Anarchico, ecoterrorista sovversivo, percepisce il reddito di cittadinanza. Si tratta di un quarantasettenne torinese arrestato dalla Digos di Milano con l’accusa di essere legato alle Its, la rete di cellule terroristiche autrici di una catena di attentati in America Latina, negli Stati Uniti e in Paesi europei. L’uomo aveva aperto uno spazio web su Altervista e, attraverso una “virtual machine’, consentiva a quattro soggetti in Brasile, Cile, Argentina e Messico di agire come master, divulgando documenti e rivendicazioni in attesa di agire.
Profughi ucraini, in Piemonte sono più di 5400
Sono 5.414 i profughi ucraini accolti attualmente in Piemonte, fotografia di una situazione dinamica che vede affiancarsi al flusso di persone in arrivo sul territorio regionale quelle che, dopo un momento di prima accoglienza, proseguono dal Piemonte verso altre destinazioni. Di questi 4.508 sono ospitati presso la rete di accoglienza spontanea familiare o di conoscenti o delle realtà sociali del territorio, 493 nelle strutture individuate dalla Protezione Civile regionale, 413 nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e attraverso il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) sotto il coordinamento delle Prefetture.
A livello territoriale, la quota principale di rifugiati risulta ad oggi in provincia di Novara, dove è insediata la percentuale più alta della comunità ucraina residente già da tempo in Piemonte. In particolare, nel Novarese risultano attualmente ospitate 1.281 persone. 1.102 risultano invece nel territorio del Torinese.
Nel Verbano Cusio Ossola le persone presenti risultano 975, nel Cuneese 738, in provincia di Alessandria 498, nella provincia di Biella 293, nel Vercellese 284 e in provincia di Asti 243.
Tra i profughi arrivati in Piemonte ci sono anche 50 bambini con 15 mamme portati stasera dalla Fondazione AIEF per l’Infanzia e l’adolescenza. La missione è stata supportata da Fondazione Lavazza, Fondazione Magnetto, Banca Patrimoni Sella e Pier Luigi Loropiana. Con il supporto della Protezione civile della Regione saranno accolti presso Cascina Torta a Torino.
La mappa dell’accoglienza è stato uno dei temi oggi nella riunione del Coordinamento regionale per l’emergenza profughi dove è stato fatto anche il punto sulle famiglie piemontesi che hanno manifestato attraverso i canali della Regione Piemonte la disponibilità ad ospitare i profughi ucraini, sono 4.617 in totale (a livello territoriale 3.084 sono nel Torinese, 404 nel Cuneese, 320 nell’Alessandrino, 226 nell’Astigiano, 187 nel Biellese, 154 nel Novarese, 130 nel Vercellese e 112 nel Verbano Cusio Ossola).
Sul fronte sanitario sono stati registrati 2.929 tamponi Covid e sono 814 i rifugiati che hanno ricevuto il vaccino.
AMPLIAMENTO ACCOGLIENZA TERZO SETTORE PER I CAS/SAI
È in pubblicazione l’avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse rivolte ad enti del Terzo settore, ai Centri di servizio per il volontariato, agli enti e alle associazioni iscritte al registro e agli enti religiosi civilmente riconosciuti, per le attività di accoglienza diffusa a beneficio delle persone richiedenti la protezione temporanea. Sono previste forme e modalità per offrire servizi di assistenza e accoglienza attivabili nel limite massimo di 15.000 unità a livello nazionale. È previsto il coinvolgimento dei Comuni alle attività di accoglienza diffusa.
CONTRIBUTO ACCOGLIENZA DIFFUSA
Il Piemonte ha recepito l’ordinanza firmata ieri dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che stabilisce un contributo di sostentamento ai rifugiati ospitati in accoglienza diffusa presso famiglie, amici e conoscenti pari a 300 euro mensili pro capite e un contributo addizionale mensile di 150 euro per ciascun figlio minorenne per la durata massima di tre mesi dall’arrivo in Italia.
