Coronavirus- Pagina 98

Come spiegare il coronavirus ai bimbi

“In questi giorni particolari può essere molto difficile per gli adulti spiegare ai più piccoli la nuova realtà che si trovano a vivere con parole chiare, semplici e il più possibile rassicuranti”

Lo sostiene la garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza Ylenia Serra, che si propone di divulgare il decalogo elaborato a livello nazionale per aiutare i genitori a illustrare l’emergenza senza spaventare, a dialogare sui rischi e sui comportamenti da tenere.

Il decalogo fornisce una serie di spunti per affrontare argomenti di stringente attualità: che cosa sia il Coronavirus, perché non sia possibile andare a scuola, far visita ai nonni o frequentare gli amici, perché sia necessario lavare con frequenza le mani o prestare particolare attenzione quando si starnutisce e quale sia il corretto atteggiamento da mantenere nei confronti degli animali domestici e della vita all’aria aperta.

“Usiamo questo periodo – suggerisce la garante – non solo per trascorre più tempo con i figli, ma anche per migliorare qualitativamente le relazioni con loro”.

“Un pensiero particolare – conclude – va ai minori che, a diverso titolo, vivono situazioni difficili e che soffrono più di altri l’attuale emergenza: le istituzioni e i servizi territoriali stanno facendo quanto in loro potere per provvedere alle loro necessità e ai loro bisogni. E un grazie alle istituzioni scolastiche che si stanno impegnando per assicurare la didattica, contribuendo ad assicurare e mantenere una sorta di normalità”.

In Piemonte 35 pazienti guariti, 29 nuove vittime

Il comunicato della Regione Piemonte BOLLETTINO DELLE 19.00 di venerdì 27

TRENTACINQUE PAZIENTI GUARITI

Questa sera, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 38 cosi suddivisi su base provinciale: 19 residenti in provincia di Torino, 3 nell’Alessandrino, 5 nel Cuneese, 5 nell’Astigiano, 3 del Novarese, 1 nel Vercellese, 2 provenienti da fuori regione.

Altri 144 pazienti sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.

VENTINOVE DECESSI

Sono 29 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa sera dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 17 in provincia di Torino, 1 a Vercelli, 2 nell’Alessandrino, 2 nel Cuneese, 1 nel Vco, 1 nell’Astigiano, 5 nel Novarese.

Il totale complessivo è ora di 598 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 135 ad Alessandria, 23 ad Asti, 57 a Biella, 37 a Cuneo, 82 a Novara, 193 a Torino, 26 a Vercelli, 35 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 7.228 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.156 in provincia di Alessandria, 307 in provincia di Asti, 378 in provincia di Biella, 528 in provincia di Cuneo, 609 in provincia di Novara, 3.435 in provincia di Torino, 360 in provincia di Vercelli, 288 nel Verbano-Cusio-Ossola, 65 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 102 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 440

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 20.197, di cui 12.581 risultati negativi.

 

Il comunicato della Regione Piemonte BOLLETTINO DELLE 13.00 di venerdì 27

TRENTACINQUE PAZIENTI GUARITI

Questa mattina, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti è salito a 35, cosi suddivisi su base provinciale: 16 residenti in provincia di Torino, 3 nell’Alessandrino, 5 nel Cuneese, 5 nell’Astigiano, 3 del Novarese, 1 nel Vercellese, 2 provenienti da fuori regione.

VENTIQUATTRO DECESSI

Sono 24 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 6 in provincia di Torino, 2 nell’Alessandrino, 1 nel Cuneese, 1 nel Vco, 3 nell’Astigiano, 1 nel Biellese, 10 nel Novarese.

Il totale complessivo è ora di 569 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 133 ad Alessandria, 22 ad Asti, 57 a Biella, 35 a Cuneo, 77 a Novara, 176 a Torino, 25 a Vercelli, 34 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 7.092 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.106 in provincia di Alessandria, 303 in provincia di Asti, 367 in provincia di Biella, 518 in provincia di Cuneo, 609 in provincia di Novara, 3.361 in provincia di Torino, 358 in provincia di Vercelli, 288 nel Verbano-Cusio-Ossola, 66 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 116 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 431.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 19.705, di cui 12.202 risultati negativi.

 


Il comunicato della Regione delle ore 19 di giovedì 26 marzo

TRENTADUE PAZIENTI GUARITI

Nel pomeriggio, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti è salito a 32, cosi suddivisi su base provinciale: 13 residenti in provincia di Torino, 3 nell’Alessandrino, 5 nel Cuneese, 5 nell’Astigiano, 3 del Novarese, 1 nel Vercellese, 2 provenienti da fuori regione.

