CRONACA- Pagina 1081

Nuovi controlli di polizia in zona Porta Nuova

Continuano i servizi di controllo straordinario del territorio ad alto impatto coordinati dal Commissariato di P.S. Barriera di Nizza e svolti in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza e con l’ausilio di Personale del Compartimento Polizia Ferroviaria, di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte e di unità cinofile.

I controlli che hanno avuto luogo ieri pomeriggio hanno interessato l’area antistante la stazione di Porta Nuova e le aree limitrofe.

Una cittadino straniero è stato denunciato in stato di libertà per la violazione delle norme in materia di immigrazione. Un cittadino italiano, invece, è stato sanzionato amministrativamente per il possesso di modiche quantità di sostanza stupefacente. Altra sostanza stupefacente rinvenuta dalle unità cinofile è stata sequestrata a carico di ignoti. Due contravvenzioni al codice della strada elevate da personale della Polizia Ferroviaria.

Quale futuro per la Cavallerizza?

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La Cavallerizza e’ uno dei simboli di Torino, ma  era da anni  anche uno dei simboli più vistosi  del degrado di ogni genere, di illegalità, di occupazione degli spazi come abitazioni abusive, di commercio non autorizzato, di  allacci luce e gas con il fai da te  più sfacciato, di consumo e  di spaccio  di droghe di ogni tipo. Dopo le proteste di molti cittadini illustri o semplicemente  amanti di una Torino bella, curata ed ordinata, dopo che la giunta Appendino  ne  aveva fatto uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del 2015, con assemblee permanenti di giovani “alternativi”, gli stessi che la occupavano, scese  per  un po’ il silenzio. La Appendino anche qui falli’ clamorosamente. Pochi mesi  fa, viceversa, tramite Urban file, un Ente del Comune, è stato presentato il progetto a firma di un architetto milanese. Non discuto  ne’ il nome, né  le molteplici destinazioni d’uso, ma quello che sorprende me, non addetto ai lavori ma amante del bello, della Torino che fu  e di un certo orgoglio “sabaudo” , è – almeno così mi sembra  – lo stravolgimento totale  della bella architettura barocca del Sei /Settecento insito nel progetto. La Cavallerizza si trova tra l’altro quasi frontale alla sede storica dell’Università,  a pochi passi dalla Prefettura, Palazzo  Reale, Cappella della Sindone, Chiesa di San Lorenzo e Palazzo Madama, tutti simbolo di una dinastia  che aveva creato una bella, austera, elegante, uniforme architettura che tanto piaceva ai viaggiatori dei Grand Tour. Dovrebbero spiegare ai torinesi che vorrebbero la loro città riappropriarsi delle sue caratteristiche di soffusa eleganza come mai si è scelta nel progetto  una mutazione che appare  così violenta rispetto a quello che avrebbe dovuto essere un restauro ed una esaltazione dell’architettura storica della città. Spero di sbagliarmi, ma anche se  autorevoli esperti da me consultati la pensano come me che vedo le cose  prevalentemente da storico.

Sorpreso con la marijuana nel brick del vino rosso

È quasi mezzanotte quando la volante del Commissariato di P.S. Centro percorrendo C.so San Maurizio nota un soggetto africano in bicicletta con in mano un brick di vino.

Il ventottenne maliano alla vista della polizia cerca sin da subito di far perdere le proprie tracce svoltando improvvisamente in via Montebello, ma i poliziotti riescono a fermarlo nei pressi di via Buniva.

Il comportamento dell’uomo, insofferente al controllo svolto dagli agenti, insospettisce ulteriormente gli operatori quando all’ennesima richiesta di consegnare il brick di vino rosso il ventottenne si rifiuta.

Sottoposto a perquisizione personale, vengono rinvenute nelle calze che indossa 2 buste di cellophane trasparente mentre nel brick di vino rosso 18 buste,  per un totale 120 grammi di marijuana, oltre a diverse banconote di piccolo taglio per un totale di 45 euro.

Il ventottenne, che risulta irregolare sul territorio italiano, viene tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio.

