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Oltre un quintale di carne e pesce mal conservati in macelleria

Ieri sera, nell’ambito dei controlli programmati sulle attività commerciali di Corso Regina Margherita, gli agenti della Polizia Municipale del Comando di Porta Palazzo, hanno effettuato un’ispezione all’interno di una macelleria nella quale hanno accertato grandi quantitativi di generi alimentari in cattivo stato di conservazione.

I ‘civich’ hanno posto sotto sequestro giudiziario 134 kg di carne e 8 kg di pesce surgelato.

Il titolare dell’attività, un cittadino di nazionalità cinese, è stato indagato in stato di libertà per vendita di alimenti mal conservati ai sensi dell’articolo 5 lett. B L ex 283 del 1962.

Schiamazzi e bivacco libero ai giardini Madre Teresa

“È inaccettabile che da anni gli antagonisti nel territorio di Aurora facciano tutto ciò che vogliono. Ai Giardini Madre Teresa gran Festa durata dal pomeriggio a notte: mangiavano bevevano, sentivano musica, con tanto di tavoli.

Ancora una volta un luogo destinato a famiglie e bambini è deturpato e violato” Sono le parole di Patrizia Alessi, capogruppo di Fratelli d’Italia in circoscrizione 7. “Mi chiedo perché per loro non si applica neppure il Decreto n. 68 del Presidente Cirio dove tra l’altro vieta gli assembramenti il luogo pubblico. È ora di dire basta a questa tolleranza”. “Non si possono tollerare simili atteggiamenti, in barba alla tranquillità dei residenti, costretti a subire le scorribande di questi soggetti, incuranti delle più elementari regole di civiltà e convivenza sociale per non parlare dello spaccio e consumo di alcolici senza freni, persino dei cori contro la Tav e la polizia, in piena notte”.
Dello stesso avviso la parlamentare Augusta Montaruli che rincara: “non si contano le interrogazioni di Fratelli d’Italia al Ministero dell’Interno e le richieste di intervento rigoroso nella zona. E’ avvilente vedere chi sta nell’illegalità dettare l’agenda di un quartiere che merita sicurezza e riqualificazioni non di essere trattato come il giardino privato dell’anarchia che continua in un’opera inaccettabile di controllo del territorio davanti al quale lo Stato non può cedere”.

Appendino a Roma con le mamme della Thyssenkrupp

Chiedono che ci sia una revisione del processo e delle pene.

“Ce lo devono: a noi e soprattutto ai nostri ragazzi”. Le mamme delle sette vittime del rogo della Thyssenkrupp, annunciano la richiesta che faranno oggi a Palazzo Chigi nell’incontro con il premier Conte e il ministro della Giustizia Bonafede. L’incontro con il governo è stato chiesto dai familiari quando la scorsa settimana i manager tedeschi Harold Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in Italia, hanno invece ottenuto la semilibertà in Germania prima di entrare in carcere. A Roma partecipa anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Ceste di cibo per i nuovi poveri

Ceste per raccogliere e distribuire  cibo destinato a chi è diventato povero a seguito della pandemia di Coronavirus saranno collocate (una cinquantina sono già state messe) in vari  punti delle città e dei paesi.

L’iniziativa è del Comitato Popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni Stefano Rodotà e di Slow Food Italia.  Il progetto nasce non come assistenza caritatevole, ma come opera di solidarietà alla pari, di sensibilizzazione verso il ruolo che i beni comuni come il cibo, dicono i promotori “rivestono nella costruzione di una nuova prospettiva sociale, politica ed economica”.

Ema Stokholma denuncia: “Filmata sotto la gonna”

Ema Stokholma, la  dj che ha partecipato al San Giovanni virtuale di ieri, denuncia un caso di molestie avvenuto  durante lo show per la festa alla Mole Antonelliana

Dice la dj: “Un cellulare appoggiato con la fotocamera rivolta verso di me mi stava riprendendo da sotto verso su, mi stava riprendendo le parti intime. Sono sconvolta, prendo il telefono e guardo il video e vedo che ci sono davvero dieci minuti di video sotto la mia gonna. Poi guardo altri video e c’era quello di una ragazza che saliva le scale con i jeans”. L’autore del video è stato indagato, comunica  la sindaca Chiara Appendino, che commenta: “un fatto gravissimo, non ci sono parole per descrivere la rabbia e il disgusto. Solo pochi giorni fa  avevo parlato della necessità di rompere il silenzio davanti a ogni violenza nei confronti delle donne”.

Rifiuti in corso Brescia: “situazione inaccettabile”

Riceviamo e pubblichiamo /  Questa mattina in corso Brescia nel tratto Aosta Giulio Cesare la situazione era come dimostrano le foto.
Se fosse un caso eccezionale pazienza, ma è così da anni quasi ogni giorno. Non è solo colpa di Amiat ma dall’assenza di progettazione su questo territorio da parte dell’Amministrazione della Città, piddina per 25 anni e grillina da 4. Ci vuole il censimento delle case e tanto altro. Inaccettabile che si possano vedere foto simili quasi ogni giorno.

