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Reale Mutua Basket Torino – Forlì 84 – 89. Perdere è brutto ma non vincere è peggio

Il basket visto a distanza

La Torino del basket meriterebbe un pochino più di intelligenza tattica nel condurre le partite che dovrebbero essere vinte a mani basse. Ma così non è, e se siamo e forse resteremo in A2, una ragione ci sarà, sia perché questo è il livello e anche perché il livello così basso da queste parti non lo si vedeva da mai.

Se Vi piace veder giocare sempre solo individualmente (vedi Clark con rari lampi delle sue potenzialità) o fare solo il compitino (vedi Diop) senza mai eccedere in nulla né in spettacolo (non sia mai!…) né in concretezza e soprattutto nei momenti cruciali buttare alle ortiche la palla o sbagliare i tiri decisivi, bè, questa è la Vostra occasione per divertirvi.

In panca ci si ostina a sperare che diventino giocatori di basket sia Penna che Toscano e che anche il “pensionato” ormai da tempo Bushati riviva un’altra giovinezza sportiva e quindi nei momenti in cui Torino sale nel punteggio li butta in campo per dare vantaggio agli avversari, … forse per farli rientrare o superare nel punteggio la nostra squadra.

La difesa, questa sconosciuta, concede sempre una discreta (ad essere buoni) quantità di tiri da piazzati senza nessun ostacolo agli avversari che infatti segnano circa 90 punti e dire che la difesa è un’arma importante per vincere sembra un po’ una barzelletta quando si sente dire che è un’arma tattica. Giocatori ai più sconosciuti si trasformano in Stephen Curry quando giocano contro Torino. MA, pur con tutti i limiti, un giocatore di serie A2 lasciato da solo, di solito è più probabile che segni piuttosto che sbagli, tranne alcune debite eccezioni che purtroppo transitano in maglia gialloblù nella nostra squadra con il compito di scrivere a penna il loro nome nell’albo della vergogna.

Comunque il livello è questo e i “non ex” di Torino Giachetti e Bruttini a distanza di anni fanno ancora la differenza e fanno sicuramente rimpiangere i tempi in cui con loro giocavano Mancinelli, Lewis, Miller (prima di andare fuori di testa), Fantoni e anche Amoroso, … .

Forse la Reale Mutua vincerà lo stesso il campionato, ma la tristezza di un livello tattico così scadente è imbarazzante. Sarebbe bene che si tornasse forse all’idea di cinque giocatori buoni che non dieci mediocri, o addirittura due stranieri splendidi e dei comprimari adeguati. Altrimenti tutti sanno già cosa succede: chi sale di categoria l’anno successivo deve fare una squdra completamente nuova, anche perché quelli dell’anno prima non sono adeguati alla categoria superiore.

Nella partita di ieri si può salvare solo Clark per le sue iniziative individuali e una splendida giocata spettacolare e Cappelletti, anche se entrambi hanno commesso errori gravi nel finale. Alibegovic e Pinkins si sono mossi bene in alcuni momenti ma non è stato sufficiente, così come Campani e Diop, con il giovin virgulto che è ad un bivio: Ousman Garuba ha 19 anni e ha segnato 24 punti e preso 12 rimbalzi in gara 4 di Eurolega con il Real Madrid contro l’Anadolu Efes ed è risultato il miglior giocatore della giornata; Ousman Diop ha vent’anni e “la appoggia piano” e non vince in A2 contro Forlì. O si decide ad uscire e comincia ad usare la testa oltre al fisico, o il suo destino non sarà quello a cui potrebbe tendere. E’ giovane, ma non così tanto da non giocare a tutta forza. Che abbia paura di essere sostituito se non fa il compitino? Mah… .

Comunque in un anno senza pubblico, giocare in casa o fuori non dovrebbe contare molto se non nel portafoglio delle società e quindi arrivare primi o secondi o quarti cambierà poco. Ma un po’ di decenza nelle scelte tecnico tattiche non sarebbe sgradita, ma autocelebrandosi quando si vince ed esaltando gli avversari quando si perde non conduce a grandi prese di posizione.