Arrestato con più di 100 dosi di crack in casa

Le Volanti dell’UPGSP hanno tratto in arresto un giovane senegalese di 31 anni gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

Sono le 4.30 del mattino quando in c.so Novara direzione piazza Baldissera una Volante del Commissariato di PS Barriera di Milano nota una macchina con due soggetti a bordo viaggiare nel senso opposto di marcia e accelerare l’andatura alla vista degli agenti.

 

Gli agenti, insospettiti da tale comportamento, effettuano un’inversione del senso di marcia e si portano all’inseguimento del veicolo, ma all’intersezione tra corso Novara e corso Giulio Cesare il passeggero scendeva repentinamente dal veicolo.

 

Gli operatori però lo intercettano e lo sottopongono a controllo: nella borsa a tracolla che il trentunenne senegalese porta con se, vengono rinvenute 2 dosi di crack, 270 euro in banconote di piccolo taglio e quattro chiavi riconducibili ad una abitazione.

 

I successivi accertamenti consentono agli operatori di polizia di risalire al domicilio del Senegalese nel quartiere cittadino Barriera di Milano. All’interno dell’alloggio sito al primo piano con ballatoio vengono rinvenute sul mobile della TV della camera da letto 104 dosi di crack, 400 euro e materiale vario atto al confezionamento.

 

Al termine della perquisizione il trentunenne senegalese irregolare sul territorio italiano veniva tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio.

 

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

La Caserma Amione diventerà la nuova Cittadella della PA

Entrano nel vivo le attività per la realizzazione della Cittadella della PA all’interno della Caserma Amione a Torino: un’importante operazione di rigenerazione urbana che, attraverso il recupero e la valorizzazione di edifici pubblici, trasformerà un’area situata in una posizione strategica della città, da sistema chiuso e inaccessibile, a luogo di condivisione aperto al quartiere e dotato di servizi per la cittadinanza e spazi verdi.

Estesa su una superficietotale di circa 28 mila mq, la Caserma Amione sarà oggetto di un articolato intervento che prevede, da un lato, il restauro e recupero della porzione storica sottoposta a vincolo e, dall’altro, la riqualificazione di un’ampia area retrostante sulla quale verranno realizzate nuove costruzioni efficienti ed ecosostenibili, esteticamente in armonia con il contesto e immerse in 16 mila mq destinati al verde.

L’Agenzia del Demanio finanzia interamente l’operazione con un investimento di oltre 210 milioni di euro che permetteranno di trasferire all’interno della struttura militare, 12 amministrazioni pubbliche e circa 1200 dipendenti, raggruppando numerosi uffici attualmente dislocati in immobili in affitto, con un risparmio complessivo di circa 6 milioni di euro l’anno.

C’è tempo fino al 10 di Agosto per partecipare al bando di gara europea, pubblicato oggi dall’Agenzia del Demanio, per l’affidamento della progettazione e altri servizi tecnici per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’intera caserma. L’importo a base di gara delle prestazioni da affidare è pari a oltre 14 milioni di euro. I contenuti del bando di gara tengono conto degli esiti del Concorso di idee per la progettazione, promosso nel 2018 dall’Agenzia del Demanio e dal Comune di Torino, con il supporto della Fondazione per l’Architettura di Torino, al fine di acquisire un progetto di indirizzo strategico per la realizzazione della cittadella amministrativa, per l’assetto urbanistico dell’area circostante e per la successiva variante.

“Il modello della nuova Cittadella della Pa di Torino- ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Piemonte Valle D’Aosta, Sebastiano Caizza– rispecchia in pieno l’idea di Pubblica Amministrazione che l’Agenzia sta portando avanti in altre realtà del Piemonte e su tutto il territorio nazionale: si tratta di un progetto virtuoso che contribuirà a migliorare l’assetto urbanistico di tutta la Città. Attraverso il recupero di immobili sottoutilizzati si potranno generare risparmi per le casse dello Stato e offrire nuovi servizi per i cittadini”