 QUARANTASEI I DECESSI

Sono 46 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 10 in provincia di Torino, 11 nell’Alessandrino, 3 nel Cuneese, 2 nel VCO, 3 nell’Astigiano, 15 nel Biellese, 1 nel Vercellese, 1 residente fuori regione.

Il totale complessivo è ora di 545 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 131 ad Alessandria, 19 ad Asti, 56 a Biella, 34 a Cuneo, 67 a Novara, 170 a Torino, 25 a Vercelli, 33 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

IL CORDOGLIO DELLA REGIONE

«Un’altra giornata in cui sentiamo il bisogno di stringerci agli affetti di tutte le persone che questo nemico invisibile ci sta portando via – dicono il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -. Tra loro ci sono anche Giulio Titta, un uomo che ha dedicato la sua vita alla scienza e alla nostra comunità, non solo nei tanti anni come medico di famiglia ma anche con la passione per la ricerca e il lungo impegno nella Federazione dei medici di medicina generale, e  Luigi Ciriotti, anche lui medico, in pensione, indimenticabile sindaco di Santo Stefano Belbo. Il nostro pensiero va alle loro famiglie e a quelle di tutti gli operatori sanitari che combattono da settimane in prima linea questa battaglia. Donne e uomini verso i quali il nostro grazie non sarà mai abbastanza».

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 6.708 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.042 in provincia di Alessandria, 296 in provincia di Asti, 341 in provincia di Biella, 502 in provincia di Cuneo, 585 in provincia di Novara, 3.149 in provincia di Torino, 341 in provincia di Vercelli, 279 nel Verbano-Cusio-Ossola, 63 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 110 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 415.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 18.486, di cui 11.329 risultati negativi.

E al Sant’Anna di Torino aumentano le nascite

Rispetto al medesimo periodo del 2019. Nasce “In contatto”: un Servizio di supporto psicologico telefonico per donne in gravidanza o in puerperio, presso l’ospedale Sant’Anna di Torino

 

Nonostante l’emergenza da Covid-19 all’ospedale Sant’Anna di Torino aumentano i nati rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. I parti dal 23 febbraio (circa l’inizio dell’emergenza) al 17 marzo di quest’anno sono stati: 462 (249 maschi e 229 femmine) rispetto ai 394 dello stesso periodo del 2019. I nati sono stati 478, mentre nello stesso periodo dell’anno  scorso erano stati 409, quindi 69 bambini in più. I nomi più gettonati sono Leonardo, Lorenzo, Gabriele, Mattia per i maschi, Alice e Matilde per le femmine. 

In questo momento storico legato all’emergenza del Covid-19, a questo proposito nasce “In contatto”: il Servizio di supporto telefonico e via mail per tutte le donne in gravidanza o in puerperio afferenti all’ospedale Sant’Anna di Torino. Il Servizio é stato attivato da parte della Psicologia Clinica della Città della Salute di Torino, che si é organizzata per seguire le proprie pazienti in remoto a domicilio, senza farle andare in ospedale e senza metterle a rischio contagio. Insomma se la paziente non può venire in ospedale per motivi precauzionali e di sicurezza, é l’ospedale che va a trovarla a casa.

La gravidanza ed il puerperio rappresentano una fase delicata nel ciclo di vita della donna e delle coppie. L’attuale situazione di emergenza COVID-19 può esporre le donne ad un incremento dei vissuti di stress, preoccupazione, ansia e solitudine, correlate all’isolamento imposto dalle restrizioni necessarie ed al limitato accesso ai Servizi esistenti sia presso l’ospedale che sul territorio.
Il supporto psicologico è rivolto alle donne che sono costrette nella difficile condizione di isolamento domiciliare a causa della situazione attuale legata al Covid-19, perchè la situazione di emergenza e di rischio può esporre a reazioni emotive e di forte disagio psicologico, in fasi del ciclo di vita della donna così delicate, complesse e ad elevato impatto emotivo.