La mentalità di Torino di quest’anno è essenziale: giocare sperando di vincere, temendo tutti e avendo paura delle ombre non è proprio uno spettacolo. Speriamo che gli altri giochino ancora meno bene di noi e allora ce la faremo. Ma il purgatorio è ancora lungo… .

Paolo Michieletto

Basket: Torino vince a Scafati

IL GIALLOBLU E’ QUELLO DELLA REALE 

Grande prestazione per la Reale Mutua, che partendo dalla difesa espugna il Pala Mangano. Doppia doppia per Pinkins, grande prova di Clark e Cappelletti. Ma è tutta la formazione di coach Cavina a disputare un’ottima partita.  

 

Coach Cavina parte con Cappelletti, Clark, Toscano, Pinkins e Diop. Coach Finelli risponde con Benvenuti, Thomas, Jackson, Palumbo e Musso.

Benvenuti sblocca il match a rimbalzo offensivo e in transizione, al 3° è 4-0. La tripla di Toscano mette in moto la Reale Mutua, Diop schiaccia il sorpasso. La seconda tripla di Toscano vale il 5-9 del 6°, il secondo fallo di Diop è inesistente, ma lo relega in panchina e dà il -2 a Scafati. Cappelletti risponde immediatamente con la tripla e la magia in contropiede per Clark, che appoggia il +7. Cucci accorcia le distanze, Pinkins tiene il vantaggio torinese. Al 10° è 11-18. Rossato infila il -5, a cui fa seguire la tripla del 16-18 al 12°. Campani iscrive la Reale al secondo quarto, è ancora Rossato a punire i gialloblu, sua la tripla del 19-22 al 16°. La tripla di Benvenuti vale la parità, Pinkins riporta avanti Torino. La tripla di Musso vale il nuovo vantaggio scafatese, al 17° è 25-24. Il terzo fallo di Diop è difficile da commentare, Clark e Rossato si scambiano i canestri. Al 20° Scafati è avanti 28-27.

Thomas mette subito il +3, Clark replica per il 30 pari in apertura di terzo quarto. Diop vola per due volte a infilare il +4, Cucci risponde con la tripla dalla punta, Cappelletti infila il 33-36 del 22°. Clark è determinato in penetrazione, Pinkins infila la tripla del 35-43 al 25°. Scafati prova a rientrare, Bushati si accende e firma il +13, Rossato è ancora il protagonista per i padroni di casa, che accorcia sul 43-51. Coach Cavina chiama subito il time-out, Clark brucia la sirena per il +10 al 30°. Bushati e Cappelletti firmano il +14, Campani colpisce dal post e dalla media per il 43-63 al 34°. Thomas ferma il break gialloblu, Campani torna a punire dalla media, ma Scafati non molla e si riporta sul 48-65 al 36°. La Reale non si scompone, gestisce il finale e porta a casa una vittoria importantissima.

  Basket Scafati 1969-Reale Mutua Basket Torino 45-65 (11-18, 17-9; 15-26, 2-12)

Scafati: Cucci 5, Thomas 6, Rossato 20, Palumbo, Sergio NE, Dincic, Marino NE, Musso 4, Grimaldi NE; Benvenuti 7, Jackson 3. All. Finelli

Torino: Cappelletti 7, Pinkins 15, Campani 8, Clark 14, Bushati 6, Diop 7, Pagani, Penna, Alibegovic, Toscano 8 All. Cavina

 

Basket: coach Cavina premiato come miglior allenatore

 REALE MUTUA TORINO – GIRONE DI RITORNO  Coach Demis Cavina è stato premiato come miglior allenatore del girone di ritorno  della Serie A2. Giusto riconoscimento per il grande lavoro svolto in queste due stagioni, entrambe terminate con il primo posto in classifica nella stagione regolare. Un premio per lui, per lo staff tecnico, per tutto il gruppo gialloblu, come sempre ama dire il coach. Ulteriore benzina nel motore in vista della fase ad orologio e dei playoff.

Tempo di sconfitta e antibasket al parco Ruffini.

Il basket visto a distanza. Reale Mutua Basket Torino – Napoli 75-85 d.t.s. 