“L’avvio di questo procedimento, che riguarda la trasformazione dell’area della Caserma Amione, -spiega l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni– costituisce una tappa fondamentale del più ampio lavoro tra l’Agenzia del Demanio e la Città per la rigenerazione delle aree di proprietà dello Stato. L’edificio manterrà la sua vocazione pubblica, in un processo di riqualificazione che lavora sul patrimonio edilizio esistente, non consumando nuovo suolo, che verrà valorizzato attraverso una selezione pubblica orientata alla qualità del progetto architettonico”

Nel dettaglio, il progetto prevede la struttura militare diventi uno spazio aperto, con al centro un giardino con alberi ad alto fusto, una piazza a gradoni e vie pedonali. Tutto attorno si svilupperanno

gli uffici e, al piano terra sono previste servizi per la cittadinanza. Le nuove edificazioni non supereranno i quattro piani su via Pilo e i sei su corso Lecce. La facciata dovrà allinearsi con l’edificio art nouveau vincolato dalla Soprintendenza e le pareti saranno prevalentemente in vetro.

L’inserimento del Parco all’interno della nuova Cittadella della Pa, utilizzato come chiave di collegamento con i giardini già presenti all’interno del quartiere Campidoglio, dovrà avere le caratteristiche di un vero e proprio parco.

Considerata la specificità dell’intervento, l’Agenzia del Demanio ha deciso che, insieme al perseguimento dei Criteri Ambientali Minimi obbligatori necessari a garantire, in particolare, la riduzione della pressione ambientale degli interventi sul paesaggio, sulla morfologia, sugli ecosistemi, sul microclima urbano, sulla resilienza dei sistemi urbani rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici e i livelli adeguati di qualità ambientale, verranno adottati anche protocolli volontari di sostenibilità energetico ambientali. In particolare, per quanto riguarda la porzione della caserma vincolata, è stato adottato il Protocollo GBC Historic Building, mentre per le nuove costruzioni il Protocollo LEED® – che certifica le costruzioni ecocompatibili.

Inoltre, in linea con la politica dell’Agenzia, verrà sviluppata una rendicontazione di dettaglio in relazione ai principi specifici ESG individuati.

Al fine di consentire un rapido avvio del processo di realizzazione del Cittadella, gli uffici del Ministero della Difesa, (l’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Torino (U.T.T.) e il Deposito del Museo Storico Nazionale di Artiglieria), attualmente all’interno della caserma Amione, saranno gradualmente trasferiti presso la Caserma Dabormida. L’intervento, nel suo complesso dovrà quindi essere realizzato in due macrofasi, in modo da garantire la continuità delle proprie funzioni amministrative al Ministero della Difesa e al contempo rispettare i tempi di avvio dei lavori per la realizzazione della nuova Cittadella della PA.

Per accedere al bando di gara vai al seguente link:  https://www.agenziademanio.it/it/gare-aste/lavori/gara/Servizi-tecnici-di-progettazione-in-modalita-BIM-per-la-realizzazione-del-Federal-Building-Caserma-Amione-sito-nel-Comune-di-Torino

Per maggiori informazioni sul progetto è disponibile la scheda di approfondimento (.pdf)

Quattro vie per quattro grandi donne

È in programma  venerdì 30 giugno 2023, alle ore 11.00, in strada della Pronda 69 a Torino, la cerimonia di intitolazione delle vie Teresa MatteiLidia MenapaceErnestina Prola e Aida Ribero.

Interverranno: Francesca Troise, presidente della Circoscrizione 3 di Torino, Nino Boeti, presidente Anpi provinciale di Torino (a ricordo di Teresa Mattei e Lidia Menapace), Anna Joannas, consigliera del Comune di Exilles (a ricordo di Ernestina Prola), Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile del concorso letterario nazionale Lingua Madre (a ricordo di Aida Ribero), e Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio Comunale e della Commissione Toponomastica del Comune di Torino.

Teresa Mattei

Genova, 1.02.1921 – Casciana Terme Lari (PI), 12.01.2013

Partigiana, politica e insegnante. A soli venticinque anni, è la più giovane eletta all’Assemblea Costituente. È tra le fondatrici dei Gruppi di difesa della donna e dell’Unione Donne Italiane. Nel 2005 viene insignita dell’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Lidia Menapace

Novara, 3.04.1924 – Bolzano, 7.12.2020

Partigiana, dirigente politica e saggista. Laureata in Letteratura italiana, scrive per Il Manifesto, che contribuisce a fondare. Attivista del movimento pacifista e femminista. Nel 2014 pubblica il libro autobiografico “Io, partigiana. La mia resistenza”. Di sé diceva: «Sono ex tante cose, ma non ex partigiana, perché essere partigiani è una scelta di vita».