Il servizio di consulenza ed eventuale successiva presa in carico telefonica può fornire uno spazio di ascolto, accoglienza e condivisione delle emozioni, che accompagnano la gravidanza e di sostegno importante nel percorso della genitorialità. Per accedere al Servizio le donne interessate possono inviare una mail all’indirizzo: psicologiaperinatale@cittadellasalute.to.it indicando un recapito telefonico a cui essere contattate. Il team è costituito da psicologhe con esperienza nell’ambito dell’ostetricia e della perinatalità, che contattano telefonicamente entro 48 ore dei giorni feriali le donne che ne hanno fatto richiesta via mail. Dopo il  primo contatto telefonico potranno seguire ulteriori colloqui supportivi che verranno concordati con le dottoresse.

Quanto vale una vita per l’Europa che sputa sugli aiuti russi e cinesi

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Di fronte ai numeri terribili che anche oggi hanno flagellato l’Italia, con altri 712 cittadini deceduti e 4.492 positivi in più, imperversano le polemiche sugli aiuti che stanno arrivando dalla Cina e dalla Russia

Si moltiplicano gli articoli che il mainstream sforna per fomentare i sospetti sull’autenticità di questi soccorsi e per suscitare negli italiani l’idea che essi siano solo il paravento per perseguire certi interessi geopolitici. È la solita odiosa macchina del fango che viene attivata per far dimenticare che i nostri principali alleati – pardon, coloro che tali si definiscono – e cioè i membri dell’Unione Europea e della NATO, compresi dunque gli Stati Uniti, per settimane non hanno mosso un dito per aiutarci concretamente. Noi a soffrire, loro a deviare i percorsi delle mascherine, a requisirle, ad acquistarle, a fare calcoli sulla nostra solvibilità. Sembravano i parenti-serpenti intorno al letto dello zio moribondo col pezzo di terra e due appartamenti da spartirsi.

È incredibile vedere accusare Russia e Cina di esercitare il loro soft power per ingraziarsi l’opinione pubblica italiana e mondiale, quando in realtà hanno semplicemente risposto a un invito partito dal Governo italiano a prestare aiuti umanitari al nostro Paese, visto l’isolamento in cui eravamo incastrati. Qualcuno si ricorda quando è esploso nel lodigiano il primo focolaio di coronavirus? Ebbene, in Europa eravamo diventati subito gli untori da accusare e sbeffeggiare. L’Austria chiuse unilateralmente il Brennero, la Slovenia mise i blocchi di cemento alla frontiera, Parigi minacciava di farlo, mentre l’emittente televisiva Channel Plus ci derideva con il suo vergognoso video sulla “nuova specialità italiana, la pizza corona”. E le 200mila mascherine “prese in ostaggio” dalla Turchia? E quelle fermate alla dogana dalla Germania e dalla Repubblica Ceca? Che razza di solidarietà era stata dimostrata all’Italia dai “fratelli europei” fino a quando il Conte non ha dovuto chiamare i Presidenti delle grandi potenze?

Intorno a noi solo un silenzio assordante, rotto dalle risatine delle èlite europee: “Eccoli i soliti italiani, che si lamentano e che non vogliono lavorare” era il pensiero che attraversava i palazzi di cristallo di Bruxelles. Quando poi l’emergenza è deflagrata, vi ricordare l’uscita di Christine Lagarde sullo spread? Qualcuno l’ha giustificata come “un’uscita ingenua”, ma crediamo che una signora con tale esperienza sappia sempre esattamente quello che dice e sappia qual è l’effetto delle sue parole: in quel caso è stato appena di 68 miliardi di capitalizzazioni perse dall’Italia e l’affondamento della Borsa di Milano con il -16,9%, la maggiore perdita della sua storia. E lo spread volava quasi a quota 300. Ecco la solidarietà europea che non si smentisce neppure in queste ore, in cui Olanda e Germania si stanno mettendo di traverso rispetto alla richiesta del Governo italiano di mettere sul mercato gli Eurobond.

E a fronte della fraterna e meravigliosa solidarietà europea, stridono gli aiuti rapidi e concreti dei “cattivissimi” Cina e Russia. La narrazione ufficiale per ora resta sempre la solita: l’Unione Europea è la nostra unica possibile salvezza, mentre fuori di essa ci attende la schiavitù alla quale bramano di soggiogarci le dittature euroasiatiche. Soltanto il Washington Post ammette che “la Cina e la Russia sono scese in campo per aiutare le nazioni colpite. Un ruolo svolto dagli USA sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ma a cui ora la Casa Bianca ha abdicato”. Il dramma è che questa propaganda sta ostacolando la solidarietà di questi Paesi. La Polonia ha vietato agli aerei provenienti da Mosca di attraversare il proprio Paese, e così hanno fatto le Repubbliche Baltiche, costringendo gli aerei russi ad allungare il tragitto di 2mila chilometri. Il materiale proviene dai ministeri dell’Industria, della Difesa, della Sanità russi e da numerosi donazioni private, e include circa 600 ventilatori polmonari, 326 mila mascherine FFP2, mille tute protettive, 10mila tamponi a risposta veloce, 100mila tamponi standard e due macchinari in grado di analizzare 100 tamponi in due ore. A questo si aggiungono otto squadre composte da dieci medici ciascuna, tra cui un epidemiologo, un terapeuta e un anestesiologo, oltre che personale tecnico e traduttori. Tutto a titolo gratuito.