Si potrà dire che si è giocato contro la miglior squadra del campionato insieme a Torino  e che si è perso al supplementare,  che Diop si è fatto male e che rientrava da un periodo di infortunio e che non era al top, che con Napoli si poteva perdere, ecc. ecc. … . Ma non posso credere che si possano giocare i due, tre minuti finali del supplementare con una serie così incredibile di errori tecnici, tattici e addirittura di pura e semplice intelligenza pratica al punto da far inorridire anche un pubblico abituato alle partite dei campetti degli over 50… .

Se volete e potete, guardate per credere.

La squadra ha perso, ma conta fino ad un certo punto, visto che tutto si deciderà nei playoff e i punti raccolti in questa fase serviranno solo a definirne la griglia.

Il gioco è come sempre concepito nel “piglia, arrangiati e tira” di sana concezione A2 2020 2021, e quindi se segni vinci altrimenti perdi… . No comment.

Per i singoli faccio fatica a fare un commento che vada al di là di sperare che quella di stasera sia una prova di quello che non dovrà più capitare. Cappelletti gioca e non gioca, Clark resta al momento la delusione del campionato perché con la qualità a disposizione che porta in dote non se ne vedono che rari lampi. Pinkins si dà da fare e per il resto, a parte qualche sprazzo di Alibegovic mal compensato con qualche assurdità, preferisco tacermi per non ulteriormente pesare sul commento.

Signori: questo è il top della serie A2, immaginate il resto.

Il mio sogno è che il team del “miglior allenatore” del campionato, e penso sempre agli altri…, possa raggiungere la meta unica della promozione.

Si può fare: certo che sì,  basta buttare quella palla arancione nel canestro più di quanto fanno gli altri e cercare almeno momenti di pallacanestro vera, quella di una volta, direi quella degli anni ’80  in cui in A2 giocavano Spencer Haywood e Dalipagic  e a volte, un certo Darryl Dawkins… ma sognare è difficile e sperare è lecito.

Paolo Michieletto

Bergamo – Reale Mutua Basket Torino 71 – 67

Il basket visto a distanza

Sembra ridicolo il dover raccontare ogni settimana di come questa squadra, la Reale Mutua, sia la più forte del campionato, e poi doversi trovare ogni tanto a descrivere un’ecatombe di errori, palloni lanciati in tribuna, tiri effettuati al fine o di rompere il tabellone o far rabbrividire gli antichi insegnanti di minibasket di “cotanti” eroi di Torino che in alcuni momenti sembrano essere più dei manovali prestati al basket che stipendiati di lusso in un periodo nero per tanti e che, invece di pensare ad essere stanchi, proprio per questo motivo dovrebbero dignitosamente rispettare chi spende i propri soldi e il proprio tempo per guardarli.

Non parlerò infatti di una partita giocata senza alcuna dignità e rispetto dei muliebri giocatori gialloblù e del loro condottiero contro l’ultima della classe, in quanto i motivi tecnici e sportivi potrebbero indurre tutti a pensare che in realtà Torino si fa “i fatti propri”, non rischiando nulla per poi giocarsela più avanti, e ha fatto bene ecc. ...

Però questo è un periodo triste per tutti, e io credo che un po’ di sana osservazione delle vetrine abbassate e delle persone che hanno perso il lavoro aiuterebbe a trovare un buon compromesso tra la realtà figurata di un parquet dove si gioca a basket e quella reale … dove la gente vive con traumi lavorativi e personali, costringendo tutti i protagonisti a pensare che se ti è data la fortuna in “tempi di guerra” di lavorare giocando il rispetto che puoi dare è giocare bene e metterci ancora più impegno.

Ma io vivo di utopie, probabilmente. In altre epoche la gente sognava con eroi sportivi, se così possiamo chiamarli, che permettevano almeno di illudersi per un paio d’ore di vivere in un mondo migliore. Ma, altrettanto sicuramente, di questi eroi il mondo moderno non ne ha alcuna traccia.