Ernestina Prola

Göeschenen (Svizzera), 18.02.1876 – Torino, 29.11.1954

Prima donna torinese, e tra le prime in Italia, a conseguire, nel 1907, la licenza per la conduzione di veicoli a motore. Pioniera dell’automobilismo, ha anche esperienze come pilota sportiva. La passione per i motori e la forte determinazione la portano inoltre a ottenere il brevetto di motorista d’aviazione, rendendola, per la sua epoca, un esempio di emancipazione.

Aida Ribero

Buenos Aires (Argentina), 31.01.1935 – Torino, 22.11.2017

Docente, giornalista e saggista. Protagonista delle maggiori battaglie per i diritti civili, e per i diritti delle donne in particolare. È stata attivista in prima linea nel Coordinamento Giornaliste del Piemonte, nella Casa delle Donne di Torino e nel Gruppo di studio del Concorso Lingua Madre. Concorre a fondare il Coordinamento contro la Violenza e Telefono Rosa di Torino e il Centro Studi e Documentazione sul Pensiero Femminile.

Sopralluogo a Stupinigi della commissione regionale

Sono solo alcune delle azioni previste dal masterplan “Azioni per la valorizzazione e lo sviluppo del Distretto dei Comuni del Protocollo”, condiviso dalla Regione Piemonte e dai comuni di Nichelino, Orbassano, Candiolo, Beinasco, None e Vinovo per la riqualificazione del distretto reale di Stupinigi, dove, questa mattina, i componenti della Commissione cultura hanno effettuato un sopralluogo proprio allo scopo di verificare lo stato attuale degli spazi e incontrare i sindaci dei Comuni interessati.

“Obiettivo di questa serie di misure – ha dichiarato il presidente dell’Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali,  Luigi Chiappero – è quello di realizzare continuità tra tutti gli ambienti a servizio di Stupinigi. Il progetto per il restauro del Parco Storico della Palazzina di Caccia, il ripristino dei cancelli e delle mura perimetrali è gestito dalla Fondazione Ordine Mauriziano: per portarlo a termine ha ottenuto i fondi del Pnrr, circa 2 milioni di euro, attraverso il bando del ministero della Cultura dedicato ai parchi e ai giardini storici, finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi NextGenerationEU. Altri 5 milioni di euro, arriveranno poi da fondi ministeriali per il completamento del percorso museale, per il restauro dell’appartamento Principe di Carignano e per migliorare l’accessibilità agli appartamenti di ponente”.

Il completamento dei restauri sarà a cura della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali che si è resa disponibile ad avviare la progettazione degli interventi e a promuovere una ricerca di fondi per un piano biennale di investimenti.

Al sopralluogo hanno partecipato il presidente della commissione cultura Davide Nicco (Fdi) e i consiglieri Diego Sarno (Pd), Monica Canalis (Pd), Giorgio Bertola (Europa verde), Francesca Frediani (M4O-UP), Sara Zambaia (Lega) e Sarah Disabato (M5S)

Ecco i fondi della Regione per tutelare le vittime di violenza contro le donne (e rieducare gli aggressori)

DAL PIEMONTE PIU’ DI TRE MILIONI DI EURO 

Con tre delibere approvate dalla giunta, su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Caucino, la Regione stanzia 3.129.382 euro, tra risorse statali e regionali, per sostenere Centri Antiviolenza e Case Rifugio, attuare il «Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023» e per rafforzare i Centri per Uomini autori o potenziali autori di violenza di genere. L’esponente della giunta regionale: «Tanto lavoro è stato fatto ma siamo ancora lontani dall’obiettivo e per questo serve lavorare tanto e soprattutto bene, andando nella giusta direzione. Occorre agire in maniera attiva e proattiva, tutelando le vittime e lavorando sui “carnefici”, per minimizzare il rischio di recidive».