Ci vorrebbe un po’ di real politik, in questo momento così delicato. Apriamo gli occhi: la Cina ha aiutato l’Italia anche perché Croce Rossa e Stato italiano avevano inviato i loro dispositivi di sicurezza per medici e infermieri quando era scoppiata l’epidemia a Wuhan. Alla solidarietà ha risposto con la solidarietà. Invece nell’Unione Europa e negli USA chi vive e chi muore lo decide la grande finanza. Pensiamo alla lentezza con cui l’OMS ha dichiarato la pandemia, a causa dei Pandemic Bond emessi dalla Banca Mondiale con sede a Washington. Era palese da settimane che si fosse di fronte a una potenziale catastrofe, ma hanno cercato in tutti i modi di non dichiarare l’emergenza, per evitare le perdite ai grandi fondi di investimento e agli stessi USA, i quali tengono in pancia questi titoli ora diventati tossici, ma che dal 2017 ad oggi hanno assicurato interessi dal 7 al 15%. Viene spontaneo domandarsi quanto valga una vita in Occidente…. e forse un’idea del suo valore ce l’ha suggerita il premier britannico Boris Johnson, che voleva rallentare la pandemia invocando l’immunità del gregge. Per carità, alla fine ha fatto un passo indietro, ma che fatica gli è costata mettere da parte il Dio Denaro.

Marco Fontana

Le risposte individuali e collettive faranno la differenza

Che botta ci siamo presi ! Una gigantesca sberla all improvviso, minimamente non prevista. E non è finita, e non finirà a breve. Mi sa proprio che chi ha minimizzato, cercando di far rientrare tutto nella normale amministrazione ha toppato decisamente

Come non dare ragione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che i partiti debbono essere uniti come lo sono stati nel primo dopoguerra, come lo dovranno essere per la ricostruzione del dopo virus.

Anche chi era contrario ai vaccini è stato spazzato via da dirompenti fatti. C’ è chi ha avuto
tragicamente ragione e chi tragicamente torto. In tutti, penso proprio tutti  alberga la domanda: perché?
La scienza, studi epidemiologici e statistiche si incaricheranno nello stabilire il come e perché è avvenuto.

Capiremo fino in fondo come si è scatenato il virus, anzi capiranno e ci spiegheranno. E quasi
ovviamente ci saranno più interpretazioni sulla quantità e qualità dei numeri. Avere diverse
interpretazioni è il sale della democrazia. Ci sono e ci saranno quelli che dicono: piove governo
ladro. Depistatori seriali. Conte qualcosa ha toppato, come del resto alcuni governatori. 150
provvedimenti diversi dal’ inizio della crisi lo testimoniano. Io direi non per cattiveria o malafede.
Più per un problema di quasi totale impreparazione sul come combattere il nemico. Nemico subdolo
ed invisibile.

Più di un milione di virus possono stare sulla testa di uno spillo. Il virus non conosce confini,
distanze,  ceti e ruoli sociali. Colpisce dai Principi al sottoproletariato. Poi c’è chi, nella
tradizione gattopardesca sostiene che nulla cambierà. Anzi i ricchi saranno sempre più ricchi
ed i poveri sempre più poveri. Non ne sono convinto. Cambierà moltissimo, se in meglio ed
in peggio questo (evidentemente) si capirà nel mentre. E nel mentre avverrà e come avverrà,
daremo un senso esistenziale al perché è avvenuto. Cerco di spiegarmi. Sono e saranno le
nostre individuali e collettive risposte che faranno la differenza dando un significato a quello
che è avvenuto. Insomma, dobbiamo metterci testa oggi come domani che la paura è lecita e
comprensibile. Guai se non ci fosse. La paura è nostra compagna di vita, ma non può essere e
non deve essere la nostra padrona.