Si può perdere, si può vincere, ci possono essere motivi tecnici, motivi tattici, ma la voglia no, non può mancare. Mihajlovic suggeriva ai suoi giocatori di andare ai cancelli di Mirafiori alle 6.00 di mattina per capire cosa volesse dire lavorare. Io, con molta meno autorevolezza, suggerirei di andare a qualunque ora.

E’ stato un pomeriggio orribile di “assurdo nulla” giustificato dai più e consentito dalle regole. Non è questo il modo di dare lustro ad una maglia. Non si rispetta neanche la regolarità (se mai ve ne è una… ) di un campionato in cui vittorie e sconfitte determinano il destino tuo e degli altri, ma si sa, questo è lo sport.

Non preoccupatevi se lo sport non funziona o se non ha dignità in questo momento epocale. L’esempio arriva sempre dall’alto. E se fosse un buon esempio allora sarebbe di sprone, altrimenti è un’altra cosa.

Mercoledì si rigioca con le stesse squadre, stesso mare ma non stessa spiaggia, stavolta al Palagianniasti: cosa aspettarsi? Ai “poster” l’ardua sentenza… .

Paolo Michieletto

Basket: la Reale Mutua lotta fino alla fine ma non basta

Si arrende solo alla fine la Reale Mutua di coach Cavina, decisivi i dettagli e la maggior esperienza dei campani. Mercoledì di nuovo in campo per il derby con Monferrato. (foto archivio)

 

Coach Cavina parte con Cappelletti, Clark, Alibegovic, Pinkins e Pagani, coach Finelli risponde con Sergio, Thomas, Jackson, Palumbo e Benvenuti.

Palumbo sblocca il match dalla lunetta, Benvenuti sigla il 4-0 scafatese, la tripla di Pinkins mette in moto la Reale Mutua. Diop entra in scena e porta avanti Torino sul 7-6 del 4°. Alibegovic e Jackson si scambiano le triple, Pinkins sigla la parità a quota 10. Thomas e Sergio spingono il break dei campani, al 7° è 12-17 per la Givova. Diop accorcia con la tripla, Thomas continua a fare la differenza sotto canestro. Al 10° è 18-22. Benvenuti e Marino allungano per iniziare la seconda frazione, Toscano e Cappelletti siglano il -3 sul 27-30. Cappelletti ruba e vola ad appoggiare il -1, Musso ci ricaccia indietro con la tripla del 29-33 al 15°. Cucci e Diop duellano sotto le plance, Clark riporta la parità nel match a quota 36. Thomas la rompe, al 20° è 39-40.

La tripla di Clark apre la ripresa, Cappelletti ruba e schiaccia il 45-40, Thomas accorcia per Scafati. Toscano punisce con la tripla dall’angolo, Jackson dimezza lo svantaggio con il canestro del 48-45. Cappelletti è indemoniato e rimette il +6 al 25°. Pinkins mette il 53-45, un antisportivo osceno regala cinque punti a Scafati. Dincic realizza il -1, Toscano infila un’altra tripla, Cucci da sotto va per il 56-54 al 27°. Penna mette una bomba, Dincic è ancora lesto ad accorciare per Scafati. Jackson si accende per il 59-62 del 30°. Benvenuti mette il +5, a cui fa seguire la tripla del 59-67. Cappelletti inventa il -6, Rossato risponde in penetrazione, la tripla di Palumbo sembra una coltellata, al 34° è 61-74. La Reale prova ad accelerare in attacco, ma diventa imprecisa, Pinkins la sblocca con la tripla. Cucci fissa il +12 del 35°, Clark risponde per il -9, Cappelletti sigla il 70-76. Il play gialloblu non ne vuole sapere di arrendersi, ruba e vola a conquistare il 72-76. La difesa Reale sale di colpi, la classe di Jackson la punisce per il +7 al 38°. Pinkins accorcia, Diop firma il – 3 a 1 e 18 dalla fine. A penetrazione di Cappelletti è fermata in qualche modo da Marino, Thomas mette il +4 a 49″ dalla fine. La fretta punisce Clark, Scafati va in semifinale.