CALL CENTER IN UCRAINO
Sono oltre 250 (con un picco di 103 nella sola giornata di lunedì) le chiamate al call center regionale 011.4326700, al quale otto operatori di madrelingua ucraina rispondono dalle 8 alle 20 (dal lunedì al sabato) alle richieste di informazioni e approfondimenti da parte dei profughi e delle famiglie che li accolgono. Il servizio è realizzato grazie alla collaborazione tra Protezione Civile, Consolato Onorario di Ucraina a Torino e la Onlus DanishRefugee Council Italia.
Il bollettino Covid di giovedì 31 marzo
COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 3.255 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari al 9,8% di 33.160 tamponi eseguiti, di cui 29.684 antigenici.
Il totale dei casi positivi diventa 1.054.398, così suddivisi su base provinciale: 91.043 Alessandria, 48.666 Asti, 40.325 Biella, 137.659 Cuneo, 79.576 Novara, 559.197 Torino, 37.428 Vercelli, 38.595 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 5.256 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 16.653 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 22 (-2 rispetto a ieri)
I ricoverati non in terapia intensiva sono598 (-16rispetto a ieri)
Le persone in isolamento domiciliare sono 52.517
I tamponi diagnostici finora processati sono 16.538.289(+ 33.160 rispetto a ieri).
I DECESSI DIVENTANO 13.197
Sono otto, nessuno di oggi, i decessi di persone con diagnosi di Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti).
Il totale diventa 13.197 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.778 Alessandria, 788 Asti, 501 Biella, 1.599 Cuneo, 1.061 Novara, 6.302 Torino, 608 Vercelli, 425 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 135 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
988.064 GUARITI
I pazienti guariti diventano complessivamente 988.064(+2.457 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 84.359 Alessandria, 45.882 Asti, 38.356 Biella, 130.580 Cuneo, 75.879 Novara, 528.186 Torino, 35.146 Vercelli, 36.089 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 4.040 extraregione e 9.547 in fase di definizione.
In allegato la tabella riassuntiva dei dati al 31 marzo 2022.
Nei giorni scorsi, due team composti ciascuno da un Comandante di sezione e tre Ufficiali frequentatori del 199° Corso “Osare” del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, hanno partecipato alla 20ª competizione sul Diritto Internazionale Umanitario, riservata agli Istituti di formazione militari.

La kermesse, indetta dell’International Institute of Humanitarian Law (IIHL) di Sanremo, ha visto la partecipazione dei giovani Sottotenenti, unitamente a colleghi provenienti dalle più prestigiose Accademie Militari di tutto il mondo, tra cui West Point, Sandhurst, Saint-Cyr, oltre agli istituti omologhi di Georgia, Norvegia, Paesi Bassi e Svizzera, per un totale di 65 allievi suddivisi in team e a loro volta riuniti in squadre miste multinazionali, che hanno rappresentato paesi immaginari coinvolti in un’escalation di operazioni militari internazionali.
I frequentatori, valutati da giudici internazionali, hanno fornito consulenza a un “Joint Operations Commander” (JOC), affrontando la realtà di complesse situazioni geopolitiche e sociali (mantenimento della pace, contenimento della violenza bellica, assistenza umanitaria, protezione dei rifugiati, interdizione delle misure di tortura, protezione dell’infanzia e azioni internazionali di soccorso), e allo stesso tempo, conducendo la prevista operazione militare, in conformità con il supporto tattico ed alla luce dei vincoli dettati dal Diritto Internazionale Umanitario.
Di rilievo il terzo posto conquistato dal team misto del Sottotenente Eugenio Pedron.

“La conoscenza del Diritto Internazionale Umanitario è essenziale per i futuri Comandanti dell’Esercito, che devono continuamente adattarsi efficacemente a un contesto globale sempre più eterogeneo. Al militare impegnato in missione è richiesta una preparazione ampia, estesa anche al campo delle scienze politiche, economiche, sociali e giuridiche”. Così ha commentato il Generale di Divisione Mauro D’Ubaldi, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.