E gli untori seriali continuano e si perfezionano. Il video RAI
del 2015 fatto girare per dimostrare il complotto. E scienziati che si sono incaricati di spiegare che
i due virus sono diversi. Razionalità scientifica contro il terrore irrazionale. Nel mentre Conte
fa sapere all’ Europa che non ci sta e quello che hanno deliberato è insufficiente. È gravemente
e colpevolmente insufficiente. E subito la solita domanda: stiamo imparando la lezione di
questi mesi? Mi sembra che la maggioranza degli italiani  l’abbia capito. Non la maggioranza
dei politici europei, come viceversa in Cina, mi pare, l’ abbiano capito e la loro solidarietà verso il
nostro Paese lo dimostra. Io non sono ottimista. Io voglio essere ottimista, cosa radicalmente
diversa.

Molto bella la storia della foresta che bruciava:  il leone che
scappava chiede al piccolo colibrì cosa stesse facendo .
Vado al lago per prendere acqua e spegnere l’incendo. Il leone: cosa credi di ottenere con le cinque
gocce? Spegnere  l’incendio? Il colibrì: io faccio la mia parte. Stupendo. Stupendo per oggi e
stupendo per domani. Se non abbiamo fatto prima  il nostro dovere lo stiamo facendo oggi e dovrà
continuare. E magari saremo un po’ migliori di ieri e di oggi.

 

Patrizio Tosetto

Testimoni di Geova tra coronavirus e persecuzione

Riceviamo e pubblichiamo / I Testimoni di Geova di Torino dell’area metropolitana, noti per la loro opera di evangelizzazione di casa in casa e per la consistente presenza alle riunioni di studio biblico settimanali nelle Sale del Regno delle rispettive zone, hanno accolto con molta serietà e attenzione i recenti decreti governativi per arrestare il propagarsi dell’epidemia in atto

È stata adottata la sospensione di riunioni di culto e l’annullamento delle attività di evangelizzazione a diretto contatto con la popolazione. Attraverso lettere, posta elettronica e social, è rivolto l’invito ad accedere al sito ufficiale JW.ORG, da cui è possibile scaricare video, pubblicazioni e leggere la Bibbia online.
Non meno preoccupazione suscita nei Testimoni locali le notizie provenienti dalla Federazione Russa . Secondo fonti autorevoli, oltre 300 loro confratelli sarebbero sotto processo per estremismo, 163 già agli arresti, di cui alcuni condannati da tre a sei anni; 200, fra i 18 e gli 89 anni, inseriti nell’elenco dei sospettati. Alcuni sarebbero stati picchiati selvaggiamente e torturati. Agli arresti si aggiunge la perquisizione in circa 900 abitazioni, da parte di agenti armati e incappucciati, licenziamenti e revoche della pensione.
Le ragioni di un tale trattamento? Riferisce Luca Brocchin anziano della congregazione di Volpiano, “ La Chiesa Ortodossa Russa e il governo si sono alleati per eliminare tutto quello che è percepito come antagonista. Dopo aver varato nel 2016 una discutibile legge che consente di bollare come “estremista” tutto ciò che contraddice gli insegnamenti delle religioni tradizionali, è stata messa in atto una persecuzione “legalizzata”; anche se quella dei Testimoni è, finora, l’unica comunità religiosa cristiana colpita. Centinaia di migliaia di persone pacifiche possono essere ora considerate sgradite e addirittura pericolose.”
CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
Ufficio Stampa di Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta

Sospesa da venerdì l’attività notturna del pronto soccorso di Carmagnola

A partire dalle ore 20 di venerdì 27 marzo viene temporaneamente sospesa l’attività del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero San Lorenzo di Carmagnola nella fascia notturna 20.00 – 08.00.

«In questa fase emergenziale – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – abbiamo bisogno del contributo di tutti. I tre soli passaggi notturni medi registrati nel triage in tenda nel periodo dal 1 al 25 marzo, in questo momento non sono numericamente significativi per tenere impegnata la struttura, che può così liberare risorse sanitarie preziose nella battaglia quotidiana contro il coronavirus. Ringrazio l’Azienda sanitaria locale e i sindaci del territorio carmagnolese che hanno collaborato per venire incontro alle esigenze del momento. Resta inteso che, superata questa fase di emergenza, verrà ripristinato il normale orario».

La procura apre inchiesta sulla mancanza di mascherine

La Procura della Repubblica di Torino ha avviato un’ inchiesta sulla carenza di dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri

In primo luogo sulla mancanza delle mascherine protettive.