Reale Mutua Torino – Givova Scafati 76-84 (18-22, 21-18, 20-22, 17-22)

Reale Mutua Torino: Alessandro Cappelletti 18 (4/9, 2/5), Kruize Pinkins 17 (3/4, 3/9), Ousmane Diop 12 (3/7, 1/2), Jason Clark 11 (2/2, 2/6), Daniele Toscano 8 (1/1, 2/4), Mirza Alibegovic 6 (1/1, 1/10), Lorenzo Penna 3 (0/1, 1/1), Franko Bushati 1 (0/0, 0/0), Giordano Pagani 0 (0/1, 0/0), Luca Campani 0 (0/1, 0/0)

Tiri liberi: 12 / 20 – Rimbalzi: 29 8 + 21 (Ousmane Diop 9) – Assist: 15 (Alessandro Cappelletti 8)

Givova Scafati: Charles Thomas 19 (5/7, 2/4), Darryl Jackson 17 (0/2, 5/12), Valerio Cucci 12 (6/10, 0/1), Bernardo Musso 9 (0/0, 3/5), Lorenzo Benvenuti 7 (2/5, 1/2), Mattia Palumbo 6 (0/2, 1/1), Tommaso Marino 5 (0/0, 1/4), Nemanja Dincic 4 (2/3, 0/0), Luigi Sergio 3 (0/1, 1/2), Riccardo Rossato 2 (1/1, 0/0)

Tiri liberi: 10 / 13 – Rimbalzi: 40 8 + 32 (Valerio Cucci 11) – Assist: 20 (Tommaso Marino 9)

Reale Mutua Basket Torino – Milano (Urania) 85 – 65

Il basket visto a distanza. E’ ufficiale: Torino è un gradino più in alto di tutte.

In attesa e sperando di rientrare nel Basket che conta della serie A, questa Reale Mutua è sicuramente la squadra più forte di questo campionato di A2. Purtroppo, a volte se ne dimentica e gioca in maniera assurda come nella partita contro Casale appena disputata in settimana. Sembra impossibile che la squadra di Milano (Urania, non l’Olimpia ovviamente) possa averci battuto nella partita di andata. In ogni ruolo, persino con le riserve, Torino è un gradino e forse un qualcosa in più della squadra lombarda. Ma in questo mi ritengo coerente con quanto affermato fin dall’inizio del campionato con la solita solfa: se Torino gioca solo normale vince a mani basse.

Anche Milano è una formazione di “vertice” in A2, ma nella partita sembrava di vedere due squadre di categoria differente. In apparente scioltezza, senza mai un problema, la Reale Mutua conduce praticamente tutta la partita e dopo aver staccato l’Urania non si è più guardata indietro chiudendola di fatto subito dopo l’intervallo con un distacco di più di venti punti solo più da controllare nell’ormai classico “garbage time” delle partite dove Torino gioca bene e non lascia spazio agli avversari.

Il commento sui giocatori è telegrafico: Diop domina fin che la partita ha ancora un senso sportivo, Pinkins litiga un pochino col canestro ma poi gioca in maniera adeguata, Cappelletti non splendido ma ben in partita. Campani si ricorda di essere un buon giocatore in A1 e ottimo in A2 e, se vuole, può fare la differenza se gioca come in questa partita. Clark rientra da un infortunio alla caviglia e si merita una sufficienza. Toscano si applica, Penna non sfigura e Bushati purtroppo non mi segna nemmeno una tripla e quindi niente pizzetta per me… (sigh!). Nel finale, primo canestro per il Baby Origlia che si guadagna l’onere di portare le paste al prossimo allenamento… .

Torino prosegue quindi la sua rincorsa verso il vertice della classifica e si vedrà più avanti cosa capiterà. E’ nettamente la favorita. Il livello tra i suoi giocatori e le altre squadre è decisamente in favore della Reale Mutua con un Diop secondo me MVP della serie A2.

Sarà buona cosa continuare solo a mantenersi “normali” e la strada non sarà sicuramente in discesa, ma certamente una pianura da correre in bici con il vento alle spalle.

Paolo Michieletto

Reale Mutua Basket Torino – Udine 83-74. Torino è “in testa” alla classifica

Il basket visto a distanza.