E’ stato un Commissario della Polizia Locale fuori servizio ad intervenire e attivare i soccorsi dopo essersi accorto di quanto stava accadendo ieri pomeriggio sotto i portici di via Pietro Micca, dove un uomo armato con una pistola aveva iniziato a minacciare i passanti e le auto in transito.
Nessuno poteva immaginare che si trattasse di un revolver giocattolo, ragione per cui il panico ha travolto le persone che intorno alle 15.00 si sono trovate a transitare davanti ad uno dei caffè storici di Torino, all’altezza di Piazza Solferino. Sono stati veri e propri attimi di paura in cui alcuni passanti si sono gettati a terra, mentre altri si sono dati immediatamente alla fuga, urtando altre persone o attraversando improvvisamente la strada. Alcune auto in transito, per sfuggire alla minaccia della pistola puntata, hanno effettuato manovre repentine e pericolose.
Fortunatamente, grazie all’intervento tempestivo delle pattuglie del Reparto Radiomobile e del Reparto Operativo Speciale attivate direttamente dal Commissario fuori servizio che ha preso anche parte all’operazione in maniera attiva, nessuno si è fatto male e l’uomo è stato immediatamente bloccato e disarmato prima che il panico prendesse il sopravvento.
Si tratta di un trentenne di nazionalità rumena con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio. A suo carico anche diversi arresti e un periodo di detenzione in carcere.
L’uomo, al termine degli accertamenti di rito presso il Comando di via Bologna, è stato indagato a piede libero per il reato di minaccia (art. 612 C.P.) con l’aggravante dell’uso di un arma (art. 339 C.P.), mentre l’arma giocattolo, priva del prescritto tappino rosso, è stata posta sotto sequestro.
Torino, 31 marzo 2022
Michele Chicco
DAL PIEMONTE / Ha prelevato di nascosto le chiavi del bar di Vercelli dove lavora la fidanzata, e con un amico è entrato di notte, ha rubato la cassa ed è fuggito. Ma c’era il sistema di video sorveglianza a filmare i due. I ladruncoli sono giovani, uno minorenne, e sono stati denunciati dalla polizia per furto aggravato in concorso.
Domani al via le manifestazioni di Torino e Pescara, a grandi passi verso lo sciopero del prossimo 8 aprile. Valorizzazione economica e sicurezza sul lavoro i temi caldi di una protesta senza fine.
ROMA 31 marzo – «I nuovi e scabrosi episodi di violenza che si sono consumati, negli ultimi giorni, rispettivamente all’ospedale di Torre del Greco (una infermiera 27enne picchiata a calci e pugni da 4 energumeni) e al Policlinico di Roma, in questo caso addirittura con l’aggressione di ben quattro operatori sanitari, non fanno che acuire il nostro malcontento e ci convincono sempre di più che solo “alzando la voce” e manifestando il nostro profondo dissenso verso una politica che ci ha gettato letteralmente nel dimenticato, possiamo, da una parte, raccontare alla collettività quanto sta accadendo nel nostro “febbricitante” sistema, dall’altra provare a spronare gli esponenti di questo Governo e delle Regioni, a svegliarsi dal torpore che per dare inizio a un nuovo futuro per la sanità italiana».
Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, presenta alla stampa le due nuove manifestazioni di protesta che prenderanno il via domani mattina, 1 aprile, a Torino (ore 10 davanti alla Prefettura) e a Pescara (ore 10 davanti alla sede dell’assessorato alla sanità), e che seguono nell’ordine quanto già avvenuto a Rimini, Ferrara, Genova, Milano, Trento, Palermo, Cagliari e Verona.