Patrizia Alessi

Capogruppo FdI Circoscrizione 7

Rapinato al Valentino davanti a moglie e figli

Camminava nel Parco del Valentino con la moglie e i due figli minori, quando due extracomunitari si sono avvicinati con la scusa di una sigaretta. 

Sono seguite subito minacce verbali di morte e uno dei due ha poi estratto un coltello per farsi consegnare il telefono cellulare.

Un 29enne di origini marocchine, ma residente da tempoa Torino,  ha tentato invano di reagire, ma è stato colpito prima con un pugno e dopo con un ramo d’albero. Le urla dei familiari hanno messo in fuga i rapinatori.

Nella circostanza una gazzella di carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino, in transito nella zona, avvertita da alcuni passanti della rapina, ha immediatamente soccorso la vittima che ha fornito una descrizione dettagliata dei fuggitivi.

Sono così scattate le ricerche con l’ausilio di altre pattuglie dell’Arma, che hanno consentito in pochissimo tempo di bloccare in via Bidone i due rapinatori, di nazionalità marocchina, di 29 e 39 anni. Il coltello utilizzato per commettere il reato è stato rinvenuto nella tasca di uno degli arrestati e conseguentemente sequestrato. Il telefono rubato non è stato ancora recuperato perché i fuggitivi se ne sono sbarazzati prima di essere bloccati dai carabinieri.

Distanziamento su treni e bus? Con la mascherina forse no

Si lavora per lo stop al distanziamento sui bus e treni, se i passeggeri indossano la mascherina. È questa la richiesta che il Piemonte intende fare al Governo, ribadita  dall’assessore regionale Marco Gabusi rispondendo all’interrogazione di Domenico Rossi (Pd) sulla gestione del trasporto pubblico locale in Piemonte in vista del ritorno alla normalità post Coronavirus a partire dal ritorno delle ferie estive.

“Il tavolo predisposto è al lavoro per cercare di capire che cosa potrà accadere a settembre e in autunno. La speranza è che si decida di togliere l’obbligo di distanziamento anche sui bus e treni, così come fatto con i ristoranti dove sono stati ridotti i metri di distanza per i clienti. Naturalmente tutto dipenderà dall’andamento dei contagi. Rispetto allo scorso 4 maggio, siamo in una fase diversa: la metropolitana di Torino è al 45% di passeggeri, la ferrovia al 35-40%. Abbiamo già chiesto al Governo di eliminare il distanziamento a bordo perché pensiamo bastino le mascherine” ha detto Gabusi.

Per elaborare il piano di ritorno alla normalità di settembre, legato alle ripartenze del mondo scolastico e industriale, la Regione e l’Agenzia della mobilità piemontese hanno inviato in questi giorni una prima tranche di questionari ad aziende, associazioni di categorie e istituti scolastici.

L’obiettivo, come ha concluso l’esponente della Giunta, è elaborare un sistema di trasporto che risponda  alle esigenze degli enti ed utenti. A tal scopo sono anche stati aperti tavoli interdisciplinari.

Nel corso delle interrogazioni e interpellanze è stata fornita risposta anche agli atti ispettivi dei consiglieri Sean Sacco (M5s) sui servizi di Amag Mobilità nell’Alessandrino; e Alberto Avetta (Pd) sui disagi sulla linea ferroviaria Torino-Ivrea-Aosta, sulla crisi occupazionale alla LivaNova di Saluggia (Vc), sulla riattivazione dei tirocini e sul Piano Bul per ottenere la massima copertura della banda ultralarga.

Lesione non individuata: due radiologi verso il processo per la morte della donna di piazza San Carlo

La  microfrattura all’altezza della cervicale non è  stata individuata dai medici.

E la conseguenza sarebbe la morte di Marisa Amato, la 64 enne schiacciata dalla folla in piazza San Carlo, il  3 giugno 2017, morta  diciannove mesi dopo. Sono due i radiologi che rischiano il processo con l’accusa di omicidio colposo. Secondo la Procura, la mancata diagnosi della microfrattura avrebbe provocato la paralisi della donna e successivamente  la morte  il 25 gennaio  2019.

Mascherine donate al Ferrante Aporti

Nella giornata del 23 Giugno alcuni volontari CRIVOP ITALIA ODV consegnano e donano al Comandante dell’Istituto Penitenziario Minorile Ferrante Aporti di Torino 500 mascherine chirurgiche monouso.

Il progetto si riferisce alla donazione di circa 10000 mascherine chirurgiche monouso donate agli Istituti Penitenziari tramite il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta

La CRIVOP ITALIA ODV Organizzazione di Volontariato Penitenziario, è stata costituita a Messina da Michele Recupero il 1 dicembre 2008. Negli anni ha acquisito professionalità nelle attività di volontariato, grazie anche ai Corsi Base di Formazione Penitenziaria che il fondatore ha tenuto dal 2012 in diverse città d’Italia. L’Organizzazione CRIVOP ha portato sostegno morale e materiale a centinaia di detenuti e internati di vari istituti penitenziari nel territorio italiano, a molti ristretti sottoposti alla detenzione domiciliare ed a tante famiglie di detenuti, favorendo la riabilitazione e il reinserimento nella società attraverso un percorso di cambiamento, umano e relazionale.
https://www.crivop.it/