Sì, in effetti se la Reale Mutua vincesse tutte le partite dei recuperi andrebbe in testa alla classifica avendo Tortona un record di 17 vinte e 6 perse mentre Torino ha 14 vinte e solo 5 perse. Quindi, recuperando le partite rinviate per i soliti noti motivi, potrebbe arrivare a 18 vinte e 5 perse con di conseguenza una vittoria in più dell’attuale temporanea capolista.

A testimonianza di quanto da queste righe insisto a dire dalla prima giornata, Torino è ora, anche se solo potenzialmente, la più forte pretendente alla promozione in serie A, sempre che vuolsi così colà dove si vuole … ovviamente.

Però la partita di ieri lascia spazio a pochi dubbi. Partenza decisa, vittoria mai in discussione e tutto questo con una delle squadre più “concorrenziali” alla promozione. Il livello è basso e lo si è detto più volte, e anche in questo caso lo si è evidenziato sul campo con un’avversaria che poco ha da opporre ad una Reale Mutua che pur giocando senza eccedere ha comunque raggiunto anche 16 punti di vantaggio senza infierire.

In serie A2 ci sono alcuni pensionati del basket che conta che un tempo giocavano discretamente bene anche nei campionati maggiori, e ieri c’erano Giuri, Antonutti e Dominique Johnson, che però ora sono solo pallide fotocopie degli albori passati e che vista la penuria di qualità in giro pur passeggiando svolgono appieno ancora una discreta parte. I giovani interessanti sono pochi in quanto quest’anno quelli validi evoluiscono in serie A anche per la mancanza di stranieri “pesanti” se non in pochissime squadre e quindi sfruttano al meglio le ristrettezze Covid – economiche per avere più spazio in campo.

E così Torino, con il suo “finto giovane” Diop e i suoi esperti compagni Pinkins, Clark, Cappelletti e Alibegovic possono imperversare in questo livello evidenziando ampiamente potenzialità di qualità superiori al resto del gruppo. Anche noi abbiamo i nostri “pensionati” di lusso come Campani e Bushati che talvolta fanno anche cose molto buone (io ho istituito una pizzetta ogni volta che Bushati infila una bomba da tre e temo di aumentare di peso se riprende a giocare in maniera adeguata al suo livello… PS: un sorriso a “pizza” Bushati da parte mia!) e i soliti volenterosi Toscano e Penna che se, come ieri. addirittura giocano  dignitosamente anche in attacco  allora Torino non ha più rivali e limiti.

Quando Torino non va in stress anche la panchina non esce di senno e permette al nostro Coach una serata tranquilla, e mi auguro sinceramente che la Reale Mutua Basket Torino si adoperi per fornirgli un buon momento di relax in ogni altra partita.

Un solo commento mi viene da fare, riportando un episodio accaduto sul finire della partita. A risultato ampiamente deciso a me preoccupa sempre, e a maggior ragione quando ci si lamenta delle molte partite ravvicinate e di stanchezza accumulata, che gli allenatori istighino a difendere “alla morte” o che si prodighino a proporre sempre alta intensità anche in attacco. Un giocatore di Udine (Mussini) si è infortuntato da solo (temo anche non in modo leggero) nei secondi conclusivi per probabile stanchezza fisica e mentale. Io comprendo come la mentalità si costruisca in ogni istante della partita, ma salvaguardare anche la salute dei propri giocatori e degli avversari credo sia prioritaria.

Un punto segnato in più o subito in meno non fa differenza quando l’incontro non ha più nulla da dire o lo scontro diretto non è determinante. Eppure vedo sempre alta intensità richiesta e i giocatori della panchina che di solito vivono solo negli allenamenti non entrano mai in campo, anche solo per gratificazione morale, e visto che di solito sono ragazzi giovanissimi e che di stipendio per loro non se ne parla…,almeno giocare un pochino sarebbe già qualcosa … .

Comunque, Torino ha vinto bene e bene sta andando. Se sorella palla e fratello canestro sorrideranno agli esseri in canottiera gialloblù anche nel prosieguo del cammino, saranno solo gli astri del firmamento del Basket che conta a decidere delle nostre sorti.