Si è così riaperta la calda stagione delle proteste degli infermieri italiani, tremendamente stanchi e vessati da una mancata valorizzazione economica , quella che ci colloca tristemente al terzultimo posto fra le retribuzioni dei sanitari dei Paesi Europei, davanti solo a Grecia ed Estonia.
In un clima di così forte incertezza, dove da settimane si protrae la trattativa per il rinnovo del contratto della sanità, per il quale si attende spasmodicamente il nuovo atto di indirizzo del Comitato di Settore per integrare le nuove risorse, che peraltro potrebbero non bastare alla luce di una inflazione che mette in ginocchio i lavoratori e le loro famiglie, gli infermieri non hanno altra scelta che quella di manifestare legittimamente le proprie istanze, che condurranno allo sciopero già ufficializzato per il prossimo 8 aprile e che con il blocco degli straordinari per ben sei giorni.
«Sicurezza sul lavoro e stabilità economica sono i temi caldi di una protesta che non si placherà finché questo Governo non ci guarderà negli occhi e deciderà finalmente di ascoltarci e di valorizzare la nostra figura professionale, così come meritiamo noi infermieri italiani», ribatte De Palma.
“Area contrattuale autonoma, maggiori risorse per le indennità specifiche degli infermieri e per tutti i professionisti della sanità, reale contrasto al fenomeno della violenza ai danni degli operatori sanitari, assunzioni a tempo indeterminato per rendere adeguate le dotazioni degli organici in sanità e la stabilizzazione del personale precario, rimozione del vincolo di esclusività”: sono questi i motivi chiave di una battaglia che vede ancora una volta gli infermieri, perno della sanità italiana, in prima linea, da Nord a Sud, rivendicare il proprio ruolo e combattere per un futuro della professione degno di tal nome.
La donna ha chiesto aiuto al vicino di casa
Non accettava la fine della loro relazione e per questo vessava la sua ex compagna con continue minacce e appostamenti. L’ultimo episodio è avvenuto domenica pomeriggio quando la donna, seguita sotto casa e minacciata con una bottiglia di vetro, ha chiesto aiuto al vicino, che dopo aver messo al sicuro la donna all’interno dello stabile, ha chiamato il Numero Unico di emergenza.
La condotta dell’uomo non si è placata neanche all’arrivo degli agenti del Commissariato Madonna di Campagna: ha continuato a rivolgere minacce e insulti alla donna e al suo ex marito.
L’uomo è stato così arrestato dagli agenti per il reato di atti persecutori e condotto presso la locale casa circondariale.
Trasporto abusivo di macerie: denunciato
Martedì mattina all’altezza del civico 79 di Lungo Stura Lazio gli agenti del Reparto Sicurezza Stradale Integrata della Polizia Locale, impegnati in un servizio di controllo ordinario di polizia stradale, hanno fermato un autocarro che trasportava rifiuti edili.
Dai controlli effettuati sulla massa del veicolo presso la ‘pesa’ di AMIAT, è emerso che le macerie trasportate, derivanti da un’attività di ristrutturazione edilizia, superavano i limiti di massa consentiti dall’autocarro di ben 640 chilogrammi, corrispondenti ad un eccesso di carico del 18%.
Il conducente, un quarantenne di nazionalità italiana, unitamente al proprietario del veicolo (nonché titolare dell’impresa edile), è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ‘attività di gestione dei rifiuti non autorizzata’ ai sensi degli articoli 212 e 256 del T.U. Ambientale (D.L.vo n. 152/06).
Il veicolo è stato posto sotto sequestro e al conducente è stata anche contestata una sanzione per il sovraccarico del veicolo.
Auto prende fuoco dopo lo scontro
DAL PIEMONTE / Due auto si sono scontrate ieri a Cuneo tra via Bassignano e via Amedeo II vicino allo Sferisterio e il comando provinciale dei carabinieri. Una delle due ha preso fuoco ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Sono rimaste illese le persone coinvolte. Sul posto la polizia locale per effettuare i rilievi.
(foto archivio)