, lo studio e la consultazione, con mille posti a sedere e altri cinquecento spazi informali pensati per la permanenza e il lavoro individuale o di gruppo.
Il patrimonio consultabile a scaffale aperto comprenderà circa 150 mila volumi e documenti. Il progetto prevede inoltre aree dedicate ai bambini e agli studenti, sezioni riservate alla cultura digitale, laboratori, spazi per attività culturali e luoghi di aggregazione. A completare l’offerta saranno una sala conferenze e una caffetteria con bookshop, rafforzando il ruolo della biblioteca come punto di riferimento culturale e civico per la città.
La scelta di insediare la nuova struttura all’interno di Torino Esposizioni, storico complesso progettato negli anni Trenta da Pier Luigi Nervi ed Ettore Sottsass senior, risponde alla volontà di restituire nuova vita a uno degli edifici simbolo della Torino del Novecento, trasformandolo in un moderno polo culturale aperto e facilmente accessibile. L’intervento nasce anche dalla necessità di sostituire l’attuale sede di via della Cittadella, ormai non più adeguata alle esigenze di una grande biblioteca pubblica metropolitana.
Mara Martellotta
Addio Haiku, il primo panda rosso di Zoom
PIÙ VECCHIO DI LUI SOLO UN ALTRO ESEMPLARE IN ITALIA
È stato il primo panda rosso ospitato a Zoom Torino nel 2015, padre dell’ultimo piccolo nato al bioparco. Più vecchio di lui in Italia solo un altro esemplare, che lo precedeva di appena un mese: Haiku se n’è andato la scorsa settimana all’età di 12 anni per complicanze dovute all’anzianità e ha lasciato la sua compagna Suki. È stato un esemplare prezioso non solo per la conservazione di una specie che ha perso la metà della sua popolazione selvatica nel giro di 20 anni, classificata “in pericolo” di estinzione dalla Lista Rossa IUCN. Ma anche indimenticabile per il team del Bioparco Zoom, che lo ricorda come un animale molto paziente, dal carattere mite. Tranne con i muntjak, suoi coinquilini, ai quali non ha mai consentito di avvicinarsi troppo.
“Haiku – spiega Irene Carnovale, curatrice del Bioparco Zoom Torino – ha avuto tre compagne nella sua vita. Dall’unione con Suki, che ha condiviso con lui gli ultimi 4 anni, è nato Tashi. Haiku è stato un ottimo padre, ha lasciato che mamma e cucciolo mantenessero il loro rapporto esclusivo all’interno del nido per i primi mesi di vita. Poi, quando Suki ha iniziato ad accompagnare Tashi nelle prime esplorazioni, lui ha mostrato interesse e curiosità verso il piccolo, avvicinandosi tanto quanto gli permetteva Suki. E comunque, tra i tre, era sempre Haiku a svegliarsi prima per esplorare e pattugliare l’habitat, tenendo sempre il controllo del territorio”. Haiku è stato anche protagonista di diversi studi scientifici sull’osservazione comportamentale, tra i quali quello sulla preferenza manuale – o meglio, di zampa – in questa specie. Svolto da Openature Foundation in collaborazione con l’Università di Torino, la ricerca ha dimostrato che Haiku – contrariamente alla femmina – impiegava la zampa sinistra solo per discendere dagli alberi. Una preferenza controllata dall’emisfero destro del cervello e probabilmente associata all’esplorazione visuo-spaziale, che gli permetteva una valutazione migliore dell’ambiente circostante mentre scendeva dagli alberi.
Si tratta infatti di una specie prevalentemente arboricola, che sopravvive nelle foreste temperate dell’Himalaya, tra Nepal e Cina. Anche grazie alla presenza di Haiku, il Bioparco Zoom Torino e la sua Openature Foundation hanno contribuito ai traguardi in natura del Red Panda Network, che è riuscita nel ripristino di 717 ettari di habitat forestale attraverso l’acquisto e la rinaturalizzazione di terreni privati, nei distretti di Panchthar, Ilam e Taplejung nel Nepal orientale. Una speranza di sopravvivenza per il panda rosso, per la quale Haiku ha fatto davvero la differenza.
Ha forzato la serratura di una nota valigeria di piazza Carlo Felice durante la pausa pomeridiana di chiusura, ha afferrato una valigia e tre borselli ed è fuggito a piedi. La sua corsa, però, è durata pochi minuti: un passante, richiamato dalle grida d’aiuto, lo ha inseguito fino a via Sacchi, dove è intervenuta la Polizia di Stato.
Protagonista della vicenda un italiano di 58 anni, arrestato dagli agenti del Commissariato San Secondo con l’accusa di tentata rapina impropria. L’uomo è stato inoltre denunciato per il possesso ingiustificato di una chiave alterata.
L’allarme è scattato con una chiamata al Numero unico di emergenza 112, che segnalava un inseguimento in corso nei pressi della stazione di Torino Porta Nuova. Secondo quanto ricostruito, il cittadino che aveva rincorso il ladro è riuscito a raggiungerlo all’angolo tra corso Vittorio Emanuele II e via Sacchi. Per sottrarsi alla cattura e tenere con sé la refurtiva, il 58enne lo avrebbe colpito con uno schiaffo e un pugno al volto, spingendolo poi a terra.
Poco dopo avrebbe tentato di salire su un autobus di linea per far perdere le proprie tracce, ma è stato bloccato dagli agenti, arrivati nel frattempo sul posto.