Paolo Michieletto

 

Mantova – Reale Mutua Basket Torino 52 – 85. Una partita a senso unico

Il basket visto a distanza

La Reale Mutua Basket Torino vince una partita che non ha più un senso tecnico già poco dopo l’intervallo.

E’ la solita solfa delle squadre che giocano lo stesso campionato ma sono ampiamente differenti nella categoria del merito. Torino è di un livello superiore, mentre Mantova in una A2 a girone unico e non due gironi sicuramente non sarebbe presente.

Il risultato non dice tutto, anzi, avrebbe potuto essere più ampio il divario e potrei dire che è stata un’altra di quelle partite in cui Torino dimostra ampiamente di non appartenere a questa categoria almeno nelle potenzialità. Certo è che alcune squadre sono improponibili da vedere giocare e che la speranza di salire di livello per rivedere la serie A è l’ultima a morire, ma si sa, chi vive sperando… .

Il commento tecnico è inesistente per merito di Torino, ma possiamo segnalare una buona prestazione balistica da tre punti (6 canestri realizzati) di Alibegovic e la solita prestazione di sostanza di Diop e Cappelletti. Il resto è quasi normale amministrazione per Pinkins e Clark e una buona presenza per Campani. Bushati si ricorda che sa tirare da tre punti e ne infila anche lui due che permettono a me di festeggiare con due pizzette in suo onore. Poco altro da narrare perché l’altra squadra riesce a segnare solo 6 punti nel terzo quarto e pochi di più nell’ultimo sicuramente anche per merito di Torino ma altrettanto certa la qualità bassa di tutta la squadra di Mantova.

Un solo commento lo farei sulla gestione dei finali delle partite, non solo di Torino, ma un po’ di tutto il basket nazionale. Si è sottoposti allo  “stress” di giocare ogni tre giorni (inviterei tutti a non usare mai toni disastrosi per la fatica o entusiastici per i sacrifici di chi fa sport in questo periodo ricordando che c’è gente che non lavora o che perderà il posto e che sta male e di sicuro non si guadagna da vivere giocando… ) e poi fino all’ultimo minuto si gioca in pressione o si rischia infortunio sopra di 30 punti.

La gestione dell’atleta è sempre in funzione anche di preservarlo da fatiche inutili. Non è di sicuro in quel minuto in più che si crea la mentalità vincente, e non è recuperando una palla in più contro una squadra “scadente” che si rafforza lo spirito di squadra. Se non c’è un motivo legato alla differenza canestri o a rivalità particolari, far riposare e preservare dai rischi gli atleti fondamentali dovrebbe essere un dovere più che un piacere nel far giocare le riserve. Ma tant’è, e così è se vi pare in tutto il panorama nazionale.

Probabilmente alcune psicologie sportive suggeriscono tali indicazioni e i “santoni delle panchine” ne sanno sicuramente più di me che di basket vero ormai scrivo solamente e quindi mi taccio.

Adesso Torino rigioca mercoledì e, in virtù dei risultati circostanti, può risalire fino in vetta con tutti i recuperi che deve effettuare. Fino al momento in cui si deciderà tutto ai playoff (Lega permettendo) Torino potrà portare alta la bandiera di squadra favorita. E se gioca anche solo normale, vincerle tutte non sarà un’impresa epica.

Paolo Michieletto

Il basket torinese contro il bullismo

Il basket piemontese si stringe in un forte abbraccio nella lotta contro il bullismo. Lo farà in memoria del proprio conterraneo Michele Ruffino, a tre anni dalla tragedia che ha messo in ginocchio non solo una famiglia, ma l’intera collettività.

Domenica 7 marzo, le squadre piemontesi della Lega Nazionale Pallacanestro campionato di Serie A2 “Old Wild West” e le rispettive avversarie, scenderanno in campo indossando una tshirt celebrativa in ricordo del caro Michele. Un gesto dal forte impatto sociale ed emotivo, che ci si auspica possa essere preso ad esempio da altre realtà ad ogni latitudine, perché il bullismo va estinto ovunque.