Al momento si tratta di una inchiesta conoscitiva, senza indagati. I carabinieri hanno effettuato di recente alcuni sopralluoghi, raccogliendo informazioni in merito.

Ponte aereo Cina-Italia, Fondazione Crt per gli ospedali

Si è messo in moto il ponte aereo fra la Cina e l’Italia finanziato da Fondazione CRT per rifornire di materiale sanitario ospedali e Rsa ( residenze sanitarie per anziani) piemontesi e Lombarde

Un primo carico di oltre 2 tonnellate tra tute protettive, mascherine e guanti donati da fondazioni cinesi è già stato ripartito al 50% tra la Regione Piemonte e la Regione Lombardia, per il tramite della Protezione Civile e della Croce Rossa. Ulteriori consistenti donazioni, comprendenti anche ventilatori indispensabili per i malati, oltre a dispositivi individuali di protezione per gli operatori, arriveranno nei prossimi giorni con voli capaci di trasportare fino a 40 tonnellate di beni. Fondazione CRT contribuirà a sostenere i costi operativi di uno o più voli provenienti dalla Cina, dopo aver già attivato un primo pacchetto di misure da 3 milioni di euro per l’acquisto di una cinquantina di nuove ambulanze e mezzi per la Protezione civile, oltre ad attrezzature da destinare agli ospedali del Piemonte e della Valle d’Aosta.

“Accanto alle legittime esigenze del sistema ospedaliero in fortissima sofferenza, i prossimi arrivi dalla Cina di dotazioni medico-sanitarie terranno conto, anche delle gravi difficoltà che, in questo momento, sta vivendo il Terzo Settore. Vanno aiutate, ad esempio, le residenze sanitarie per anziani, le strutture di assistenza per le persone con disabilità, le mense per i più disagiati, i conventi e tutte quelle realtà del non profit impegnate nella cura di donne, uomini e bambini particolarmente fragili e svantaggiati”, dichiara il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, esprimendo “grande apprezzamento per l’iniziativa costruita a livello internazionale grazie al fondamentale contributo del Segretario Generale Massimo Lapucci”.

Una iniziativa umanitaria innovativa, resa possibile dalla cabina di regia Torino-Pechino istituita nell’ambito del China-Italy Philanthropy Forum e incentrata sul TOChina Hub, In prima fila nell’alimentare il “corridoio” italo-cinese, la Fondazione CRT (aderente al China-Italy Philanthropy Forum),

Costanzo (M5S): “Supporto ai territori per le mascherine”

“Anche il lavoro al tempo del Coronavirus cambia. Il grosso problema è l’approvvigionamento di mascherine e disposizioni di protezione individuale per ospedali, strutture sanitarie, sedi della CRI, protezione civile e per tutti gli uffici e le aziende che devono restare per forza aperte

Dall’ 8 marzo in poi, seppur in auto-isolamento volontario per aver avuto contatti con persone rivelatesi poi positive, ho iniziato a seguire gli ordini di mascherine dall’estero e il problema delle merci ferme alle varie dogane, in modo da poter accelerare il più possibile le spedizioni e accorciare i tempi di attesa.

Buona parte della ore le trascorro infatti al telefono con la Farnesina, consolati, sindaci e assessori del territorio che mi aggiornano man mano delle varie criticità. Sto seguendo anche l’iter previsto dal decreto ministeriale che permette la riconversione delle nostre aziende italiane, molti imprenditori stanno dimostrando di avere un grosso cuore convertendo i propri macchinari per la produzione di mascherine. Un grande lavoro lo stanno portando avanti i sindaci che monitorano costantemente il proprio territorio e molte amministrazioni comunali hanno messo in piedi in breve tempo, insieme ai volontari della protezione civile, i servizi di consegna di alimentari e di farmaci per chi è impossibilitato all’acquisto. Ieri a San Mauro T.se ho avuto anch’io la possibilità di adoperarmi un paio d’ore come volontaria civica ed è stata un’ottima occasione anche per me di comprendere più da vicino le reali esigenze delle persone in questa emergenza sanitaria.
Sperando che tutto torni alla normalità quanto prima, ancora una volta è stato dimostrato quanto sia necessario, per riuscire a superare situazioni così critiche, un lavoro di squadra a tutti i livelli e per questo ringrazio sentitamente tutti colori che dietro le quinte stanno operando sforzi sovrumani per combattere la diffusione del contagio – così in una nota la deputata castiglionese del Movimento 5 Stelle Jessica Costanzo.