Dal Piemonte un impegno concreto contro la violenza sulle donne. Su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Caucino, sono stati stanziati complessivamente, con tre differenti delibere, 3 milioni e 129mila euro (3.129.382 euro, per l’esattezza) fra risorse statali e regionali destinati ad azione per prevenire e tutelare gli episodi che purtroppo, nonostante i grandi sforzi economici e culturali compiuti in questi anni, sono ancora, drammaticamente, all’ordine del giorno.

Il primo provvedimento è l’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti per interventi a favore delle donne vittime di violenza svolti dai Centri Antiviolenza e dalle Case Rifugio e per l’accesso ai finanziamenti per il sostegno alle soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello, che prevede una spesa 1.691.366 euro complessivi.

Si tratta di una misura fondamentale per potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle vittime e ai loro figli attraverso il potenziamento dei Centri antiviolenza e delle Case-rifugio, che operano in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali, tenendo conto delle necessità fondamentali per la protezione delle persone che subiscono violenza.

Dei fondi stanziati da questa delibera, 700mila euro verranno destinati al sostegno e potenziamento delle attività dei Centri Antiviolenza, 465.366 al sostegno delle Case Rifugio autorizzate al funzionamento sul territorio regionale, 220.000 alle Case Rifugio ed ai Centri Antiviolenza esistenti per esigenze straordinarie ed urgenti e di accoglienza in emergenza per le donne sole e con figli vittime di violenza e 200mila all’attivazione e al mantenimento delle soluzioni di accoglienza di secondo livello per le donne sole e con figli vittime di violenza.

La seconda delibera voluta da Caucino sancisce invece l’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti destinati al sostegno di interventi regionali attuativi del «Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023». La spesa complessiva, in questo caso, è di 758mila euro. Fondi indispensabili per realizzare la norma che attribuisce alla Regione la competenza di promuovere e realizzare, in collaborazione con gli enti locali, con gli Enti e i soggetti del privato sociale specifiche iniziative per il monitoraggio, la prevenzione, il contrasto e l’assistenza alle vittime di violenza.

Il piano è strutturato su quattro assi (Prevenzione, Protezione e sostegno, Perseguire e punire, assistenza e Promozione) e si pone l’obiettivo di mettere a sistema gli interventi a favore delle donne, anche minorenni, vittime di violenza in tutte le sue diverse forme, con la previsione di interventi di sostegno alle persone a cui devono essere necessariamente affiancate azioni fondamentali, come il reinserimento lavorativo, l’autonomia abitativa e la formazione, oltre che l’informazione sui temi della promozione della cultura di genere nonché programmi rivolti agli uomini maltrattanti.

Ed è proprio sulla prevenzione e sulla «educazione» o «rieducazione» delle persone violente che verte invece la terza delibera fatta approvare dall’assessore regionale alle Pari Opportunità. Si tratta dell’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti per i Centri per Uomini autori o potenziali autori di violenza di genere, per una spesa complessiva di 680.016 euro.

Il tema, sul quale Caucino insiste da anni, è la necessità, oltre ovviamente alla protezione delle vittime, di lavorare sui «carnefici»,  con interventi mirati al recupero e all’accompagnamento rivolti agli autori di violenza di genere, al fine di limitare che tali comportamenti di ripetano, favorendo l’adozione di comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali.

Da qui la necessità di coinvolgere le reti territoriali dei diversi soggetti istituzionali e del privato sociale che operano per il contrasto alla violenza in tutte le sue sfaccettature, nell’intento di promuovere e sostenere in Piemonte non solo una rete efficace di Centri antiviolenza, ma anche di Centri per uomini autori o potenziali autori di violenza di genere, che attuano interventi di natura psicologica, socio educativa, relazionale, culturale, psicoterapeutica e psichiatrica, realizzati, ovviamente, a condizione che siano prioritariamente garantiti la sicurezza ed il supporto alle vittime.