Il messaggio sarà recapitato in contemporanea sui parquet delle tre sfide in programma: Edilnol Pallacanestro Biella e Novipiù JB Monferrato si affronteranno nel derby del Forum, mentre Reale Mutua Torino e Bertram Tortona saranno ospiti rispettivamente di Staff Mantova e Tezenis Verona.

La commovente e struggente storia di Michele Ruffini è stata portata sulla scena nazionale dall’inchiesta di Chi l’ha visto? per non dimenticare un ragazzo ucciso dal bullismo nel febbraio di 3 anni fa. Il grido di aiuto di mamma Maria Catambrone Raso e della sorella Jessica Ruffino non può rimanere ancora inascoltato.

Il movimento “Frena il Bullo” è sempre a sostegno di “Miky Boys – Associazione contro il bullismo” ed è unica la convinzione che a livello mediatico sia fondamentale che la vicenda di questa famiglia non venga dimenticata per evitare di avere nuovi Michele da piangere.

È con queste premesse che prende corpo l’iniziativa di domenica 7 marzo, che raccoglie il grido d’aiuto lanciato da mamma Maria: “Giustizia per mio figlio Michele, aiutatemi. Non si può morire a 17anni per mano dei bulli. Faccio un’appello a chi può e deve intervenire: datemi risposte, sono tre anni che Michele non c’è più e tutto tace. Faccio una domanda. Se fosse stato vostro figlio?”.

Rivalità sportiva e classifiche a parte, i club promotori di questa battaglia contro il bullismo giocheranno tutti per lo stesso risultato, consapevoli che uniti si vince. Ecco le testimonianze.

Luca Infante, giocatore Staff Mantova: “Il bullismo è un fenomeno sociale purtroppo molto frequente nell’era moderna! Secondo me lo sport potrebbe far tanto per cercare di aiutare sia le persone colpite che chi produce violenza! Insegnare a stare insieme in un gruppo soffermandosi sull’uguagliqnza di tutti… rispettando la persona e le regole della convivenza comune! Lo sport contro il bullismo!”.

Renato Nicolai, Amministratore delegato Reale Mutua Basket Torino: “Abbiamo subito aderito a questa iniziativa insieme alle altre società, speriamo che serva a portare ancora di più alla luce questo problema, ormai troppo presente nella società. Siamo contro il bullismo, in ogni sua forma. E’ un nemico terribile che insieme vogliamo e dobbiamo sconfiggere”.

Alessandro Giuliani, General Manager Tezenis Verona: “Abbiamo accettato volentieri di appoggiare questa iniziativa. Lo sport deve farsi carico di lanciare messaggi forti come quello della lotta al bullismo, un tema da affrontare con la massima attenzione a tutti i livelli. Indosseremo delle maglie personalizzate prima della partita, in memoria di Michele Ruffino, unendoci in un simbolico abbraccio alla famiglia”.

Ferencz Bartocci, General Manager Bertram Derthona Basket: “Miky é nei nostri cuori dall’istante che Corrado Neggia ha parlato con me e coach Marco Ramondino, raccontandoci la sua storia. Come Società siamo molto attivi per arginare e sconfiggere qualsiasi atto di bullismo, anche per quello che riguarda il mondo social. Simbolicamente ci sentiamo nuovi amici di Miky, lottando concretamente ogni giorno per un mondo migliore”.

Giacomo Carrera, General Manager Novipiù JB Monferrato: “La storia di Miky è, purtroppo, l’esempio concreto di quanto questo problema sia radicato nella nostra società. Il nostro Club è da sempre attivo nel combattere il bullismo, soprattutto nelle sue nuove forme che stanno emergendo in questi anni con i social network. Il bullismo va sconfitto insieme, lottando giorno dopo giorno”.

Corrado Neggia, speaker Edilnol Pallacanestro Biella: “Quello che in cuor mio provo contro il bullismo l’ho già espresso direttamente alla mamma di Miky, che considero un fratellino, come sono certo lo sia di tutti noi. Ringrazio il mio club, tutti indistintamente, per la consueta sensibilità. Ringrazio con vigore tutte le persone contattate che senza indugi hanno aderito ad un’idea che ora è realtà. L’unione fa la forza, bullismo non hai scampo”.