“Exhibi.TO. Puntata Zero” Dal 21 al 28 settembre…ma anche oltre
Effetto resilienza. Il che vuol dire un’indomita voglia di riprendere. Di ripartire dopo il forzato silenzio e lo stop alle attività espositive imposti da un’emergenza sanitaria senza pari.
Ma probabilmente, dietro l’organizzazione di “Exhibi.TO” c’è anche la brezza già solleticante e sollecitante dell’effetto “Artissima”, 27^ edizione quella di quest’anno, l’unica Fiera d’arte internazionale rimasta in piedi in questo sgangherato 2020 (dopo il ritiro anche del Fiac di Parigi), in calendario dal 6 all’8 novembre prossimi all’Oval e che da sempre colora per l’appunto l’autunno dell’arte torinese con le più svariate iniziative legate preferibilmente al “contemporaneo”. Puntata Zero, come suggerisce il titolo, la manifestazione segnerà dal prossimo 21 al 28 settembre la “settimana dell’arte contemporana” a Torino e vedrà la partecipazione e il lavoro comune di ben 34 fra gallerie ed associazioni culturali subalpine, con la possibilità per ognuna di inaugurazioni ed orari diversificati, nonché di protrarre gli eventi espositivi oltre il termine di lunedì 28 settembre. Quanto mai vasta la mappa che, per la prima volta, dal centro alle periferie torinesi, unirà in una sola voce (condivisa dalle tre associazioni che rappresentano le gallerie d’arte cittadine e nazionali, ANGAMC TAG e COLLA, comprese altre indipendenti) il coro più eterogeneo del “contemporaneo”. Con un ben preciso obiettivo.
E la ferma “volontà– sottolineano gli organizzatori – di dare un segno di presenza e desiderio di ripartenza, presentando al pubblico torinese e non solo le proposte artistiche in apertura della stagione autunnale e in anticipo rispetto alla consueta settimana delle fiere”. Una mappa delle gallerie e delle mostre sarà distribuita in svariati punti di interesse della città e guiderà i visitatori
nella scoperta di un percorso che si preannuncia di grande ricchezza in termini quantitativi e qualitativi. Racconta, a nome dei galleristi coinvolti, Marco Sassone della galleria “metroquadro” di corso San Maurizio, dove verrà ospitata la personale – “Una pazza felicità”- del pinerolese Daniele Galliano: “Dopo la forzata sospensione causa covid di tutte le attività e la cancellazione delle fiere in Italia e all’estero, ci siamo trovati tutti immersi in uno scenario devastato, con un futuro incerto e preoccupante. In pieno lockdown sono cominciate quindi le telefonate tra di noi, per cercare di immaginare un possibile inizio. E’ così partito dalle gallerie più ‘giovani’ il desiderio di fare sistema, coinvolgendo la vasta maggioranza delle gallerie torinesi e le loro associazioni, comprendendo anche le più storiche”. E il “sistema” diventa progetto con voci e gambe che portano oggi all’organizzazione di “Exibi.TO”.
“Una vera ‘prima volta’- prosegue Sassone – in cui le gallerie torinesi lavorano, anche se individualmente, con uno slancio comune. Questa pandemia dovrebbe essere l’occasione da non perdere per una ripartenza con regole nuove. Forse, nel nostro comparto, con il numero zero di ‘Exhibi.TO’ stiamo dando un piccolo segnale”. E un invito, forte e chiaro, a non disperdere il lavoro appassionato di ben 34 gallerie d’arte. Decise a non mollare. A continuare, unite, quella loro opera di divulgazione culturale che è manna autentica per la città. Queste le gallerie coinvolte nel progetto: A Pick Gallery, Crag-Chiono Reisovà Art Gallery, Csa Farm Gallery, Davide Paludetto Arte Contemporanea, Febo e Dafne Studio d’Arte, Gagliardi & Domke, Galleria Benappi, Galleria Biasutti & Biasutti, Galleria Franco Noero, Galleria Giorgio Persano, Galleria Gli Acrobati, Galleria In Arco, Galleria La Rocca, Galleria Malinpesa by La Telaccia, Galleria Moitre, Galleria Peola Simondi, Galleria del Ponte, Galleria Riccardo Costantini, Galleria Roccatre, Galleria Weber & Weber, Galo Art Gallery, Just Goat, Luce Gallery,
Metroquadro, Mucho Mas, Norma Mangione Gallery, Oggetti Specifici, Phos Centro polifunzionale per la fotografia e le arti visive, Photo& Contemporary, Quartz Studio, Raffaella de Chirico Arte Contemporanea, Société Interludio, Tucci Russo Chambres d’Art, White Land Art Gallery. Il programma completo lo si può seguire sulle pagine social di “Exibi.TO”.