Durante la perquisizione i poliziotti hanno recuperato la merce appena rubata: una valigia e tre borselli ancora muniti delle etichette di vendita, per un valore complessivo di circa 418 euro. Gli accertamenti hanno confermato che gli articoli erano stati sottratti poco prima dall’esercizio commerciale di piazza Carlo Felice, dopo che era stata forzata la serratura del negozio.
La refurtiva è stata restituita al titolare dell’attività. L’uomo è stato invece accompagnato nel carcere “Lorusso e Cutugno” su disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Momenti di paura nella giornata di domenica in via Mercadante, a Torino, dove un incendio divampato in un appartamento al quinto piano di uno stabile ha richiesto l’intervento dei soccorritori. L’edificio, composto da sette piani e situato all’interno di un cortile, è stato completamente evacuato per consentire le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza.
Le fiamme sarebbero state innescate dall’esplosione di una bombola di gas presente nella cucina dell’alloggio. L’esatta dinamica dell’accaduto è comunque al vaglio delle autorità.
Il bilancio più grave riguarda due occupanti dell’appartamento: un ragazzo di 19 anni e il padre di 45, entrambi rimasti ustionati. I sanitari del 118 li hanno trasportati in codice rosso rispettivamente all’ospedale CTO e all’ospedale Giovanni Bosco.
Altri quattro residenti hanno riportato lievi intossicazioni dovute al fumo e sono stati assistiti in codice verde. Complessivamente il personale del 118 di Azienda Zero ha prestato soccorso a otto persone.
Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per domare il rogo e verificare la sicurezza dell’edificio, insieme ai carabinieri e a diverse ambulanze del servizio di emergenza. Sono in corso gli accertamenti per stabilire con precisione le cause dell’incendio.
Si concluderanno nella mattinata di lunedì 3 agosto i lavori di riasfaltatura in corso Moncalieri, mentre già dal pomeriggio della stessa giornata prenderà il via il nuovo intervento di rifacimento della pavimentazione stradale in corso Unità d’Italia, nell’ambito del piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”.
Quello di corso Unità d’Italia è uno dei cantieri previsti per il mese di agosto, periodo in cui saranno realizzati una decina di interventi distribuiti in diverse aree della città. Il periodo estivo, caratterizzato generalmente da una riduzione dei flussi di traffico, rappresenta una fase favorevole per la programmazione delle lavorazioni, con l’obiettivo di limitare per quanto possibile l’impatto sulla mobilità cittadina.
Così, al termine delle lavorazioni in corso Moncalieri, la stessa impresa esecutrice trasferirà mezzi e attrezzature nel cantiere di corso Unità d’Italia, dove le attività prenderanno avvio nel pomeriggio di lunedì 3 agosto.
La prima fase interesserà la carreggiata lato est di corso Unità d’Italia, a partire dalla rotatoria Maroncelli in direzione centro città, con un progressivo restringimento della carreggiata fino a una sola corsia in corrispondenza di viale Maestri del Lavoro.
Successivamente gli interventi si sposteranno sulla carreggiata lato ovest, nel tratto compreso tra Casa UGI e la direttrice verso Moncalieri, con un progressivo restringimento della carreggiata fino a una sola corsia oltre la confluenza del sottopasso.
L’avvio e lo svolgimento delle lavorazioni saranno segnalati sul posto con apposita segnaletica di preavviso, predisposta per informare gli utenti della strada e consentire loro di programmare i propri spostamenti. Salvo imprevisti, il completamento degli interventi su corso Unità d’Italia è previsto entro il 14 agosto.
Il piano straordinario “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, sostenuto da Fondazione CRT con un investimento complessivo di 32 milioni di euro, prevede oltre 140 cantieri distribuiti sull’intero territorio cittadino. Gli interventi puntano a migliorare la sicurezza, la qualità e la durabilità della rete stradale, programmando le lavorazioni nei periodi dell’anno in cui l’impatto sulla mobilità può essere ridotto.
Tra gli altri interventi già in corso, proseguiranno anche nella prossima settimana quelli che interessano l’asse di corso Racconigi e l’area della rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, nel quartiere Cenisia.
Dopo l’avvio delle lavorazioni sulla rotatoria questa settimana, nel pomeriggio di lunedì 3 agosto inizierà la riasfaltatura della carreggiata est di corso Racconigi, nel tratto compreso tra via Vigone e corso Vittorio Emanuele II. Le operazioni saranno effettuate nelle sole ore pomeridiane per contenere l’impatto sulla viabilità.
Per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, oltre al tratto interessato dalla riasfaltatura resteranno chiusi la rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, il tratto di corso Racconigi in carreggiata ovest tra via Bardonecchia e via Prali e il tratto di via Frejus compreso tra via Revello e via Prali. Agli automobilisti si raccomanda di prestare attenzione alla segnaletica di cantiere e, ove possibile, di scegliere percorsi alternativi, soprattutto nelle ore di maggiore traffico.
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Incidente mortale: vittima una 22enne
Il conducente dell’auto ha perso il controllo del mezzo per cause da accertare. Ha perso la vita una giovane di 22 anni residente a Nichelino, a seguito dell’incidente stradale avvenuto a Bagnolo Piemonte, in provincia di Cuneo. La ragazza viaggiava su una Renault Clio, assieme ad altri tre giovani. Sono intervenuti i soccorsi e i carabinieri.