«La piaga della violenza sulle donne è una realtà con cui purtroppo, nonostante i tanti sforzi fatti in questi anni, dobbiamo ancora fare i conti – spiega Caucino -. Basti pensare che nel 2022 in Italia si sono registrati 319 omicidi di cui 125 con vittime di sesso femminile (circa il 39%)  e che dal 1 gennaio al 28 maggio di quest’anno, in Italia sono stati registrati 129 omicidi e le vittime donne sono 45».

«Al di là delle doverose campagne di comunicazione, finalizzate alla sensibilizzazione su un problema purtroppo ancora poco conosciuto, nella sua gravità – prosegue Caucino – credo che sia compito della Regione agire sia attivamente, con la massima tutela delle donne che hanno subìto violenze e che vanno protette garantendo loro sicurezza, perché il rischio recidiva è altissimo, sia proattivamente, andando a “rieducare” quegli uomini che in parecchi casi usano violenza, spinti dall’ignoranza e dalla mancanza di una cultura del dialogo e della parità di genere».

«Persone – conclude l’assessore regionale alle Pari Opportunità –  figlie di consuetudini fortunatamente ormai superate, educati magari a considerare la donna un oggetto di loro proprietà, che possono essere aiutati a comprendere, attraverso l’ausilio di specialisti qualificati, i loro errori in modo che non si ripetano più. Altrimenti il rischio è di dover fare i conti con donne costrette a vivere di fatto “imprigionate” a scopo protettivo e con uomini che, se non si rendono conto dei loro comportamenti sbagliati, tenderanno a ripeterli, magari con altre donne o anche soltanto perseguitando e rendendo la vita impossibile alle proprie ex compagne o mogli».

Torino Esposizioni, il futuro: nuove prospettive Politecniche

 

Il Dipartimento di Architettura e Design-DAD e il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST del Politecnico di Torino organizzano un convegno per presentare il progetto sul futuro del padiglione 3a di Torino Esposizioni

 

venerdì 30 giugno 2023 dalle ore 10:00

Salone d’Onore – Castello del Valentino – Viale Mattioli 39, Torino

Immaginando l’utilizzo del padiglione 3a di Torino Esposizioni come parte del futuro Campus Valentino del Politecnico, il Dipartimento di Architettura e Design – DAD e il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio – DIST hanno avviato da 6 mesi un percorso condiviso per definirne funzioni e usi: oltre 150 docenti, ricercatori, tecnici, amministrativi hanno costruito una visione per il futuro di questo spazio di oltre 2.500 mq, in collaborazione con il Gruppo Masterplan del Politecnico.

Oltre a essere un nuovo spazio aggregativo e di socialità, il padiglione 3a ospiterà attività laboratoriali a supporto della didattica e della ricerca ma anche eventi e iniziative culturali aperte al pubblico. In questo evento verranno restituiti i risultati di una serie di incontri che hanno raccolto le istanze di colleghe e colleghi dei due Dipartimenti sulla futura natura polifunzionale del padiglione. Viste le molteplici opportunità che lo spazio può offrire non solo per il Politecnico ma anche per il quartiere e per la città, l’evento sarà un’occasione di dialogo con gli attori del territorio, ovvero istituzioni, imprese ed enti del terzo settore.

 

Programma

  • Saluti del Rettore del Politecnico Guido Saracco e dei direttori dei dipartimenti professor Paolo Mellano (DAD) e professor Andrea Bocco (DIST);
  • Presentazione del Laboratorio ToExpo: l’iniziativa e i suoi obiettivi, sintesi del percorso di workshop e dei risultati raccolti;
  • Le prospettive sul Padiglione 3a: ne parlano i rappresentanti dei laboratori di DAD e DIST;
  • Aggiornamento sull’avanzamento del progetto Campus Valentino a cura del gruppo Masterplan di Ateneo;
  • Tavola rotonda con gli attori del territorio moderata dai Direttori Paolo Mellano (DAD) e Andrea Bocco (DIST);

Detenuta si toglie la vita nel carcere di Torino

Una detenuta di 52 anni, che era stata arrestata nel 2019 a Settimo Vittone con l’accusa di tentato omicidio del compagno è stata trovata senza vita nel carcere Lorusso e Cutugno. Secondo gli agenti, quello commesso dalla donna sarebbe un gesto volontario.