Gianni Milani
Nelle foto, opere di Daniele Galliano (Galleria “metroquadro”), Gianni Pettena (“A Pick Gallery”), Barbara Fragogna (Galleria “Moitre”) e Simone Stuto (Galleria “Riccardo Costantini”)
“Forma/Informe” In mostra alla GAM di Torino. Dal 24 giugno al 27 settembre
oltreché fotografo, di Luigi Veronesi (Milano, 1908 – 1998), la rassegna presenta “Le stelle dalla mia finestra”, immagine di un cielo senza luna attraversato da graffiature che si concretizzano in scie luminose e puntini bianchi, in un narrato che è sintesi perfetta del lungo percorso artistico di un “formalista che teneva ben presente le lezioni del costruttivismo russo e del surrealismo”. A proseguire nell’iter espositivo, troviamo ancora le “forme virtuali” di Franco Grignani (Pieve Porto Morone, 1908 – Milano, 1999), in cui la fotografia si pone spesso e fascinosamente al servizio della grafica con fotomontaggi, sovrimpressioni ed elaborati grafici che si rifanno ad una sorta di singolare “psicologia della forma”, accanto agli scatti inediti raffiguranti vedute urbane di forte “realismo formalista”– da “Montmartre” alla greca “Mykonos”- di Piergiorgio Branzi (Signa, 1928), che è stato anche giornalista Rai, inviato negli anni Sessanta da Enzo Biagi a Mosca e successivamente a Parigi per terminare con la carica di direttore della sede Rai di Firenze negli anni ’70-’80, per poi riprendere a fotografare negli anni ’90 con un progetto sui luoghi pasoliniani, dedicandosi soprattutto alla fotografia digitale. A concludere il gruppone dei “magnifici sette”, con le sue “astrazioni involontarie”, troviamo in mostra le opere (“un andare alle fondamenta – scrive Antonella Russo – della produzione di forme primordiali”) di uno dei protagonisti più autorevoli della fotografia astratta italiana, Paolo Monti (Novara, 1908 – Milano, 1982), insieme alle “Ossidazioni”, ai “Pirogrammi” e agli “Ideogrammi” prodotti da Nino Migliori (Bologna, 1926), opere di geniale sperimentazione in cui le più curiose stramberie frutto di un’immaginazione e di una giocosità tecnica senza fine (dalle piccole bruciature inferte alla pellicola, alle gocce d’acqua o ai liquidi schiumosi applicati sul lastrino dell’ingranditore) ci consegnano curiose immagini oniriche simili a “un organismo vivente, ad una costellazione di cellule sospese come in un liquido amniotico”.
“Forma/Informe”
Nelle foto

La mostra curata dal critico d’arte Giuliana Romano Bussola sarà inaugurata alle ore 18 di domenica 30
Alberto Carraro con i suoi graffiti e impronte concilia suggestioni di antichissime pitture e incisioni rupestri con il Movimento dell’Arte Povera, nato negli anni 60, avvalendosi di materiali quali il legno, il ferro e soprattutto il cemento.
Isabella Bocchio, presidente della SOMS, usando una tecnica particolare, dipinge su metallo scorci di paesi monferrini oltre a soggetti religiosi,

Si accantona quanto era in preparazione all’interno delle sale abitualmente occupate dalle abituali mostre per “invadere” altri spazi, in maniera inusuale, per riappropriarsi di quella “ricerca consolatoria della bellezza che l’uomo, già dai tempi della preistoria, ha sempre cercato di rappresentare, riprodurre, reinventare”, per attirare sotto il cielo una diversa e non già percorsa occasione. Succede nel centro della città, nel palazzo sede della Fondazione Accorsi-Ometto in via Po che occupa il Museo delle Arti Decorative, con Novecento in cortile. Omaggio ai Grandi Maestri della scultura contemporanea, mostra promossa dal direttore della Fondazione Luca Mana, con la collaborazione di Giuliana Godio, e curata da Bruto Pomodoro (fino all’11 ottobre prossimo). La visita in totale sicurezza, ammesso un massimo di 23 persone, ogni mezz’ora.
Cavalcata interrotta (1990) di Paolo Borghi occupa lo spazio del portico che immette alle sale superiori, una suggestiva terracotta che rivisita con devozione il mondo antico; dalla riscoperta di qualche civiltà (l’omaggio agli obelischi egizi), dalla suggestione di riti antichi in ogni loro più decifrabile simbologia (la tartaruga posta a base di Tobiolo o della “montagna dei tanti personaggi con cui l’artista ha costruito la sua opera qui esposta), come dal manierismo di stampo toscano paiono nascere le quattro sculture del ceco Ivan Theimer esposte (si noti ancora il realismo dello scudo con la Medusa caravaggesca del 2005); mentre l’intera mostra viene sovrastata dall’Ikaro alato (2000) di Igor Mitoraj – nato a Oederan nel 1944, piccolo centro della Sassonia, trascorre la giovinezza nei pressi di Cracovia -, un’altezza di 3,60 metri, un capolavoro che guarda agli eroi del passato a rappresentare una classicità spezzata, un archeologia che guarda alla manomissione dell’umanità presente, deposta dolente come l’altro bronzo del 2014, Luci di Nara pietrificata.
La chiesa di Santa Croce, posta su di un lato della caratteristica piazza Conte Rosso nel cuore della Avigliana medievale, equamente suddivisa tra il piano terreno e la parte superiore, ospita sino al 25 ottobre (visite sabato e domenica dalle 16 alle 20) una bi-personale, le ceramiche di Giuliana Cusino (che donerà con la collega in beneficienza l’intero ricavato della vendita delle loro opere, contribuendo così alle migliorie di cui l’edificio necessita) e i disegni a biro di Mara Cozzolino. Le mostre – racchiuse nei titoli Dame, animali preziosi, musica e altre storie e Una nuvola al giorno – sono organizzate dall’Associazione Culturale “Arte per Voi” e sono a cura di Luigi Castagna e Giuliana Cusino.
Poesia pure le nuvole di Mara Cozzolino, delicate, personali, uno stesso soggetto inseguito sempre con occhi diversi, nel tempo e nella luce, il bianco il rosato e l’azzurro cui si dà vita con il solo tratto di una biro, batuffoli di cotone buttati verso l’alto, grumi di schiuma avvolti e chiusi tra l’azzurro del cielo, irregolari, allegramente frastagliati, a tratti senza troppa fatica ti portano a immaginare silhouette d’animali, anch’essi forse fantasiosi, panciuti, forse una bocca, forse un piccolo occhio.

